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Politica Internazionale
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lunedì 5 febbraio 2018
La visita di Erdogan in Italia
Il presidente turco Erdogan effettua una visita in Vaticano dopo cinquantanove anni di assenza, il viaggio continua con l’incontro con il presidente della Repubblica italiana ed il capo del governo. Sulla reale necessità di ricevere un capo di stato che ha trasformato il proprio paese in una sorta di dittatura, basata sul culto della propria personalità, attraverso la negazione di ogni dissenso e la diminuzione dei diritti per la popolazione turca, ci sono grandi perplessità da più parti. Se per la visita in Vaticano si possono avere delle spiegazioni plausibili, per l’accoglienza delle istituzioni italiane non si vedono ragionevoli motivazioni per consentire ad Erdogan una visibilità internazionale. Una esplicita richiesta di Erdogan è la causa della visita in Vaticano, dove l’intenzione turca è quella di parlare principalmente della questione di Gerusalemme capitale israeliana, dopo che gli USA hanno manifestato la volontà di trasferirvi la propria ambasciata. La posizione della Santa Sede è chiara, al riguardo, e la speranza di appoggio turco su questo tema, che potrà anche verificarsi, non compenserà certamente le rimostranze che il Papa farà in privato per la situazione interna del paese e per la repressione dei curdi. Certo il Vaticano sfrutterà l’incontro per avere la massime rassicurazioni sulla sicurezza dei cristiani turchi e ciò rende maggiormente comprensibile che il Papa non abbia rifiutato l’incontro. Ma per l’Italia non sembrano esserci analoghe motivazioni se non quelle economiche. Roma ha sempre appoggiato, alla fine smentita dai fatti,la candidatura turca all’ingresso in Europa, anche quando, ad esempio, Parigi si opponeva. L’atteggiamento italiano non è sembrato sufficientemente determinato nei confronti di un capo politico che ha trasformato il suo paese da laico in confessionale, con tutte le implicazioni che comporta volere rendere preponderante il fattore religioso islamico in una società civile e politica. Roma ha continuato una sorta di linea morbida anche dopo le repressioni seguite al colpo di stato, di cui non si è mai capito la vera natura, limitandosi a condanne formali ed anche nei confronti della repressione operata ai danni dei curdi non si sono sentite particolari rimostranze. Appare significativo che quella di Erdogan è la prima visita all’estero dopo i bombardamenti contro le milizie curde presenti sul territorio siriano, che hanno fatto diverse vittime anche tra i civili. Questo elenco dice che ce ne sarebbe abbastanza per isolare un personaggio molto pericoloso per la stabilità mondiale, la cui ambizione rischia di creare una dittatura sul modello di quella fascista sui confini dell’Europa. Nella sua politica estrema Erdogan ha sempre bisogno di riconoscimenti internazionali, sia per il suo versante interno, che per quello estero ed il fatto che sia ricevuto dopo avere infranto il diritto internazionale potrà diventare un fatto che la Turchia potrà sfruttare a proprio beneficio. Il governo italiano avrà senz’altro pensato a come incrementare il grande scambio economico tra i due paesi, che raggiunge quasi diciotto miliardi di dollari, tuttavia in un quadro più generale, quello che riguarda la politica internazionale, anche all’interno delle dinamiche europee, è impossibile che questa visita non venga percepita come un vantaggio concesso al presidente turco. Probabilmente in questo frangente sarebbe stato più auspicabile un atteggiamento più distaccato con un capo di stato che ha indirizzato il proprio paese verso una compressione notevole di quei diritti, che lo stato italiano e l’Unione Europea si sono sempre fatti portatori. Dare udienza ad Erdogan contraddice tutti i valori sui quali si fondano la Repubblica italiana e l’Europa e ciò rappresenta un fatto grave che denuncia la necessità di un coordinamento degli indirizzi di politica internazionale, che deve venire necessariamente da Bruxelles. Non si può, d’altronde, certo sperare che questa visita faccia cambiare la direzione intrapresa da Erdogan, che, al contrario, usa l’Italia per i suoi scopi di visibilità internazionale, facendo fare a Roma una pessima figura.
Erdogan's visit to Italy
The
Turkish president Erdogan makes a visit to the Vatican after fifty-nine
years of absence, the journey continues with the meeting with the
president of the Italian Republic and the head of government. On
the real need to receive a head of state who has turned his country
into a kind of dictatorship, based on the cult of his personality,
through the denial of any dissent and the reduction of rights for the
Turkish population, there are great doubts from more set off. If
for the visit to the Vatican one can have plausible explanations, for
the reception of Italian institutions do not see reasonable reasons to
allow Erdogan an international visibility. An
explicit request by Erdogan is the cause of the visit to the Vatican,
where the Turkish intention is to speak mainly about the question of
Israeli capital Jerusalem, after the US has expressed its willingness to
move its embassy. The
position of the Holy See is clear in this regard, and the hope of
Turkish support on this issue, which may also occur, will certainly not
compensate for the grievances that the Pope will make in private for the
internal situation of the country and for the Kurdish repression. Of
course, the Vatican will use the meeting to have the highest
reassurance on the security of Turkish Christians and this makes it more
understandable that the Pope did not refuse the meeting. But for Italy there do not seem to be similar motivations other than economic ones. Rome
has always supported, eventually denied by the facts, the Turkish
candidacy for entry into Europe, even when, for example, Paris opposed. The
Italian attitude did not seem sufficiently determined against a
political leader who transformed his country from a layman into a
confessional, with all the implications that entails wanting to make the
Islamic religious factor predominant in a civil and political society. Rome
continued a sort of soft line even after the repression following the
coup, whose true nature was never understood, limiting itself to formal
condemnations and also against the repression carried out against the
Kurds, no particular grievances were felt . It
seems significant that Erdogan's is the first visit abroad after the
bombings against the Kurdish militias present in the Syrian territory,
which have also made several victims among the civilians. This
list says that there would be enough to isolate a very dangerous
character for world stability, whose ambition threatens to create a
dictatorship modeled on the fascist model on the borders of Europe. In
his extreme politics Erdogan always needs international recognition,
both for his internal and foreign side and the fact that he is received
after breaking international law could become a fact that Turkey will be
able to exploit for its own benefit. The
Italian government will certainly have thought about how to increase
the great economic exchange between the two countries, which reaches
almost eighteen billion dollars, but in a more general framework, the
one concerning international politics, even within the European
dynamics, it is impossible that this visit is not perceived as an advantage granted to the Turkish president. Probably
in this situation it would have been more desirable to have a more
detached attitude with a head of state who has directed his country
towards a considerable compression of those rights, which the Italian
state and the European Union have always been bearers of. To
give a hearing to Erdogan contradicts all the values on which the
Italian Republic and Europe are founded, and this is a serious fact that
denounces the need for coordination of the international policy
guidelines, which must necessarily come from Brussels. On
the other hand, one can not hope that this visit will change the
direction taken by Erdogan, who, on the contrary, uses Italy for its
purposes of international visibility, making Rome a bad figure.
La visita de Erdogan a Italia
El
presidente turco Erdogan hace una visita al Vaticano después de
cincuenta y nueve años de ausencia, el viaje continúa con la reunión con
el presidente de la República Italiana y el jefe de gobierno. Sobre
la necesidad real de recibir un jefe de Estado que haya transformado a
su país en una especie de dictadura, basada en el culto a su
personalidad, a través de la negación de cualquier disidencia y la
reducción de derechos para la población turca, existen grandes dudas de
más partes. Si
para la visita al Vaticano uno puede tener explicaciones plausibles,
para la recepción de las instituciones italianas no veo razones
razonables para permitir a Erdogan una visibilidad internacional. Una
petición explícita de Erdogan es la causa de la visita al Vaticano,
donde la intención turca es hablar principalmente sobre la cuestión de
la capital israelí, Jerusalén, después de que Estados Unidos haya
expresado su deseo de mover su embajada. La
posición de la Santa Sede es clara en este sentido, y la esperanza del
apoyo de Turquía en este tema, que también puede ocurrir, ciertamente no
compensará los agravios que el Papa hará en privado por la situación
interna del país y por la represión kurda. Por
supuesto, el Vaticano utilizará la reunión para tener la más alta
seguridad sobre la seguridad de los cristianos turcos y esto hace que
sea más comprensible que el Papa no haya rechazado la reunión. Pero para Italia no parece haber motivaciones similares a las económicas. Roma
siempre ha apoyado, eventualmente negado por los hechos, la candidatura
turca para entrar en Europa, incluso cuando, por ejemplo, París se
opuso. La
actitud italiana no parecía suficientemente determinada contra un líder
político que transformó su país de un laico a un confesionario, con
todas las implicaciones que implica el querer hacer que el factor
religioso islámico predomine en una sociedad civil y política. Roma
continuó una especie de línea suave incluso después de la represión que
siguió al golpe, cuya verdadera naturaleza nunca se entendió,
limitándose a las condenas formales y también contra la represión hecha
contra los kurdos, no se sintieron agravios particulares . Parece
significativo que Erdogan sea la primera visita al exterior después de
los bombardeos contra las milicias kurdas presentes en el territorio
sirio, que también causaron varias víctimas entre los civiles. Esta
lista dice que habría suficiente para aislar un personaje muy peligroso
para la estabilidad mundial, cuya ambición amenaza con crear una
dictadura modelada en el modelo fascista en las fronteras de Europa. En
su política extrema, Erdogan siempre necesita reconocimiento
internacional, tanto para su lado interno como para el extranjero, y el
hecho de que sea recibido después de violar la ley internacional podría
convertirse en un hecho que Turquía podrá explotar para su propio
beneficio. El
gobierno italiano seguramente habrá pensado cómo aumentar el gran
intercambio económico entre los dos países, que alcanza casi los
dieciocho mil millones de dólares, pero en un marco más general, el
relacionado con la política internacional, incluso dentro de la dinámica
europea, es imposible que esta visita no se perciba como una ventaja otorgada al presidente turco. Probablemente
en esta situación habría sido más deseable tener una actitud más
desapegada con un jefe de Estado que ha dirigido a su país hacia una
considerable compresión de esos derechos, que el Estado italiano y la
Unión Europea siempre han sido portadores. Dar
una audiencia a Erdogan contradice todos los valores en los que se
fundamenta la República Italiana y Europa, y este es un hecho grave que
denuncia la necesidad de coordinar las directrices de política
internacional, que necesariamente deben provenir de Bruselas. Por
otro lado, no se puede esperar que esta visita cambie la dirección
tomada por Erdogan, que, por el contrario, utiliza a Italia para sus
propósitos de visibilidad internacional, convirtiendo a Roma en una mala
figura.
Erdogans Besuch in Italien
Der
türkische Präsident Erdogan stattet nach neunundfünfzig Jahren
Abwesenheit dem Vatikan einen Besuch ab. Die Reise geht weiter mit dem
Treffen mit dem Präsidenten der Italienischen Republik und dem
Regierungschef. Auf
die wirkliche Notwendigkeit, ein Staatsoberhaupt zu empfangen, das sein
Land in eine Art Diktatur verwandelt hat, die auf dem Kult seiner
Persönlichkeit beruht, durch die Ablehnung jeglicher
Meinungsverschiedenheiten und die Einschränkung der Rechte der
türkischen Bevölkerung, gibt es große Zweifel von mehr Teile. Wenn
man für den Besuch im Vatikan plausible Erklärungen haben kann, sehen
für die Rezeption der italienischen Institutionen keine vernünftigen
Gründe, Erdogan eine internationale Sichtbarkeit zu ermöglichen. Ein
ausdrückliches Ersuchen von Erdogan ist die Ursache des Besuchs im
Vatikan, wo die türkische Absicht hauptsächlich darin besteht, über die
Frage der israelischen Hauptstadt Jerusalem zu sprechen, nachdem die USA
ihre Bereitschaft erklärt haben, ihre Botschaft zu verlegen. Die
Position des Heiligen Stuhls ist in dieser Hinsicht klar, und die
Hoffnung auf türkische Unterstützung in dieser Frage, die auch auftreten
mag, wird sicherlich nicht die Missstände ausgleichen, die der Papst
privat für die innere Situation des Landes und für die kurdische
Unterdrückung machen wird. Natürlich
wird der Vatikan das Treffen nutzen, um die größte Sicherheit für die
Sicherheit türkischer Christen zu haben, und das macht es
verständlicher, dass der Papst das Treffen nicht ablehnte. Aber für Italien scheint es keine anderen Motivationen als wirtschaftliche zu geben. Rom
hat immer die türkische Kandidatur für die Einreise nach Europa
unterstützt und schließlich durch die Tatsachen bestritten, auch wenn
zum Beispiel Paris dagegen war. Die
italienische Haltung schien nicht genügend entschlossen gegen einen
politischen Führer zu sein, der sein Land von einem Laien in einen
Beichtstuhl verwandelte, mit allen Konsequenzen, die mit sich bringen,
den islamischen religiösen Faktor in einer bürgerlichen und politischen
Gesellschaft vorherrschen zu lassen. Rom
hat auch nach den Repressionen nach dem Staatsstreich, von denen die
wahre Natur nie verstanden wurde und sich auf formelle Verurteilungen
und auch gegen die Repression gegen die Kurden beschränkte, eine gewisse
sanfte Linie beibehalten . Es
scheint bedeutsam, dass Erdogan der erste Auslandsaufenthalt nach den
Bombenanschlägen auf die kurdischen Milizen auf dem syrischen
Territorium ist, die auch mehrere Opfer unter den Zivilisten gebracht
haben. Diese
Liste besagt, dass es genug geben würde, um einen sehr gefährlichen
Charakter für die Stabilität der Welt zu isolieren, dessen Ehrgeiz eine
Diktatur zu schaffen scheint, die dem faschistischen Modell an den
Grenzen Europas nachempfunden ist. In
seiner extremen Politik braucht Erdogan immer internationale
Anerkennung, sowohl für seine innere als auch für seine ausländische
Seite, und die Tatsache, dass er nach dem Bruch des Völkerrechts
empfangen wird, könnte zu einer Tatsache werden, die die Türkei für sich
nutzen kann. Die
italienische Regierung wird sicherlich darüber nachgedacht haben, wie
der große wirtschaftliche Austausch zwischen den beiden Ländern, der
fast achtzehn Milliarden Dollar erreicht, erhöht werden kann, aber in
einem allgemeineren Rahmen, der die internationale Politik betrifft,
sogar innerhalb der europäischen Dynamik, Es ist unmöglich, dass dieser Besuch nicht als Vorteil für den türkischen Präsidenten wahrgenommen wird. Wahrscheinlich
wäre es in dieser Situation wünschenswerter gewesen, eine
distanziertere Haltung gegenüber einem Staatschef zu haben, der sein
Land zu einer erheblichen Verdichtung dieser Rechte geführt hat, die der
italienische Staat und die Europäische Union seit jeher tragen. Eine
Anhörung Erdogans widerspricht allen Werten, auf denen die Italienische
Republik und Europa beruhen, und dies ist eine ernste Tatsache, die die
Notwendigkeit einer Koordinierung der internationalen politischen
Leitlinien, die notwendigerweise aus Brüssel kommen müssen, verurteilt. Auf
der anderen Seite kann man nicht hoffen, dass dieser Besuch die
Richtung von Erdogan verändern wird, der im Gegenteil Italien für seine
Zwecke der internationalen Sichtbarkeit nutzt, was Rom zu einer
schlechten Figur macht.
La visite d'Erdogan en Italie
Le
président turc Erdogan fait une visite au Vatican après 59 ans
d'absence, le voyage se poursuit avec la rencontre avec le président de
la République italienne et le chef du gouvernement. Sur
la nécessité réelle de recevoir un chef d'Etat qui a transformé son
pays en une sorte de dictature, basée sur le culte de sa propre
personnalité, par la négation de toute dissidence et des droits réduits
pour la population turque, il y a des préoccupations majeures pour plus pièces. Si
pour la visite au Vatican on peut avoir des explications plausibles,
car l'accueil des institutions italiennes ne voit pas de raisons
raisonnables pour permettre à Erdogan une visibilité internationale. Une
demande explicite d'Erdogan est la cause de la visite au Vatican, où
l'intention turque est de parler principalement de la question de la
capitale israélienne Jérusalem, après que les Etats-Unis aient exprimé
leur volonté de déplacer son ambassade. La
position du Saint-Siège est claire à cet égard, et l'espoir d'un
soutien turc sur cette question, qui peut également se produire, ne
compensera certainement pas les griefs que le Pape fera en privé pour la
situation intérieure du pays et la répression kurde. Bien
sûr, le Vatican utilisera la réunion pour avoir la plus grande
assurance sur la sécurité des chrétiens turcs et cela rend plus
compréhensible que le pape n'ait pas refusé la réunion. Mais pour l'Italie, il ne semble pas y avoir de motivations similaires autres que économiques. Rome
a toujours soutenu, éventuellement démenti par les faits, la
candidature turque à l'entrée en Europe, même lorsque, par exemple,
Paris s'y est opposé. L'attitude
italienne ne paraissait pas suffisamment déterminée contre un dirigeant
politique qui transformait son pays d'un profane en confessionnal, avec
toutes les implications que cela implique de vouloir faire prédominer
le facteur religieux islamique dans une société civile et politique. Rome
a continué une sorte de ligne douce même après la répression qui a
suivi le coup d'état, dont la vraie nature n'a jamais été comprise, se
limitant à des condamnations formelles et aussi contre la répression
menée contre les Kurdes, aucun grief particulier n'a été ressenti . Il
semble significatif qu'Erdogan soit la première visite à l'étranger
après les attentats à la bombe contre les milices kurdes présentes sur
le territoire syrien, qui ont également fait plusieurs victimes parmi
les civils. Cette
liste dit qu'il y aurait assez pour isoler un personnage très dangereux
pour la stabilité mondiale, dont l'ambition menace de créer une
dictature modelée sur le modèle fasciste aux frontières de l'Europe. Dans
sa politique extrême, Erdogan a toujours besoin d'une reconnaissance
internationale, tant pour son côté interne qu'étranger, et le fait qu'il
soit reçu après avoir enfreint le droit international pourrait devenir
un fait que la Turquie pourra exploiter pour son propre bénéfice. Le
gouvernement italien aura certainement réfléchi à la manière
d'augmenter le grand échange économique entre les deux pays, qui atteint
près de dix-huit milliards de dollars, mais dans un cadre plus général,
celui de la politique internationale, même dans la dynamique
européenne, il est impossible que cette visite ne soit pas perçue comme un avantage accordé au président turc. Probablement
dans cette situation il aurait été plus souhaitable d'avoir une
attitude plus détachée avec un chef d'Etat qui a dirigé son pays vers
une compression considérable de ces droits, dont l'Etat italien et
l'Union européenne ont toujours été porteurs. Entendre
Erdogan contredit toutes les valeurs sur lesquelles sont fondées la
République italienne et l'Europe, et c'est un fait grave qui dénonce la
nécessité de coordonner les orientations politiques internationales, qui
doivent nécessairement venir de Bruxelles. D'un
autre côté, on ne peut espérer que cette visite change la direction
prise par Erdogan, qui, au contraire, utilise l'Italie pour ses
objectifs de visibilité internationale, faisant de Rome une mauvaise
figure.
Visita de Erdogan a Itália
O
presidente turco, Erdogan, faz uma visita ao Vaticano após cinquenta e
nove anos de ausência, a jornada continua com o encontro com o
presidente da República Italiana e com o chefe de governo. Sobre
a necessidade real de receber um chefe de Estado que transformou seu
país em uma espécie de ditadura, baseada no culto de sua personalidade,
através da negação de qualquer dissidência e redução de direitos para a
população turca, há grandes dúvidas de mais peças. Se
para a visita ao Vaticano pode-se ter explicações plausíveis, pois a
recepção de instituições italianas não vê razões razoáveis para
permitir a Erdogan uma visibilidade internacional. Um
pedido explícito de Erdogan é a causa da visita ao Vaticano, onde a
intenção turca é falar principalmente sobre a questão da capital
israelita, Jerusalém, depois que os EUA expressaram sua vontade de mudar
sua embaixada. A
posição da Santa Sé é clara a este respeito, e a esperança do apoio
turco sobre esta questão, que também pode ocorrer, certamente não
compensará as queixas que o Papa fará em privado para a situação interna
do país e para a repressão curda. É
claro que o Vaticano usará a reunião para ter a maior segurança para a
segurança dos cristãos turcos e isso torna mais compreensível que o Papa
não tenha recusado a reunião. Mas, para a Itália, não parecem ser motivações semelhantes às econômicas. Roma
sempre apoiou, eventualmente, negado pelos fatos, a candidatura turca
para a entrada na Europa, mesmo quando, por exemplo, Paris se opôs. A
atitude italiana não pareceu suficientemente determinada em relação a
um líder político que transformou seu país de um leigo para um
confessionário, com todas as implicações que implicam querer tornar o
fator religioso islâmico predominante em uma sociedade civil e política.
Roma
continuou uma espécie de linha suave mesmo após a repressão após o
golpe, cuja verdadeira natureza nunca foi compreendida, limitando-se a
condenações formais e também contra a repressão feita contra os curdos,
não foram sentidas queixas particulares . Parece
significativo que Erdogan é a primeira visita no exterior após os
bombardeios contra as milícias curdas presentes no território sírio, que
também fizeram várias vítimas entre os civis. Esta
lista diz que haverá o suficiente para isolar um personagem muito
perigoso para a estabilidade mundial, cuja ambição ameaça criar uma
ditadura modelada no modelo fascista nas fronteiras da Europa. Em
sua política extrema, Erdogan sempre precisa de reconhecimento
internacional, tanto para o lado interno como para o estrangeiro, e o
fato de ser recebido depois de quebrar o direito internacional pode
tornar-se um fato que a Turquia poderá explorar para seu próprio
benefício. O
governo italiano certamente pensou em como aumentar o grande
intercâmbio econômico entre os dois países, que atinge quase dezoito
bilhões de dólares, mas em um quadro mais geral, o referente à política
internacional, mesmo dentro da dinâmica européia, é impossível que esta visita não seja percebida como uma vantagem concedida ao presidente turco. Provavelmente,
nessa situação, teria sido mais desejável ter uma atitude mais
destacada com um chefe de Estado que tenha dirigido seu país para uma
compactação considerável desses direitos, que o Estado italiano e a
União Européia sempre foram portadores. Dar
uma audiência a Erdogan contradiz todos os valores em que se fundamenta
a República Italiana e a Europa, e este é um fato sério que denuncia a
necessidade de coordenação das diretrizes políticas internacionais, que
necessariamente devem ser provenientes de Bruxelas. Por
outro lado, não se pode esperar que esta visita altere a direção de
Erdogan, que, pelo contrário, usa a Itália para fins de visibilidade
internacional, fazendo de Roma uma figura ruim.
Визит Эрдогана в Италию
Президент
Турции Эрдоган совершает визит в Ватикан после пятидесяти девяти лет
отсутствия, путешествие продолжается с встречей с президентом
Итальянской Республики и главой правительства. По
настоятельной необходимости получить главу государства, превратившего
свою страну в диктатуру, основанную на культе его личности, через отказ
от любого инакомыслия и сокращение прав для турецкого населения, есть
большие сомнения в более частей. Если
для визита в Ватикан можно получить правдоподобные объяснения, то для
приема итальянских учреждений не вижу разумных оснований, чтобы Эрдоган
мог видеть международную видимость. Явная
просьба Эрдогана является причиной визита в Ватикан, где намерение
Турции состоит в том, чтобы в основном говорить об израильской столице
Иерусалиме после того, как США выразили готовность переместить свое
посольство. Позиция
Святейшего Престола ясна в этом отношении, и надежду на поддержку
Турцией в этом вопросе, которая также может произойти, безусловно, не
будет компенсировать жалобы, которые Папа сделает частным для
внутреннего положения страны и для курдских репрессий. Разумеется,
Ватикан будет использовать встречу, чтобы обеспечить максимальную
уверенность в безопасности турецких христиан, и это делает более
понятным то, что Папа Римский не отказался от встречи. Но для Италии, похоже, нет подобных мотивов, кроме экономических. Рим
всегда поддерживал, в конечном итоге отрицал факты, кандидатуру Турции
на вступление в Европу, даже когда, например, выступал против Парижа. Итальянская
позиция не казалась достаточно определенной в отношении политического
лидера, который превратил свою страну от мирянина к конфессиональному,
со всеми последствиями, которые влекут за собой желание сделать
исламский религиозный фактор преобладающим в гражданском и политическом
обществе. Рим
продолжал своеобразную мягкую линию даже после репрессий после
переворота, чья истинная природа никогда не понималась, ограничиваясь
формальными осуждениями, а также против репрессий, совершенных против
курдов, никаких особых жалоб не было , Представляется
важным, что Эрдоган является первым визитом за границу после взрывов
против курдских ополченцев, присутствующих на сирийской территории,
которые также сделали несколько жертв среди мирных жителей. В
этом списке говорится, что будет достаточно, чтобы изолировать очень
опасный характер мировой стабильности, чья амбиция грозит создать
диктатуру, смоделированную по фашистской модели на границах Европы. В
своей экстремальной политике Эрдогану всегда необходимо международное
признание, как для его внутренней, так и для внешней стороны, и тот
факт, что он получен после нарушения международного права, может стать
фактом, который Турция сможет использовать для своей собственной выгоды.
Итальянское
правительство наверняка подумает о том, как увеличить большой
экономический обмен между двумя странами, который достигает почти
восемнадцати миллиардов долларов, но в более общих рамках, в отношении
международной политики, даже в рамках европейской динамики, невозможно, чтобы этот визит не воспринимался как преимущество, предоставленное турецкому президенту. Вероятно,
в этой ситуации было бы более желательно иметь более обособленное
отношение с главой государства, который направил свою страну к
значительному сжатию тех прав, которые всегда были носителями
итальянского государства и Европейского союза. Провести
слушание Эрдогану противоречит всем ценностям, на которых основана
Итальянская Республика и Европа, и это серьезный факт, который осуждает
необходимость координации руководящих принципов международной политики,
которые обязательно должны быть получены из Брюсселя. С
другой стороны, нельзя надеяться, что этот визит изменит направление,
принятое Эрдоганом, который, напротив, использует Италию для целей
международной видимости, что делает Рим плохим.
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