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mercoledì 15 dicembre 2021

Ribellione nel partito conservatore inglese per le misure contro la pandemia

 Il governo britannico di Boris Johnson segnala una debolezza intrinseca, che rischia di destabilizzare il paese in una fase difficile a causa della pressione del Covid. I nuovi sacrifici per limitare la pandemia, aumentata grazie alla nuova variante, richiesti dall’esecutivo di Londra ai suoi cittadini hanno causato un profondo dissenso nello stesso partito del premier, che si è manifestato con un voto contrario di ben cento parlamentari conservatori. La sensazione è che i sentimenti molto libertari, soprattutto verso la tutela delle libertà individuali, dei conservatori inglesi siano stati traditi non solo da misure ritenute profondamente anti libertarie, ma anche dalla confusione e contraddizione degli annunci che hanno contrassegnato la comunicazione di queste soluzioni. Le maggiori provocazioni sono state avvertite circa l’adozione di certificati per accedere a locali pubblici e ciò ha determinato il voto contrario dei conservatori; il governo, pur contando su di una maggioranza di ben 79 voti è dovuto ricorrere all’aiuto dell’opposizione laburista per fare approvare i provvedimenti anti Covid. Politicamente si tratta di una vera e propria umiliazione che segnala un calo nella leadership di Johnson sia all’interno del governo, che dentro al partito conservatore, aprendo alla possibilità di nuovi scenari ed equilibri: infatti, se la tenuta del governo non sembra troppo in pericolo, l’autorevolezza del premier, anche come capo del partito, ne esce abbastanza compromessa. Analisi dei politologi britannici parlano della più grande ribellione che ha dovuto soffrire un primo ministro inglese; del resto il voto contrario di circa 100 deputati del partito di governo rappresentano un segnale inequivocabile. Il segnale verso Johnson è chiaramente politico, perché sia la provvisorietà, che la volontà meno invasiva rispetto ad altri paesi, del provvedimento per contrastare il Covid non avevano le caratteristiche di perentorietà e cogenza troppo esasperate, proprio per non offendere la sensibilità conservatrice sui temi delle libertà individuali. Anche il fatto che il dissenso sia partito dal gruppo conservatore dei deputati che non hanno responsabilità di governo, segnala una frattura del premier con la base del partito; infatti proprio da questa ala dei conservatori arriva la richiesta di un maggiore coinvolgimento sia di tutti i deputati conservatori, che dell’intera organizzazione del partito; proprio a questo proposito l’accusa maggiore è che i provvedimenti andranno a complicare i settori del commercio e del turismo, molto vicini al partito di governo, nel periodo natalizio, quello dove si registra una parte considerevole degli incassi dell’intero anno.  Un ulteriore pericolo segnalato dai ribelli conservatori è che il previsto obbligo del vaccino per i lavoratori dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale potrebbe provocare un esodo dal lavoro, quantificato nella previsione di circa 60.000 dipendenti, che metterebbe in grande difficoltà il sistema sanitario inglese. Tutti questi segnali causano un futuro difficile per il premier, soprattutto nella continuazione della lotta alla pandemia, che è tutt’altro che sconfitta: la necessità di prendere decisioni, anche drastiche, dovrà essere mitigata dalla contrarietà, ormai chiara e palese, della base del partito ed un esito possibile sarà un’azione di governo troppo prudente, con una conseguente salita dei contagi o, in alternativa una situazione di crisi continua che potrebbe sfociare in una ingovernabilità del paese; appare impensabile che l’esecutivo possa portare avanti la sua azione di governo con il sostegno dell’opposizione, che, oltre tutto, si accredita come forza responsabile del paese sostenendo provvedimenti, che, seppur condivisi, provengono dal maggiore avversario politico. Tuttavia i problemi non sono solo di Johnson, anche nel campo laburista ci sono state critiche per il sostegno ai provvedimenti anti Covid, provenienti dal precedente leader Corbyn, che sostiene, al pari dei ribelli conservatori, come le soluzioni adottate siano contrarie alla coesione nazionale e generino profonde divisioni che impediscono la cooperazione delle forze politiche e sociali. Corbyn ha votato in aperto contrasto con quanto indicato dal partito, cioè di sostenere i provvedimenti anti covid, seppure provenienti dal governo, aprendo un caso analogo a quello dei conservatori, anche nel partito laburista, dove appare però, ancora una volta in minoranza. Non si sa se la posizione del vecchio leader è dettata da reali considerazioni o da una tattica utilizzata per delegittimare il gruppo dirigente dei laburisti, contrario alla sua linea politica, ma in ogni caso appare una posizione perdente. Il Regno Unito, quindi, denuncia una situazione politica preoccupante per il suo futuro, con i due partiti maggiori divisi al loro interno, anche se quella conservatrice, al momento, appare la situazione più complicata.

Rebellion in the British Conservative Party for measures against the pandemic

 The British government of Boris Johnson signals an intrinsic weakness, which risks destabilizing the country in a difficult phase due to the pressure of Covid. The new sacrifices to limit the pandemic, which has increased thanks to the new variant, requested by the London executive of its citizens have caused profound dissent in the premier's own party, which manifested itself with a vote against by as many as one hundred conservative parliamentarians. The feeling is that the very libertarian sentiments, especially towards the protection of individual freedoms, of the British conservatives have been betrayed not only by measures considered profoundly anti-libertarian, but also by the confusion and contradiction of the announcements that have marked the communication of these solutions. The greatest provocations were warned about the adoption of certificates to access public places and this resulted in the conservatives voting against; the government, while counting on a majority of 79 votes, had to resort to the help of the Labor opposition to get the anti-Covid measures approved. Politically it is a real humiliation that signals a decline in Johnson's leadership both within the government and within the conservative party, opening up to the possibility of new scenarios and balances: in fact, if the government does not seem too strong. danger, the authority of the premier, even as party leader, is quite compromised. Analyzes by British political scientists speak of the greatest rebellion that an English prime minister had to suffer; after all, the vote against by about 100 deputies from the ruling party is an unequivocal signal. The signal to Johnson is clearly political, because both the provisional nature and the less invasive will than in other countries of the measure to combat Covid did not have the characteristics of peremptory and cogency that were too exasperated, precisely in order not to offend the conservative sensitivity on the issues of individual freedoms. The fact that the dissent originated from the conservative group of deputies who do not have government responsibilities also signals a break between the premier and the party base; in fact, it is precisely from this wing of the conservatives that the request for greater involvement of both conservative deputies and the entire party organization comes; precisely in this regard, the main accusation is that the measures will complicate the trade and tourism sectors, very close to the ruling party, during the Christmas period, the one where a considerable part of the entire year's proceeds is recorded. A further danger reported by the conservative rebels is that the foreseen obligation of the vaccine for employees of the National Health Service could cause an exodus from work, quantified in the forecast of about 60,000 employees, which would put the British health system in great difficulty. All these signals cause a difficult future for the premier, especially in the continuation of the fight against the pandemic, which is far from defeat: the need to make decisions, even drastic ones, will have to be mitigated by the now clear and evident opposition of the basis of the party and a possible outcome will be a government action that is too prudent, with a consequent rise in infections or, alternatively, a continuous crisis situation that could lead to an ungovernability of the country; it seems unthinkable that the executive could carry out its government action with the support of the opposition, which, above all, is credited as a responsible force in the country by supporting measures, which, although shared, come from the greatest political opponent. However, the problems are not only Johnson's, even in the Labor field there have been criticisms for supporting the anti Covid measures, coming from the previous leader Corbyn, who argues, like the conservative rebels, that the solutions adopted are contrary to national cohesion and generate deep divisions that prevent the cooperation of political and social forces. Corbyn voted in open contrast to what the party indicated, that is, to support the anti-covid measures, albeit coming from the government, opening a case similar to that of the conservatives, even in the Labor party, where it appears however, once again in the minority. It is not known whether the position of the old leader is dictated by real considerations or by a tactic used to delegitimize the Labor leadership group, contrary to his political line, but in any case it appears to be a losing position. The United Kingdom, therefore, denounces a worrying political situation for its future, with the two major parties divided within them, even if the conservative one, at the moment, appears to be the most complicated situation.

Rebelión en el Partido Conservador británico por medidas contra la pandemia

 El gobierno británico de Boris Johnson señala una debilidad intrínseca, que corre el riesgo de desestabilizar al país en una fase difícil por la presión de Covid. Los nuevos sacrificios para limitar la pandemia, que se ha incrementado gracias a la nueva variante, solicitada por el ejecutivo londinense de sus ciudadanos, han provocado una profunda disidencia en el propio partido del primer ministro, que se manifestó con un voto en contra de hasta un centenar de parlamentarios conservadores. . La sensación es que los mismos sentimientos libertarios, especialmente hacia la protección de las libertades individuales, de los conservadores británicos han sido traicionados no solo por medidas consideradas profundamente anti-libertarias, sino también por la confusión y contradicción de los anuncios que han marcado la comunicación de estas soluciones. Las mayores provocaciones fueron advertidas sobre la adopción de certificados para acceder a lugares públicos y esto resultó en que los conservadores votaran en contra; el gobierno, si bien contaba con una mayoría de 79 votos, tuvo que recurrir a la ayuda de la oposición laborista para que se aprobaran las medidas anti-Covid. Políticamente es una verdadera humillación que señala un declive en el liderazgo de Johnson tanto dentro del gobierno como dentro del partido conservador, abriéndose a la posibilidad de nuevos escenarios y equilibrios: de hecho, si el gobierno no parece demasiado fuerte. Peligro, la autoridad del primer ministro, incluso como líder del partido, está bastante comprometido. Los análisis de los politólogos británicos hablan de la mayor rebelión que tuvo que sufrir un primer ministro inglés; después de todo, el voto en contra de unos 100 diputados del partido gobernante es una señal inequívoca. La señal para Johnson es claramente política, porque tanto el carácter provisional como la voluntad menos invasiva que en otros países de la medida de combate al Covid no tenían las características de perentorio y contundente que eran demasiado exasperadas, precisamente para no ofender a los conservadores. Sensibilidad sobre las cuestiones de las libertades individuales. El hecho de que la disidencia se originó en el grupo conservador de diputados que no tienen responsabilidades gubernamentales también indica una ruptura entre el primer ministro y la base del partido; de hecho, es precisamente de esta ala de los conservadores de donde viene la petición de una mayor implicación tanto de los diputados conservadores como de toda la organización del partido; Precisamente al respecto, la principal acusación es que las medidas complicarán a los sectores comercial y turístico, muy cercanos al oficialismo, durante la época navideña, en la que se registra una parte considerable de la recaudación de todo el año. Un peligro más informado por los rebeldes conservadores es que la obligación prevista de la vacuna para los empleados del Servicio Nacional de Salud podría provocar un éxodo del trabajo, cuantificado en la previsión de unos 60.000 empleados, lo que pondría en grandes dificultades al sistema sanitario británico. Todas estas señales provocan un futuro difícil para el primer ministro, especialmente en la continuación de la lucha contra la pandemia, que está lejos de la derrota: la necesidad de tomar decisiones, incluso drásticas, tendrá que ser mitigada por la ahora clara y evidente oposición. de la base del partido y un posible desenlace será una acción de gobierno demasiado prudente, con el consiguiente aumento de contagios o, alternativamente, una situación de crisis continua que podría llevar a la ingobernabilidad del país; Parece impensable que el Ejecutivo pueda llevar a cabo su acción de gobierno con el apoyo de la oposición, a la que, sobre todo, se le acredita como fuerza responsable en el país por las medidas de apoyo que, aunque compartidas, provienen del mayor opositor político. Sin embargo, los problemas no son solo de Johnson, incluso en el campo laborista ha habido críticas por el apoyo a las medidas anti Covid, provenientes del anterior líder Corbyn, quien sostiene, al igual que los rebeldes conservadores, que las soluciones adoptadas son contrarias a las políticas nacionales. cohesión y generan profundas divisiones que impiden la cooperación de fuerzas políticas y sociales. Corbyn votó en franco contraste con lo señalado por el partido, es decir, apoyar las medidas anti-covid, aunque viniendo del gobierno, abriendo un caso similar al de los conservadores, incluso en el Partido Laborista, donde aparece, sin embargo, una vez más en minoría. No se sabe si la posición del viejo líder está dictada por consideraciones reales o por una táctica utilizada para deslegitimar al grupo de liderazgo laborista, contraria a su línea política, pero en cualquier caso parece ser una posición perdedora. El Reino Unido, por tanto, denuncia una situación política preocupante para su futuro, con los dos grandes partidos divididos en su interior, aunque el conservador, de momento, parece ser la situación más complicada.

Aufstand in der britischen Konservativen Partei wegen Maßnahmen gegen die Pandemie

 Die britische Regierung von Boris Johnson signalisiert eine intrinsische Schwäche, die das Land in einer schwierigen Phase durch den Druck von Covid zu destabilisieren droht. Die neuen Opfer zur Begrenzung der Pandemie, die dank der neuen Variante zugenommen haben, die von der Londoner Exekutive ihrer Bürger gefordert wurde, haben in der eigenen Partei des Premiers zu tiefem Dissens geführt, der sich in einer Gegenstimme von bis zu hundert konservativen Parlamentariern manifestierte . Man hat das Gefühl, dass die sehr libertären Gefühle der britischen Konservativen, insbesondere in Bezug auf den Schutz der individuellen Freiheiten, nicht nur durch zutiefst antilibertäre Maßnahmen verraten wurden, sondern auch durch die Verwirrung und den Widerspruch der Ankündigungen, die die Kommunikation der diese Lösungen. Die größten Provokationen wurden vor der Einführung von Zertifikaten für den Zugang zu öffentlichen Plätzen gewarnt, was dazu führte, dass die Konservativen dagegen stimmten; Die Regierung, die mit einer Mehrheit von 79 Stimmen rechnete, musste auf die Hilfe der Labour-Opposition zurückgreifen, um die Anti-Covid-Maßnahmen zu genehmigen. Politisch ist es eine echte Demütigung, die einen Rückgang von Johnsons Führung sowohl innerhalb der Regierung als auch innerhalb der konservativen Partei signalisiert und die Möglichkeit neuer Szenarien und Gleichgewichte eröffnet: tatsächlich, wenn die Regierung nicht zu stark erscheint des Premiers, selbst als Parteichef, ist ziemlich kompromittiert. Analysen britischer Politologen sprechen von der größten Rebellion, die ein englischer Premierminister erleiden musste; immerhin ist das Nein von rund 100 Abgeordneten der Regierungspartei ein eindeutiges Signal. Das Signal an Johnson ist eindeutig politisch, denn sowohl der provisorische Charakter als auch der weniger invasive Wille als in anderen Ländern der Maßnahme zur Covid-Bekämpfung hatten nicht die zu verärgerten Züge der Zähigkeit und Dringlichkeit, gerade um die Konservativen nicht zu beleidigen Sensibilität in Fragen der individuellen Freiheiten. Auch der Umstand, dass der Dissens von der konservativen Gruppe der nicht-staatlichen Abgeordneten ausging, signalisiert einen Bruch zwischen dem Premier und der Parteibasis; tatsächlich kommt gerade von diesem Flügel der Konservativen die Forderung nach stärkerem Engagement sowohl der konservativen Abgeordneten als auch der gesamten Parteiorganisation; Gerade in diesem Zusammenhang lautet der Hauptvorwurf, dass die Maßnahmen die parteinahe Handels- und Tourismusbranche in der Weihnachtszeit, in der ein erheblicher Teil des Gesamtjahreserlöses verbucht wird, erschweren werden. Eine weitere Gefahr, die von den konservativen Rebellen berichtet wird, besteht darin, dass die absehbare Pflicht des Impfstoffs für Mitarbeiter des National Health Service zu einer Arbeitsflucht führen könnte, die in der Prognose von rund 60.000 Mitarbeitern beziffert wird, was das britische Gesundheitssystem in große Schwierigkeiten bringen würde. All diese Signale bescheren dem Premier eine schwierige Zukunft, insbesondere in der Fortsetzung des Kampfes gegen die Pandemie, die noch lange nicht besiegt ist: Die Notwendigkeit, auch drastische Entscheidungen zu treffen, muss durch die jetzt deutliche und offensichtliche Opposition gemildert werden der Parteibasis und ein mögliches Ergebnis ein zu vorsichtiges staatliches Handeln mit einem daraus resultierenden Anstieg der Infektionen oder alternativ eine anhaltende Krisensituation, die zu einer Unregierbarkeit des Landes führen könnte; Es erscheint undenkbar, dass die Exekutive ihr Regierungshandeln mit Unterstützung der Opposition, die vor allem als verantwortliche Kraft im Land gilt, durch unterstützende Maßnahmen durchführen könnte, die zwar geteilt, aber vom größten politischen Gegner ausgehen. Die Probleme sind jedoch nicht nur Johnsons, auch im Labour-Bereich gab es Kritik an der Unterstützung der Anti-Covid-Maßnahmen, die von dem früheren Führer Corbyn ausgeht, der wie die konservativen Rebellen argumentiert, dass die angenommenen Lösungen im Widerspruch zu nationalen Zusammenhalt und erzeugen tiefe Spaltungen, die die Zusammenarbeit von politischen und sozialen Kräften verhindern. Corbyn stimmte in offenem Gegensatz zu dem, was die Partei angedeutet hatte, nämlich die Anti-Covid-Maßnahmen zu unterstützen, obwohl sie von der Regierung kamen, und eröffnete einen Fall ähnlich dem der Konservativen, sogar in der Labour-Partei, wo er jedoch auftritt. wieder in der Minderheit. Es ist nicht bekannt, ob die Position des alten Führers von realen Erwägungen diktiert wird oder von einer Taktik zur Delegitimierung der Labour-Führungsgruppe im Gegensatz zu seiner politischen Linie, aber auf jeden Fall scheint es eine verlorene Position zu sein. Das Vereinigte Königreich prangert daher eine besorgniserregende politische Situation für seine Zukunft an, in der die beiden großen Parteien gespalten sind, auch wenn die konservative derzeit die komplizierteste Situation zu sein scheint.

Rébellion au sein du Parti conservateur britannique pour des mesures contre la pandémie

 Le gouvernement britannique de Boris Johnson signale une faiblesse intrinsèque, qui risque de déstabiliser le pays dans une phase difficile en raison de la pression du Covid. Les nouveaux sacrifices pour limiter la pandémie, qui a augmenté grâce à la nouvelle variante, demandés par l'exécutif londonien de ses citoyens ont provoqué une profonde dissidence dans le propre parti du premier ministre, qui s'est manifesté par un vote contre jusqu'à cent parlementaires conservateurs. . Le sentiment est que les sentiments très libertaires, notamment envers la protection des libertés individuelles, des conservateurs britanniques ont été trahis non seulement par des mesures considérées comme profondément anti-libertaires, mais aussi par la confusion et la contradiction des annonces qui ont marqué la communication de ces solutions. Les plus grandes provocations ont été mises en garde contre l'adoption d'attestations d'accès aux lieux publics et cela a conduit les conservateurs à voter contre ; le gouvernement, tout en comptant sur une majorité de 79 voix, a dû recourir à l'aide de l'opposition travailliste pour faire approuver les mesures anti-Covid. Politiquement c'est une véritable humiliation qui signale une baisse du leadership de Johnson tant au sein du gouvernement qu'au sein du parti conservateur, ouvrant à la possibilité de nouveaux scénarios et équilibres : en effet, si le gouvernement ne semble pas trop dangereux, l'autorité du premier ministre, même en tant que chef de parti, est assez compromis. Les analyses des politologues britanniques parlent de la plus grande rébellion qu'un premier ministre anglais ait eu à subir ; après tout, le vote contre une centaine de députés du parti au pouvoir est un signal sans équivoque. Le signal à Johnson est clairement politique, car tant le caractère provisoire que la volonté moins envahissante que dans d'autres pays de la mesure de lutte contre le Covid n'avaient pas des caractéristiques de péremption et de force trop exaspérées, pour justement ne pas heurter les conservateurs. sensibilité sur les questions des libertés individuelles. Le fait que la dissidence provienne du groupe conservateur des députés qui n'ont pas de responsabilités gouvernementales signale également une rupture entre le premier ministre et la base du parti ; en fait, c'est précisément de cette aile des conservateurs que vient la demande d'une plus grande implication des députés conservateurs et de l'ensemble de l'organisation du parti ; précisément à cet égard, la principale accusation est que les mesures compliqueront les secteurs du commerce et du tourisme, très proches du parti au pouvoir, pendant la période de Noël, celle où une partie considérable des recettes de l'année entière est enregistrée. Un autre danger signalé par les rebelles conservateurs est que l'obligation prévue du vaccin pour les employés du National Health Service pourrait provoquer un exode du travail, chiffré dans la prévision d'environ 60.000 employés, ce qui mettrait le système de santé britannique en grande difficulté. Tous ces signaux annoncent un avenir difficile au premier ministre, notamment dans la poursuite de la lutte contre la pandémie, qui est loin d'être défaite : la nécessité de prendre des décisions, même drastiques, devra être atténuée par l'opposition désormais claire et évidente. de la base du parti et une issue possible sera une action gouvernementale trop prudente, avec une augmentation conséquente des infections ou, à défaut, une situation de crise continue qui pourrait conduire à une ingouvernabilité du pays ; il paraît impensable que l'exécutif puisse mener son action gouvernementale avec le soutien de l'opposition, qui, surtout, est créditée comme une force responsable dans le pays par des mesures de soutien, qui, bien que partagées, émanent du plus grand opposant politique. Cependant, les problèmes ne sont pas seulement ceux de Johnson, même dans le domaine travailliste, il y a eu des critiques pour le soutien aux mesures anti-Covid, venant de l'ancien leader Corbyn, qui soutient, comme les rebelles conservateurs, que les solutions adoptées sont contraires aux normes nationales. cohésion et génèrent de profondes divisions qui empêchent la coopération des forces politiques et sociales. Corbyn a voté ouvertement contrairement à ce qu'indiquait le parti, à savoir soutenir les mesures anti-covid, bien que venant du gouvernement, ouvrant une affaire similaire à celle des conservateurs, même au sein du Parti travailliste, où il apparaît pourtant, encore une fois en minorité. On ne sait pas si la position de l'ancien leader est dictée par des considérations réelles ou par une tactique utilisée pour délégitimer le groupe de direction travailliste, contrairement à sa ligne politique, mais en tout cas, il s'agit d'une position perdante. Le Royaume-Uni dénonce donc une situation politique préoccupante pour son avenir, avec les deux grands partis divisés en leur sein, même si le conservateur, pour le moment, apparaît comme la situation la plus compliquée.

Rebelião do Partido Conservador Britânico por medidas contra a pandemia

 O governo britânico de Boris Johnson sinaliza uma fragilidade intrínseca, que corre o risco de desestabilizar o país em uma fase difícil devido à pressão da Covid. Os novos sacrifícios para limitar a pandemia, que aumentou graças à nova variante, solicitada pelo executivo londrino de seus cidadãos, causou profunda dissensão no próprio partido do primeiro-ministro, que se manifestou com o voto contra de até cem parlamentares conservadores . O sentimento é que os próprios sentimentos libertários, especialmente em relação à proteção das liberdades individuais, dos conservadores britânicos foram traídos não apenas por medidas consideradas profundamente anti-libertárias, mas também pela confusão e contradição dos anúncios que marcaram a comunicação de essas soluções. As maiores provocações foram alertadas sobre a adoção de certificados de acesso a lugares públicos e isso resultou no voto contra dos conservadores; o governo, embora contasse com uma maioria de 79 votos, teve que recorrer à ajuda da oposição trabalhista para conseguir a aprovação das medidas anti-Covid. Politicamente, é uma verdadeira humilhação que sinaliza um declínio da liderança de Johnson tanto dentro do governo quanto dentro do partido conservador, abrindo a possibilidade de novos cenários e equilíbrios: na verdade, se o governo não parece muito forte. Perigo, a autoridade do primeiro-ministro, mesmo como líder do partido, está bastante comprometido. As análises de cientistas políticos britânicos falam da maior rebelião que um primeiro-ministro inglês teve de sofrer; afinal, o voto contra de cerca de 100 deputados do partido no poder é um sinal inequívoco. O sinal para Johnson é claramente político, pois tanto o caráter provisório quanto a vontade menos invasiva do que em outros países da medida de combate à Covid não tinham as características de peremptória e convincente que eram exasperadas, justamente para não ofender os conservadores sensibilidade nas questões das liberdades individuais. O fato de a dissidência ter origem no grupo conservador de deputados que não têm responsabilidades governamentais também sinaliza uma ruptura entre o primeiro-ministro e a base partidária; na verdade, é precisamente desta ala dos conservadores que vem o pedido de maior envolvimento dos deputados conservadores e de toda a organização do partido; justamente a este respeito, a principal acusação é de que as medidas vão complicar os sectores do comércio e do turismo, muito próximos do partido no poder, durante a época natalícia, aquela em que se regista uma parte considerável da receita anual. Outro perigo relatado pelos rebeldes conservadores é que a obrigação prevista da vacina para os funcionários do Serviço Nacional de Saúde poderia causar um êxodo do trabalho, quantificado na previsão de cerca de 60 mil funcionários, o que colocaria o sistema de saúde britânico em grande dificuldade. Todos esses sinais trazem um futuro difícil para o premiê, principalmente na continuidade do combate à pandemia, que está longe de ser derrotado: a necessidade de tomar decisões, mesmo drásticas, terá de ser mitigada pela agora clara e evidente oposição da base do partido e como resultado possível será uma ação governamental muito prudente, com o consequente aumento das infecções ou, alternativamente, uma situação de crise contínua que pode levar a uma ingovernabilidade do país; parece impensável que o Executivo possa realizar sua ação governamental com o apoio da oposição, que, acima de tudo, é considerada uma força responsável no país por apoiar medidas que, embora compartilhadas, partem do maior adversário político. Porém, os problemas não são só de Johnson, mesmo no campo trabalhista já houve críticas ao apoio às medidas anti Covid, vindas do líder anterior Corbyn, que argumenta, como os rebeldes conservadores, que as soluções adotadas são contrárias às nacionais coesão e geram divisões profundas que impedem a cooperação das forças políticas e sociais. Corbyn votou abertamente ao que indicava o partido, ou seja, apoiar as medidas anticovídicas, ainda que vindas do governo, abrindo processo semelhante ao dos conservadores, até mesmo no Partido Trabalhista, onde aparece, porém, mais uma vez em minoria. Não se sabe se a posição do antigo líder é ditada por considerações reais ou por uma tática usada para deslegitimar a liderança trabalhista, ao contrário de sua linha política, mas em qualquer caso parece ser uma posição perdedora. O Reino Unido, portanto, denuncia uma situação política preocupante para o seu futuro, com os dois principais partidos divididos entre si, ainda que o conservador, neste momento, pareça ser a situação mais complicada.

Восстание в Британской консервативной партии за меры против пандемии

 Британское правительство Бориса Джонсона сигнализирует о внутренней слабости, которая рискует дестабилизировать страну в трудную фазу из-за давления Covid. Новые жертвы для ограничения пандемии, которая усилилась благодаря новому варианту, запрошенному лондонской исполнительной властью своих граждан, вызвали глубокое несогласие в собственной партии премьер-министра, которое проявилось в том, что против него проголосовали до ста консервативных парламентариев. . Складывается ощущение, что самые либертарианские настроения британских консерваторов, особенно в отношении защиты индивидуальных свобод, были преданы не только мерами, которые считались глубоко антилибертарианскими, но также путаницей и противоречиями в заявлениях, которыми отмечалось общение эти решения. Самые большие провокации были предупреждены о принятии сертификатов на доступ в общественные места, что привело к тому, что консерваторы проголосовали против; Правительство, рассчитывая на большинство в 79 голосов, было вынуждено прибегнуть к помощи лейбористской оппозиции, чтобы добиться одобрения антисовидовых мер. С политической точки зрения это настоящее унижение, которое сигнализирует об упадке лидерства Джонсона как внутри правительства, так и внутри консервативной партии, открывая возможности для новых сценариев и противовесов: на самом деле, если правительство не кажется слишком сильным. Опасность, власть Премьера, даже как партийного лидера, весьма скомпрометирована. Анализы британских политологов говорят о величайшем бунте, который пришлось пережить английскому премьер-министру; В конце концов, голосование «против» около 100 депутатов от правящей партии - это однозначный сигнал. Сигнал для Джонсона явно политический, потому что и временный характер, и менее агрессивная воля, чем в других странах, меры по борьбе с Covid не обладали характеристиками безапелляционного и убедительного, которые были слишком раздражены, именно для того, чтобы не оскорбить консервативных сторонников. щепетильность по вопросам личных свобод. Тот факт, что инакомыслие исходит от консервативной группы депутатов, не имеющих государственных полномочий, также свидетельствует о разрыве между премьер-министром и партийной базой; фактически, именно от этого крыла консерваторов исходит требование о более активном участии как консервативных депутатов, так и всей партийной организации; именно в этом отношении основное обвинение состоит в том, что эти меры усложнят секторы торговли и туризма, очень близкие к правящей партии, в рождественский период, когда фиксируется значительная часть годовой выручки. Еще одна опасность, о которой сообщают консервативные повстанцы, заключается в том, что предусмотренное обязательство вакцины для сотрудников Национальной службы здравоохранения может вызвать массовый уход с работы, количественно оцениваемый в прогнозе около 60 000 сотрудников, что серьезно затруднит британскую систему здравоохранения. Все эти сигналы обуславливают тяжелое будущее премьера, особенно в продолжении борьбы с пандемией, которая далека от поражения: необходимость принимать решения, даже радикальные, придется смягчить за счет уже ясного и очевидного противодействия. основы партии и возможным результатом будет слишком осмотрительное действие правительства с последующим ростом числа инфекций или, альтернативно, продолжительной кризисной ситуацией, которая может привести к неуправляемости страны; кажется немыслимым, чтобы исполнительная власть могла осуществлять свои действия правительства при поддержке оппозиции, которая, прежде всего, считается ответственной силой в стране благодаря мерам поддержки, которые, хотя и разделяются, исходят от крупнейшего политического оппонента. Однако проблемы касаются не только Джонсона, даже в сфере труда была критика за поддержку мер по борьбе с Ковидом со стороны предыдущего лидера Корбина, который утверждает, как и консервативные повстанцы, что принятые решения противоречат национальным правилам. сплоченность и порождают глубокие разногласия, препятствующие сотрудничеству политических и социальных сил. Корбин проголосовал в явном противоречии с тем, что указала партия, а именно, поддержал антиковидные меры, хотя и исходящие от правительства, открыв дело, аналогичное делу консерваторов, даже в Лейбористской партии, где он, однако, фигурирует. снова в меньшинстве. Неизвестно, продиктована ли позиция старого лидера реальными соображениями или тактикой, использованной для делегитимации группы лидеров лейбористов, вопреки его политической линии, но в любом случае эта позиция кажется проигрышной. Поэтому Соединенное Королевство осуждает тревожную политическую ситуацию для своего будущего, когда две основные партии разделены внутри них, даже если консервативная партия на данный момент кажется наиболее сложной ситуацией.

英國保守黨反抗大流行的措施

 鮑里斯·約翰遜 (Boris Johnson) 的英國政府發出了內在弱點的信號,由於 Covid 的壓力,這可能會在困難階段破壞該國的穩定。由於倫敦公民行政部門要求的新變體,為限制大流行而增加的新犧牲在總理自己的政黨中引起了深刻的異議,這表現為多達一百名保守派議員投反對票.人們的感覺是,英國保守派的自由主義情緒,尤其是保護個人自由的情緒不僅被認為是嚴重反自由主義的措施所出賣,而且還因為標誌著這些解決方案。最大的挑釁被警告採用證書進入公共場所,這導致保守派投票反對;政府雖然指望獲得 79 票的多數票,但不得不求助於工黨反對派的幫助,以使反新冠病毒措施獲得批准。從政治上講,這是一種真正的恥辱,表明約翰遜在政府內部和保守黨內部的領導力都在下降,為出現新情況和平衡的可能性打開了大門:事實上,如果政府看起來不太強大。危險,權威總理,即使是黨的領袖,也是相當妥協的。英國政治學家的分析談到了英國首相必須遭受的最大叛亂;畢竟,執政黨大約100名代表投反對票是一個明確的信號。向約翰遜發出的信號顯然是政治性的,因為與其他國家相比,抗擊新冠病毒的措施具有臨時性和侵入性較小的意願,不具有過於激怒的強制性和強制性特徵,正是為了不冒犯保守派對個人自由問題的敏感性。異議來自沒有政府職責的保守派代表,這一事實也標誌著總理和黨內基礎之間的決裂;事實上,正是從這一派保守派中,要求保守派代表和整個黨組織更多地參與進來;正是在這方面,主要的指責是,這些措施將使與執政黨關係密切的貿易和旅遊部門在聖誕節期間複雜化,這一時期全年收入的相當一部分都被記錄在案。保守派反叛者報告的另一個危險是,國家衛生服務部門員工的疫苗的預見義務可能導致工作外流,在大約 60,000 名員工的預測中量化,這將使英國的衛生系統陷入困境。所有這些信號都給總理帶來了艱難的未來,特別是在抗擊大流行的鬥爭中,這遠非失敗:現在明確而明顯的反對將不得不減輕做出決定的必要性,即使是激烈的決定黨的基礎和可能的結果將是政府行動過於謹慎,從而導致感染率上升,或者持續的危機局勢可能導致國家無法治理;行政部門可以在反對派的支持下開展政府行動似乎是不可想像的,而反對派首先被認為是該國負責任的力量,支持措施雖然共享,但來自最大的政治對手。然而,問題不僅是約翰遜的問題,即使在工黨領域,也有人批評支持反冠狀病毒措施,來自前領導人科爾賓,他像保守派叛亂分子一樣辯稱,所採取的解決方案與國家政策背道而馳。凝聚力並產生嚴重的分歧,阻礙政治和社會力量的合作。 Corbyn 投票與該黨所表示的公開對比,即支持反冠狀病毒措施,儘管來自政府,但開立了一個類似於保守派的案件,即使在他出現的工黨中,再次成為少數。不知道這位老領導人的立場是出於真實考慮還是出於使工黨領導小組合法化的策略,與他的政治路線背道而馳,但無論如何,這似乎是一個失敗的立場。因此,英國譴責其未來令人擔憂的政治局勢,兩大黨派內部分裂,即使保守派目前看來是最複雜的局勢。

パンデミック対策のための英国保守党の反乱

 ボリス・ジョンソンの英国政府は、コビッドの圧力のために困難な段階で国を不安定にする危険性がある本質的な弱さを示しています。市民のロンドン幹部によって要求された、新しい変種のおかげで増加したパンデミックを制限するための新しい犠牲は、首相自身の党に深刻な反対を引き起こし、100人もの保守的な国会議員による反対票で現れました。英国の保守派の非常に自由主義的な感情、特に個人の自由の保護に対する感情は、反自由主義者と見なされる措置だけでなく、これらのソリューション。最大の挑発は、公共の場所にアクセスするための証明書の採用について警告され、これは保守派が反対票を投じることになりました。政府は79票の過半数を数えながら、反コビッド対策を承認するために労働党の反対派の助けを借りなければなりませんでした。政治的には、政府内と保守党内の両方でジョンソンのリーダーシップの低下を示すのは本当の屈辱であり、新しいシナリオとバランスの可能性を開きます:実際、政府があまり強くないと思われる場合、危険、当局党首としても、首相の地位はかなり妥協している。英国の政治学者による分析は、英国の首相が苦しめなければならなかった最大の反乱について語っています。結局のところ、与党からの約100人の議員による反対票は明白な合図です。ジョンソンへの合図は明らかに政治的である。なぜなら、暫定的な性質と、コビッドと戦うための措置の他の国よりも侵襲性の低い意志の両方が、保守派を怒らせないために、あまりにも憤慨した寛容と一致の特徴を持っていなかったからである。個人の自由の問題に対する敏感さ。反対意見が政府の責任を持たない保守的な議員グループから生じたという事実もまた、首相と党の基盤の間の断絶を示している。実際、保守派の代理人と党組織全体の両方のより大きな関与を求める要求が来るのは、まさにこの保守派の翼からです。まさにこの点で、主な非難は、クリスマス期間中、与党に非常に近い貿易と観光部門を複雑にするということです。クリスマス期間には、年間の収益のかなりの部分が記録されます。保守的な反政府勢力によって報告されたさらなる危険は、国民保健サービスの従業員に対するワクチンの予見された義務が、約60,000人の従業員の予測で定量化された仕事からの脱出を引き起こし、英国の医療制度を非常に困難にする可能性があることです。これらすべての信号は、特に敗北にはほど遠いパンデミックとの戦いの継続において、首相に困難な未来を引き起こします。決定を下す必要性は、劇的なものでさえ、今や明確で明白な反対によって緩和されなければなりません。党の基盤と考えられる結果は、慎重すぎる政府の行動であり、その結果、感染症が増加するか、あるいは、国の統治不能につながる可能性のある継続的な危機的状況になります。行政が野党の支持を得て政府の行動を実行できるとは考えられないように思われる。野党は、とりわけ、最大の政敵からの措置を支持することにより、国の責任ある力として認められている。しかし、問題はジョンソンだけではなく、労働分野においてさえ、保守的な反政府勢力のように、採用された解決策は国家に反していると主張する前の指導者コービンから来て、反コビッド措置の支持に対する批判がありました結束し、政治的および社会的勢力の協力を妨げる深い分裂を生み出す。コービンは、党が示したものとは対照的に投票した。つまり、政府からのものではあるが、反政府措置を支持するために、彼が登場する労働党においてさえ、保守派と同様の訴訟を起こした。もう一度少数派で。旧指導者の立場が、彼の政治的方針に反して、実際の考慮事項によって決定されるのか、労働党指導者グループを非合法化するために使用される戦術によって決定されるのかは不明ですが、いずれにせよ、それは敗北の立場であるように見えます。したがって、英国は、現在のところ保守的な政党が最も複雑な状況であるように見えても、2つの主要政党がその中に分かれており、将来の懸念される政治状況を非難している。

تمرد في حزب المحافظين البريطاني لاتخاذ إجراءات ضد الوباء

 تشير حكومة بوريس جونسون البريطانية إلى ضعف جوهري يهدد بزعزعة استقرار البلاد في مرحلة صعبة بسبب ضغوط كوفيد. تسببت التضحيات الجديدة للحد من الوباء ، والتي زادت بفضل البديل الجديد ، الذي طلبته السلطة التنفيذية في لندن لمواطنيها ، في انشقاق عميق في حزب رئيس الوزراء نفسه ، والذي تجلى في تصويت ضده من قبل ما يصل إلى مائة من أعضاء البرلمان المحافظين. . الشعور هو أن المشاعر التحررية ذاتها ، وخاصة تجاه حماية الحريات الفردية ، للمحافظين البريطانيين قد تعرضت للخيانة ليس فقط من خلال الإجراءات التي تعتبر مناهضة لليبرالية بعمق ، ولكن أيضًا من خلال الارتباك والتناقض في الإعلانات التي ميزت اتصالات هذه الحلول. أكبر الاستفزازات تم التحذير من اعتماد شهادات دخول الأماكن العامة مما أدى إلى تصويت المحافظين ضدها ؛ اضطرت الحكومة ، بينما كانت تعتمد على أغلبية 79 صوتًا ، إلى اللجوء إلى مساعدة المعارضة العمالية للحصول على الموافقة على إجراءات مكافحة كوفيد. سياسياً ، إنه إذلال حقيقي يشير إلى تراجع قيادة جونسون داخل الحكومة وداخل الحزب المحافظ ، والانفتاح على احتمالات سيناريوهات وتوازنات جديدة: في الواقع ، إذا لم تبدو الحكومة قوية للغاية. الخطر ، السلطة من رئيس الوزراء ، حتى كزعيم للحزب ، في خطر كبير. تتحدث التحليلات التي أجراها علماء السياسة البريطانيون عن أعظم تمرد كان على رئيس وزراء إنكليزي أن يعاني منه. بعد كل شيء ، التصويت ضد ما يقرب من 100 نائب من الحزب الحاكم هو إشارة لا لبس فيها. من الواضح أن الإشارة إلى جونسون سياسية ، لأن كلاً من الطبيعة المؤقتة والإرادة الأقل توغلاً من البلدان الأخرى لإجراءات مكافحة كوفيد لم تكن تتمتع بخصائص قطعية وقوة الحجة التي كانت غاضبة للغاية ، على وجه التحديد من أجل عدم الإساءة إلى المحافظين. الحساسية تجاه قضايا الحريات الفردية. كما تشير حقيقة أن نشأة المعارضة من مجموعة النواب المحافظين الذين ليس لديهم مسؤوليات حكومية إلى انفصال بين رئيس الوزراء وقاعدة الحزب ؛ في الواقع ، يأتي طلب مشاركة أكبر من كل من النواب المحافظين وتنظيم الحزب بأكمله من هذا الجناح من المحافظين ؛ وفي هذا الصدد بالتحديد ، فإن الاتهام الرئيسي هو أن الإجراءات ستؤدي إلى تعقيد قطاعي التجارة والسياحة ، القريبين جدًا من الحزب الحاكم ، خلال فترة عيد الميلاد ، وهي الفترة التي يتم فيها تسجيل جزء كبير من عائدات العام بأكمله. هناك خطر آخر أبلغ عنه المتمردون المحافظون وهو أن الالتزام المتوقع للقاح لموظفي الخدمة الصحية الوطنية يمكن أن يتسبب في هجرة جماعية من العمل ، محسوبة في توقعات حوالي 60 ألف موظف ، مما قد يضع النظام الصحي البريطاني في صعوبة كبيرة. تتسبب كل هذه الإشارات في مستقبل صعب لرئيس الوزراء ، خاصة في استمرار مكافحة الوباء ، وهو بعيد كل البعد عن الهزيمة: يجب تخفيف الحاجة إلى اتخاذ القرارات ، حتى القرارات الصارمة ، من خلال المعارضة الواضحة والواضحة الآن. أساس الحزب والنتيجة المحتملة ستكون إجراءً حكوميًا حكيمًا للغاية ، مع ما يترتب على ذلك من ارتفاع في الإصابات أو ، بدلاً من ذلك ، حالة أزمة مستمرة قد تؤدي إلى عدم حكم البلاد ؛ يبدو أنه من غير المعقول أن تتمكن السلطة التنفيذية من تنفيذ عملها الحكومي بدعم من المعارضة ، والتي يُنسب إليها ، قبل كل شيء ، كقوة مسؤولة في الدولة من خلال دعم الإجراءات ، والتي ، على الرغم من مشاركتها ، تأتي من أكبر خصم سياسي. ومع ذلك ، فإن المشاكل ليست فقط جونسون ، حتى في مجال العمل كانت هناك انتقادات لدعم تدابير مكافحة كوفيد ، قادمة من الزعيم السابق كوربين ، الذي يجادل ، مثل المتمردين المحافظين ، بأن الحلول المعتمدة تتعارض مع الوطنية. التماسك وخلق انقسامات عميقة تحول دون تعاون القوى السياسية والاجتماعية. صوّت كوربين في تناقض صريح مع ما أشار إليه الحزب ، أي دعم الإجراءات المناهضة للفيروس ، وإن كانت قادمة من الحكومة ، وفتح قضية مماثلة لقضية المحافظين ، حتى في حزب العمل ، حيث يظهر ، ومع ذلك ، مرة أخرى في الأقلية. من غير المعروف ما إذا كان منصب الزعيم القديم تمليه اعتبارات حقيقية أو تكتيك يستخدم لنزع الشرعية عن مجموعة قيادة حزب العمل ، على عكس خطه السياسي ، ولكن على أي حال يبدو أنه موقف خاسر. لذلك ، تستنكر المملكة المتحدة الوضع السياسي المقلق لمستقبلها ، حيث ينقسم الحزبان الرئيسيان داخلهما ، حتى لو كان الحزب المحافظ ، في الوقت الحالي ، يبدو أنه الوضع الأكثر تعقيدًا.

venerdì 10 dicembre 2021

L'accoglienza dei profughi afghani conferma le divisioni irrimediabili dell'Unione Europea

 Dopo quattro mesi da quando i talebani hanno ripreso il potere in Afghanistan, l’Unione Europea, ma non tutti i suoi membri, ha deciso di ospitare oltre 38.000 profughi afgani; l’annuncio del commissario europeo per gli interni cerca di fornire un riparo ai cittadini del paese afgano che necessitano di protezione sopratutto per avere collaborato con gli occidentali durante il precedente governo, ma serve anche a Bruxelles ha riottenere una qualche riappacificazione con la coscienza europea, o almeno quella parte che si è pronunciata per la tutela dei diritti, mentre segnala ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che l’Unione è tutt’altro che unita sul tema dell’accoglienza e sulla stessa condivisione dei valori fondativi dell’Unione. Il paese che si farà maggiore carico dell’ospitalità dei profughi afgani sarà la Germania, dove ne saranno accolti circa 25.000. L’ospitalità degli afgani rientra in una disponibilità più ampia della quantità dei profughi da accogliere, che l’Unione Europea ha garantito e che in totale riguarderà 60.000 persone, di cui, appunto, gli afgani rappresentano il contingente maggiore, mentre il numero restante riguarderà profughi provenienti dalla Siria o dal Mediterraneo meridionale; la cifra dei profughi accolti sarà di poco inferiore a quanto richiesto dalle Nazioni Unite, che era di 42.500 cittadini afgani. Le modalità di arrivo dei profughi seguiranno dei corridoi di sicurezza in modo da garantire ogni salvaguardia per le persone. Al di fuori dell’elenco dei quindici paesi ospitanti ci sono l’Austria, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, mentre la Solovacchia si è detta disponibile ad accogilere 22 cittadini afgani. Quello che si ripropone è un confronto non più tollerabile tra chi accett, sottoscrive e mette in pratica i principi fondativi dell’Unione e chi li rifiuta prendendo soltanto i vantaggi; siamo di fronte, cioè, all’ennesimo segnale negativo e probabilmente incontrovertibile della reale legittimità che alcuni paesi continuino a restare membri di diritto dell’Unione Europea. Questi governi spesso al confine della democrazia, tanto da essere più volte accusati di violare i diritti, continuano nella loro politica minoritaria di fronte alla maggioranza in virtù della regola dell’unanimità e della mancanza di sanzioni a restare nell’Unione, dimostrando di non meritarlo. Bruxelles deve comprendere di effettuare una revisione delle proprie regole per eliminari le nazioni parassite, quelle che non adempiono ai propri doveri, ma godono di tutti i vantaggi come se lo facessero. Il tema dei profughi rappresenta il segnale di maggiore rilevanza per comprendere le reali intenzioni di  una nazione di fronte agli obblighi che ha liberamente sottoscritto, Bruxelles non può più tollerare simili comportamenti e nei membri leali all’Unione si dovrebbe aprire concretamente un dibattito capace di arrivare anche ad una drastica riduzione dei componenti dell’ente sovranazionale, per eliminare i membri riottosi agli ideali europei. Si tratta di un’analisi ormai non più rinviabile, che non deve comprendere timori per un eventuale ridimensionamento numerico, perchè ciò consentirà una adesione improntata ad una maggiore qualità dovuta alla reale condivisione degli oneri e non solo dei vantaggi. L’esperienza dell’usscita della Gran Bretagna ha avuto anche ricadute positive, dimostrando che l’Unione può proseguire la sua strada anche senza un membro di tale importanza e, quindi, ragione in più per eliminare paesi senz’altro di minore peso. L’alternativa è una Europa a due velocità, ma questa soluzione contiene in se stessa comunque rallentamenti per il percorso delle nazioni convinte degli ideali europei, quindi meglio fare chiarezza fin da subito, per non vedere più proposte di costruire muri con i contributi europei: l’Unjione non è nata per questo.

The reception of Afghan refugees confirms the irremediable divisions of the European Union

 Four months after the Taliban regained power in Afghanistan, the European Union, but not all of its members, has decided to host over 38,000 Afghan refugees; the announcement by the European interior commissioner seeks to provide shelter to the citizens of the Afghan country who need protection especially for having collaborated with Westerners during the previous government, but it also serves Brussels to regain some reconciliation with the European conscience, or at least that part that has pronounced itself for the protection of rights, while signaling once again, if it were necessary, that the Union is anything but united on the theme of hospitality and on the very sharing of the founding values ​​of Union. The country that will take the greatest burden of hosting Afghan refugees will be Germany, where about 25,000 will be welcomed. The hospitality of Afghans is part of a wider availability than the quantity of refugees to be welcomed, which the European Union has guaranteed and which in total will concern 60,000 people, of which, in fact, the Afghans represent the largest contingent, while the remaining number will concern refugees from Syria or the southern Mediterranean; the number of refugees accepted will be slightly less than what the United Nations required, which was 42,500 Afghan citizens. The methods of arrival of the refugees will follow security corridors in order to guarantee every safeguard for the people. Outside the list of fifteen host countries are Austria, Poland, Hungary and the Czech Republic, while Solovacchia has said it is willing to accept 22 Afghan citizens. What is proposed again is a comparison no longer tolerable between those who accept, subscribe and put into practice the founding principles of the Union and those who reject them by taking only the advantages; that is, we are facing yet another negative and probably incontrovertible sign of the real legitimacy that some countries continue to remain members of the European Union by right. These governments often on the border of democracy, so much so that they are repeatedly accused of violating rights, continue their minority policy in front of the majority by virtue of the unanimity rule and the lack of sanctions to remain in the Union, proving that they do not deserve it. . Brussels must understand to revise its rules to eliminate parasitic nations, those that do not fulfill their duties, but enjoy all the advantages as if they did. The issue of refugees represents the most important signal for understanding the real intentions of a nation in the face of the obligations it has freely subscribed to, Brussels can no longer tolerate such behavior and in the loyal members of the Union a debate should be concretely opened that can reach also to a drastic reduction of the members of the supranational body, in order to eliminate the members opposed to the European ideals. This is an analysis that can no longer be postponed, which must not include fears of a possible numerical downsizing, because this will allow for an adhesion marked by a higher quality due to the real sharing of the burdens and not just the advantages. The experience of Great Britain has also had positive repercussions, showing that the Union can continue its path even without a member of such importance and, therefore, all the more reason to eliminate countries of lesser weight. The alternative is a two-speed Europe, but this solution still contains delays in the path of nations convinced of European ideals, so it is better to clarify immediately, so as not to see more proposals to build walls with European contributions: the Union was not born for this.

La acogida de refugiados afganos confirma las divisiones irremediables de la Unión Europea

 Cuatro meses después de que los talibanes recuperaran el poder en Afganistán, la Unión Europea, pero no todos sus miembros, ha decidido acoger a más de 38.000 refugiados afganos; El anuncio del comisario europeo de Interior busca dar cobijo a los ciudadanos del país afgano que necesitan protección sobre todo por haber colaborado con occidentales durante el gobierno anterior, pero también sirve a Bruselas para recuperar algo de reconciliación con la conciencia europea, o en al menos esa parte que se ha pronunciado a favor de la protección de los derechos, al tiempo que señala una vez más, si fuera necesario, que la Unión es cualquier cosa menos unida en el tema de la hospitalidad y en la puesta en común de los valores fundacionales de la Unión. El país que asumirá la mayor carga de acoger a los refugiados afganos será Alemania, donde se dará la bienvenida a unos 25.000. La hospitalidad de los afganos forma parte de una disponibilidad más amplia que la cantidad de refugiados a acoger, que la Unión Europea ha garantizado y que en total afectará a 60.000 personas, de las cuales, de hecho, los afganos representan el mayor contingente, mientras que el resto el número se referirá a refugiados de Siria o del sur del Mediterráneo; el número de refugiados aceptados será ligeramente inferior al requerido por las Naciones Unidas, que fue de 42.500 ciudadanos afganos. Los métodos de llegada de los refugiados seguirán corredores de seguridad para garantizar todas las salvaguardias para las personas. Fuera de la lista de quince países anfitriones se encuentran Austria, Polonia, Hungría y la República Checa, mientras que Solovacchia ha dicho que está dispuesta a aceptar a 22 ciudadanos afganos. Lo que se propone de nuevo es una comparación que ya no es tolerable entre quienes aceptan, suscriben y ponen en práctica los principios fundacionales de la Unión y quienes los rechazan aprovechando únicamente las ventajas; es decir, nos enfrentamos a otro signo negativo y probablemente incontrovertible de la legitimidad real de que algunos países sigan siendo miembros de derecho de la Unión Europea. Estos gobiernos muchas veces en la frontera de la democracia, tanto que son acusados ​​reiteradamente de violar derechos, continúan su política de minoría frente a la mayoría en virtud de la regla de unanimidad y la falta de sanciones para permanecer en la Unión, lo que demuestra que no lo mereces. Bruselas debe entender revisar sus reglas para eliminar naciones parasitarias, aquellas que no cumplen con sus deberes, pero disfrutan de todas las ventajas como si lo hicieran. El tema de los refugiados representa la señal más importante para entender las intenciones reales de una nación frente a las obligaciones que libremente ha suscrito, Bruselas ya no puede tolerar tal comportamiento y en los miembros leales de la Unión debería abrirse un debate de forma concreta. que puede llegar también a una reducción drástica de los miembros del organismo supranacional, con el fin de eliminar a los miembros opuestos a los ideales europeos. Se trata de un análisis intrascendente, que no debe incluir temores de una posible reducción numérica, porque permitirá una adhesión marcada por una mayor calidad por el reparto real de las cargas y no solo de las ventajas. La experiencia de Gran Bretaña también ha tenido repercusiones positivas, demostrando que la Unión puede seguir su camino incluso sin un miembro de tanta importancia y, por tanto, más razón para eliminar países de menor peso. La alternativa es una Europa a dos velocidades, pero esta solución aún contiene ralentizaciones en el camino de naciones convencidas de los ideales europeos, así que mejor aclarar de inmediato, para no ver más propuestas de construir muros con aportes europeos: la Unión no nació para esta.

Die Aufnahme afghanischer Flüchtlinge bestätigt die unheilbare Spaltung der Europäischen Union

 Vier Monate nach Wiedererlangung der Macht durch die Taliban in Afghanistan hat die Europäische Union, aber nicht alle ihre Mitglieder, beschlossen, über 38.000 afghanische Flüchtlinge aufzunehmen; die Ankündigung des EU-Kommissars für Inneres soll den schutzbedürftigen Bürgern des afghanischen Landes Schutz bieten, insbesondere weil sie während der Vorgängerregierung mit Westlern zusammengearbeitet haben, aber sie dient Brüssel auch dazu, sich wieder mit dem europäischen Gewissen zu versöhnen, oder zumindest der Teil, der sich für den Schutz der Rechte ausgesprochen hat, während er gegebenenfalls noch einmal signalisiert, dass die Union beim Thema Gastfreundschaft und gerade beim Teilen der Grundwerte der Union alles andere als einig ist. Das Land, das die größte Last bei der Aufnahme afghanischer Flüchtlinge auf sich nehmen wird, wird Deutschland sein, wo etwa 25.000 aufgenommen werden. Die Gastfreundschaft der Afghanen ist Teil einer größeren Verfügbarkeit als die Zahl der aufzunehmenden Flüchtlinge, die die Europäische Union garantiert hat und die insgesamt 60.000 Menschen betreffen wird, von denen die Afghanen tatsächlich das größte Kontingent darstellen, während die restlichen Zahl betrifft Flüchtlinge aus Syrien oder dem südlichen Mittelmeerraum; die Zahl der aufgenommenen Flüchtlinge wird etwas geringer sein als die von den Vereinten Nationen geforderte Zahl von 42.500 afghanischen Staatsbürgern. Die Ankunftsmethoden der Flüchtlinge werden Sicherheitskorridoren folgen, um jeden Schutz für die Menschen zu gewährleisten. Außerhalb der Liste der fünfzehn Gastländer befinden sich Österreich, Polen, Ungarn und die Tschechische Republik, während Solovacchia bereit ist, 22 afghanische Staatsbürger aufzunehmen. Was wiederum vorgeschlagen wird, ist ein nicht mehr hinnehmbarer Vergleich zwischen denen, die die Gründungsprinzipien der Union akzeptieren, unterstützen und in die Praxis umsetzen, und denen, die sie ablehnen, indem sie nur die Vorteile nutzen; das heißt, wir stehen vor einem weiteren negativen und wahrscheinlich unwiderlegbaren Zeichen der wahren Legitimität, dass einige Länder weiterhin von Rechts wegen Mitglieder der Europäischen Union bleiben. Diese Regierungen, die oft an der Grenze zur Demokratie stehen, so dass ihnen immer wieder Rechtsverletzungen vorgeworfen werden, setzen ihre Minderheitenpolitik vor der Mehrheit aufgrund des Einstimmigkeitsprinzips und der fehlenden Sanktionen für den Verbleib in der Union fort und beweisen, dass sie verdiene es nicht. . Brüssel muss es verstehen, seine Regeln zu überarbeiten, um parasitäre Nationen zu beseitigen, die ihre Pflichten nicht erfüllen, aber alle Vorteile genießen, als ob sie es täten. Die Flüchtlingsfrage ist das wichtigste Signal, um die wahren Absichten einer Nation angesichts der frei eingegangenen Verpflichtungen zu verstehen, Brüssel kann ein solches Verhalten nicht länger tolerieren und in den loyalen Mitgliedern der Union sollte eine Debatte konkret eröffnet werden das kann auch zu einer drastischen Verkleinerung der Mitglieder des supranationalen Gremiums führen, um die den europäischen Idealen entgegengesetzten Mitglieder zu eliminieren. Dies ist eine nicht mehr aufschiebbare Analyse, die nicht die Befürchtungen einer möglichen Zahlenverkleinerung beinhalten darf, denn diese ermöglicht eine durch die reale Lastenteilung und nicht nur durch die Vorteile gekennzeichnete Haftung durch eine höhere Qualität. Auch die Erfahrungen Großbritanniens haben sich positiv ausgewirkt und zeigen, dass die Union ihren Weg auch ohne ein so wichtiges Mitglied fortsetzen kann und somit ein Grund mehr ist, Länder mit geringerem Gewicht zu eliminieren. Die Alternative ist ein Europa der zwei Geschwindigkeiten, aber diese Lösung enthält immer noch Verlangsamungen auf dem Weg von Nationen, die von europäischen Idealen überzeugt sind, also besser sofort klarstellen, um nicht mehr Vorschläge zum Bau von Mauern mit europäischen Beiträgen zu sehen: Die Union wurde nicht dafür geboren Dies.

L'accueil des réfugiés afghans confirme les divisions irrémédiables de l'Union européenne

 Quatre mois après la reprise du pouvoir par les talibans en Afghanistan, l'Union européenne, mais pas tous ses membres, a décidé d'accueillir plus de 38 000 réfugiés afghans ; l'annonce du commissaire européen à l'intérieur vise à offrir un abri aux citoyens du pays afghan qui ont besoin de protection notamment pour avoir collaboré avec des Occidentaux sous le gouvernement précédent, mais elle sert aussi à Bruxelles à retrouver une certaine réconciliation avec la conscience européenne, ou à moins cette partie qui s'est prononcée pour la protection des droits, tout en signalant une fois de plus, s'il le fallait, que l'Union est tout sauf unie sur le thème de l'hospitalité et sur le partage même des valeurs fondatrices de l'Union. Le pays qui supportera le plus lourd fardeau d'accueil des réfugiés afghans sera l'Allemagne, où environ 25 000 seront accueillis. L'hospitalité des Afghans s'inscrit dans une disponibilité plus large que la quantité de réfugiés à accueillir, que l'Union européenne a garantie et qui concernera au total 60 000 personnes, dont, en fait, les Afghans représentent le contingent le plus important, tandis que les nombre concernera les réfugiés de Syrie ou du sud de la Méditerranée ; le nombre de réfugiés acceptés sera légèrement inférieur à celui requis par les Nations Unies, qui était de 42 500 citoyens afghans. Les modalités d'arrivée des réfugiés suivront des couloirs de sécurité afin de garantir toutes les sauvegardes aux personnes. En dehors de la liste des quinze pays d'accueil figurent l'Autriche, la Pologne, la Hongrie et la République tchèque, tandis que Solovacchia s'est dit prêt à accepter 22 citoyens afghans. Ce qui est proposé à nouveau, c'est une comparaison qui n'est plus tolérable entre ceux qui acceptent, souscrivent et mettent en pratique les principes fondateurs de l'Union et ceux qui les rejettent en n'en prenant que les avantages ; c'est-à-dire que nous sommes confrontés à un autre signe négatif et probablement incontestable de la réelle légitimité que certains pays continuent à rester membres de droit de l'Union européenne. Ces gouvernements souvent à la frontière de la démocratie, au point qu'ils sont régulièrement accusés de violation des droits, poursuivent leur politique de minorité devant la majorité en vertu de la règle de l'unanimité et de l'absence de sanctions pour rester dans l'Union, prouvant qu'ils ne le mérite pas. . Bruxelles doit comprendre de réviser ses règles pour éliminer les nations parasites, celles qui ne remplissent pas leurs devoirs, mais jouissent de tous les avantages comme si elles le faisaient. La question des réfugiés représente le signal le plus important pour comprendre les réelles intentions d'une nation face aux obligations qu'elle a librement souscrites, Bruxelles ne peut plus tolérer un tel comportement et chez les membres fidèles de l'Union un débat devrait être concrètement ouvert cela peut aller aussi jusqu'à une réduction drastique des membres de l'organe supranational, afin d'éliminer les membres opposés aux idéaux européens. Il s'agit d'une analyse qui ne peut plus être différée, qui ne doit pas comporter de craintes d'un éventuel downsizing numérique, car cela permettra une adhésion marquée par une qualité supérieure du fait d'un réel partage des charges et pas seulement des avantages. L'expérience de la Grande-Bretagne a également eu des répercussions positives, montrant que l'Union peut continuer son chemin même sans un membre d'une telle importance et, par conséquent, une raison de plus pour éliminer les pays de moindre poids. L'alternative est une Europe à deux vitesses, mais cette solution contient encore des freins dans le chemin des nations convaincues des idéaux européens, alors mieux vaut clarifier tout de suite, pour ne pas voir plus de propositions de construire des murs avec des contributions européennes : l'Union n'est pas née pour cette.

A recepção de refugiados afegãos confirma as divisões irremediáveis ​​da União Europeia

 Quatro meses depois que o Taleban recuperou o poder no Afeganistão, a União Europeia, mas não todos os seus membros, decidiu hospedar mais de 38.000 refugiados afegãos; o anúncio do Comissário Europeu para o Interior visa dar abrigo aos cidadãos do país afegão que precisam de proteção, especialmente por terem colaborado com ocidentais durante o governo anterior, mas também serve a Bruxelas para recuperar alguma reconciliação com a consciência europeia, ou em pelo menos a parte que se pronunciou pela defesa dos direitos, ao mesmo tempo que assinalava uma vez mais, se fosse necessário, que a União está tudo menos unida no tema da hospitalidade e na própria partilha dos valores fundadores da União. O país que terá o maior fardo de hospedar refugiados afegãos será a Alemanha, onde cerca de 25.000 serão recebidos. A hospitalidade dos afegãos faz parte de uma disponibilidade mais ampla do que a quantidade de refugiados a serem acolhidos, que a União Europeia tem garantido e que, no total, atingirá 60.000 pessoas, das quais, de facto, os afegãos representam o maior contingente, enquanto os restantes o número envolverá refugiados da Síria ou do sul do Mediterrâneo; o número de refugiados aceitos será um pouco menor do que o exigido pelas Nações Unidas, que era de 42.500 cidadãos afegãos. Os meios de chegada dos refugiados seguirão corredores de segurança a fim de garantir todas as salvaguardas para a população. Fora da lista de quinze países anfitriões estão Áustria, Polônia, Hungria e República Tcheca, enquanto Solovacchia disse que está disposta a aceitar 22 cidadãos afegãos. O que se propõe de novo é uma comparação já não tolerável entre quem aceita, subscreve e põe em prática os princípios fundadores da União e quem os rejeita aproveitando apenas as vantagens; isto é, estamos perante mais um sinal negativo e provavelmente incontestável da real legitimidade de alguns países continuarem a ser membros da União Europeia de direito. Estes governos muitas vezes na fronteira da democracia, tanto que são repetidamente acusados ​​de violar direitos, continuam a sua política de minorias perante a maioria em virtude da regra da unanimidade e da falta de sanções para se manterem na União, provando que eles não merece isso. Bruxelas deve entender como revisar suas regras para eliminar as nações parasitas, aquelas que não cumprem seus deveres, mas gozam de todas as vantagens como se o fizessem. A questão dos refugiados representa o sinal mais importante para compreender as reais intenções de uma nação face às obrigações que livremente subscreveu, Bruxelas já não pode tolerar tal comportamento e nos membros leais da União deve ser aberto um debate de forma concreta que pode chegar também a uma redução drástica dos membros do corpo supranacional, a fim de eliminar os membros opostos aos ideais europeus. Trata-se de uma análise que não pode mais ser postergada, que não deve incluir temores de um possível enxugamento numérico, pois isso permitirá uma adesão marcada por uma qualidade superior pela real repartição dos encargos e não apenas das vantagens. A experiência da Grã-Bretanha também teve repercussões positivas, mostrando que a União pode continuar a sua trajetória mesmo sem um membro de tal importância e, portanto, mais motivos para eliminar países de menor peso. A alternativa é uma Europa a duas velocidades, mas esta solução ainda contém desacelerações no caminho de nações convictas dos ideais europeus, por isso é melhor esclarecer imediatamente, para não ver mais propostas de construir muros com contribuições europeias: a União não nasceu para isto.

Прием афганских беженцев подтверждает непреодолимое разделение Европейского Союза.

 Через четыре месяца после прихода к власти талибов в Афганистане Европейский Союз, но не все его члены, принял решение принять более 38 000 афганских беженцев; Заявление Европейского комиссара по внутренним делам направлено на предоставление убежища гражданам афганской страны, которые нуждаются в защите, особенно из-за того, что они сотрудничали с западными людьми во время предыдущего правительства, но оно также служит Брюсселю для восстановления некоторого примирения с европейским сознанием или по крайней мере, та часть, которая выступает за защиту прав, при этом еще раз сигнализируя, если это было необходимо, что Союз совсем не объединен по теме гостеприимства и по самому разделению основополагающих ценностей Союза. Страной, которая возьмет на себя наибольшее бремя приема афганских беженцев, будет Германия, где будут приняты около 25 000 человек. Гостеприимство афганцев является частью более широкой доступности, чем количество принимаемых беженцев, которое гарантировал Европейский Союз и которое в общей сложности затронет 60 000 человек, из которых, по сути, афганцы представляют самый большой контингент, а остальные число коснется беженцев из Сирии или южного Средиземноморья; количество принятых беженцев будет немного меньше, чем требовала Организация Объединенных Наций, которая составила 42 500 афганских граждан. Методы прибытия беженцев будут следовать коридорам безопасности, чтобы гарантировать людям все меры безопасности. В список пятнадцати принимающих стран не входят Австрия, Польша, Венгрия и Чехия, в то время как Соловаккия заявила, что готова принять 22 афганских гражданина. Снова предлагается проводить сравнение между теми, кто принимает, подписывает и претворяет в жизнь основополагающие принципы Союза, и теми, кто отвергает их, пользуясь только преимуществами; то есть мы сталкиваемся с еще одним негативным и, вероятно, неопровержимым признаком реальной легитимности того, что некоторые страны по праву продолжают оставаться членами Европейского Союза. Эти правительства часто находятся на границе демократии, настолько, что их постоянно обвиняют в нарушении прав, продолжают свою политику меньшинства перед большинством в силу правила единогласия и отсутствия санкций, чтобы оставаться в Союзе, доказывая, что они не заслужили. Брюссель должен понять, что необходимо пересмотреть свои правила, чтобы устранить паразитические нации, те, которые не выполняют свои обязанности, но пользуются всеми преимуществами, как если бы они это делали. Проблема беженцев представляет собой самый важный сигнал для понимания реальных намерений нации перед лицом обязательств, которые она добровольно подписала, Брюссель больше не может мириться с таким поведением, и в лояльных членах Союза должны быть конкретно открыты дебаты. это может привести также к резкому сокращению числа членов наднационального органа с целью устранения членов, противостоящих европейским идеалам. Это анализ, который нельзя больше откладывать, и он не должен включать опасения по поводу возможного численного сокращения, потому что это позволит добиться более высокого качества сцепления из-за реального разделения бремени, а не только преимуществ. Опыт Великобритании также имел положительные последствия, показав, что Союз может продолжить свой путь даже без члена такой важности и, следовательно, большего количества причин для исключения стран с меньшим весом. Альтернативой является двухскоростная Европа, но это решение все еще содержит замедления на пути наций, убежденных в европейских идеалах, поэтому лучше проясните немедленно, чтобы не видеть больше предложений по строительству стен с европейским вкладом: Союз не был создан для это.

アフガニスタン難民の受け入れは、欧州連合の修復不可能な分裂を確認します

 タリバンがアフガニスタンで権力を取り戻した4か月後、欧州連合は、その加盟国のすべてではありませんが、38,000人を超えるアフガニスタン難民を受け入れることを決定しました。欧州内務委員会の発表は、特に前政権時代に西洋人と協力したことで保護を必要とするアフガニスタン国民に避難所を提供することを目的としていますが、ブリュッセルが欧州の良心との和解を取り戻すのにも役立ちます。少なくとも、権利の保護のためにそれ自体を宣言した部分は、必要に応じて、ホスピタリティのテーマとユニオンの創設価値の共有そのものについて、連合は統一されていないことをもう一度合図します。アフガニスタン難民の受け入れで最大の負担となる国はドイツで、約25,000人が歓迎されます。アフガニスタン人のもてなしは、歓迎される難民の数よりも広い利用可能性の一部であり、欧州連合が保証しており、合計で60,000人が関係し、実際、アフガニスタン人は最大の派遣団であり、残りは数はシリアまたは南地中海からの難民に関係します。受け入れられる難民の数は、国連が要求した42,500人のアフガニスタン市民よりもわずかに少なくなります。難民の到着方法は、人々のあらゆる保護を保証するために、セキュリティ回廊に従います。 15のホスト国のリストの外には、オーストリア、ポーランド、ハンガリー、チェコ共和国がありますが、Solovacchiaは22人のアフガニスタン市民を受け入れる用意があると述べています。再び提案されるのは、連合の創設原則を受け入れ、購読し、実践する人々と、利点のみを利用してそれらを拒否する人々との間のもはや許容できない比較です。つまり、一部の国が引き続き欧州連合の加盟国であるという真の正当性について、さらに否定的でおそらく議論の余地のない兆候に直面しています。これらの政府はしばしば民主主義の境界にあり、権利を侵害していると繰り返し非難されるほど、全会一致の規則と連合に留まる制裁の欠如のおかげで、多数派の前で少数派の政策を継続し、それに値しないでください。ブリュッセルは、義務を果たさないが、あたかもそのようにすべての利点を享受している寄生国家を排除するために、その規則を改訂することを理解しなければなりません。難民問題は、自由に加入した義務に直面している国の真意を理解するための最も重要なシグナルを表しています。ブリュッセルはもはやそのような行動を容認することができず、連合の忠実なメンバーでは具体的に議論を開く必要がありますそれはまた、ヨーロッパの理想に反対するメンバーを排除するために、超国家的な組織のメンバーの劇的な削減に達することができます。これは、もはや延期できない分析であり、数値のダウンサイジングの可能性の恐れを含めてはなりません。これにより、利点だけでなく、実際の負担の分担により、より高い品質が特徴の癒着が可能になるためです。英国の経験もまた前向きな影響を及ぼしており、そのような重要なメンバーがいなくても連合はその道を歩み続けることができ、したがって、より重要度の低い国を排除する理由が増えていることを示しています。代替案は2速のヨーロッパですが、この解決策には、ヨーロッパの理想を確信している国々の進路の減速がまだ含まれているため、ヨーロッパの貢献で壁を構築するためのより多くの提案が見られないように、すぐに明確にしてください。これ。

阿富汗難民的接收證實了歐盟無法彌補的分歧

 塔利班在阿富汗重新掌權四個月後,歐盟(但並非所有成員國)決定收容超過 38,000 名阿富汗難民;歐盟內政專員的聲明旨在為需要保護的阿富汗國家公民提供庇護,特別是在前政府期間與西方人合作,但它也有助於布魯塞爾重新與歐洲良心和解,或至少那部分已經宣布保護權利,同時再次發出信號,如果有必要,聯盟在熱情好客的主題和聯盟創始價值觀的分享上絕不是團結的。承擔收容阿富汗難民最大負擔的國家將是德國,那裡將接待大約 25,000 人。阿富汗人的熱情好客是比歡迎難民數量更廣泛的一部分,歐盟已經保證了這一點,總共涉及 60,000 人,事實上,其中阿富汗人是最大的隊伍,而其餘的數量將涉及來自敘利亞或地中海南部的難民;接受的難民人數將略低於聯合國要求的 42,500 名阿富汗公民。難民抵達的方法將遵循安全走廊,以確保為人民提供一切保障。在十五個東道國名單之外的是奧地利、波蘭、匈牙利和捷克共和國,而索洛瓦奇亞表示願意接受 22 名阿富汗公民。再次提出的是,在接受、贊同和實踐聯盟創始原則的人和只利用優勢而拒絕這些原則的人之間進行比較,這已不再是可容忍的。也就是說,我們正面臨著另一個消極的、可能是無可爭議的跡象,表明一些國家繼續合法地繼續成為歐盟成員的真正合法性。這些政府經常處於民主的邊緣,以至於他們一再被指責侵犯權利,憑藉一致同意規則和缺乏留在聯盟的製裁,在多數人面前繼續他們的少數人政策,證明他們不值得。。布魯塞爾必須明白修改其規則以消除寄生國家,即那些不履行職責但享受所有優勢的國家。難民問題是理解一個國家在其自由承擔的義務面前真正意圖的最重要信號,布魯塞爾不能再容忍這種行為,應該在聯盟的忠誠成員中具體展開辯論這也可能導致超國家機構成員的急劇減少,以消除反對歐洲理想的成員。這是一個不能再推遲的分析,其中不能包括對可能的數字縮減的擔憂,因為這將允許由於真正分擔負擔而不僅僅是優勢而以更高質量為標誌的粘附。英國的經驗也產生了積極的影響,表明即使沒有如此重要的成員,歐盟也可以繼續其道路,因此更有理由淘汰權重較小的國家。另一種選擇是兩速歐洲,但這個解決方案仍然包含在相信歐洲理想的國家的道路上放緩,所以最好立即澄清,以免看到更多用歐洲貢獻建造圍牆的建議:聯盟不是為這。

يؤكد استقبال اللاجئين الأفغان الانقسامات التي لا يمكن إصلاحها في الاتحاد الأوروبي

 بعد أربعة أشهر من استعادة طالبان للسلطة في أفغانستان ، قرر الاتحاد الأوروبي ، ولكن ليس جميع أعضائه ، استضافة أكثر من 38000 لاجئ أفغاني ؛ يسعى إعلان المفوض الأوروبي للداخلية إلى توفير المأوى لمواطني الدولة الأفغانية الذين يحتاجون إلى الحماية خاصة لتعاونهم مع الغربيين خلال الحكومة السابقة ، لكنه أيضًا يخدم بروكسل لاستعادة بعض المصالحة مع الضمير الأوروبي ، أو في على الأقل ذلك الجزء الذي أعلن عن نفسه لحماية الحقوق ، مع الإشارة مرة أخرى ، إذا كان ذلك ضروريًا ، إلى أن الاتحاد ليس موحدًا في أي شيء سوى في موضوع الضيافة وفي المشاركة ذاتها في القيم التأسيسية للاتحاد. وستكون ألمانيا هي الدولة التي ستتحمل العبء الأكبر لاستضافة اللاجئين الأفغان ، حيث سيتم الترحيب بحوالي 25000 شخص. إن كرم الأفغان هو جزء من توافر أوسع من عدد اللاجئين الذين سيتم الترحيب بهم ، والذي كفله الاتحاد الأوروبي والذي سيهتم في المجموع بـ 60.000 شخص ، يمثل الأفغان في الواقع أكبر مجموعة ، في حين أن الباقين العدد سيتعلق باللاجئين من سوريا أو جنوب البحر الأبيض المتوسط ​​؛ سيكون عدد اللاجئين المقبولين أقل بقليل مما تطلبه الأمم المتحدة ، وهو 42500 مواطن أفغاني. وستتبع طرق وصول اللاجئين الممرات الأمنية لضمان كل ضمانة للشعب. ومن خارج قائمة البلدان المضيفة الخمسة عشر النمسا وبولندا والمجر وجمهورية التشيك ، بينما قالت سولوفاتشيا إنها مستعدة لقبول 22 مواطنا أفغانيا. ما هو مقترح مرة أخرى هو مقارنة لم تعد مقبولة بين أولئك الذين يقبلون ويؤيدون ويطبقون المبادئ التأسيسية للاتحاد وأولئك الذين يرفضونها من خلال الاستفادة فقط من المزايا ؛ وهذا يعني أننا نواجه علامة سلبية أخرى وربما لا جدال فيها للشرعية الحقيقية بأن بعض الدول لا تزال أعضاء في الاتحاد الأوروبي عن طريق الحق. غالبًا ما تكون هذه الحكومات على حدود الديمقراطية ، لدرجة أنها تتهم مرارًا وتكرارًا بانتهاك الحقوق ، وتواصل سياسة الأقلية أمام الأغلبية بحكم الإجماع وعدم وجود عقوبات للبقاء في الاتحاد ، مما يثبت أنهم لا تستحقه. يجب أن تفهم بروكسل مراجعة قواعدها للقضاء على الدول الطفيلية ، تلك التي لا تفي بواجباتها ، لكنها تتمتع بكل المزايا كما لو فعلت. تمثل قضية اللاجئين أهم إشارة لفهم النوايا الحقيقية للأمة في مواجهة الالتزامات التي التزمت بها بحرية ، ولم يعد بإمكان بروكسل أن تتسامح مع مثل هذا السلوك وفي الأعضاء المخلصين في الاتحاد يجب فتح نقاش بشكل ملموس يمكن أن يصل أيضًا إلى تقليص جذري لأعضاء الهيئة فوق الوطنية ، من أجل القضاء على الأعضاء المعارضين للمثل الأوروبية. هذا تحليل لم يعد بالإمكان تأجيله ، ويجب ألا يتضمن مخاوف من تقليص رقمي محتمل ، لأن هذا سيسمح بالتصاق يتميز بجودة أعلى بسبب المشاركة الحقيقية للأعباء وليس فقط المزايا. لقد كان لتجربة بريطانيا العظمى أيضًا تداعيات إيجابية ، حيث أظهرت أن الاتحاد يمكن أن يواصل طريقه حتى بدون عضو بهذه الأهمية ، وبالتالي ، هناك سبب أكبر للقضاء على الدول الأقل وزنًا. البديل هو أوروبا ذات السرعتين ، لكن هذا الحل لا يزال يحتوي على تباطؤات في مسار الدول المقتنعة بالمثل الأوروبية ، لذا يجب التوضيح بشكل أفضل على الفور ، حتى لا نرى المزيد من المقترحات لبناء الجدران بمساهمات أوروبية: لم يولد الاتحاد من أجل هذه.

giovedì 9 dicembre 2021

Biden minaccia la Russia di sanzioni, in caso di invasione dell'Ucraina

 La linea americana, nei confronti della Russia era già stata tracciata, tuttavia il presidente Biden si è consultato con i suoi alleati di Regno Unito, Francia, Germania ed Italia prima di avvertire Putin che una eventuale invasione dell’Ucraina provocherebbe una ritorsione molto dura nei confronti della Russia, con conseguenze molto rilevanti sul piano dell’economia determinate da un piano di sanzioni coordinate dai paesi occidentali. La questione riporta al centro l’attività dell’Alleanza Atlantica la zona dell’Europa orientale, a causa dell’attivismo russo sempre più improntato ad un nazionalismo che non è disposto a tollerare l’invasione del proprio spazio vitale. L’avvicinamento di Kiev, sia all’Unione Europea, sia all’Alleanza Atlantica, è percepito come una minaccia della sicurezza russa, che considera il potenziale stanziamento di truppe dell’Alleanza Atlantica sui suoi confini, come una vera e propria provocazione. Per Mosca sarebbe opportuno che l’Ucraina ricadesse sotto la propria influenza o, in via secondaria, che il paese ucraino mantenesse almeno una sorta di neutralità; entrambi le soluzioni non possono essere congeniali a Kiev proprio per i comportamenti precedenti della Russia: intromissioni degli affari interni, invasione della Crimea e conflitto del Donbass, questi ultimi condotti da Mosca con mezzi subdoli, senza mai esporsi direttamente. Per Kiev l’unica maniera di tutelarsi è cercare una protezione da USA ed Europa, tutela, che, però, non può essere troppo esplicita, come l’ammissione nell’Alleanza Atlantica o nella Unione Europea, per non scatenare un aperto conflitto tra Washington, Bruxelles e Mosca. Gli USA non possono impegnarsi in maniera troppo diretta perchè considerano prioritario il fronte aperto con la Cina, diventato ormai centrale nella politica estera statunitense, proprio a scapito di quello europeo, tuttavia l’attivismo russo non può più essere tollerato perchè potrebbe mettere in discussione gli attuali assetti nell’Europa orientale. Dal punto di vista militare, per ora gli USA non intendono aggiungere effettivi ai soldati già presenti in Polonia, ma ha assicurato supporto materiale in caso di aggressione russa. Secondo i dati dei servizi segreti americani, l’intenzione di Putin sarebbe quella di schierare al confine ucraino circa 175.000 militari russi, che potrebbero iniziare l’invasione del paese ucraino all’inizio del 2022, anche se questa ipotesi è ritenuta soltanto potenziale e potrebbe rappresentare una minaccia funzionale per ottenere altri vantaggi, anche non direttamente connessi con la questione ucraina. Il dissidio tra Biden e Putin non è cosa recente, anche se durante l’invasione della Crimea, con Obama presidente e Biden vice, gli USA non opposero resistenza, il comportamento del Cremlino non è stato certo gradito, anche perchè la linea di condotta di contrasto di avvicinamento dell’Ucraina all’occidente è continuata fomentando le istanze separatiste della popolazione ucraina di origine russa, con azioni militari non dichiarate. Putin e la Russia, poi, hanno intrapreso una azione di tipo informatico, screditando la Clinton, per favorire l’elezione di Trump nel 2016, ritenuto più funzionale agli interessi russi sul piano internazionale. Biden, inoltre, ritiene che Putin abbia praticato l’omicidio in quanto mandante di avvelenamenti di oppositori e per la repressione del dissenso, tanto da evitare di invitarlo al grande vertice delle democrazie, al pari di Cina, Egitto, Turchia, Ungheria, Cuba, Venezuela, El Salvador e Guatemala. I rapporti tra i due leader, quindi, sono molto tesi, ma sono anche obbligati, non solo per l’Ucraina, ma anche per il problema del nucleare iraniano, per il terrorismo e per gli stessi delitti informatici, che sono diventati una minaccia internazionale. Il recente incontro in teleconferenza, pur avvenuto in maniera cordiale, non ha determinaot avvicinamenti tra le due posizioni: gli USA hanno confermato le minacce di dure sanzioni in caso di invasione dell’Ucraina, la Russia ha accusato gli Stati Uniti di portare avanti una politica di progressiva annessione di Kiev attraverso l’azione dell’Alleanza Atlantica. Washignton ha mantenuto la sua posizione circa la libertà di scelta dell’Ucraina di potere aderire liberamente all’Alleanza Atlantica, questione che potrebbe essere fondamentale per evitare l’invasione, dato che sarà probabilmente nell’immediato futuro la condizione di veto che porrà Putin per scongiurare l’escalation militare.

Biden threatens Russia with sanctions if Ukraine invades

 The American line towards Russia had already been drawn, however President Biden consulted with his allies in the United Kingdom, France, Germany and Italy before warning Putin that an eventual invasion of Ukraine would provoke a very hard retaliation in the against Russia, with very significant economic consequences determined by a plan of sanctions coordinated by Western countries. The issue brings back to the center the activity of the Atlantic Alliance the area of ​​Eastern Europe, due to Russian activism increasingly marked by a nationalism that is not willing to tolerate the invasion of its own vital space. The approach of Kiev, both to the European Union and to the Atlantic Alliance, is perceived as a threat to Russian security, which considers the potential deployment of troops by the Atlantic Alliance on its borders as a real provocation. For Moscow it would be advisable for Ukraine to fall under its own influence or, on a secondary basis, for the Ukrainian country to maintain at least some sort of neutrality; both solutions cannot be congenial to Kiev precisely because of Russia's previous behaviors: intrusion of internal affairs, invasion of Crimea and the Donbass conflict, the latter conducted from Moscow by subtle means, without ever exposing themselves directly. For Kiev, the only way to protect itself is to seek protection from the US and Europe, a protection which, however, cannot be too explicit, such as admission to the Atlantic Alliance or the European Union, in order not to trigger an open conflict between Washington. , Brussels and Moscow. The US cannot commit itself too directly because it considers the open front with China, which has now become central to US foreign policy, a priority, precisely to the detriment of the European one, however Russian activism can no longer be tolerated because it could question the current arrangements in Eastern Europe. From a military point of view, for now the US does not intend to add personnel to the soldiers already present in Poland, but has ensured material support in the event of Russian aggression. According to the data of the American secret services, Putin's intention would be to deploy about 175,000 Russian soldiers on the Ukrainian border, who could start the invasion of the Ukrainian country at the beginning of 2022, even if this hypothesis is considered only potential and could represent a functional threat to obtain other advantages, even if not directly connected with the Ukrainian question. The disagreement between Biden and Putin is not a recent thing, even if during the invasion of Crimea, with Obama as president and Biden as deputy, the US did not resist, the Kremlin's behavior was certainly not welcome, also because the policy of Ukraine's opposition to the West continued by fomenting the separatist demands of the Ukrainian population of Russian origin, with undeclared military actions. Putin and Russia then took an IT-type action, discrediting Clinton, to favor the election of Trump in 2016, considered more functional to Russian interests on an international level. Biden also believes that Putin has practiced murder as the instigator of poisoning opponents and for the repression of dissent, so much so that he avoided inviting him to the great summit of democracies, like China, Egypt, Turkey, Hungary, Cuba, Venezuela, El Salvador and Guatemala. The relations between the two leaders, therefore, are very tense, but they are also obliged, not only for Ukraine, but also for the Iranian nuclear problem, for terrorism and for the cyber crimes themselves, which have become an international threat . The recent conference call, although it took place in a cordial manner, did not bring about any rapprochement between the two positions: the USA confirmed the threats of harsh sanctions in the event of an invasion of Ukraine, Russia accused the United States of pursuing a policy of progressive annexation of Kiev through the action of the Atlantic Alliance. Washignton maintained his position on Ukraine's freedom of choice to freely join the Atlantic Alliance, an issue that could be crucial to avoiding invasion, given that Putin will likely be vetoed in the near future. averting military escalation.

Biden amenaza a Rusia con sanciones si Ucrania invade

 La línea estadounidense hacia Rusia ya había sido trazada, sin embargo el presidente Biden consultó con sus aliados en Reino Unido, Francia, Alemania e Italia antes de advertir a Putin que una eventual invasión de Ucrania provocaría una represalia muy dura en contra de Rusia, con muy importantes consecuencias. Consecuencias económicas determinadas por un plan de sanciones coordinado por los países occidentales. El tema devuelve al centro la actividad de la Alianza Atlántica en la zona de Europa del Este, debido al activismo ruso cada vez más marcado por un nacionalismo que no está dispuesto a tolerar la invasión de su propio espacio vital. El acercamiento de Kiev, tanto a la Unión Europea como a la Alianza Atlántica, se percibe como una amenaza para la seguridad rusa, que considera el potencial despliegue de tropas de la Alianza Atlántica en sus fronteras como una auténtica provocación. Para Moscú sería recomendable que Ucrania cayera bajo su propia influencia o, en segundo lugar, que el país ucraniano mantuviera al menos algún tipo de neutralidad; Ambas soluciones no pueden ser agradables para Kiev precisamente debido a los comportamientos anteriores de Rusia: intrusión en los asuntos internos, invasión de Crimea y el conflicto de Donbass, este último llevado a cabo desde Moscú por medios sutiles, sin nunca exponerse directamente. Para Kiev, la única forma de protegerse es buscar protección en Estados Unidos y Europa, una protección que, sin embargo, no puede ser demasiado explícita, como la admisión en la Alianza Atlántica o la Unión Europea, para no desencadenar un conflicto abierto. entre Washington., Bruselas y Moscú. Estados Unidos no puede comprometerse demasiado directamente porque considera prioritario el frente abierto con China, que ahora se ha convertido en el centro de la política exterior estadounidense, precisamente en detrimento de la europea, sin embargo, el activismo ruso ya no se puede tolerar porque podría cuestionar los acuerdos actuales en Europa del Este. Desde un punto de vista militar, por ahora Estados Unidos no tiene la intención de agregar personal a los soldados ya presentes en Polonia, pero ha asegurado el apoyo material en caso de agresión rusa. Según los datos de los servicios secretos estadounidenses, la intención de Putin sería desplegar unos 175.000 soldados rusos en la frontera ucraniana, que podrían iniciar la invasión del país ucraniano a principios de 2022, incluso si esta hipótesis se considera solo potencial y podría representan una amenaza funcional para obtener otras ventajas, incluso si no están directamente relacionadas con la cuestión de Ucrania. El desacuerdo entre Biden y Putin no es algo reciente, incluso si durante la invasión de Crimea, con Obama como presidente y Biden como diputado, Estados Unidos no resistió, el comportamiento del Kremlin ciertamente no fue bienvenido, también debido a la política de oposición de Ucrania. a Occidente continuó fomentando las demandas separatistas de la población ucraniana de origen ruso, con acciones militares no declaradas. Putin y Rusia luego tomaron una acción de tipo TI, desacreditando a Clinton, para favorecer la elección de Trump en 2016, considerada más funcional para los intereses rusos a nivel internacional. Biden también cree que Putin ha practicado el asesinato como instigador de envenenar a los opositores y para la represión de la disidencia, tanto que evitó invitarlo a la gran cumbre de las democracias, como China, Egipto, Turquía, Hungría, Cuba, Venezuela, El. Salvador y Guatemala. Las relaciones entre los dos líderes, por tanto, son muy tensas, pero también están obligadas, no solo por Ucrania, sino también por el problema nuclear iraní, por el terrorismo y por los propios delitos cibernéticos, que se han convertido en una amenaza internacional. La reciente conferencia telefónica, aunque se desarrolló de manera cordial, no provocó ningún acercamiento entre las dos posiciones: EE. UU. Confirmó las amenazas de duras sanciones en caso de una invasión de Ucrania, Rusia acusó a EE. UU. De perseguir un Política de anexión progresiva de Kiev a través de la acción de la Alianza Atlántica. Washignton mantuvo su posición sobre la libertad de elección de Ucrania para unirse libremente a la Alianza Atlántica, un tema que podría ser crucial para evitar la invasión, dado que es probable que Putin sea vetado en un futuro cercano para evitar una escalada militar.

Biden droht Russland mit Sanktionen bei einem Einmarsch der Ukraine

 Die amerikanische Grenze zu Russland war bereits gezogen, doch Präsident Biden beriet sich mit seinen Verbündeten in Großbritannien, Frankreich, Deutschland und Italien, bevor er Putin warnte, dass eine eventuelle Invasion der Ukraine eine sehr harte Vergeltung gegen Russland mit sehr erheblichen wirtschaftliche Folgen, die durch einen von den westlichen Ländern koordinierten Sanktionsplan bestimmt werden. Das Thema rückt die Aktivitäten des Atlantischen Bündnisses in den Mittelpunkt der Region Osteuropa, die aufgrund des russischen Aktivismus zunehmend von einem Nationalismus geprägt ist, der die Invasion seines eigenen Lebensraums nicht tolerieren will. Das Vorgehen Kiews sowohl gegenüber der Europäischen Union als auch gegenüber dem Atlantischen Bündnis wird als Bedrohung der russischen Sicherheit wahrgenommen, das die mögliche Truppenentsendung des Atlantischen Bündnisses an seinen Grenzen als echte Provokation betrachtet. Für Moskau wäre es ratsam, dass die Ukraine in ihren eigenen Einfluss gerät oder sekundär, dass das ukrainische Land zumindest eine Art Neutralität bewahrt; beide Lösungen können Kiew gerade wegen der bisherigen Verhaltensweisen Russlands nicht gefallen: Eindringen in die inneren Angelegenheiten, Invasion der Krim und der Donbass-Konflikt, letzterer von Moskau aus mit subtilen Mitteln geführt, ohne sich jemals direkt zu entlarven. Für Kiew besteht die einzige Möglichkeit, sich selbst zu schützen, darin, Schutz bei den USA und Europa zu suchen, einen Schutz, der jedoch nicht zu explizit sein kann, wie etwa die Aufnahme in das Atlantische Bündnis oder die Europäische Union, um keinen offenen Konflikt auszulösen zwischen Washington. , Brüssel und Moskau. Die USA können sich nicht zu direkt verpflichten, weil sie die offene Front mit China, die inzwischen in den Mittelpunkt der US-Außenpolitik gerückt ist, als Priorität ansehen, gerade zu Lasten der europäischen, aber russischer Aktivismus kann nicht länger geduldet werden, weil er in Frage gestellt werden könnte die aktuellen Regelungen in Osteuropa. Aus militärischer Sicht beabsichtigen die USA vorerst nicht, die bereits in Polen stationierten Soldaten personell aufzustocken, haben aber für den Fall einer russischen Aggression materielle Unterstützung sichergestellt. Putins Absicht wäre nach Angaben des amerikanischen Geheimdienstes etwa 175.000 russische Soldaten an der ukrainischen Grenze zu stationieren, die Anfang 2022 mit der Invasion des ukrainischen Landes beginnen könnten, auch wenn diese Hypothese nur als Potenzial gilt und eine funktionale Bedrohung darstellen, um andere Vorteile zu erlangen, auch wenn sie nicht direkt mit der ukrainischen Frage zusammenhängt. Die Meinungsverschiedenheiten zwischen Biden und Putin sind nicht neu, auch wenn die USA während der Invasion der Krim mit Obama als Präsident und Biden als Stellvertreter keinen Widerstand leisteten, das Verhalten des Kremls sicherlich nicht willkommen war, auch wegen der Politik der ukrainischen Opposition in den Westen, indem er die separatistischen Forderungen der ukrainischen Bevölkerung russischer Herkunft mit nicht erklärten Militäraktionen schürte. Putin und Russland haben dann eine IT-ähnliche Maßnahme ergriffen, um Clinton zu diskreditieren, um die Wahl Trumps im Jahr 2016 zu begünstigen, die auf internationaler Ebene als zweckmäßiger für die russischen Interessen angesehen wird. Biden glaubt auch, dass Putin als Anstifter zur Vergiftung von Gegnern und zur Unterdrückung abweichender Meinungen Morde praktiziert hat, so dass er es vermieden hat, ihn zum großen Gipfel der Demokratien wie China, Ägypten, Türkei, Ungarn, Kuba, Venezuela, El . einzuladen Salvador und Guatemala. Die Beziehungen zwischen den beiden Führern sind daher sehr angespannt, aber sie sind auch verpflichtet, nicht nur für die Ukraine, sondern auch für das iranische Nuklearproblem, für den Terrorismus und für die Cyberkriminalität selbst, die zu einer internationalen Bedrohung geworden ist. Die jüngste Telefonkonferenz, die zwar herzlich verlief, brachte jedoch keine Annäherung zwischen den beiden Positionen: Die USA bestätigten die Androhung harter Sanktionen im Falle eines Einmarsches in die Ukraine, Russland warf den USA vor, Politik der schrittweisen Annexion Kiews durch die Aktion des Atlantischen Bündnisses. Washignton hielt an seiner Position zur Wahlfreiheit der Ukraine fest, sich frei dem Atlantischen Bündnis anzuschließen, ein Thema, das entscheidend sein könnte, um eine Invasion zu verhindern, da Putin wahrscheinlich in naher Zukunft sein Veto einlegen wird, um eine militärische Eskalation abzuwenden.

Biden menace la Russie de sanctions si l'Ukraine envahit

 La ligne américaine vis-à-vis de la Russie avait déjà été tracée, mais le président Biden a consulté ses alliés au Royaume-Uni, en France, en Allemagne et en Italie avant d'avertir Poutine qu'une éventuelle invasion de l'Ukraine provoquerait des représailles très dures contre la Russie, avec des conséquences économiques déterminées par un plan de sanctions coordonné par les pays occidentaux. L'enjeu ramène au centre l'activité de l'Alliance atlantique dans la zone Europe de l'Est, en raison de l'activisme russe de plus en plus marqué par un nationalisme qui ne veut pas tolérer l'invasion de son propre espace vital. L'approche de Kiev, tant vis-à-vis de l'Union européenne que de l'Alliance atlantique, est perçue comme une menace pour la sécurité russe, qui considère le déploiement potentiel de troupes par l'Alliance atlantique à ses frontières comme une véritable provocation. Pour Moscou, il serait souhaitable que l'Ukraine tombe sous sa propre influence ou, à titre secondaire, que le pays ukrainien maintienne au moins une sorte de neutralité ; les deux solutions ne peuvent pas convenir à Kiev précisément à cause des comportements antérieurs de la Russie : intrusion dans les affaires intérieures, invasion de la Crimée et conflit du Donbass, ce dernier mené depuis Moscou par des moyens subtils, sans jamais s'exposer directement. Pour Kiev, le seul moyen de se protéger est de chercher la protection des États-Unis et de l'Europe, protection qui ne saurait cependant être trop explicite, comme l'adhésion à l'Alliance atlantique ou à l'Union européenne, afin de ne pas déclencher un conflit ouvert. entre Washington. , Bruxelles et Moscou. Les Etats-Unis ne peuvent s'engager trop directement car ils considèrent le front ouvert avec la Chine, devenue désormais centrale dans la politique étrangère américaine, une priorité, au détriment précisément de l'européenne, cependant l'activisme russe ne peut plus être toléré car il pourrait remettre en cause les dispositions actuelles en Europe de l'Est. D'un point de vue militaire, pour l'instant, les États-Unis n'ont pas l'intention d'ajouter du personnel aux soldats déjà présents en Pologne, mais ont assuré un soutien matériel en cas d'agression russe. Selon les données des services secrets américains, l'intention de Poutine serait de déployer environ 175 000 soldats russes à la frontière ukrainienne, qui pourraient commencer l'invasion du pays ukrainien début 2022, même si cette hypothèse n'est considérée que potentielle et pourrait représentent une menace fonctionnelle pour obtenir d'autres avantages, même s'ils ne sont pas directement liés à la question ukrainienne. Le désaccord entre Biden et Poutine n'est pas récent, même si lors de l'invasion de la Crimée, avec Obama comme président et Biden comme adjoint, les USA n'ont pas résisté, le comportement du Kremlin n'était certainement pas le bienvenu, aussi parce que la politique de l'opposition ukrainienne vers l'Ouest a continué en fomentant les revendications séparatistes de la population ukrainienne d'origine russe, avec des actions militaires non déclarées. Poutine et la Russie ont alors engagé une action de type informatique, discréditant Clinton, pour favoriser l'élection de Trump en 2016, considérée comme plus fonctionnelle aux intérêts russes au niveau international. Biden estime également que Poutine a pratiqué le meurtre comme instigateur d'empoisonnement d'opposants et pour la répression de la dissidence, à tel point qu'il a évité de l'inviter au grand sommet des démocraties, comme la Chine, l'Égypte, la Turquie, la Hongrie, Cuba, le Venezuela, El Salvador et Guatemala. Les relations entre les deux dirigeants sont donc très tendues, mais ils sont aussi obligés, non seulement pour l'Ukraine, mais aussi pour le problème nucléaire iranien, pour le terrorisme et pour les cybercrimes eux-mêmes, qui sont devenus une menace internationale. La récente conférence téléphonique, même si elle s'est déroulée dans la cordialité, n'a permis aucun rapprochement entre les deux positions : les États-Unis ont confirmé les menaces de sanctions sévères en cas d'invasion de l'Ukraine, la Russie a accusé les États-Unis de poursuivre une politique d'annexion progressive de Kiev par l'action de l'Alliance atlantique. Washignton a maintenu sa position sur la liberté de choix de l'Ukraine de rejoindre librement l'Alliance atlantique, une question qui pourrait être cruciale pour éviter une invasion, étant donné que Poutine fera probablement l'objet d'un veto dans un proche avenir, évitant ainsi une escalade militaire.

Biden ameaça a Rússia com sanções se a Ucrânia invadir

 A linha americana em relação à Rússia já havia sido traçada, porém o presidente Biden consultou seus aliados no Reino Unido, França, Alemanha e Itália antes de alertar Putin que uma eventual invasão da Ucrânia provocaria uma retaliação muito dura contra a Rússia, com efeitos muito significativos consequências econômicas determinadas por um plano de sanções coordenado pelos países ocidentais. A questão traz de volta ao centro a atividade da Aliança Atlântica na área do Leste Europeu, devido ao ativismo russo cada vez mais marcado por um nacionalismo que não está disposto a tolerar a invasão do seu próprio espaço vital. A aproximação de Kiev, tanto à União Europeia como à Aliança Atlântica, é vista como uma ameaça à segurança russa, que considera o potencial destacamento de tropas da Aliança Atlântica nas suas fronteiras como uma verdadeira provocação. Para Moscou, seria aconselhável que a Ucrânia caísse sob sua própria influência ou, em uma base secundária, que o país ucraniano mantivesse pelo menos algum tipo de neutralidade; ambas as soluções não podem ser adequadas a Kiev precisamente por causa dos comportamentos anteriores da Rússia: intrusão de assuntos internos, invasão da Crimeia e conflito do Donbass, este último conduzido de Moscou por meios sutis, sem nunca se expor diretamente. Para Kiev, a única forma de se proteger é buscar proteção dos Estados Unidos e da Europa, proteção que, no entanto, não pode ser muito explícita, como a admissão à Aliança Atlântica ou à União Europeia, para não desencadear um conflito aberto entre Washington., Bruxelas e Moscou. Os EUA não podem se comprometer tão diretamente porque consideram a frente aberta com a China, que agora se tornou central para a política externa norte-americana, uma prioridade, justamente em detrimento da europeia, mas o ativismo russo não pode mais ser tolerado porque poderia questionar as disposições actuais na Europa de Leste. Do ponto de vista militar, por enquanto os EUA não pretendem agregar pessoal aos soldados já presentes na Polônia, mas garantiram apoio material em caso de agressão russa. Segundo dados dos serviços secretos americanos, a intenção de Putin seria colocar cerca de 175.000 soldados russos na fronteira com a Ucrânia, que poderiam iniciar a invasão do país ucraniano no início de 2022, ainda que essa hipótese seja considerada apenas potencial e poderia representam uma ameaça funcional para obter outras vantagens, mesmo que não diretamente relacionadas com a questão ucraniana. O desacordo entre Biden e Putin não é recente, ainda que durante a invasão da Crimeia, com Obama como presidente e Biden como deputado, os EUA não tenham resistido, o comportamento do Kremlin certamente não foi bem-vindo, também porque a política de oposição da Ucrânia ao Ocidente continuou fomentando as demandas separatistas da população ucraniana de origem russa, com ações militares não declaradas. Putin e a Rússia tomaram então uma ação do tipo TI, desacreditando Clinton, para favorecer a eleição de Trump em 2016, considerada mais funcional para os interesses russos em nível internacional. Biden também acredita que Putin tem praticado o assassinato como instigador do envenenamento de oponentes e pela repressão aos dissidentes, tanto que evitou convidá-lo para a grande cúpula das democracias, como China, Egito, Turquia, Hungria, Cuba, Venezuela, El Salvador e Guatemala. As relações entre os dois dirigentes, portanto, são muito tensas, mas eles também são obrigados, não só pela Ucrânia, mas também pelo problema nuclear iraniano, pelo terrorismo e pelos próprios crimes cibernéticos, que se tornaram uma ameaça internacional. A recente teleconferência, embora tenha ocorrido de forma cordial, não trouxe nenhuma aproximação entre as duas posições: os EUA confirmaram as ameaças de duras sanções em caso de invasão da Ucrânia, a Rússia acusou os Estados Unidos de perseguir um política de anexação progressiva de Kiev através da ação da Aliança Atlântica. Washignton manteve sua posição sobre a liberdade de escolha da Ucrânia para aderir livremente à Aliança Atlântica, uma questão que poderia ser crucial para evitar a invasão, visto que Putin provavelmente será vetado em um futuro próximo, evitando a escalada militar.

Байден пригрозил России санкциями в случае вторжения Украины

 Американская линия в отношении России уже была проведена, однако президент Байден проконсультировался со своими союзниками в Великобритании, Франции, Германии и Италии, прежде чем предупредить Путина, что возможное вторжение в Украину спровоцирует очень жесткие ответные меры против России с очень серьезными последствиями. экономические последствия определяются планом санкций, согласованным западными странами. Этот вопрос возвращает в центр деятельность Атлантического Альянса в регионе Восточной Европы из-за активности России, все более отмеченной национализмом, который не желает мириться с вторжением в свое собственное жизненное пространство. Подход Киева как к Европейскому союзу, так и к Атлантическому альянсу воспринимается как угроза безопасности России, которая рассматривает возможное размещение войск Атлантического альянса на своих границах как настоящую провокацию. Для Москвы было бы целесообразно, чтобы Украина попала под ее собственное влияние или, на вторичной основе, чтобы украинская страна сохраняла хоть какой-то нейтралитет; оба решения не могут быть подходящими для Киева именно из-за предыдущего поведения России: вторжение во внутренние дела, вторжение в Крым и конфликт на Донбассе, причем последний был осуществлен из Москвы тонкими средствами, никогда не подвергая себя прямому разоблачению. Для Киева единственный способ защитить себя - это искать защиты у США и Европы, защита, которая, однако, не может быть слишком явной, например, вступление в Атлантический альянс или Европейский союз, чтобы не спровоцировать открытый конфликт. между Вашингтоном, Брюсселем и Москвой. США не могут брать на себя слишком прямые обязательства, потому что они считают открытый фронт с Китаем, который теперь стал центральным для внешней политики США, приоритетом, как раз в ущерб европейской, однако российский активизм больше нельзя терпеть, потому что он может ставить под сомнение текущие договоренности в Восточной Европе. С военной точки зрения, на данный момент США не намерены добавлять личный состав к солдатам, уже находящимся в Польше, но обеспечили материальную поддержку в случае российской агрессии. По данным американских спецслужб, Путин намеревается разместить на границе с Украиной около 175000 российских солдат, которые могут начать вторжение в украинскую страну в начале 2022 года, даже если эта гипотеза будет считаться только потенциальной и может представляют собой функциональную угрозу для получения других преимуществ, даже если они напрямую не связаны с украинским вопросом. Разногласия между Байденом и Путиным возникли не в последнее время, даже если во время вторжения в Крым, когда Обама был президентом, а Байден - его заместителем, США не сопротивлялись, поведение Кремля, безусловно, не приветствовалось, в том числе потому, что политика оппозиции Украины Запад продолжил разжигание сепаратистских требований украинского населения русского происхождения с помощью необъявленных военных действий. Затем Путин и Россия предприняли меры ИТ-типа, дискредитирующие Клинтон, и поддержали избрание Трампа в 2016 году, что считается более полезным для российских интересов на международном уровне. Байден также считает, что Путин практиковал убийство в качестве подстрекателя отравления оппонентов и подавления инакомыслия, настолько, что он избегал приглашения его на великий саммит демократий, таких как Китай, Египет, Турция, Венгрия, Куба, Венесуэла, Эль Сальвадор и Гватемала. Таким образом, отношения между двумя лидерами очень напряженные, но они также обязаны не только Украине, но и иранской ядерной проблеме, терроризму и самим киберпреступлениям, которые стали международной угрозой. Недавняя телеконференция, хотя и прошла в сердечной манере, не привела к сближению двух позиций: США подтвердили угрозы жестких санкций в случае вторжения в Украину, Россия обвинила Соединенные Штаты в проведении политика прогрессивной аннексии Киева через действия Атлантического Альянса. Вашигнтон сохранил свою позицию в отношении свободы выбора Украины для свободного присоединения к Атлантическому альянсу, вопрос, который может иметь решающее значение для предотвращения вторжения, учитывая, что Путин, скорее всего, получит вето в ближайшем будущем, чтобы предотвратить военную эскалацию.