Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, di cui si attendono i risultati con trepidazione, sono oramai diventate un vero referendum sull’operato e sul personaggio del presidente in carica; ma comprendono anche tante aspettative: sia da parte dei favoriti democratici per ribaltare le politiche presidenziali, sia dello stesso Trump, condizionato da un voto che può limitare la sua operatività. In queste elezioni è emerso un protagonista su tutti, rappresentato dal mondo giovanile, che appare intenzionato a mobilitarsi al voto a favore dei democratici in una elezione che riguarda l’intera Camera dei deputati, un terso dei senatori e 36 governatori. Oltre all’avversione crescente a Trump, causata dalle sue politiche contradditorie portate avanti, spesso da un personale non all’altezza e sovente caratterizzato da puro dilettantismo politico, a giocare contro il presidente in carica c’è la tradizione che vuole che le elezioni di metà mandato siano tradizionalmente a favore della forza che non rappresenta l’inquilino della Casa Bianca. Le previsioni vedono un risultato a favore dei democratici nella Camera, mentre nel Senato la previsione più facile da fare è immaginare una maggioranza risicata per la forza che vincerà. Malgrado la popolarità di Trump sia in netto calo, al 30% il livello più basso da quando è presidente, il miliardario ha puntato molto sulla propria figura per contrastare la probabile avanzata democratica, arrivando a dire “Fate finta che io sia il candidato”, una evidente strategia per trasformare l’appuntamento elettorale in un referendum su dui lui, nel momento della difficoltà del costo della vita, del rincaro dei carburanti e della chiara percezione del peggioramento della qualità della vita, legato proprio alle sue politiche. Nonostante le ulteriori aggravanti che pesano sulla sua presidenza: scandalo Epstein, la guerra commerciale che ha impattato sui prezzi al dettaglio, l’intransigenza, a volte violenta, contro l’immigrazione e le politiche per favorire l’intelligenza artificiale e la costruzione di sempre più data center, Trump non ha saputo tenersi a distanza dalla possibile sconfitta del partito repubblicano, che poteva anche volgere a proprio vantaggio, ma ha voluto essere coinvolto con comizi e ripetuti inviti affinché gli elettori repubblicani si recassero ai seggi, nel timore della diserzione per la contrarietà verso i risultati dell’economia, senza tralasciare la retorica del voto contro i comunisti e gli islamici. In ogni caso il paese è spaccato, sempre più radicalizzato, soprattutto nella destra repubblicana e questo può implicare sviluppi imprevisti di natura nefasta. Risulta facile prevedere tensioni, anche molto forti, nei conteggi ed anche negli eventuali riconteggi delle schede; soprattutto in casi di risultati con poca differenza, uno spoglio prolungato, anche di giorni, potrebbe portare a tensioni molto forti trai i sostenitori delle due parti; inoltre Trump ha già minacciato, piuttosto chiaramente, l’intenzione di denunciare brogli elettorali per fermare l’eventuale vittoria democratica. Sarà necessario verificare quanto sapranno resistere alle pressioni dell’esecutivo i giudici ed i funzionari, anche quelli di fede repubblicana. Le possibilità di infinite cause legali intentate da Trump e dai repubblicani sconfitti, potrebbe paralizzare il paese e la speranza è che ciò non sfoci in violenze e nell’uso repressivo e distorto dell’apparato poliziesco e militare statunitense. La minaccia più esplicita di Trump è quella di riconoscere solo elezioni oneste, dove l’accezione “oneste” è soggetta solo al suo insindacabile giudizio.
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martedì 3 novembre 2026
It is U.S. election day; the United States risks its stability.
The United States midterm elections—the results of which are awaited with trepidation—have effectively become a referendum on the performance and character of the incumbent president. They also carry significant stakes: for the Democrats, who hope to overturn the president’s policies, and for Trump himself, whose ability to govern could be constrained by the outcome. A key player has emerged in these elections: the youth, who appear determined to turn out and vote for the Democrats. The elections cover the entire House of Representatives, one-third of the Senate, and 36 governorships. Beyond the growing aversion to Trump—fueled by his contradictory policies, often implemented by unqualified staff and marked by sheer political amateurism—the president also faces a historical trend: midterm elections typically favor the party not currently occupying the White House. Forecasts point to a Democratic gain in the House, while in the Senate, the most likely outcome is a narrow majority for whichever party prevails. Although Trump’s popularity has fallen sharply—dropping to 30%, its lowest level since he took office—the billionaire has leaned heavily on his own persona to counter the expected Democratic surge. He has even gone so far as to say, "Pretend that I am the candidate"—a clear strategy to turn the election into a referendum on himself, at a time marked by a rising cost of living, surging fuel prices, and a palpable decline in the quality of life, all linked directly to his policies. Despite the additional burdens weighing on his presidency—the Epstein scandal, a trade war that impacted retail prices, an uncompromising and at times violent stance against immigration, and policies promoting artificial intelligence and the construction of ever more data centers—Trump could not distance himself from the potential defeat of the Republican Party (a distance that might even have worked to his advantage). Instead, he chose to remain deeply involved, holding rallies and repeatedly urging Republican voters to head to the polls—fearing that dissatisfaction with the state of the economy might lead them to stay home—while also employing rhetoric that framed the vote as a stand against "communists" and "Islamists." In any case, the country is deeply divided and increasingly radicalized, particularly within the Republican right; this could lead to unforeseen and ominous developments. It is easy to anticipate significant, perhaps even intense, friction during the initial vote count and any subsequent recounts. Should the margins be narrow, a prolonged counting process—potentially lasting days—could trigger severe tensions between the supporters of both sides. Furthermore, Trump has already made his intentions quite clear: he has threatened to allege electoral fraud in order to block a potential Democratic victory. It remains to be seen how well judges and officials—even those with Republican leanings—will be able to withstand pressure from the executive branch. The prospect of endless legal challenges initiated by Trump and defeated Republicans could paralyze the nation; one can only hope that this does not escalate into violence or the repressive, distorted use of the U.S. police and military apparatus. Trump’s most explicit threat is his assertion that he will only recognize "honest" elections—with the definition of "honest" left entirely to his own, unquestionable judgment.
Es el día de las elecciones estadounidenses, Estados Unidos está en riesgo de perder su estabilidad.
Las elecciones de mitad de mandato en Estados Unidos, cuyos resultados se esperan con gran expectación, se han convertido en un auténtico referéndum sobre la gestión y el carácter del presidente en ejercicio. Pero también conllevan muchas expectativas: tanto de los principales candidatos demócratas para revertir las políticas presidenciales, como del propio Trump, condicionado por un voto que podría limitar su eficacia. Un actor clave ha surgido en estas elecciones: los jóvenes, que parecen decididos a movilizarse para votar por los demócratas en unas elecciones que involucran a toda la Cámara de Representantes, un tercio de los senadores y 36 gobernadores. Además de la creciente aversión a Trump, impulsada por sus políticas contradictorias, a menudo llevadas a cabo por un equipo ineficiente y caracterizadas por un puro amateurismo político, juega en contra del presidente en ejercicio la tradición de que las elecciones de mitad de mandato tradicionalmente favorezcan a la fuerza que no representa al ocupante de la Casa Blanca. Las predicciones apuntan a un resultado favorable a los demócratas en la Cámara de Representantes, mientras que en el Senado, la predicción más sencilla es imaginar una escasa mayoría dada la fuerza del Senado. A pesar de que la popularidad de Trump se desplomó al 30%, el nivel más bajo desde que asumió el cargo, el multimillonario ha explotado al máximo su propia imagen para contrarrestar el probable avance demócrata, llegando incluso a decir: "Imaginen que soy el candidato", una clara estrategia para convertir las elecciones en un referéndum sobre él, en un momento de elevado costo de vida, aumento del precio del combustible y una clara percepción de un deterioro en la calidad de vida, precisamente vinculado a sus políticas. A pesar de los factores agravantes adicionales que pesan sobre su presidencia: el escándalo Epstein, la guerra comercial que ha impactado los precios minoristas, su intransigencia, a veces violenta, contra la inmigración y las políticas para promover la inteligencia artificial y la construcción de centros de datos cada vez mayores, Trump no ha podido distanciarse de la posible derrota del Partido Republicano, que incluso podría aprovechar. En cambio, ha insistido en participar en mítines y reiterados llamados a los votantes republicanos para que acudan a las urnas, temiendo la deserción debido a la oposición a los resultados económicos, sin mencionar la retórica anticomunista y antiislámica. En cualquier caso, el país está dividido y cada vez más radicalizado, especialmente en la derecha republicana, lo que podría derivar en acontecimientos inesperados y desastrosos. Es fácil prever tensiones, incluso muy fuertes, durante el recuento e incluso en posibles recuentos de votos; sobre todo en casos donde los resultados son ajustados, un recuento prolongado, incluso de varios días, podría generar fuertes tensiones entre los partidarios de ambos bandos. Además, Trump ya ha amenazado claramente con denunciar fraude electoral para frenar una posible victoria demócrata. Habrá que ver hasta qué punto jueces y funcionarios, incluso republicanos, pueden resistir la presión del poder ejecutivo. La posibilidad de un sinfín de demandas interpuestas por Trump y los republicanos derrotados podría paralizar el país, y cabe esperar que esto no derive en violencia ni en el uso represivo y desproporcionado del aparato policial y militar estadounidense. La amenaza más explícita de Trump es reconocer únicamente elecciones honestas, donde la definición de "honesta" está sujeta exclusivamente a su incuestionable criterio.
Es ist der Tag der US-Wahlen; die USA riskieren ihre Stabilität.
Die Zwischenwahlen in den Vereinigten Staaten, deren Ergebnisse mit Spannung erwartet werden, haben sich inzwischen zu einem regelrechten Referendum über das Handeln und die Person des amtierenden Präsidenten entwickelt. Sie sind zudem mit zahlreichen Erwartungen verknüpft: Einerseits hoffen die Demokraten darauf, die Politik des Präsidenten korrigieren zu können; andererseits steht Trump selbst unter Druck, da das Wahlergebnis seinen Handlungsspielraum einschränken könnte. Eine Akteursgruppe sticht dabei besonders hervor: die Jugend. Sie scheint entschlossen, sich an der Wahl zu beteiligen und für die Demokraten zu stimmen – bei einer Abstimmung, bei der es um das gesamte Repräsentantenhaus, ein Drittel des Senats und 36 Gouverneursposten geht. Neben der wachsenden Abneigung gegen Trump – geschürt durch seine widersprüchliche Politik, die oft von inkompetentem Personal umgesetzt wird und häufig reinen politischen Dilettantismus offenbart – spielt dem amtierenden Präsidenten auch eine politische Tradition in die Hände: Bei Zwischenwahlen profitiert meist jene politische Kraft, die nicht den derzeitigen Bewohner des Weißen Hauses stellt. Prognosen deuten auf einen Erfolg der Demokraten im Repräsentantenhaus hin, während für den Senat – unabhängig vom Sieger – lediglich mit einer hauchdünnen Mehrheit zu rechnen ist. Obwohl Trumps Beliebtheitswerte deutlich gesunken sind – mit 30 Prozent erreichen sie den niedrigsten Stand seit Beginn seiner Amtszeit –, setzt der Milliardär voll auf seine eigene Person, um dem drohenden Vormarsch der Demokraten entgegenzuwirken. Er ging sogar so weit zu sagen: „Tun Sie so, als wäre ich der Kandidat.“ Dies ist eine offensichtliche Strategie, um die Wahl in ein Referendum über seine eigene Person zu verwandeln – und das in einer Zeit, in der die Menschen unter steigenden Lebenshaltungskosten und höheren Kraftstoffpreisen leiden und eine deutliche Verschlechterung ihrer Lebensqualität wahrnehmen, die unmittelbar mit seiner Politik zusammenhängt. Trotz der zusätzlichen Belastungsfaktoren, die auf seiner Präsidentschaft lasteten – der Epstein-Skandal, der Handelskrieg mit seinen Auswirkungen auf die Einzelhandelspreise, die bisweilen aggressive Haltung gegen Einwanderung sowie die Förderung künstlicher Intelligenz und den Bau immer neuer Rechenzentren –, konnte Trump sich nicht von einer möglichen Niederlage der Republikanischen Partei distanzieren. Er hätte dies durchaus zu seinem Vorteil nutzen können, entschied sich jedoch stattdessen für ein aktives Eingreifen: Durch Wahlkampfveranstaltungen und wiederholte Appelle an die republikanische Wählerschaft versuchte er, eine Wahlenthaltung aus Unzufriedenheit mit der wirtschaftlichen Lage zu verhindern – flankiert von einer Rhetorik, die die Wahl als Kampf gegen „Kommunisten“ und „Islamisten“ stilisierte. Das Land ist jedenfalls tief gespalten und zunehmend radikalisiert, insbesondere innerhalb des republikanischen Lagers; dies könnte zu unvorhersehbaren und verhängnisvollen Entwicklungen führen. Es ist mit erheblichen Spannungen bei der Stimmenauszählung – und erst recht bei etwaigen Neuauszählungen – zu rechnen. Sollte das Ergebnis knapp ausfallen und sich die Auszählung über Tage hinziehen, könnte dies zu massiven Spannungen zwischen den Anhängern beider Seiten führen. Zudem hat Trump bereits unmissverständlich angedeutet, er werde Wahlbetrug geltend machen, um einen möglichen Sieg der Demokraten zu verhindern. Es bleibt abzuwarten, inwieweit Richter und Beamte – selbst jene, die den Republikanern nahestehen – dem Druck der Exekutive standhalten können. Eine Flut von Klagen durch Trump und die unterlegenen Republikaner könnte das Land lähmen. Es bleibt zu hoffen, dass dies nicht in Gewalt umschlägt oder dazu führt, dass der Polizei- und Militärapparat der USA repressiv und zweckentfremdet eingesetzt wird. Besonders explizit ist Trumps Drohung, nur „ehrliche“ Wahlen anzuerkennen – wobei er sich das alleinige Recht vorbehält, nach eigenem, unanfechtbarem Ermessen zu definieren, was als „ehrlich“ zu gelten hat.
C'est le jour des élections américaines ; les États-Unis risquent leur stabilité.
Les élections de mi-mandat aux États-Unis, dont les résultats sont attendus avec anxiété, sont désormais devenues un véritable référendum sur l’action et la personnalité du président en exercice. Elles cristallisent également de nombreuses attentes : celles des démocrates, qui espèrent renverser les politiques présidentielles, et celles de Trump lui-même, dont la marge de manœuvre pourrait être restreinte par le verdict des urnes. Un acteur majeur se distingue dans ce scrutin : la jeunesse, qui semble déterminée à se mobiliser en faveur des démocrates lors d’élections qui concernent l’intégralité de la Chambre des représentants, un tiers du Sénat et 36 postes de gouverneur. Outre l’aversion croissante envers Trump — alimentée par des politiques contradictoires, souvent mises en œuvre par une équipe incompétente et marquée par un pur dilettantisme politique —, le président en exercice doit également composer avec une tradition électorale : les élections de mi-mandat tournent généralement à l’avantage du camp opposé à celui qui occupe la Maison-Blanche. Les prévisions tablent sur une victoire démocrate à la Chambre des représentants, tandis qu’au Sénat, tout porte à croire que le vainqueur ne disposera que d’une majorité très étroite. Bien que la popularité de Trump soit en chute libre — tombant à 30 %, son plus bas niveau depuis son accession à la présidence —, le milliardaire a misé gros sur sa propre personne pour contrer la progression démocrate annoncée. Il est même allé jusqu’à déclarer : « Faites comme si j’étais le candidat » — une stratégie manifeste visant à transformer ce scrutin en un référendum sur sa propre personne, dans un contexte marqué par la hausse du coût de la vie, l’augmentation du prix des carburants et un sentiment général de dégradation de la qualité de vie, directement imputable à ses politiques. Malgré les facteurs aggravants qui pèsent sur sa présidence — le scandale Epstein, la guerre commerciale ayant pesé sur les prix de détail, une intransigeance parfois violente à l’égard de l’immigration, ainsi que des politiques favorisant l’intelligence artificielle et la multiplication des centres de données — Trump n’a pas su prendre ses distances vis-à-vis d’une éventuelle défaite du Parti républicain (ce qui aurait pourtant pu jouer en sa faveur). Au contraire, il a choisi de s’impliquer activement, multipliant les meetings et les appels aux électeurs républicains pour qu’ils se rendent aux urnes, craignant une abstention due au mécontentement face aux résultats économiques ; le tout en s’appuyant sur une rhétorique présentant le scrutin comme un vote contre les « communistes » et les « islamistes ». Quoi qu’il en soit, le pays est fracturé et de plus en plus radicalisé, en particulier au sein de la droite républicaine, ce qui pourrait entraîner des développements imprévus et néfastes. Il est aisé de prévoir des tensions, potentiellement très vives, lors du dépouillement — voire en cas de recomptage des bulletins. Si les résultats sont serrés, un dépouillement qui s’éternise, sur plusieurs jours, pourrait exacerber les tensions entre les partisans des deux camps. Par ailleurs, Trump a déjà clairement laissé entendre qu’il comptait dénoncer des fraudes électorales pour contester une éventuelle victoire démocrate. Il faudra observer dans quelle mesure les juges et les fonctionnaires — y compris ceux qui partagent les convictions républicaines — parviendront à résister aux pressions de l’exécutif. La multiplication des recours juridiques, initiés par Trump et les républicains défaits, risque de paralyser le pays ; on peut seulement espérer que cela ne dégénère pas en violences, ni en un usage répressif et détourné de l’appareil policier et militaire américain. La menace la plus explicite formulée par Trump consiste à ne reconnaître que des élections « honnêtes » — un terme dont la définition dépend, selon lui, de son seul jugement souverain.
É dia de eleições americanas, e a estabilidade dos EUA está em risco.
As eleições intercalares nos Estados Unidos, cujos resultados são aguardados com grande expectativa, tornaram-se um verdadeiro referendo sobre o desempenho e o carácter do presidente em exercício. Mas também envolvem muitas expectativas: tanto dos principais candidatos democratas, que procuram reverter as políticas presidenciais, como do próprio Trump, condicionado a um voto que pode limitar a sua eficácia. Um actor-chave emergiu nestas eleições: os jovens, que parecem determinados a mobilizar-se para votar nos Democratas numa eleição que envolve toda a Câmara dos Representantes, um terço dos senadores e 36 governadores. Para além da crescente aversão a Trump, impulsionada pelas suas políticas contraditórias, frequentemente executadas por uma equipa inadequada e caracterizadas por puro amadorismo político, o que pesa contra o presidente em exercício é a tradição das eleições intercalares de favorecer a força que não representa o ocupante da Casa Branca. As previsões apontam para um resultado favorável aos democratas na Câmara, enquanto no Senado, a previsão mais simples é imaginar uma maioria apertada, dada a força da Câmara. Apesar da popularidade de Trump ter caído a pique para os 30%, o nível mais baixo desde que assumiu o cargo, o multimilionário tem-se apoiado fortemente na sua própria imagem para contrariar o provável avanço democrata, chegando a dizer: "Finjam que eu sou o candidato", uma estratégia clara para transformar a eleição num referendo sobre si, numa altura de elevado custo de vida, de aumento dos preços dos combustíveis e de uma clara perceção de deterioração da qualidade de vida, precisamente ligada às suas políticas. Apesar dos factores agravantes adicionais que pesam sobre a sua presidência: o escândalo Epstein, a guerra comercial que impactou os preços no retalho, a sua intransigência, por vezes violenta, contra a imigração e as políticas de promoção da inteligência artificial e a construção de centros de dados cada vez maiores, Trump não conseguiu distanciar-se da potencial derrota do Partido Republicano, que poderia até usar a seu favor. Em vez disso, insistiu em realizar comícios e repetidos apelos para que os eleitores republicanos comparecessem às urnas, temendo a deserção devido à oposição aos resultados económicos, para não mencionar a retórica anticomunista e anti-islâmica. Em todo o caso, o país está dividido e cada vez mais radicalizado, sobretudo na direita republicana, e isso pode levar a desenvolvimentos inesperados e desastrosos. É fácil prever tensões, inclusive muito fortes, na contagem e até em possíveis recontagens dos votos; especialmente nos casos em que os resultados são apertados, uma contagem prolongada, mesmo que dure dias, pode levar a tensões muito fortes entre os apoiantes de ambos os lados. Além disso, Trump já ameaçou claramente denunciar a fraude eleitoral para impedir uma possível vitória democrata. Será necessário ver como os juízes e as autoridades, mesmo os republicanos, conseguirão resistir à pressão do Poder Executivo. A possibilidade de processos judiciais intermináveis movidos por Trump e pelos republicanos derrotados pode paralisar o país, e a esperança é que isso não leve à violência e ao uso repressivo e distorcido do aparelho policial e militar dos EUA. A ameaça mais explícita de Trump é reconhecer apenas eleições honestas, onde a definição de "honesta" está sujeita apenas ao seu inquestionável julgamento.
Сегодня день американских выборов, стабильность США под угрозой.
Промежуточные выборы в США, результаты которых с нетерпением ожидаются, превратились в настоящий референдум по оценке деятельности и характера действующего президента. Но они также сопряжены со многими ожиданиями: как со стороны лидеров Демократической партии, стремящихся отменить президентскую политику, так и со стороны самого Трампа, обусловленными голосованием, которое может ограничить его эффективность. В этих выборах появился один ключевой игрок: молодежь, которая, похоже, намерена мобилизоваться для голосования за демократов на выборах, в которых участвуют вся Палата представителей, треть сенаторов и 36 губернаторов. В дополнение к растущему неприятию Трампа, вызванному его противоречивой политикой, часто проводимой некомпетентным персоналом и зачастую характеризующейся чистым политическим дилетантизмом, против действующего президента работает традиция промежуточных выборов, традиционно благоприятствующая той силе, которая не представляет интересы занимающего Белый дом человека. Прогнозы предсказывают благоприятный для демократов результат в Палате представителей, в то время как в Сенате проще всего предположить незначительное большинство, учитывая силу Сената. Несмотря на падение популярности Трампа до 30%, самого низкого уровня с момента его вступления в должность, миллиардер активно использовал свой имидж, чтобы противостоять вероятному наступлению демократов, даже заявив: «Притворитесь кандидатом», — явная стратегия, направленная на превращение выборов в референдум о нем самом, в условиях сложных цен на жизнь, роста цен на топливо и явного ухудшения качества жизни, напрямую связанного с его политикой. Несмотря на дополнительные факторы, осложняющие его президентство: скандал с Эпштейном, торговая война, повлиявшая на розничные цены, его порой резкая непримиримость в отношении иммиграции и политика по продвижению искусственного интеллекта и строительству все большего числа центров обработки данных, Трамп не смог дистанцироваться от потенциального поражения Республиканской партии, которое он мог бы даже обратить себе на пользу. Вместо этого он настаивал на проведении митингов и неоднократно призывал республиканских избирателей прийти на выборы, опасаясь оттока из-за несогласия с экономическими результатами, не говоря уже об антикоммунистической и антиисламской риторике. В любом случае, страна разделена и все больше радикализируется, особенно среди республиканцев правого крыла, и это может привести к неожиданным и катастрофическим последствиям. Легко предсказать напряженность, даже очень сильную, в процессе подсчета голосов и даже в случае возможного пересчета бюллетеней; особенно в случаях, когда результаты близки, затянувшийся подсчет, даже на несколько дней, может привести к очень сильной напряженности между сторонниками обеих сторон. Более того, Трамп уже довольно ясно пригрозил осудить фальсификацию выборов, чтобы предотвратить возможную победу демократов. Необходимо будет посмотреть, насколько хорошо судьи и чиновники, даже республиканцы, смогут противостоять давлению со стороны исполнительной власти. Возможность бесконечных судебных исков, поданных Трампом и проигравшими республиканцами, может парализовать страну, и есть надежда, что это не приведет к насилию и репрессивному и искаженному использованию американского полицейского и военного аппарата. Наиболее явная угроза Трампа заключается в признании только честных выборов, где определение «честности» будет зависеть только от его бесспорного суждения.