Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 18 febbraio 2026

Il partito democratico si presenta come unico valido interlocutore americano per l'Europa

 Che alla attività di Trump l’opposizione dei democratici pare essere silente è una opinione condivisa, non si sa se il partito è in piena crisi al suo interno, per avere provocato una sconfitta che ha generato conseguenze mondiali, per una pessima gestione della campagna elettorale o se il silenzio sia una strategia consapevole per fare emergere tutta l’incapacità e la grettezza dell’inquilino della casa Bianca e dei suoi ministri. Il silenzio dei democratici si è però arrestato in campo internazionale, nella sede della scorsa Conferenza della sicurezza di Monaco, con la chiara intenzione di rassicurare i leader europei. Una rassicurazione soltanto potenziale perché riferita ad una auspicabile, ma non certa, vittoria alle prossime elezioni presidenziali americane. L’intento principale sembra essere stato quello di denunciare il tradimento del Presidente americano verso i suoi alleati europei, si tratta di un chiaro intento di accreditare il partito democratico come l’unico serio interlocutore degli Stati Uniti verso i governi occidentali. In particolare il governatore della California, Newsom, si è presentato come leader dell’opposizione e come possibile candidato democratico alle prossime presidenziali del 2028, secondo la sua idea Trump è temporaneo ed andrà via tra tre anni. Con la legislazione vigente sarà così in ogni modo, sempre che Trump non riesca a cambiare le regole attuali, tuttavia, con una conferma repubblicana, ad insediarsi sarebbe l’attuale vice presidente, Vance, che potrebbe rivelarsi ancora peggio, se possibile, dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Ora, anche con una vittoria democratica, l’Europa non deve crearsi un alibi per non percorrere la strada dell’autonomia: occorre ricordare che, sebbene con altre modalità, a partire da Obama ed anche con Biden, gli USA hanno spostato la propria attenzione principale sull’Oceano Pacifico, individuando la Cina come principale antagonista commerciale e geopolitico; con Trump sono cambiate le modalità dei rapporti con l’Europa, improntate ad una arroganza mai vista prima, ma gli obiettivi geostrategici sono identici a quelli dei democratici. L’Unione Europea deve in ogni maniera cautelarsi, non fidandosi più dell’alleato americano, soprattutto in materia di difesa, ed uno dei meriti di Trump è stato proprio quello di accelerare questo processo e della presa d’atto che i valori del “Make America Great Again” non collimano con gli ideali fondativi dell’Unione Europea. Ma il rapporto con l’Europa, condannato anche per la vicenda della Groenlandia e per i dazi, non è l’unico punto messo in risalto dai democratici: l’abbandono della lotta circa l’emergenza climatica, con il favorire il consumo delle energie provenienti da petrolio, gas e carbone, stanno portando gli USA indietro di due secoli, questo comportamento risulta particolarmente inviso all’Europa, sempre più sensibile al problema dell’inquinamento. Anche l’aumentata diseguaglianza economica sta portando il paese americano ad un autoritarismo dilagante, che non rassicura i partner europei. Presentare questi argomenti verso i paesi dell’Unione rappresenta un punto importante per riaccreditare i democratici presso i governi occidentali; non che sia troppo faticoso: gli effetti della politica di Trump hanno portato una grande instabilità nelle relazioni internazionali, che dovrà essere recuperata in caso di vittoria nelle presidenziali, una contro tendenza che si potrebbe verificare nelle elezioni di metà mandato, mettendo in crisi le sicurezze di Trump. In ogni caso la necessità dei democratici di presentarsi come interlocutori affidabili serve anche per rassicurare i mercati e porre basi profondamente differenti fin d’ora con gli alleati Europei: una occasione da sfruttare anche per tutti i membri dell’Unione.   

The Democratic Party presents itself as the only valid American interlocutor for Europe

 It's a widely held opinion that the Democratic opposition to Trump's actions appears to be silent. It's unclear whether the party is in a full-blown internal crisis, having provoked a defeat that had global repercussions, due to poor campaign management, or whether the silence is a deliberate strategy to expose the incompetence and pettiness of the White House president and his ministers. The Democrats' silence, however, has been halted internationally, at the recent Munich Security Conference, with the clear intention of reassuring European leaders. This reassurance is only potential, as it refers to a desirable, but not certain, victory in the upcoming US presidential elections. The primary intent appears to have been to denounce the American president's betrayal of his European allies, a clear attempt to establish the Democratic Party as the United States' only serious interlocutor with Western governments. In particular, California Governor Newsom has presented himself as the leader of the opposition and a possible Democratic candidate in the 2028 presidential elections. According to him, Trump is temporary and will leave in three years. Under current legislation, this will be the case, assuming Trump fails to change the current rules. However, with a Republican confirmation, the current Vice President, Vance, would take office, and he could prove even worse, if possible, than the current White House incumbent. Now, even with a Democratic victory, Europe must not create an excuse for not pursuing autonomy. It is important to remember that, albeit in different ways, starting with Obama and also with Biden, the US has shifted its primary focus to the Pacific Ocean, identifying China as its main commercial and geopolitical rival. With Trump, the nature of relations with Europe has changed, marked by unprecedented arrogance, but the geostrategic objectives are identical to those of the Democrats. The European Union must take precautions at all costs, no longer trusting its American ally, especially when it comes to defense. One of Trump's achievements has been precisely to accelerate this process and recognize that the "Make America Great Again" values ​​do not align with the founding ideals of the European Union. But the relationship with Europe, also condemned for the Greenland affair and tariffs, is not the only point highlighted by the Democrats: abandoning the fight against the climate emergency, favoring the consumption of energy from oil, gas, and coal, is taking the US back two centuries. This behavior is particularly unpopular in Europe, which is increasingly sensitive to the problem of pollution. Rising economic inequality is also leading the United States to rampant authoritarianism, which does not reassure its European partners. Presenting these arguments to EU countries is an important step towards reinforcing the Democrats' standing with Western governments. Not that it's too difficult: the effects of Trump's policies have brought great instability to international relations, which will need to be remedied if he wins the presidential election. This counter-trend could occur in the midterm elections, undermining Trump's confidence. In any case, the Democrats' need to present themselves as reliable interlocutors also serves to reassure markets and establish a fundamentally different foundation with their European allies, starting now: an opportunity that all EU members should also seize.

El Partido Demócrata se presenta como el único interlocutor estadounidense válido para Europa

 Es una opinión generalizada que la oposición demócrata a las acciones de Trump parece guardar silencio. No está claro si el partido se encuentra en una profunda crisis interna, tras haber provocado una derrota con repercusiones globales debido a la mala gestión de la campaña, o si el silencio es una estrategia deliberada para exponer la incompetencia y la mezquindad del presidente de la Casa Blanca y sus ministros. Sin embargo, el silencio demócrata ha sido frenado internacionalmente, en la reciente Conferencia de Seguridad de Múnich, con la clara intención de tranquilizar a los líderes europeos. Esta tranquilidad es solo potencial, ya que se refiere a una victoria deseable, pero no segura, en las próximas elecciones presidenciales estadounidenses. La intención principal parece haber sido denunciar la traición del presidente estadounidense a sus aliados europeos, un claro intento de establecer al Partido Demócrata como el único interlocutor serio de Estados Unidos con los gobiernos occidentales. En particular, el gobernador de California, Newsom, se ha presentado como líder de la oposición y posible candidato demócrata a las elecciones presidenciales de 2028. Según él, Trump es temporal y dejará el cargo en tres años. Según la legislación vigente, así será, suponiendo que Trump no cambie las reglas vigentes. Sin embargo, con la confirmación republicana, el actual vicepresidente, Vance, asumiría el cargo, y podría resultar incluso peor, si cabe, que el actual presidente. Ahora bien, incluso con una victoria demócrata, Europa no debe crear una excusa para no buscar la autonomía. Es importante recordar que, aunque de diferentes maneras, empezando por Obama y también por Biden, Estados Unidos ha desplazado su atención principal hacia el océano Pacífico, identificando a China como su principal rival comercial y geopolítico. Con Trump, la naturaleza de las relaciones con Europa ha cambiado, marcada por una arrogancia sin precedentes, pero los objetivos geoestratégicos son idénticos a los de los demócratas. La Unión Europea debe tomar precauciones a toda costa, desconfiando ya de su aliado estadounidense, especialmente en materia de defensa. Uno de los logros de Trump ha sido precisamente acelerar este proceso y reconocer que los valores de «Make America Great Again» no se alinean con los ideales fundacionales de la Unión Europea. Pero la relación con Europa, también criticada por el caso Groenlandia y los aranceles, no es el único punto destacado por los demócratas: abandonar la lucha contra la emergencia climática, favoreciendo el consumo de energía procedente del petróleo, el gas y el carbón, está haciendo retroceder a Estados Unidos dos siglos. Este comportamiento es particularmente impopular en Europa, cada vez más sensible al problema de la contaminación. La creciente desigualdad económica también está llevando a Estados Unidos a un autoritarismo desenfrenado, que no tranquiliza a sus socios europeos. Presentar estos argumentos a los países de la UE es un paso importante para reforzar la posición de los demócratas ante los gobiernos occidentales. No es que sea demasiado difícil: los efectos de las políticas de Trump han generado una gran inestabilidad en las relaciones internacionales, que deberá remediarse si gana las elecciones presidenciales. Esta contratendencia podría ocurrir en las elecciones de mitad de mandato, minando la confianza de Trump. En cualquier caso, la necesidad de los demócratas de presentarse como interlocutores fiables también sirve para tranquilizar a los mercados y establecer una base fundamentalmente diferente con sus aliados europeos, a partir de ahora: una oportunidad que todos los miembros de la UE también deberían aprovechar.

Die Demokratische Partei präsentiert sich als einzig legitimer amerikanischer Gesprächspartner für Europa.

 Es herrscht die weitverbreitete Meinung, dass die demokratische Opposition gegen Trumps Vorgehen schweigt. Unklar ist, ob die Partei sich in einer ausgewachsenen internen Krise befindet, nachdem sie aufgrund schlechten Wahlkampfmanagements eine Niederlage mit globalen Auswirkungen provoziert hat, oder ob das Schweigen eine bewusste Strategie ist, um die Inkompetenz und Kleinkariertheit des Präsidenten und seiner Minister offenzulegen. Auf der jüngsten Münchner Sicherheitskonferenz wurde das Schweigen der Demokraten jedoch international gebrochen, offenbar mit der Absicht, die europäischen Staats- und Regierungschefs zu beruhigen. Diese Beruhigung ist allerdings nur potenziell, da sie sich auf einen wünschenswerten, aber nicht sicheren Sieg bei den bevorstehenden US-Präsidentschaftswahlen bezieht. Hauptziel scheint die Anprangerung des Verrats des amerikanischen Präsidenten an seinen europäischen Verbündeten gewesen zu sein – ein klarer Versuch, die Demokratische Partei als einzigen ernstzunehmenden Gesprächspartner der USA gegenüber westlichen Regierungen zu etablieren. Insbesondere der kalifornische Gouverneur Newsom hat sich als Oppositionsführer und möglicher demokratischer Präsidentschaftskandidat für die Wahlen 2028 inszeniert. Laut ihm ist Trump nur vorübergehend im Amt und wird in drei Jahren abtreten. Nach geltendem Recht wird dies der Fall sein, vorausgesetzt, Trump ändert die bestehenden Regeln nicht. Sollte jedoch ein Republikaner Trump bestätigen, würde der amtierende Vizepräsident Vance das Amt übernehmen und sich, wenn möglich, als noch schlimmer erweisen als der jetzige Präsident. Selbst bei einem Sieg der Demokraten darf Europa nun keine Ausrede finden, seine Autonomie nicht weiter zu verfolgen. Es ist wichtig, sich daran zu erinnern, dass die USA, angefangen mit Obama und auch mit Biden, ihren Fokus – wenn auch auf unterschiedliche Weise – auf den Pazifik verlagert und China als ihren wichtigsten wirtschaftlichen und geopolitischen Rivalen identifiziert haben. Unter Trump hat sich das Verhältnis zu Europa verändert, geprägt von beispielloser Arroganz, doch die geostrategischen Ziele sind identisch mit denen der Demokraten. Die Europäische Union muss unbedingt Vorsichtsmaßnahmen treffen und darf ihrem amerikanischen Verbündeten nicht länger vertrauen, insbesondere in Verteidigungsfragen. Eine von Trumps Errungenschaften war es, diesen Prozess zu beschleunigen und zu erkennen, dass die Werte von „Make America Great Again“ nicht mit den Gründungsprinzipien der Europäischen Union übereinstimmen. Doch die Beziehungen zu Europa, die ebenfalls wegen der Grönland-Affäre und der Zölle in der Kritik stehen, sind nicht der einzige Punkt, den die Demokraten hervorheben: Die Aufgabe des Kampfes gegen die Klimakrise und die Bevorzugung des Verbrauchs von Energie aus Öl, Gas und Kohle werfen die USA um zwei Jahrhunderte zurück. Dieses Verhalten ist besonders in Europa unpopulär, wo das Problem der Umweltverschmutzung immer stärker ins Bewusstsein rückt. Die wachsende wirtschaftliche Ungleichheit treibt die USA zudem in einen grassierenden Autoritarismus, was die europäischen Partner nicht gerade beruhigt. Diese Argumente den EU-Staaten zu präsentieren, ist ein wichtiger Schritt, um die Position der Demokraten bei den westlichen Regierungen zu stärken. Nicht, dass dies allzu schwierig wäre: Die Auswirkungen von Trumps Politik haben die internationalen Beziehungen stark destabilisiert, was behoben werden muss, sollte er die Präsidentschaftswahlen gewinnen. Dieser Gegentrend könnte sich bereits bei den Zwischenwahlen bemerkbar machen und Trumps Selbstvertrauen untergraben. In jedem Fall dient das Bedürfnis der Demokraten, sich als verlässliche Gesprächspartner zu präsentieren, auch dazu, die Märkte zu beruhigen und eine grundlegend andere Basis mit ihren europäischen Verbündeten zu schaffen, und zwar ab sofort: eine Chance, die alle EU-Mitglieder ebenfalls nutzen sollten.

Le Parti démocrate se présente comme le seul interlocuteur américain légitime pour l'Europe.

 L'opposition démocrate aux agissements de Trump semble garder le silence. On ignore si le parti traverse une crise interne majeure, suite à une défaite aux répercussions internationales due à une mauvaise gestion de campagne, ou si ce silence est une stratégie délibérée pour exposer l'incompétence et la mesquinerie du président et de ses ministres. Ce silence a toutefois été rompu sur la scène internationale, lors de la récente Conférence de Munich sur la sécurité, avec l'intention manifeste de rassurer les dirigeants européens. Ces assurances restent toutefois hypothétiques, car elles reposent sur une victoire souhaitable, mais non acquise, lors des prochaines élections présidentielles américaines. L'objectif principal semble avoir été de dénoncer la trahison du président américain envers ses alliés européens, une tentative claire d'imposer le Parti démocrate comme le seul interlocuteur sérieux des États-Unis auprès des gouvernements occidentaux. Le gouverneur de Californie, Gavin Newsom, s'est notamment présenté comme le chef de l'opposition et un candidat potentiel à l'élection présidentielle de 2028. Selon lui, Trump n'est qu'un homme de passage et quittera ses fonctions dans trois ans. Selon la législation actuelle, ce sera le cas si Trump ne modifie pas les règles en vigueur. Cependant, avec une confirmation républicaine, le vice-président actuel, Vance, entrerait en fonction et pourrait se révéler encore pire, si cela est possible, que l'actuel occupant de la Maison Blanche. Or, même en cas de victoire démocrate, l'Europe ne doit pas se trouver de prétexte pour renoncer à son autonomie. Il est important de rappeler que, bien que de différentes manières, sous Obama comme sous Biden, les États-Unis ont recentré leurs efforts sur l'océan Pacifique, identifiant la Chine comme leur principal rival commercial et géopolitique. Avec Trump, la nature des relations avec l'Europe a changé, marquée par une arrogance sans précédent, mais les objectifs géostratégiques sont identiques à ceux des démocrates. L'Union européenne doit prendre des précautions à tout prix, ne faisant plus confiance à son allié américain, surtout en matière de défense. L'un des « succès » de Trump a précisément été d'accélérer ce processus et de reconnaître que les valeurs du slogan « Make America Great Again » ne correspondent pas aux idéaux fondateurs de l'Union européenne. Mais la relation avec l'Europe, déjà mise à mal par l'affaire du Groenland et les droits de douane, n'est pas le seul point soulevé par les Démocrates : abandonner la lutte contre l'urgence climatique et privilégier la consommation d'énergie issue du pétrole, du gaz et du charbon fait reculer les États-Unis de deux siècles. Ce comportement est particulièrement impopulaire en Europe, de plus en plus sensible au problème de la pollution. La montée des inégalités économiques pousse également les États-Unis vers un autoritarisme galopant, ce qui ne rassure guère leurs partenaires européens. Présenter ces arguments aux pays de l'UE est une étape importante pour renforcer la position des Démocrates auprès des gouvernements occidentaux. Ce qui n'est pas insurmontable : les effets des politiques de Trump ont engendré une grande instabilité dans les relations internationales, qu'il faudra corriger s'il remporte l'élection présidentielle. Cette tendance inverse pourrait se manifester lors des élections de mi-mandat, minant la confiance de Trump. Quoi qu'il en soit, la nécessité pour les Démocrates de se présenter comme des interlocuteurs fiables sert également à rassurer les marchés et à établir dès maintenant des bases fondamentalement différentes avec leurs alliés européens : une opportunité que tous les États membres de l'UE devraient saisir.

O Partido Democrata se apresenta como o único interlocutor americano válido para a Europa.

 É amplamente difundida a opinião de que a oposição democrata às ações de Trump parece estar em silêncio. Não está claro se o partido está em plena crise interna, após ter provocado uma derrota com repercussões globais devido à má gestão da campanha, ou se o silêncio é uma estratégia deliberada para expor a incompetência e a mesquinhez do presidente da Casa Branca e seus ministros. O silêncio dos democratas, contudo, foi interrompido internacionalmente, na recente Conferência de Segurança de Munique, com a clara intenção de tranquilizar os líderes europeus. Essa tranquilização é apenas potencial, pois se refere a uma vitória desejável, mas não certa, nas próximas eleições presidenciais americanas. A intenção principal parece ter sido denunciar a traição do presidente americano aos seus aliados europeus, uma clara tentativa de estabelecer o Partido Democrata como o único interlocutor sério dos Estados Unidos com os governos ocidentais. Em particular, o governador da Califórnia, Gavin Newsom, apresentou-se como o líder da oposição e um possível candidato democrata nas eleições presidenciais de 2028. Segundo ele, Trump é temporário e deixará o cargo em três anos. De acordo com a legislação atual, esse será o caso, supondo que Trump não altere as regras vigentes. No entanto, com a confirmação de um republicano, o atual vice-presidente, Vance, assumiria o cargo e poderia se mostrar ainda pior, se possível, do que o atual ocupante da Casa Branca. Agora, mesmo com uma vitória democrata, a Europa não deve criar uma desculpa para não buscar autonomia. É importante lembrar que, embora de maneiras diferentes, a partir de Obama e também com Biden, os EUA deslocaram seu foco principal para o Oceano Pacífico, identificando a China como seu principal rival comercial e geopolítico. Com Trump, a natureza das relações com a Europa mudou, marcada por uma arrogância sem precedentes, mas os objetivos geoestratégicos são idênticos aos dos democratas. A União Europeia deve tomar precauções a todo custo, não confiando mais em seu aliado americano, especialmente quando se trata de defesa. Uma das conquistas de Trump foi justamente acelerar esse processo e reconhecer que os valores do "Make America Great Again" não se alinham com os ideais fundadores da União Europeia. Mas a relação com a Europa, também condenada pelo caso da Groenlândia e pelas tarifas, não é o único ponto destacado pelos Democratas: abandonar a luta contra a emergência climática, privilegiando o consumo de energia proveniente do petróleo, gás e carvão, está fazendo os EUA retrocederem dois séculos. Esse comportamento é particularmente impopular na Europa, que está cada vez mais sensível ao problema da poluição. A crescente desigualdade econômica também está levando os Estados Unidos a um autoritarismo desenfreado, o que não tranquiliza seus parceiros europeus. Apresentar esses argumentos aos países da UE é um passo importante para reforçar a posição dos Democratas junto aos governos ocidentais. Não que seja muito difícil: os efeitos das políticas de Trump trouxeram grande instabilidade às relações internacionais, que precisará ser remediada caso ele vença a eleição presidencial. Essa contracorrente pode ocorrer nas eleições de meio de mandato, minando a confiança de Trump. De qualquer forma, a necessidade dos Democratas de se apresentarem como interlocutores confiáveis ​​também serve para tranquilizar os mercados e estabelecer uma base fundamentalmente diferente com seus aliados europeus, a partir de agora: uma oportunidade que todos os membros da UE também devem aproveitar.

Демократическая партия позиционирует себя как единственный достойный американский собеседник для Европы.

 Широко распространено мнение, что демократическая оппозиция действиям Трампа, похоже, хранит молчание. Неясно, находится ли партия в полномасштабном внутреннем кризисе, спровоцировав поражение с глобальными последствиями из-за плохого управления избирательной кампанией, или же молчание является преднамеренной стратегией, направленной на разоблачение некомпетентности и мелочности президента Белого дома и его министров. Однако молчание демократов было прервано на международном уровне на недавней Мюнхенской конференции по безопасности с явным намерением успокоить европейских лидеров. Это успокоение носит лишь потенциальный характер, поскольку оно относится к желательной, но не гарантированной победе на предстоящих президентских выборах в США. Основная цель, по-видимому, заключалась в том, чтобы осудить предательство американского президента по отношению к своим европейским союзникам, что является явной попыткой утвердить Демократическую партию в качестве единственного серьезного собеседника США с западными правительствами. В частности, губернатор Калифорнии Ньюсом представил себя лидером оппозиции и возможным кандидатом от Демократической партии на президентских выборах 2028 года. По его словам, Трамп — временная фигура, и он уйдет через три года. Согласно действующему законодательству, так и будет, если Трампу не удастся изменить нынешние правила. Однако, в случае утверждения республиканцами, нынешний вице-президент Вэнс займет свой пост, и он может оказаться даже хуже, чем нынешний президент Белого дома. Сейчас, даже при победе демократов, Европа не должна искать оправдания для отказа от автономии. Важно помнить, что, хотя и по-разному, начиная с Обамы и Байдена, США сместили свой основной фокус на Тихий океан, определив Китай как своего главного торгового и геополитического соперника. При Трампе характер отношений с Европой изменился, отмеченный беспрецедентной высокомерием, но геостратегические цели идентичны целям демократов. Европейский союз должен любой ценой принять меры предосторожности, больше не доверяя своему американскому союзнику, особенно в вопросах обороны. Одним из достижений Трампа стало именно ускорение этого процесса и признание того, что ценности «Сделаем Америку снова великой» не соответствуют основополагающим идеалам Европейского союза. Однако отношения с Европой, также подвергавшиеся критике из-за гренландского скандала и тарифов, — не единственный аргумент демократов: отказ от борьбы с климатической катастрофой, предпочтение потребления энергии из нефти, газа и угля отбрасывает США на два столетия назад. Такое поведение особенно непопулярно в Европе, которая все больше обеспокоена проблемой загрязнения окружающей среды. Растущее экономическое неравенство также ведет Соединенные Штаты к безудержному авторитаризму, что не внушает доверия их европейским партнерам. Представление этих аргументов странам ЕС — важный шаг к укреплению позиций демократов среди западных правительств. Впрочем, это не так уж и сложно: последствия политики Трампа привели к значительной нестабильности в международных отношениях, которую необходимо будет исправить, если он победит на президентских выборах. Эта противоположная тенденция может проявиться и на промежуточных выборах, подорвав доверие к Трампу. В любом случае, необходимость для демократов представить себя надежными собеседниками также служит для того, чтобы успокоить рынки и заложить принципиально иную основу для отношений со своими европейскими союзниками, начиная с сегодняшнего дня: это возможность, которой должны воспользоваться все члены ЕС.