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mercoledì 30 marzo 2011

Il sudamerica sempre più indipendente ed importante sulla scena internazionale

Il sudamerica pare procedere compatto nella condanna alla guerra libica, se ciò era scontato da parte del Venezuela, è arrivata più inaspettata la condanna dell'Argentina, mentre il Brasile, che siede nel consiglio di sicurezza dell'ONU, riguardo alla risoluzione 1973 ha votato con un'astensione, che la dice tutta sulla convinzione dell'intervento libico. Questo è solo un esempio che sta a dimostrare che il sud america sembra acquisire una nuova coscenza della propria forza, sia politica che economica; in passato i giudizi sulla politica estera non erano slegati dall'indirizzo statunitense, con l'incremento della democrazia e l'affrancamento economico, le nazioni tendono ad avere posizioni non più speculari alla superpotenza americana. Quella che si sta sviluppando è una vera e propria unione d'intenti che si sta affermando nel continente sudamericano, gli scambi nella regione si sono incrementati con mutua convenienza ed il livello delle relazioni internazionali è intenso, nonostante le differenze di vedute dei governi. Non è azzardato pensare che se i rapporti tra gli stati procederanno in questa direzione, potrebbe formarsi un blocco, ancorchè eterogeneo, territoriale con potenzialità di crescita economica molto rilevante e di conseguenza con la possibilità di accrescere il proprio peso sulla scena diplomatica. Siamo in una zona chiave del pianeta, che si affaccia su entrambi gli oceani e può godere di risorse ingenti, la crescita democratica favorisce la crescita di nuovi ceti sociali e dall'allargamento dei ceti medi, che si presentano sul mercato economico affamati di novità e di consumi. Il peso politico di personaggi come Lula, ma anche, pur nelle sue contraddizioni, Chavez, fa salire la considerazione del continente sudamericano negli osservatori e negli analisti politici, che pronosticano un futuro da sicuro protagonista al subcontinente americano.

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