Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

giovedì 30 giugno 2022

L'Alleanza Atlantica avverte la Russia e la Cina circa la tutela dei propri interessi

 L’incontro di Madrid dell’Alleanza Atlantica ha sancito il cambio di impostazione e finalità dell’organizzazione di Bruxelles, ma ha, soprattutto, permesso di registrare una nuova vitalità dettata dalle contingenze del momento, che vengono assunte come scenario di lungo periodo e di difficile soluzione, per il quale occorre una presa d’atto ufficiale, che obbliga a decisioni pratiche per contrastare gli avversari. Una delle maggiori novità è l’abbandono della neutralità da parte di Svezia e Finlandia per entrare nell’Alleanza Atlantica, appianate le divergenze con la Turchia, con una tempistica piuttosto rapida se messa in relazione ai comportamenti di Erdogan, che consente un allargamento notevole dell’area delle potenziali operazioni, dove è molto rilevante la frontiera che il paese finlandese divide con la Russia, ormai accerchiata ad ovest dei suoi confini. L’importanza del ruolo, involontario, di Mosca come propulsore allo slancio dell’Alleanza Atlantica, ha consentito una presa d’atto forte sulla necessità della tutela dei confini e della conseguente integrità territoriale, nonché della sovranità dei singoli stati che appartengono all’Alleanza. Sebbene la Russia rappresenti l’emergenza più attuale, che obbliga a considerare la crisi presente come la peggiore dalla fine del secondo conflitto mondiale e, che di conseguenza rende necessario un riarmo massiccio e, probabilmente, una grande mobilitazione di militare, la visione dell’Alleanza Atlantica deve essere per forza di cose, ben più ampia. Lo scenario mondiale generale, aldilà di quello europeo, acuisce la concorrenza strategica nel contesto globale e le sfide, presenti e future sull’economia diventeranno sempre più esasperate, ma non solo: la multipolarità della scena diplomatica comprende notevoli rischi per gli assetti geopolitici, la presenza delle emergenze terroristiche e la proliferazione nucleare, costituiscono minacce sempre più concrete a cui rispondere. Se la Russia è il presente più urgente, non viene tralasciato il rapporto con la Cina, con cui necessita di trovare un dialogo per non fare finire il rapporto come con il Cremlino; tuttavia viene riconosciuto che Pechino utilizza metodi violenti e coercitivi per conseguire risultati, al suo interno, in aperto contrasto con i valori occidentali, mentre verso l’esterno utilizza, in analogia con la Russia, sistemi per influenzare i paesi occidentali ed insiste per esportare la propria influenza politica ed economica verso gli stati poveri; mentre sul tema della vicinanza con Mosca rappresenta un oggettivo pericolo per l’occidente sul quale deve essere avvisata sulle relative possibili conseguneze. Il problema dei rapporti con gli stati autoritari accompagnerà senz’altro il futuro, con temi di difficile soluzione, come la proliferazione degli armamenti, non solo quelli nucleari, ma anche quelli chimici e batteriologici ed anche le conseguenze del riscaldamento climatico: se le intenzioni sono quelle di usare la diplomazia, occorre prevedere situazioni di confronto in cui sono necessarie prese di posizione molto dure e che possano comprendere anche il potenziale uso della forza. Anche l’Africa, però rappresenta un’emergenza, perché subisce condizioni favorevoli allo sviluppo dell’estremismo che prospera grazie alle carestie ed alla crisi alimentari ed umanitarie, inoltre investire nel continente nero significa fermare l’espansione e l’ambizione proprio di Cina e Russia, che stanno progressivamente occupando gli spazi vuoti lasciati dagli occidentali. Le conclusioni del vertice riguardano la fine del progetto di instaurare rapporti amichevoli con gli eredi dei sovietici, come enunciato nel 2010 a Lisbona, l’Alleanza Atlantica diventa pienamente consapevole che attualmente Mosca agisce in maniera diretta per alterare la stabilità dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica, con modalità, anche subdole, che vanno dalla ricerca dell’instaurazione di sfere di controllo mediante aggressione, annessione e sovversione, con mezzi di guerra convenzionale, per ora, ma anche informatici. La retorica del Cremlino, che infrange in modo sistematico le regole di convivenza internazionale, non può che essere un ostacolo per qualsiasi rapporto con la Russia e la dichiarazione di disponibilità a mantenere aperti i canali di comunicazione, appare come una dichiarazione non programmatica e sostanziale, ma soltanto una formalità dovuta alla necessità diplomatica.

The Atlantic Alliance warns Russia and China about protecting their interests

 The Madrid meeting of the Atlantic Alliance sanctioned the change of setting and purpose of the Brussels organization, but above all, it allowed for a new vitality dictated by the contingencies of the moment, which are assumed as a long-term and difficult solution, for which an official acknowledgment is required, which requires practical decisions to counter the opponents. One of the major novelties is the abandonment of neutrality by Sweden and Finland to join the Atlantic Alliance, the differences with Turkey have been resolved, with a rather rapid timing if related to the behavior of Erdogan, which allows a significant enlargement of the 'area of ​​potential operations, where the border that the Finnish country shares with Russia, now encircled to the west of its borders, is very relevant. The importance of the involuntary role of Moscow as a propeller for the momentum of the Atlantic Alliance, has allowed a strong acknowledgment of the need for the protection of borders and the consequent territorial integrity, as well as the sovereignty of the individual states that belong to the Alliance. . Although Russia represents the most current emergency, which obliges us to consider the present crisis as the worst since the end of the Second World War and which consequently requires a massive rearmament and, probably, a great military mobilization, the vision of The Atlantic Alliance must necessarily be much broader. The general world scenario, beyond the European one, sharpens strategic competition in the global context and the present and future challenges on the economy will become increasingly exasperated, but not only: the multipolarity of the diplomatic scene includes considerable risks for the geopolitical assets, the presence of terrorist emergencies and nuclear proliferation are increasingly concrete threats to respond to. If Russia is the most urgent present, the relationship with China is not neglected, with which it needs to find a dialogue in order not to end the relationship as with the Kremlin; however it is recognized that Beijing uses violent and coercive methods to achieve results, internally, in open contrast to Western values, while externally it uses, in analogy with Russia, systems to influence Western countries and insists on exporting the its political and economic influence towards poor states; while on the issue of proximity to Moscow it represents an objective danger for the West on which it must be warned of its possible consequences. The problem of relations with authoritarian states will undoubtedly accompany the future, with issues that are difficult to solve, such as the proliferation of weapons, not only nuclear weapons, but also chemical and bacteriological ones and also the consequences of global warming: if the intentions are those of using diplomacy, it is necessary to foresee situations of confrontation in which very tough positions are required and which may also include the potential use of force. Africa too, however, represents an emergency, because it undergoes favorable conditions for the development of extremism that thrives thanks to famines and the food and humanitarian crises, furthermore investing in the black continent means stopping the expansion and ambition of China and Russia, which are progressively filling the empty spaces left by Westerners. The conclusions of the summit concern the end of the project to establish friendly relations with the heirs of the Soviets, as stated in 2010 in Lisbon, the Atlantic Alliance becomes fully aware that currently Moscow is acting directly to alter the stability of Europe and the Atlantic Alliance, with modalities, even subtle ones, ranging from the search for the establishment of spheres of control through aggression, annexation and subversion, with conventional means of war, for now, but also computerized. The Kremlin's rhetoric, which systematically breaks the rules of international coexistence, can only be an obstacle to any relationship with Russia and the declaration of readiness to keep the channels of communication open, appears as a non-programmatic and substantial declaration, but only a formality due to diplomatic necessity.

La Alianza Atlántica advierte a Rusia y China sobre proteger sus intereses

 La reunión de Madrid de la Alianza Atlántica sancionó el cambio de escenario y propósito de la organización de Bruselas, pero sobre todo permitió una nueva vitalidad dictada por las contingencias del momento, que se asumen como una solución difícil y de largo plazo, por que se requiere un reconocimiento oficial, que requiere decisiones prácticas para contrarrestar a los oponentes. Una de las principales novedades es el abandono de la neutralidad por parte de Suecia y Finlandia para unirse a la Alianza Atlántica, las diferencias con Turquía se han resuelto, con un tiempo bastante rápido si se relaciona con el comportamiento de Erdogan, lo que permite una importante ampliación del 'área de potenciales operaciones, donde es muy relevante la frontera que el país finlandés comparte con Rusia, ahora cercada al oeste de sus fronteras. La importancia del papel involuntario de Moscú como propulsor del impulso de la Alianza Atlántica, ha permitido un fuerte reconocimiento de la necesidad de la protección de las fronteras y la consecuente integridad territorial, así como la soberanía de los estados individuales que la integran. la Alianza. . Si bien Rusia representa la emergencia más actual, que obliga a considerar la crisis actual como la peor desde el final de la Segunda Guerra Mundial y que en consecuencia requiere un rearme masivo y, probablemente, una gran movilización militar, la visión de la Alianza Atlántica debe ser necesariamente mucho más amplia. El escenario mundial general, más allá del europeo, agudiza la competencia estratégica en el contexto global y los desafíos presentes y futuros sobre la economía se exasperarán cada vez más, pero no solo: la multipolaridad del escenario diplomático incluye riesgos considerables para los activos geopolíticos, la la presencia de emergencias terroristas y la proliferación nuclear son amenazas cada vez más concretas a las que responder. Si Rusia es el presente más urgente, no se descuida la relación con China, con la que necesita encontrar un diálogo para no terminar la relación como con el Kremlin; sin embargo, se reconoce que Beijing utiliza métodos violentos y coercitivos para lograr resultados, internamente, en abierto contraste con los valores occidentales, mientras que externamente utiliza, en analogía con Rusia, sistemas para influir en los países occidentales e insiste en exportar su influencia política y económica hacia estados pobres; mientras que en el tema de la proximidad a Moscú representa un peligro objetivo para Occidente sobre el que hay que advertirle de sus posibles consecuencias. El problema de las relaciones con los estados autoritarios acompañará sin duda el futuro, con temas de difícil solución, como la proliferación de armas, no solo nucleares, sino también químicas y bacteriológicas y también las consecuencias del calentamiento global: si las intenciones son las del uso de la diplomacia, es necesario prever situaciones de confrontación en las que se requieren posiciones muy duras y que pueden incluir también el potencial uso de la fuerza. Sin embargo, África también representa una emergencia, porque vive condiciones favorables para el desarrollo del extremismo que prospera gracias a las hambrunas y las crisis alimentaria y humanitaria, además invertir en el continente negro significa detener la expansión y la ambición de China y Rusia, que son llenando progresivamente los espacios vacíos dejados por los occidentales. Las conclusiones de la cumbre atañen al fin del proyecto de establecer relaciones amistosas con los herederos de los soviets, tal y como se afirmó en 2010 en Lisboa, la Alianza Atlántica toma plena conciencia de que actualmente Moscú actúa directamente para alterar la estabilidad de Europa y el Atlántico. Alianza, con modalidades, incluso sutiles, que van desde la búsqueda del establecimiento de esferas de control pasando por la agresión, la anexión y la subversión, con medios de guerra convencionales, por ahora, pero también informatizados. La retórica del Kremlin, que viola sistemáticamente las reglas de la convivencia internacional, solo puede ser un obstáculo para cualquier relación con Rusia y la declaración de disposición a mantener abiertos los canales de comunicación, aparece como una declaración no programática y sustancial, pero solo una formalidad por necesidad diplomática.

Die Atlantische Allianz warnt Russland und China davor, ihre Interessen zu wahren

 Das Madrider Treffen des Atlantischen Bündnisses billigte die Änderung des Rahmens und des Zwecks der Brüsseler Organisation, aber vor allem ermöglichte es eine neue Vitalität, die von den Eventualitäten des Augenblicks diktiert wurde, die als langfristige und schwierige Lösung angenommen werden, z die eine offizielle Anerkennung erfordert, die praktische Entscheidungen erfordert, um den Gegnern entgegenzutreten. Eine der wichtigsten Neuerungen ist die Aufgabe der Neutralität durch Schweden und Finnland, um der Atlantischen Allianz beizutreten, die Differenzen mit der Türkei wurden beigelegt, mit einem ziemlich schnellen Zeitpunkt im Zusammenhang mit dem Verhalten von Erdogan, das eine erhebliche Erweiterung des Gebiets ermöglicht potenzieller Operationen, bei denen die Grenze, die das finnische Land mit Russland teilt und die jetzt westlich seiner Grenzen eingekreist ist, sehr relevant ist. Die Bedeutung der unfreiwilligen Rolle Moskaus als Propeller für die Dynamik des Atlantischen Bündnisses hat eine starke Anerkennung der Notwendigkeit des Schutzes der Grenzen und der daraus resultierenden territorialen Integrität sowie der Souveränität der einzelnen Staaten, die dazu gehören, ermöglicht die Allianz. . Obwohl Russland den aktuellsten Notstand darstellt, der uns dazu zwingt, die gegenwärtige Krise als die schlimmste seit dem Ende des Zweiten Weltkriegs zu betrachten, und die folglich eine massive Aufrüstung und wahrscheinlich eine große militärische Mobilisierung erfordert, muss die Vision der Atlantischen Allianz unbedingt viel breiter sein. Das allgemeine Weltszenario über das europäische hinaus verschärft den strategischen Wettbewerb im globalen Kontext und die gegenwärtigen und zukünftigen Herausforderungen an die Wirtschaft werden zunehmend verschärft, aber nicht nur: Die Multipolarität der diplomatischen Szene birgt erhebliche Risiken für die geopolitischen Vermögenswerte, die Das Vorhandensein terroristischer Notfälle und die Verbreitung von Kernwaffen sind zunehmend konkrete Bedrohungen, auf die reagiert werden muss. Wenn Russland die dringendste Gegenwart ist, wird die Beziehung zu China nicht vernachlässigt, mit dem es einen Dialog finden muss, um die Beziehung nicht wie mit dem Kreml zu beenden; Es wird jedoch anerkannt, dass Peking gewalttätige und erzwingende Methoden anwendet, um intern Ergebnisse zu erzielen, in offenem Gegensatz zu westlichen Werten, während es extern, analog zu Russland, Systeme verwendet, um westliche Länder zu beeinflussen, und darauf besteht, seinen politischen und wirtschaftlichen Einfluss dorthin zu exportieren arme Staaten; während sie in der Frage der Nähe zu Moskau eine objektive Gefahr für den Westen darstellt, vor deren möglichen Folgen gewarnt werden muss. Das Problem der Beziehungen zu autoritären Staaten wird zweifellos die Zukunft begleiten, mit schwer lösbaren Fragen wie der Verbreitung von Waffen, nicht nur Atomwaffen, sondern auch chemische und bakteriologische und auch die Folgen der globalen Erwärmung: wenn die Absichten Diplomatie sind, ist es notwendig, Konfrontationssituationen vorzusehen, in denen sehr harte Positionen erforderlich sind und die auch den möglichen Einsatz von Gewalt beinhalten können. Afrika stellt jedoch auch einen Notfall dar, da es günstige Bedingungen für die Entwicklung des Extremismus aufweist, der dank Hungersnöten und Nahrungsmittel- und humanitären Krisen gedeiht, außerdem bedeutet eine Investition in den schwarzen Kontinent, die Expansion und den Ehrgeiz Chinas und Russlands zu stoppen, die es sind füllt nach und nach die leeren Räume, die von den Westlern hinterlassen wurden. Die Schlussfolgerungen des Gipfels betreffen das Ende des Projekts zur Aufnahme freundschaftlicher Beziehungen zu den Erben der Sowjets, wie 2010 in Lissabon erklärt wurde, das Atlantische Bündnis ist sich voll und ganz bewusst, dass Moskau derzeit direkt handelt, um die Stabilität Europas und des Atlantiks zu verändern Bündnis, mit Modalitäten, sogar subtilen, die von der Suche nach der Errichtung von Kontrollsphären durch Aggression, Annexion und Subversion reichen, mit konventionellen Kriegsmitteln, vorerst aber auch computerisiert. Die Rhetorik des Kremls, die systematisch die Regeln des internationalen Zusammenlebens bricht, kann nur ein Hindernis für jede Beziehung zu Russland sein und die Bereitschaftserklärung, die Kommunikationskanäle offen zu halten, erscheint als eine nicht-programmatische und substanzielle Erklärung, aber nur eine Formalität aus diplomatischer Notwendigkeit.

L'Alliance atlantique met en garde la Russie et la Chine sur la protection de leurs intérêts

 La réunion de Madrid de l'Alliance atlantique a sanctionné le changement de cadre et de finalité de l'organisation de Bruxelles, mais surtout, elle a permis une nouvelle vitalité dictée par les contingences du moment, assumées comme une solution de long terme et difficile, pour qui nécessite une reconnaissance officielle, ce qui nécessite des décisions pratiques pour contrer les opposants. L'une des nouveautés majeures est l'abandon de la neutralité par la Suède et la Finlande pour rejoindre l'Alliance atlantique, les différends avec la Turquie ont été résolus, avec un timing assez rapide si lié au comportement d'Erdogan, ce qui permet un élargissement significatif de l'espace d'opérations potentielles, où la frontière que le pays finlandais partage avec la Russie, désormais encerclée à l'ouest de ses frontières, est très pertinente. L'importance du rôle involontaire de Moscou en tant que propulseur de l'élan de l'Alliance atlantique a permis une forte reconnaissance de la nécessité de la protection des frontières et de l'intégrité territoriale qui en découle, ainsi que de la souveraineté des États individuels qui appartiennent à l'Alliance. . Bien que la Russie représente l'urgence la plus actuelle, qui oblige à considérer la crise actuelle comme la pire depuis la fin de la Seconde Guerre mondiale et qui nécessite par conséquent un réarmement massif et, probablement, une grande mobilisation militaire, la vision de l'Alliance atlantique doit forcément beaucoup plus large. Le scénario mondial général, au-delà du scénario européen, aiguise la concurrence stratégique dans le contexte mondial et les défis présents et futurs sur l'économie vont s'exaspérer de plus en plus, mais pas seulement : la multipolarité de la scène diplomatique comporte des risques considérables pour les atouts géopolitiques, les la présence d'urgences terroristes et la prolifération nucléaire sont des menaces de plus en plus concrètes auxquelles il faut répondre. Si la Russie est le présent le plus urgent, la relation avec la Chine n'est pas négligée, avec laquelle elle doit trouver un dialogue pour ne pas mettre fin à la relation comme avec le Kremlin ; cependant, il est reconnu que Pékin utilise des méthodes violentes et coercitives pour obtenir des résultats, en interne, en contraste ouvert avec les valeurs occidentales, tandis qu'en externe, il utilise, par analogie avec la Russie, des systèmes pour influencer les pays occidentaux et insiste pour exporter son influence politique et économique vers états pauvres; tandis que sur la question de la proximité avec Moscou, il représente un danger objectif pour l'Occident sur lequel il doit être averti de ses éventuelles conséquences. Le problème des relations avec les États autoritaires accompagnera sans aucun doute l'avenir, avec des questions difficiles à résoudre, comme la prolifération des armes, non seulement nucléaires, mais aussi chimiques et bactériologiques et aussi les conséquences du réchauffement climatique : si les intentions sont celles de l'usage de la diplomatie, il faut prévoir des situations d'affrontement dans lesquelles des positions très dures sont nécessaires et qui peuvent également inclure l'usage potentiel de la force. Mais l'Afrique aussi représente une urgence, car elle connaît des conditions favorables au développement de l'extrémisme qui prospère grâce aux famines et aux crises alimentaires et humanitaires, de plus investir sur le continent noir, c'est stopper l'expansion et l'ambition de la Chine et de la Russie, qui sont combler progressivement les espaces vides laissés par les Occidentaux. Les conclusions du sommet concernent la fin du projet d'établissement de relations amicales avec les héritiers des Soviétiques, tel qu'énoncé en 2010 à Lisbonne, l'Alliance atlantique prend pleinement conscience qu'actuellement Moscou agit directement pour altérer la stabilité de l'Europe et de l'Atlantique Alliance, aux modalités, même subtiles, allant de la recherche de l'établissement de sphères de contrôle en passant par l'agression, l'annexion et la subversion, avec des moyens de guerre conventionnels, pour l'instant, mais aussi informatisés. La rhétorique du Kremlin, qui enfreint systématiquement les règles de la coexistence internationale, ne peut être qu'un obstacle à toute relation avec la Russie et la déclaration de volonté de maintenir ouvertes les voies de communication apparaît comme une déclaration non programmatique et substantielle, mais seulement une formalité due à une nécessité diplomatique.

A Aliança Atlântica adverte Rússia e China sobre proteger seus interesses

 A reunião de Madrid da Aliança Atlântica sancionou a mudança de cenário e propósito da organização de Bruxelas, mas sobretudo permitiu uma nova vitalidade ditada pelas contingências do momento, que se assumem como uma solução a longo prazo e difícil, para que é necessário um reconhecimento oficial, o que exige decisões práticas para contrariar os adversários. Uma das grandes novidades é o abandono da neutralidade por parte da Suécia e da Finlândia para aderir à Aliança Atlântica, as divergências com a Turquia foram resolvidas, com um timing bastante rápido se relacionado com o comportamento de Erdogan, o que permite um alargamento significativo da 'área de operações potenciais, onde a fronteira que o país finlandês compartilha com a Rússia, agora circundada a oeste de suas fronteiras, é muito relevante. A importância do papel involuntário de Moscovo como propulsor da dinâmica da Aliança Atlântica, permitiu um forte reconhecimento da necessidade da protecção das fronteiras e consequente integridade territorial, bem como da soberania dos Estados individuais que pertencem à a Aliança. . Embora a Rússia represente a emergência mais atual, que nos obriga a considerar a crise atual como a pior desde o fim da Segunda Guerra Mundial e que, consequentemente, exige um rearmamento maciço e, provavelmente, uma grande mobilização militar, a visão da Aliança Atlântica deve necessariamente muito mais amplo. O cenário mundial geral, para além do europeu, agudiza a concorrência estratégica no contexto global e os desafios presentes e futuros da economia tornar-se-ão cada vez mais exasperados, mas não só: a multipolaridade do cenário diplomático inclui riscos consideráveis ​​para os ativos geopolíticos, a a presença de emergências terroristas e proliferação nuclear são ameaças cada vez mais concretas para responder. Se a Rússia é o presente mais urgente, a relação com a China não é descurada, com a qual precisa de encontrar um diálogo para não terminar a relação como com o Kremlin; no entanto, reconhece-se que Pequim usa métodos violentos e coercitivos para obter resultados, internamente, em franco contraste com os valores ocidentais, enquanto externamente usa, em analogia com a Rússia, sistemas para influenciar os países ocidentais e insiste em exportar sua influência política e econômica para estados pobres; enquanto na questão da proximidade com Moscou representa um perigo objetivo para o Ocidente sobre o qual deve ser advertido de suas possíveis consequências. O problema das relações com Estados autoritários acompanhará, sem dúvida, o futuro, com questões de difícil solução, como a proliferação de armas, não só nucleares, mas também químicas e bacteriológicas e também as consequências do aquecimento global: se as intenções são as do uso da diplomacia, é preciso prever situações de confronto em que se exigem posições muito duras e que podem incluir também o uso potencial da força. A África também, no entanto, representa uma emergência, porque passa por condições favoráveis ​​ao desenvolvimento do extremismo que prospera graças à fome e às crises alimentar e humanitária, além disso, investir no continente negro significa frear a expansão e ambição da China e da Rússia, que são preenchendo progressivamente os espaços vazios deixados pelos ocidentais. As conclusões da cimeira dizem respeito ao fim do projecto de estabelecimento de relações amistosas com os herdeiros dos soviéticos, como afirmado em 2010 em Lisboa, a Aliança Atlântica tem plena consciência de que actualmente Moscovo actua directamente para alterar a estabilidade da Europa e do Atlântico Aliança, com modalidades, mesmo sutis, que vão desde a busca pelo estabelecimento de esferas de controle através da agressão, anexação e subversão, com meios convencionais de guerra, por enquanto, mas também informatizados. A retórica do Kremlin, que viola sistematicamente as regras de convivência internacional, só pode ser um obstáculo a qualquer relação com a Rússia e a declaração de prontidão para manter abertos os canais de comunicação aparece como uma declaração não programática e substancial, mas apenas formalidade por necessidade diplomática.

Атлантический альянс предупреждает Россию и Китай о защите своих интересов

 Встреча Атлантического альянса в Мадриде санкционировала изменение места и цели брюссельской организации, но, прежде всего, она позволила обрести новую жизненную силу, продиктованную непредвиденными обстоятельствами момента, которые предполагаются как долгосрочное и трудное решение для которой требуется официальное признание, что требует практических решений для противодействия оппонентам. Одним из основных нововведений является отказ Швеции и Финляндии от нейтралитета для присоединения к Атлантическому альянсу, разногласия с Турцией были разрешены, причем довольно быстро, если это связано с поведением Эрдогана, что позволяет значительно расширить «ареал». потенциальных операций, где граница, которую финская страна делит с Россией, теперь окружена к западу от ее границ, очень актуальна. Важность невольной роли Москвы в качестве движущей силы Атлантического альянса позволила твердо признать необходимость защиты границ и, как следствие, территориальной целостности, а также суверенитета отдельных государств, принадлежащих к Альянс. . Хотя Россия представляет собой самую актуальную чрезвычайную ситуацию, которая обязывает нас считать нынешний кризис худшим со времен окончания Второй мировой войны и, следовательно, требует массированного перевооружения и, возможно, большой военной мобилизации, видение Атлантического альянса должно обязательно быть намного шире. Общий мировой сценарий, помимо европейского, обостряет стратегическую конкуренцию в глобальном контексте, а нынешние и будущие вызовы экономике будут все более обостряться, но не только: многополярность дипломатической сцены сопряжена со значительными рисками для геополитических активов, наличие террористических чрезвычайных ситуаций и распространение ядерного оружия становятся все более конкретными угрозами, на которые необходимо реагировать. Если Россия является самым неотложным подарком, то не игнорируются отношения с Китаем, с которым ему необходимо найти диалог, чтобы не закончить отношения, как с Кремлем; однако признано, что Пекин использует насильственные и принудительные методы для достижения результатов, внутренне, в явном противоречии с западными ценностями, а внешне использует, по аналогии с Россией, системы влияния на западные страны и настаивает на экспорте своего политического и экономического влияния в бедные штаты; а в вопросе о близости к Москве она представляет для Запада объективную опасность, о возможных последствиях которой он должен быть предупрежден. Проблема отношений с авторитарными государствами, несомненно, будет сопровождать и будущее, с трудноразрешимыми вопросами, такими как распространение оружия, причем не только ядерного, но и химического и бактериологического, а также последствия глобального потепления: если намерения относятся к использованию дипломатии, необходимо предусмотреть ситуации конфронтации, в которых требуются очень жесткие позиции, а также возможное применение силы. Африка, однако, также представляет собой чрезвычайную ситуацию, поскольку она имеет благоприятные условия для развития экстремизма, который процветает благодаря голоду, продовольственному и гуманитарному кризисам, кроме того, инвестиции в черный континент означают остановку экспансии и амбиций Китая и России, которые постепенно заполняя пустые места, оставленные жителями Запада. Выводы саммита касаются завершения проекта по установлению дружеских отношений с наследниками Советов, как было заявлено в 2010 году в Лиссабоне, Атлантический Альянс полностью осознает, что в настоящее время Москва действует напрямую, чтобы изменить стабильность Европы и Атлантики. Альянс с модальностями, даже тонкими, начиная от поиска установления сфер контроля посредством агрессии, аннексии и подрывной деятельности, с обычными средствами ведения войны, но также компьютеризированными. Риторика Кремля, систематически нарушающего правила международного сосуществования, может быть лишь препятствием для каких-либо отношений с Россией, а декларация о готовности держать каналы связи открытыми выглядит как непрограммная и содержательная декларация, а лишь формальность, вызванная дипломатической необходимостью.

大西洋聯盟警告俄羅斯和中國保護他們的利益

 大西洋聯盟馬德里會議批准了布魯塞爾組織的設置和宗旨的改變,但最重要的是,它允許由當前的突發事件決定的新活力,這被認為是一個長期和困難的解決方案,這需要官方承認,這需要實際的決定來對抗對手。主要的新奇事物之一是瑞典和芬蘭放棄中立加入大西洋聯盟,與土耳其的分歧已經解決,如果與埃爾多安的行為有關,時間相當快,這允許顯著擴大“區域”芬蘭國家與俄羅斯共享的邊界現在被包圍在其邊界的西部,這是非常重要的潛在行動。莫斯科作為推動大西洋聯盟勢頭的推動者的非自願角色的重要性,使得人們強烈承認需要保護邊界和隨之而來的領土完整,以及屬於各成員國的主權。聯盟..儘管俄羅斯是當前最緊急的情況,這迫使我們將當前的危機視為二戰結束以來最嚴重的危機,因此需要大規模重新武裝,可能還需要大規模的軍事動員,但大西洋聯盟的願景必須必然要廣泛得多。超越歐洲的總體世界格局加劇了全球範圍內的戰略競爭,當前和未來對經濟的挑戰將日益加劇,但不僅如此:外交格局的多極化包括對地緣政治資產、恐怖主義緊急情況和核擴散的存在日益成為需要應對的具體威脅。如果俄羅斯是最緊迫的現在,與中國的關係也不容忽視,它需要與中國進行對話,以免像與克里姆林宮那樣結束關係;然而,眾所周知,北京使用暴力和脅迫手段取得成果,對內與西方價值觀形成鮮明對比,對外則類似於俄羅斯,使用制度影響西方國家,並堅持將其政治和經濟影響力輸出到西方國家。貧窮的國家;而在靠近莫斯科的問題上,它對西方來說是一種客觀的危險,必須警告它可能產生的後果。與威權國家的關係問題無疑將伴隨著未來,伴隨著難以解決的問題,例如武器的擴散,不僅是核武器,還有化學和細菌武器以及全球變暖的後果:如果意圖在使用外交的情況下,有必要預見需要非常強硬的立場的對抗情況,其中還可能包括使用武力的可能性。然而,非洲也代表了一種緊急情況,因為它為極端主義的發展提供了有利條件,極端主義由於飢荒、糧食和人道主義危機而蓬勃發展,此外,對黑色大陸的投資意味著停止中國和俄羅斯的擴張和野心。逐漸填補西方人留下的空白。首腦會議的結論涉及與蘇聯繼承人建立友好關係的項目的結束,正如 2010 年在里斯本所說的那樣,大西洋聯盟充分意識到目前莫斯科正在直接採取行動改變歐洲和大西洋的穩定聯盟,其方式,甚至是微妙的方式,從尋求建立控制範圍到侵略、吞併和顛覆,目前使用常規戰爭手段,但也有計算機化。克里姆林宮系統性地打破國際共存規則的言論只能成為與俄羅斯建立任何關係的障礙,並宣布準備保持溝通渠道暢通,這似乎是一項非綱領性和實質性的聲明,但僅出於外交需要的形式。

大西洋同盟はロシアと中国に彼らの利益を保護することについて警告します

 大西洋同盟のマドリッド会議は、ブリュッセル組織の設定と目的の変更を認可しましたが、何よりも、それは、長期的で困難な解決策として想定されている、瞬間の偶発性によって決定される新しい活力を可能にしました。これには公式の承認が必要であり、これには敵に対抗するための実際的な決定が必要です。主要な目新しさの1つは、スウェーデンとフィンランドが大西洋同盟に参加するために中立国を放棄したことです。トルコとの違いは解決され、エルドアン首相の行動に関連する場合はかなり迅速なタイミングで、地域の大幅な拡大が可能になります。フィンランドの国がロシアと共有している国境が現在その国境の西に囲まれている潜在的な作戦の中で、非常に関連性があります。大西洋同盟の勢いの推進者としてのモスクワの非自発的役割の重要性は、国境の保護とその結果としての領土保全の必要性、ならびにに属する個々の国家の主権の強い認識を可能にしました。アライアンス。ロシアは最新の緊急事態であり、現在の危機を第二次世界大戦の終結以来最悪と見なす必要があり、その結果、大規模な再軍備とおそらく大規模な軍事動員が必要ですが、大西洋同盟のビジョンは必然的にはるかに広いです。ヨーロッパを超えた一般的な世界のシナリオは、グローバルな文脈での戦略的競争を激化させ、経済に対する現在および将来の課題はますます悪化するでしょうが、それだけではありません。外交シーンの多極化には、地政学的資産に対するかなりのリスクが含まれます。テロリストの緊急事態と核の拡散の存在は、対応するためのますます具体的な脅威となっています。ロシアが最も緊急の存在であるならば、中国との関係は無視されません、そしてそれはクレムリンとの関係を終わらせないために対話を見つける必要があります。しかし、北京は、西洋の価値観とは対照的に、内部的には暴力的で強制的な方法を使用して結果を達成し、外部的には、ロシアと同様に、西洋諸国に影響を与えるシステムを使用し、その政治的および経済的影響を貧しい州;モスクワへの近さの問題に関しては、それは西側にとって客観的な危険を表しており、その上で起こりうる結果について警告されなければなりません。権威主義国家との関係の問題は、核兵器だけでなく、化学兵器や細菌兵器、さらには地球温暖化の結果など、解決が難しい問題を伴うことは間違いありません。外交を利用するものである場合、非常に厳しい立場が要求され、潜在的な力の行使も含まれる可能性のある対立の状況を予測する必要があります。しかし、アフリカも飢饉や食糧危機、人道的危機のおかげで過激主義の発展に有利な状況にあるため、緊急事態を表しています。さらに、黒大陸への投資は、中国とロシアの拡大と野心を阻止することを意味します。西洋人が残した空きスペースを徐々に埋めていきます。サミットの結論は、2010年にリスボンで述べられたように、ソビエトの相続人との友好関係を確立するプロジェクトの終了に関するものであり、大西洋同盟は、現在モスクワがヨーロッパと大西洋の安定を変えるために直接行動していることを完全に認識します今のところ、従来の戦争手段を用いた、攻撃、併合、破壊を通じた支配圏の確立の探求に至るまで、モダリティ、さらには微妙なモダリティとの同盟は、コンピュータ化されています。国際共存のルールを体系的に破るクレムリンのレトリックは、ロシアとの関係の障害となるだけであり、コミュニケーションのチャネルを開いたままにする準備の宣言は、非プログラム的で実質的な宣言として表示されますが、外交上の必要性による形式。

تحالف الأطلسي يحذر روسيا والصين من حماية مصالحهما

 وافق اجتماع مدريد لحلف الأطلسي على تغيير مكان وهدف منظمة بروكسل ، ولكن قبل كل شيء ، سمح بحيوية جديدة تمليها احتمالات اللحظة ، والتي يُفترض أنها حل طويل الأجل وصعب ، من أجل التي تتطلب اعترافًا رسميًا ، الأمر الذي يتطلب قرارات عملية لمواجهة الخصوم. من المستجدات الرئيسية تخلي السويد وفنلندا عن الحياد للانضمام إلى الحلف الأطلسي ، وقد تم حل الخلافات مع تركيا ، مع توقيت سريع إلى حد ما إذا كان يتعلق بسلوك أردوغان ، مما يسمح بتوسيع كبير للمنطقة. العمليات المحتملة ، حيث تعتبر الحدود التي تشترك فيها الدولة الفنلندية مع روسيا ، والمحاطة الآن غرب حدودها ، مهمة للغاية. سمحت أهمية الدور غير الطوعي لموسكو كمحرك لقوة دفع الحلف الأطلسي ، باعتراف قوي بالحاجة إلى حماية الحدود وما يترتب على ذلك من سلامة الأراضي ، فضلاً عن سيادة الدول الفردية التي تنتمي إلى التحالف. على الرغم من أن روسيا تمثل حالة الطوارئ الأكثر حداثة ، والتي تلزمنا باعتبار الأزمة الحالية هي الأسوأ منذ نهاية الحرب العالمية الثانية والتي تتطلب بالتالي إعادة تسليح ضخمة وربما تعبئة عسكرية كبيرة ، فإن رؤية الحلف الأطلسي يجب أن تكون بالضرورة أوسع من ذلك بكثير. سيناريو العالم العام ، بخلاف السيناريو الأوروبي ، يشحذ المنافسة الاستراتيجية في السياق العالمي وستصبح التحديات الحالية والمستقبلية على الاقتصاد غاضبة بشكل متزايد ، ولكن ليس فقط: تتضمن تعدد الأقطاب في المشهد الدبلوماسي مخاطر كبيرة على الأصول الجيوسياسية ، إن وجود حالات طوارئ إرهابية وانتشار الأسلحة النووية يشكلان تهديدات ملموسة بشكل متزايد للاستجابة لها. إذا كانت روسيا هي الحاضر الأكثر إلحاحًا ، فإن العلاقة مع الصين ليست مهملة ، والتي تحتاج إلى إيجاد حوار معها حتى لا تنهي العلاقة كما هو الحال مع الكرملين ؛ ومع ذلك ، فمن المسلم به أن بكين تستخدم أساليب عنيفة وقسرية لتحقيق نتائج ، داخليًا ، على النقيض من القيم الغربية ، بينما تستخدم خارجيًا ، على غرار روسيا ، أنظمة للتأثير على الدول الغربية وتصر على تصدير نفوذها السياسي والاقتصادي نحو الدول الفقيرة بينما في موضوع القرب من موسكو يمثل خطرًا موضوعيًا على الغرب يجب تحذيره من عواقبه المحتملة. لا شك أن مشكلة العلاقات مع الدول الاستبدادية ستصاحب المستقبل ، مع قضايا يصعب حلها ، مثل انتشار الأسلحة ، ليس فقط الأسلحة النووية ، ولكن أيضًا الأسلحة الكيميائية والبكتريولوجية وأيضًا عواقب الاحتباس الحراري: إذا كانت النوايا هي تلك التي تستخدم الدبلوماسية ، فمن الضروري توقع مواقف المواجهة التي تتطلب مواقف صعبة للغاية والتي قد تشمل أيضًا الاستخدام المحتمل للقوة. لكن أفريقيا أيضًا تمثل حالة طوارئ ، لأنها تشهد ظروفًا مواتية لتطور التطرف الذي يزدهر بفضل المجاعات والأزمات الغذائية والإنسانية ، كما أن الاستثمار في القارة السوداء يعني وقف توسع وطموح الصين وروسيا ، وهما تدريجيًا يملأ الفراغات التي خلفها الغربيون. تتعلق استنتاجات القمة بانتهاء مشروع إقامة علاقات ودية مع ورثة السوفييت ، كما ورد في عام 2010 في لشبونة ، يدرك الحلف الأطلسي تمامًا أن موسكو تعمل حاليًا بشكل مباشر على تغيير استقرار أوروبا والمحيط الأطلسي. تحالف ، بطرق ، حتى خفية ، تتراوح من البحث عن إنشاء مناطق سيطرة من خلال العدوان والضم والتخريب ، بالوسائل التقليدية للحرب ، في الوقت الحالي ، ولكن أيضًا محوسبًا. إن خطاب الكرملين ، الذي يخرق بشكل منهجي قواعد التعايش الدولي ، لا يمكن إلا أن يكون عقبة أمام أي علاقة مع روسيا وإعلان الاستعداد لإبقاء قنوات الاتصال مفتوحة ، يظهر كإعلان غير برنامجي وجوهري ، ولكن فقط إجراء شكلي لضرورة دبلوماسية.

martedì 28 giugno 2022

L'Alleanza Atlantica incrementa la sua Forza di intervento rapido

 Il vertice dell’Alleanza Atlantica di Madrid si annuncia come quello più difficile della sua storia; finito il dualismo della guerra fredda, con un mondo bipolare, che si basava sull’equilibrio del terrore, l’accelerazione dell’evoluzione contingente obbliga l’alleanza militare occidentale a pensare ed agire in maniera preventiva e più incisiva di una volta. La deterrenza nucleare non basta più in uno scenario dove si è tornati a modelli di guerra tradizionale, che non si immaginava più potessero verificarsi. Se sullo sfondo resta la questione cinese e quella del terrorismo islamico, che sta sfruttando la maggiore attenzione sulla guerra ucraina per riguadagnare consensi tra le popolazioni sempre più povere, l’urgenza di contenere la Russia è la questione più urgente, sia dal punto di vista politico, che da quello militare. Una eventuale affermazione di Mosca creerebbe un precedente deleterio per la scena mondiale, con il mancato rispetto del diritto internazionale come metodo di affermazione dei progetti degli stati più forti: significherebbe un concreto pericolo per le democrazie, con governi sempre più obbligati a risposte rapide e non mediate dalla logica parlamentare e, di conseguenza, ancora più delegittimati. La tentazione di esecutivi quasi autocratici sarebbe un logico risultato in una situazione dove l’assenteismo e la sfiducia del corpo elettorale segnalano un progressivo distacco dalle istituzioni. Non è impossibile che all’interno del progetto di Putin, un risultato accessorio al risultato della riconquista dell’Ucraina, sia proprio quello di indebolire le democrazie occidentali, obiettivo, peraltro, percorso più volte con l’intrusione degli hacker russi, sia in fase di ricorrenza elettorale, sia nel tentare di indirizzare verso i sovranismi il gradimento delle opinioni pubbliche occidentali. In questo quadro generale, che è forse meno urgente della guerra in atto, ma è ugualmente importante, l’Alleanza Atlantica intende prendere come ulteriore misura per contenere Mosca, oltre a continuare a rifornire di armi sempre più sofisticate Kiev, cambiare profondamente l’assetto della forza di intervento rapido, che passerà da 40.000 a 300.000 unità; ciò non vuole dire, per ora, che tutti gli effettivi saranno concentrati nelle zone limitrofe alla Russia, tuttavia, la richiesta di protezione attiva da parte dei paesi baltici e di Polonia, Romania e Bulgaria, in questa fase determina un incremento dei soldati dell’Alleanza in questi territori, oltre ad una capacità di mobilitazione maggiore in caso di bisogno. In termini pratici non si tratta di reclutare nuove unità di militari, ma di contribuire con soldati già addestrati, appartenenti agli eserciti nazionali che compongono l’Alleanza Atlantica, e pronti al combattimento con un sistema di presenze a rotazione. Dal punto di vista politico si tratta di un chiaro segnale a Putin, che vede così incrementare la presenza degli avversari proprio sui confini russi: un risultato ottenuto soltanto con i suoi calcoli completamente errati: quello che occorrerà verificare sarà se il Cremlino saprà contenere la propria contrarietà senza eccedere con le provocazioni: la probabilità di un incidente sarà sempre più possibile se Mosca continuerà a sorvolare con i suoi mezzi aerei i cieli dei paesi baltici. Al punto in cui si è sviluppata la situazione militare in Ucraina, la misura adottata dall’Alleanza Atlantica appare necessaria ma avvicina ancora di più un potenziale scontro con le forze militari russe, anche perché da Mosca procedono a fare coincidere gli incontri dei leader occidentali con atti completamente al di fuori delle normali logiche militari, come colpire in maniera indiscriminata obiettivi di esclusiva natura civile, provocando morti e devastazione gratuite, che hanno il solo scopo di terrorizzare la popolazione ucraina, ma anche di rendere pubblica la minaccia verso gli occidentali. Se questa pratica tragica, rivela una debolezza intrinseca della Russia, sia militare, che politica, l’impressione è che Putin si sia reso conto di non potere portare a termine il proprio obiettivo e che quindi intensificherà la violenza malgrado tutto: si tratta di una tattica già sperimentata in Siria, dove però gli avversari erano molto più deboli e meno organizzati; se la forza militare russa è stata sopravvalutata dallo stesso Cremlino, ciò potrebbe portare a rifiutare ogni compromesso verso la pace trascinando l’occidente in guerra in  maniera deliberata, proprio perché Putin, a questo punto, non può permettersi di uscire sconfitto. Agli USA va ascritto, comunque, un errore analogo a quello di non essere intervenuti in Siria, cioè quello di non avere coinvolto l’Ucraina nell’Alleanza Atlantica o in qualche altra forma di protezione: Putin, in quel caso, probabilmente non si sarebbe mosso.

The Atlantic Alliance increases its Rapid Intervention Force

 The summit of the Atlantic Alliance in Madrid promises to be the most difficult in its history; with the end of the dualism of the cold war, with a bipolar world, which was based on the balance of terror, the acceleration of contingent evolution forces the Western military alliance to think and act in a preventive and more incisive manner than in the past. Nuclear deterrence is no longer enough in a scenario where we have returned to traditional warfare models, which we no longer imagined could occur. If in the background remains the Chinese question and that of Islamic terrorism, which is exploiting the increased attention on the Ukrainian war to regain consensus among the increasingly poor populations, the urgency to contain Russia is the most urgent issue, both from the point of view political, than military. A possible affirmation of Moscow would create a deleterious precedent for the world scene, with the non-respect of international law as a method of affirming the projects of the strongest states: it would mean a concrete danger for democracies, with governments increasingly obliged to respond quickly and not. mediated by parliamentary logic and, consequently, even more delegitimized. The temptation of almost autocratic executives would be a logical result in a situation where absenteeism and distrust of the electoral body signal a progressive detachment from the institutions. It is not impossible that within Putin's project, an accessory result to the result of the reconquest of Ukraine, is precisely that of weakening Western democracies, an objective, moreover, traveled several times with the intrusion of Russian hackers, is in phase of electoral recurrence, and in trying to direct the approval of Western public opinion towards sovereignties. In this general framework, which is perhaps less urgent than the war in progress, but is equally important, the Atlantic Alliance intends to take a further measure to contain Moscow, in addition to continuing to supply Kiev with increasingly sophisticated weapons, to profoundly change the structure the rapid intervention force, which will increase from 40,000 to 300,000 units; this does not mean, for now, that all the troops will be concentrated in the areas bordering Russia, however, the request for active protection by the Baltic countries and Poland, Romania and Bulgaria, in this phase determines an increase in the soldiers of the Alliance in these territories, as well as a greater capacity to mobilize in case of need. In practical terms, it is not a question of recruiting new military units, but of contributing with already trained soldiers, belonging to the national armies that make up the Atlantic Alliance, and ready for combat with a rotating presence system. From a political point of view this is a clear signal to Putin, who thus sees an increase in the presence of opponents right on the Russian borders: a result obtained only with his completely wrong calculations: what will need to be verified will be whether the Kremlin will be able to contain its own opposition without exceeding with provocations: the probability of an accident will be more and more possible if Moscow continues to fly over the skies of the Baltic countries with its air vehicles. At the point where the military situation in Ukraine has developed, the measure adopted by the Atlantic Alliance appears necessary but brings a potential clash with the Russian military forces even closer, also because from Moscow they proceed to make the meetings of Western leaders coincide with acts completely outside the normal military logic, such as indiscriminately hitting targets of an exclusive civil nature, causing free deaths and devastation, which have the sole purpose of terrorizing the Ukrainian population, but also of making public the threat to Westerners. If this tragic practice reveals an intrinsic weakness of Russia, both military and political, the impression is that Putin has realized that he cannot carry out his goal and that therefore he will intensify the violence in spite of everything: it is a question of a tactics already tested in Syria, where, however, the opponents were much weaker and less organized; if Russian military strength has been overestimated by the Kremlin itself, this could lead to a refusal of any compromise towards peace by deliberately dragging the West into war, precisely because Putin, at this point, cannot afford to be defeated. In any case, the US must be credited with an error similar to that of not having intervened in Syria, that is, that of not having involved Ukraine in the Atlantic Alliance or in some other form of protection: Putin, in that case, probably would not have moved.

La Alianza Atlántica aumenta su Fuerza de Intervención Rápida

 La cumbre de la Alianza Atlántica en Madrid promete ser la más difícil de su historia; con el fin del dualismo de la Guerra Fría, con un mundo bipolar, que se basaba en el equilibrio del terror, la aceleración de la evolución contingente obliga a la alianza militar occidental a pensar y actuar de forma preventiva y más incisiva que en el pasado . La disuasión nuclear ya no es suficiente en un escenario en el que hemos vuelto a los modelos de guerra tradicionales, que ya no imaginábamos que pudieran darse. Si en el fondo queda la cuestión china y la del terrorismo islámico, que se aprovecha de la creciente atención sobre la guerra de Ucrania para recuperar el consenso entre las poblaciones cada vez más pobres, la urgencia de contener a Rusia es el tema más urgente, tanto desde el punto de vista político que militar. Una posible afirmación de Moscú crearía un precedente nefasto para el escenario mundial, con el irrespeto del derecho internacional como método para afirmar los proyectos de los estados más fuertes: significaría un peligro concreto para las democracias, con gobiernos cada vez más obligados a responder rápidamente y no mediada por la lógica parlamentaria y, en consecuencia, aún más deslegitimada. La tentación de ejecutivos casi autocráticos sería un resultado lógico en una situación donde el ausentismo y la desconfianza en el organismo electoral señalan un progresivo desapego de las instituciones. No es imposible que dentro del proyecto de Putin, un resultado accesorio al resultado de la reconquista de Ucrania, sea precisamente el de debilitar las democracias occidentales, objetivo, además, recorrido varias veces con la intrusión de los hackers rusos, se encuentra en fase de recurrencia electoral. , y en intentar dirigir la aprobación de la opinión pública occidental hacia las soberanías. En este marco general, quizás menos urgente que la guerra actual, pero igualmente importante, la Alianza Atlántica pretende tomar una medida más para contener a Moscú, además de seguir suministrando a Kiev armas cada vez más sofisticadas, para cambiar profundamente la estructura la fuerza de intervención rápida, que pasará de 40.000 a 300.000 unidades; esto no significa, por ahora, que todas las tropas se concentrarán en las zonas limítrofes con Rusia, sin embargo, la solicitud de protección activa por parte de los países bálticos y de Polonia, Rumanía y Bulgaria, determina en esta fase un aumento de los soldados de la Alianza en estos territorios, así como una mayor capacidad de movilización en caso de necesidad. En términos prácticos, no se trata de reclutar nuevas unidades militares, sino de aportar soldados ya entrenados, pertenecientes a los ejércitos nacionales que integran la Alianza Atlántica, y listos para el combate con un sistema de presencia rotativa. Desde un punto de vista político, esto es una señal clara para Putin, que ve así un aumento de la presencia de opositores justo en las fronteras rusas: un resultado obtenido solo con sus cálculos completamente erróneos: lo que habrá que verificar será si el El Kremlin podrá contener a su propia oposición sin excederse en provocaciones: la probabilidad de un accidente será cada vez más posible si Moscú continúa sobrevolando los cielos de los países bálticos con sus vehículos aéreos. En el momento en que se ha desarrollado la situación militar en Ucrania, la medida adoptada por la Alianza Atlántica parece necesaria pero acerca aún más un posible enfrentamiento con las fuerzas militares rusas, también porque desde Moscú se procede a hacer coincidir las reuniones de los líderes occidentales con actos completamente fuera de la lógica militar normal, como atacar indiscriminadamente objetivos de carácter exclusivamente civil, causando muertes gratuitas y devastación, que tienen el único propósito de aterrorizar a la población ucraniana, pero también de hacer pública la amenaza para los occidentales. Si esta trágica práctica revela una debilidad intrínseca de Rusia, tanto militar como política, la impresión es que Putin se ha dado cuenta de que no puede llevar a cabo su objetivo y que por tanto intensificará la violencia a pesar de todo: se trata de una táctica ya probado en Siria, donde, sin embargo, los oponentes eran mucho más débiles y menos organizados; si el propio Kremlin ha sobreestimado la fuerza militar rusa, esto podría conducir a la negativa de cualquier compromiso hacia la paz arrastrando deliberadamente a Occidente a la guerra, precisamente porque Putin, en este momento, no puede permitirse ser derrotado. En todo caso, a EEUU hay que atribuirle un error similar al de no haber intervenido en Siria, es decir, al de no haber implicado a Ucrania en la Alianza Atlántica o en alguna otra forma de protección: Putin, en ese caso, probablemente no se hubiera movido.

Die Atlantische Allianz verstärkt ihre schnelle Eingreiftruppe

 Der Gipfel der Atlantischen Allianz in Madrid verspricht der schwierigste seiner Geschichte zu werden; Mit dem Ende des Dualismus des Kalten Krieges, mit einer bipolaren Welt, die auf dem Gleichgewicht des Schreckens basierte, zwingt die Beschleunigung der kontingenten Evolution das westliche Militärbündnis zu einem präventiven und einschneidenderen Denken und Handeln als in der Vergangenheit . Nukleare Abschreckung reicht nicht mehr aus in einem Szenario, in dem wir zu traditionellen Kriegsmodellen zurückgekehrt sind, die wir nicht mehr für möglich gehalten hätten. Wenn im Hintergrund die chinesische Frage und die des islamistischen Terrorismus bleiben, der die zunehmende Aufmerksamkeit für den Ukrainekrieg ausnutzt, um einen Konsens unter der zunehmend armen Bevölkerung wiederzugewinnen, ist die Dringlichkeit, Russland einzudämmen, das dringendste Problem, beide aus Sicht politisch, als militärisch. Eine mögliche Bestätigung Moskaus würde einen schädlichen Präzedenzfall für die Weltbühne schaffen, mit der Nichteinhaltung des Völkerrechts als Methode, die Projekte der stärksten Staaten zu bestätigen: Es würde eine konkrete Gefahr für Demokratien bedeuten, mit einer zunehmenden Verpflichtung der Regierungen, darauf zu reagieren schnell und nicht, durch parlamentarische Logik vermittelt und damit noch mehr delegitimiert. Die Versuchung fast autokratischer Exekutiven wäre eine logische Folge in einer Situation, in der Fehlzeiten und Misstrauen gegenüber dem Wahlgremium eine fortschreitende Distanzierung von den Institutionen signalisieren. Es ist nicht ausgeschlossen, dass innerhalb von Putins Projekt ein zusätzliches Ergebnis des Ergebnisses der Rückeroberung der Ukraine genau das der Schwächung der westlichen Demokratien ist, ein Ziel, das außerdem mehrmals mit dem Eindringen russischer Hacker verfolgt wurde und sich in der Phase der Wahlwiederholung befindet , und in dem Versuch, die Zustimmung der westlichen öffentlichen Meinung auf Souveränitäten zu lenken. In diesem allgemeinen Rahmen, der vielleicht weniger dringlich als der aktuelle Krieg, aber ebenso wichtig ist, beabsichtigt das Atlantische Bündnis, eine weitere Maßnahme zur Eindämmung Moskaus zu ergreifen, zusätzlich zur weiteren Versorgung Kiews mit immer raffinierteren Waffen, um die Struktur grundlegend zu verändern die schnelle Eingreiftruppe, die von 40.000 auf 300.000 Einheiten erhöht wird; Dies bedeutet vorerst nicht, dass alle Truppen in den an Russland grenzenden Gebieten konzentriert werden, aber die Forderung nach aktivem Schutz durch die baltischen Staaten sowie durch Polen, Rumänien und Bulgarien bestimmt in dieser Phase eine Aufstockung der Soldaten des Bündnisses in diesen Gebieten sowie eine größere Fähigkeit, im Bedarfsfall zu mobilisieren. In der Praxis geht es nicht darum, neue Militäreinheiten zu rekrutieren, sondern bereits ausgebildete Soldaten, die den nationalen Armeen der Atlantischen Allianz angehören und mit einem rotierenden Präsenzsystem kampfbereit sind. Aus politischer Sicht ist dies ein klares Signal an Putin, der damit eine Zunahme der Präsenz von Gegnern direkt an den russischen Grenzen sieht: ein Ergebnis, das nur mit seinen völlig falschen Berechnungen erzielt wurde: Es muss überprüft werden, ob die Der Kreml wird in der Lage sein, seine eigene Opposition einzudämmen, ohne es mit Provokationen zu übertreiben: Die Wahrscheinlichkeit eines Unfalls wird immer wahrscheinlicher, wenn Moskau weiterhin mit seinen Luftfahrzeugen über die Lüfte der baltischen Länder fliegt. An dem Punkt, an dem sich die militärische Situation in der Ukraine entwickelt hat, erscheint die von der Atlantischen Allianz ergriffene Maßnahme notwendig, bringt aber einen möglichen Zusammenstoß mit den russischen Streitkräften noch näher, auch weil sie von Moskau aus fortfahren, die Treffen der westlichen Führer mit Handlungen zusammenfallen zu lassen völlig außerhalb der normalen militärischen Logik, wie das wahllose Treffen von Zielen ausschließlich ziviler Natur, das Verursachen von freien Todesfällen und Verwüstungen, die den einzigen Zweck haben, die ukrainische Bevölkerung zu terrorisieren, aber auch die Bedrohung der Westler öffentlich zu machen. Wenn diese tragische Praxis eine innere Schwäche Russlands offenbart, sowohl militärisch als auch politisch, entsteht der Eindruck, dass Putin erkannt hat, dass er sein Ziel nicht erreichen kann und dass er deshalb die Gewalt trotz allem verstärken wird: Es ist eine Frage der Taktik bereits in Syrien getestet, wo die Gegner jedoch viel schwächer und weniger organisiert waren; Wenn die russische Militärstärke vom Kreml selbst überschätzt wurde, könnte dies dazu führen, dass jeder Kompromiss in Richtung Frieden verweigert wird, indem der Westen bewusst in einen Krieg gezogen wird, gerade weil Putin es sich zu diesem Zeitpunkt nicht leisten kann, besiegt zu werden. Auf jeden Fall muss den USA ein ähnlicher Fehler zugeschrieben werden wie der, in Syrien nicht interveniert zu haben, das heißt, die Ukraine nicht in das Atlantische Bündnis oder in eine andere Form des Schutzes einbezogen zu haben: Putin, in diesem Fall wahrscheinlich hätte sich nicht bewegt.

L'Alliance atlantique renforce sa Force d'intervention rapide

 Le sommet de l'Alliance atlantique à Madrid s'annonce comme le plus difficile de son histoire ; avec la fin du dualisme de la guerre froide, avec un monde bipolaire, qui reposait sur l'équilibre de la terreur, l'accélération de l'évolution contingente oblige l'alliance militaire occidentale à penser et à agir de manière préventive et plus incisive que par le passé . La dissuasion nucléaire ne suffit plus dans un scénario où nous sommes revenus aux modèles de guerre traditionnels, dont nous n'imaginions plus qu'ils pourraient se produire. Si en toile de fond reste la question chinoise et celle du terrorisme islamique, qui profite de l'attention accrue portée à la guerre d'Ukraine pour retrouver le consensus parmi des populations de plus en plus pauvres, l'urgence d'endiguer la Russie est la question la plus urgente, tant du point de vue politique que militaire. Une éventuelle affirmation de Moscou créerait un précédent délétère pour la scène mondiale, avec le non-respect du droit international comme méthode d'affirmation des projets des États les plus forts : cela signifierait un danger concret pour les démocraties, les gouvernements étant de plus en plus obligés de répondre rapidement et non médiatisé par la logique parlementaire et, par conséquent, encore plus délégitimé. La tentation de cadres quasi autocratiques serait une conséquence logique dans une situation où l'absentéisme et la méfiance à l'égard du corps électoral signalent un détachement progressif des institutions. Il n'est pas impossible qu'au sein du projet de Poutine, résultat accessoire au résultat de la reconquête de l'Ukraine, soit précisément celui d'affaiblir les démocraties occidentales, un objectif, d'ailleurs, parcouru plusieurs fois avec l'intrusion de hackers russes, soit en phase de récurrence électorale , et en essayant d'orienter l'approbation de l'opinion publique occidentale vers les souverainetés. Dans ce cadre général, peut-être moins urgent que la guerre actuelle, mais tout aussi important, l'Alliance atlantique entend prendre une mesure supplémentaire pour contenir Moscou, en plus de continuer à fournir à Kiev des armes de plus en plus sophistiquées, pour modifier en profondeur la structure la force d'intervention rapide, qui passera de 40 000 à 300 000 unités ; cela ne signifie pas, pour l'instant, que toutes les troupes seront concentrées dans les zones frontalières de la Russie, cependant, la demande de protection active par les pays baltes et par la Pologne, la Roumanie et la Bulgarie, dans cette phase détermine une augmentation des soldats de l'Alliance sur ces territoires, ainsi qu'une plus grande capacité de mobilisation en cas de besoin. Concrètement, il ne s'agit pas de recruter de nouvelles unités militaires, mais d'apporter des soldats déjà entraînés, appartenant aux armées nationales qui composent l'Alliance atlantique, et prêts au combat avec un système de présence tournante. D'un point de vue politique, c'est un signal clair pour Poutine, qui voit ainsi augmenter la présence d'opposants jusqu'aux frontières russes : un résultat obtenu uniquement avec ses calculs complètement erronés : ce qu'il faudra vérifier, ce sera si le Le Kremlin saura contenir sa propre opposition sans excéder en provocations : la probabilité d'un accident sera de plus en plus possible si Moscou continue de survoler le ciel des pays baltes avec ses véhicules aériens. Au moment où la situation militaire en Ukraine s'est développée, la mesure adoptée par l'Alliance atlantique apparaît nécessaire mais rapproche encore plus un affrontement potentiel avec les forces militaires russes, notamment parce qu'à partir de Moscou, elles procèdent à faire coïncider les réunions des dirigeants occidentaux avec des actes complètement en dehors de la logique militaire normale, comme frapper sans discernement des cibles de nature exclusivement civile, causant des morts gratuites et des ravages, qui ont pour seul but de terroriser la population ukrainienne, mais aussi de rendre publique la menace qui pèse sur les Occidentaux. Si cette pratique tragique révèle une faiblesse intrinsèque de la Russie, à la fois militaire et politique, l'impression est que Poutine a réalisé qu'il ne peut pas mener à bien son objectif et qu'il va donc intensifier malgré tout la violence : il s'agit d'une tactique déjà testé en Syrie, où pourtant les opposants étaient beaucoup plus faibles et moins organisés ; si la force militaire russe a été surestimée par le Kremlin lui-même, cela pourrait conduire au refus de tout compromis vers la paix en entraînant délibérément l'Occident dans la guerre, précisément parce que Poutine, à ce stade, ne peut se permettre d'être vaincu. En tout cas, il faut créditer les États-Unis d'une erreur semblable à celle de ne pas être intervenus en Syrie, c'est-à-dire de ne pas avoir impliqué l'Ukraine dans l'Alliance atlantique ou dans une autre forme de protection : Poutine, dans ce cas, probablement n'aurait pas bougé.

A Aliança Atlântica aumenta a sua Força de Intervenção Rápida

 A cimeira da Aliança Atlântica em Madrid promete ser a mais difícil da sua história; Com o fim do dualismo da Guerra Fria, com um mundo bipolar, que se baseava no equilíbrio do terror, a aceleração da evolução contingente obriga a aliança militar ocidental a pensar e agir de forma preventiva e mais incisiva do que no passado . A dissuasão nuclear não é mais suficiente em um cenário em que voltamos aos modelos tradicionais de guerra, que não imaginávamos mais que poderiam ocorrer. Se em segundo plano fica a questão chinesa e a do terrorismo islâmico, que está explorando a atenção redobrada na guerra ucraniana para reconquistar o consenso entre as populações cada vez mais pobres, a urgência de conter a Rússia é a questão mais urgente, tanto do ponto de vista político do que militar. Uma possível afirmação de Moscou criaria um precedente deletério para o cenário mundial, com o desrespeito ao direito internacional como forma de afirmar os projetos dos Estados mais fortes: significaria um perigo concreto para as democracias, com governos cada vez mais obrigados a responder rápida e não mediada pela lógica parlamentar e, consequentemente, ainda mais deslegitimada. A tentação de executivos quase autocráticos seria um resultado lógico em uma situação em que o absenteísmo e a desconfiança do corpo eleitoral sinalizam um progressivo distanciamento das instituições. Não é impossível que dentro do projeto de Putin, um resultado acessório ao resultado da reconquista da Ucrânia, seja justamente o de enfraquecimento das democracias ocidentais, objetivo, aliás, percorrido várias vezes com a intrusão de hackers russos, está em fase de recorrência eleitoral , e na tentativa de direcionar a aprovação da opinião pública ocidental para as soberanias. Neste quadro geral, talvez menos urgente do que a atual guerra, mas igualmente importante, a Aliança Atlântica pretende tomar mais uma medida de contenção de Moscovo, para além de continuar a fornecer a Kiev armas cada vez mais sofisticadas, para alterar profundamente a estrutura a força de intervenção rápida, que passará de 40.000 para 300.000 unidades; isto não significa, para já, que todas as tropas estarão concentradas nas zonas fronteiriças com a Rússia, no entanto, o pedido de protecção activa por parte dos países bálticos e pela Polónia, Roménia e Bulgária, nesta fase determina um aumento dos soldados do da Aliança nestes territórios, bem como uma maior capacidade de mobilização em caso de necessidade. Em termos práticos, não se trata de recrutar novas unidades militares, mas sim de contribuir com soldados já formados, pertencentes aos exércitos nacionais que compõem a Aliança Atlântica, e prontos para o combate com sistema de presença rotativa. Do ponto de vista político, trata-se de um sinal claro para Putin, que vê assim um aumento da presença de opositores mesmo nas fronteiras russas: resultado obtido apenas com os seus cálculos completamente errados: o que terá de verificar será se o O Kremlin poderá conter sua própria oposição sem exceder com provocações: a probabilidade de um acidente será cada vez mais possível se Moscou continuar sobrevoando os céus dos países bálticos com seus veículos aéreos. No ponto em que a situação militar na Ucrânia se desenvolveu, a medida adotada pela Aliança Atlântica parece necessária, mas aproxima ainda mais um potencial confronto com as forças militares russas, também porque de Moscou passam a fazer coincidir as reuniões dos líderes ocidentais com atos completamente fora da lógica militar normal, como atingir indiscriminadamente alvos de natureza exclusivamente civil, causando mortes e devastação gratuitas, que têm o único propósito de aterrorizar a população ucraniana, mas também de tornar pública a ameaça aos ocidentais. Se essa trágica prática revela uma fraqueza intrínseca da Rússia, tanto militar quanto política, a impressão é que Putin percebeu que não pode cumprir seu objetivo e que, portanto, intensificará a violência apesar de tudo: trata-se de uma tática já testado na Síria, onde, no entanto, os adversários eram muito mais fracos e menos organizados; se a força militar russa foi superestimada pelo próprio Kremlin, isso poderia levar à recusa de qualquer compromisso para a paz arrastando deliberadamente o Ocidente para a guerra, precisamente porque Putin, neste momento, não pode se dar ao luxo de ser derrotado. De qualquer forma, deve-se creditar aos EUA um erro semelhante ao de não ter intervindo na Síria, ou seja, de não ter envolvido a Ucrânia na Aliança Atlântica ou em alguma outra forma de proteção: Putin, nesse caso, provavelmente não teria se movido.

Атлантический альянс увеличивает свои силы быстрого реагирования

 Саммит Атлантического альянса в Мадриде обещает стать самым сложным в его истории; с окончанием дуализма холодной войны, с биполярным миром, который был основан на равновесии страха, ускорение контингентной эволюции заставляет западный военный альянс мыслить и действовать превентивно и более остро, чем в прошлом . Ядерного сдерживания уже недостаточно в сценарии, когда мы вернулись к традиционным моделям ведения войны, существование которых мы больше не представляли. Если на заднем плане остается китайский вопрос и вопрос исламского терроризма, который использует повышенное внимание к войне на Украине для восстановления консенсуса среди все более бедного населения, то срочность сдерживания России является наиболее неотложной проблемой, как с точки зрения политическим, чем военным. Возможное утверждение Москвы создало бы пагубный прецедент на мировой арене с неуважением международного права как метода утверждения проектов сильнейших государств: это означало бы конкретную опасность для демократий, когда правительства все больше вынуждены реагировать быстро и не опосредовано парламентской логикой и, следовательно, еще более делегитимизировано. Соблазн почти самодержавных руководителей был бы логичным результатом в ситуации, когда абсентеизм и недоверие к избирательному органу сигнализируют о прогрессирующем отрыве от институтов. Не исключено, что в рамках путинского проекта, побочным результатом результата завоевания Украины, является именно ослабление западных демократий, более того, цель, которая несколько раз путешествовала с вторжением российских хакеров, находится в фазе повторения выборов. , и в попытках направить одобрение западного общественного мнения на суверенитеты. В этих общих рамках, возможно, менее срочных, чем текущая война, но не менее важных, Атлантический альянс намерен предпринять дальнейшие меры по сдерживанию Москвы, в дополнение к продолжению поставок Киеву все более современного оружия, глубоко изменить структуру силы быстрого реагирования, численность которых увеличится с 40 000 до 300 000 единиц; это пока не означает, что все войска будут сосредоточены в районах, граничащих с Россией, однако запрос на активную защиту со стороны стран Балтии и Польши, Румынии и Болгарии на данном этапе определяет увеличение численности солдат Альянса на этих территориях, а также более широкие возможности для мобилизации в случае необходимости. С практической точки зрения речь идет не о наборе новых воинских частей, а о привлечении уже обученных солдат, принадлежащих к национальным армиям, входящим в состав Атлантического альянса, и готовых к бою с ротационной системой присутствия. С политической точки зрения это четкий сигнал Путину, который, таким образом, видит увеличение присутствия противников прямо у границ России: результат, полученный только при его совершенно неверных расчетах: что нужно будет проверить, будет ли Кремль сможет сдерживать собственную оппозицию, не перебарщивая с провокациями: вероятность аварии будет все больше и больше, если Москва продолжит летать над небом Прибалтики на своих самолетах. В момент развития военной ситуации на Украине мера, принятая Атлантическим альянсом, представляется необходимой, но еще больше приближает потенциальное столкновение с российскими вооруженными силами, в том числе потому, что из Москвы продолжают совмещать встречи западных лидеров с действиями полностью выходящие за рамки нормальной военной логики, такие как неизбирательное поражение целей исключительно гражданского характера, причинение бесплатных смертей и разрушений, которые имеют единственную цель запугать украинское население, но также и донести до общественности угрозу для жителей Запада. Если эта трагическая практика выявляет внутреннюю слабость России, как военную, так и политическую, то создается впечатление, что Путин понял, что он не может осуществить свою цель и что поэтому он будет усиливать насилие, несмотря ни на что: речь идет о тактике. уже опробовано в Сирии, где, однако, противники были гораздо слабее и менее организованы; если российская военная мощь была переоценена самим Кремлем, это может привести к отказу от любого компромисса в направлении мира путем преднамеренного втягивания Запада в войну именно потому, что Путин в данный момент не может позволить себе потерпеть поражение. В любом случае, США следует приписать ошибку, подобную той, что они не вмешались в Сирию, то есть не вовлекли Украину в Атлантический альянс или в какую-либо другую форму защиты: Путин в таком случае, вероятно, не двинулся бы.

大西洋聯盟增加其快速乾預部隊

 在馬德里舉行的大西洋聯盟峰會將是其歷史上最艱難的一次。隨著冷戰二元論的終結,一個以恐怖平衡為基礎的兩極世界,特遣隊演化的加速迫使西方軍事同盟採取預防性的思維和行動,比過去更加敏銳.在我們回到傳統戰爭模式的情況下,核威懾已經不夠了,我們不再想像這種模式會發生。如果背景仍然是中國問題和伊斯蘭恐怖主義問題,後者正在利用對烏克蘭戰爭的日益關注在日益貧困的民眾中重新獲得共識,那麼從兩個角度來看,遏制俄羅斯的緊迫性都是最緊迫的問題。政治,而不是軍事。對莫斯科的可能肯定將在世界舞台上創造一個有害的先例,不尊重國際法作為肯定最強大國家項目的一種方法:這將意味著民主國家的具體危險,政府越來越有義務做出回應迅速而不是由議會邏輯調解,因此更加不合法。在缺勤和對選舉機構的不信任標誌著逐漸脫離機構的情況下,幾乎專制的行政人員的誘惑將是合乎邏輯的結果。在普京的項目中,重新征服烏克蘭的附帶結果,恰恰是削弱西方民主國家的計劃並非不可能,而且,隨著俄羅斯黑客的入侵,一個目標,而且多次旅行,正處於選舉復發階段,並試圖引導西方輿論對主權的認可。在這個可能不如當前戰爭緊迫但同樣重要的總體框架下,大西洋聯盟除了繼續向基輔提供越來越先進的武器外,還打算採取進一步措施遏制莫斯科,以深刻改變結構快速乾預部隊,將從 40,000 人增加到 300,000 人;目前,這並不意味著所有部隊都將集中在與俄羅斯接壤的地區,但是,波羅的海國家以及波蘭,羅馬尼亞和保加利亞在此階段對積極保護的要求決定了士兵人數的增加這些領土上的聯盟,以及在需要時動員的更大能力。實際上,這不是招募新軍事單位的問題,而是派遣已經訓練有素、屬於組成大西洋聯盟的國家軍隊並準備好通過輪換存在系統進行戰鬥的士兵。從政治角度來看,這對普京來說是一個明確的信號,他因此看到俄羅斯邊境上的反對者人數增加:只有在他完全錯誤的計算下才能獲得結果:需要驗證的是克里姆林宮將能夠在不過度挑釁的情況下遏制自己的反對:如果莫斯科繼續用其飛行器飛越波羅的海國家的天空,發生事故的可能性將越來越大。在烏克蘭軍事局勢發展的點上,大西洋聯盟採取的措施似​​乎是必要的,但卻使與俄羅斯軍隊的潛在衝突更加接近,這也是因為他們從莫斯科著手使西方領導人的會議與行動相吻合完全超出正常的軍事邏輯,例如不分青紅皂白地打擊具有專屬民事性質的目標,造成免費的死亡和破壞,其唯一目的是恐嚇烏克蘭民眾,同時也公開對西方人的威脅。如果這種悲慘的做法揭示了俄羅斯在軍事和政治方面的內在弱點,那麼給人的印像是普京已經意識到他無法實現自己的目標,因此他將不顧一切地加劇暴力:這是一個戰術問題已經在敘利亞進行了測試,然而,那裡的對手弱得多,組織性也差;如果克里姆林宮本身高估了俄羅斯的軍事實力,這可能會導致拒絕通過故意將西方拖入戰爭而對和平做出任何妥協,這正是因為普京在這一點上承受不起被擊敗的後果。無論如何,美國必須被認為犯了一個類似於沒有乾預敘利亞的錯誤,也就是說,沒有讓烏克蘭參與大西洋聯盟或其他形式的保護:在這種情況下,普京可能不會移動。

大西洋同盟はその迅速な介入力を増加させる

 マドリッドでの大西洋同盟の首脳会談は、その歴史の中で最も困難であると約束しています。冷戦の二元論の終焉とともに、テロのバランスに基づいた双極性の世界で、偶発的な進化の加速は、西側の軍事同盟に、過去よりも予防​​的かつ鋭敏な方法で考え、行動することを余儀なくさせます。従来の戦争モデルに戻ったシナリオでは、核抑止はもはや十分ではありません。中国の問題と、ますます貧しい人々の間でコンセンサスを取り戻すためにウクライナ戦争への注目の高まりを利用しているイスラムテロの問題が背景に残っている場合、ロシアを封じ込める緊急性は、両方の観点から最も緊急の問題です。軍事よりも政治的。モスクワの可能性のある肯定は、最強の国家のプロジェクトを肯定する方法として国際法を尊重しないことで、世界のシーンに有害な前例を作成します:それは民主主義にとって具体的な危険を意味し、政府はますます対応する義務があります議会の論理によって仲介され、その結果、さらに非合法化されます。ほぼ独裁的な幹部の誘惑は、欠席主義と選挙機関への不信が制度からの漸進的な分離を示す状況では論理的な結果となるでしょう。プーチンのプロジェクトの中で、ウクライナの再征服の結果に付随する結果が、まさに西側の民主主義の弱体化の結果であり、さらに、ロシアのハッカーの侵入とともに数回旅行した目的が、選挙の再発の段階にあることは不可能ではありません、そして主権に向けて西洋世論の承認を指示しようとすることにおいて。この一般的な枠組みでは、おそらく現在の戦争よりも緊急性は低いが、同様に重要であるが、大西洋同盟は、構造を大幅に変えるために、キーウにますます洗練された武器を供給し続けることに加えて、モスクワを封じ込めるためのさらなる措置を講じるつもりである迅速な介入力。40,000ユニットから300,000ユニットに増加します。これは、今のところ、すべての軍隊がロシアと国境を接する地域に集中することを意味するものではありませんが、バルト諸国とポーランド、ルーマニア、ブルガリアによる積極的な保護の要請は、この段階での兵士の増加を決定しますこれらの地域での同盟、および必要に応じて動員するためのより大きな能力。実際には、それは新しい軍事ユニットを採用することの問題ではなく、大西洋同盟を構成する国軍に所属し、回転するプレゼンスシステムとの戦闘の準備ができているすでに訓練された兵士に貢献することの問題です。政治的な観点から、これはプーチンへの明確な合図であり、プーチンはロシア国境での敵の存在の増加を見ています:彼の完全に間違った計算でのみ得られた結果:検証する必要があるのはクレムリンは、挑発を超えることなく、自らの反対を封じ込めることができるでしょう。モスクワがその航空機でバルト諸国の空を飛び続ければ、事故の可能性はますます高くなるでしょう。ウクライナの軍事状況が進展した時点で、大西洋同盟によって採用された措置は必要であるように見えますが、ロシア軍との潜在的な衝突をさらに近づけます。排他的な市民的性質の標的を無差別に攻撃し、自由な死と荒廃を引き起こし、ウクライナの人口を恐怖に陥れるだけでなく、西洋人への脅威を公表することを唯一の目的とするなど、通常の軍事論理から完全に外れています。この悲劇的な慣行が、軍事的および政治的の両方でロシアの本質的な弱点を明らかにした場合、プーチンは彼の目標を実行できないことを認識しているため、すべてにもかかわらず暴力を強めるだろうという印象があります:それは戦術の問題ですすでにシリアでテストされていますが、対戦相手ははるかに弱く、組織化されていませんでした。ロシアの軍事力がクレムリン自体によって過大評価されている場合、これは、プーチンが現時点で敗北する余裕がないという理由だけで、西側を故意に戦争に引きずり込むことによって平和への妥協を拒否することにつながる可能性があります。いずれにせよ、米国はシリアに介入しなかったのと同様の誤り、すなわち、大西洋同盟または他の何らかの形の保護にウクライナを関与させなかったという誤りで信用されなければならない:プーチン、その場合、おそらく動かなかっただろう。

يزيد الحلف الأطلسي من قوته للتدخل السريع

 من المتوقع أن تكون قمة الحلف الأطلسي في مدريد هي الأصعب في تاريخها. مع نهاية ثنائية الحرب الباردة ، مع عالم ثنائي القطب ، والذي كان قائمًا على توازن الرعب ، فإن تسريع التطور الطارئ يجبر التحالف العسكري الغربي على التفكير والتصرف بطريقة وقائية وأكثر ثباتًا مما كان عليه في الماضي . لم يعد الردع النووي كافياً في سيناريو عدنا فيه إلى نماذج الحرب التقليدية ، والتي لم نعد نتخيل حدوثها. إذا بقيت في الخلفية المسألة الصينية ومسألة الإرهاب الإسلامي ، والتي تستغل الاهتمام المتزايد بالحرب الأوكرانية لاستعادة الإجماع بين السكان الذين يزدادون فقرًا ، فإن الحاجة الملحة لاحتواء روسيا هي القضية الأكثر إلحاحًا ، من وجهة النظر. سياسي وليس عسكري. من شأن تأكيد محتمل لموسكو أن يخلق سابقة مؤذية للمشهد العالمي ، مع عدم احترام القانون الدولي كوسيلة لتأكيد مشاريع أقوى الدول: سيعني ذلك خطرًا ملموسًا على الديمقراطيات ، مع اضطرار الحكومات بشكل متزايد للرد. بسرعة ولا. بوساطة المنطق البرلماني ، وبالتالي نزع الشرعية بشكل أكبر. قد يكون إغراء المديرين التنفيذيين شبه الاستبداديين نتيجة منطقية في حالة يشير فيها الغياب وانعدام الثقة في الهيئة الانتخابية إلى انفصال تدريجي عن المؤسسات. ليس من المستحيل أن تكون النتيجة الملحقة في مشروع بوتين لنتيجة إعادة احتلال أوكرانيا ، هي على وجه التحديد إضعاف الديمقراطيات الغربية ، وهو هدف ، علاوة على ذلك ، سافر عدة مرات مع تدخل قراصنة روس ، في مرحلة تكرار الانتخابات. ومحاولة توجيه موافقة الرأي العام الغربي نحو السيادة. في هذا الإطار العام ، الذي ربما يكون أقل إلحاحًا من الحرب الحالية ، ولكنه مهم بنفس القدر ، يعتزم الحلف الأطلسي اتخاذ إجراء إضافي لاحتواء موسكو ، بالإضافة إلى الاستمرار في تزويد كييف بأسلحة متطورة بشكل متزايد ، لتغيير الهيكل بشكل عميق. قوة التدخل السريع ، والتي سترتفع من 40.000 إلى 300.000 وحدة ؛ هذا لا يعني ، في الوقت الحالي ، أن جميع القوات ستتركز في المناطق المتاخمة لروسيا ، ومع ذلك ، فإن طلب الحماية الفعالة من قبل دول البلطيق وبولندا ورومانيا وبلغاريا ، في هذه المرحلة يحدد زيادة في عدد جنود التحالف في هذه المناطق ، بالإضافة إلى قدرة أكبر على التعبئة عند الحاجة. من الناحية العملية ، لا يتعلق الأمر بتجنيد وحدات عسكرية جديدة ، بل يتعلق بالمساهمة بجنود مدربين بالفعل ، ينتمون إلى الجيوش الوطنية التي يتألف منها حلف الأطلسي ، وجاهزون للقتال بنظام تواجد دوري. من وجهة نظر سياسية ، هذه إشارة واضحة لبوتين ، الذي يرى بالتالي زيادة في وجود المعارضين مباشرة على الحدود الروسية: النتيجة التي تم الحصول عليها فقط بحساباته الخاطئة تمامًا: ما يجب التحقق منه هو ما إذا كان سيكون الكرملين قادرًا على احتواء معارضته الخاصة دون تجاوز الاستفزازات: سيكون احتمال وقوع حادث ممكنًا أكثر فأكثر إذا استمرت موسكو في التحليق فوق سماء دول البلطيق بمركباتها الجوية. في المرحلة التي تطور فيها الوضع العسكري في أوكرانيا ، يبدو الإجراء الذي اتخذه الحلف الأطلسي ضروريًا ولكنه يزيد من احتمالية حدوث صدام مع القوات العسكرية الروسية ، أيضًا لأنهم من موسكو يشرعون في جعل اجتماعات القادة الغربيين تتزامن مع الأعمال. خارج المنطق العسكري العادي تمامًا ، مثل الضرب العشوائي لأهداف ذات طبيعة مدنية خالصة ، والتسبب في وفيات ودمار مجانًا ، والتي تهدف فقط إلى ترويع السكان الأوكرانيين ، ولكن أيضًا إعلان التهديد للغربيين. إذا كشفت هذه الممارسة المأساوية عن ضعف جوهري في روسيا ، عسكريًا وسياسيًا ، فإن الانطباع هو أن بوتين أدرك أنه لا يستطيع تنفيذ هدفه ، وبالتالي فإنه سيكثف العنف على الرغم من كل شيء: إنها مسألة تكتيكات. تم اختباره بالفعل في سوريا ، حيث كان الخصوم أضعف بكثير وأقل تنظيماً ؛ إذا تم المبالغة في تقدير القوة العسكرية الروسية من قبل الكرملين نفسه ، فقد يؤدي ذلك إلى رفض أي حل وسط نحو السلام عن طريق جر الغرب عمداً إلى الحرب ، على وجه التحديد لأن بوتين ، في هذه المرحلة ، لا يمكن أن يُهزم. على أي حال ، يجب أن يُنسب إلى الولايات المتحدة خطأ مشابه لخطأ عدم التدخل في سوريا ، أي عدم إشراك أوكرانيا في حلف الأطلسي أو في أي شكل آخر من أشكال الحماية: بوتين ، في هذه الحالة ، على الأرجح لن تتحرك.

mercoledì 8 giugno 2022

Il problema del grano ucraino usato dalla Russia per i suoi fini.

 La speculazione sul grano ucraino, per diminuire le carenze delle riserve dei paesi africani, nasconde una serie di problematiche che la rendono funzionale ad una serie di interessi contrastanti, non solo delle parti in causa, ma anche di attori internazionali, come la Turchia, che perseguono proprie finalità. La stampa russa dice che Mosca ed Ankara, grazie all’intervento di mediazione delle Nazioni Unite, avrebbero raggiunto un preliminare accordo per permettere l’esportazione del geno di Kiev attraverso un corridoio marittimo con partenza dal porto di Odessa. La prima condizione posta è lo sminamento del porto di Odessa, formalmente per garantire la massima sicurezza alle navi in uscita verso il Mar Nero, tuttavia l’intenzione del Cremlino appare evidente: liberare dalla minaccia degli ordigni marini il litorale di Odessa per preparare e favorire uno sbarco dei militari russi; inoltre un’altra regola imposta da Mosca è quella di ispezionare le navi mercantili per evitare eventuali trasporti di armi per le forze armate ucraine. I timori di Kiev non possono essere altro che fondati, Putin intende usare le future carestie in maniera strumentale per rimuovere le legittime difese ucraine di Odessa, si tratta di un metodo usato più volte dal Cremlino, che ormai è totalmente inattendibile sulle proprie promesse. Anche la Turchia di muove in maniera analoga: la pessima situazione economica impone strategie di distrazione verso il popolo turco, l’attivismo internazionale è funzionale a coprire la pessima amministrazione dell’economia del paese, per cercare una rilevanza diplomatica, che serve anche a coprire la sconfitta morale data dalla volontà statunitense di includere nell’Alleanza Atlantica i paesi di Svezia e Finlandia, a cui Ankara è contraria perché li ritiene rifugio di curdi. L’appoggio turco nel negoziato sul grano è fondamentale per un paese ormai isolato sulla scena internazionale come la Russia e proprio attraverso Ankara, Mosca cerca anche di addossare un eventuale fallimento del progetto all’opposizione dell’Ucraina, certamente non convinta dall’eventualità di sguarnire Odessa dalle difese marittime, in questo caso per il Cremlino sarebbe una naturale conseguenza addebitare la responsabilità a Kiev del mancato rifornimento di cereali verso i paesi africani; anche se l’evidenza dei fatti è sotto gli occhi di tutti occorre ricordare che gran parte dei paesi africani ed asiatici non hanno preso una posizione ufficiale contro Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina e probabilmente non riconoscerebbero la responsabilità russa delle mancate forniture di grano. Insieme a questa tattica, Putin sostiene che non può ricadere sull’operazione militare speciale la colpa del deficit alimentare, ma che ciò, oltre ad essere iniziato con l’epidemia del corona virus, è da addebitare alle sanzioni occidentali a carico della Russia. I numeri delle mancate esportazioni dicono, però, tutt’altro: l’Ucraina, prima del conflitto, deteneva una quota di mercato pari al dieci per cento del totale mondiale di grano e mais, una quota molto rilevante in una congiuntura alimentare globale già difficile a causa di scarsità delle acque per irrigazione e carestie. Attualmente sono 22,5 milioni di tonnellate di cereali, che sono bloccate da quando è cominciato il conflitto. I mezzi che consentono di fare uscire dal paese le derrate alimentari sono soltanto quelli su rotaia, specialmente attraverso la Polonia, ma esistono difficoltà oggettive che ne limitano i quantitativi di trasporto, tra cui la ridotta capienza dei treni e lo scartamento ridotto delle ferrovie ucraine, che costringe ad effettuare il trasbordo dei cereali, una volta arrivati in Europa. Il presidente ucraino ha previsto che, in caso di continuazione del conflitto, la quantità di cereali bloccati, potrebbe salire in autunno a circa 75 milioni di tonnellate ed ha ammesso che sono necessari corridoi marittimi per l’esportazione: al momento i colloqui di Kiev sull’argomento sono in corso non solo con la Turchia e Nazioni Unite, ma anche con Regno Unito, Polonia e nazioni baltiche, proprio per ridurre il trasporto su rotaia. Resta, comunque, l’assenza di un dialogo con la Russia, che, nemmeno, la gravità del problema della fame nel mondo, riesce a sbloccare. Al contrario, proprio questo argomento poteva costituire una base di partenza per sviluppare un discorso comune per avviarsi sulla strada, se non della pace, almeno del cessate il fuoco, ma la tracotanza russa ancora una volta ha mostrato la sua vera intenzione di non fermarsi di fronte a nulla per raggiungere i propri obiettivi illegali, secondo i principi del diritto internazionale.

The problem of Ukrainian wheat used by Russia for its own purposes.

 Speculation on Ukrainian wheat, to reduce the shortage of reserves of African countries, hides a series of problems that make it functional to a series of conflicting interests, not only of the parties involved, but also of international actors, such as Turkey, which pursue their own purposes. The Russian press says that Moscow and Ankara, thanks to the mediation intervention of the United Nations, have reached a preliminary agreement to allow the export of Kiev's genus through a maritime corridor departing from the port of Odessa. The first condition is the demining of the port of Odessa, formally to ensure maximum safety for ships leaving the Black Sea, however the Kremlin's intention is clear: to free the Odessa coast from the threat of marine bombs to prepare and favor a landing of the Russian military; in addition, another rule imposed by Moscow is to inspect merchant ships to avoid any transport of weapons for the Ukrainian armed forces. The fears of Kiev can only be founded, Putin intends to use future famines in an instrumental way to remove the legitimate Ukrainian defenses of Odessa, this is a method used several times by the Kremlin, which is now totally unreliable on its promises. Turkey also moves in a similar way: the bad economic situation imposes distraction strategies towards the Turkish people, international activism is functional to cover the poor administration of the country's economy, to seek diplomatic relevance, which also serves to cover the moral defeat given by the US willingness to include the countries of Sweden and Finland in the Atlantic Alliance, to which Ankara is against because it considers them a refuge for Kurds. Turkish support in the wheat negotiation is fundamental for a country now isolated on the international scene like Russia and precisely through Ankara, Moscow is also trying to blame a possible failure of the project on the opposition of Ukraine, certainly not convinced by the possibility of to discard Odessa from maritime defenses, in this case it would be a natural consequence for the Kremlin to blame Kiev for the failure to supply cereals to African countries; even if the evidence of the facts is there for all to see it should be remembered that most African and Asian countries did not take an official position against Moscow after the invasion of Ukraine and would probably not recognize Russian responsibility for the lack of grain supplies . Along with this tactic, Putin argues that the food deficit cannot fall on the special military operation, but that this, in addition to having started with the coronavirus epidemic, is due to Western sanctions against Russia. The numbers of lost exports, however, say quite the opposite: Ukraine, before the conflict, held a market share equal to ten per cent of the world total of wheat and corn, a very significant share in an already difficult global food situation. due to scarcity of water for irrigation and famine. There are currently 22.5 million tons of cereals, which have been blocked since the conflict began. The means that allow food to be taken out of the country are only those by rail, especially through Poland, but there are objective difficulties that limit the quantities of transport, including the reduced capacity of the trains and the narrow gauge of the Ukrainian railways, which forces the transshipment of cereals once they arrive in Europe. The Ukrainian president predicted that, should the conflict continue, the quantity of blocked cereals could rise to about 75 million tons in the autumn and admitted that maritime corridors are needed for export: at the moment the Kiev talks on the 'argument are underway not only with Turkey and the United Nations, but also with the United Kingdom, Poland and the Baltic nations, precisely to reduce rail transport. However, there remains the absence of a dialogue with Russia, which, not even the seriousness of the problem of hunger in the world, is able to unblock. On the contrary, this very argument could have constituted a starting point for developing a common discourse to start on the road, if not of peace, at least of the ceasefire, but the Russian arrogance once again showed its true intention not to stop. facing nothing to achieve their illegal goals, according to the principles of international law.

El problema del trigo ucraniano utilizado por Rusia para sus propios fines.

 La especulación con el trigo ucraniano, para reducir la escasez de reservas de los países africanos, esconde una serie de problemas que lo hacen funcional a una serie de intereses contrapuestos, no solo de las partes involucradas, sino también de actores internacionales, como Turquía, que persiguen sus propios propósitos. La prensa rusa asegura que Moscú y Ankara, gracias a la intervención de mediación de las Naciones Unidas, han llegado a un acuerdo preliminar para permitir la exportación del género de Kiev a través de un corredor marítimo con salida desde el puerto de Odessa. La primera condición es el desminado del puerto de Odessa, formalmente para garantizar la máxima seguridad de los barcos que parten hacia el Mar Negro, sin embargo la intención del Kremlin es clara: liberar la costa de Odessa de la amenaza de las bombas marinas para preparar y favorecer un desembarco de el ejército ruso; además, otra regla impuesta por Moscú es inspeccionar los buques mercantes para evitar cualquier transporte de armas para las fuerzas armadas ucranianas. Los temores de Kiev no pueden ser más que fundados, Putin tiene la intención de utilizar futuras hambrunas de manera instrumental para eliminar las legítimas defensas ucranianas de Odessa, este es un método utilizado varias veces por el Kremlin, que ahora es totalmente poco fiable en sus promesas. Turquía también se mueve de manera similar: la mala situación económica impone estrategias de distracción hacia el pueblo turco, el activismo internacional es funcional para encubrir la mala administración de la economía del país, para buscar relevancia diplomática, que sirve también para encubrir la derrota moral dada por el Voluntad de EEUU de incluir a los países de Suecia y Finlandia en la Alianza Atlántica, a lo que Ankara se opone por considerarlos un refugio para los kurdos. El apoyo turco en la negociación del trigo es fundamental para un país ahora aislado en la escena internacional como Rusia y precisamente a través de Ankara, Moscú también intenta culpar de un posible fracaso del proyecto a la oposición de Ucrania, ciertamente no convencida por la posibilidad de descartar Odessa de las defensas marítimas, en este caso sería una consecuencia natural que el Kremlin culpara a Kiev por la falta de suministro de cereales a los países africanos; incluso si la evidencia está a la vista de todos, debe recordarse que la mayoría de los países africanos y asiáticos no tomaron una posición oficial contra Moscú después de la invasión de Ucrania y probablemente no reconocerían la responsabilidad rusa por la falta de suministros de cereales. Junto a esta táctica, Putin argumenta que el déficit alimentario no puede recaer en la operación militar especial, sino que ésta, además de haber comenzado con la epidemia de coronavirus, se debe a las sanciones de Occidente contra Rusia. Las cifras de exportaciones perdidas, sin embargo, dicen todo lo contrario: Ucrania, antes del conflicto, tenía una cuota de mercado equivalente al diez por ciento del total mundial de trigo y maíz, una cuota muy significativa en una situación alimentaria mundial ya de por sí difícil. a la escasez de agua para riego y al hambre. Actualmente hay 22,5 millones de toneladas de cereales, que están bloqueadas desde que comenzó el conflicto. Los medios que permiten sacar alimentos del país son únicamente los ferroviarios, especialmente a través de Polonia, pero existen dificultades objetivas que limitan las cantidades de transporte, incluida la capacidad reducida de los trenes y la vía estrecha de los ferrocarriles ucranianos, que obliga al transbordo de cereales una vez que llegan a Europa. El presidente ucraniano pronosticó que, de continuar el conflicto, la cantidad de cereales bloqueados podría ascender a unos 75 millones de toneladas en otoño y admitió que se necesitan corredores marítimos para exportar: en este momento las conversaciones de Kiev sobre el 'argumento están en marcha no solo con Turquía y las Naciones Unidas, pero también con el Reino Unido, Polonia y los países bálticos, precisamente para reducir el transporte ferroviario. Sin embargo, queda la ausencia de un diálogo con Rusia, que ni siquiera la gravedad del problema del hambre en el mundo es capaz de desbloquear. Por el contrario, este mismo argumento podría haber constituido un punto de partida para desarrollar un discurso común para emprender el camino, si no de la paz, al menos del alto el fuego, pero la soberbia rusa volvió a mostrar su verdadera intención de no detenerse. nada para lograr sus objetivos ilegales, según los principios del derecho internacional.

Das Problem des ukrainischen Weizens, der von Russland für seine eigenen Zwecke verwendet wird.

 Die Spekulation auf ukrainischen Weizen, um die Reservenknappheit afrikanischer Länder zu verringern, verbirgt eine Reihe von Problemen, die eine Reihe widersprüchlicher Interessen nicht nur der beteiligten Parteien, sondern auch internationaler Akteure wie der Türkei verfolgen ihre eigenen Zwecke. Die russische Presse sagt, dass Moskau und Ankara dank der Vermittlungsintervention der Vereinten Nationen eine vorläufige Vereinbarung getroffen haben, um den Export der Gattung Kiew über einen vom Hafen von Odessa ausgehenden Seekorridor zu ermöglichen. Die erste Bedingung ist die Minenräumung des Hafens von Odessa, formal um maximale Sicherheit für Schiffe zu gewährleisten, die in Richtung Schwarzes Meer auslaufen, jedoch ist die Absicht des Kreml klar: die Küste von Odessa von der Bedrohung durch Seebomben zu befreien, eine Landung vorzubereiten und zu begünstigen das russische Militär; Darüber hinaus besteht eine weitere von Moskau auferlegte Regel darin, Handelsschiffe zu inspizieren, um jeglichen Waffentransport für die ukrainischen Streitkräfte zu vermeiden. Die Befürchtungen von Kiew sind nur begründet, Putin beabsichtigt, zukünftige Hungersnöte instrumentell zu nutzen, um die legitimen ukrainischen Verteidigungsanlagen von Odessa zu beseitigen, eine Methode, die der Kreml mehrmals anwendet, der sich jetzt völlig unzuverlässig auf seine Versprechen hält. Auch die Türkei bewegt sich in ähnlicher Weise: Die schlechte Wirtschaftslage zwingt dem türkischen Volk Ablenkungsstrategien auf, internationaler Aktivismus dient dazu, die schlechte Verwaltung der Wirtschaft des Landes zu kaschieren, diplomatische Relevanz zu suchen, die auch dazu dient, die moralische Niederlage zu vertuschen, die ihm zugefügt wurde Die Bereitschaft der USA, die Länder Schweden und Finnland in das Atlantische Bündnis aufzunehmen, wogegen Ankara ist, weil es sie als Zufluchtsort für Kurden betrachtet. Die türkische Unterstützung bei den Weizenverhandlungen ist für ein Land, das jetzt auf der internationalen Bühne wie Russland isoliert ist, von entscheidender Bedeutung, und genau über Ankara versucht Moskau auch, ein mögliches Scheitern des Projekts der Opposition der Ukraine anzulasten, die sicherlich nicht von der Möglichkeit überzeugt ist Odessa aus der Seeverteidigung zu entlassen, in diesem Fall wäre es eine natürliche Konsequenz für den Kreml, Kiew für das Versäumnis, Getreide an afrikanische Länder zu liefern, verantwortlich zu machen; Auch wenn die Beweise für alle sichtbar sind, sollte daran erinnert werden, dass die meisten afrikanischen und asiatischen Länder nach dem Einmarsch in die Ukraine keine offizielle Position gegen Moskau bezogen und wahrscheinlich die russische Verantwortung für den Mangel an Getreide nicht anerkennen würden. Zusammen mit dieser Taktik argumentiert Putin, dass das Nahrungsmitteldefizit nicht auf die spezielle Militäroperation zurückzuführen sein kann, sondern dass dies zusätzlich zu dem Beginn der Coronavirus-Epidemie auf westliche Sanktionen gegen Russland zurückzuführen ist. Die Zahlen der verlorenen Exporte sagen jedoch genau das Gegenteil: Die Ukraine hatte vor dem Konflikt einen Marktanteil von zehn Prozent an der weltweiten Gesamtmenge an Weizen und Mais, ein sehr bedeutender Anteil in einer ohnehin schwierigen globalen Ernährungssituation zu Wasserknappheit für die Bewässerung und Hungersnot. Derzeit gibt es 22,5 Millionen Tonnen Getreide, die seit Beginn des Konflikts blockiert wurden. Lebensmittel können nur mit der Eisenbahn außer Landes gebracht werden, insbesondere über Polen, aber es gibt objektive Schwierigkeiten, die die Transportmengen begrenzen, darunter die verringerte Kapazität der Züge und die Schmalspur der ukrainischen Eisenbahnen, das den Umschlag von Getreide erzwingt, sobald es in Europa ankommt. Der ukrainische Präsident prognostizierte, dass die Menge des blockierten Getreides im Herbst auf etwa 75 Millionen Tonnen steigen könnte, sollte der Konflikt andauern, und räumte ein, dass für den Export Seekorridore benötigt werden: Derzeit laufen nicht nur die Kiewer Gespräche über das Argument mit der Türkei und den Vereinten Nationen, aber auch mit dem Vereinigten Königreich, Polen und den baltischen Staaten, gerade um den Schienenverkehr zu reduzieren. Es bleibt jedoch das Fehlen eines Dialogs mit Russland, den nicht einmal die Ernsthaftigkeit des Hungerproblems in der Welt lösen kann. Im Gegenteil, genau dieses Argument hätte einen Ausgangspunkt für die Entwicklung eines gemeinsamen Diskurses darstellen können, um den Weg, wenn nicht des Friedens, so doch zumindest des Waffenstillstands zu beschreiten, aber die russische Arroganz zeigte einmal mehr ihre wahre Absicht, nicht aufzuhören nichts, um ihre illegalen Ziele nach den Grundsätzen des Völkerrechts zu erreichen.

Le problème du blé ukrainien utilisé par la Russie à ses propres fins.

 La spéculation sur le blé ukrainien, pour réduire la pénurie de réserves des pays africains, cache une série de problèmes qui le rendent fonctionnel à une série d'intérêts conflictuels, non seulement des parties concernées, mais aussi des acteurs internationaux, comme la Turquie, qui poursuivent leurs propres fins. La presse russe affirme que Moscou et Ankara, grâce à l'intervention de médiation des Nations Unies, sont parvenus à un accord préliminaire pour permettre l'exportation du genre de Kiev par un corridor maritime au départ du port d'Odessa. La première condition est le déminage du port d'Odessa, formellement pour assurer une sécurité maximale aux navires partant pour la mer Noire, mais l'intention du Kremlin est claire : libérer la côte d'Odessa de la menace des bombes marines pour préparer et favoriser un débarquement de l'armée russe ; en outre, une autre règle imposée par Moscou est d'inspecter les navires marchands pour éviter tout transport d'armes pour les forces armées ukrainiennes. Les craintes de Kiev ne peuvent être que fondées, Poutine entend utiliser les famines futures de manière instrumentale pour supprimer les légitimes défenses ukrainiennes d'Odessa, c'est une méthode utilisée à plusieurs reprises par le Kremlin, qui est désormais totalement incertain sur ses promesses. La Turquie évolue également de manière similaire : la mauvaise situation économique impose des stratégies de distraction envers le peuple turc, l'activisme international est fonctionnel pour couvrir la mauvaise administration de l'économie du pays, pour rechercher la pertinence diplomatique, qui sert également à couvrir la défaite morale donnée par le Volonté américaine d'inclure les pays de la Suède et de la Finlande dans l'Alliance atlantique, à laquelle Ankara s'oppose car elle les considère comme un refuge pour les Kurdes. Le soutien de la Turquie dans la négociation du blé est essentiel pour un pays désormais isolé sur la scène internationale comme la Russie et précisément à travers Ankara, Moscou tente également de rejeter la responsabilité d'un éventuel échec du projet sur l'opposition de l'Ukraine, certainement pas convaincue par la possibilité de écarter Odessa des défenses maritimes, dans ce cas, ce serait une conséquence naturelle pour le Kremlin de blâmer Kiev pour l'échec de l'approvisionnement en céréales des pays africains ; même si les preuves sont là pour tous, il faut rappeler que la plupart des pays africains et asiatiques n'ont pas pris de position officielle contre Moscou après l'invasion de l'Ukraine et ne reconnaîtraient probablement pas la responsabilité de la Russie dans le manque d'approvisionnement en céréales. Parallèlement à cette tactique, Poutine soutient que le déficit alimentaire ne peut pas tomber sur l'opération militaire spéciale, mais que cela, en plus d'avoir commencé avec l'épidémie de coronavirus, est dû aux sanctions occidentales contre la Russie. Les chiffres des exportations perdues disent cependant tout le contraire : l'Ukraine, avant le conflit, détenait une part de marché égale à dix pour cent du total mondial de blé et de maïs, une part très importante dans une situation alimentaire mondiale déjà difficile. à la rareté de l'eau pour l'irrigation et à la famine. Il y a actuellement 22,5 millions de tonnes de céréales bloquées depuis le début du conflit. Les moyens qui permettent de faire sortir la nourriture du pays ne sont que ceux par chemin de fer, notamment à travers la Pologne, mais il existe des difficultés objectives qui limitent les quantités de transport, notamment la capacité réduite des trains et l'écartement étroit des chemins de fer ukrainiens, ce qui oblige au transbordement des céréales une fois arrivées en Europe. Le président ukrainien a prédit que, si le conflit se poursuivait, la quantité de céréales bloquées pourrait atteindre environ 75 millions de tonnes à l'automne et a admis que des corridors maritimes étaient nécessaires pour l'exportation : en ce moment, les pourparlers de Kiev sur « l'argument sont en cours non seulement avec la Turquie et les Nations unies, mais aussi avec le Royaume-Uni, la Pologne et les pays baltes, précisément pour réduire le transport ferroviaire. Cependant, il reste l'absence d'un dialogue avec la Russie, qui, même pas la gravité du problème de la faim dans le monde, n'arrive à débloquer. Au contraire, cet argument même aurait pu constituer un point de départ pour élaborer un discours commun pour s'engager sur la voie, sinon de la paix, du moins du cessez-le-feu, mais l'arrogance russe a une fois de plus montré sa véritable intention de ne pas s'arrêter face. rien pour atteindre leurs objectifs illégaux, selon les principes du droit international.

O problema do trigo ucraniano usado pela Rússia para seus próprios fins.

 A especulação sobre o trigo ucraniano, para diminuir a escassez de reservas dos países africanos, esconde uma série de problemas que a tornam funcional a uma série de interesses conflitantes, não só das partes envolvidas, mas também de atores internacionais, como a Turquia, que perseguem seus próprios propósitos. A imprensa russa diz que Moscou e Ancara, graças à intervenção de mediação das Nações Unidas, chegaram a um acordo preliminar para permitir a exportação do gênero de Kiev através de um corredor marítimo a partir do porto de Odessa. A primeira condição é a desminagem do porto de Odessa, formalmente para garantir a máxima segurança aos navios que partem para o Mar Negro, mas a intenção do Kremlin é clara: libertar a costa de Odessa da ameaça de bombas marítimas para preparar e favorecer o desembarque de os militares russos; além disso, outra regra imposta por Moscou é inspecionar navios mercantes para evitar qualquer transporte de armas para as forças armadas ucranianas. Os temores de Kiev não podem ser mais do que fundados, Putin pretende usar as fomes futuras de forma instrumental para remover as legítimas defesas ucranianas de Odessa, este é um método usado várias vezes pelo Kremlin, que agora não é totalmente confiável em suas promessas. A Turquia também se move de forma semelhante: a má situação econômica impõe estratégias de distração ao povo turco, o ativismo internacional é funcional para encobrir a má administração da economia do país, buscar relevância diplomática, que serve também para encobrir a derrota moral dada pelo Disposição dos EUA de incluir os países da Suécia e da Finlândia na Aliança Atlântica, à qual Ancara se opõe porque os considera um refúgio para os curdos. O apoio turco na negociação do trigo é essencial para um país agora isolado no cenário internacional como a Rússia e justamente por meio de Ancara, Moscou também tenta culpar a oposição da Ucrânia por um possível fracasso do projeto, certamente não convencida pela possibilidade de descartar Odessa das defesas marítimas, neste caso seria uma consequência natural para o Kremlin culpar Kiev pelo fracasso no fornecimento de cereais aos países africanos; mesmo que a evidência esteja à vista de todos, deve-se lembrar que a maioria dos países africanos e asiáticos não assumiu uma posição oficial contra Moscou após a invasão da Ucrânia e provavelmente não reconheceria a responsabilidade russa pela falta de suprimentos de grãos. Junto com essa tática, Putin argumenta que o déficit alimentar não pode recair sobre a operação militar especial, mas que isso, além de ter começado com a epidemia de coronavírus, se deve às sanções ocidentais contra a Rússia. Os números de exportações perdidas, no entanto, dizem exatamente o contrário: a Ucrânia, antes do conflito, detinha uma participação de mercado igual a dez por cento do total mundial de trigo e milho, uma participação muito significativa em uma situação alimentar global já difícil. à escassez de água para irrigação e à fome. Existem atualmente 22,5 milhões de toneladas de cereais, que estão bloqueadas desde o início do conflito. Os meios que permitem a saída de alimentos do país são apenas os ferroviários, sobretudo através da Polónia, mas existem dificuldades objectivas que limitam as quantidades de transporte, nomeadamente a capacidade reduzida dos comboios e a bitola estreita dos caminhos-de-ferro ucranianos, que obriga ao transbordo dos cereais assim que chegam à Europa. O presidente ucraniano previu que, caso o conflito continue, a quantidade de cereais bloqueados poderá subir para cerca de 75 milhões de toneladas no outono e admitiu que são necessários corredores marítimos para a exportação: neste momento as negociações de Kiev sobre o 'argumento estão em andamento não apenas com a Turquia e as Nações Unidas, mas também com o Reino Unido, a Polónia e os países bálticos, precisamente para reduzir o transporte ferroviário. No entanto, permanece a ausência de um diálogo com a Rússia, que nem mesmo a gravidade do problema da fome no mundo consegue desbloquear. Pelo contrário, esse mesmo argumento poderia ter constituído um ponto de partida para desenvolver um discurso comum para começar na estrada, se não de paz, pelo menos de cessar-fogo, mas a arrogância russa mais uma vez mostrou sua verdadeira intenção de não parar. nada para atingir seus objetivos ilegais, de acordo com os princípios do direito internacional.