Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 15 novembre 2021

Biden e Xi Jinping si incontrano per ridurre i contrasti

 Dopo due incontri telefonici Joe Biden e Xi Jinping avranno una riunione bilaterale, seppure in teleconferenza, che rappresenterà l’incontro diplomatico più importante dell’anno tra le due maggiori potenze internazionali. La crescente tensione tra i due stati condizionerà, probabilmente, questo vertice, tuttavia la necessità di arrivare ad una convivenza soddisfacente, seppure provviaioria, per entrambe le parti, dovrebbe costituire la strada per potere arrivare a quelle soluzioni minime condivise in grado di scongiurare potenziali crisi. Per il presidente degli Stati Uniti sarà la prima volta che incontrerà il suo omologo cinese da quando è stato eletto, malgrado i due leader si conoscano per precedenti incontri, quando Biden ricopriva la carica di vicepresidente americano. I temi sul tavolo restano sempre gli stessi: le reciproche relazioni commerciali ed economiche, la crescita militare cinese e le ambizioni geopolitiche di Pechino, che impediscono la necessaria collaborazione tra i due paesi più importanti del pianeta. La politica estera americana nei confronti della Cina, condotta dalla precedente amministrazione della Casa Bianca, ha operato una mistura di aggressività ed apertura, che segnalava l’evidente dilettantismo di Trump, impegnato, per lo più, a risolvere lo squilibrio commerciale favorevole al paese cinese. Con la presidenza Biden si sperava in un approccio differente, in grado di appianare le differenze attraverso una azione diplomatica accurata: ma così non è stato; il nuovo inquilino della Casa Bianca, non solo ha mantenuto le posizioni del suo predecessore, ma ha inasprito ancora di più i toni ed ha messo la questione cinese al centro della sua politica estera. La reazione della Cina, non poteva essere altrimenti, è stata quella di porsi sullo stesso piano dell’azione americana e ciò ha provocato una successione di dazi, sanzioni e notevole aggressività dialettica, che hanno provocato una situazione di costante tensione, non certo propizia ad una distensione necessaria, sopratutto in questo momento storico. Bisogna riconoscere che le ragioni statunitensi sono , però, oggettive: le ripetute violazioni dei diritti umani in Tibet e contro i musulmani cinesi, la repressione di Hong Kong, la volontà espansionista e gli attacchi informatici contro gli Usa ed altri paesi occidentali, costituiscono  delle valide ragioni per giustificare il risentimento americano; però entrambi i paesi hanno bisogno l’uno dell’altro: gli USA sono il principale mercato per la Cina e per raggiungere risultati apprezzabili per il clima è necessaria la partecipazione attiva di Pechino. Tra le due superpotenze, la questione di Taiwan è quella maggiormente urgente: una invasione da parte della Cina, che considera l’isola rientrante sotto la propria sovranità, metterebbe a rischio la pace mondiale e con essa i profitti derivanti dai traffici comerciali: questa ragione è, per il momento, la migliore assicurazione sulla pace a favore del mondo intero, ma un sempre possibile incidente, derivante dalle continue esercitazioni militari o dalla presenza delle marine da guerra nello stretto di Formosa, può causare potenziali situazioni irreparabili; sopratutto perchè connesso con questa questione vi è lo sviluppo nucleare cinese, che costituisce l’emergenza militare maggiore per gli USA. La regione indo-Pacifica rischia di diventare il teatro di un riarmo mondiale capace di fare cambiare gli equilibri attuali, portando o, megli, riportando il pianeta ad uno stato di fatto, dove la strategia della tensione e dell’equilibrio nucleare, minacciano di essere il fattore determinante delle relazioni internazionali. Il rischio è concreto, ma la ripetizione dell’equilibrio del terrore non avrebbe più un connotato di relazione ad esclusivo doppio confornto, ma potrebbe provocare un confronto multilaterale, dato dalla disponibilità dell’arma atomica a più di due soli soggetti internazionali. Innescare una corsa al riarmo atomico diffusa, significherebbe mettere in costante apprensione la pace mondiale e, di conseguenza, i traffici ed i commerci. Su questa base, conveniente alle due superpotenze e non solo, Washington e Pechino potrebbero trovare punti di intesa interessanti per sviluppare una relazione, se non proprio di amicizia, almeno di reciproca convivenza, tale da garantire una adeguata sicurezza alle relazioni diplomatiche, base necessaria per la convivenza pacifica comune. Per raggiungere questo obiettivo saranno necessari atteggiamenti pragmatici e pratici ed una elasticità, che solo una grande perizia negli affari diplomatici, potrà garantire.

Biden and Xi Jinping meet to reduce disputes

 After two telephone meetings, Joe Biden and Xi Jinping will have a bilateral meeting, albeit by teleconference, which will represent the most important diplomatic meeting of the year between the two major international powers. The growing tension between the two states will probably condition this summit, however the need to arrive at a satisfactory, albeit provisional, coexistence for both parties should constitute the way to be able to reach those minimum shared solutions capable of averting potential crises. . For the president of the United States it will be the first time he will meet his Chinese counterpart since he was elected, despite the two leaders having known each other for previous meetings, when Biden held the position of American vice president. The issues on the table always remain the same: reciprocal commercial and economic relations, Chinese military growth and Beijing's geopolitical ambitions, which prevent the necessary collaboration between the two most important countries on the planet. The American foreign policy towards China, conducted by the previous White House administration, operated a mixture of aggression and openness, which signaled the evident amateurism of Trump, committed, for the most part, to resolving the trade imbalance favorable to the Chinese country. . With the Biden presidency, it was hoped for a different approach, capable of smoothing out the differences through careful diplomatic action: but this was not the case; the new tenant of the White House, not only has maintained the positions of his predecessor, but has further tightened the tone and put the Chinese question at the center of his foreign policy. China's reaction, it could not have been otherwise, was to place itself on the same level as American action and this resulted in a succession of duties, sanctions and considerable dialectical aggression, which resulted in a situation of constant tension, certainly not conducive to a necessary relaxation, especially in this historical moment. It must be recognized that the US reasons are, however, objective: the repeated violations of human rights in Tibet and against Chinese Muslims, the repression of Hong Kong, the expansionist will and cyber attacks against the US and other Western countries, constitute valid reasons to justify American resentment; however, both countries need each other: the US is the main market for China and to achieve appreciable results for the climate, the active participation of Beijing is required. Between the two superpowers, the question of Taiwan is the most urgent: an invasion by China, which considers the island to be under its sovereignty, would jeopardize world peace and with it the profits deriving from commercial traffic: this reason it is, for the moment, the best peace assurance in favor of the whole world, but an always possible accident, deriving from the continuous military exercises or from the presence of the warships in the Strait of Formosa, can cause potentially irreparable situations; above all because connected with this question is the Chinese nuclear development, which constitutes the greatest military emergency for the USA. The Indo-Pacific region risks becoming the scene of a world rearmament capable of changing the current equilibrium, bringing or, rather, bringing the planet back to a state of fact, where the strategy of nuclear tension and equilibrium threatens to be the determining factor of international relations. The risk is concrete, but the repetition of the balance of terror would no longer have the connotation of a relationship with an exclusive double conflict, but could provoke a multilateral confrontation, given the availability of the atomic weapon to more than just two international subjects. Triggering a widespread atomic rearmament race would mean putting world peace in constant apprehension and, consequently, trade and commerce. On this basis, convenient for the two superpowers and beyond, Washington and Beijing could find interesting points of understanding to develop a relationship, if not one of friendship, at least one of mutual coexistence, such as to guarantee adequate security for diplomatic relations, a necessary basis for common peaceful coexistence. To achieve this objective, pragmatic and practical attitudes and an elasticity will be required, which only a great expertise in diplomatic affairs can guarantee.

Biden y Xi Jinping se reúnen para reducir disputas

 Luego de dos reuniones telefónicas, Joe Biden y Xi Jinping mantendrán un encuentro bilateral, aunque por teleconferencia, que representará el encuentro diplomático más importante del año entre las dos grandes potencias internacionales. La creciente tensión entre los dos Estados probablemente condicionará esta cumbre, sin embargo la necesidad de llegar a una convivencia satisfactoria, aunque provisional, de ambas partes debe constituir la vía para poder llegar a esas mínimas soluciones compartidas capaces de evitar posibles crisis. Para el presidente de Estados Unidos será la primera vez que se reunirá con su homólogo chino desde que fue elegido, a pesar de que los dos líderes se conocían de reuniones anteriores, cuando Biden ocupaba el cargo de vicepresidente estadounidense. Los temas sobre la mesa siempre siguen siendo los mismos: las relaciones comerciales y económicas recíprocas, el crecimiento militar chino y las ambiciones geopolíticas de Pekín, que impiden la necesaria colaboración entre los dos países más importantes del planeta. La política exterior estadounidense hacia China, llevada a cabo por la anterior administración de la Casa Blanca, operó una mezcla de agresión y apertura, que señaló el evidente amateurismo de Trump, comprometido, en su mayor parte, a resolver el desequilibrio comercial favorable al país chino. Con la presidencia de Biden, se esperaba un enfoque diferente, capaz de suavizar las diferencias mediante una cuidadosa acción diplomática: pero no fue así; el nuevo inquilino de la Casa Blanca, no solo ha mantenido las posiciones de su antecesor, sino que ha endurecido aún más el tono y ha puesto la cuestión china en el centro de su política exterior. La reacción de China, no podía ser de otra manera, fue situarse al mismo nivel que la acción estadounidense y ello derivó en una sucesión de deberes, sanciones y una considerable agresión dialéctica, que derivó en una situación de tensión constante, ciertamente no propicia para una crisis. relajación necesaria, especialmente en este momento histórico. Hay que reconocer que las razones estadounidenses son, sin embargo, objetivas: las reiteradas violaciones de los derechos humanos en el Tíbet y contra los musulmanes chinos, la represión de Hong Kong, la voluntad expansionista y los ciberataques contra Estados Unidos y otros países occidentales, constituyen razones válidas. para justificar el resentimiento estadounidense; sin embargo, ambos países se necesitan: EE.UU. es el principal mercado de China y para lograr resultados apreciables para el clima se requiere la participación activa de Pekín. Entre las dos superpotencias, la cuestión de Taiwán es la más urgente: una invasión de China, que considera que la isla está bajo su soberanía, pondría en peligro la paz mundial y con ella las ganancias derivadas del tráfico comercial: por eso es, por el En este momento, la mejor garantía de paz a favor del mundo entero, pero un accidente siempre posible, derivado de los continuos ejercicios militares o de la presencia de los buques de guerra en el Estrecho de Formosa, puede provocar situaciones potencialmente irreparables; sobre todo porque en relación con esta cuestión está el desarrollo nuclear chino, que constituye la mayor emergencia militar para Estados Unidos. La región del Indo-Pacífico corre el riesgo de convertirse en el escenario de un rearme mundial capaz de cambiar el equilibrio actual, devolviendo o, más bien, devolviendo al planeta a un estado de hecho, donde la estrategia de tensión y equilibrio nuclear amenaza con ser el factor determinante de relaciones Internacionales. El riesgo es concreto, pero la repetición del equilibrio del terror ya no tendría la connotación de una relación con un doble conflicto exclusivo, sino que podría provocar un enfrentamiento multilateral, dada la disponibilidad del arma atómica para más de dos sujetos internacionales. Desencadenar una carrera generalizada de rearme atómico significaría poner la paz mundial en constante aprensión y, en consecuencia, el comercio y el comercio. Sobre esta base, conveniente para las dos superpotencias y más allá, Washington y Pekín podrían encontrar interesantes puntos de entendimiento para desarrollar una relación, si no de amistad, al menos de convivencia mutua, que garantice una seguridad adecuada para las relaciones diplomáticas. base necesaria para la convivencia pacífica común. Para lograr este objetivo, se requerirán actitudes pragmáticas y prácticas y una elasticidad que solo una gran experiencia en asuntos diplomáticos puede garantizar.

Biden und Xi Jinping treffen sich, um Streitigkeiten zu reduzieren

 Nach zwei Telefongesprächen werden Joe Biden und Xi Jinping ein bilaterales Treffen, wenn auch per Telefonkonferenz, abhalten, das das wichtigste diplomatische Treffen des Jahres zwischen den beiden internationalen Großmächten darstellen wird. Die zunehmenden Spannungen zwischen den beiden Staaten werden wahrscheinlich diesen Gipfel bedingen, aber die Notwendigkeit, eine befriedigende, wenn auch vorläufige Koexistenz für beide Seiten zu erreichen, sollte den Weg darstellen, um gemeinsame Mindestlösungen zu finden, die potenzielle Krisen abwenden können. Für den Präsidenten der Vereinigten Staaten ist es das erste Mal, dass er seinen chinesischen Amtskollegen seit seiner Wahl trifft, obwohl sich die beiden Führer von früheren Treffen kannten, als Biden die Position des amerikanischen Vizepräsidenten innehatte. Die Themen auf dem Tisch bleiben immer die gleichen: wechselseitige Handels- und Wirtschaftsbeziehungen, chinesisches militärisches Wachstum und Pekings geopolitische Ambitionen, die die notwendige Zusammenarbeit zwischen den beiden wichtigsten Ländern der Erde verhindern. Die amerikanische Außenpolitik gegenüber China, die von der vorherigen Regierung des Weißen Hauses betrieben wurde, betrieb eine Mischung aus Aggression und Offenheit, was den offensichtlichen Dilettantismus von Trump signalisierte, der sich größtenteils dafür einsetzte, das für das chinesische Land günstige Handelsungleichgewicht zu beseitigen. Mit der Biden-Präsidentschaft erhoffte man sich einen anderen Ansatz, der die Differenzen durch vorsichtiges diplomatisches Handeln ausgleichen könnte: Dies war jedoch nicht der Fall; der neue Mieter des Weißen Hauses nicht nur die Positionen seines Vorgängers beibehalten, sondern den Ton weiter verschärft und die chinesische Frage in den Mittelpunkt seiner Außenpolitik gerückt haben. Chinas Reaktion, es hätte nicht anders sein können, bestand darin, sich mit dem amerikanischen Vorgehen auf die gleiche Stufe zu stellen, und dies führte zu einer Reihe von Pflichten, Sanktionen und erheblichen dialektischen Aggressionen, die zu einer Situation ständiger Spannungen führten, die sicherlich nicht zu einer notwendige Entspannung, besonders in diesem historischen Moment. Es muss jedoch anerkannt werden, dass die Gründe der USA objektiv sind: Die wiederholten Menschenrechtsverletzungen in Tibet und gegen chinesische Muslime, die Unterdrückung Hongkongs, der Expansionswille und Cyberangriffe gegen die USA und andere westliche Länder sind triftige Gründe um den amerikanischen Groll zu rechtfertigen; Beide Länder brauchen sich jedoch gegenseitig: Die USA sind der Hauptmarkt für China und um nennenswerte Ergebnisse für das Klima zu erzielen, bedarf es der aktiven Beteiligung Pekings. Zwischen den beiden Supermächten ist die Frage nach Taiwan am dringendsten: Eine Invasion durch China, das die Insel als unter seiner Souveränität betrachtet, würde den Weltfrieden und damit die Profite aus dem Handelsverkehr gefährden Moment, die beste Friedenssicherung zugunsten der ganzen Welt, aber ein immer möglicher Unfall, der sich aus den ständigen Militärübungen oder der Anwesenheit der Kriegsschiffe in der Straße von Formosa ergibt, kann potenziell irreparable Situationen verursachen; vor allem, weil mit dieser Frage die chinesische Nuklearentwicklung verbunden ist, die für die USA die größte militärische Notlage darstellt. Die indopazifische Region riskiert, zum Schauplatz einer weltweiten Wiederaufrüstung zu werden, die das gegenwärtige Gleichgewicht verändern und den Planeten wieder in einen Zustand bringen kann, in dem die Strategie der nuklearen Spannung und des nuklearen Gleichgewichts der bestimmende Faktor zu sein droht internationale Beziehungen. Das Risiko ist konkret, aber die Wiederholung des Gleichgewichts des Terrors hätte nicht mehr die Konnotation eines ausschließlichen Doppelkonflikts, sondern könnte angesichts der Verfügbarkeit der Atomwaffe für mehr als nur zwei internationale Subjekte eine multilaterale Konfrontation provozieren. Das Auslösen eines weit verbreiteten atomaren Aufrüstungswettlaufs würde bedeuten, den Weltfrieden in ständiger Besorgnis zu stellen und folglich Handel und Gewerbe. Auf dieser für die beiden Supermächte und darüber hinaus geeigneten Grundlage könnten Washington und Peking interessante Verständigungspunkte finden, um eine, wenn nicht eine freundschaftliche, so doch eine gegenseitige Koexistenz zu entwickeln, um etwa eine angemessene Sicherheit für die diplomatischen Beziehungen zu gewährleisten, u.a notwendige Grundlage für ein gemeinsames friedliches Zusammenleben. Um dieses Ziel zu erreichen, bedarf es einer pragmatischen und praktischen Haltung und einer Elastizität, die nur eine große diplomatische Expertise garantieren kann.

Biden et Xi Jinping se rencontrent pour réduire les différends

 Après deux entretiens téléphoniques, Joe Biden et Xi Jinping auront une rencontre bilatérale, bien que par téléconférence, qui représentera la rencontre diplomatique la plus importante de l'année entre les deux grandes puissances internationales. La tension croissante entre les deux États conditionnera probablement ce sommet, mais la nécessité d'arriver à une coexistence satisfaisante, quoique provisoire, pour les deux parties devrait constituer la voie pour pouvoir parvenir à ces solutions communes minimales capables d'éviter des crises potentielles. . Pour le président des États-Unis, ce sera la première fois qu'il rencontrera son homologue chinois depuis son élection, alors que les deux dirigeants se connaissaient lors de précédentes réunions, lorsque Biden occupait le poste de vice-président américain. Les enjeux sur la table restent toujours les mêmes : relations commerciales et économiques réciproques, croissance militaire chinoise et ambitions géopolitiques de Pékin, qui empêchent la nécessaire collaboration entre les deux pays les plus importants de la planète. La politique étrangère américaine à l'égard de la Chine, menée par la précédente administration de la Maison Blanche, a opéré un mélange d'agressivité et d'ouverture, qui a marqué l'amateurisme évident de Trump, engagé, pour l'essentiel, à résoudre le déséquilibre commercial favorable au pays chinois. . Avec la présidence Biden, on espérait une approche différente, capable d'aplanir les divergences par une action diplomatique prudente : mais ce n'était pas le cas ; le nouveau locataire de la Maison Blanche, non seulement a maintenu les positions de son prédécesseur, mais a encore durci le ton et mis la question chinoise au centre de sa politique étrangère. La réaction de la Chine, il ne pouvait en être autrement, a été de se mettre au même niveau que l'action américaine et cela s'est traduit par une succession de devoirs, de sanctions et d'agressions dialectiques considérables, qui ont abouti à une situation de tension constante, certainement pas propice à un détente nécessaire, surtout en ce moment historique. Il faut reconnaître que les raisons américaines sont cependant objectives : les violations répétées des droits de l'homme au Tibet et contre les musulmans chinois, la répression de Hong Kong, la volonté expansionniste et les cyberattaques contre les États-Unis et d'autres pays occidentaux, constituent des raisons valables. justifier le ressentiment américain ; cependant, les deux pays ont besoin l'un de l'autre : les États-Unis sont le principal marché de la Chine et pour obtenir des résultats appréciables pour le climat, la participation active de Pékin est requise. Entre les deux superpuissances, la question de Taïwan est la plus urgente : une invasion de la Chine, qui considère l'île comme étant sous sa souveraineté, mettrait en péril la paix mondiale et avec elle les profits tirés du trafic commercial : c'est pour cette raison, pour la moment, la meilleure assurance de paix en faveur du monde entier, mais un accident toujours possible, dérivant des exercices militaires continus ou de la présence des navires de guerre dans le détroit de Formose, peut provoquer des situations potentiellement irréparables ; surtout parce qu'à cette question se rattache le développement nucléaire chinois, qui constitue la plus grande urgence militaire pour les USA. La région Indo-Pacifique risque de devenir le théâtre d'un réarmement mondial capable de modifier l'équilibre actuel, de ramener ou plutôt de ramener la planète à un état de fait, où la stratégie de tension et d'équilibre nucléaires menace d'être le facteur déterminant de relations internationales. Le risque est concret, mais la répétition de l'équilibre de la terreur n'aurait plus la connotation d'une relation à double conflit exclusif, mais pourrait provoquer un affrontement multilatéral, étant donné la disponibilité de l'arme atomique à plus de deux sujets internationaux. Déclencher une course généralisée au réarmement atomique signifierait mettre la paix mondiale en constante appréhension et, par conséquent, les échanges et le commerce. Sur cette base, commode pour les deux superpuissances et au-delà, Washington et Pékin pourraient trouver des points d'entente intéressants pour développer une relation, sinon d'amitié, du moins de coexistence mutuelle, de manière à garantir une sécurité adéquate des relations diplomatiques, un base nécessaire à une coexistence pacifique commune. Pour atteindre cet objectif, il faudra des attitudes pragmatiques et pratiques et une élasticité que seule une grande expertise en matière diplomatique peut garantir.

Biden e Xi Jinping se reúnem para reduzir disputas

 Após duas reuniões telefônicas, Joe Biden e Xi Jinping terão um encontro bilateral, ainda que por teleconferência, que representará o encontro diplomático mais importante do ano entre as duas grandes potências internacionais. A crescente tensão entre os dois estados provavelmente condicionará esta cúpula, porém a necessidade de se chegar a uma convivência satisfatória, ainda que provisória, para ambas as partes deve constituir o caminho para se chegar às soluções mínimas compartilhadas capazes de evitar potenciais crises. Para o presidente dos Estados Unidos, será a primeira vez que encontrará o seu homólogo chinês desde a sua eleição, apesar dos dois dirigentes já se conhecerem em reuniões anteriores, quando Biden ocupava o cargo de vice-presidente americano. As questões em jogo permanecem sempre as mesmas: relações comerciais e econômicas recíprocas, crescimento militar chinês e ambições geopolíticas de Pequim, que impedem a necessária colaboração entre os dois países mais importantes do planeta. A política externa americana em relação à China, conduzida pelo governo anterior da Casa Branca, operou um misto de agressão e abertura, o que sinalizou o evidente amadorismo de Trump, empenhado, em grande parte, em resolver o desequilíbrio comercial favorável ao país chinês. Com a presidência de Biden, esperava-se uma abordagem diferente, capaz de amenizar as diferenças por meio de uma ação diplomática cuidadosa: mas não foi o caso; o novo inquilino da Casa Branca, não apenas manteve as posições de seu antecessor, mas também endureceu o tom e colocou a questão chinesa no centro de sua política externa. A reação da China, não poderia ser de outra forma, foi colocar-se no mesmo nível da ação americana e isso resultou em uma sucessão de deveres, sanções e considerável agressão dialética, o que resultou em uma situação de tensão constante, certamente não propícia a um relaxamento necessário, especialmente neste momento histórico. É preciso reconhecer que as razões dos EUA são, no entanto, objetivas: as repetidas violações dos direitos humanos no Tibete e contra os muçulmanos chineses, a repressão de Hong Kong, a vontade expansionista e os ataques cibernéticos contra os EUA e outros países ocidentais, constituem razões válidas para justificar o ressentimento americano; no entanto, os dois países precisam um do outro: os EUA são o principal mercado da China e para obter resultados apreciáveis ​​para o clima é necessária a participação ativa de Pequim. Entre as duas superpotências, a questão de Taiwan é a mais urgente: uma invasão da China, que considera a ilha sob sua soberania, poria em risco a paz mundial e com ela os lucros provenientes do tráfico comercial: por isso é, pela momento, a melhor garantia de paz a favor de todo o mundo, mas um acidente sempre possível, decorrente dos contínuos exercícios militares ou da presença dos navios de guerra no Estreito de Formosa, pode causar situações potencialmente irreparáveis; sobretudo porque ligado a esta questão está o desenvolvimento nuclear chinês, que constitui a maior emergência militar para os EUA. A região Indo-Pacífico corre o risco de se tornar palco de um rearmamento mundial capaz de alterar o equilíbrio atual, trazendo ou, antes, trazendo o planeta de volta a um estado de fato, onde a estratégia de tensão e equilíbrio nuclear ameaça ser o fator determinante de relações Internacionais. O risco é concreto, mas a repetição do balanço do terror não teria mais a conotação de uma relação com um duplo conflito exclusivo, mas poderia provocar um confronto multilateral, dada a disponibilidade da arma atômica para mais do que apenas dois súditos internacionais. O desencadeamento de uma corrida de rearmamento atômico generalizado significaria colocar a paz mundial em constante apreensão e, conseqüentemente, o comércio e o comércio. Nesta base, conveniente para as duas superpotências e além, Washington e Pequim poderiam encontrar pontos de entendimento interessantes para desenvolver uma relação, se não de amizade, pelo menos uma de convivência mútua, de modo a garantir segurança adequada às relações diplomáticas, a base necessária para a coexistência pacífica comum. Para atingir este objetivo, serão necessárias atitudes pragmáticas e práticas e uma elasticidade que só uma grande perícia em assuntos diplomáticos pode garantir.

Байден и Си Цзиньпин встречаются, чтобы уменьшить споры

 После двух телефонных встреч Джо Байден и Си Цзиньпин проведут двустороннюю встречу, пусть и в режиме телеконференции, которая станет самой важной дипломатической встречей года между двумя крупными международными державами. Возрастающая напряженность между двумя государствами, вероятно, будет обусловливать этот саммит, однако необходимость достижения удовлетворительного, хотя и временного сосуществования для обеих сторон должна стать способом достижения этих минимальных общих решений, способных предотвратить потенциальные кризисы. Для президента США это будет первая встреча со своим китайским коллегой с момента его избрания, несмотря на то, что два лидера знали друг друга по предыдущим встречам, когда Байден занимал пост американского вице-президента. На столе всегда остаются одни и те же вопросы: взаимные торгово-экономические отношения, военный рост Китая и геополитические амбиции Пекина, которые мешают необходимому сотрудничеству между двумя наиболее важными странами на планете. Американская внешняя политика в отношении Китая, проводимая предыдущей администрацией Белого дома, представляла собой смесь агрессии и открытости, что свидетельствовало об очевидном дилетантстве Трампа, приверженного, по большей части, разрешению торгового дисбаланса, благоприятного для китайской страны. Во время президентства Байдена надеялись на иной подход, способный сгладить разногласия посредством осторожных дипломатических действий: но этого не произошло; новый арендатор Белого дома не только сохранил позиции своего предшественника, но еще больше ужесточил тон и поставил китайский вопрос в центр своей внешней политики. Реакция Китая, иначе и не могло быть, заключалась в том, чтобы поставить себя на один уровень с действиями Америки, и это привело к череде обязанностей, санкций и значительной диалектической агрессии, что привело к ситуации постоянной напряженности, определенно не способствующей возникновению конфликта. необходимый отдых, особенно в этот исторический момент. Однако следует признать, что причины США объективны: неоднократные нарушения прав человека в Тибете и против китайских мусульман, репрессии в отношении Гонконга, экспансионистская воля и кибератаки против США и других западных стран являются уважительными причинами. чтобы оправдать американское возмущение; однако обе страны нуждаются друг в друге: США являются основным рынком для Китая, и для достижения ощутимых результатов в области климата необходимо активное участие Пекина. Для двух сверхдержав вопрос о Тайване является наиболее актуальным: вторжение Китая, который считает остров находящимся под его суверенитетом, поставит под угрозу мир во всем мире, а вместе с ним и прибыль, получаемую от коммерческих перевозок: по этой причине момент, лучшая гарантия мира в пользу всего мира, но всегда возможная авария, происходящая из непрерывных военных учений или из-за присутствия военных кораблей в Формозском проливе, может вызвать потенциально непоправимые ситуации; прежде всего потому, что с этим вопросом связано развитие ядерного оружия в Китае, которое представляет собой величайшую военную чрезвычайную ситуацию для США. Индо-Тихоокеанский регион рискует превратиться в арену мирового перевооружения, способного изменить текущее равновесие, вернув или, вернее, вернуть планету к состоянию, в котором стратегия ядерного напряжения и равновесия угрожает стать определяющим фактором международные связи. Риск конкретен, но повторение баланса террора больше не будет иметь коннотации отношений с исключительным двойным конфликтом, но может спровоцировать многостороннюю конфронтацию, учитывая доступность атомного оружия более чем для двух международных субъектов. Запуск повсеместной гонки атомного перевооружения означал бы постоянные опасения по поводу мира во всем мире и, как следствие, торговли и коммерции. На этой основе, удобной для двух сверхдержав и не только, Вашингтон и Пекин могли бы найти интересные точки взаимопонимания для развития отношений, если не дружбы, то, по крайней мере, взаимного сосуществования, например, чтобы гарантировать адекватную безопасность дипломатических отношений, необходимая основа для общего мирного сосуществования. Для достижения этой цели потребуются прагматичный и практический подход и гибкость, которую может гарантировать только большой опыт в дипломатических делах.

拜登與習近平會面以減少糾紛

 在兩次電話會晤後,喬拜登和習近平將舉行雙邊會晤,儘管是電話會議,這將是兩大國際大國之間今年最重要的外交會晤。兩國之間日益緊張的關係可能​​會成為這次峰會的條件,但是雙方達成令人滿意的、儘管是暫時的共存的必要性應該構成能夠達成那些能夠避免潛在危機的最小共享解決方案的方式。對於美國總統來說,這將是他當選以來首次會見中國總統,儘管兩位領導人在拜登擔任美國副總統時曾在此前的會晤中相識。擺在桌面上的問題始終不變:互惠的商業和經濟關係、中國的軍事增長和北京的地緣政治野心,這些都阻礙了地球上兩個最重要國家之間進行必要的合作。前白宮政府的美國對華外交政策具有侵略性和開放性,這表明特朗普明顯的業餘主義,在很大程度上致力於解決有利於中國國家的貿易不平衡。在拜登總統任期內,人們希望採取不同的方法,能夠通過謹慎的外交行動消除分歧:但事實並非如此;新入主白宮,不僅保持了前任的立場,而且語氣進一步收緊,將中國問題置於外交政策的中心。中國的反應不可能不是,而是將自己置於與美國的行動相同的水平上,這導致了一系列的關稅、制裁和相當大的辯證侵略,導致局勢持續緊張,肯定不利於和平發展。必要的放鬆,尤其是在這個歷史時刻。但必須承認,美國的理由是客觀的:在西藏一再侵犯人權和針對中國穆斯林,對香港的鎮壓,對美國和其他西方國家的擴張意志和網絡攻擊,都是正當理由。為美國的不滿辯護;然而,兩國相互需要:美國是中國的主要市場,要在氣候方面取得顯著成果,需要北京的積極參與。在兩個超級大國之間,台灣問題是最緊迫的:中國認為該島在其主權之下的入侵將危及世界和平以及由此產生的商業交通利潤:這是因為當下,對全世界最好的和平保證,但由於持續的軍事演習或由於台灣海峽的軍艦存在而始終可能發生的事故,可能會導致潛在的無法挽回的局面;最重要的是因為與這個問題相關的是中國的核發展,這構成了美國最大的軍事緊急情況。印太地區有可能成為世界重整軍備的場景,能夠改變當前的平衡,使地球回到現實狀態,在這種狀態下,核緊張和平衡戰略有可能成為決定性因素國際關係。風險是具體的,但恐怖平衡的重複將不再具有與排他性雙重衝突的關係的內涵,而是可能引發多邊對抗,因為原子武器不僅可供兩個國際主體使用。引發廣泛的原子重整競賽意味著將世界和平置於持續擔憂之中,從而使貿易和商業陷入擔憂之中。在此基礎上,方便兩個超級大國及其他地區,華盛頓和北京可以找到有趣的理解點來發展一種關係,如果不是一種友誼,至少是一種相互共存,例如保證外交關係的足夠安全,一個共同和平共處的必要基礎。為實現這一目標,需要務實的態度和彈性,這只有在外交事務方面具有豐富的專業知識才能保證。

バイデンと習近平は紛争を減らすために会う

 2回の電話会議の後、ジョー・バイデンと習近平は電話会議ではありますが、二国間会議を開催します。これは、2つの主要な国際大国間の今年の最も重要な外交会議を表しています。両国間の緊張の高まりはおそらくこのサミットの条件となるでしょうが、暫定的ではありますが、両当事者の満足のいく共存に到達する必要性は、潜在的な危機を回避できる最小限の共有ソリューションに到達できる方法を構成するはずです。バイデンが米国の副大統領に就任したとき、2人の指導者が以前の会合でお互いを知っていたにもかかわらず、米国の大統領にとって、彼が選出されて以来、彼が中国の対応者に会うのは初めてです。相互の商業的および経済的関係、中国の軍事的成長、および地球上で最も重要な2つの国間の必要な協力を妨げる北京の地政学的野心など、テーブル上の問題は常に同じです。前のホワイトハウス政権によって実施された中国に対するアメリカの外交政策は、攻撃性と開放性の混合を操作し、それはトランプの明白なアマチュア主義を示し、ほとんどの場合、中国の国に有利な貿易不均衡を解決することを約束した。バイデン大統領のおかげで、慎重な外交行動を通じて違いを滑らかにすることができる別のアプローチが望まれていました。しかし、そうではありませんでした。ホワイトハウスの新しい入居者は、前任者の立場を維持しただけでなく、口調をさらに引き締め、中国の質問を彼の外交政策の中心に置いた。中国の反応は、他の方法ではあり得なかったが、それ自体をアメリカの行動と同じレベルに置くことであり、これは一連の義務、制裁およびかなりの弁証法的攻撃をもたらし、それは絶え間ない緊張の状況をもたらし、確かに特にこの歴史的な瞬間に必要なリラクゼーション。しかし、米国の理由は客観的であることを認識しなければなりません。チベットと中国のイスラム教徒に対する繰り返しの人権侵害、香港の抑圧、膨張主義者の意志、米国と他の西側諸国に対するサイバー攻撃が正当な理由を構成します。アメリカの恨みを正当化するため。しかし、両国はお互いを必要としています。米国は中国の主要市場であり、気候に対してかなりの結果を達成するには、北京の積極的な参加が必要です。 2つの超大国の間で、台湾の問題は最も緊急です。島を主権下にあると見なす中国による侵略は、世界平和を危うくし、それとともに商業交通から得られる利益を危険にさらします。瞬間、全世界に有利な最高の平和保証ですが、継続的な軍事演習またはフォルモサ海峡での軍艦の存在に起因する常に起こり得る事故は、潜在的に取り返しのつかない状況を引き起こす可能性があります。とりわけ、この問題に関連しているのは、米国にとって最大の軍事緊急事態を構成する中国の核開発であるためです。インド太平洋地域は、現在の均衡を変えることができる世界再軍備の現場になるリスクがあり、惑星を事実の状態に戻すか、むしろ戻すことができます。そこでは、核の緊張と均衡の戦略が国際関係。リスクは具体的ですが、宇宙基地SOSの繰り返しは、排他的な二重紛争との関係の意味をもはや持たず、2つ以上の国際的な主題に核兵器が利用可能であることを考えると、多国間対立を引き起こす可能性があります。広範な原子再軍備競争を引き起こすことは、世界平和を絶え間ない懸念に置き、その結果、貿易と商業をもたらすことを意味します。これに基づいて、ワシントンと北京は、2つの超大国とそれ以降にとって便利であり、友情ではなくても、外交関係の適切な安全を保証するなど、少なくとも1つの相互共存の関係を発展させるための興味深い理解のポイントを見つけることができます。共通の平和共存のために必要な基盤。この目的を達成するためには、実用的かつ実践的な態度と弾力性が必要であり、それは外交問題の優れた専門知識だけが保証することができます。

يلتقي بايدن وشي جين بينغ لتقليل الخلافات

 بعد اجتماعين هاتفيين ، سيعقد جو بايدن وشي جين بينغ اجتماعًا ثنائيًا ، وإن كان عن طريق الهاتف ، والذي سيمثل أهم اجتماع دبلوماسي في العام بين القوتين الدوليتين الرئيسيتين. من المحتمل أن يؤدي التوتر المتزايد بين الدولتين إلى عقد هذه القمة ، لكن الحاجة إلى التوصل إلى تعايش مرضٍ ، وإن كان مؤقتًا ، لكلا الطرفين يجب أن يشكل السبيل للوصول إلى الحد الأدنى من الحلول المشتركة القادرة على تجنب الأزمات المحتملة. بالنسبة لرئيس الولايات المتحدة ، ستكون هذه هي المرة الأولى التي يلتقي فيها بنظيره الصيني منذ انتخابه ، على الرغم من معرفة الزعيمين لبعضهما البعض من اجتماعات سابقة ، عندما كان بايدن يشغل منصب نائب الرئيس الأمريكي. تظل القضايا المطروحة على الطاولة على حالها دائمًا: العلاقات التجارية والاقتصادية المتبادلة ، والنمو العسكري الصيني ، وطموحات بكين الجيوسياسية ، التي تمنع التعاون الضروري بين أهم دولتين على هذا الكوكب. عملت السياسة الخارجية الأمريكية تجاه الصين ، التي نفذتها إدارة البيت الأبيض السابقة ، على مزيج من العدوان والانفتاح ، مما يشير إلى الهواية الواضحة لترامب ، الملتزم ، في الغالب ، بحل الخلل التجاري لصالح الدولة الصينية. مع رئاسة بايدن ، كان من المأمول اتباع نهج مختلف قادر على تسوية الخلافات من خلال عمل دبلوماسي دقيق: ولكن هذا لم يكن كذلك ؛ المستأجر الجديد للبيت الأبيض ، لم يحافظ فقط على مواقف سلفه ، بل شدد لهجته ووضع المسألة الصينية في قلب سياسته الخارجية. كان رد فعل الصين ، الذي لم يكن ليكون غير ذلك ، هو أن تضع نفسها على نفس مستوى العمل الأمريكي ، مما أدى إلى تعاقب الواجبات والعقوبات والعدوان الديالكتيكي الكبير ، مما أدى إلى حالة من التوتر المستمر ، وبالتأكيد لم يفضي إلى الاسترخاء الضروري ، خاصة في هذه اللحظة التاريخية. يجب الاعتراف بأن أسباب الولايات المتحدة ، مع ذلك ، موضوعية: الانتهاكات المتكررة لحقوق الإنسان في التبت وضد المسلمين الصينيين ، وقمع هونغ كونغ ، والإرادة التوسعية ، والهجمات الإلكترونية ضد الولايات المتحدة والدول الغربية الأخرى ، تشكل أسبابًا وجيهة. لتبرير الاستياء الأمريكي. ومع ذلك ، يحتاج كلا البلدين إلى بعضهما البعض: الولايات المتحدة هي السوق الرئيسي للصين ولتحقيق نتائج ملموسة للمناخ ، فإن المشاركة النشطة من بكين مطلوبة. إن مسألة تايوان هي الأكثر إلحاحًا بين القوتين العظميين: فغزو الصين ، التي تعتبر الجزيرة تحت سيادتها ، من شأنه أن يعرض السلام العالمي للخطر ومعه الأرباح المتأتية من حركة التجارة: وهذا هو السبب في ذلك ، اللحظة ، أفضل ضمان سلام لصالح العالم بأسره ، ولكن يمكن أن يتسبب حادث محتمل دائمًا ، ناجم عن التدريبات العسكرية المستمرة أو من وجود السفن الحربية في مضيق فورموزا ، في حالات يحتمل أن يتعذر إصلاحها ؛ قبل كل شيء لأن التطور النووي الصيني مرتبط بهذا السؤال ، والذي يشكل أكبر حالة طوارئ عسكرية للولايات المتحدة. تخاطر منطقة المحيطين الهندي والهادئ بأن تصبح مسرحًا لإعادة تسليح عالمية قادرة على تغيير التوازن الحالي ، أو إعادة الكوكب أو بالأحرى إعادة الكوكب إلى حالته الواقعية ، حيث تهدد استراتيجية التوتر والتوازن النوويين بأن تكون العامل الحاسم في ذلك. علاقات دولية. الخطر ملموس ، لكن تكرار توازن الرعب لم يعد له دلالة على وجود علاقة مع صراع مزدوج حصري ، ولكن يمكن أن يؤدي إلى مواجهة متعددة الأطراف ، بالنظر إلى توفر السلاح الذري لأكثر من مجرد موضوعين دوليين. إن إطلاق سباق واسع النطاق لإعادة التسلح الذري يعني وضع السلام العالمي في حالة قلق دائم ، وبالتالي ، التجارة والتجارة. على هذا الأساس ، الذي يناسب القوتين العظميين وما وراءهما ، يمكن لواشنطن وبكين أن تجد نقاط تفاهم مثيرة للاهتمام لتطوير علاقة ، إن لم تكن علاقة صداقة ، واحدة على الأقل من التعايش المتبادل ، مثل ضمان الأمن الكافي للعلاقات الدبلوماسية ، و الأساس الضروري للتعايش السلمي المشترك. لتحقيق هذا الهدف ، ستكون هناك حاجة إلى المواقف العملية والعملية والمرونة ، والتي لا يمكن أن تضمنها إلا الخبرة الكبيرة في الشؤون الدبلوماسية.

venerdì 5 novembre 2021

Obiettivi di breve e medio termine dell'incremento dell'armamento cinese

 Il recente rapporto del Pentagono sull’incremento dell’arsenale militare nucleare cinese, espone dati molto preoccupanti, che riguardano una previsione di circa nuove mille testate entro dieci anni. Questo dato significa che la capacità tecnologica di Pechino è cresciuta tanto da permettere il raggiungimento di una produzione di ordigni nucleari in numero sempre maggiore, integrate anche da altre tecnologie all’avanguardia per scopi bellici. La Cina ritiene che aumentare il proprio arsenale atomico sia un elemento fondamentale nel quadro delle proprie ambizioni geopolitiche e, che, l’attuale differenza con gli Stati Uniti sia da colmare assolutamente, anche nel quadro della rincorsa al ruolo di prima potenza mondiale. Attualmente la stima americana parla di 200 testate nucleari disponibili per Pechino, con la prospettiva di arrivare a 700 testate nel 2027, per arrivare a 1000 nel 2030. Inoltre devono essere considerati i progressi cinesi nella tecnologia dei missili ipersonici, che portano la Cina ad uno stato molto avanzato nella capacità di sviluppare tecnologia militare di avanguardia. Queste considerazioni mettono in evidenza la necessità statunitense di adeguare i propri armamenti per mantenere la supremazia militare, anche in relazione all’accresciuta importanza nella politica USA del sud est asiatico: ma ciò porta alla ribalta il problema della rincorsa agli armamenti, che genera insicurezza ancora maggiore sullo scacchiere internazionale. Una delle preoccupazioni maggiori americane è data dalla capacità tecnologica cinese di costruire missili balistici intercontinentali che hanno il potenziale di raggiungere obiettivi a distanza di migliaia di chilometri. La strategia cinese, oltre all’obiettivo a medio termine di insediare il primato americano, nel breve termine per Pechino la crescita degli armamenti serve a ribadire il proprio atteggiamento sulla volontà di scoraggiare gli Stati Uniti ed i suoi alleati occidentali a non intraprendere alcuna azione militare per mettere in atto la protezione di Taiwan. La questione di Formosa, infatti, resta centrale nell’attuale momento politico internazionale e la decisione dell’invio della prima delegazione ufficiale da parte dell’Unione Europea ha provocato il forte risentimento cinese. Il Giappone, da parte sua, ha denunciato la circumnavigazione della sua principale isola, da parte di navi militari cinesi e russe, formalmente impegnate in manovre militari congiunte, in realtà percepite da Tokyo come una esplicita minaccia per non intervenire nella questione di Taiwan. Questi comportamenti cinesi sono percepiti come una minaccia per la stabilità globale, soprattutto per la posizione strategica che Pechino ha assunto lo stato, così detto di contrattacco di preallarme, che prevede un contrattacco missilistico immediato non solo in caso di attacco effettivo, ma anche di attacco potenziale o solo di minaccia incombente. La preoccupazione per l’atteggiamento cinese non riguarda solo gli Stati Uniti, ma soprattutto i paesi vicini, in prima fila il già citato Giappone, che ha avviato un programma di spesa militare, che riguarda il due per cento del proprio prodotto interno lordo, una quota mai stanziata da Tokyo e che denuncia la volontà nipponica di recitare un ruolo di primo piano nel contenimento della prepotenza cinese.  Pechino potrebbe accusare la pressione che si sta creando intorno all’isola che considera una prosecuzione del proprio territorio e quindi della propria sovranità, pressione, che, per altro la Cina stessa ha contribuito a creare con le azioni intimidatorie, come il sorvolo di centinaia di aerei militari sul cielo di Taiwan. Si comprende, come anche le iniziative diplomatiche, come quella di Bruxelles, potrebbero contribuire a cambiare in peggio l’attuale condizione di precario equilibrio, ma restano in maggiore evidenza le possibili conseguenze di potenziali minacce armate sfuggite al controllo o errori umani in grado di scatenare reazioni inconsulte; l’attuale alta concentrazione di armamenti è destinata a salire, così come gli attori sul palcoscenico ed il pericolo derivante da un riarmo incontrollato, rappresentano tutti fattori di una situazione dove l’opzione militare può assumere una consistenza molto probabile. Per ora, tuttavia, la predominanza dei mezzi militari americani può consentire di ipotizzare che la Cina possa esercitare soltanto azioni di disturbo, dove comunque l’incidente è sempre verificabile, ma che sono molto meno pericolose di un ipotetico attacco diretto, come lo stesso presidente cinese ha più volte minacciato. Il tempo che resta, quindi, all’incremento effettivo dell’arsenale nucleare cinese, andrebbe usato per lasciare il posto all’azione diplomatica o ad esercitare la pressione commerciale, alla quale Pechino è molto sensibile, per penalizzare l’economia cinese: ma bisogna essere in grado di farlo e, soprattutto, di fare le adeguate rinunce; ma per il mantenimento di una democrazia nell’area questo appare essenziale.

Short and medium-term objectives of increasing Chinese weapons

 The recent Pentagon report on the increase of the Chinese nuclear military arsenal, exposes very worrying data, which concern a forecast of about a thousand new warheads within ten years. This data means that the technological capacity of Beijing has grown to the point of allowing the achievement of an ever-increasing production of nuclear weapons, also integrated by other cutting-edge technologies for war purposes. China believes that increasing its atomic arsenal is a fundamental element in the context of its geopolitical ambitions and, that the current difference with the United States must absolutely be bridged, also in the context of the run-up to the role of the first world power. Currently, the American estimate speaks of 200 nuclear warheads available for Beijing, with the prospect of reaching 700 warheads in 2027, to reach 1000 in 2030. Furthermore, Chinese advances in hypersonic missile technology must be considered, leading China to one been very advanced in the ability to develop cutting-edge military technology. These considerations highlight the US need to adapt its armaments to maintain military supremacy, also in relation to the increased importance in US politics in Southeast Asia: but this brings to the fore the problem of the arms race, which still generates insecurity. major on the international stage. One of America's biggest concerns is China's technological ability to build ICBMs that have the potential to reach targets thousands of miles away. The Chinese strategy, in addition to the medium-term objective of establishing American primacy, in the short term for Beijing the growth of armaments serves to reaffirm its attitude on the desire to discourage the United States and its Western allies from not taking any military action. to put Taiwan's protection in place. The question of Formosa, in fact, remains central in the current international political moment and the decision to send the first official delegation by the European Union has provoked strong Chinese resentment. Japan, for its part, denounced the circumnavigation of its main island by Chinese and Russian naval ships, formally engaged in joint military maneuvers, actually perceived by Tokyo as an explicit threat not to intervene in the Taiwan question. These Chinese behaviors are perceived as a threat to global stability, especially due to the strategic position that Beijing has taken on the state, so-called early warning counterattack, which provides for an immediate missile counterattack not only in the event of an actual attack, but also of an attack. potential or just an impending threat. The concern for the Chinese attitude does not concern only the United States, but above all neighboring countries, in the forefront the aforementioned Japan, which has launched a military spending program, which concerns two per cent of its gross domestic product, a share never allocated by Tokyo and which denounces the Japanese desire to play a leading role in containing Chinese bullying. Beijing could accuse the pressure that is being created around the island which it considers a continuation of its territory and therefore of its sovereignty, pressure, which, moreover, China itself has helped to create with intimidating actions, such as the overflight of hundreds of military aircraft on the sky of Taiwan. It is understandable that diplomatic initiatives, such as that of Brussels, could also contribute to changing the current precarious balance for the worse, but the possible consequences of potential armed threats out of control or human errors capable of unleashing remain more evident. rash reactions; the current high concentration of armaments is destined to rise, as well as the actors on the stage and the danger deriving from an uncontrolled rearmament, all represent factors of a situation where the military option can take on a very probable consistency. For now, however, the predominance of American military means may allow us to hypothesize that China can only exert disturbing actions, where the incident is always verifiable, but which are much less dangerous than a hypothetical direct attack, like the president himself. Chinese has repeatedly threatened. The time remaining, therefore, for the actual increase of the Chinese nuclear arsenal, should be used to give way to diplomatic action or to exert commercial pressure, to which Beijing is very sensitive, to penalize the Chinese economy: but we must to be able to do so and, above all, to make the appropriate renunciations; but for the maintenance of a democracy in the area this appears essential.

Objetivos a corto y medio plazo de aumentar los armamentos chinos

 El reciente informe del Pentágono sobre el aumento del arsenal militar nuclear chino, expone datos muy preocupantes, que se refieren a una previsión de unas mil ojivas nuevas dentro de diez años. Este dato significa que la capacidad tecnológica de Pekín ha crecido hasta el punto de permitir la consecución de una producción cada vez mayor de armas nucleares, integradas también por otras tecnologías de vanguardia con fines bélicos. China cree que aumentar su arsenal atómico es un elemento fundamental en el contexto de sus ambiciones geopolíticas y que la diferencia actual con Estados Unidos debe ser superada de manera absoluta, también en el contexto del período previo al papel de la primera potencia mundial. Actualmente, la estimación estadounidense habla de 200 ojivas nucleares disponibles para Beijing, con la perspectiva de llegar a 700 ojivas en 2027, para llegar a 1000 en 2030. Además, los avances chinos en tecnología de misiles hipersónicos deben ser considerados, llevando a China a un estado muy avanzado en la capacidad de desarrollar tecnología militar de vanguardia. Estas consideraciones ponen de relieve la necesidad de Estados Unidos de adaptar sus armamentos para mantener la supremacía militar, también en relación con la creciente importancia de la política estadounidense en el sudeste asiático: pero esto pone en primer plano el problema de la carrera armamentista, que aún genera inseguridad. escenario internacional. Una de las mayores preocupaciones de Estados Unidos es la capacidad tecnológica de China para construir misiles balísticos intercontinentales que tienen el potencial de alcanzar objetivos a miles de kilómetros de distancia. La estrategia china, además del objetivo a medio plazo de establecer la primacía estadounidense, en el corto plazo para Pekín el crecimiento de armamentos sirve para reafirmar su actitud sobre el deseo de disuadir a Estados Unidos y sus aliados occidentales de no emprender ninguna acción militar. .Para poner en marcha la protección de Taiwán. La cuestión de Formosa, de hecho, sigue siendo central en el actual momento político internacional y la decisión de enviar la primera delegación oficial de la Unión Europea ha provocado un fuerte resentimiento chino. Japón, por su parte, denunció la circunnavegación de su isla principal por buques navales chinos y rusos, formalmente comprometidos en maniobras militares conjuntas, percibida en realidad por Tokio como una amenaza explícita de no intervenir en la cuestión de Taiwán. Estos comportamientos chinos se perciben como una amenaza para la estabilidad global, especialmente debido a la posición estratégica que ha asumido Pekín sobre el estado, el llamado contraataque de alerta temprana, que prevé un contraataque inmediato con misiles no solo en caso de un ataque real, sino también de un ataque, potencial o simplemente una amenaza inminente. La preocupación por la actitud china no concierne solo a Estados Unidos, sino sobre todo a los países vecinos, en primera fila el citado Japón, que ha puesto en marcha un programa de gasto militar, que concierne al dos por ciento de su producto interior bruto, una cuota. nunca asignado por Tokio y que denuncia el deseo japonés de desempeñar un papel de liderazgo en la contención del acoso chino. Pekín podría acusar la presión que se está creando alrededor de la isla a la que considera una continuación de su territorio y por ende de su soberanía, presión que, además, la propia China ha contribuido a generar con acciones intimidatorias, como el sobrevuelo de cientos de militares. aviones en el cielo de Taiwán. Es comprensible que iniciativas diplomáticas, como la de Bruselas, también puedan contribuir a empeorar el precario equilibrio actual, pero siguen siendo más evidentes las posibles consecuencias de posibles amenazas armadas fuera de control o errores humanos capaces de desencadenar. la actual alta concentración de armamentos está destinada a aumentar, así como los actores en escena y el peligro derivado de un rearme incontrolado, todos representan factores de una situación donde la opción militar puede adquirir una consistencia muy probable. Por ahora, sin embargo, el predominio de los medios militares estadounidenses puede permitirnos plantear la hipótesis de que China solo puede ejercer acciones perturbadoras, donde el incidente es siempre verificable, pero que son mucho menos peligrosas que un hipotético ataque directo, como el propio presidente. amenazado repetidamente. El tiempo que queda, por tanto, para el aumento real del arsenal nuclear chino, debería utilizarse para dar paso a la acción diplomática o para ejercer presión comercial, a la que Pekín es muy sensible, para penalizar la economía china: pero debemos poder hacerlo y, sobre todo, realizar las correspondientes renuncias; pero para el mantenimiento de una democracia en la zona esto parece esencial.

Kurz- und mittelfristige Ziele der Aufrüstung Chinas

 Der jüngste Bericht des Pentagon über die Aufstockung des chinesischen nuklearen Militärarsenals enthüllt sehr besorgniserregende Daten, die eine Prognose von etwa tausend neuen Sprengköpfen innerhalb von zehn Jahren betreffen. Diese Daten bedeuten, dass die technologische Kapazität Pekings so weit gewachsen ist, dass eine ständig steigende Produktion von Nuklearwaffen erreicht wird, die auch durch andere Spitzentechnologien für Kriegszwecke integriert werden. China ist der Ansicht, dass die Aufstockung seines Atomarsenals ein grundlegendes Element im Kontext seiner geopolitischen Ambitionen ist und dass die derzeitige Differenz zu den USA auch im Vorfeld der Rolle der Ersten Weltmacht unbedingt überbrückt werden muss. Derzeit spricht die amerikanische Schätzung von 200 Atomsprengköpfen, die für Peking verfügbar sind, mit Aussicht auf 700 Sprengköpfe im Jahr 2027 und 1000 im Jahr 2030. Darüber hinaus müssen die chinesischen Fortschritte in der Hyperschall-Raketentechnologie berücksichtigt werden, die China zu einem sehr fortgeschrittenen Staat führen die Fähigkeit, modernste Militärtechnologie zu entwickeln. Diese Überlegungen verdeutlichen, dass die USA ihre Rüstung anpassen müssen, um die militärische Vormachtstellung zu erhalten, auch im Hinblick auf die gestiegene Bedeutung der US-Politik in Südostasien: Damit rückt jedoch das Problem des Wettrüstens in den Vordergrund, das immer noch Unsicherheit erzeugt internationale Bühne. Eine der größten Sorgen Amerikas ist Chinas technologische Fähigkeit, Interkontinentalraketen zu bauen, die das Potenzial haben, Ziele Tausende von Kilometern entfernt zu erreichen. Die chinesische Strategie dient neben dem mittelfristigen Ziel, den amerikanischen Vorrang zu etablieren, für Peking kurzfristig dazu, seine Haltung gegenüber dem Willen zu bekräftigen, die Vereinigten Staaten und ihre westlichen Verbündeten davon abzuhalten, keine militärischen Maßnahmen zu ergreifen ., um Taiwans Schutz zu gewährleisten. Die Frage von Formosa bleibt in der gegenwärtigen internationalen politischen Situation tatsächlich von zentraler Bedeutung, und die Entscheidung, die erste offizielle Delegation der Europäischen Union zu entsenden, hat starke Ressentiments in China hervorgerufen. Japan seinerseits verurteilte die Umrundung seiner Hauptinsel durch chinesische und russische Marineschiffe, die offiziell an gemeinsamen Militärmanövern beteiligt waren, die von Tokio tatsächlich als ausdrückliche Drohung empfunden wurden, nicht in die Taiwan-Frage einzugreifen. Dieses chinesische Verhalten wird als Bedrohung der globalen Stabilität wahrgenommen, insbesondere aufgrund der strategischen Position, die Peking gegenüber dem Staat eingenommen hat, sogenannter Frühwarn-Gegenangriff, der nicht nur im Falle eines tatsächlichen Angriffs einen sofortigen Raketen-Gegenangriff vorsieht, aber auch von einem Angriff, Potenzial oder nur einer drohenden Bedrohung. Die Sorge um die chinesische Haltung betrifft nicht nur die USA, sondern vor allem die Nachbarländer, in erster Reihe das bereits erwähnte Japan, das ein Militärausgabenprogramm aufgelegt hat, das zwei Prozent seines Bruttoinlandsprodukts betrifft, eine Quote nie von Tokio zugewiesen wurde und den japanischen Wunsch anprangert, eine führende Rolle bei der Eindämmung des chinesischen Mobbings zu spielen. Peking könnte den Druck, der rund um die Insel entsteht, vorwerfen, den es als Fortsetzung seines Territoriums und damit seiner Souveränität betrachtet, Druck, den China selbst mit einschüchternden Aktionen wie dem Überflug von Hunderten von Militärs mit aufgebaut hat Flugzeuge am Himmel von Taiwan. Es ist verständlich, dass auch diplomatische Initiativen wie die von Brüssel dazu beitragen könnten, das gegenwärtige prekäre Gleichgewicht zu verschlechtern, aber die möglichen Folgen möglicher außer Kontrolle geratener bewaffneter Bedrohungen oder menschlicher Fehler, die entfesseln können, bleiben offensichtlicher. die derzeit noch ansteigende hohe Rüstungsdichte, die Akteure auf der Bühne und die Gefahr einer unkontrollierten Aufrüstung sind Faktoren dafür, dass die militärische Option mit hoher Wahrscheinlichkeit Bestand hat. Vorerst kann uns die Vorherrschaft der amerikanischen Militärmittel jedoch die Hypothese erlauben, dass China nur beunruhigende Aktionen durchführen kann, bei denen der Vorfall immer nachprüfbar ist, die jedoch viel weniger gefährlich sind als ein hypothetischer direkter Angriff, wie der Präsident selbst immer wieder bedroht. Die verbleibende Zeit für die tatsächliche Aufstockung des chinesischen Nukleararsenals sollte daher genutzt werden, um diplomatischen Maßnahmen nachzugeben oder kommerziellen Druck auszuüben, auf den Peking sehr empfindlich reagiert, um die chinesische Wirtschaft zu bestrafen: Aber wir müssen in der Lage sein, dies zu tun und vor allem die entsprechenden Verzichtserklärungen vorzunehmen; aber für die Aufrechterhaltung einer Demokratie in der Region erscheint dies wesentlich.

Objectifs à court et moyen terme d'augmentation des armements chinois

 Le récent rapport du Pentagone sur l'augmentation de l'arsenal nucléaire militaire chinois, expose des données très préoccupantes, qui concernent une prévision d'environ un millier de nouvelles ogives d'ici dix ans. Ces données signifient que la capacité technologique de Pékin s'est développée au point de permettre la réalisation d'une production toujours croissante d'armes nucléaires, également intégrées par d'autres technologies de pointe à des fins de guerre. La Chine estime que l'augmentation de son arsenal atomique est un élément fondamental dans le cadre de ses ambitions géopolitiques et que la différence actuelle avec les États-Unis doit absolument être comblée, également dans le cadre de l'approche du rôle de première puissance mondiale. Actuellement, l'estimation américaine parle de 200 ogives nucléaires disponibles pour Pékin, avec la perspective d'atteindre 700 ogives en 2027, pour atteindre 1000 en 2030. De plus, les avancées chinoises dans la technologie des missiles hypersoniques doivent être considérées, conduisant la Chine à un état très avancé dans la capacité de développer une technologie militaire de pointe. Ces considérations mettent en évidence la nécessité pour les États-Unis d'adapter leurs armements pour maintenir la suprématie militaire, également en relation avec l'importance accrue de la politique américaine en Asie du Sud-Est : mais cela met en évidence le problème de la course aux armements, qui génère toujours une insécurité majeure sur le scène internationale. L'une des plus grandes préoccupations des États-Unis est la capacité technologique de la Chine à construire des ICBM qui ont le potentiel d'atteindre des cibles à des milliers de kilomètres. La stratégie chinoise, outre l'objectif à moyen terme d'asseoir la primauté américaine, à court terme pour Pékin la croissance des armements sert à réaffirmer son attitude sur la volonté de décourager les Etats-Unis et leurs alliés occidentaux de ne pas entreprendre d'action militaire. .pour mettre en place la protection de Taïwan. La question de Formose, en effet, reste centrale dans le moment politique international actuel et la décision d'envoyer la première délégation officielle de l'Union européenne a provoqué un fort ressentiment chinois. Le Japon, pour sa part, a dénoncé le tour de son île principale par des navires de guerre chinois et russes, formellement engagés dans des manœuvres militaires conjointes, en réalité perçu par Tokyo comme une menace explicite de ne pas intervenir dans la question de Taiwan. Ces comportements chinois sont perçus comme une menace pour la stabilité mondiale, notamment en raison de la position stratégique que Pékin a prise sur l'État, dite contre-attaque d'alerte précoce, qui prévoit une contre-attaque de missiles immédiate non seulement en cas d'attaque réelle, mais aussi d'une attaque, potentielle ou juste d'une menace imminente. L'inquiétude face à l'attitude chinoise ne concerne pas seulement les Etats-Unis, mais surtout les pays voisins, au premier rang le Japon précité, qui a lancé un programme de dépenses militaires, qui concerne 2% de son produit intérieur brut, un quota jamais attribué par Tokyo et qui dénonce la volonté japonaise de jouer un rôle de premier plan dans la lutte contre les brimades chinoises. Pékin pourrait accuser la pression qui se crée autour de l'île qu'il considère comme une continuité de son territoire et donc de sa souveraineté, pression que d'ailleurs la Chine elle-même a contribué à créer par des actions d'intimidation, comme le survol de centaines de militaires avion dans le ciel de Taïwan. On comprend que des initiatives diplomatiques, comme celle de Bruxelles, puissent aussi contribuer à détériorer l'équilibre précaire actuel, mais les conséquences possibles d'éventuelles menaces armées incontrôlables ou d'erreurs humaines capables de déclencher restent plus évidentes des réactions téméraires ; la forte concentration d'armements actuelle est appelée à s'accroître, ainsi que les acteurs en scène et le danger d'un réarmement incontrôlé, autant de facteurs d'une situation où l'option militaire peut prendre une consistance très probable. Pour l'instant, cependant, la prédominance des moyens militaires américains peut permettre d'émettre l'hypothèse que la Chine ne peut exercer que des actions inquiétantes, où l'incident est toujours vérifiable, mais qui sont bien moins dangereuses qu'une hypothétique attaque directe, comme le président lui-même. menacé à plusieurs reprises. Le temps qui reste donc à l'augmentation effective de l'arsenal nucléaire chinois, doit être utilisé pour céder la place à l'action diplomatique ou pour exercer des pressions commerciales, auxquelles Pékin est très sensible, pour pénaliser l'économie chinoise : mais il faut pour pouvoir de le faire et, surtout, de faire les renonciations appropriées ; mais pour le maintien d'une démocratie dans la région, cela semble essentiel.

Objetivos de curto e médio prazo para aumentar os armamentos chineses

 O recente relatório do Pentágono sobre o aumento do arsenal militar nuclear chinês, expõe dados muito preocupantes, que dizem respeito a uma previsão de cerca de mil novas ogivas dentro de dez anos. Esses dados significam que a capacidade tecnológica de Pequim cresceu a ponto de permitir a realização de uma produção cada vez maior de armas nucleares, também integradas por outras tecnologias de ponta para fins bélicos. A China acredita que aumentar seu arsenal atômico é um elemento fundamental no contexto de suas ambições geopolíticas e que a diferença atual com os Estados Unidos deve ser absolutamente superada, também no contexto da corrida ao papel de primeira potência mundial. Atualmente, a estimativa americana fala de 200 ogivas nucleares disponíveis para Pequim, com a perspectiva de chegar a 700 ogivas em 2027, para chegar a 1000 em 2030. Além disso, os avanços chineses na tecnologia de mísseis hipersônicos devem ser considerados, levando a China a um estado muito avançado em a capacidade de desenvolver tecnologia militar de ponta. Essas considerações evidenciam a necessidade dos Estados Unidos de adequar seus armamentos para manter a supremacia militar, inclusive em relação ao aumento da importância da política estadunidense no Sudeste Asiático: mas isso traz à tona o problema da corrida armamentista, que ainda gera insegurança. palco internacional. Uma das maiores preocupações da América é a capacidade tecnológica da China de construir ICBMs com potencial para atingir alvos a milhares de quilômetros de distância. A estratégia chinesa, além do objetivo de médio prazo de estabelecer a primazia americana, no curto prazo para Pequim o crescimento de armamentos serve para reafirmar sua atitude no desejo de desencorajar os Estados Unidos e seus aliados ocidentais de não realizarem nenhuma ação militar .para colocar a proteção de Taiwan em vigor. A questão de Formosa, de facto, continua central no actual momento político internacional e a decisão de enviar a primeira delegação oficial da União Europeia tem provocado forte ressentimento chinês. O Japão, por sua vez, denunciou a circunavegação de sua ilha principal por navios da marinha chinesa e russa, formalmente engajados em manobras militares conjuntas, na verdade percebida por Tóquio como uma ameaça explícita de não intervir na questão de Taiwan. Esses comportamentos chineses são percebidos como uma ameaça à estabilidade global, principalmente devido à posição estratégica que Pequim assumiu sobre o estado, o chamado contra-ataque de alerta precoce, que prevê um contra-ataque imediato de mísseis não apenas em caso de um ataque real, mas também de um ataque, potencial ou apenas uma ameaça iminente. A preocupação com a atitude chinesa não diz respeito apenas aos Estados Unidos, mas sobretudo aos países vizinhos, na primeira fila o citado Japão, que lançou um programa de gastos militares, que diz respeito a dois por cento do seu produto interno bruto, uma cota nunca alocado por Tóquio e que denuncia o desejo dos japoneses de desempenhar um papel de liderança na contenção do bullying chinês. Pequim poderia acusar a pressão que se está a criar em torno da ilha que considera uma continuação do seu território e, portanto, da sua soberania, pressão que, aliás, a própria China tem ajudado a criar com acções intimidadoras, como o sobrevoo de centenas de militares. aeronaves no céu de Taiwan. É compreensível que iniciativas diplomáticas, como a de Bruxelas, também possam contribuir para mudar para pior o atual precário equilíbrio, mas permanecem mais evidentes as possíveis consequências de potenciais ameaças armadas fora de controle ou de erros humanos capazes de desencadear. a atual alta concentração de armamentos está destinada a aumentar, assim como os atores em cena e o perigo decorrente de um rearmamento descontrolado, todos representam fatores de uma situação em que a opção militar pode assumir uma consistência muito provável. Por enquanto, porém, a predominância de meios militares americanos pode nos permitir hipotetizar que a China só pode exercer ações perturbadoras, onde o incidente é sempre verificável, mas que são muito menos perigosas do que um hipotético ataque direto, como o próprio presidente. ameaçado repetidamente. O tempo que resta, portanto, para o aumento efetivo do arsenal nuclear chinês, deve ser aproveitado para dar lugar à ação diplomática ou para exercer pressão comercial, a que Pequim é muito sensível, para penalizar a economia chinesa: mas devemos poder fazê-lo e, acima de tudo, fazer as renúncias cabíveis; mas para a manutenção de uma democracia na área isso parece essencial.

Краткосрочные и среднесрочные цели увеличения китайских вооружений

 Недавний доклад Пентагона об увеличении китайского военного ядерного арсенала содержит очень тревожные данные, которые касаются прогноза примерно тысячи новых боеголовок в течение десяти лет. Эти данные означают, что технологический потенциал Пекина вырос до такой степени, что позволяет добиться постоянно растущего производства ядерного оружия, также интегрированного с другими передовыми технологиями для военных целей. Китай считает, что увеличение своего атомного арсенала является основополагающим элементом в контексте его геополитических амбиций и что нынешние разногласия с Соединенными Штатами необходимо полностью устранить, в том числе в контексте подготовки к роли первой мировой державы. В настоящее время американские оценки говорят о 200 ядерных боеголовках, доступных для Пекина, с перспективой увеличения количества боеголовок до 700 в 2027 году и до 1000 в 2030 году. способность разрабатывать передовые военные технологии. Эти соображения подчеркивают необходимость адаптации своих вооружений для сохранения военного превосходства США, в том числе в связи с возросшим значением политики США в Юго-Восточной Азии: но это выдвигает на первый план проблему гонки вооружений, которая по-прежнему порождает небезопасность. международный этап. Одной из самых больших проблем Америки является технологическая способность Китая создавать межконтинентальные баллистические ракеты, способные достигать целей за тысячи миль. Китайская стратегия, в дополнение к среднесрочной цели установления американского превосходства, в краткосрочной перспективе для Пекина рост вооружений служит подтверждением его позиции в отношении стремления удержать Соединенные Штаты и их западных союзников от отказа от каких-либо военных действий. ... поставить защиту Тайваня. Фактически, вопрос о Формозе остается центральным в нынешний международный политический момент, и решение отправить первую официальную делегацию Европейского Союза вызвало сильное негодование Китая. Япония, со своей стороны, осудила кругосветное плавание своего главного острова китайскими и российскими военно-морскими кораблями, формально участвовавшими в совместных военных маневрах, что фактически воспринималось Токио как явная угроза не вмешиваться в тайваньский вопрос. Такое поведение Китая воспринимается как угроза глобальной стабильности, особенно из-за стратегической позиции, которую Пекин занял в отношении государства, так называемой контратаки раннего предупреждения, которая предусматривает немедленную ракетную контратаку не только в случае фактического нападения. но также и об атаке, потенциальной или просто надвигающейся угрозе. Обеспокоенность по поводу позиции Китая беспокоит не только Соединенные Штаты, но, прежде всего, соседние страны, в первом ряду вышеупомянутую Японию, которая запустила программу военных расходов, которая касается двух процентов ее валового внутреннего продукта, квоты. никогда не выделялся Токио и осуждает желание Японии играть ведущую роль в сдерживании издевательств со стороны Китая. Пекин мог бы обвинить в давлении, которое создается вокруг острова, который он считает продолжением своей территории и, следовательно, в своем суверенитете, давление, которое, кроме того, сам Китай помог создать с помощью устрашающих действий, таких как пролет сотен военных. самолет в небе Тайваня. Понятно, что дипломатические инициативы, такие как инициатива Брюсселя, также могут способствовать изменению нынешнего шаткого баланса в худшую сторону, но возможные последствия потенциальных вооруженных угроз, вышедших из-под контроля, или человеческих ошибок, способных развязать, остаются более очевидными. нынешняя высокая концентрация вооружений обречена на рост, а также действующие лица на сцене и опасность, проистекающая из неконтролируемого перевооружения, - все это факторы ситуации, когда военный вариант может иметь весьма вероятную последовательность. На данный момент, однако, преобладание американских военных средств может позволить нам выдвинуть гипотезу о том, что Китай может осуществлять только тревожные действия, где инцидент всегда поддается проверке, но которые гораздо менее опасны, чем гипотетическое прямое нападение, как это сделал сам президент. неоднократно угрожали. Следовательно, время, оставшееся для фактического увеличения китайского ядерного арсенала, следует использовать для того, чтобы уступить место дипломатическим действиям или оказать коммерческое давление, к чему Пекин очень чувствителен, чтобы наказать китайскую экономику: но мы должны иметь возможность сделать это и, прежде всего, сделать соответствующий отказ; но для поддержания демократии в этом районе это представляется необходимым.

增加中國軍備的中短期目標

 最近五角大樓關於中國核武庫增加的報告,暴露了非常令人擔憂的數據,其中涉及十年內大約一千枚新彈頭的預測。這一數據意味著北京的技術能力已經發展到可以實現不斷增加的核武器生產的程度,同時也可以將其他尖端技術用於戰爭目的。中國認為,在其地緣政治野心的背景下,增加其核武庫是一個基本要素,並且必須絕對彌合當前與美國的分歧,在即將成為世界第一大國的背景下也是如此。目前,美國估計北京擁有200枚核彈頭,2027年有望達到700枚,2030年達到1000枚。此外,必須考慮中國在高超音速導彈技術方面的進步,使中國成為一個在這方面非常先進的國家。開發尖端軍事技術的能力。這些考慮凸顯了美國需要調整其軍備以維持軍事霸權,這也與美國在東南亞政治中日益重要的重要性有關:但這使軍備競賽問題凸顯出來,這仍然會產生不安全感。國際舞台。美國最大的擔憂之一是中國製造洲際彈道導彈的技術能力,這些洲際彈道導彈有可能擊中數千英里外的目標。除了確立美國主導地位的中期目標外,中國的戰略在短期內對北京而言,軍備增長有助於重申其對阻止美國及其西方盟友不採取任何軍事行動的願望的態度。 . 將台灣的保護落實到位。事實上,台灣問題仍然是當前國際政治時刻的核心問題,歐盟派出首個正式代表團的決定激起了中國的強烈不滿。日本則譴責中國和俄羅斯海軍艦艇環遊其主島,正式參與聯合軍事演習,實際上被東京視為不干預台灣問題的明確威脅。中國的這些行為被視為對全球穩定的威脅,特別是由於北京對國家採取的戰略地位,即所謂的預警反擊,不僅在實際攻擊的情況下,還提供立即導彈反擊,但也是一種攻擊。潛在的或只是迫在眉睫的威脅。對中國態度的擔憂不僅涉及美國,而且首先涉及周邊國家,前面提到的日本已經啟動了一項涉及其國內生產總值百分之二的軍費開支計劃。東京從未分配,並譴責日本希望在遏制中國欺凌方面發揮主導作用的願望。北京可以指責在該島周圍施加的壓力,它認為這是其領土的延續,因此是其主權、壓力,此外,中國自己還通過恐嚇行動幫助製造了這種壓力,例如數百名軍隊的飛越台灣上空的飛機。可以理解的是,布魯塞爾等外交舉措也可能有助於改變當前不穩定的平衡,但潛在的武裝威脅失控或可能引發的人為錯誤的可能後果仍然更加明顯。當前軍備高度集中註定會上升,舞台上的演員以及不受控制的重整軍備帶來的危險,都代表了軍事選擇可以採取非常可能的一致性的情況的因素。然而,就目前而言,美國軍事手段的主導地位可能讓我們假設中國祇能採取令人不安的行動,事件總是可以核實的,但比假設的直接攻擊危險得多,比如總統本人。中國有多次威脅。因此,中國核武庫實際增加的剩餘時間應該用於讓位於外交行動或施加商業壓力,北京對此非常敏感,以懲罰中國經濟:但我們必須能夠這樣做,最重要的是做出適當的放棄;但為了維持該地區的民主,這似乎是必不可少的。

中国の兵器を増やすという短期および中期の目標

 中国の核軍の兵器庫の増加に関する最近のペンタゴンの報告は、10年以内に約1000の新しい弾頭の予測に関係する非常に心配なデータを明らかにしています。このデータは、北京の技術的能力が、戦争目的のための他の最先端技術によって統合された、核兵器の絶えず増加する生産の達成を可能にするところまで成長したことを意味します。中国は、その原子兵器を増やすことは、その地政学的野心の文脈において基本的な要素であり、米国との現在の違いは、最初の世界大国の役割への準備の文脈においても、絶対に埋められなければならないと信じています。現在、アメリカの推定では、北京で利用可能な200発の核弾頭があり、2027年には700発、2030年には1000発に達する見込みです。さらに、超音速ミサイル技術の中国の進歩を考慮する必要があり、中国は最先端の軍事技術を開発する能力。これらの考慮事項は、東南アジアにおける米国の政治における重要性の高まりに関連して、米国が軍事的優位を維持するために軍備を適応させる必要があることを強調しています。国際舞台。アメリカの最大の懸念の1つは、数千マイル離れた目標に到達する可能性のあるICBMを構築する中国の技術的能力です。中国の戦略は、米国の優位性を確立するという中期的な目的に加えて、北京にとって短期的には兵器の成長は、米国とその西側の同盟国が軍事行動をとらないことを思いとどまらせたいという願望に対する姿勢を再確認するのに役立つ。 。台湾の保護を実施する。実際、フォルモサの問題は現在の国際的な政治的瞬間の中心であり続けており、欧州連合による最初の公式代表団を派遣するという決定は、強い中国の憤慨を引き起こしました。日本は、その一部として、正式に合同軍事演習に従事している中国とロシアの海軍艦艇による本島の周回航海を非難し、実際には東京は台湾の問題に介入しないという明白な脅威として認識した。これらの中国の行動は、特に北京が国家に対して取った戦略的立場、いわゆる早期警戒反撃のために、世界の安定に対する脅威として認識されており、実際の攻撃の場合だけでなく、即時のミサイル反撃を提供します。攻撃の可能性もあります。潜在的または差し迫った脅威です。中国の態度に対する懸念は、米国だけでなく、とりわけ近隣諸国に関係しており、最前列で、国内総生産の2%、割り当てに関係する軍事費プログラムを開始した前述の日本東京によって割り当てられたことはなく、中国のいじめを封じ込める上で主導的な役割を果たしたいという日本の願望を非難している。北京は、その領土の継続、したがってその主権、圧力の継続を考慮している島の周りに作成されている圧力を非難する可能性があり、さらに、中国自体が数百の軍の飛行などの威圧的な行動で作成するのを助けました台湾の空の航空機。ブリュッセルのような外交イニシアチブも現在の不安定なバランスを悪化させる一因となる可能性があることは理解できますが、潜在的な武力脅威が制御不能になったり、人為的ミスが解き放たれたりする可能性のある結果は依然として明白です。現在の高濃度の兵器は上昇する運命にあり、舞台上の俳優と制御されていない再軍備に起因する危険はすべて、軍事オプションが非常にありそうな一貫性をとることができる状況の要因を表しています。しかし、今のところ、アメリカの軍事的手段の優位性により、中国は、事件が常に検証可能であるが、大統領自身のような仮想の直接攻撃よりもはるかに危険性が低い、不穏な行動しか実行できないという仮説を立てることができます。繰り返し脅迫。したがって、中国の核兵器の実際の増加のための残りの時間は、外交行動に道を譲るか、北京が非常に敏感である商業的圧力を行使して、中国経済に不利益をもたらすために使用されるべきです:しかし、私たちはできる必要がありますそうすること、そして何よりも、適切な放棄をすること。しかし、この地域の民主主義を維持するためには、これが不可欠であるように思われます。

الأهداف قصيرة ومتوسطة المدى لزيادة التسلح الصيني

 كشف تقرير البنتاغون الأخير حول زيادة الترسانة النووية الصينية ، عن بيانات مقلقة للغاية ، والتي تتعلق بالتنبؤ بحوالي ألف رأس حربي جديد في غضون عشر سنوات. تعني هذه البيانات أن القدرة التكنولوجية لبكين قد نمت إلى درجة السماح بتحقيق إنتاج متزايد باستمرار للأسلحة النووية ، والتي يتم دمجها أيضًا من خلال التقنيات المتطورة الأخرى لأغراض الحرب. تعتقد الصين أن زيادة ترسانتها الذرية عنصر أساسي في سياق طموحاتها الجيوسياسية وأن الاختلاف الحالي مع الولايات المتحدة يجب أن يتم جسره تمامًا ، وأيضًا في سياق التحضير لدور القوة العالمية الأولى. حاليًا ، يتحدث التقدير الأمريكي عن 200 رأس نووي متاح لبكين ، مع احتمال الوصول إلى 700 رأس حربي في عام 2027 ، لتصل إلى 1000 في عام 2030. علاوة على ذلك ، يجب النظر في التقدم الصيني في تكنولوجيا الصواريخ فوق الصوتية ، مما يؤدي بالصين إلى دولة واحدة متقدمة جدًا في القدرة على تطوير التكنولوجيا العسكرية المتطورة. تسلط هذه الاعتبارات الضوء على حاجة الولايات المتحدة إلى تكييف أسلحتها للحفاظ على التفوق العسكري ، وكذلك فيما يتعلق بالأهمية المتزايدة في السياسة الأمريكية في جنوب شرق آسيا: لكن هذا يبرز مشكلة سباق التسلح ، الذي لا يزال يولد انعدام الأمن. المسرح الدولي. أحد أكبر مخاوف أمريكا هو قدرة الصين التكنولوجية على بناء صواريخ باليستية عابرة للقارات لديها القدرة على الوصول إلى أهداف على بعد آلاف الأميال. الإستراتيجية الصينية ، بالإضافة إلى الهدف متوسط ​​المدى المتمثل في ترسيخ التفوق الأمريكي ، على المدى القصير لبكين ، يعمل نمو الأسلحة على إعادة تأكيد موقفها من الرغبة في ثني الولايات المتحدة وحلفائها الغربيين عن عدم القيام بأي عمل عسكري. . لوضع حماية تايوان في مكانها الصحيح. في الواقع ، تظل مسألة فورموزا محورية في اللحظة السياسية الدولية الحالية ، وقد أثار قرار إرسال أول وفد رسمي من قبل الاتحاد الأوروبي استياء صينيًا قويًا. نددت اليابان ، من جانبها ، بطواف السفن البحرية الصينية والروسية حول جزيرتها الرئيسية ، التي شاركت رسميًا في مناورات عسكرية مشتركة ، والتي تعتبرها طوكيو في الواقع تهديدًا واضحًا بعدم التدخل في مسألة تايوان. يُنظر إلى هذه السلوكيات الصينية على أنها تهديد للاستقرار العالمي ، خاصة بسبب الموقف الاستراتيجي الذي اتخذته بكين تجاه الدولة ، ما يسمى بهجوم الإنذار المبكر المضاد ، والذي يوفر هجومًا صاروخيًا مضادًا فوريًا ليس فقط في حالة وقوع هجوم فعلي ، ولكن أيضًا لهجوم. تهديد محتمل أو مجرد تهديد وشيك. القلق بشأن الموقف الصيني لا يعني فقط الولايات المتحدة ، ولكن قبل كل شيء دول الجوار ، في الصف الأول اليابان المذكورة أعلاه ، التي أطلقت برنامج الإنفاق العسكري ، الذي يخص 2 في المائة من ناتجها المحلي الإجمالي ، حصة. لم تخصصه طوكيو أبدًا والتي تندد بالرغبة اليابانية في لعب دور رائد في احتواء التنمر الصيني. يمكن أن تتهم بكين الضغوط التي تمارس حول الجزيرة والتي تعتبرها استمرارًا لأراضيها وبالتالي سيادتها ، والضغط الذي ، علاوة على ذلك ، ساعدت الصين نفسها في خلق أعمال تخويف ، مثل تحليق مئات العسكريين. الطائرات في سماء تايوان. من المفهوم أن المبادرات الدبلوماسية ، مثل مبادرة بروكسل ، يمكن أن تساهم أيضًا في تغيير التوازن الحالي غير المستقر إلى الأسوأ ، لكن العواقب المحتملة للتهديدات المسلحة المحتملة الخارجة عن السيطرة أو الأخطاء البشرية القادرة على إطلاق العنان تظل أكثر وضوحًا. من المتوقع أن يرتفع التركيز الحالي للأسلحة ، وكذلك الجهات الفاعلة على المسرح والخطر الناجم عن إعادة التسلح غير المنضبط ، كلها تمثل عوامل لوضع حيث يمكن للخيار العسكري أن يتخذ اتساقًا محتملاً للغاية. في الوقت الحالي ، ومع ذلك ، فإن هيمنة الوسائل العسكرية الأمريكية قد تسمح لنا بافتراض أن الصين لا يمكنها سوى القيام بأعمال مزعجة ، حيث يمكن التحقق من الحادثة دائمًا ، ولكنها أقل خطورة بكثير من هجوم مباشر افتراضي ، مثل الرئيس نفسه. هدد مرارا. لذلك ، يجب استخدام الوقت المتبقي للزيادة الفعلية للترسانة النووية الصينية لإفساح المجال للعمل الدبلوماسي أو لممارسة الضغط التجاري ، الذي تعتبر بكين حساسة تجاهه ، لمعاقبة الاقتصاد الصيني: لكن يجب أن نكون قادرين للقيام بذلك ، وقبل كل شيء ، إجراء التنازلات المناسبة ؛ لكن هذا يبدو ضروريا للحفاظ على الديمقراطية في المنطقة.