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martedì 28 gennaio 2014

La visita di Hollande in Turchia

La visita del presidente francese Hollande in Turchia, la prima dopo 22 anni, ha permesso di riavvicinare i due paesi, dopo che, con la presidenza Sarkozy, vi erano stati notevoli contrasti. Il fatto più saliente è stata la promessa di sottoporre al popolo francese la questione del paese turco nella UE. Si è trattato, in verità, di una bella figura a costo zero, che ha permesso ad Hollande di presentarsi comunque come interlocutore affidabile nei confronti di un paese, il cui ingresso in Europa rappresenta un obiettivo strategico. La questione turca, verosimilmente non rientrerà nella possibilità di prendere parte alla decisone dell’attuale presidente francese, se non verrà rieletto nel 2017. Tuttavia per Ankara è importante avere anche segnali simbolici, che possano riaprire un dialogo con la UE; la Turchia, in questo momento, aspira soltanto che il processo di adesione non venga interrotto. Mantenere aperto il dialogo con Bruxelles in questo momento è prioritario di fronte al panorama internazionale, perché significa smorzare l’attenzione mediatica sull’operato del governo di Erdogan, colpito da indagini sulla corruzione e sui, precedentemente, vi sono stati, e continuano ad esservi, seri dubbi sulla reale applicazione dei diritti civili nel paese. Del resto la questione dell’adesione potrebbe essere anche vanificata dagli stessi turchi, nel momento in cui fossero chiamati ad esprimersi sulla questione attraverso un referendum. La conclusione del processo, dal lato europeo è tutt’altro che facile: all’interno del vecchio continente sembra vi siano due interpretazioni diametralmente opposte, sia per peso numerico, che per influenza. Infatti pare che la maggior parte della popolazione europea non sia favorevole ad un ingresso nella UE di un paese dove l’influenza islamica sia così importante, tuttavia, al contrario, negli ambienti diplomatici l’adesione di Ankara sarebbe vista con favore, sia per la sua contiguità geografica con l’Europa, sia per le potenzialità economiche e geopolitiche che l’ingresso turco potrebbe garantire. Proprio su questa base il presidente francese ha intrapreso il suo viaggio in Turchia per rafforzare i legami commerciali, specialmente nei settori dell’energia, dell’agroalimentare e delle infrastrutture, perché il paese turco è stato individuato come un mercato in fase di sviluppo ed, in prospettiva futura, un partner su cui investire.

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