Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 4 febbraio 2026

Come la Cina prepara il fronte interno per affrontare le sfide internazionali

 Nell’attuale situazione di profonda incertezza dello scenario internazionale, che si è sviluppata grazie alle mutate condizioni delle intenzioni statunitensi riguardo la sfera geopolitica mondiale, giunte alla presenza della guerra nel continente europeo ed alla profonda instabilità nel medio Oriente, la Cina sta perseguendo una riorganizzazione interna tale da renderla sempre più fedele al suo Presidente Xi Jinping, per assicurare alla postura cinese una fermezza in grado di aumentare il proprio peso specifico nell’ambito della politica mondiale. La necessità di uniformare il punto di vista delle classi dirigenti viene perseguita con una serie di repressioni interne, che hanno visto protagonisti gli alti gradi militari, gli esponenti del partito dai livelli più alti fino a quelli più bassi. La storia delle indagini a carico dei militari cinesi è una costante nella Repubblica Popolare Cinese e si basa su imputazioni circa le violazioni disciplinari; in realtà si è sempre trattato di casi di insubordinazione alle direttive del partito ed i casi recenti, dell’estromissione di due Generali di grado molto elevato, non presentano novità: Xi Jinping ha bisogno di assoluta fedeltà per non compromettere l’adesione alle direttive del partito ed alle possibili conseguenze sull’eventuale modo di combattere. Queste disposizioni non devono, tuttavia, trarre in inganno su di un possibile effetto negativo sulle forze armate cinesi ed è certo che sul lungo periodo, quello che è funzionale ad una possibile invasione di Taiwan, i cambiamenti al vertice dell’esercito sono un investimento sull’ancora maggiore indottrinamento politico e quindi sulla fedeltà delle forze armate. Occorre tenere presente che gli investimenti sugli armamenti cinesi sono sempre più corposi: la marina militare ha sviluppato piani di espansione che dovrebbero portare a nove le portaerei di Pechino entro il 2035 e la crescita dell’arsenale atomico arriverà a contare almeno mille testate entro il 2030. Questi sviluppi potrebbero accentuare il disimpegno americano dal territorio europeo per concentrarsi militarmente sui mari cinesi in difesa delle rotte marittime, di Taiwan, della Corea del Sud e del Giappone.  Se sul versante militare l’atteggiamento è particolarmente severo, non è da meno quello verso la società politica e civile. Nel 2025 sono state indagate più di un milione di persone, formalmente per corruzione, un fenomeno che è ancora troppo presente nel tessuto politico cinese, ma che spesso ha nascosto la cattiva condotta politica, che deve essere interpretata soprattutto per forme di dissenso a vario livello. I numeri di indagati del 2025 sono i più alti da quando Xi Jinping è al potere, cioè dal 2012 ed è particolarmente rilevante l’incremento del sessanta per cento rispetto ad appena due anni prima. Una caratteristica particolarmente rilevante è che, attualmente, in Cina non vi è in corso una lotta di potere, ma che questi numeri di indagati riguardano l’applicazione sempre più ferrea applicata dal Partito Comunista per mantenere nel paese una rigida disciplina. Non si può non pensare che questa sia una tattica ferocemente ispirata dal Presidente e perseguita attraverso i suoi più fedeli collaboratori. L’impressione è Xi Jinping non voglia farsi trovare impreparato sul piano interno, per avere una situazione sempre più salda in patria in modo da affrontare le sfide internazionali senza altro pensiero. Si tratta non di una possibilità, ma di una certezza che l’occidente dovrà valutare attentamente prima di intraprendere qualsiasi rapporto con la Cina, che sarà sempre di più un monolite ben difficile da scalfire.

How China is preparing its domestic front to meet international challenges

 In the current climate of profound international uncertainty, which has developed due to the changing conditions of US intentions regarding global geopolitics, including the presence of war in Europe and profound instability in the Middle East, China is pursuing an internal reorganization aimed at making it increasingly loyal to its President Xi Jinping, to ensure a firm Chinese posture capable of increasing its weight in global politics. The need to standardize the views of the ruling classes is being pursued through a series of internal crackdowns, involving high-ranking military officials and party officials from the highest to the lowest levels. The history of investigations against Chinese military personnel is a constant in the People's Republic of China and is based on accusations of disciplinary violations; in reality, these have always been cases of insubordination to party directives, and the recent cases, involving the dismissal of two very high-ranking generals, are nothing new: Xi Jinping requires absolute loyalty to avoid compromising adherence to party directives and the potential consequences for the possible methods of fighting. These provisions, however, should not mislead us regarding a possible negative impact on the Chinese armed forces. It is certain that in the long term, which is instrumental in a possible invasion of Taiwan, the changes at the top of the military are an investment in even greater political indoctrination and therefore in the loyalty of the armed forces. It should be kept in mind that Chinese investments in armaments are increasingly substantial: the navy has developed expansion plans that should bring Beijing's aircraft carriers to nine by 2035, and the growth of its nuclear arsenal will reach at least a thousand warheads by 2030. These developments could accentuate the American disengagement from European territory to focus militarily on the Chinese seas, defending the sea lanes, Taiwan, South Korea, and Japan. While the attitude on the military front is particularly severe, its attitude towards political and civil society is no less so. In 2025, more than a million people were investigated, formally for corruption, a phenomenon that is still all too present in China's political fabric, but which has often concealed political misconduct, which must be interpreted primarily as forms of dissent at various levels. The number of people under investigation in 2025 is the highest since Xi Jinping came to power in 2012, and the sixty percent increase compared to just two years earlier is particularly significant. A particularly notable feature is that, currently, China is not experiencing a power struggle, but rather that these numbers of people under investigation relate to the Communist Party's increasingly ironclad efforts to maintain rigid discipline in the country. One cannot help but suspect that this is a tactic fiercely inspired by the President and pursued through his most loyal aides. The impression is that Xi Jinping does not want to be caught unprepared domestically, aiming to maintain an increasingly solid situation at home and thus be able to face international challenges without further ado. This is not a possibility, but a certainty that the West will have to carefully evaluate before undertaking any relationship with China, which will increasingly be a monolith that will be very difficult to undermine.

Cómo prepara China su frente interno para afrontar los desafíos internacionales

 En el clima actual de profunda incertidumbre internacional, generada por las cambiantes intenciones de Estados Unidos en la geopolítica global, incluyendo la presencia de guerra en Europa y la profunda inestabilidad en Oriente Medio, China está llevando a cabo una reorganización interna destinada a aumentar su lealtad a su presidente Xi Jinping y asegurar una postura firme capaz de aumentar su influencia en la política global. La necesidad de uniformizar las opiniones de las clases dominantes se persigue mediante una serie de medidas represivas internas que involucran a altos mandos militares y funcionarios del partido, desde los niveles más altos hasta los más bajos. El historial de investigaciones contra personal militar chino es una constante en la República Popular China y se basa en acusaciones de infracciones disciplinarias; en realidad, siempre se han tratado de casos de insubordinación a las directivas del partido, y los casos recientes, que involucran la destitución de dos generales de muy alto rango, no son nuevos: Xi Jinping exige lealtad absoluta para evitar comprometer el cumplimiento de las directivas del partido y las posibles consecuencias para los posibles métodos de combate. Sin embargo, estas disposiciones no deben confundirnos con respecto a un posible impacto negativo en las fuerzas armadas chinas. Es cierto que, a largo plazo, lo cual es decisivo ante una posible invasión de Taiwán, los cambios en la cúpula militar representan una inversión en un mayor adoctrinamiento político y, por lo tanto, en la lealtad de las fuerzas armadas. Cabe recordar que las inversiones chinas en armamento son cada vez más sustanciales: la armada ha desarrollado planes de expansión que deberían elevar los portaaviones de Pekín a nueve para 2035, y el crecimiento de su arsenal nuclear alcanzará al menos mil ojivas para 2030. Estos avances podrían acentuar la retirada estadounidense del territorio europeo para centrarse militarmente en los mares chinos, defendiendo las rutas marítimas, Taiwán, Corea del Sur y Japón. Si bien la actitud en el frente militar es particularmente severa, su actitud hacia la sociedad política y civil no lo es menos. En 2025, más de un millón de personas fueron investigadas formalmente por corrupción, un fenómeno que aún está muy presente en el tejido político chino, pero que a menudo ha ocultado irregularidades políticas, que deben interpretarse principalmente como formas de disidencia a diversos niveles. El número de personas bajo investigación en 2025 es el más alto desde que Xi Jinping llegó al poder en 2012, y el aumento del sesenta por ciento en comparación con tan solo dos años antes es particularmente significativo. Una característica particularmente notable es que, actualmente, China no está experimentando una lucha de poder, sino que este número de personas bajo investigación se relaciona con los esfuerzos cada vez más férreos del Partido Comunista por mantener una disciplina férrea en el país. Es inevitable sospechar que se trata de una táctica ferozmente inspirada por el presidente y llevada a cabo a través de sus más leales asesores. La impresión es que Xi Jinping no quiere que lo tomen desprevenido a nivel nacional, y aspira a mantener una situación cada vez más sólida en su país para así poder afrontar los desafíos internacionales sin más dilación. Esto no es una posibilidad, sino una certeza que Occidente deberá evaluar cuidadosamente antes de entablar cualquier relación con China, que se convertirá cada vez más en un monolito muy difícil de socavar.

Wie China seine innenpolitischen Fronten auf internationale Herausforderungen vorbereitet

 Im gegenwärtigen Klima tiefgreifender internationaler Unsicherheit, entstanden durch die veränderten geopolitischen Absichten der USA, einschließlich des Krieges in Europa und der anhaltenden Instabilität im Nahen Osten, verfolgt China eine interne Umstrukturierung. Ziel ist es, die Loyalität gegenüber Präsident Xi Jinping zu stärken und so eine gefestigte chinesische Position zu sichern, die Chinas Einfluss in der Weltpolitik ausbauen kann. Die Vereinheitlichung der Ansichten der herrschenden Klasse wird durch eine Reihe interner Repressionen vorangetrieben, an denen hochrangige Militärs und Parteifunktionäre aller Ebenen beteiligt sind. Untersuchungen gegen Angehörige des chinesischen Militärs sind in der Volksrepublik China an der Tagesordnung und basieren auf Vorwürfen disziplinarischer Verstöße. Tatsächlich handelt es sich dabei stets um Fälle von Befehlsverweigerung gegenüber Parteianweisungen. Die jüngsten Fälle, die zur Entlassung zweier hochrangiger Generäle führten, sind nichts Neues: Xi Jinping verlangt absolute Loyalität, um die Einhaltung der Parteianweisungen und mögliche Konsequenzen für die Kriegsführung zu vermeiden. Diese Bestimmungen sollten uns jedoch nicht hinsichtlich möglicher negativer Auswirkungen auf die chinesischen Streitkräfte in die Irre führen. Langfristig – und dies ist entscheidend für eine mögliche Invasion Taiwans – stellen die Veränderungen an der Militärspitze eine Investition in eine noch stärkere politische Indoktrination und damit in die Loyalität der Streitkräfte dar. Man sollte bedenken, dass Chinas Investitionen in Rüstungsgüter zunehmend beträchtlich sind: Die Marine hat Expansionspläne entwickelt, die Pekings Flugzeugträgerflotte bis 2035 auf neun erhöhen sollen, und das Nukleararsenal wird bis 2030 mindestens tausend Sprengköpfe umfassen. Diese Entwicklungen könnten den amerikanischen Rückzug aus Europa verstärken, um sich militärisch auf die chinesischen Gewässer zu konzentrieren und die Seewege, Taiwan, Südkorea und Japan zu verteidigen. Während die Haltung an der militärischen Front besonders hart ist, ist sie gegenüber der politischen und zivilen Gesellschaft nicht weniger streng. Im Jahr 2025 wurden über eine Million Menschen formell wegen Korruption untersucht – ein Phänomen, das in Chinas politischer Struktur nach wie vor allzu präsent ist, aber oft politisches Fehlverhalten verschleiert, das primär als Form des Dissens auf verschiedenen Ebenen zu interpretieren ist. Die Zahl der im Jahr 2025 untersuchten Personen ist die höchste seit Xi Jinpings Machtantritt 2012, und der Anstieg um 60 Prozent im Vergleich zu nur zwei Jahren zuvor ist besonders signifikant. Auffällig ist, dass China derzeit keinen Machtkampf erlebt, sondern dass diese hohe Zahl der untersuchten Personen mit den zunehmend eiserneren Bemühungen der Kommunistischen Partei zusammenhängt, im Land strenge Disziplin aufrechtzuerhalten. Man kann sich des Verdachts nicht erwehren, dass diese Taktik vom Präsidenten selbst maßgeblich inspiriert und von seinen loyalsten Beratern verfolgt wird. Es entsteht der Eindruck, dass Xi Jinping innenpolitisch nicht unvorbereitet sein will und darauf abzielt, seine zunehmend stabile Lage im Inland zu festigen, um so internationalen Herausforderungen ohne weiteres begegnen zu können. Dies ist keine Möglichkeit, sondern eine Gewissheit, die der Westen sorgfältig abwägen muss, bevor er Beziehungen zu China eingeht, das zunehmend zu einem Monolithen wird, der nur sehr schwer zu untergraben sein wird.

Comment la Chine prépare son front intérieur pour relever les défis internationaux

 Dans le climat actuel de profonde incertitude internationale, engendré par l'évolution des intentions américaines en matière de géopolitique mondiale, notamment la guerre en Europe et la grande instabilité au Moyen-Orient, la Chine entreprend une réorganisation interne visant à renforcer sa loyauté envers son président Xi Jinping, afin d'affirmer une position chinoise ferme capable d'accroître son poids sur la scène politique mondiale. La nécessité d'uniformiser les opinions des classes dirigeantes se traduit par une série de répressions internes, touchant des officiers supérieurs et des responsables du Parti à tous les niveaux hiérarchiques. Les enquêtes visant des militaires chinois sont monnaie courante en République populaire de Chine et reposent sur des accusations de violations disciplinaires ; en réalité, il s'agit toujours de cas d'insubordination aux directives du Parti, et les récents cas, notamment la destitution de deux généraux de haut rang, ne sont pas nouveaux : Xi Jinping exige une loyauté absolue pour éviter tout compromis avec les directives du Parti et les conséquences potentielles sur les méthodes de combat. Ces mesures ne doivent cependant pas nous faire oublier un possible impact négatif sur les forces armées chinoises. Il est certain qu'à long terme, et c'est un facteur déterminant dans une éventuelle invasion de Taïwan, les changements opérés à la tête de l'armée constituent un investissement dans un endoctrinement politique encore plus poussé et, par conséquent, dans la loyauté des forces armées. Il convient de rappeler que les investissements chinois dans l'armement sont de plus en plus importants : la marine a élaboré des plans d'expansion qui devraient porter le nombre de porte-avions de Pékin à neuf d'ici 2035, et son arsenal nucléaire atteindra au moins mille ogives d'ici 2030. Ces développements pourraient accentuer le désengagement américain du territoire européen, les États-Unis concentrant leurs efforts militaires sur les mers chinoises, la défense des voies maritimes, de Taïwan, de la Corée du Sud et du Japon. Si l'attitude sur le front militaire est particulièrement sévère, celle envers la société civile et politique ne l'est pas moins. En 2025, plus d'un million de personnes ont fait l'objet d'enquêtes, officiellement pour corruption, un phénomène encore trop présent dans le tissu politique chinois, mais qui a souvent dissimulé des malversations politiques, lesquelles doivent être interprétées avant tout comme des formes de dissidence à différents niveaux. Le nombre de personnes faisant l'objet d'une enquête en 2025 est le plus élevé depuis l'arrivée au pouvoir de Xi Jinping en 2012, et l'augmentation de soixante pour cent par rapport à deux ans auparavant est particulièrement significative. Fait remarquable, la Chine ne connaît actuellement aucune lutte de pouvoir, mais ce nombre élevé de personnes faisant l'objet d'enquêtes est plutôt lié aux efforts de plus en plus inflexibles du Parti communiste pour maintenir une discipline de fer dans le pays. On ne peut s'empêcher de soupçonner qu'il s'agit d'une tactique fortement inspirée par le président et mise en œuvre par ses plus fidèles conseillers. L'impression générale est que Xi Jinping ne veut pas être pris au dépourvu sur le plan intérieur, cherchant à consolider sa position à l'intérieur du pays afin de pouvoir relever les défis internationaux sans difficulté. Il ne s'agit pas d'une simple possibilité, mais d'une certitude que l'Occident devra évaluer avec soin avant d'entamer toute relation avec la Chine, qui deviendra un bloc monolithique de plus en plus difficile à ébranler.

Como a China está a preparar a sua frente interna para enfrentar os desafios internacionais.

 No atual clima de profunda incerteza internacional, resultante das mudanças nas intenções dos EUA em relação à geopolítica global, incluindo a presença de guerras na Europa e a profunda instabilidade no Médio Oriente, a China está a promover uma reorganização interna com o objetivo de aumentar a sua lealdade ao Presidente Xi Jinping, assegurando uma postura firme capaz de ampliar a sua influência na política global. A necessidade de uniformizar as visões das classes dominantes está a ser procurada através de uma série de repressões internas, envolvendo altos oficiais militares e membros do partido, desde os escalões mais elevados até aos mais baixos. O historial de investigações contra militares chineses é uma constante na República Popular da China e baseia-se em acusações de violações disciplinares; na realidade, sempre se trataram de casos de insubordinação às directrizes do partido, e os casos recentes, envolvendo a demissão de dois generais de alta patente, não são novidade: Xi Jinping exige lealdade absoluta para evitar o comprometimento da adesão às directrizes do partido e as potenciais consequências para os possíveis métodos de combate. Estas medidas, contudo, não nos devem iludir quanto a um possível impacto negativo nas Forças Armadas chinesas. É certo que, a longo prazo, o que é fundamental para uma possível invasão de Taiwan, as mudanças na cúpula das forças armadas representam um investimento numa doutrinação política ainda maior e, portanto, na lealdade das forças armadas. É preciso ter em conta que os investimentos chineses em armamento são cada vez mais substanciais: a Marinha desenvolveu planos de expansão que deverão elevar o número de porta-aviões de Pequim para nove até 2035, e o crescimento do seu arsenal nuclear atingirá pelo menos mil ogivas até 2030. Estes desenvolvimentos podem acentuar o desengajamento americano do território europeu para concentrar militarmente as suas forças nos mares chineses, defendendo as rotas marítimas, Taiwan, Coreia do Sul e Japão. Embora a postura na frente militar seja particularmente severa, a sua postura em relação à sociedade política e civil não é menos rigorosa. Em 2025, mais de um milhão de pessoas foram investigadas formalmente por corrupção, um fenómeno ainda muito presente no tecido político chinês, mas que muitas vezes encobre condutas políticas impróprias, as quais devem ser interpretadas principalmente como formas de dissidência a vários níveis. O número de pessoas sob investigação em 2025 é o mais elevado desde que Xi Jinping chegou ao poder em 2012, e o aumento de sessenta por cento em comparação com apenas dois anos antes é particularmente significativo. Uma característica especialmente notável é que, actualmente, a China não está a passar por uma luta pelo poder, mas sim que estes números de pessoas sob investigação estão relacionados com os esforços cada vez mais firmes do Partido Comunista para manter uma disciplina rígida no país. É inevitável suspeitar que esta é uma tática fortemente inspirada pelo presidente e executada através dos seus mais leais conselheiros. A impressão é que Xi Jinping não quer ser apanhado desprevenido internamente, visando manter uma situação cada vez mais sólida em casa e, assim, poder enfrentar os desafios internacionais sem grandes dificuldades. Esta não é uma possibilidade, mas uma certeza que o Ocidente terá de avaliar cuidadosamente antes de estabelecer qualquer relação com a China, que será cada vez mais um bloco monolítico muito difícil de abalar.

Как Китай готовит свой внутренний фронт к противостоянию международным вызовам

 В нынешней обстановке глубокой международной неопределенности, возникшей из-за меняющихся намерений США в отношении глобальной геополитики, включая войну в Европе и глубокую нестабильность на Ближнем Востоке, Китай проводит внутреннюю реорганизацию, направленную на повышение лояльности к своему президенту Си Цзиньпину, чтобы обеспечить твердую позицию Китая, способную увеличить его влияние в мировой политике. Необходимость стандартизации взглядов правящих классов достигается посредством серии внутренних репрессий, затрагивающих высокопоставленных военных и партийных чиновников от самых высоких до самых низких уровней. История расследований в отношении китайских военнослужащих является постоянной в Китайской Народной Республике и основана на обвинениях в дисциплинарных нарушениях; в действительности это всегда были случаи неподчинения партийным директивам, и недавние случаи, связанные с увольнением двух высокопоставленных генералов, не являются чем-то новым: Си Цзиньпин требует абсолютной лояльности, чтобы избежать компромисса в соблюдении партийных директив и потенциальных последствий для возможных методов ведения боевых действий. Однако эти положения не должны вводить нас в заблуждение относительно возможного негативного воздействия на китайские вооруженные силы. Несомненно, в долгосрочной перспективе, которая имеет решающее значение в случае возможного вторжения на Тайвань, изменения в высшем военном руководстве представляют собой инвестиции в еще более сильную политическую индоктринацию и, следовательно, в лояльность вооруженных сил. Следует помнить, что китайские инвестиции в вооружение становятся все более существенными: военно-морской флот разработал планы расширения, согласно которым к 2035 году число авианосцев Пекина должно достигнуть девяти, а его ядерный арсенал к 2030 году достигнет как минимум тысячи боеголовок. Эти события могут усилить отход США от европейской территории с целью сосредоточения военных усилий на китайских морях, защите морских путей, Тайваня, Южной Кореи и Японии. Хотя отношение на военном фронте особенно жесткое, его отношение к политическому и гражданскому обществу не менее жесткое. В 2025 году более миллиона человек были официально привлечены к ответственности за коррупцию — явление, которое до сих пор слишком распространено в политической структуре Китая, но часто скрывает политические злоупотребления, которые следует рассматривать прежде всего как формы инакомыслия на различных уровнях. Число лиц, находящихся под следствием в 2025 году, является самым высоким с момента прихода Си Цзиньпина к власти в 2012 году, и 60-процентное увеличение по сравнению всего с двумя годами ранее особенно значимо. Особенно примечательно то, что в настоящее время Китай не переживает борьбу за власть, а скорее, что эти цифры лиц, находящихся под следствием, связаны с все более жесткими усилиями Коммунистической партии по поддержанию строгой дисциплины в стране. Невольно возникает подозрение, что эта тактика яростно вдохновлена ​​президентом и проводится через его самых верных помощников. Создается впечатление, что Си Цзиньпин не хочет быть застигнутым врасплох внутри страны, стремясь поддерживать все более прочную ситуацию внутри страны и, таким образом, иметь возможность без лишних промедлений противостоять международным вызовам. Это не просто возможность, а несомненность, которую Западу придется тщательно оценить, прежде чем вступать в какие-либо отношения с Китаем, который будет все больше превращаться в монолит, который будет очень трудно подорвать.