Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

venerdì 6 febbraio 2026

L'Unione Europea ha necessità di dotarsi di un proprio arsenale nucleare

 La seconda presidenza di Trump ha evidenziato una impostazione della difesa che mette in secondo piano l’Europa, la stessa sopravvivenza dell’Alleanza Atlantica come è stata conosciuta fino ad ora è fortemente messa in dubbio, il tutto giunto con le minacce tariffarie e le mire sulla Groenlandia, completamente al di fuori da ogni canone dei rapporti tra Washington e gli stati alleati. Restava soltanto il trattato nucleare START ha mantenere un certo ordine sul tema del nucleare militare, finito questo si apre il tempo dell’incertezza e per l’Europa la necessità di dotarsi di una difesa atomica autonoma. La guerra fredda ha garantito la protezione di tutta l’Europa grazie agli USA, ma ora sono mutate le condizioni: non si è più in un contesto bipolare e, soprattutto, Trump non sembra deciso ad impiegare la forza nucleare americana per difendere il vecchio continente da un potenziale attacco russo. Il primo effetto tangibile per la politica internazionale è la caduta della storica contrarietà tedesca ad opporsi ad uno scudo nucleare, sebbene non di portata nazionale, ma che riguardi l’intera Unione Europea. Anche in altri paesi europei, come Svezia e Polonia e, sicuramente, gli stati baltici aprono alla possibilità immediata di utilizzare lo scudo nucleare francese. L’esempio ucraino è esemplare, Kiev alla dissoluzione dell’Unione Sovietica era la seconda potenza atomica del mondo, proprio in virtù della vicinanza all’Europa; ceduti tutti gli ordigni atomici alla Russia, in cambio di un trattato di non aggressione evidentemente non rispettato da Mosca, ha perso la propria capacità di deterrenza dagli attacchi del Cremlino. Per l’Europa la soluzione francese e, forse, inglese, rappresenta soltanto una misura temporanea, che deve essere superata per il necessario potenziamento della difesa continentale. Per fare ciò sono necessari investimenti massicci ed una adeguata volontà politica, sia centrale, che periferica, ed un diverso atteggiamento sociale dei popoli. Abituare le persone non ad un riarmo tradizionale, ma ad essere dotati dell’arma atomica non potrà che generare forti tensioni. Dotarsi dell’arma atomica non è una cosa istantanea, sono necessari anni e competenze tecniche che potrebbero essere non presenti nell’Unione. Nell’immediato, quindi è impossibile essere del tutto indipendenti dagli Stati Uniti, che sono comunque da convincere nel proseguimento della difesa europea, ma è indispensabile partire da subito ad organizzarsi per dotarsi di una deterrenza atomica, che sicuramente contribuirà a realizzare nuovi equilibri del terrore, ma non lascerà indifesa l’Europa da minacce geopolitiche, da qualsivoglia parte provengano.  Anche perché se ora lo scudo è assicurato dalla Francia, Parigi non intende offrire gratis questa protezione, richiede investimenti non soltanto a carico della repubblica francese, mantenendo l’esclusiva autorità per lanciare un attacco nucleare; tuttavia, oltre queste limitazioni, che possono apparire anche legittime, l’arsenale nucleare della Francia è di sole 290 testate atomiche, che garantiscono uno scudo limitato, se confrontate alle oltre 4.300 della Russia ed anche alle 3.700 degli USA. Ora, se si pensa agli stati potenzialmente ostili, escludendo gli USA, come Russia, Cina e Corea del Nord, senza dimenticare attori come Pakistan ed India, che potrebbero avere più di un interesse a minacciare l’Europa, la necessità di un arsenale comune dell’Unione Europea diventa, purtroppo, improrogabile e non rinviabile. L’Unione Europea, attualmente è con poca o nulla difesa contro minacce di ogni genere e non potendo contare più sulla copertura americana, è molto vulnerabile; occorre stabilire nuovi accordi con Washington che proteggano l’Europa per un tempo determinato, necessario a diventare una potenza nucleare atomica in tutto e per tutto.

The European Union needs to equip itself with its own nuclear arsenal

 Trump's second presidency has highlighted a defense posture that puts Europe on the back burner. The very survival of the Atlantic Alliance as it has been known until now is seriously in doubt. This has all come with tariff threats and designs on Greenland, completely outside the norms of relations between Washington and its allies. Only the START nuclear treaty remained to maintain some order on the issue of military nuclear power. Once this is over, a period of uncertainty begins, and Europe will need to equip itself with its own nuclear defense. The Cold War guaranteed the protection of all of Europe thanks to the United States, but now the conditions have changed: we are no longer in a bipolar context, and, above all, Trump does not appear willing to use American nuclear power to defend the old continent from a potential Russian attack. The first tangible effect for international politics is the end of Germany's historic opposition to a nuclear shield, albeit not a national one, but one that involves the entire European Union. Other European countries, such as Sweden and Poland, and certainly the Baltic states, are also open to the immediate possibility of using the French nuclear shield. The Ukrainian example is exemplary. At the dissolution of the Soviet Union, Kiev was the world's second-largest nuclear power, precisely because of its proximity to Europe. Having ceded all its nuclear weapons to Russia in exchange for a non-aggression treaty evidently violated by Moscow, it has lost its ability to deter attacks from the Kremlin. For Europe, the French and, perhaps, British solution represents only a temporary measure, which must be overcome in order to strengthen the continent's defenses. This requires massive investments and adequate political will, both central and peripheral, as well as a different social attitude among the people. Accustoming people not to traditional rearmament but to nuclear weapons will only generate strong tensions. Equipping oneself with nuclear weapons is not an instantaneous achievement; it requires years and technical expertise that may not be available within the Union. In the immediate future, therefore, it is impossible to be completely independent of the United States, which must be convinced to continue European defense. However, it is essential to begin organizing now to equip ourselves with a nuclear deterrent. This will certainly contribute to creating a new balance of terror, but will not leave Europe defenseless from geopolitical threats, wherever they come from. Moreover, while the shield is currently provided by France, Paris does not intend to offer this protection free of charge. It requires investments not only from the French Republic, while maintaining the exclusive authority to launch a nuclear attack. However, beyond these limitations, which may even appear legitimate, France's nuclear arsenal consists of only 290 nuclear warheads, which provide a limited shield compared to Russia's more than 4,300 and even the US's 3,700. Now, if we consider potentially hostile states, excluding the US, such as Russia, China, and North Korea, not to mention actors like Pakistan and India, which could have a vested interest in threatening Europe, the need for a common European Union arsenal becomes, unfortunately, urgent and cannot be postponed. The European Union currently has little or no defense against threats of all kinds, and no longer being able to count on American protection, it is highly vulnerable; new agreements must be established with Washington that protect Europe for the limited time necessary to become a fully-fledged nuclear power.

La Unión Europea necesita dotarse de su propio arsenal nuclear

 La segunda presidencia de Trump ha puesto de relieve una postura de defensa que relega a Europa a un segundo plano. La propia supervivencia de la Alianza Atlántica, tal como se la conocía hasta ahora, está seriamente en duda. Todo esto ha conllevado amenazas y planes arancelarios sobre Groenlandia, completamente al margen de las normas de las relaciones entre Washington y sus aliados. Solo quedaba el tratado nuclear START para mantener cierto orden en la cuestión de la energía nuclear militar. Una vez finalizado esto, comienza un período de incertidumbre, y Europa deberá dotarse de su propia defensa nuclear. La Guerra Fría garantizó la protección de toda Europa gracias a Estados Unidos, pero ahora las condiciones han cambiado: ya no nos encontramos en un contexto bipolar y, sobre todo, Trump no parece dispuesto a utilizar la energía nuclear estadounidense para defender al viejo continente de un posible ataque ruso. El primer efecto tangible para la política internacional es el fin de la histórica oposición de Alemania a un escudo nuclear, aunque no nacional, sino que involucre a toda la Unión Europea. Otros países europeos, como Suecia y Polonia, y sin duda los países bálticos, también están abiertos a la posibilidad inmediata de utilizar el escudo nuclear francés. El ejemplo ucraniano es ejemplar. Tras la disolución de la Unión Soviética, Kiev era la segunda potencia nuclear del mundo, precisamente por su proximidad a Europa. Tras ceder todas sus armas nucleares a Rusia a cambio de un tratado de no agresión evidentemente violado por Moscú, ha perdido su capacidad para disuadir los ataques del Kremlin. Para Europa, la solución francesa, y quizás británica, representa solo una medida temporal, que debe superarse para fortalecer las defensas del continente. Esto requiere inversiones masivas y una voluntad política adecuada, tanto central como periférica, así como una actitud social diferente entre la población. Acostumbrar a la gente no al rearme tradicional, sino a las armas nucleares, solo generará fuertes tensiones. Equiparse con armas nucleares no es un logro instantáneo; requiere años y conocimientos técnicos que podrían no estar disponibles dentro de la Unión. Por lo tanto, en el futuro inmediato es imposible ser completamente independiente de Estados Unidos, al que hay que convencer para que continúe con la defensa europea. Sin embargo, es esencial comenzar a organizarnos ahora para dotarnos de una fuerza disuasoria nuclear. Esto sin duda contribuirá a crear un nuevo equilibrio de terror, pero no dejará a Europa indefensa ante las amenazas geopolíticas, provengan de donde provengan. Además, si bien Francia proporciona actualmente el escudo, París no pretende ofrecer esta protección gratuitamente. Requiere inversiones no solo de la República Francesa, sino que mantiene la autoridad exclusiva para lanzar un ataque nuclear. Sin embargo, más allá de estas limitaciones, que incluso pueden parecer legítimas, el arsenal nuclear francés consta de tan solo 290 ojivas nucleares, lo que proporciona un escudo limitado en comparación con las más de 4.300 de Rusia e incluso las 3.700 de Estados Unidos. Ahora bien, si consideramos a los estados potencialmente hostiles, excluyendo a Estados Unidos, como Rusia, China y Corea del Norte, por no mencionar a actores como Pakistán e India, que podrían tener un interés particular en amenazar a Europa, la necesidad de un arsenal común de la Unión Europea se vuelve, lamentablemente, urgente e inaplazable. La Unión Europea actualmente tiene poca o ninguna defensa contra amenazas de todo tipo, y al no poder contar ya con la protección estadounidense, es altamente vulnerable. Es necesario establecer nuevos acuerdos con Washington que protejan a Europa durante el tiempo limitado necesario para convertirse en una potencia nuclear de pleno derecho.

Die Europäische Union muss sich mit einem eigenen Atomwaffenarsenal ausstatten.

 Trumps zweite Präsidentschaft hat eine Verteidigungspolitik offenbart, die Europa in den Hintergrund rückt. Das Überleben des Atlantischen Bündnisses, wie wir es bisher kannten, ist ernsthaft gefährdet. Dies alles ging einher mit angedrohten Zöllen und dem Vorgehen gegen Grönland, das völlig außerhalb der Normen der Beziehungen zwischen Washington und seinen Verbündeten liegt. Einzig der START-Vertrag sorgte noch für eine gewisse Ordnung in der Frage der militärischen Atomwaffen. Mit dessen Ende beginnt eine Phase der Unsicherheit, und Europa wird sich mit einer eigenen nuklearen Verteidigung ausrüsten müssen. Der Kalte Krieg garantierte dank der Vereinigten Staaten den Schutz ganz Europas, doch die Bedingungen haben sich geändert: Wir befinden uns nicht mehr in einem bipolaren Kontext, und vor allem scheint Trump nicht bereit zu sein, die amerikanische Atomkraft zur Verteidigung des alten Kontinents gegen einen möglichen russischen Angriff einzusetzen. Die erste spürbare Folge für die internationale Politik ist das Ende des historischen Widerstands Deutschlands gegen einen nuklearen Schutzschild – allerdings nicht einen nationalen, sondern einen, der die gesamte Europäische Union einbezieht. Auch andere europäische Länder wie Schweden und Polen und insbesondere die baltischen Staaten sind offen für die Möglichkeit, den französischen nuklearen Schutzschild unmittelbar zu nutzen. Das Beispiel der Ukraine ist beispielhaft. Zum Zeitpunkt des Zerfalls der Sowjetunion war Kiew die zweitgrößte Atommacht der Welt, gerade wegen seiner Nähe zu Europa. Nachdem es all seine Atomwaffen an Russland abgetreten hatte – im Austausch für einen Nichtangriffspakt, den Moskau offenkundig gebrochen hat –, verlor es seine Fähigkeit, Angriffe des Kremls abzuschrecken. Für Europa stellen die französische und möglicherweise auch die britische Lösung nur eine Übergangsmaßnahme dar, die überwunden werden muss, um die Verteidigung des Kontinents zu stärken. Dies erfordert massive Investitionen und ausreichenden politischen Willen, sowohl auf zentraler als auch auf peripherer Ebene, sowie einen Wandel der gesellschaftlichen Einstellung. Die Menschen nicht an traditionelle Aufrüstung, sondern an Atomwaffen zu gewöhnen, wird nur starke Spannungen erzeugen. Die Ausrüstung mit Atomwaffen ist kein Prozess, der über Nacht abgeschlossen ist; er erfordert Jahre und technisches Know-how, das innerhalb der Union möglicherweise nicht vorhanden ist. Daher ist es in naher Zukunft unmöglich, völlig unabhängig von den Vereinigten Staaten zu sein, die von der Fortsetzung der europäischen Verteidigung überzeugt werden müssen. Es ist jedoch unerlässlich, jetzt mit den Vorbereitungen für den Aufbau einer nuklearen Abschreckung zu beginnen. Dies wird sicherlich zu einem neuen Gleichgewicht des Schreckens beitragen, Europa aber nicht schutzlos gegenüber geopolitischen Bedrohungen jeglicher Art machen. Zwar wird der Schutzschild derzeit von Frankreich bereitgestellt, doch Paris beabsichtigt nicht, diesen Schutz kostenlos anzubieten. Er erfordert Investitionen nicht nur der Französischen Republik, während gleichzeitig das ausschließliche Recht auf einen Atomangriff erhalten bleibt. Abgesehen von diesen Einschränkungen, die sogar legitim erscheinen mögen, besteht Frankreichs Atomwaffenarsenal jedoch nur aus 290 Atomsprengköpfen, was im Vergleich zu Russlands über 4.300 und selbst den 3.700 der USA einen begrenzten Schutz bietet. Betrachtet man nun potenziell feindliche Staaten – die USA ausgenommen – wie Russland, China und Nordkorea, ganz zu schweigen von Akteuren wie Pakistan und Indien, die ein Eigeninteresse an einer Bedrohung Europas haben könnten, wird die Notwendigkeit eines gemeinsamen EU-Atomwaffenarsenals leider dringlich und unaufschiebbar. Die Europäische Union verfügt derzeit über kaum oder gar keine Verteidigung gegen Bedrohungen jeglicher Art und ist, da sie nicht mehr auf den Schutz der USA zählen kann, äußerst verwundbar. Es müssen neue Abkommen mit Washington geschlossen werden, die Europa für die begrenzte Zeit schützen, die notwendig ist, um eine vollwertige Atommacht zu werden.

L'Union européenne doit se doter de son propre arsenal nucléaire.

 La seconde présidence de Trump a mis en lumière une posture de défense qui relègue l'Europe au second plan. La survie même de l'Alliance atlantique, telle que nous la connaissions jusqu'à présent, est sérieusement compromise. Cette situation s'accompagne de menaces de droits de douane et de visées sur le Groenland, en totale contradiction avec les normes des relations entre Washington et ses alliés. Seul le traité START sur le nucléaire iranien maintenait un certain ordre en matière d'armement nucléaire. Une fois ce traité expiré, une période d'incertitude s'ouvre et l'Europe devra se doter de sa propre défense nucléaire. La Guerre froide garantissait la protection de toute l'Europe grâce aux États-Unis, mais la situation a changé : nous ne sommes plus dans un contexte bipolaire et, surtout, Trump ne semble pas disposé à utiliser la puissance nucléaire américaine pour défendre le vieux continent contre une éventuelle attaque russe. Le premier effet tangible sur la scène internationale est la fin de l'opposition historique de l'Allemagne à un bouclier nucléaire, non pas national, mais européen. D'autres pays européens, comme la Suède et la Pologne, et certainement les pays baltes, sont également ouverts à la possibilité d'un recours immédiat au bouclier nucléaire français. L'exemple ukrainien est révélateur. Lors de la dissolution de l'Union soviétique, Kiev était la deuxième puissance nucléaire mondiale, précisément du fait de sa proximité avec l'Europe. Ayant cédé l'ensemble de son arsenal nucléaire à la Russie en échange d'un traité de non-agression manifestement violé par Moscou, elle a perdu sa capacité de dissuasion face aux attaques du Kremlin. Pour l'Europe, la solution française et, peut-être, britannique ne représente qu'une mesure transitoire, qu'il convient de dépasser pour renforcer la défense du continent. Cela exige des investissements massifs et une volonté politique adéquate, tant au niveau national que régional, ainsi qu'un changement d'attitude au sein de la société. Habituer les populations non pas à un réarmement traditionnel, mais à l'armement nucléaire, ne fera qu'engendrer de fortes tensions. Se doter de l'arme nucléaire n'est pas chose instantanée ; cela requiert des années et une expertise technique dont l'Union européenne ne dispose peut-être pas. Dans l'immédiat, il est donc impossible d'être totalement indépendant des États-Unis, qu'il faut convaincre de poursuivre la défense européenne. Il est cependant essentiel de commencer dès maintenant à s'organiser pour se doter d'une force de dissuasion nucléaire. Cela contribuera certainement à instaurer un nouvel équilibre en matière de terrorisme, mais ne laissera pas l'Europe sans défense face aux menaces géopolitiques, d'où qu'elles viennent. De plus, bien que ce bouclier soit actuellement assuré par la France, Paris n'entend pas offrir cette protection gratuitement. Cela nécessite des investissements non seulement de la part de la République française, mais aussi du fait que la France conserve l'autorité exclusive de lancer une attaque nucléaire. Cependant, au-delà de ces limitations, qui peuvent même paraître légitimes, l'arsenal nucléaire français ne compte que 290 ogives nucléaires, ce qui constitue une protection limitée comparée aux plus de 4 300 ogives de la Russie et même aux 3 700 ogives des États-Unis. Or, si l'on considère les États potentiellement hostiles, outre les États-Unis, tels que la Russie, la Chine et la Corée du Nord, sans oublier des acteurs comme le Pakistan et l'Inde, qui pourraient avoir intérêt à menacer l'Europe, la nécessité d'un arsenal commun à l'Union européenne devient, malheureusement, urgente et ne peut être différée. L'Union européenne ne dispose actuellement que de peu ou pas de défense contre les menaces de toutes sortes et, ne pouvant plus compter sur la protection américaine, elle est extrêmement vulnérable. De nouveaux accords doivent être établis avec Washington afin de protéger l'Europe pendant la période limitée nécessaire pour devenir une puissance nucléaire à part entière.

A União Europeia precisa de se equipar com o seu próprio arsenal nuclear.

 O segundo mandato de Trump evidenciou uma postura de defesa que relega a Europa para segundo plano. A própria sobrevivência da Aliança Atlântica, tal como a conhecemos até agora, está seriamente ameaçada. Tudo isto foi acompanhado de ameaças tarifárias e de planos para a Gronelândia, completamente fora das normas das relações entre Washington e os seus aliados. Apenas o tratado nuclear START restava para manter alguma ordem na questão da energia nuclear militar. Uma vez terminado o tratado, inicia-se um período de incerteza, e a Europa necessitará de se equipar com a sua própria defesa nuclear. A Guerra Fria garantiu a proteção de toda a Europa graças aos Estados Unidos, mas agora as condições mudaram: já não estamos num contexto bipolar e, sobretudo, Trump não parece disposto a usar a energia nuclear americana para defender o velho continente de um potencial ataque russo. O primeiro efeito tangível para a política internacional é o fim da histórica oposição da Alemanha a um escudo nuclear, ainda que não nacional, mas que envolva toda a União Europeia. Outros países europeus, como a Suécia e a Polónia, e certamente os Estados Bálticos, estão também abertos à possibilidade imediata de utilizar o escudo nuclear francês. O exemplo ucraniano é exemplar. Na dissolução da União Soviética, Kiev era a segunda maior potência nuclear do mundo, precisamente devido à sua proximidade com a Europa. Tendo cedido todas as suas armas nucleares à Rússia em troca de um tratado de não agressão evidentemente violado por Moscovo, perdeu a capacidade de dissuadir os ataques do Kremlin. Para a Europa, a solução francesa e, talvez, britânica representa apenas uma medida temporária, que necessita de ser ultrapassada para reforçar as defesas do continente. Isto exige investimentos maciços e uma vontade política adequada, tanto central como periférica, bem como uma mudança de atitude social entre as pessoas. Habituar as pessoas não ao rearmamento tradicional, mas às armas nucleares, só irá gerar fortes tensões. Equipar-se com armas nucleares não é uma conquista instantânea; requer anos e conhecimentos técnicos que podem não estar disponíveis dentro da União. No futuro imediato, é, portanto, impossível ser completamente independente dos Estados Unidos, que precisam de ser convencidos a continuar a defesa europeia. No entanto, é essencial começar já a organizar-nos para nos equiparmos com uma dissuasão nuclear. Isto contribuirá certamente para a criação de um novo equilíbrio do terror, mas não deixará a Europa indefesa contra as ameaças geopolíticas, independentemente da sua origem. Além disso, embora o escudo seja atualmente fornecido pela França, Paris não pretende oferecer esta proteção gratuitamente. Isto exige investimentos não só da República Francesa, mantendo a autoridade exclusiva para lançar um ataque nuclear. No entanto, para além destas limitações, que podem até parecer legítimas, o arsenal nuclear francês é constituído por apenas 290 ogivas nucleares, o que proporciona uma protecção limitada em comparação com as mais de 4.300 da Rússia e mesmo com as 3.700 dos EUA. Ora, se considerarmos Estados potencialmente hostis, excluindo os EUA, como a Rússia, a China e a Coreia do Norte, sem mencionar actores como o Paquistão e a Índia, que poderiam ter interesse em ameaçar a Europa, a necessidade de um arsenal comum da União Europeia torna-se, infelizmente, urgente e não pode ser adiada. A União Europeia tem actualmente pouca ou nenhuma defesa contra ameaças de todos os tipos e, não podendo continuar a contar com a protecção americana, é altamente vulnerável. É necessário estabelecer novos acordos com Washington que protejam a Europa durante o tempo limitado necessário para que esta se torne uma potência nuclear plena.

Европейскому союзу необходимо вооружиться собственным ядерным арсеналом.

 Второе президентство Трампа выделило оборонную политику, которая отодвинула Европу на второй план. Само существование Атлантического альянса в том виде, в каком он существовал до сих пор, находится под серьёзным сомнением. Всё это сопровождалось угрозами введения тарифов и планами в отношении Гренландии, что полностью выходит за рамки норм отношений между Вашингтоном и его союзниками. Только договор СНВ-3 оставался для поддержания порядка в вопросе военной ядерной мощи. После его расторжения начнётся период неопределённости, и Европе потребуется вооружиться собственной ядерной обороной. Холодная война гарантировала защиту всей Европы благодаря Соединённым Штатам, но теперь условия изменились: мы больше не находимся в биполярном контексте, и, прежде всего, Трамп, похоже, не готов использовать американскую ядерную мощь для защиты старого континента от потенциального российского нападения. Первым ощутимым следствием для международной политики является прекращение исторического противодействия Германии созданию ядерного щита, пусть и не национального, а охватывающего весь Европейский союз. Другие европейские страны, такие как Швеция и Польша, и, конечно же, страны Балтии, также открыты для непосредственной возможности использования французского ядерного щита. Украинский пример показателен. На момент распада Советского Союза Киев был второй по величине ядерной державой в мире именно благодаря своей близости к Европе. Уступив все свое ядерное оружие России в обмен на договор о ненападении, явно нарушенный Москвой, он утратил способность сдерживать нападения со стороны Кремля. Для Европы французское и, возможно, британское решение представляют собой лишь временную меру, которую необходимо преодолеть для укрепления обороны континента. Это требует масштабных инвестиций и адекватной политической воли, как центральной, так и периферийной, а также иного отношения населения. Приучение людей не к традиционному перевооружению, а к ядерному оружию лишь породит сильную напряженность. Оснащение себя ядерным оружием — это не мгновенное достижение; оно требует лет и технических знаний, которые могут отсутствовать в рамках Союза. Поэтому в ближайшем будущем невозможно быть полностью независимым от Соединенных Штатов, которые необходимо убедить в необходимости продолжения европейской обороны. Однако крайне важно начать организовываться уже сейчас, чтобы обеспечить себя ядерным сдерживающим фактором. Это, безусловно, будет способствовать созданию нового баланса в сфере терроризма, но не оставит Европу беззащитной перед геополитическими угрозами, откуда бы они ни исходили. Более того, хотя в настоящее время защиту обеспечивает Франция, Париж не намерен предоставлять эту защиту бесплатно. Для этого требуются инвестиции не только со стороны Французской Республики, при сохранении исключительного права на нанесение ядерного удара. Однако, помимо этих ограничений, которые могут даже показаться законными, ядерный арсенал Франции состоит всего из 290 ядерных боеголовок, что обеспечивает ограниченную защиту по сравнению с более чем 4300 боеголовками России и даже 3700 боеголовками США. Теперь, если мы рассмотрим потенциально враждебные государства, за исключением США, такие как Россия, Китай и Северная Корея, не говоря уже о таких игроках, как Пакистан и Индия, которые могут быть заинтересованы в угрозе Европе, необходимость в общем арсенале Европейского союза становится, к сожалению, неотложной и не может быть отложена. В настоящее время Европейский союз практически не имеет защиты от угроз любого рода, и, больше не имея возможности рассчитывать на американскую защиту, он крайне уязвим; Необходимо заключить с Вашингтоном новые соглашения, которые защитят Европу на тот ограниченный период времени, который необходим для того, чтобы стать полноценной ядерной державой.