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martedì 25 agosto 2026

Il Regno Unito assume la leadership al posto degli USA nella questione ucraina.

 In occasione della ricorrenza del trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza della nazione Ucraina, il primo ministro britannico Andy Burnham ha fatto una promessa politicamente molto rilevante: il Regno Unito, infatti, fornirà i progetti per la produzione dei missili a lungo raggio a Kiev; ciò consentirà, con la declassificazione delle informazioni circa la componentistica del i missili Storm Shadow, di impiantare linee di produzione in terra ucraina. Questa autonomia consentirà alle forze ucraine di superare gli ostacoli dati dalle forniture di materiali preassemblati e con limitazioni di utilizzo. La gittata di questi missili è di circa 250 km ed in teoria consente di colpire obiettivi all’interno del territorio russo. Questo nuovo elemento dovrebbe costringere ad arretrare le basi logistiche russe situate immediatamente dietro le linee di combattimento e rallentare così i già difficili rifornimenti; inoltre con opportune correzioni ai missili potrebbero essere colpite basi strategiche di Mosca ancora più interne. Tuttavia questi benefici, dal lato pratico militare, non saranno immediati per la necessità di approntare le linee di produzione, che necessitano di un tempo di allestimento non certo veloce, ma che potrebbe essere misurato in termini di mesi o forse di anni. L’importanza, come già sottolineato, al momento è esclusivamente politica, perché il significato di consegnare a Kiev i piani di costruzione dei missili significa che Londra innalza la sfida al Cremlino, nonostante le conseguenze sulla riconfigurazione dell’assetto difensivo russo siano ancora lontane. Ma le implicazioni politiche non riguardano solo le relazioni tra Regno Unito e Russia, ma anche tra Londra e Bruxelles con il primo ministro inglese che è apparso molto determinato a rafforzare le relazioni con L’Unione Europea, inoltre l’Ucraina ha espressamente affermato che il paese ucraino rappresenta la prima linea a difesa dell’Europa contro il neo imperialismo russo. In politica estera sembra proprio che Londra voglia prendere il posto abbandonato da Washington nel ruolo di leadership della difesa europea. Non che il Regno Unito sia solo, la coalizione dei volenterosi, composta anche da Francia e Germania, ha ribadito la volontà di schierare truppe, nel ruolo di forze di pace, in Ucraina una volta terminato il conflitto. La grande incertezza dell’atteggiamento americano nei confronti del conflitto ucraino-russo ha determinato una posizione più convinta nel sostegno a Kiev da parte degli europei, che pare quasi un esercizio preparatorio ed obbligato al progressivo sganciamento degli USA dal vecchio continente e che si è materializzato in un impegno finanziario costante ma non solo: anche la lotta contro il traffico di petrolio portato avanti dalla Russia ha subito gravi perdite, arrivando a privare la Russia di introiti di circa 495 miliardi di dollari, che sarebbero stati destinati ad alimentare le spese per il conflitto. Sul piano degli investimenti attivi i paesi nordici ed i baltici hanno finalizzato il piano congiunto di difesa aerea, in funzione di protezione anche dell’Ucraina. La Commissione europea ha sbloccato altri 6,1 miliardi di euro per l’acquisto, da parte di Kiev, dei sistemi missilistici franco-italiani SAMP/T, che saranno destinati ad aumentare le capacità della difesa aerea. Con questo stanziamento l’Unione Europea arriva ad un investimento che supera i 22 miliardi per gli aiuti militari verso il paese ucraino a cui devono essere aggiunti i 9,2 miliardi di euro che la Norvegia ha destinato nel 2026 e che rinnoverà nel 2027, facendo entrare il sostegno a Kiev come programma statale. Nonostante esistano ancora nazioni che paiono timide nel sostegno all’Ucraina, il percorso appare avviato in modo sostanziale e può diventare, con investimenti costanti e mirati, un programma di affrancamento dagli USA, caratterizzati da un atteggiamento di minore attenzione verso l’Europa. 

The United Kingdom takes over the leadership from the US on the Ukrainian issue.

 On the occasion of the thirty-fifth anniversary of Ukraine's independence, British Prime Minister Andy Burnham made a politically significant promise: the United Kingdom will provide Kiev with the blueprints for the production of long-range missiles. This, with the declassification of information regarding the components of the Storm Shadow missiles, will allow production lines to be established on Ukrainian soil. This autonomy will allow Ukrainian forces to overcome the obstacles posed by the supply of pre-assembled materials with limited use. The range of these missiles is approximately 250 km and, in theory, allows them to strike targets deep inside Russian territory. This new element should force Russian logistics bases located immediately behind the battle lines to retreat, thus slowing the already difficult supply routes. Furthermore, with appropriate adjustments to the missiles, even more strategic bases inland from Moscow could be hit. However, these benefits, from a practical military perspective, will not be immediate due to the need to prepare the production lines, which certainly require a timeframe that is far from rapid, but could be measured in months or perhaps years. The importance, as already emphasized, is currently exclusively political, because handing over the missile construction plans to Kiev signifies London's raising the bar on the Kremlin, even though the consequences for the reconfiguration of Russia's defense posture are still far off. But the political implications concern not only relations between the United Kingdom and Russia, but also between London and Brussels, with the British Prime Minister appearing very determined to strengthen relations with the European Union. Furthermore, Ukraine has explicitly stated that Ukraine represents the front line in Europe's defense against Russian neo-imperialism. In foreign policy, it seems London is eager to take over the leadership role of European defense abandoned by Washington. Not that the United Kingdom is alone; the coalition of the willing, also including France and Germany, has reaffirmed its willingness to deploy troops as peacekeepers in Ukraine once the conflict is over. The great uncertainty surrounding the American stance on the Ukrainian-Russian conflict has led to a more determined European stance in supporting Kiev, which appears almost like a preparatory exercise, obligatory for the US's gradual disengagement from the old continent. This has materialized in a constant financial commitment, but not only that: the fight against Russian oil trafficking has also suffered serious losses, depriving Russia of approximately $495 billion in revenue, which would have been used to finance the conflict. In terms of active investments, the Nordic and Baltic countries have finalized a joint air defense plan, also to protect Ukraine. The European Commission has released an additional €6.1 billion for Kiev's purchase of the Franco-Italian SAMP/T missile systems, which will be used to increase its air defense capabilities. With this allocation, the European Union has invested more than €22 billion in military aid to Ukraine. This investment should be added to the €9.2 billion Norway has allocated in 2026 and will renew in 2027, establishing its support for Kiev as a state program. Although there are still nations that appear timid in their support for Ukraine, the process appears to be well underway and, with sustained and targeted investments, could become a program of emancipation from the United States, which has become less attentive to Europe.

El Reino Unido asume el liderazgo de Estados Unidos en la cuestión ucraniana.

 Con motivo del trigésimo quinto aniversario de la independencia de Ucrania, el primer ministro británico, Andy Burnham, hizo una promesa de gran trascendencia política: el Reino Unido proporcionará a Kiev los planos para la producción de misiles de largo alcance. Esto, junto con la desclasificación de la información relativa a los componentes de los misiles Storm Shadow, permitirá establecer líneas de producción en territorio ucraniano. Esta autonomía permitirá a las fuerzas ucranianas superar los obstáculos que supone el suministro de materiales preensamblados de uso limitado. El alcance de estos misiles es de aproximadamente 250 km y, en teoría, les permite alcanzar objetivos en lo profundo del territorio ruso. Este nuevo elemento debería obligar a las bases logísticas rusas situadas inmediatamente detrás de las líneas del frente a replegarse, ralentizando así las ya de por sí complicadas rutas de suministro. Además, con los ajustes adecuados a los misiles, podrían alcanzarse bases aún más estratégicas en el interior del país, lejos de Moscú. Sin embargo, desde una perspectiva militar práctica, estos beneficios no serán inmediatos debido a la necesidad de preparar las líneas de producción, lo que sin duda requiere un plazo considerable, que podría medirse en meses o incluso años. La importancia, como ya se ha destacado, es actualmente exclusivamente política, pues entregar los planes de construcción de misiles a Kiev supone que Londres está elevando el listón para el Kremlin, aunque las consecuencias para la reconfiguración de la postura defensiva rusa aún estén lejos. Pero las implicaciones políticas no solo afectan a las relaciones entre el Reino Unido y Rusia, sino también entre Londres y Bruselas, dado que el Primer Ministro británico parece muy decidido a fortalecer las relaciones con la Unión Europea. Además, Ucrania ha declarado explícitamente que representa la primera línea de defensa de Europa contra el neoimperialismo ruso. En política exterior, parece que Londres está deseoso de asumir el liderazgo en la defensa europea, abandonado por Washington. No es que el Reino Unido esté solo; la coalición de países dispuestos, que también incluye a Francia y Alemania, ha reafirmado su disposición a desplegar tropas como fuerzas de paz en Ucrania una vez finalizado el conflicto. La gran incertidumbre que rodea la postura estadounidense sobre el conflicto ucraniano-ruso ha propiciado una postura europea más firme en apoyo a Kiev, lo que parece casi un ejercicio preparatorio, obligatorio para la retirada gradual de Estados Unidos del viejo continente. Esto se ha materializado en un compromiso financiero constante, pero no solo eso: la lucha contra el tráfico de petróleo ruso también ha sufrido graves pérdidas, privando a Rusia de aproximadamente 495 mil millones de dólares en ingresos, que se habrían utilizado para financiar el conflicto. En cuanto a inversiones activas, los países nórdicos y bálticos han finalizado un plan conjunto de defensa aérea, también para proteger a Ucrania. La Comisión Europea ha liberado 6.100 millones de euros adicionales para la compra por parte de Kiev de los sistemas de misiles franco-italianos SAMP/T, que se utilizarán para aumentar sus capacidades de defensa aérea. Con esta asignación, la Unión Europea ha invertido más de 22 mil millones de euros en ayuda militar a Ucrania. Esta inversión se suma a los 9.200 millones de euros que Noruega asignó en 2026 y que renovará en 2027, consolidando su apoyo a Kiev como un programa estatal. Si bien todavía hay naciones que parecen tímidas en su apoyo a Ucrania, el proceso parece estar bien encaminado y, con inversiones sostenidas y específicas, podría convertirse en un programa de emancipación de Estados Unidos, que se ha vuelto menos atento a Europa.

Das Vereinigte Königreich übernimmt die Führungsrolle von den USA in der Ukraine-Frage.

 Anlässlich des 35. Jahrestages der ukrainischen Unabhängigkeit gab der britische Premierminister Andy Burnham ein politisch bedeutsames Versprechen ab: Großbritannien wird Kiew die Baupläne für die Produktion von Langstreckenraketen zur Verfügung stellen. Dies, zusammen mit der Freigabe der Informationen über die Komponenten der Sturmschatten-Raketen, ermöglicht den Aufbau von Produktionslinien auf ukrainischem Boden. Diese Autonomie wird es den ukrainischen Streitkräften ermöglichen, die Schwierigkeiten zu überwinden, die durch die Lieferung vormontierter Materialien mit begrenzter Einsatzfähigkeit entstehen. Die Reichweite dieser Raketen beträgt etwa 250 km und erlaubt es ihnen theoretisch, Ziele tief im russischen Territorium anzugreifen. Dieses neue Element sollte russische Logistikbasen unmittelbar hinter den Frontlinien zum Rückzug zwingen und so die ohnehin schon schwierigen Nachschubwege weiter verlangsamen. Mit entsprechenden Anpassungen an den Raketen könnten zudem noch strategischere Stützpunkte im Landesinneren von Moskau angegriffen werden. Aus militärischer Sicht werden diese Vorteile jedoch nicht sofort eintreten, da die Produktionslinien erst aufgebaut werden müssen. Dieser Prozess erfordert sicherlich einen langen Zeitraum, der sich auf Monate oder gar Jahre belaufen kann. Die Bedeutung ist, wie bereits betont, derzeit ausschließlich politischer Natur, denn die Übergabe der Raketenbaupläne an Kiew bedeutet, dass London die Messlatte für den Kreml höher legt, auch wenn die Folgen für die Neuausrichtung der russischen Verteidigungsstrategie noch in weiter Ferne liegen. Die politischen Implikationen betreffen jedoch nicht nur die Beziehungen zwischen Großbritannien und Russland, sondern auch zwischen London und Brüssel, wobei der britische Premierminister sehr entschlossen scheint, die Beziehungen zur Europäischen Union zu stärken. Darüber hinaus hat die Ukraine ausdrücklich erklärt, dass sie die vorderste Front im Kampf Europas gegen den russischen Neoimperialismus darstellt. Außenpolitisch scheint London bestrebt zu sein, die von Washington aufgegebene Führungsrolle in der europäischen Verteidigung zu übernehmen. Großbritannien steht damit nicht allein da; die Koalition der Willigen, zu der auch Frankreich und Deutschland gehören, hat ihre Bereitschaft bekräftigt, nach dem Ende des Konflikts Truppen als Friedenstruppen in die Ukraine zu entsenden. Die große Unsicherheit über die amerikanische Haltung im ukrainisch-russischen Konflikt hat zu einer entschlosseneren europäischen Unterstützung für Kiew geführt, die beinahe wie eine obligatorische Vorbereitungsmaßnahme für den schrittweisen Rückzug der USA vom europäischen Kontinent wirkt. Dies manifestiert sich in einem kontinuierlichen finanziellen Engagement, aber nicht nur darin: Auch der Kampf gegen den russischen Ölschmuggel hat schwere Verluste erlitten und Russland Einnahmen in Höhe von rund 495 Milliarden US-Dollar entzogen, die zur Finanzierung des Konflikts verwendet worden wären. Was aktive Investitionen betrifft, haben die nordischen und baltischen Staaten einen gemeinsamen Luftverteidigungsplan, ebenfalls zum Schutz der Ukraine, finalisiert. Die Europäische Kommission hat zusätzliche 6,1 Milliarden Euro für den Kauf der französisch-italienischen SAMP/T-Raketensysteme durch Kiew freigegeben, die zur Stärkung der ukrainischen Luftverteidigungskapazitäten eingesetzt werden sollen. Mit dieser Zuweisung hat die Europäische Union mehr als 22 Milliarden Euro in Militärhilfe für die Ukraine investiert. Diese Investition soll zu den 9,2 Milliarden Euro hinzukommen, die Norwegen für 2026 bereitgestellt und 2027 erneuert hat, wodurch die Unterstützung für Kiew zu einem staatlichen Programm wird. Obwohl es immer noch Nationen gibt, die die Ukraine nur zögerlich unterstützen, scheint der Prozess gut im Gange zu sein und könnte, bei nachhaltigen und gezielten Investitionen, zu einem Programm der Emanzipation von den Vereinigten Staaten werden, die Europa immer weniger Aufmerksamkeit schenken.

Le Royaume-Uni prend le relais des États-Unis dans le dossier ukrainien.

 À l'occasion du trente-cinquième anniversaire de l'indépendance de l'Ukraine, le Premier ministre britannique Andy Burnham a fait une promesse politiquement significative : le Royaume-Uni fournira à Kiev les plans de production de missiles à longue portée. Cette mesure, conjuguée à la déclassification d'informations concernant les composants des missiles Storm Shadow, permettra la mise en place de chaînes de production sur le sol ukrainien. Cette autonomie permettra aux forces ukrainiennes de surmonter les difficultés liées à l'approvisionnement en matériel pré-assemblé à usage limité. La portée de ces missiles est d'environ 250 km et, en théorie, leur permet d'atteindre des cibles en profondeur en territoire russe. Ce nouvel élément devrait contraindre les bases logistiques russes situées immédiatement derrière les lignes de front à se replier, ralentissant ainsi les voies d'approvisionnement déjà saturées. De plus, moyennant quelques ajustements, il serait possible de toucher des bases encore plus stratégiques à l'intérieur des terres, loin de Moscou. Toutefois, d'un point de vue militaire pratique, ces avantages ne seront pas immédiats, car la mise en place des chaînes de production nécessite un délai conséquent, qui pourrait se compter en mois, voire en années. L'importance de cette affaire, comme nous l'avons déjà souligné, est pour l'instant exclusivement politique, car la remise des plans de construction de missiles à Kiev signifie que Londres met la pression sur le Kremlin, même si les conséquences sur la reconfiguration du dispositif de défense russe sont encore lointaines. Mais les implications politiques concernent non seulement les relations entre le Royaume-Uni et la Russie, mais aussi entre Londres et Bruxelles, le Premier ministre britannique semblant très déterminé à renforcer les relations avec l'Union européenne. De plus, l'Ukraine a explicitement déclaré qu'elle représente la première ligne de défense de l'Europe contre le néo-impérialisme russe. En matière de politique étrangère, Londres semble désireuse de reprendre le rôle de chef de file de la défense européenne abandonné par Washington. Le Royaume-Uni n'est d'ailleurs pas seul ; la coalition des pays volontaires, qui comprend également la France et l'Allemagne, a réaffirmé sa volonté de déployer des troupes comme forces de maintien de la paix en Ukraine une fois le conflit terminé. La grande incertitude qui entoure la position américaine sur le conflit ukraino-russe a conduit à une position européenne plus résolue en faveur de Kiev, ce qui apparaît presque comme un exercice préparatoire, une étape nécessaire au désengagement progressif des États-Unis du vieux continent. Cela s'est concrétisé par un engagement financier constant, mais pas seulement : la lutte contre le trafic de pétrole russe a également subi de lourdes pertes, privant la Russie d'environ 495 milliards de dollars de recettes qui auraient servi à financer le conflit. En matière d'investissements concrets, les pays nordiques et baltes ont finalisé un plan commun de défense aérienne, notamment pour protéger l'Ukraine. La Commission européenne a débloqué 6,1 milliards d'euros supplémentaires pour l'acquisition par Kiev de systèmes de missiles franco-italiens SAMP/T, qui renforceront ses capacités de défense aérienne. Grâce à cette allocation, l'Union européenne a investi plus de 22 milliards d'euros dans l'aide militaire à l'Ukraine. Cet investissement s'ajoute aux 9,2 milliards d'euros alloués par la Norvège en 2026 et qu'elle renouvellera en 2027, inscrivant ainsi son soutien à Kiev dans un programme d'État. Bien que certains pays semblent encore timides dans leur soutien à l'Ukraine, le processus paraît bien engagé et, grâce à des investissements soutenus et ciblés, pourrait devenir un programme d'émancipation vis-à-vis des États-Unis, dont l'attention envers l'Europe s'est considérablement réduite.

O Reino Unido assume a liderança dos EUA na questão ucraniana.

 Por ocasião do trigésimo quinto aniversário da independência da Ucrânia, o primeiro-ministro britânico, Andy Burnham, fez uma promessa politicamente significativa: o Reino Unido fornecerá a Kiev os projectos para a produção de mísseis de longo alcance. Isto, juntamente com a desclassificação da informação sobre os componentes dos mísseis Storm Shadow, permitirá o estabelecimento de linhas de produção em território ucraniano. Esta autonomia permitirá às forças ucranianas ultrapassar os obstáculos impostos pelo fornecimento de materiais pré-montados com uma utilização limitada. O alcance destes mísseis é de aproximadamente 250 km e, em teoria, permite atingir alvos em território russo. Este novo elemento deverá obrigar as bases logísticas russas localizadas imediatamente atrás das linhas de batalha a recuar, dificultando ainda mais as já complexas rotas de abastecimento. Além disso, com os ajustes apropriados nos mísseis, poderão ser atingidas bases ainda mais estratégicas no interior do país, próximas de Moscovo. No entanto, estes benefícios, numa perspectiva militar prática, não serão imediatos devido à necessidade de preparar as linhas de produção, o que requer certamente um calendário que está longe de ser curto, podendo demorar meses ou mesmo anos. A importância, como já foi sublinhado, é actualmente exclusivamente política, uma vez que a entrega dos planos de construção de mísseis a Kiev significa que Londres está a elevar o nível de exigência em relação ao Kremlin, embora as consequências para a reconfiguração da postura de defesa da Rússia ainda estejam longe. Mas as implicações políticas dizem respeito não só às relações entre o Reino Unido e a Rússia, mas também entre Londres e Bruxelas, tendo o primeiro-ministro britânico demonstrado grande determinação em reforçar os laços com a União Europeia. Além disso, a Ucrânia declarou explicitamente que representa a linha da frente na defesa da Europa contra o neoimperialismo russo. Em política externa, Londres parece ansiosa por assumir a liderança na defesa europeia, papel abandonado por Washington. Não que o Reino Unido esteja sozinho; a coligação de países dispostos a colaborar, que inclui também a França e a Alemanha, reafirmou a sua disponibilidade para enviar tropas como forças de manutenção da paz para a Ucrânia assim que o conflito terminar. A grande incerteza em torno da posição americana sobre o conflito ucraniano-russo levou a uma postura europeia mais determinada em apoio de Kiev, o que parece quase um exercício preparatório, obrigatório para o gradual desengajamento dos EUA do velho continente. Isto materializou-se num compromisso financeiro constante, mas não só: a luta contra o tráfico de petróleo russo também sofreu perdas significativas, privando a Rússia de aproximadamente 495 mil milhões de dólares em receitas, que teriam sido utilizadas para financiar o conflito. Em termos de investimentos ativos, os países nórdicos e bálticos finalizaram um plano conjunto de defesa aérea, também para proteger a Ucrânia. A Comissão Europeia libertou mais 6,1 mil milhões de euros para a compra, por parte de Kiev, dos sistemas de mísseis franco-italianos SAMP/T, que serão utilizados para aumentar as suas capacidades de defesa aérea. Com esta verba, a União Europeia investiu mais de 22 mil milhões de euros em ajuda militar à Ucrânia. Este investimento deverá ser somado aos 9,2 mil milhões de euros que a Noruega destinou em 2026 e renovará em 2027, estabelecendo o seu apoio a Kiev como um programa de Estado. Embora ainda existam nações que se mostram tímidas no seu apoio à Ucrânia, o processo parece estar bem encaminhado e, com investimentos sustentados e direcionados, poderá vir a ser um programa de emancipação dos Estados Unidos, que se têm mostrado menos atentos à Europa.

Соединенное Королевство принимает на себя ведущую роль США в украинском вопросе.

 По случаю тридцать пятой годовщины независимости Украины премьер-министр Великобритании Энди Бернхэм дал политически важное обещание: Соединенное Королевство предоставит Киеву чертежи для производства ракет большой дальности. Это, наряду с рассекречиванием информации о компонентах ракет «Штормовая тень», позволит создать производственные линии на украинской территории. Такая автономия позволит украинским войскам преодолеть препятствия, связанные с поставкой предварительно собранных материалов ограниченного назначения. Дальность действия этих ракет составляет приблизительно 250 км и, теоретически, позволяет поражать цели глубоко на территории России. Этот новый элемент должен заставить российские логистические базы, расположенные непосредственно за линией фронта, отступить, тем самым замедлив и без того сложные пути снабжения. Более того, при соответствующей доработке ракет можно будет поражать еще более стратегически важные базы в глубине материка от Москвы. Однако эти преимущества с практической военной точки зрения не будут ощутимы немедленно из-за необходимости подготовки производственных линий, что, безусловно, потребует времени, далеко не быстрого, а может быть измерено в месяцы или даже годы. Как уже подчеркивалось, в настоящее время это имеет исключительно политическое значение, поскольку передача Киеву планов строительства ракет означает повышение Лондоном требований к Кремлю, хотя последствия для перестройки оборонной стратегии России еще далеки. Но политические последствия касаются не только отношений между Великобританией и Россией, но и отношений между Лондоном и Брюсселем, поскольку британский премьер-министр, похоже, полон решимости укрепить отношения с Европейским союзом. Более того, Украина прямо заявила, что представляет собой передовую линию в европейской обороне против российского неоимпериализма. Во внешней политике, похоже, Лондон стремится взять на себя ведущую роль в европейской обороне, от которой отказался Вашингтон. При этом Великобритания не одинока; коалиция желающих, в которую также входят Франция и Германия, подтвердила свою готовность разместить войска в качестве миротворцев на Украине после окончания конфликта. Большая неопределенность вокруг американской позиции по украинско-российскому конфликту привела к более решительной европейской позиции в поддержке Киева, что выглядит почти как подготовительное мероприятие, обязательное для постепенного ухода США со старого континента. Это материализовалось в постоянных финансовых вложениях, но не только в это: борьба с российским незаконным оборотом нефти также понесла серьезные потери, лишив Россию примерно 495 миллиардов долларов дохода, которые могли бы быть использованы для финансирования конфликта. Что касается активных инвестиций, то страны Северной Европы и Балтии завершили разработку совместного плана противовоздушной обороны, в том числе для защиты Украины. Европейская комиссия выделила дополнительные 6,1 миллиарда евро на закупку Киевом франко-итальянских зенитно-ракетных комплексов SAMP/T, которые будут использованы для повышения его возможностей противовоздушной обороны. С учетом этих средств Европейский союз инвестировал более 22 миллиардов евро в военную помощь Украине. Эти инвестиции должны быть добавлены к 9,2 миллиардам евро, выделенным Норвегией в 2026 году и продленным в 2027 году, что подтверждает поддержку Киева в рамках государственной программы. Хотя некоторые страны по-прежнему проявляют нерешительность в своей поддержке Украины, процесс, похоже, идет полным ходом и при условии постоянных и целенаправленных инвестиций может превратиться в программу освобождения от влияния Соединенных Штатов, которые стали уделять меньше внимания Европе.