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lunedì 28 marzo 2011

UE: occasione persa nella vicenda libica

Mentre la zona di non volo sta passando sotto il comando NATO, Italia e Germania lavorano ad una soluzione diplomatica che permetta, con il cessate il fuoco, una uscita conveniente per Gheddafi. Il succedersi degli eventi sulla scena politica internazionale porta alla ribalta Roma e Berlino ed arretrano Parigi e Londra. Sopratutto per Parigi lo smacco diplomatico è evidente: l'eccessivo decisionismo, slegato dagli ambiti dei propri alleati e dalla dovuta collegialità ha determinato la messa all'angolo di Sarkozy. La mossa del presidente francese, se efficace dal punto di vista militare, sopratutto agli occhi delle forze avverse a Gheddafi, dal punto di vista politico si è rivelato un azzardo che ha messo in una luce non proprio favorevole la Francia. Al contrario, per Germania ed Italia, l'opzione diplomatica si sta rivelando un buon viatico per risolvere la questione e per recuperare posizioni sulla vicenda, dato l'immobilismo che ne aveva contraddistinto l'atteggiamento, durante l'inizio della vicenda. In realtà, modi a parte, senza l'opzione militare voluta da Parigi, le trattative diplomatiche, che ora sono molto apprezzate, non partirebbero dalle attuali posizioni di forza; quindi la sinergia tra le due visuali molto probabilmente permetterà di raggiungere l'obiettivo. Questa è la dimostrazione che si è persa una grande occasione di unità europea, di fare finalmente apparire la UE come una unica potenza con identità di intenti ed unicità di azione; dietro le schermaglie e la volontà di apparire della Francia, delle titubanze italiane, delle perplessità tedesche vi è una grande immaturità del sentimento europeo; ed anche l'incapacità di gestione di Bruxelles denuncia una grave lacuna di direzione di indirizzo degli organi centrali. L'occasione persa deve almeno insegnare qualcosa per il futuro: riorganizzare da subito la diplomazia della UE e dotarla di strumenti adatti deve essere il primo passo per non ricadere nell'errore.

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