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giovedì 26 maggio 2022

Il mancato rispetto dei diritti umani come possibile legame tra Cina e Russia

 La visita in Cina dell’Alto Commissario per le Nazioni Unite per i diritti umani, l’ex presidente del Cile Michelle Bachelet, ha messo in evidenza come Pechino intende il rispetto per i diritti umani e civili. L’occasione è stata il viaggio per cercare di accertare il trattamento che riceve l’etnia degli uiguri, minoranza cinese di fede musulmana, che è oggetto di rieducazione da parte delle autorità cinesi. L’indagine conoscitiva è stata dovuta alle ripetute denunce delle Organizzazioni non governative, che hanno segnalato ripetuti episodi di violenza e sopraffazione da parte delle forze di polizia; in special modo sono stati segnalati casi di repressione riguardanti numerose persone incarcerate tra cui bambini. Il regime carcerario è improntato ad una durezza inaudita, che comprende violenze psicologiche e fisiche, che, spesso, portano alla morte di persone, la cui unica colpa è quella di non integrarsi con il volere del regime cinese. Le accuse sono spesso pretestuose e costruite e prive di presupposti giuridici, nemmeno quelli della legislazione cinese. Questa lotta di Pechino contro gli uiguri si protrae da tempo e mira ad azzerare la cultura musulmana cinese, interpretata come alternativa alle finalità del partito comunista e della nazione cinese. Pechino giustifica le carceri dove vengono imprigionati gli uiguri, come centri di formazione professionale, dove il lavoro coatto delle persone incarcerate è sfruttato a costo zero per produzioni destinate anche al mercato occidentale. Ufficialmente la Cina sostiene che la gran parte di queste strutture ha cambiato destinazione o, addirittura, è stata chiusa, ma, secondo diverse Organizzazioni non governative straniere, starebbero ancora assolvendo la loro funzione originaria di prigioni per riprogrammare il popolo uiguro. L’affermazione del presidente cinese circa questa situazione, anche lo Xinjiang, la terra degli uiguri, non è stato menzionato è che lo sviluppo dei diritti umani in Cina è conforme alle condizioni nazionali. Questa affermazione implica un relativismo a proprio uso e consumo della Cina, riguardo un tema che non dovrebbe ammettere deroghe, per lo meno sugli standard minimi di base circa le libertà personali, i diritti civili e la libertà di esercitare le proprie idee politiche e religiose. Ovviamente la Cina è una dittatura autoritaria e non può permettere tali libertà, proprio perché minacciano l e basi stesse del potere del paese; piuttosto quello che si deve intendere come condizioni nazionali è la libertà di produrre e consumare, sempre nel rispetto di quanto voluto dallo stato; tutto ciò riporta all’importanza di sussistenza e sviluppo come unici diritti effettivi concessi dal partito comunista. Andare oltre questa visione significherebbe, appunto, arrivare a conseguenze disastrose per l’impianto statale cinese: replicare modelli di altri paesi viene visto come una minaccia per l’ordine costituito. Ora queste affermazioni non rappresentano alcuna novità, la mancata e funzionale considerazione del governo cinese per il rispetto dei diritti civili è risaputa, tuttavia dopo la tragica ed attuale esperienza ucraina, i rapporti con uno stato, che seppure è una superpotenza economica, andrebbero rivisti da parte dei paesi occidentali; in più il progressivo avvicinamento di Pechino a Mosca, nonostante l’aggressione a Kiev in aperta violazione di ogni norma di diritto internazionale, potrebbe favorire un inasprimento ulteriore del Cremlino, proprio sulla instaurazione dei metodi repressivi cinesi collegati alla possibile dichiarazione della legge marziale. Si verrebbero a creare i presupposti, già molto vicini, di due stati, dove i diritti civili sono fortemente trascurati, in grado di sostenersi reciprocamente ed estendere questa contiguità a motivi di ordine internazionale. La questione di Taiwan è già stata accostata per similitudine alle rivendicazioni russe su Crimea e territori ucraini al confine con Mosca. Per Cina e Russia la legittimazione del conflitto contro l’occidente assumerà il significato di giustificare la negazione delle democrazie, non solo in quanto tali, ma proprio come portatrici del rispetto dei diritti civili e politici, che rappresentano gli ostacoli per la legittimazione delle forme di stato autoritario. L’unica alternativa per l’occidente è creare una maggiore autonomia industriale ed energetica, sul lungo periodo ed immediatamente difendere la concezione democratica del rispetto dei diritti civili e delle leggi internazionali, con una difesa più concreta dell’Ucraina e con l’impegno concreto di forzare i blocchi navali che impediscono l’esportazione del grano e che favoriscono la fame nel mondo. Questo può permettere di accrescere un prestigio un poco compromesso per le nazioni occidentali, specialmente con i paesi africani e sottrarli all’influenza russa e cinese, in modo da isolare progressivamente Mosca e Pechino.

Failure to respect human rights as a possible link between China and Russia

 The visit to China by the United Nations High Commissioner for Human Rights, former Chilean President Michelle Bachelet, highlighted how Beijing understands respect for human and civil rights. The occasion was the trip to try to ascertain the treatment received by the ethnic Uyghurs, a Chinese minority of Muslim faith, which is being re-educated by the Chinese authorities. The fact-finding investigation was due to repeated complaints from non-governmental organizations, which reported repeated episodes of violence and oppression by the police; in particular, there have been reports of repression involving numerous incarcerated people including children. The prison regime is marked by an unprecedented harshness, which includes psychological and physical violence, which often leads to the death of people, whose only fault is that of not integrating with the will of the Chinese regime. The accusations are often spurious and constructed and devoid of legal presuppositions, not even those of Chinese law. This struggle in Beijing against the Uighurs has been going on for some time and aims to wipe out the Chinese Muslim culture, interpreted as an alternative to the aims of the Communist Party and the Chinese nation. Beijing justifies the prisons where Uighurs are imprisoned, as vocational training centers, where the forced labor of incarcerated people is exploited at no cost for productions also destined for the Western market. Officially, China claims that most of these facilities have changed destination or even been closed, but, according to several foreign NGOs, they are still fulfilling their original function of prisons to reprogram the Uighur people. The Chinese president's claim about this situation, even Xinjiang, the land of the Uyghurs, was not mentioned is that the development of human rights in China is in accordance with national conditions. This statement implies a relativism for China's own use and consumption, regarding a subject that should not allow for exceptions, at least on the minimum basic standards regarding personal freedoms, civil rights and the freedom to exercise one's political and religious ideas. Obviously China is an authoritarian dictatorship and cannot allow such freedoms, precisely because they threaten the very basis of the country's power; rather, what must be understood as national conditions is the freedom to produce and consume, always respecting what the state wants; all this brings back to the importance of subsistence and development as the only effective rights granted by the Communist Party. Going beyond this vision would mean, in fact, arriving at disastrous consequences for the Chinese state system: replicating models from other countries is seen as a threat to the established order. Now these statements do not represent anything new, the failure and functional consideration of the Chinese government for the respect of civil rights is known, however after the tragic and current Ukrainian experience, relations with a state, which although it is an economic superpower, should be reviewed by part of western countries; in addition, the progressive approach of Beijing to Moscow, despite the aggression in Kiev in open violation of every rule of international law, could favor a further tightening of the Kremlin, precisely on the establishment of Chinese repressive methods linked to the possible declaration of martial law. The preconditions, already very close, of two states would be created, where civil rights are strongly neglected, capable of mutually supporting each other and extending this contiguity to reasons of international order. The Taiwan question has already been compared by similarity to the Russian claims on Crimea and Ukrainian territories on the border with Moscow. For China and Russia, the legitimacy of the conflict against the West will take on the meaning of justifying the denial of democracies, not only as such, but also as carriers of respect for civil and political rights, which represent the obstacles for the legitimation of forms of authoritarian state. The only alternative for the West is to create greater industrial and energy autonomy in the long term and immediately defend the democratic concept of respect for civil rights and international laws, with a more concrete defense of Ukraine and with concrete commitment. to force the naval blockades that prevent the export of grain and promote hunger in the world. This can make it possible to increase a somewhat compromised prestige for Western nations, especially African countries, and remove them from Russian and Chinese influence, in order to progressively isolate Moscow and Beijing.

El incumplimiento de los derechos humanos como posible vínculo entre China y Rusia

 La visita a China de la Alta Comisionada de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos, la expresidenta chilena Michelle Bachelet, resaltó cómo Beijing entiende el respeto por los derechos humanos y civiles. La ocasión fue el viaje para intentar conocer el trato que recibe la etnia uigur, una minoría china de fe musulmana, que está siendo reeducada por las autoridades chinas. La investigación de determinación de los hechos se debió a las reiteradas denuncias de organizaciones no gubernamentales, que denunciaron repetidos episodios de violencia y opresión por parte de las fuerzas policiales; en particular, ha habido informes de represión que involucra a numerosas personas encarceladas, incluidos niños. El régimen penitenciario está marcado por una dureza sin precedentes, que incluye violencia psicológica y física, que muchas veces conduce a la muerte de personas, cuyo único defecto es el de no integrarse a la voluntad del régimen chino. Las acusaciones a menudo son falsas y construidas y carecen de presupuestos legales, ni siquiera los de la ley china. Esta lucha en Beijing contra los uigures se lleva a cabo desde hace algún tiempo y tiene como objetivo acabar con la cultura musulmana china, interpretada como una alternativa a los objetivos del Partido Comunista y la nación china. Pekín justifica las cárceles donde se encarcela a los uigures, como centros de formación profesional, donde se explota el trabajo forzado de los reclusos sin coste alguno para producciones destinadas también al mercado occidental. Oficialmente, China afirma que la mayoría de estas instalaciones han cambiado de destino o incluso han sido cerradas, pero, según varias ONG extranjeras, siguen cumpliendo su función original de prisiones para reprogramar al pueblo uigur. La afirmación del presidente chino sobre esta situación, incluso Xinjiang, la tierra de los uigures, no se mencionó es que el desarrollo de los derechos humanos en China está de acuerdo con las condiciones nacionales. Esta afirmación implica un relativismo para el uso y consumo propio de China, respecto de un tema que no debe admitir excepciones, al menos en los estándares mínimos básicos en materia de libertades personales, derechos civiles y libertad de ejercicio de las ideas políticas y religiosas. Obviamente China es una dictadura autoritaria y no puede permitir tales libertades, precisamente porque amenazan la base misma del poder del país; más bien, lo que debe entenderse como condiciones nacionales es la libertad de producir y consumir, siempre respetando lo que el Estado quiera; todo ello remite a la importancia de la subsistencia y el desarrollo como únicos derechos efectivos otorgados por el Partido Comunista. Ir más allá de esta visión significaría, de hecho, llegar a consecuencias desastrosas para el sistema estatal chino: replicar modelos de otros países se ve como una amenaza para el orden establecido. Ahora bien, estas declaraciones no representan nada nuevo, es conocida la falta y consideración funcional del gobierno chino por el respeto a los derechos civiles, sin embargo tras la trágica y actual experiencia ucraniana, las relaciones con un estado, que si bien es una superpotencia económica, debe ser revisado por parte de los países occidentales; además, el acercamiento progresista de Pekín a Moscú, a pesar de la agresión en Kiev en abierta violación de todas las normas del derecho internacional, podría favorecer un mayor endurecimiento del Kremlin, precisamente en el establecimiento de métodos represivos chinos vinculados a la posible declaración de estado de guerra. ley. Se crearían las condiciones previas, ya muy cercanas, de dos estados, donde los derechos civiles están fuertemente descuidados, capaces de apoyarse mutuamente y extender esta contigüidad a razones de orden internacional. La cuestión de Taiwán ya ha sido comparada por similitud con los reclamos rusos sobre Crimea y los territorios ucranianos en la frontera con Moscú. Para China y Rusia, la legitimación del conflicto contra Occidente asumirá el sentido de justificar la negación de las democracias, no sólo como tales, sino también como portadoras del respeto a los derechos civiles y políticos, que representan los obstáculos para la legitimación de las formas de estado autoritario. La única alternativa para Occidente es crear una mayor autonomía industrial y energética a largo plazo y defender de inmediato el concepto democrático de respeto a los derechos civiles y las leyes internacionales, con una defensa más concreta de Ucrania y con un compromiso concreto de forzar los bloqueos navales. que impiden la exportación de cereales y promueven el hambre en el mundo. Esto puede permitir aumentar un prestigio algo comprometido para las naciones occidentales, especialmente los países africanos, y alejarlos de la influencia rusa y china, para aislar progresivamente a Moscú y Beijing.

Missachtung der Menschenrechte als mögliches Bindeglied zwischen China und Russland

 Der Besuch der Hohen Kommissarin der Vereinten Nationen für Menschenrechte, der ehemaligen chilenischen Präsidentin Michelle Bachelet, in China machte deutlich, wie Peking die Achtung der Menschen- und Bürgerrechte versteht. Der Anlass war die Reise, um zu versuchen, die Behandlung der ethnischen Uiguren, einer chinesischen Minderheit muslimischen Glaubens, die von den chinesischen Behörden umerzogen wird, zu ermitteln. Die Ermittlungen waren auf wiederholte Beschwerden von Nichtregierungsorganisationen zurückzuführen, die über wiederholte Episoden von Gewalt und Unterdrückung durch die Polizei berichteten; Insbesondere gab es Berichte über Repressionen, an denen zahlreiche Inhaftierte, darunter auch Kinder, beteiligt waren. Das Gefängnisregime ist von einer beispiellosen Härte gekennzeichnet, die psychische und physische Gewalt einschließt, die oft zum Tod von Menschen führt, deren einziger Fehler darin besteht, dass sie sich nicht dem Willen des chinesischen Regimes anpassen. Die Anschuldigungen sind oft fadenscheinig und konstruiert und entbehren rechtlicher Voraussetzungen, nicht einmal denen des chinesischen Rechts. Dieser Kampf in Peking gegen die Uiguren dauert seit einiger Zeit an und zielt darauf ab, die chinesische muslimische Kultur auszulöschen, die als Alternative zu den Zielen der Kommunistischen Partei und der chinesischen Nation interpretiert wird. Peking rechtfertigt die Gefängnisse, in denen Uiguren inhaftiert sind, als Berufsbildungszentren, in denen die Zwangsarbeit der Inhaftierten kostenlos für Produktionen ausgenutzt wird, die auch für den westlichen Markt bestimmt sind. Offiziell behauptet China, dass die meisten dieser Einrichtungen ihren Bestimmungsort geändert oder sogar geschlossen wurden, aber laut mehreren ausländischen NGOs erfüllen sie immer noch ihre ursprüngliche Funktion als Gefängnisse zur Umprogrammierung der Uiguren. Die Behauptung des chinesischen Präsidenten zu dieser Situation, selbst Xinjiang, das Land der Uiguren, sei nicht erwähnt worden, lautet, dass die Entwicklung der Menschenrechte in China den nationalen Gegebenheiten entspreche. Diese Aussage impliziert einen Relativismus für Chinas eigenen Gebrauch und Konsum in Bezug auf ein Thema, das keine Ausnahmen zulassen sollte, zumindest bei den grundlegenden Mindeststandards in Bezug auf persönliche Freiheiten, Bürgerrechte und die Freiheit, seine politischen und religiösen Ideen auszuüben. Offensichtlich ist China eine autoritäre Diktatur und kann solche Freiheiten nicht zulassen, gerade weil sie die Grundlage der Macht des Landes bedrohen; vielmehr ist unter nationalen Verhältnissen die Freiheit zu produzieren und zu konsumieren, immer unter Achtung dessen, was der Staat will; All dies bringt uns auf die Bedeutung von Existenz und Entwicklung als den einzigen effektiven Rechten zurück, die von der Kommunistischen Partei gewährt werden. Über diese Vision hinauszugehen, würde in der Tat verheerende Folgen für das chinesische Staatssystem bedeuten: Die Nachahmung von Vorbildern aus anderen Ländern wird als Bedrohung der etablierten Ordnung empfunden. Nun stellen diese Äußerungen nichts Neues dar, das Versagen und funktionale Rücksichtnahme der chinesischen Regierung auf die Achtung der Bürgerrechte ist jedoch nach den tragischen und aktuellen ukrainischen Erfahrungen Beziehungen zu einem Staat, der zwar eine wirtschaftliche Supermacht ist, sollte aber bekannt sein von einem Teil der westlichen Länder überprüft werden; Darüber hinaus könnte die progressive Annäherung Pekings an Moskau trotz der Aggression in Kiew unter offener Verletzung jeder Regel des Völkerrechts eine weitere Verschärfung des Kreml begünstigen, gerade in Bezug auf die Einführung chinesischer Repressionsmethoden im Zusammenhang mit einer möglichen Kriegserklärung Gesetz. Es würden die ohnehin schon sehr engen Voraussetzungen zweier Staaten geschaffen, in denen die Bürgerrechte stark vernachlässigt werden, die sich gegenseitig stützen und diese Kontiguität auf Gründe der internationalen Ordnung ausdehnen können. Die Taiwan-Frage wurde bereits anhand der Ähnlichkeit mit den russischen Ansprüchen auf die Krim und die ukrainischen Gebiete an der Grenze zu Moskau verglichen. Für China und Russland wird die Legitimierung des Konflikts gegen den Westen bedeuten, die Ablehnung von Demokratien zu rechtfertigen, nicht nur als solche, sondern auch als Träger der Achtung bürgerlicher und politischer Rechte, die die Hindernisse für die Legitimation darstellen Formen des Obrigkeitsstaates. Die einzige Alternative für den Westen besteht darin, langfristig eine größere Industrie- und Energieautonomie zu schaffen und sofort das demokratische Konzept der Achtung der Bürgerrechte und des Völkerrechts zu verteidigen, mit einer konkreteren Verteidigung der Ukraine und mit einer konkreten Verpflichtung, die Seeblockaden zu erzwingen die den Getreideexport verhindern und den Hunger in der Welt fördern. Dies kann es ermöglichen, ein etwas kompromittiertes Prestige westlicher Nationen, insbesondere afrikanischer Länder, zu erhöhen und sie dem russischen und chinesischen Einfluss zu entziehen, um Moskau und Peking schrittweise zu isolieren.

Le non-respect des droits de l'homme comme lien possible entre la Chine et la Russie

 La visite en Chine de la Haut-Commissaire des Nations Unies aux droits de l'homme, l'ancienne présidente chilienne Michelle Bachelet, a mis en évidence la façon dont Pékin comprend le respect des droits humains et civils. L'occasion était le voyage pour tenter de déterminer le traitement réservé à l'ethnie ouïghoure, une minorité chinoise de confession musulmane, qui est en cours de rééducation par les autorités chinoises. L'enquête d'établissement des faits était due à des plaintes répétées d'organisations non gouvernementales, qui faisaient état d'épisodes répétés de violence et d'oppression de la part des forces de police; en particulier, des cas de répression impliquant de nombreuses personnes incarcérées, dont des enfants, ont été signalés. Le régime carcéral est marqué par une dureté sans précédent, qui comprend des violences psychologiques et physiques, qui entraînent souvent la mort de personnes, dont le seul tort est de ne pas s'intégrer à la volonté du régime chinois. Les accusations sont souvent fallacieuses et construites et dépourvues de présupposés juridiques, pas même ceux de la loi chinoise. Cette lutte à Pékin contre les Ouïghours dure depuis un certain temps et vise à anéantir la culture musulmane chinoise, interprétée comme une alternative aux objectifs du Parti communiste et de la nation chinoise. Pékin justifie les prisons où sont emprisonnés les Ouïghours, comme des centres de formation professionnelle, où le travail forcé des personnes incarcérées est exploité sans frais pour des productions également destinées au marché occidental. Officiellement, la Chine affirme que la plupart de ces établissements ont changé de destination voire ont été fermés, mais, selon plusieurs ONG étrangères, ils remplissent toujours leur fonction originelle de prisons pour reprogrammer le peuple ouïghour. L'affirmation du président chinois à propos de cette situation, même si le Xinjiang, le pays des Ouïghours, n'a pas été mentionné, est que le développement des droits de l'homme en Chine est conforme aux conditions nationales. Cette déclaration implique un relativisme pour l'usage et la consommation propres de la Chine, concernant un sujet qui ne devrait pas permettre d'exceptions, du moins sur les normes de base minimales concernant les libertés individuelles, les droits civils et la liberté d'exercer ses idées politiques et religieuses. De toute évidence, la Chine est une dictature autoritaire et ne peut autoriser de telles libertés, précisément parce qu'elles menacent la base même du pouvoir du pays ; ce qu'il faut plutôt comprendre comme conditions nationales, c'est la liberté de produire et de consommer, en respectant toujours ce que veut l'État ; tout cela ramène à l'importance de la subsistance et du développement comme seuls droits effectifs accordés par le Parti communiste. Aller au-delà de cette vision reviendrait en fait à aboutir à des conséquences désastreuses pour le système étatique chinois : répliquer des modèles d'autres pays est perçu comme une menace pour l'ordre établi. Or, ces déclarations ne représentent rien de nouveau, l'échec et la considération fonctionnelle du gouvernement chinois pour le respect des droits civils sont connus, cependant après l'expérience ukrainienne tragique et actuelle, les relations avec un État, qui bien qu'étant une superpuissance économique, devraient être revu par une partie des pays occidentaux ; en outre, le rapprochement progressif de Pékin avec Moscou, malgré l'agression à Kiev en violation flagrante de toutes les règles du droit international, pourrait favoriser un nouveau durcissement du Kremlin, précisément sur la mise en place de méthodes répressives chinoises liées à l'éventuelle déclaration d'état de guerre droit. Se créeraient les conditions, déjà très proches, de deux États, où les droits civiques seraient fortement négligés, capables de se soutenir mutuellement et d'étendre cette contiguïté à des raisons d'ordre international. La question de Taiwan a déjà été comparée par similitude aux revendications russes sur la Crimée et les territoires ukrainiens à la frontière avec Moscou. Pour la Chine et la Russie, la légitimité du conflit contre l'Occident prendra le sens de justifier le déni des démocraties, non seulement en tant que telles, mais aussi en tant que porteuses du respect des droits civils et politiques, qui représentent les obstacles à la légitimation des formes d'État autoritaire. La seule alternative pour l'Occident est de créer une plus grande autonomie industrielle et énergétique à long terme et de défendre immédiatement le concept démocratique de respect des droits civils et des lois internationales, avec une défense plus concrète de l'Ukraine et avec un engagement concret à forcer les blocus navals. qui empêchent l'exportation de céréales et favorisent la faim dans le monde. Cela peut permettre d'accroître un prestige quelque peu compromis des nations occidentales, notamment africaines, et de les soustraire à l'influence russe et chinoise, afin d'isoler progressivement Moscou et Pékin.

Desrespeito aos direitos humanos como possível elo entre China e Rússia

 A visita à China da Alta Comissária das Nações Unidas para os Direitos Humanos, a ex-presidente chilena Michelle Bachelet, destacou como Pequim entende o respeito aos direitos humanos e civis. A ocasião foi a viagem para tentar averiguar o tratamento recebido pela etnia uigures, minoria chinesa de fé muçulmana, que está sendo reeducada pelas autoridades chinesas. A apuração dos fatos ocorreu devido a repetidas denúncias de organizações não governamentais, que relataram repetidos episódios de violência e opressão por parte das forças policiais; em particular, houve relatos de repressão envolvendo numerosas pessoas encarceradas, incluindo crianças. O regime prisional é marcado por uma dureza sem precedentes, que inclui violência psicológica e física, que muitas vezes leva à morte de pessoas, cuja única falha é não se integrar à vontade do regime chinês. As acusações são muitas vezes espúrias e construídas e desprovidas de pressupostos legais, nem mesmo os da lei chinesa. Essa luta em Pequim contra os uigures já se arrasta há algum tempo e visa eliminar a cultura muçulmana chinesa, interpretada como uma alternativa aos objetivos do Partido Comunista e da nação chinesa. Pequim justifica as prisões onde os uigures estão presos, como centros de formação profissional, onde o trabalho forçado de pessoas encarceradas é explorado gratuitamente para produções destinadas também ao mercado ocidental. Oficialmente, a China afirma que a maioria dessas instalações mudou de destino ou até foi fechada, mas, segundo várias ONGs estrangeiras, elas ainda cumprem sua função original de prisões para reprogramar o povo uigur. A afirmação do presidente chinês sobre esta situação, mesmo Xinjiang, a terra dos uigures, não foi mencionada é que o desenvolvimento dos direitos humanos na China está de acordo com as condições nacionais. Essa afirmação implica um relativismo para o uso e consumo próprio da China, em relação a um assunto que não deve permitir exceções, pelo menos nos padrões mínimos básicos relativos às liberdades pessoais, direitos civis e liberdade de exercício de ideias políticas e religiosas. Obviamente a China é uma ditadura autoritária e não pode permitir tais liberdades, justamente porque ameaçam a própria base do poder do país; antes, o que deve ser entendido como condições nacionais é a liberdade de produzir e consumir, sempre respeitando o que o Estado deseja; tudo isso traz de volta a importância da subsistência e do desenvolvimento como os únicos direitos efetivos concedidos pelo Partido Comunista. Ir além dessa visão significaria, de fato, chegar a consequências desastrosas para o sistema estatal chinês: replicar modelos de outros países é visto como uma ameaça à ordem estabelecida. Ora estas declarações não representam nada de novo, sabe-se do fracasso e consideração funcional do governo chinês pelo respeito aos direitos civis, porém após a trágica e atual experiência ucraniana, as relações com um Estado, que apesar de ser uma superpotência econômica, deve ser revisto por parte dos países ocidentais; Além disso, a aproximação progressiva de Pequim a Moscou, apesar da agressão em Kiev em violação aberta de todas as regras do direito internacional, poderia favorecer um maior aperto do Kremlin, precisamente no estabelecimento de métodos repressivos chineses ligados à possível declaração de guerra lei. Criar-se-iam as precondições, já muito próximas, de dois Estados, onde os direitos civis são fortemente negligenciados, capazes de se apoiar mutuamente e estender essa contiguidade a razões de ordem internacional. A questão de Taiwan já foi comparada pela semelhança com as reivindicações russas sobre a Crimeia e os territórios ucranianos na fronteira com Moscou. Para a China e a Rússia, a legitimidade do conflito contra o Ocidente assumirá o sentido de justificar a negação das democracias, não apenas como tais, mas também como portadoras do respeito aos direitos civis e políticos, que representam os obstáculos para a legitimação da formas de Estado autoritário. A única alternativa para o Ocidente é criar maior autonomia industrial e energética no longo prazo e defender imediatamente o conceito democrático de respeito aos direitos civis e às leis internacionais, com uma defesa mais concreta da Ucrânia e com compromisso concreto. que impedem a exportação de grãos e promovem a fome no mundo. Isso pode tornar possível aumentar um prestígio um tanto comprometido para as nações ocidentais, especialmente os países africanos, e removê-los da influência russa e chinesa, a fim de isolar progressivamente Moscou e Pequim.

Несоблюдение прав человека как возможная связь между Китаем и Россией

 Визит в Китай Верховного комиссара ООН по правам человека, бывшего президента Чили Мишель Бачелет, показал, как Пекин понимает соблюдение прав человека и гражданских прав. Поводом послужила поездка, чтобы попытаться выяснить, как обращаются с этническими уйгурами, китайским меньшинством мусульманской веры, которое перевоспитывается китайскими властями. Расследование по установлению фактов было связано с неоднократными жалобами неправительственных организаций, которые сообщали о неоднократных случаях насилия и притеснений со стороны полиции; в частности, поступали сообщения о репрессиях в отношении многих заключенных, в том числе детей. Тюремный режим отличается беспрецедентной жестокостью, включающей в себя психологическое и физическое насилие, нередко приводящее к гибели людей, единственная вина которых заключается в том, что они не интегрируются с волей китайского режима. Обвинения часто являются ложными, построенными и лишенными юридических предпосылок, даже тех, которые предусмотрены китайским законодательством. Эта борьба в Пекине против уйгуров продолжается уже некоторое время и направлена ​​на уничтожение китайской мусульманской культуры, интерпретируемой как альтернатива целям Коммунистической партии и китайской нации. Пекин оправдывает тюрьмы, в которых содержатся уйгуры, центрами профессионального обучения, где принудительный труд заключенных бесплатно используется для производства продукции, также предназначенной для западного рынка. Официально Китай утверждает, что большинство этих учреждений сменили назначение или даже были закрыты, но, по данным ряда зарубежных НПО, они по-прежнему выполняют свою первоначальную функцию тюрем для перепрограммирования уйгурского народа. Утверждение китайского президента об этой ситуации, даже Синьцзян, земля уйгуров, не упоминается, заключается в том, что развитие прав человека в Китае соответствует национальным условиям. Это заявление подразумевает релятивизм для собственного использования и потребления Китаем в отношении предмета, который не должен допускать исключений, по крайней мере, в отношении минимальных основных стандартов, касающихся личных свобод, гражданских прав и свободы осуществлять свои политические и религиозные идеи. Очевидно, что Китай является авторитарной диктатурой и не может допустить таких свобод именно потому, что они угрожают самой основе власти страны; скорее, под национальными условиями следует понимать свободу производить и потреблять, всегда уважая то, что хочет государство; все это возвращает к важности существования и развития как единственных эффективных прав, предоставленных коммунистической партией. Выход за рамки этого видения фактически означал бы катастрофические последствия для китайской государственной системы: копирование моделей других стран рассматривается как угроза установленному порядку. Сейчас эти заявления не представляют собой ничего нового, известна несостоятельность и функциональная забота китайского правительства о соблюдении гражданских прав, однако после трагического и нынешнего украинского опыта отношения с государством, которое хоть и является экономической сверхдержавой, должны быть рассмотрены частью западных стран; кроме того, поступательное сближение Пекина с Москвой, несмотря на агрессию Киева в открытое нарушение всех норм международного права, может способствовать дальнейшему ужесточению Кремля именно на установлении китайских репрессивных методов, связанных с возможным объявлением военного положения. закон. Будут созданы предпосылки, уже очень близкие, двух государств, где сильно пренебрегают гражданскими правами, способных взаимно поддерживать друг друга и распространять эту смежность на причины международного порядка. Тайваньский вопрос уже сравнивали по сходству с российскими претензиями на Крым и украинские территории на границе с Москвой. Для Китая и России легитимность конфликта с Западом приобретет смысл оправдания отрицания демократий не только как таковых, но и как носителей уважения к гражданским и политическим правам, которые представляют собой препятствия для легитимации формы авторитарного государства. Единственной альтернативой для Запада является создание большей промышленной и энергетической автономии в долгосрочной перспективе и немедленная защита демократической концепции уважения гражданских прав и международного права, с более конкретной защитой Украины и с конкретным обязательством форсировать морскую блокаду. которые препятствуют экспорту зерна и способствуют голоду в мире. Это может позволить повысить несколько скомпрометированный престиж западных стран, особенно африканских стран, и вывести их из-под влияния России и Китая, чтобы постепенно изолировать Москву и Пекин.

不尊重人權可能是中俄之間的聯繫

 聯合國人權事務高級專員、智利前總統米歇爾·巴切萊特對中國的訪問凸顯了北京對尊重人權和公民權利的理解。這次旅行是為了確定維吾爾族受到的待遇,維吾爾族是中國穆斯林信仰的少數民族,正在接受中國當局的再教育。實況調查是由於非政府組織一再投訴,這些組織報告了警察部隊一再發生暴力和壓迫事件;特別是,有報導稱對包括兒童在內的許多被監禁者進行鎮壓。監獄制度的特點是前所未有的嚴酷,包括心理和身體上的暴力,這往往導致人們死亡,唯一的錯誤是不符合中國政權的意志。這些指控往往是虛假的、虛構的,缺乏法律預設,甚至沒有中國法律的預設。這場在北京與維吾爾人的鬥爭已經持續了一段時間,旨在消滅中國穆斯林文化,被解讀為共產黨和中華民族目標的替代品。北京證明關押維吾爾人的監獄是職業培訓中心,被監禁者的強迫勞動被免費剝削,用於生產同樣運往西方市場的產品。中國官方聲稱,這些設施中的大部分已經改變了目的地,甚至已經關閉,但據一些外國非政府組織稱,它們仍在履行其最初的監獄職能,以重新規劃維吾爾人。中國國家主席關於這種情況的說法,甚至沒有提到維吾爾人的土地新疆,是中國人權的發展符合國情。這種說法暗示了中國自身使用和消費的相對主義,關於一個不應允許例外的主題,至少在個人自由、公民權利和行使個人政治和宗教思想自由的最低基本標准上。顯然,中國是一個專制獨裁國家,不能允許這種自由,正是因為它們威脅到國家權力的基礎;相反,必須理解為國情的是生產和消費的自由,始終尊重國家的意願;這一切又讓我們回到了生存和發展作為共產黨唯一有效權利的重要性。事實上,超越這一願景將意味著給中國的國家體繫帶來災難性的後果:複製其他國家的模式被視為對既定秩序的威脅。現在這些聲明並不代表什麼新鮮事,眾所周知,中國政府在尊重公民權利方面的失敗和職能考慮是眾所周知的,但是在烏克蘭目前的悲慘經歷之後,與一個國家的關係,雖然它是一個經濟超級大國,但應該被部分西方國家審查;此外,儘管在基輔的侵略公然違反了國際法的每一項規則,但北京對莫斯科的漸進態度可能有利於克里姆林宮的進一步收緊,恰恰是建立與可能宣布戒嚴相關的中國鎮壓方法法律。兩個國家的先決條件已經非常接近,在這種情況下,公民權利被強烈忽視,能夠相互支持,並將這種鄰接延伸到國際秩序的原因。台灣問題已經與俄羅斯對克里米亞和烏克蘭與莫斯科接壤的領土的主張進行了比較。對於中俄來說,對西方衝突的合法性將具有為否定民主國家辯護的意義,不僅如此,而且作為尊重公民權利和政治權利的載體,這代表了民主合法化的障礙。威權國家的形式。西方唯一的選擇是在長期內創造更大的工業和能源自主權,並立即捍衛尊重公民權利和國際法的民主理念,更加具體地保衛烏克蘭並做出具體承諾。阻止糧食出口並加劇世界飢餓。這可以提高西方國家,特別是非洲國家的威望,並使其脫離俄羅斯和中國的影響,從而逐步孤立莫斯科和北京。

中国とロシアの間の可能なリンクとして人権を尊重しない

 国連人権高等弁務官、元チリ大統領ミシェル・バチェレによる中国への訪問は、北京が人権と市民権の尊重をどのように理解しているかを浮き彫りにしました。その機会は、中国当局によって再教育されているイスラム教徒の信仰の中国の少数派であるウイグル人が受けた治療を確かめるための旅行でした。事実調査は、警察による暴力と抑圧の繰り返しのエピソードを報告した非政府組織からの繰り返しの苦情によるものでした。特に、子供を含む多くの投獄された人々を巻き込んだ弾圧の報告があります。刑務所体制は、心理的および肉体的暴力を含む前例のない過酷さによって特徴づけられ、それはしばしば人々の死につながります。その唯一の欠点は、中国の体制の意志と統合しないことです。告発はしばしば偽りであり、構築されており、中国の法律の前提でさえも、法的前提を欠いています。ウイグル人に対する北京でのこの闘争はしばらく続いており、共産党と中国国民の目的に代わるものとして解釈される中国のイスラム文化を一掃することを目的としています。北京は、ウイグル人が投獄されている刑務所を職業訓練センターとして正当化しています。そこでは、投獄された人々の強制労働が、西側市場向けの生産のために無料で利用されています。公式には、中国はこれらの施設のほとんどが目的地を変更したか、閉鎖さえされたと主張しているが、いくつかの外国のNGOによると、ウイグル人を再プログラムするための刑務所の本来の機能をまだ果たしている。この状況についての中国大統領の主張は、ウイグル人の土地である新疆ウイグル自治区でさえ言及されていなかったが、中国の人権の発展は国の状況に従っているというものである。この声明は、少なくとも個人の自由、公民権、政治的および宗教的思想を行使する自由に関する最低限の基本的基準に関して、例外を認めてはならない主題に関して、中国自身の使用と消費に対する相対主義を暗示しています。明らかに、中国は権威主義的な独裁政権であり、そのような自由を許すことはできません。それは、中国が国の権力の基盤そのものを脅かしているからです。むしろ、国家の条件として理解されなければならないのは、国家が望んでいることを常に尊重し、生産と消費の自由です。これらすべてが、共産党によって付与された唯一の有効な権利としての自給自足と開発の重要性を取り戻します。このビジョンを超えることは、実際、中国の国家システムに悲惨な結果をもたらすことを意味します。他の国からモデルを複製することは、確立された秩序に対する脅威と見なされます。現在、これらの声明は新しいものを表すものではなく、公民権の尊重に関する中国政府の失敗と機能的配慮は知られていますが、悲劇的で現在のウクライナの経験の後、国家との関係は、経済的超大国ですが、西側諸国の一部によるレビュー。さらに、国際法のすべての規則に公然と違反しているキーウでの侵略にもかかわらず、北京のモスクワへの進歩的なアプローチは、戒厳令の可能性のある宣言にリンクされた中国の抑圧的な方法の確立に関して、クレムリンのさらなる引き締めを支持する可能性があります法。公民権が強く無視され、相互に支え合い、この隣接を国際秩序の理由にまで拡大することができる、2つの州のすでに非常に近い前提条件が作成されます。台湾の問題は、モスクワとの国境にあるクリミアとウクライナの領土に関するロシアの主張との類似性によってすでに比較されています。中国とロシアにとって、西側との紛争の正当性は、民主主義の否定を正当化するという意味を帯びるだけでなく、その正当化の障害となる市民的および政治的権利の尊重の担い手としても機能します。権威主義国家の形態。西側の唯一の選択肢は、長期的に産業とエネルギーの自治を強化し、ウクライナをより具体的に擁護し、海軍の封鎖を強制するという具体的なコミットメントをもって、公民権と国際法の尊重という民主主義の概念を即座に擁護することです。穀物の輸出を防ぎ、世界の飢餓を促進します。これにより、モスクワと北京を徐々に孤立させるために、西側諸国、特にアフリカ諸国のやや妥協した名声を高め、ロシアと中国の影響力からそれらを取り除くことが可能になります。

عدم احترام حقوق الإنسان كحلقة وصل محتملة بين الصين وروسيا

 أبرزت زيارة مفوضة الأمم المتحدة السامية لحقوق الإنسان ، الرئيسة التشيلية السابقة ميشيل باشليت ، كيف تفهم بكين احترام حقوق الإنسان والحقوق المدنية. كانت المناسبة هي الرحلة لمحاولة التأكد من المعاملة التي تلقاها الأويغور العرقيون ، وهم أقلية صينية من المسلمين ، والتي تعيد السلطات الصينية تثقيفها. وجاء تحقيق تقصي الحقائق بسبب الشكاوى المتكررة من المنظمات غير الحكومية ، والتي أبلغت عن حوادث متكررة من العنف والقمع من قبل قوات الشرطة ؛ على وجه الخصوص ، كانت هناك تقارير عن القمع الذي تورط فيه العديد من السجناء بمن فيهم الأطفال. يتسم نظام السجون بقسوة غير مسبوقة ، تشمل العنف النفسي والجسدي ، الذي يؤدي في كثير من الأحيان إلى وفاة أشخاص ، يكمن ذنبهم الوحيد في عدم الاندماج مع إرادة النظام الصيني. غالبًا ما تكون الاتهامات زائفة ومبنية وخالية من الافتراضات القانونية ، ولا حتى تلك الموجودة في القانون الصيني. هذا الصراع في بكين ضد الأويغور مستمر منذ بعض الوقت ويهدف إلى القضاء على الثقافة الإسلامية الصينية ، والتي تُفسَّر على أنها بديل لأهداف الحزب الشيوعي والأمة الصينية. تبرر بكين السجون التي يُسجن فيها الأويغور ، كمراكز تدريب مهني ، حيث يتم استغلال العمل القسري للأشخاص المسجونين دون تكلفة مقابل المنتجات الموجهة أيضًا إلى السوق الغربية. تدعي الصين رسميًا أن معظم هذه المرافق قد غيرت وجهتها أو حتى تم إغلاقها ، لكن وفقًا للعديد من المنظمات غير الحكومية الأجنبية ، ما زالت تؤدي وظيفتها الأصلية المتمثلة في إعادة برمجة شعب الأويغور. ادعاء الرئيس الصيني حول هذا الوضع ، حتى شينجيانغ ، أرض الأويغور ، لم يرد ذكره هو أن تطوير حقوق الإنسان في الصين يتماشى مع الظروف الوطنية. يشير هذا البيان إلى النسبية لاستخدام الصين واستهلاكها ، فيما يتعلق بموضوع لا ينبغي أن يسمح باستثناءات ، على الأقل فيما يتعلق بالمعايير الأساسية الدنيا المتعلقة بالحريات الشخصية والحقوق المدنية وحرية ممارسة الفرد للأفكار السياسية والدينية. من الواضح أن الصين دكتاتورية استبدادية ولا يمكنها السماح بمثل هذه الحريات ، على وجه التحديد لأنها تهدد أساس قوة البلاد ؛ بالأحرى ، ما يجب فهمه على أنه شروط وطنية هو حرية الإنتاج والاستهلاك ، مع احترام ما تريده الدولة دائمًا. كل هذا يعيد إلى أهمية العيش والتنمية باعتبارهما الحقوق الفعالة الوحيدة التي يمنحها الحزب الشيوعي. إن تجاوز هذه الرؤية يعني ، في الواقع ، الوصول إلى عواقب وخيمة على نظام الدولة الصيني: يُنظر إلى تكرار النماذج من البلدان الأخرى على أنه تهديد للنظام القائم. الآن هذه التصريحات لا تمثل أي شيء جديد ، فإن الفشل والاعتبار الوظيفي للحكومة الصينية فيما يتعلق باحترام الحقوق المدنية معروف ، ولكن بعد التجربة الأوكرانية المأساوية والحالية ، العلاقات مع الدولة ، والتي على الرغم من أنها قوة اقتصادية عظمى ، يجب أن تتم مراجعتها من قبل جزء من الدول الغربية ؛ بالإضافة إلى ذلك ، فإن النهج التدريجي لبكين تجاه موسكو ، على الرغم من العدوان في كييف في انتهاك صريح لكل قاعدة من قواعد القانون الدولي ، يمكن أن يؤيد تشديدًا إضافيًا للكرملين ، على وجه التحديد بشأن إنشاء أساليب قمعية صينية مرتبطة بإعلان عسكري محتمل. قانون. سيتم إنشاء الشروط المسبقة ، القريبة جدًا بالفعل ، لدولتين ، حيث يتم إهمال الحقوق المدنية بشدة ، وقادرة على دعم بعضها البعض وتوسيع هذا التواصل إلى أسباب النظام الدولي. تمت مقارنة مسألة تايوان بالفعل من خلال التشابه مع المطالبات الروسية بشبه جزيرة القرم والأراضي الأوكرانية على الحدود مع موسكو. بالنسبة للصين وروسيا ، فإن شرعية الصراع ضد الغرب ستأخذ معنى تبرير إنكار الديمقراطيات ، ليس فقط على هذا النحو ، ولكن أيضًا كحاملات لاحترام الحقوق المدنية والسياسية ، والتي تمثل عقبات أمام إضفاء الشرعية على الديمقراطية. أشكال الدولة الاستبدادية. البديل الوحيد للغرب هو خلق قدر أكبر من الاستقلالية الصناعية والطاقة على المدى الطويل والدفاع الفوري عن المفهوم الديمقراطي لاحترام الحقوق المدنية والقوانين الدولية ، مع دفاع أكثر واقعية عن أوكرانيا مع التزام ملموس. لفرض الحصار البحري. التي تمنع تصدير الحبوب وتعزز الجوع في العالم. وهذا يمكن أن يجعل من الممكن زيادة مكانة الدول الغربية ، وخاصة الدول الأفريقية ، التي تعرضت للخطر إلى حد ما ، وإخراجها من النفوذ الروسي والصيني ، من أجل عزل موسكو وبكين تدريجياً.

mercoledì 11 maggio 2022

La responsabilità della Russia nell'aumento della fame nel mondo

 Una delle ricadute internazionali più importanti che si verificherà con l’invasione dell’Ucraina consiste nel blocco della esportazione e produzione di grano. Nei paesi ricchi questo fatto si traduce con un sostanzioso contributo dell’aumento dell’inflazione, causata dalla maggiorazione delle materie prime destinate all’industria alimentare. La problematica è molto sentita ed i governi dei paesi industrializzati hanno dei margini di manovra per cercare di limitare i danni, soprattutto per le fasce di popolazione più povera. Ben altro ordine di problemi, però, si verifica per i paesi poveri o anche per quelli la cui ricchezza nazionale si è fortemente ridotta per la somma delle contingenze della pandemia ed ora della guerra. Diversi paesi africani, ad esempio, stanno finendo le riserve di grano e la prospettiva di ragioni aggiuntive alle già presenti per determinare nuove carestie, si fa sempre più concreta. Mosca invadendo il paese ucraino e sottoponendo i porti di Kiev, da dove transitano le esportazioni di grano, sta creando i presupposti per generare una crisi alimentare globale; occorre ricordare che questo fattore va ad aggravare situazioni precedenti già difficili a causa della penuria di acqua e di situazioni politiche fortemente instabili, che non consentono, di fatto, una autonomia alimentare per molti paesi. Risulta difficile credere che questi risultati siano solamente effetti collaterali di una guerra pensata male e condotta peggio. Sembra più facile credere ad un piano politico funzionale a creare una situazione favorevole per il Cremlino nei confronti dell’Europa. Putin si deve essere ispirato ai vari dittatori, che hanno usato l’emigrazione verso il continente europeo, come forma di pressione su Bruxelles: la tattica è risultata quasi sempre vincente, perché ha creato divisioni profonde tra i membri dell’Unione, specialmente sulle modalità e quantità di accoglienza. Sicuramente agli strateghi russi non può essere sfuggita questa eventualità, che può diventare un’arma puntata direttamente verso l’Europa, tuttavia le implicazioni vanno oltre le ragioni geopolitiche e contingenti alla guerra stessa: la responsabilità di affamare milioni di persone non deve essere sottovalutata dai nemici di Putin e della Russia, come sta avvenendo attualmente, con questo fattore che sembra sottovalutato e a cui non viene dato il necessario risalto politico e giornalistico.  La questione è prima di tutto umanitaria: bloccare le esportazioni del grano ucraino, provoca la privazione degli alimenti di base di gran parte dei paesi poveri, innescando processi di scarsità alimentare, che possono portare alla denutrizione, con il conseguente peggioramento delle condizioni igienico sanitarie, ma anche collegate alla stabilità politica, in molti casi già precaria di diversi paesi poveri. Come se ne deduce le implicazioni hanno una gravità così intensa da non essere da meno della situazione attuale sui campi di battaglia ucraini, con il gran numero di morti e sfollati che l’invasione russa ha generato. Quello che rischia di materializzarsi è un numero di vittime addirittura molto superiore a quelle del computo dell’operazione militare speciale; in questo triste conteggio dovranno, infatti, essere inclusi i deceduti per carenze alimentari, quelli per gli effetti delle condizioni igienico sanitarie conseguenti alla denutrizione, quelli relativi ai probabili moti popolari per la mancanza di cibo ed, infine, le vittime delle migrazioni causate dalla impossibilità di nutrirsi. Quindi se Mosca dovrà rispondere ai tribunali internazionali per le atrocità commesse dai suoi soldati, altresì dovrà rispondere presso le stesse sedi di essere stata la causa di avere affamato milioni di persone, con tutte le conseguenze sopra esposte. Pur comprendendo che le cancellerie mondiali si stanno concentrando sui crimini in territorio ucraino, la questione della responsabilità di affamare i paesi poveri non sembra trattata in maniera adeguata e con la giusta rilevanza. Occorre che i paesi occidentali, parallelamente al necessario aiuto militare a Kiev, inizino a pensare a strategie che possano permettere al paese ucraino di esportare quello che sono riusciti a produrre ed a raccogliere, integrando con aiuti alimentari i paesi che saranno maggiormente colpiti dalla carestia alimentare: questo con il duplice scopo di annullare o almeno attenuare gli effetti della strategia di Putin, scongiurando gli effetti negativi sui paesi europei e di creare le condizioni per combattere in maniera efficace la fame nel mondo. Ciò servirà anche a dare una nuova immagine dell’occidente per contrastare le azioni russe e cinesi nei paesi africani.

Russia's responsibility for increasing world hunger

 One of the most important international repercussions that will occur with the invasion of Ukraine consists in the blocking of the export and production of wheat. In rich countries this fact translates into a substantial contribution from the increase in inflation, caused by the increase in raw materials destined for the food industry. The problem is deeply felt and the governments of the industrialized countries have room for maneuver to try to limit the damage, especially for the poorest segments of the population. A very different order of problems, however, occurs for poor countries or even for those whose national wealth has been greatly reduced due to the sum of the contingencies of the pandemic and the time of war. Several African countries, for example, are running out of grain reserves and the prospect of additional reasons to the already present to cause new famines, is becoming more and more concrete. By invading the Ukrainian country and submitting the ports of Kiev, through which grain exports transit, Moscow is creating the conditions for generating a global food crisis; it should be remembered that this factor aggravates previous situations that were already difficult due to the shortage of water and highly unstable political situations, which in fact do not allow food autonomy for many countries. It is hard to believe that these results are merely side effects of a war that was badly thought out and conducted worse. It seems easier to believe in a functional political plan to create a favorable situation for the Kremlin towards Europe. Putin must have been inspired by the various dictators, who used emigration to the European continent, as a form of pressure on Brussels: the tactic has almost always been successful, because it has created deep divisions among the members of the Union, especially on the modalities and amount of reception. Surely the Russian strategists cannot have escaped this possibility, which can become a weapon aimed directly at Europe, however the implications go beyond the geopolitical reasons and contingent on the war itself: the responsibility of starving millions of people must not be underestimated by the enemies of Putin and Russia, as is currently happening, with this factor that seems underestimated and which is not given the necessary political and journalistic prominence. The issue is above all humanitarian: blocking exports of Ukrainian wheat causes the deprivation of basic foodstuffs in most poor countries, triggering processes of food scarcity, which can lead to malnutrition, with the consequent worsening of sanitary conditions, but also linked to political stability, in many cases already precarious in various poor countries. As can be deduced, the implications are so intense that they are no less than the current situation on the Ukrainian battlefields, with the large number of deaths and displaced persons that the Russian invasion has generated. What risks materializing is a number of victims even much higher than those of the calculation of the special military operation; in this sad count must, in fact, be included those who died from food shortages, those due to the effects of hygienic and sanitary conditions resulting from malnutrition, those relating to the probable popular uprisings due to lack of food and, finally, the victims of migration caused by the impossibility to feed. Therefore, if Moscow is to answer to the international courts for the atrocities committed by its soldiers, it will also have to answer in the same offices that it was the cause of having starved millions of people, with all the consequences set out above. While realizing that the world chancelleries are focusing on crimes on Ukrainian territory, the question of the responsibility to starve poor countries does not seem to be treated adequately and with the right relevance. In parallel with the necessary military aid to Kiev, Western countries need to start thinking about strategies that can allow the Ukrainian country to export what they have managed to produce and collect, integrating with food aid the countries that will be most affected by the food famine. : this with the dual purpose of canceling or at least mitigating the effects of Putin's strategy, averting the negative effects on European countries and creating the conditions to effectively combat hunger in the world. This will also serve to give a new image of the West to counter Russian and Chinese actions in African countries.

La responsabilidad de Rusia en el aumento del hambre en el mundo

 Una de las repercusiones internacionales más importantes que se producirá con la invasión de Ucrania consiste en el bloqueo de la exportación y producción de trigo. En los países ricos este hecho se traduce en una contribución sustancial del aumento de la inflación, provocada por el aumento de las materias primas destinadas a la industria alimentaria. El problema se siente profundamente y los gobiernos de los países industrializados tienen margen de maniobra para tratar de limitar los daños, especialmente para los sectores más pobres de la población. Un orden de problemas muy diferente, sin embargo, se presenta para los países pobres o incluso para aquellos cuya riqueza nacional se ha visto muy reducida por la suma de las contingencias de la pandemia y el tiempo de guerra. Varios países africanos, por ejemplo, se están quedando sin reservas de cereales y la perspectiva de razones adicionales a las ya presentes para provocar nuevas hambrunas, se hace cada vez más concreta. Al invadir el país ucraniano y someter los puertos de Kiev, por donde transitan las exportaciones de cereales, Moscú está creando las condiciones para generar una crisis alimentaria mundial; cabe recordar que este factor agrava situaciones anteriores que ya eran difíciles por la escasez de agua y situaciones políticas de alta inestabilidad, que de hecho no permiten la autonomía alimentaria de muchos países. Cuesta creer que estos resultados sean meros efectos colaterales de una guerra mal pensada y peor conducida. Parece más fácil creer en un plan político funcional para crear una situación favorable para el Kremlin hacia Europa. Putin debe haberse inspirado en los distintos dictadores, que utilizaron la emigración al continente europeo, como una forma de presión sobre Bruselas: la táctica casi siempre ha tenido éxito, porque ha creado profundas divisiones entre los miembros de la Unión, especialmente en el modalidades y cuantía de la recepción. Seguramente los estrategas rusos no pueden haber escapado a esta posibilidad, que puede convertirse en un arma dirigida directamente a Europa, sin embargo las implicaciones van más allá de las razones geopolíticas y supeditadas a la propia guerra: la responsabilidad de matar de hambre a millones de personas no debe ser subestimada por los enemigos de Putin y Rusia, como está ocurriendo actualmente, con ese factor que parece subestimado y al que no se le da el protagonismo político y periodístico necesario. El tema es ante todo humanitario: el bloqueo de las exportaciones de trigo ucraniano provoca la privación de alimentos básicos en la mayoría de los países pobres, desencadenando procesos de escasez de alimentos, que pueden derivar en desnutrición, con el consiguiente empeoramiento de las condiciones sanitarias, pero también vinculados a la estabilidad política, en muchos casos ya precaria en varios países pobres. Como se puede deducir, las implicaciones son tan intensas que no son menores que la situación actual en los campos de batalla ucranianos, con el gran número de muertos y desplazados que ha generado la invasión rusa. Lo que es probable que se materialice es un número de víctimas incluso muy superior al del cálculo de la operación militar especial; en este triste recuento deben, en efecto, estar incluidos los que fallecieron por escasez de alimentos, los debidos a los efectos de las condiciones higiénicas y sanitarias resultantes de la desnutrición, los relativos a los probables levantamientos populares por falta de alimentos y, finalmente, las víctimas de la migración causada por la imposibilidad de alimentarse. Por tanto, si Moscú ha de responder ante los tribunales internacionales por las atrocidades cometidas por sus soldados, también tendrá que responder en los mismos cargos que fue la causa de haber matado de hambre a millones de personas, con todas las consecuencias antes expuestas. Al darse cuenta de que las cancillerías mundiales se están enfocando en los crímenes en territorio ucraniano, la cuestión de la responsabilidad de matar de hambre a los países pobres no parece ser tratada de manera adecuada y con la relevancia adecuada. Paralelamente a la necesaria ayuda militar a Kiev, los países occidentales necesitan empezar a pensar en estrategias que puedan permitir al país ucraniano exportar lo que han logrado producir y recolectar, integrando con la ayuda alimentaria a los países que se verán más afectados por la hambruna alimentaria. .: esto con el doble propósito de anular o al menos mitigar los efectos de la estrategia de Putin, evitar los efectos negativos en los países europeos y crear las condiciones para combatir efectivamente el hambre en el mundo. Esto también servirá para dar una nueva imagen de Occidente para contrarrestar las acciones rusas y chinas en los países africanos.

Russlands Verantwortung für den zunehmenden Welthunger

 Eine der wichtigsten internationalen Auswirkungen, die mit der Invasion der Ukraine einhergehen wird, besteht in der Blockierung des Exports und der Produktion von Weizen. In den reichen Ländern führt diese Tatsache zu einem erheblichen Beitrag des Inflationsanstiegs, der durch die Zunahme der für die Lebensmittelindustrie bestimmten Rohstoffe verursacht wird. Das Problem ist tief empfunden und die Regierungen der Industrieländer haben Spielraum, um zu versuchen, den Schaden zu begrenzen, insbesondere für die ärmsten Bevölkerungsschichten. Eine ganz andere Problemordnung ergibt sich jedoch für arme Länder oder gar für solche, deren Volksvermögen durch die Summe der Eventualitäten der Pandemie und der Kriegszeit stark geschrumpft ist. Mehreren afrikanischen Ländern gehen beispielsweise die Getreidevorräte aus und die Aussicht auf weitere Ursachen für neue Hungersnöte wird immer konkreter. Durch den Einmarsch in das ukrainische Land und die Unterwerfung der Häfen von Kiew, durch die Getreideexporte passieren, schafft Moskau die Voraussetzungen für eine globale Nahrungsmittelkrise; Es sollte daran erinnert werden, dass dieser Faktor frühere Situationen verschlimmert, die aufgrund der Wasserknappheit und der äußerst instabilen politischen Situationen, die vielen Ländern tatsächlich keine Ernährungsautonomie ermöglichen, bereits schwierig waren. Kaum zu glauben, dass diese Ergebnisse nur Nebeneffekte eines schlecht durchdachten und schlechter geführten Krieges sind. Es scheint einfacher, an einen funktionierenden politischen Plan zu glauben, um eine günstige Situation für den Kreml gegenüber Europa zu schaffen. Putin muss sich von den verschiedenen Diktatoren inspirieren lassen, die die Auswanderung auf den europäischen Kontinent als Druckmittel auf Brüssel nutzten: Die Taktik war fast immer erfolgreich, weil sie zu tiefen Spaltungen unter den Mitgliedern der Union geführt hat, insbesondere auf der EU Modalitäten und Umfang des Empfangs. Sicherlich können die russischen Strategen dieser Möglichkeit nicht entgangen sein, die zu einer Waffe werden kann, die direkt auf Europa gerichtet ist, aber die Auswirkungen gehen über die geopolitischen Gründe hinaus und hängen vom Krieg selbst ab: Die Verantwortung für das Verhungern von Millionen von Menschen darf von den Feinden von nicht unterschätzt werden Putin und Russland, wie es derzeit geschieht, mit diesem scheinbar unterschätzten Faktor, der nicht die nötige politische und journalistische Prominenz erhält. Das Problem ist vor allem humanitärer Natur: Die Blockierung der ukrainischen Weizenausfuhren führt in den meisten armen Ländern zu einem Mangel an Grundnahrungsmitteln, wodurch Nahrungsmittelknappheitsprozesse ausgelöst werden, die zu Mangelernährung führen können, mit der daraus resultierenden Verschlechterung der hygienischen Bedingungen, aber auch mit politischer Stabilität, in vielen armen Ländern bereits prekär. Wie daraus abgeleitet werden kann, sind die Auswirkungen so intensiv, dass sie nicht weniger sind als die aktuelle Situation auf den ukrainischen Schlachtfeldern mit der großen Zahl von Toten und Vertriebenen, die die russische Invasion verursacht hat. Was wahrscheinlich eintreten wird, ist eine Zahl von Opfern, die sogar noch viel höher ist als die der Berechnung des militärischen Spezialeinsatzes; In diese traurige Zählung müssen in der Tat diejenigen einbezogen werden, die an Nahrungsmittelknappheit starben, diejenigen, die an den Auswirkungen hygienischer und sanitärer Bedingungen infolge von Unterernährung starben, diejenigen, die im Zusammenhang mit den wahrscheinlichen Volksaufständen aufgrund von Mangel an Nahrung starben, und schließlich die Opfer der Migration, die durch die Unmöglichkeit der Nahrungsaufnahme verursacht wird. Wenn Moskau sich also vor den internationalen Gerichten für die von seinen Soldaten begangenen Gräueltaten verantworten soll, muss es sich in denselben Ämtern auch dafür verantworten, dass es die Ursache für den Hungertod von Millionen von Menschen war, mit allen oben beschriebenen Konsequenzen. Obwohl man sich bewusst ist, dass sich die Weltkanzleien auf Verbrechen auf ukrainischem Territorium konzentrieren, scheint die Frage der Verantwortung für das Aushungern armer Länder nicht angemessen und mit der richtigen Relevanz behandelt zu werden. Parallel zur notwendigen Militärhilfe für Kiew müssen die westlichen Länder anfangen, über Strategien nachzudenken, die es dem ukrainischen Land ermöglichen können, das zu exportieren, was sie selbst produziert und gesammelt haben, und die Länder, die am stärksten von der Nahrungsmittelknappheit betroffen sein werden, in die Nahrungsmittelhilfe einzubeziehen . : Dies mit dem doppelten Ziel, die Auswirkungen von Putins Strategie aufzuheben oder zumindest abzumildern, die negativen Auswirkungen auf die europäischen Länder abzuwenden und die Voraussetzungen zu schaffen, um den Hunger in der Welt wirksam zu bekämpfen. Dies wird auch dazu dienen, ein neues Bild des Westens zu geben, um russischen und chinesischen Aktionen in afrikanischen Ländern entgegenzuwirken.

La responsabilité de la Russie dans l'augmentation de la faim dans le monde

 L'une des répercussions internationales les plus importantes qui se produira avec l'invasion de l'Ukraine consiste dans le blocage de l'exportation et de la production de blé. Dans les pays riches, ce fait se traduit par une contribution substantielle de l'augmentation de l'inflation, causée par l'augmentation des matières premières destinées à l'industrie alimentaire. Le problème est profondément ressenti et les gouvernements des pays industrialisés disposent d'une marge de manœuvre pour tenter de limiter les dégâts, notamment pour les couches les plus pauvres de la population. Un ordre de problèmes très différent se pose cependant pour les pays pauvres ou même pour ceux dont la richesse nationale a été fortement réduite en raison de la somme des contingences de la pandémie et du temps de guerre. Plusieurs pays africains, par exemple, épuisent leurs réserves de céréales et la perspective de raisons supplémentaires à celles déjà présentes de provoquer de nouvelles famines, se concrétise de plus en plus. En envahissant le pays ukrainien et en soumettant les ports de Kiev, par lesquels transitent les exportations de céréales, Moscou crée les conditions pour générer une crise alimentaire mondiale ; il faut rappeler que ce facteur aggrave des situations antérieures déjà difficiles dues à la pénurie d'eau et à des situations politiques très instables, qui de fait ne permettent pas l'autonomie alimentaire de nombreux pays. Il est difficile de croire que ces résultats ne sont que les effets secondaires d'une guerre mal pensée et menée de manière pire. Il semble plus facile de croire à un plan politique fonctionnel pour créer une situation favorable du Kremlin vis-à-vis de l'Europe. Poutine a dû s'inspirer des différents dictateurs, qui ont utilisé l'émigration vers le continent européen, comme une forme de pression sur Bruxelles : la tactique a presque toujours réussi, car elle a créé de profondes divisions entre les membres de l'Union, notamment sur le modalités et montant de l'accueil. Certes, les stratèges russes n'ont pas pu échapper à cette possibilité, qui peut devenir une arme dirigée directement contre l'Europe, mais les implications vont au-delà des raisons géopolitiques et dépendent de la guerre elle-même : la responsabilité d'affamer des millions de personnes ne doit pas être sous-estimée par les ennemis de Poutine et la Russie, comme c'est le cas actuellement, avec ce facteur qui semble sous-estimé et auquel on ne donne pas l'importance politique et journalistique nécessaire. L'enjeu est avant tout humanitaire : le blocage des exportations de blé ukrainien entraîne la privation des denrées alimentaires de base dans la plupart des pays pauvres, déclenchant des processus de pénurie alimentaire, pouvant conduire à la malnutrition, avec pour conséquence une aggravation des conditions sanitaires, mais aussi liée à la stabilité politique, dans de nombreux cas déjà précaire dans divers pays pauvres. Comme on peut en déduire, les implications sont si intenses qu'elles ne sont pas moindres que la situation actuelle sur les champs de bataille ukrainiens, avec le grand nombre de morts et de personnes déplacées que l'invasion russe a généré. Ce qui risque de se matérialiser, c'est un nombre de victimes même bien supérieur à ceux du calcul de l'opération militaire spéciale ; dans ce triste décompte doivent, en effet, figurer ceux qui sont morts de pénurie alimentaire, ceux dus aux effets des conditions d'hygiène et de salubrité résultant de la malnutrition, ceux relatifs aux probables soulèvements populaires dus au manque de nourriture et, enfin, les victimes migration causée par l'impossibilité de se nourrir. Par conséquent, si Moscou doit répondre devant les tribunaux internationaux des atrocités commises par ses soldats, elle devra également répondre dans les mêmes bureaux qu'elle a été la cause d'avoir affamé des millions de personnes, avec toutes les conséquences énoncées ci-dessus. Tout en réalisant que les chancelleries mondiales se concentrent sur les crimes sur le territoire ukrainien, la question de la responsabilité d'affamer les pays pauvres ne semble pas être traitée de manière adéquate et avec la juste pertinence. Parallèlement à l'aide militaire nécessaire à Kiev, les pays occidentaux doivent commencer à réfléchir à des stratégies permettant au pays ukrainien d'exporter ce qu'il a réussi à produire et à collecter, en intégrant à l'aide alimentaire les pays qui seront les plus touchés par la famine alimentaire. . : ceci dans le double but d'annuler ou au moins d'atténuer les effets de la stratégie de Poutine, d'éviter les effets négatifs sur les pays européens et de créer les conditions pour lutter efficacement contre la faim dans le monde. Cela servira également à donner une nouvelle image de l'Occident pour contrer les actions russes et chinoises dans les pays africains.

A responsabilidade da Rússia por aumentar a fome no mundo

 Uma das mais importantes repercussões internacionais que ocorrerá com a invasão da Ucrânia consiste no bloqueio da exportação e produção de trigo. Nos países ricos esse fato se traduz em uma contribuição substancial do aumento da inflação, causado pelo aumento das matérias-primas destinadas à indústria alimentícia. O problema é sentido profundamente e os governos dos países industrializados têm margem de manobra para tentar limitar os danos, especialmente para as camadas mais pobres da população. Uma ordem de problemas bem diferente, porém, ocorre para os países pobres ou mesmo para aqueles cuja riqueza nacional foi bastante reduzida pela soma das contingências da pandemia e do tempo de guerra. Vários países africanos, por exemplo, estão ficando sem reservas de grãos e a perspectiva de razões adicionais às já presentes para causar novas fomes está se tornando cada vez mais concreta. Ao invadir o país ucraniano e submeter os portos de Kiev, por onde transitam as exportações de grãos, Moscou está criando as condições para gerar uma crise alimentar global; deve-se lembrar que este fator agrava situações anteriores que já eram difíceis devido à escassez de água e situações políticas altamente instáveis, que de fato não permitem autonomia alimentar para muitos países. É difícil acreditar que esses resultados sejam apenas efeitos colaterais de uma guerra que foi mal pensada e conduzida pior. Parece mais fácil acreditar em um plano político funcional para criar uma situação favorável para o Kremlin em relação à Europa. Putin deve ter se inspirado nos vários ditadores, que usaram a emigração para o continente europeu, como forma de pressão sobre Bruxelas: a tática quase sempre deu certo, porque criou profundas divisões entre os membros da União, especialmente no modalidades e quantidade de recepção. Certamente os estrategistas russos não podem ter escapado a essa possibilidade, que pode se tornar uma arma apontada diretamente para a Europa, mas as implicações vão além das razões geopolíticas e dependem da própria guerra: a responsabilidade de matar milhões de pessoas de fome não deve ser subestimada pelos inimigos do Putin e a Rússia, como está acontecendo atualmente, com esse fator que parece subestimado e ao qual não é dado o devido destaque político e jornalístico. A questão é sobretudo humanitária: o bloqueio das exportações de trigo ucraniano provoca a privação de alimentos básicos na maioria dos países pobres, desencadeando processos de escassez de alimentos, que podem levar à desnutrição, com o consequente agravamento das condições sanitárias, mas também ligado à estabilidade política, em muitos casos já precários em vários países pobres. Como se pode deduzir, as implicações são tão intensas que não são menores do que a situação atual nos campos de batalha ucranianos, com o grande número de mortos e deslocados que a invasão russa gerou. O que provavelmente se materializará é um número de vítimas ainda muito superior ao do cálculo da operação militar especial; nesta triste contagem devem, de fato, ser incluídos aqueles que morreram por falta de alimentos, aqueles devido aos efeitos das condições higiênico-sanitárias decorrentes da desnutrição, aqueles relativos às prováveis ​​revoltas populares por falta de alimentos e, finalmente, as vítimas de migração causada pela impossibilidade de se alimentar. Portanto, se Moscou deve responder aos tribunais internacionais pelas atrocidades cometidas por seus soldados, também terá que responder nos mesmos escritórios que foi a causa de milhões de pessoas passarem fome, com todas as consequências expostas acima. Ao perceber que as chancelarias mundiais estão se concentrando em crimes em território ucraniano, a questão da responsabilidade de passar fome nos países pobres não parece ser tratada adequadamente e com a devida relevância. Paralelamente à necessária ajuda militar a Kiev, os países ocidentais precisam de começar a pensar em estratégias que possam permitir ao país ucraniano exportar o que conseguiu produzir e recolher, integrando com a ajuda alimentar os países que serão mais afetados pela fome alimentar . : isto com o duplo propósito de anular ou pelo menos mitigar os efeitos da estratégia de Putin, evitando os efeitos negativos nos países europeus e criando as condições para combater eficazmente a fome no mundo. Isso também servirá para dar uma nova imagem do Ocidente para combater as ações russas e chinesas nos países africanos.

Ответственность России за рост голода в мире

 Одним из наиболее важных международных последствий вторжения в Украину является блокирование экспорта и производства пшеницы. В богатых странах этот факт выражается в существенном вкладе роста инфляции, вызванного увеличением количества сырья, предназначенного для пищевой промышленности. Проблема остро ощущается, и у правительств промышленно развитых стран есть пространство для маневра, чтобы попытаться ограничить ущерб, особенно для беднейших слоев населения. Однако совсем другой порядок проблем возникает для бедных стран или даже для тех, чье национальное богатство сильно сократилось из-за суммы непредвиденных обстоятельств пандемии и военного времени. В ряде африканских стран, например, заканчиваются запасы зерна, и все более конкретной становится перспектива дополнительных причин к уже имеющимся, чтобы вызвать новый голод. Вторгаясь в Украину и подчиняя порты Киева, через которые транзитом идет экспорт зерна, Москва создает условия для возникновения глобального продовольственного кризиса; следует помнить, что этот фактор усугубляет прежние ситуации, и без того сложные из-за нехватки воды и крайне нестабильной политической ситуации, фактически не допускающей продовольственной автономии для многих стран. Трудно поверить, что эти результаты являются лишь побочными эффектами плохо продуманной и хуже проведенной войны. Кажется, легче поверить в действующий политический план по созданию благоприятной для Кремля ситуации по отношению к Европе. Путин, должно быть, был вдохновлен различными диктаторами, которые использовали эмиграцию на европейский континент как форму давления на Брюссель: эта тактика почти всегда была успешной, потому что она создавала глубокие разногласия между членами Союза, особенно на Способы и объем приема. Конечно, русские стратеги не могли избежать этой возможности, которая может стать оружием, направленным непосредственно против Европы, однако последствия выходят за рамки геополитических причин и зависят от самой войны: ответственность за голодание миллионов людей не должна недооцениваться врагами Путин и Россия, как это происходит сейчас, с этим фактором, который кажется недооцененным и которому не придается должного политического и журналистского освещения. Вопрос прежде всего гуманитарный: блокирование экспорта украинской пшеницы вызывает лишение большинства бедных стран основных продуктов питания, запуская процессы дефицита продовольствия, что может привести к недоеданию, с последующим ухудшением санитарных условий, но также связано с политической стабильностью, во многих случаях уже неустойчивы в различных бедных странах. Как можно сделать вывод, последствия настолько серьезны, что они не меньше, чем текущая ситуация на полях сражений в Украине, с большим количеством погибших и перемещенных лиц, вызванных российским вторжением. То, что, вероятно, материализуется, - это количество жертв даже намного больше, чем у расчета специальной военной операции; в этот печальный подсчет действительно должны быть включены те, кто умер от нехватки продовольствия, те, кто умер от воздействия гигиенических и санитарных условий, вызванных недоеданием, те, кто связан с вероятными народными восстаниями из-за нехватки продовольствия, и, наконец, жертвы миграции, вызванной невозможностью прокормиться. Поэтому, если Москва будет отвечать перед международными судами за зверства, совершенные ее солдатами, ей придется отвечать в тех же ведомствах и за то, что она стала причиной уморения голодом миллионов людей, со всеми изложенными выше последствиями. Понимая, что мировые канцелярии уделяют внимание преступлениям на украинской территории, вопрос ответственности за голодание бедных стран, похоже, не рассматривается адекватно и с должной актуальностью. Параллельно с необходимой военной помощью Киеву, странам Запада нужно начать думать о стратегиях, которые могут позволить украинской стране экспортировать то, что им удалось произвести и собрать, интегрируя с продовольственной помощью страны, которые больше всего пострадают от продовольственного голода. .: это с двойной целью отменить или хотя бы смягчить последствия путинской стратегии, предотвратить негативные последствия для европейских стран и создать условия для эффективной борьбы с голодом в мире. Это также послужит созданию нового имиджа Запада для противодействия действиям России и Китая в африканских странах.

俄羅斯對增加世界飢餓的責任

 入侵烏克蘭將產生的最重要的國際影響之一是阻止小麥的出口和生產。在富裕國家,這一事實轉化為通貨膨脹增加的巨大貢獻,這是由食品工業原材料增加引起的。這個問題已經深切感受到,工業化國家的政府有迴旋餘地來試圖限制損害,特別是對於最貧困的人口群體。然而,對於貧窮國家,甚至那些國民財富因大流行和戰爭時期的突發事件總和而大大減少的國家,出現了截然不同的問題。例如,一些非洲國家的糧食儲備正在耗盡,並且已經存在的導致新飢荒的其他原因的前景變得越來越具體。通過入侵烏克蘭國家並提交糧食出口過境的基輔港口,莫斯科正在為引發全球糧食危機創造條件;應該記住的是,這一因素加劇了以前由於缺水和高度不穩定的政治局勢而已經很困難的局勢,事實上這使得許多國家無法實現糧食自主。很難相信這些結果僅僅是一場經過深思熟慮和進行得更糟的戰爭的副作用。相信一項有效的政治計劃似乎更容易為克里姆林宮創造一個對歐洲有利的局面。普京一定是受到了各個獨裁者的啟發,他們利用移民到歐洲大陸作為對布魯塞爾施壓的一種形式:這種策略幾乎總是成功的,因為它在歐盟成員國之間造成了深刻的分歧,尤其是在歐盟成員國之間。接收方式和數量。俄羅斯戰略家當然無法逃脫這種可能性,它可以成為直接針對歐洲的武器,但其影響超出了地緣政治原因,還取決於戰爭本身:讓數百萬人挨餓的責任不容小覷。正如目前正在發生的那樣,普京和俄羅斯的這一因素似乎被低估了,並且沒有得到必要的政治和新聞關注。這個問題首先是人道主義問題:阻止烏克蘭小麥的出口導致大多數貧窮國家的基本食品被剝奪,引發糧食短缺過程,這可能導致營養不良,從而導致衛生條件惡化,但也與政治穩定有關,在許多情況下,在各個貧窮國家已經岌岌可危。可以推斷,其影響是如此強烈,以至於它們不亞於烏克蘭戰場上的當前局勢,俄羅斯入侵造成的大量死亡和流離失所者。可能會出現的受害者人數甚至遠高於特種軍事行動的計算人數;事實上,在這個可悲的計數中,必須包括因食物短缺而死亡的人、因營養不良而造成的衛生和衛生條件影響的人、與可能因缺乏食物而引起的民眾起義有關的人,最後是受害者由於無法進食而導致的遷移。因此,如果莫斯科要就其士兵所犯的暴行向國際法庭作出回應,它也必須在同一個辦公室中回應它是導致數百萬人挨餓的原因,以及上述所有後果。在意識到世界各國總理正在關注烏克蘭領土上的罪行時,讓貧窮國家挨餓的責任問題似乎沒有得到充分和適當的處理。在向基輔提供必要的軍事援助的同時,西方國家需要開始考慮戰略,使烏克蘭國家能夠出口他們設法生產和收集的東西,將受糧食飢荒影響最嚴重的國家與糧食援助結合起來. :這樣做的雙重目的是取消或至少減輕普京戰略的影響,避免對歐洲國家的負面影響,並為有效對抗世界飢餓創造條件。這也將有助於樹立西方的新形象,以對抗俄羅斯和中國在非洲國家的行動。

世界の飢餓を増大させるためのロシアの責任

 ウクライナの侵略に伴って発生する最も重要な国際的影響の1つは、小麦の輸出と生産の阻止にあります。豊かな国では、この事実は、食品産業向けの原材料の増加によって引き起こされたインフレの増加からの実質的な貢献に変換されます。問題は深く感じられており、先進国の政府は、特に人口の最も貧しい地域のために、被害を制限しようとするための機動の余地があります。しかし、非常に異なる順序の問題は、貧しい国々、あるいはパンデミックと戦争の時期の合計のために国富が大幅に減少した国々でさえ発生します。たとえば、いくつかのアフリカ諸国は穀物の備蓄を使い果たしており、新たな飢饉を引き起こすためにすでに存在する追加の理由の見通しはますます具体的になっています。ウクライナの国に侵入し、穀物の輸出が通過するキーウの港を提出することにより、モスクワは世界的な食糧危機を引き起こすための条件を作り出しています。この要因は、水不足と非常に不安定な政治状況のためにすでに困難であった以前の状況を悪化させ、実際には多くの国で食糧の自治を許可していないことを覚えておく必要があります。これらの結果が、ひどく考えられて悪化した戦争の単なる副作用であるとは信じがたい。クレムリンがヨーロッパに有利な状況を作り出すための機能的な政治計画を信じるのは簡単なようです。プーチンは、ブリュッセルへの圧力の形として、ヨーロッパ大陸への移民を利用したさまざまな独裁者に触発されたに違いありません。この戦術は、連合のメンバー間で、特にモダリティと受信量。確かに、ロシアの戦略家はこの可能性を逃れることはできず、それはヨーロッパに直接向けられた武器になる可能性がありますが、その影響は地政学的な理由を超えており、戦争自体に依存しています:何百万もの人々を飢えさせる責任は、プーチンとロシアは、現在起こっているように、過小評価されているように見え、必要な政治的およびジャーナリズムの卓越性を与えられていないこの要因を持っています。問題は何よりも人道的です。ウクライナの小麦の輸出を阻止すると、ほとんどの貧しい国で基本的な食料が奪われ、栄養失調につながる可能性のある食糧不足のプロセスが引き起こされ、結果として衛生状態が悪化しますが、政治的安定にもつながります。多くの場合、さまざまな貧しい国々ですでに不安定です。推測できるように、その影響は非常に強いため、ロシアの侵略によって多数の死者と避難民が発生したウクライナの戦場の現在の状況と同じくらいです。実現する可能性が高いのは、特別軍事作戦の計算よりもはるかに多い犠牲者の数です。この悲しい数には、実際、食糧不足で亡くなった人々、栄養失調に起因する衛生的および衛生的条件の影響による人々、食糧不足による人気のある蜂起の可能性に関連する人々、そして最後に犠牲者を含める必要があります。餌を与えることができないことによって引き起こされる移動の。したがって、モスクワがその兵士によって犯された残虐行為について国際裁判所に答えるのであれば、それが何百万人もの人々を飢えさせた原因であると同じ事務所で答えなければならず、上記のすべての結果があります。世界の首相がウクライナの領土での犯罪に焦点を合わせていることを認識している間、貧しい国を飢えさせる責任の問題は適切にそして適切な関連性で扱われていないようです。キエフへの必要な軍事援助と並行して、西側諸国は、食糧飢饉の影響を最も受ける国を食糧援助と統合し、ウクライナの国が生産および収集したものを輸出できるようにする戦略について考え始める必要があります。 。:これは、プーチンの戦略の影響をキャンセルまたは少なくとも軽減し、ヨーロッパ諸国への悪影響を回避し、世界の飢餓と効果的に戦うための条件を作り出すという二重の目的を持っています。これはまた、アフリカ諸国でのロシアと中国の行動に対抗するための西側の新しいイメージを与えるのに役立つでしょう。

مسؤولية روسيا عن زيادة الجوع في العالم

 تتمثل إحدى أهم التداعيات الدولية التي ستحدث مع غزو أوكرانيا في منع تصدير القمح وإنتاجه. تُترجم هذه الحقيقة في البلدان الغنية إلى مساهمة كبيرة من الزيادة في التضخم الناجم عن زيادة المواد الخام المخصصة لصناعة الأغذية. المشكلة محسوسة بعمق ولدى حكومات الدول الصناعية مجال للمناورة لمحاولة الحد من الضرر ، خاصة بالنسبة للفئات الأكثر فقراً من السكان. ومع ذلك ، فإن هناك ترتيبًا مختلفًا تمامًا من المشاكل يحدث بالنسبة للبلدان الفقيرة أو حتى بالنسبة لأولئك الذين تقلصت ثرواتهم الوطنية بشكل كبير بسبب مجموع حالات الطوارئ للوباء ووقت الحرب. العديد من البلدان الأفريقية ، على سبيل المثال ، تنفد من احتياطيات الحبوب ، وأصبح احتمال وجود أسباب إضافية للتسبب في مجاعات جديدة أكثر وأكثر واقعية. من خلال غزو الدولة الأوكرانية وإخضاع موانئ كييف ، التي تمر عبرها صادرات الحبوب ، تخلق موسكو الظروف المؤدية إلى حدوث أزمة غذاء عالمية ؛ يجب أن نتذكر أن هذا العامل يؤدي إلى تفاقم المواقف السابقة التي كانت صعبة بالفعل بسبب نقص المياه والأوضاع السياسية غير المستقرة للغاية ، والتي في الواقع لا تسمح بالاستقلالية الغذائية للعديد من البلدان. من الصعب تصديق أن هذه النتائج هي مجرد آثار جانبية لحرب تم التفكير فيها بشكل سيئ وسارها بشكل أسوأ. يبدو أنه من الأسهل الإيمان بخطة سياسية وظيفية لخلق وضع ملائم للكرملين تجاه أوروبا. يجب أن يكون بوتين مستوحى من مختلف الديكتاتوريين ، الذين استخدموا الهجرة إلى القارة الأوروبية ، كشكل من أشكال الضغط على بروكسل: لقد كان هذا التكتيك ناجحًا دائمًا تقريبًا ، لأنه أحدث انقسامات عميقة بين أعضاء الاتحاد ، لا سيما فيما يتعلق طرائق ومقدار الاستقبال. من المؤكد أن الاستراتيجيين الروس لا يمكن أن يفلتوا من هذا الاحتمال ، الذي يمكن أن يصبح سلاحًا موجهًا بشكل مباشر إلى أوروبا ، ولكن الآثار تتجاوز الأسباب الجيوسياسية وتتوقف على الحرب نفسها: يجب ألا يستخف أعداء الجوع بمسؤولية تجويع الملايين من الناس. بوتين وروسيا ، كما يحدث حاليًا ، مع هذا العامل الذي يبدو أنه لا يستهان به والذي لا يُعطى الأهمية السياسية والصحفية اللازمة. المسألة إنسانية قبل كل شيء: منع تصدير القمح الأوكراني يتسبب في الحرمان من المواد الغذائية الأساسية في معظم البلدان الفقيرة ، مما يؤدي إلى ندرة الغذاء ، والتي يمكن أن تؤدي إلى سوء التغذية ، مع ما يترتب على ذلك من تدهور الظروف الصحية ، ولكنها مرتبطة أيضًا بالاستقرار السياسي ، في كثير من الحالات غير مستقرة بالفعل في مختلف البلدان الفقيرة. كما يمكن استنتاجه ، فإن التداعيات شديدة لدرجة أنها لا تقل عن الوضع الحالي في ساحات القتال الأوكرانية ، مع العدد الكبير من القتلى والمشردين الذين نتج عن الغزو الروسي. ما يحتمل أن يتحقق هو عدد الضحايا أكبر بكثير من عدد الضحايا في حسابات العملية العسكرية الخاصة ؛ في هذا الإحصاء المحزن ، يجب ، في الواقع ، تضمين أولئك الذين ماتوا بسبب نقص الغذاء ، وأولئك بسبب آثار الظروف الصحية والصحية الناتجة عن سوء التغذية ، وتلك المتعلقة بالانتفاضات الشعبية المحتملة بسبب نقص الغذاء ، وأخيرًا الضحايا. الهجرة الناجمة عن استحالة إطعام. لذلك ، إذا أرادت موسكو الرد أمام المحاكم الدولية على الفظائع التي ارتكبها جنودها ، فسيتعين عليها أيضًا أن تجيب في نفس المكاتب بأنها كانت سبب تجويع الملايين من الناس ، مع كل العواقب المذكورة أعلاه. بينما ندرك أن مستشاري العالم يركزون على الجرائم المرتكبة على الأراضي الأوكرانية ، لا يبدو أن مسألة المسؤولية عن تجويع البلدان الفقيرة تعالج على النحو الملائم وبالأهمية الصحيحة. بالتوازي مع المساعدات العسكرية اللازمة لكييف ، تحتاج الدول الغربية إلى البدء في التفكير في الاستراتيجيات التي يمكن أن تسمح للبلد الأوكراني بتصدير ما تمكنت من إنتاجه وجمعه ، مع التكامل مع المساعدات الغذائية البلدان الأكثر تضررًا من المجاعة الغذائية .: هذا لغرض مزدوج هو إلغاء أو على الأقل التخفيف من آثار استراتيجية بوتين ، وتجنب الآثار السلبية على الدول الأوروبية وتهيئة الظروف لمكافحة الجوع بشكل فعال في العالم. وسيعمل هذا أيضًا على إعطاء صورة جديدة للغرب لمواجهة الإجراءات الروسية والصينية في البلدان الأفريقية.

giovedì 5 maggio 2022

Si complica la situazione diplomatica russa

 La dichiarazione del ministro della difesa russo, relativa al contrasto del trasporto delle armi a favore dell’Ucraina, rischia di essere un ulteriore elemento in grado di elevare la tensione tra Mosca e Bruxelles. Il massimo esponente del dicastero della difesa di Mosca ha espressamente dichiarato che ogni mezzo dell’Alleanza Atlantica che trasporterà armi e munizioni per l’esercito ucraino, sarà distrutto; i convogli che arriveranno nel paese ucraino trasportando armamenti saranno considerati obiettivi legittimi. Queste affermazioni, pur non rappresentando una novità, perché alcuni convogli sarebbero già stati colpiti, sono molto gravi perché rivolte direttamente all’Alleanza Atlantica, che non può reagire passivamente alla minaccia di essere diventata un bersaglio esplicito. Per il momento siamo ancora alla fase delle minacce, che, in un certo senso, è una situazione politica, seppure al limite; molto diverso potrebbe essere il caso di un convoglio dell’Alleanza Atlantica colpito dai russi, soprattutto dopo queste minacce. Certamente non è da prefigurare una rinuncia di Bruxelles alle forniture di armi a Kiev, anche in ragione dei sostanziosi stanziamenti già previsti da Biden ed, insieme, non si può certo pensare ad eventuali rappresaglie, nel caso un convoglio venga colpito. Con la situazione attuale l’eventuale rappresaglia sarebbe demandata allo stesso esercito ucraino e non eseguita direttamente dalle forze dell’Alleanza Atlantica, tuttavia è facile individuare, da parte di Mosca, occasioni per minacciare membri della NATO, che confinano con l’Ucraina ed aumentare le possibilità di uno scontro capace di scatenare il terzo conflitto mondiale. Mosca, peraltro, ha già più volte minacciato Polonia, Romania, Bulgaria ed i paesi baltici perché ospitano basi militari americane e la ricerca strumentale di un incidente sarebbe una mossa funzionale per proclamarsi paese aggredito. Nel frattempo Helsinki ha nuovamente denunciato un episodio di sconfinamento di un velivolo militare russo, che si è addentrato nel territorio finlandese per almeno cinque chilometri; questa violazione del confine, rappresenta il secondo episodio in poco meno di un mese e mira a minacciare lo stato nordico per la sua volontà di abbandonare il suo status di paese neutrale per entrare nell’Alleanza Atlantica. Come si vede, anche su questo fronte Mosca è sempre vicino a creare un incidente in grado di fare precipitare lo stato attuale delle cose verso conseguenze ancora più gravi. La tattica russa, probabilmente rientra in un tentativo di logoramento, che pare un calcolo sbagliato, come quello che la NATO e l’Unione Europea si sarebbero divise e che ha portato il paese russo a diventare una sorta di paria internazionale.  Dal punto di vista diplomatico si moltiplicano le azioni e le dichiarazioni contro l’aggressione di Mosca: il primo ministro portoghese, annunciando una sua visita a Kiev, ha richiesto una maggiore capacità di reazione all’Unione Europea, soprattutto sul tema delle emergenze che riguardano il popolo ucraino, ma anche per il sostegno finanziario e militare, anche in maniera indipendente dal processo di adesione all’Unione. Durante la visita del primo ministro giapponese a Roma, Giappone ed Italia hanno ribadito la necessità della difesa dell’ordine mondiale, basato sulle regole del diritto internazionale, una implicita condanna per Mosca, ma anche un avvertimento per la Cina, perché le regole internazionali devono valere anche per le questioni marittime, alle quali Tokyo è particolarmente sensibile per le violazioni di Pechino nel mare limitrofo. Il timore del Giappone e di altri soggetti internazionali, è che la violazione del diritto internazionale perpetrata dalla Russia, costituisca un esempio per risolvere altre questioni internazionali con l’utilizzo del mezzo militare, anziché con la diplomazia. Mosca ha violato una consuetudine che potrebbe essere ancora infranta con modalità analoghe ed è un compito della comunità internazionale impegnarsi affinché ciò non si ripeta; questo tema sarà centrale per molto tempo e dovrà riguardare anche una necessaria revisione del funzionamento delle Nazioni Unite, troppo condizionate dai veti dei membri permanenti; un analogo problema che riguarda l’Unione Europea vincolata alla regola dell’unanimità nelle decisioni dei provvedimenti. Il tema delle decisioni degli organismi sovranazionali diventa sempre più centrale nel contrasto di azioni di paesi dove la democrazia è poca o nulla e l’autoritarismo ha il vantaggio della velocità delle decisioni.

The Russian diplomatic situation is complicated

 The statement by the Russian defense minister, relating to the fight against the transport of weapons in favor of Ukraine, risks being a further element capable of raising the tension between Moscow and Brussels. The leading exponent of the defense department of Moscow has expressly declared that any means of the Atlantic Alliance that will transport weapons and ammunition for the Ukrainian army will be destroyed; convoys arriving in the Ukrainian country carrying armaments will be considered legitimate targets. These statements, although not new, because some convoys have already been hit, are very serious because they are addressed directly to the Atlantic Alliance, which cannot react passively to the threat of having become an explicit target. For the moment we are still at the stage of threats, which, in a certain sense, is a political situation, albeit at the limit; very different could be the case of an Atlantic Alliance convoy hit by the Russians, especially after these threats. Certainly it is not to be anticipated that Brussels will renounce arms supplies to Kiev, also due to the substantial allocations already foreseen by Biden and, at the same time, it is certainly not possible to think of possible reprisals, in case a convoy is hit. With the current situation, any retaliation would be entrusted to the Ukrainian army itself and not carried out directly by the forces of the Atlantic Alliance, however it is easy to identify opportunities for Moscow to threaten NATO members, which border on Ukraine and increase the possibilities of a clash capable of triggering the third world conflict. Moreover, Moscow has already repeatedly threatened Poland, Romania, Bulgaria and the Baltic countries because they host American military bases and the instrumental search for an accident would be a functional move to proclaim itself an attacked country. In the meantime, Helsinki has again reported an incident involving the trespassing of a Russian military aircraft, which entered the Finnish territory for at least five kilometers; this border breach represents the second episode in just under a month and aims to threaten the Nordic state for its willingness to abandon its status as a neutral country to join the Atlantic Alliance. As we can see, even on this front Moscow is always close to creating an accident capable of precipitating the current state of things towards even more serious consequences. The Russian tactic is probably part of an attempt at attrition, which seems to be a wrong calculation, such as the one that NATO and the European Union would have split up and which has led the Russian country to become a sort of international pariah. From a diplomatic point of view, the actions and declarations against the aggression of Moscow are multiplying: the Portuguese Prime Minister, announcing his visit to Kiev, requested a greater capacity to react to the European Union, especially on the issue of emergencies concerning the Ukrainian people, but also for financial and military support, even independently of the Union accession process. During the visit of the Japanese Prime Minister to Rome, Japan and Italy reiterated the need for the defense of the world order, based on the rules of international law, an implicit condemnation for Moscow, but also a warning for China, because international rules must also apply to maritime issues, to which Tokyo is particularly sensitive due to Beijing's violations in the neighboring sea. The fear of Japan and other international subjects is that the violation of international law perpetrated by Russia will set an example for resolving other international issues with the use of military means, rather than with diplomacy. Moscow has violated a custom that could still be broken in similar ways and it is the duty of the international community to work to ensure that this does not happen again; this theme will be central for a long time and must also concern a necessary revision of the functioning of the United Nations, too conditioned by the vetoes of permanent members; a similar problem that concerns the European Union bound by the unanimity rule in the decisions of the measures. The issue of the decisions of supranational bodies becomes increasingly central in the contrast between the actions of countries where democracy is little or no and authoritarianism has the advantage of the speed of decisions.

La situación diplomática rusa es complicada

 La declaración del ministro de Defensa ruso, relativa a la lucha contra el transporte de armas a favor de Ucrania, corre el riesgo de ser un elemento más capaz de aumentar la tensión entre Moscú y Bruselas. El máximo exponente del departamento de defensa de Moscú ha declarado expresamente que se destruirá cualquier medio de la Alianza Atlántica que transporte armas y municiones para el ejército ucraniano; los convoyes que lleguen al país ucraniano con armamento serán considerados objetivos legítimos. Estas declaraciones, si bien no son nuevas, porque ya han sido atacados algunos convoyes, son muy graves porque van dirigidas directamente a la Alianza Atlántica, que no puede reaccionar pasivamente ante la amenaza de haberse convertido en un objetivo explícito. Por el momento nos encontramos todavía en la etapa de las amenazas, que en cierto sentido es una situación política, aunque al límite; muy diferente podría ser el caso de un convoy de la Alianza Atlántica golpeado por los rusos, especialmente después de estas amenazas. Ciertamente, no es de esperar que Bruselas renuncie al suministro de armas a Kiev, también debido a las importantes asignaciones ya previstas por Biden y, al mismo tiempo, ciertamente no es posible pensar en posibles represalias, en caso de que un convoy sea atacado. . Con la situación actual, cualquier represalia estaría encomendada al propio ejército ucraniano y no llevada a cabo directamente por las fuerzas de la Alianza Atlántica, sin embargo es fácil identificar oportunidades para que Moscú amenace a los miembros de la OTAN, que limitan con Ucrania y aumentan las posibilidades. de un choque capaz de desencadenar el conflicto del tercer mundo. Además, Moscú ya ha amenazado repetidamente a Polonia, Rumanía, Bulgaria y los países bálticos porque albergan bases militares estadounidenses y la búsqueda instrumental de un accidente sería un movimiento funcional para proclamarse país agredido. Mientras tanto, Helsinki ha informado nuevamente de un incidente relacionado con la entrada ilegal de un avión militar ruso, que ingresó al territorio finlandés durante al menos cinco kilómetros; esta brecha fronteriza representa el segundo episodio en poco menos de un mes y pretende amenazar al estado nórdico por su voluntad de abandonar su condición de país neutral para unirse a la Alianza Atlántica. Como podemos ver, incluso en este frente, Moscú siempre está cerca de crear un accidente capaz de precipitar el estado actual de las cosas hacia consecuencias aún más graves. La táctica rusa probablemente sea parte de un intento de desgaste, que parece un cálculo erróneo, como el que habría escindido la OTAN y la Unión Europea y que ha llevado al país ruso a convertirse en una especie de paria internacional. Desde el punto de vista diplomático, las acciones y declaraciones contra la agresión de Moscú se multiplican: el primer ministro portugués, al anunciar su visita a Kiev, solicitó una mayor capacidad de reacción a la Unión Europea, especialmente en el tema de las emergencias relativas a Ucrania. personas, sino también de apoyo financiero y militar, incluso independientemente del proceso de adhesión a la Unión. Durante la visita del Primer Ministro japonés a Roma, Japón e Italia reiteraron la necesidad de la defensa del orden mundial, basado en las reglas del derecho internacional, una condena implícita para Moscú, pero también una advertencia para China, porque las reglas internacionales deben también se aplican a cuestiones marítimas, a las que Tokio es particularmente sensible debido a las violaciones de Beijing en el mar vecino. El temor de Japón y otros sujetos internacionales es que la violación del derecho internacional perpetrada por Rusia sirva de ejemplo para resolver otros problemas internacionales con el uso de medios militares, en lugar de con la diplomacia. Moscú ha violado una costumbre que aún podría romperse de manera similar y es deber de la comunidad internacional trabajar para que esto no vuelva a suceder; este tema será central durante mucho tiempo y debe referirse también a una necesaria revisión del funcionamiento de las Naciones Unidas, demasiado condicionado por los vetos de los miembros permanentes; un problema similar que atañe a la Unión Europea obligada por la regla de la unanimidad en las decisiones de las medidas. El tema de las decisiones de los órganos supranacionales se vuelve cada vez más central en el contraste entre el accionar de países donde la democracia es escasa o nula y el autoritarismo tiene la ventaja de la rapidez de las decisiones.

La situation diplomatique russe est compliquée

 La déclaration du ministre russe de la Défense, relative à la lutte contre les transports d'armes en faveur de l'Ukraine, risque d'être un élément supplémentaire susceptible de faire monter la tension entre Moscou et Bruxelles. Le chef de file du département de la défense de Moscou a expressément déclaré que tout moyen de l'Alliance atlantique qui transportera des armes et des munitions pour l'armée ukrainienne sera détruit ; les convois arrivant dans le pays ukrainien transportant des armements seront considérés comme des cibles légitimes. Ces déclarations, bien qu'elles ne soient pas nouvelles, car certains convois ont déjà été touchés, sont très graves car elles s'adressent directement à l'Alliance atlantique, qui ne peut réagir passivement à la menace d'être devenue une cible explicite. Pour l'instant nous en sommes encore au stade des menaces, ce qui, en un certain sens, est une situation politique, bien qu'à la limite ; tout autre pourrait être le cas d'un convoi de l'Alliance atlantique touché par les Russes, surtout après ces menaces. Il ne faut certainement pas s'attendre à ce que Bruxelles renonce aux livraisons d'armes à Kiev, également en raison des allocations substantielles déjà prévues par Biden et, en même temps, il n'est certainement pas possible de penser à d'éventuelles représailles, au cas où un convoi serait touché . Avec la situation actuelle, toute riposte serait confiée à l'armée ukrainienne elle-même et non menée directement par les forces de l'Alliance atlantique, cependant il est facile d'identifier des opportunités pour Moscou de menacer les membres de l'OTAN, qui bordent l'Ukraine et augmentent les possibilités d'un affrontement susceptible de déclencher le conflit du tiers monde. De plus, Moscou a déjà menacé à plusieurs reprises la Pologne, la Roumanie, la Bulgarie et les pays baltes parce qu'ils hébergent des bases militaires américaines et que la recherche instrumentale d'un accident serait une manœuvre fonctionnelle pour se proclamer pays attaqué. Entre-temps, Helsinki a de nouveau signalé un incident impliquant l'intrusion d'un avion militaire russe, qui est entré sur le territoire finlandais sur au moins cinq kilomètres ; cette brèche frontalière représente le deuxième épisode en un peu moins d'un mois et vise à menacer l'État nordique pour sa volonté d'abandonner son statut de pays neutre pour rejoindre l'Alliance atlantique. On le voit, même sur ce front, Moscou est toujours proche de créer un accident capable de précipiter l'état actuel des choses vers des conséquences encore plus graves. La tactique russe fait probablement partie d'une tentative d'attrition, qui semble être un mauvais calcul, comme celui que l'OTAN et l'Union européenne auraient divisé et qui a conduit le pays russe à devenir une sorte de paria international. D'un point de vue diplomatique, les actions et déclarations contre l'agression de Moscou se multiplient : le Premier ministre portugais, annonçant sa visite à Kiev, a demandé une plus grande capacité de réaction à l'Union européenne, notamment sur la question des urgences concernant l'Ukraine personnes, mais aussi pour un soutien financier et militaire, même indépendamment du processus d'adhésion à l'Union. Lors de la visite du Premier ministre japonais à Rome, le Japon et l'Italie ont réitéré la nécessité de la défense de l'ordre mondial, fondé sur les règles du droit international, une condamnation implicite pour Moscou, mais aussi un avertissement pour la Chine, car les règles internationales doivent s'appliquent également aux questions maritimes, auxquelles Tokyo est particulièrement sensible en raison des violations de Pékin dans la mer voisine. La crainte du Japon et d'autres sujets internationaux est que la violation du droit international perpétrée par la Russie donne l'exemple pour résoudre d'autres problèmes internationaux par l'utilisation de moyens militaires plutôt que par la diplomatie. Moscou a violé une coutume qui pourrait encore être enfreinte de manière similaire et il est du devoir de la communauté internationale de veiller à ce que cela ne se reproduise plus ; ce thème sera longtemps central et doit aussi concerner une nécessaire révision du fonctionnement des Nations Unies, trop conditionné par les veto des membres permanents ; un problème similaire qui concerne l'Union européenne liée par la règle de l'unanimité dans les décisions des mesures. La question des décisions des instances supranationales devient de plus en plus centrale dans le contraste entre les actions des pays où la démocratie est peu ou pas démocratique et l'autoritarisme qui a l'avantage de la rapidité des décisions.

Die diplomatische Situation Russlands ist kompliziert

 Die Erklärung des russischen Verteidigungsministers zum Kampf gegen Waffentransporte zugunsten der Ukraine könnte ein weiteres Element sein, das die Spannungen zwischen Moskau und Brüssel verschärfen könnte. Der führende Vertreter des Verteidigungsministeriums von Moskau hat ausdrücklich erklärt, dass alle Mittel der Atlantischen Allianz, die Waffen und Munition für die ukrainische Armee transportieren werden, zerstört werden; Konvois, die mit Waffen im ukrainischen Land ankommen, werden als legitime Ziele betrachtet. Diese Äußerungen sind zwar nicht neu, da bereits einige Konvois getroffen wurden, aber sehr ernst, da sie sich direkt an die Atlantische Allianz richten, die nicht passiv auf die Drohung reagieren kann, ein explizites Ziel geworden zu sein. Im Moment befinden wir uns noch im Stadium der Bedrohung, das in gewissem Sinne eine politische Situation ist, wenn auch an der Grenze; Ganz anders könnte der Fall eines von den Russen getroffenen Konvois der Atlantischen Allianz sein, insbesondere nach diesen Drohungen. Sicherlich ist nicht zu erwarten, dass Brüssel auf Waffenlieferungen nach Kiew verzichtet, auch aufgrund der bereits von Biden vorgesehenen erheblichen Zuteilungen, und gleichzeitig ist sicherlich nicht an mögliche Repressalien zu denken, falls ein Konvoi getroffen wird . In der gegenwärtigen Situation würde jede Vergeltung der ukrainischen Armee selbst anvertraut und nicht direkt von den Streitkräften der Atlantischen Allianz durchgeführt, es ist jedoch leicht, Möglichkeiten für Moskau zu erkennen, NATO-Mitglieder zu bedrohen, die an die Ukraine grenzen, und die Möglichkeiten zu erhöhen eines Zusammenstoßes, der den Dritte-Welt-Konflikt auslösen könnte. Darüber hinaus hat Moskau bereits wiederholt Polen, Rumänien, Bulgarien und die baltischen Staaten bedroht, weil sie amerikanische Militärstützpunkte beherbergen und die instrumentelle Suche nach einem Unfall ein funktionaler Schritt wäre, um sich selbst als angegriffenes Land zu erklären. In der Zwischenzeit hat Helsinki erneut einen Vorfall gemeldet, bei dem es um das unbefugte Eindringen eines russischen Militärflugzeugs ging, das mindestens fünf Kilometer in finnisches Hoheitsgebiet eindrang; Dieser Grenzbruch stellt die zweite Episode in knapp einem Monat dar und zielt darauf ab, den nordischen Staat wegen seiner Bereitschaft zu bedrohen, seinen Status als neutrales Land aufzugeben, um dem Atlantischen Bündnis beizutreten. Wie wir sehen können, ist Moskau auch an dieser Front immer nahe daran, einen Unfall zu verursachen, der den gegenwärtigen Stand der Dinge zu noch schwerwiegenderen Folgen führen könnte. Die russische Taktik ist wahrscheinlich Teil eines Zermürbungsversuchs, der eine falsche Berechnung zu sein scheint, wie die, dass die NATO und die Europäische Union sich aufgespalten hätten und die dazu geführt hat, dass das russische Land zu einer Art internationaler Paria geworden ist. Aus diplomatischer Sicht vervielfachen sich die Aktionen und Erklärungen gegen die Aggression Moskaus: Der portugiesische Ministerpräsident forderte bei der Ankündigung seines Besuchs in Kiew eine größere Reaktionsfähigkeit gegenüber der Europäischen Union, insbesondere in der Frage der Notfälle in Bezug auf den Ukrainer Menschen, sondern auch für finanzielle und militärische Unterstützung, auch unabhängig vom Unionsbeitrittsprozess. Während des Besuchs des japanischen Premierministers in Rom bekräftigten Japan und Italien die Notwendigkeit der Verteidigung der Weltordnung auf der Grundlage der Regeln des Völkerrechts, eine implizite Verurteilung für Moskau, aber auch eine Warnung für China, weil internationale Regeln dies tun müssen gelten auch für maritime Angelegenheiten, für die Tokio aufgrund der Verstöße Pekings im Nachbarmeer besonders sensibel ist. Die Befürchtung Japans und anderer internationaler Untertanen ist, dass die von Russland begangene Verletzung des Völkerrechts ein Beispiel dafür geben wird, andere internationale Probleme mit militärischen Mitteln und nicht mit Diplomatie zu lösen. Moskau hat gegen eine Sitte verstoßen, die auf ähnliche Weise noch gebrochen werden könnte, und es ist die Pflicht der internationalen Gemeinschaft, dafür zu sorgen, dass dies nicht wieder vorkommt; dieses Thema wird noch lange im Mittelpunkt stehen und muss auch eine notwendige Überarbeitung der Funktionsweise der Vereinten Nationen betreffen, die zu sehr durch das Veto der ständigen Mitglieder bedingt ist; ein ähnliches Problem, das die an die Einstimmigkeitsregel gebundene Europäische Union bei den Entscheidungen der Maßnahmen betrifft. Die Frage der Entscheidungen supranationaler Gremien wird immer zentraler im Gegensatz zwischen dem Handeln von Ländern, in denen die Demokratie wenig oder gar nicht vorhanden ist und der Autoritarismus den Vorteil der Entscheidungsgeschwindigkeit hat.