Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 5 febbraio 2018

La visita di Erdogan in Italia

Il presidente turco Erdogan effettua una visita in Vaticano dopo cinquantanove anni di assenza, il viaggio continua con l’incontro con il presidente della Repubblica italiana ed il capo del governo. Sulla reale necessità di ricevere un capo di stato che ha trasformato il proprio paese in una sorta di dittatura, basata sul culto della propria personalità, attraverso la negazione di ogni dissenso e la diminuzione dei diritti per la popolazione turca, ci sono grandi perplessità da più parti. Se per la visita in Vaticano si possono avere delle spiegazioni plausibili, per l’accoglienza delle istituzioni italiane non si vedono ragionevoli motivazioni per consentire ad Erdogan una visibilità internazionale. Una esplicita richiesta di Erdogan è la causa della visita in Vaticano, dove l’intenzione turca è quella di parlare principalmente della questione di Gerusalemme capitale israeliana, dopo che gli USA hanno manifestato la volontà di trasferirvi  la propria ambasciata. La posizione della Santa Sede è chiara, al riguardo, e la speranza di appoggio turco su questo tema, che potrà anche verificarsi, non compenserà certamente le rimostranze che il Papa farà in privato per la situazione interna del paese e per la repressione dei curdi. Certo il Vaticano sfrutterà l’incontro per avere la massime rassicurazioni sulla sicurezza dei cristiani turchi e ciò rende maggiormente comprensibile che il Papa non abbia rifiutato l’incontro. Ma per l’Italia  non sembrano esserci analoghe motivazioni se non quelle economiche. Roma ha sempre appoggiato, alla fine smentita dai fatti,la candidatura turca all’ingresso in Europa, anche quando, ad esempio, Parigi si opponeva. L’atteggiamento italiano non è sembrato sufficientemente determinato nei confronti di un capo politico che ha trasformato il suo paese da laico in confessionale, con tutte le implicazioni che comporta volere rendere preponderante il fattore religioso islamico in una società civile e politica. Roma ha continuato una sorta di linea morbida anche dopo le repressioni seguite al colpo di stato, di cui non si è mai capito la vera natura, limitandosi a condanne formali ed anche nei confronti della repressione operata ai danni dei curdi non si sono sentite particolari rimostranze. Appare significativo che quella di Erdogan è la prima visita all’estero dopo i bombardamenti contro le milizie curde presenti sul territorio siriano, che hanno fatto diverse vittime anche tra i civili. Questo elenco dice che ce ne sarebbe abbastanza per isolare un personaggio molto pericoloso per la stabilità mondiale, la cui ambizione rischia di creare una dittatura sul modello di quella fascista sui confini dell’Europa. Nella sua politica estrema Erdogan ha sempre bisogno di riconoscimenti internazionali, sia per il suo versante interno, che per quello estero ed il fatto che sia ricevuto dopo avere infranto il diritto internazionale potrà diventare un fatto che la Turchia potrà sfruttare a proprio beneficio. Il governo italiano avrà senz’altro pensato  a come incrementare il grande scambio economico tra i due paesi, che raggiunge quasi diciotto miliardi di dollari, tuttavia in un quadro più generale, quello che riguarda la politica internazionale, anche all’interno delle dinamiche europee, è impossibile che questa visita non venga percepita come un vantaggio concesso al presidente turco. Probabilmente in questo frangente sarebbe stato più auspicabile un atteggiamento più distaccato con un capo di stato che ha indirizzato il proprio paese verso una compressione notevole di quei diritti, che lo stato italiano e l’Unione Europea si sono sempre fatti portatori. Dare udienza ad Erdogan contraddice tutti i valori sui quali si fondano la Repubblica italiana e l’Europa e ciò rappresenta un fatto grave che denuncia la necessità di un coordinamento degli indirizzi di politica internazionale, che deve venire necessariamente da Bruxelles. Non si può, d’altronde, certo sperare che questa visita faccia cambiare la direzione intrapresa da Erdogan, che, al contrario, usa l’Italia per i suoi scopi di visibilità internazionale, facendo fare a Roma una pessima figura.

Erdogan's visit to Italy

The Turkish president Erdogan makes a visit to the Vatican after fifty-nine years of absence, the journey continues with the meeting with the president of the Italian Republic and the head of government. On the real need to receive a head of state who has turned his country into a kind of dictatorship, based on the cult of his personality, through the denial of any dissent and the reduction of rights for the Turkish population, there are great doubts from more set off. If for the visit to the Vatican one can have plausible explanations, for the reception of Italian institutions do not see reasonable reasons to allow Erdogan an international visibility. An explicit request by Erdogan is the cause of the visit to the Vatican, where the Turkish intention is to speak mainly about the question of Israeli capital Jerusalem, after the US has expressed its willingness to move its embassy. The position of the Holy See is clear in this regard, and the hope of Turkish support on this issue, which may also occur, will certainly not compensate for the grievances that the Pope will make in private for the internal situation of the country and for the Kurdish repression. Of course, the Vatican will use the meeting to have the highest reassurance on the security of Turkish Christians and this makes it more understandable that the Pope did not refuse the meeting. But for Italy there do not seem to be similar motivations other than economic ones. Rome has always supported, eventually denied by the facts, the Turkish candidacy for entry into Europe, even when, for example, Paris opposed. The Italian attitude did not seem sufficiently determined against a political leader who transformed his country from a layman into a confessional, with all the implications that entails wanting to make the Islamic religious factor predominant in a civil and political society. Rome continued a sort of soft line even after the repression following the coup, whose true nature was never understood, limiting itself to formal condemnations and also against the repression carried out against the Kurds, no particular grievances were felt . It seems significant that Erdogan's is the first visit abroad after the bombings against the Kurdish militias present in the Syrian territory, which have also made several victims among the civilians. This list says that there would be enough to isolate a very dangerous character for world stability, whose ambition threatens to create a dictatorship modeled on the fascist model on the borders of Europe. In his extreme politics Erdogan always needs international recognition, both for his internal and foreign side and the fact that he is received after breaking international law could become a fact that Turkey will be able to exploit for its own benefit. The Italian government will certainly have thought about how to increase the great economic exchange between the two countries, which reaches almost eighteen billion dollars, but in a more general framework, the one concerning international politics, even within the European dynamics, it is impossible that this visit is not perceived as an advantage granted to the Turkish president. Probably in this situation it would have been more desirable to have a more detached attitude with a head of state who has directed his country towards a considerable compression of those rights, which the Italian state and the European Union have always been bearers of. To give a hearing to Erdogan contradicts all the values ​​on which the Italian Republic and Europe are founded, and this is a serious fact that denounces the need for coordination of the international policy guidelines, which must necessarily come from Brussels. On the other hand, one can not hope that this visit will change the direction taken by Erdogan, who, on the contrary, uses Italy for its purposes of international visibility, making Rome a bad figure.

La visita de Erdogan a Italia

El presidente turco Erdogan hace una visita al Vaticano después de cincuenta y nueve años de ausencia, el viaje continúa con la reunión con el presidente de la República Italiana y el jefe de gobierno. Sobre la necesidad real de recibir un jefe de Estado que haya transformado a su país en una especie de dictadura, basada en el culto a su personalidad, a través de la negación de cualquier disidencia y la reducción de derechos para la población turca, existen grandes dudas de más partes. Si para la visita al Vaticano uno puede tener explicaciones plausibles, para la recepción de las instituciones italianas no veo razones razonables para permitir a Erdogan una visibilidad internacional. Una petición explícita de Erdogan es la causa de la visita al Vaticano, donde la intención turca es hablar principalmente sobre la cuestión de la capital israelí, Jerusalén, después de que Estados Unidos haya expresado su deseo de mover su embajada. La posición de la Santa Sede es clara en este sentido, y la esperanza del apoyo de Turquía en este tema, que también puede ocurrir, ciertamente no compensará los agravios que el Papa hará en privado por la situación interna del país y por la represión kurda. Por supuesto, el Vaticano utilizará la reunión para tener la más alta seguridad sobre la seguridad de los cristianos turcos y esto hace que sea más comprensible que el Papa no haya rechazado la reunión. Pero para Italia no parece haber motivaciones similares a las económicas. Roma siempre ha apoyado, eventualmente negado por los hechos, la candidatura turca para entrar en Europa, incluso cuando, por ejemplo, París se opuso. La actitud italiana no parecía suficientemente determinada contra un líder político que transformó su país de un laico a un confesionario, con todas las implicaciones que implica el querer hacer que el factor religioso islámico predomine en una sociedad civil y política. Roma continuó una especie de línea suave incluso después de la represión que siguió al golpe, cuya verdadera naturaleza nunca se entendió, limitándose a las condenas formales y también contra la represión hecha contra los kurdos, no se sintieron agravios particulares . Parece significativo que Erdogan sea la primera visita al exterior después de los bombardeos contra las milicias kurdas presentes en el territorio sirio, que también causaron varias víctimas entre los civiles. Esta lista dice que habría suficiente para aislar un personaje muy peligroso para la estabilidad mundial, cuya ambición amenaza con crear una dictadura modelada en el modelo fascista en las fronteras de Europa. En su política extrema, Erdogan siempre necesita reconocimiento internacional, tanto para su lado interno como para el extranjero, y el hecho de que sea recibido después de violar la ley internacional podría convertirse en un hecho que Turquía podrá explotar para su propio beneficio. El gobierno italiano seguramente habrá pensado cómo aumentar el gran intercambio económico entre los dos países, que alcanza casi los dieciocho mil millones de dólares, pero en un marco más general, el relacionado con la política internacional, incluso dentro de la dinámica europea, es imposible que esta visita no se perciba como una ventaja otorgada al presidente turco. Probablemente en esta situación habría sido más deseable tener una actitud más desapegada con un jefe de Estado que ha dirigido a su país hacia una considerable compresión de esos derechos, que el Estado italiano y la Unión Europea siempre han sido portadores. Dar una audiencia a Erdogan contradice todos los valores en los que se fundamenta la República Italiana y Europa, y este es un hecho grave que denuncia la necesidad de coordinar las directrices de política internacional, que necesariamente deben provenir de Bruselas. Por otro lado, no se puede esperar que esta visita cambie la dirección tomada por Erdogan, que, por el contrario, utiliza a Italia para sus propósitos de visibilidad internacional, convirtiendo a Roma en una mala figura.

Erdogans Besuch in Italien

Der türkische Präsident Erdogan stattet nach neunundfünfzig Jahren Abwesenheit dem Vatikan einen Besuch ab. Die Reise geht weiter mit dem Treffen mit dem Präsidenten der Italienischen Republik und dem Regierungschef. Auf die wirkliche Notwendigkeit, ein Staatsoberhaupt zu empfangen, das sein Land in eine Art Diktatur verwandelt hat, die auf dem Kult seiner Persönlichkeit beruht, durch die Ablehnung jeglicher Meinungsverschiedenheiten und die Einschränkung der Rechte der türkischen Bevölkerung, gibt es große Zweifel von mehr Teile. Wenn man für den Besuch im Vatikan plausible Erklärungen haben kann, sehen für die Rezeption der italienischen Institutionen keine vernünftigen Gründe, Erdogan eine internationale Sichtbarkeit zu ermöglichen. Ein ausdrückliches Ersuchen von Erdogan ist die Ursache des Besuchs im Vatikan, wo die türkische Absicht hauptsächlich darin besteht, über die Frage der israelischen Hauptstadt Jerusalem zu sprechen, nachdem die USA ihre Bereitschaft erklärt haben, ihre Botschaft zu verlegen. Die Position des Heiligen Stuhls ist in dieser Hinsicht klar, und die Hoffnung auf türkische Unterstützung in dieser Frage, die auch auftreten mag, wird sicherlich nicht die Missstände ausgleichen, die der Papst privat für die innere Situation des Landes und für die kurdische Unterdrückung machen wird. Natürlich wird der Vatikan das Treffen nutzen, um die größte Sicherheit für die Sicherheit türkischer Christen zu haben, und das macht es verständlicher, dass der Papst das Treffen nicht ablehnte. Aber für Italien scheint es keine anderen Motivationen als wirtschaftliche zu geben. Rom hat immer die türkische Kandidatur für die Einreise nach Europa unterstützt und schließlich durch die Tatsachen bestritten, auch wenn zum Beispiel Paris dagegen war. Die italienische Haltung schien nicht genügend entschlossen gegen einen politischen Führer zu sein, der sein Land von einem Laien in einen Beichtstuhl verwandelte, mit allen Konsequenzen, die mit sich bringen, den islamischen religiösen Faktor in einer bürgerlichen und politischen Gesellschaft vorherrschen zu lassen. Rom hat auch nach den Repressionen nach dem Staatsstreich, von denen die wahre Natur nie verstanden wurde und sich auf formelle Verurteilungen und auch gegen die Repression gegen die Kurden beschränkte, eine gewisse sanfte Linie beibehalten . Es scheint bedeutsam, dass Erdogan der erste Auslandsaufenthalt nach den Bombenanschlägen auf die kurdischen Milizen auf dem syrischen Territorium ist, die auch mehrere Opfer unter den Zivilisten gebracht haben. Diese Liste besagt, dass es genug geben würde, um einen sehr gefährlichen Charakter für die Stabilität der Welt zu isolieren, dessen Ehrgeiz eine Diktatur zu schaffen scheint, die dem faschistischen Modell an den Grenzen Europas nachempfunden ist. In seiner extremen Politik braucht Erdogan immer internationale Anerkennung, sowohl für seine innere als auch für seine ausländische Seite, und die Tatsache, dass er nach dem Bruch des Völkerrechts empfangen wird, könnte zu einer Tatsache werden, die die Türkei für sich nutzen kann. Die italienische Regierung wird sicherlich darüber nachgedacht haben, wie der große wirtschaftliche Austausch zwischen den beiden Ländern, der fast achtzehn Milliarden Dollar erreicht, erhöht werden kann, aber in einem allgemeineren Rahmen, der die internationale Politik betrifft, sogar innerhalb der europäischen Dynamik, Es ist unmöglich, dass dieser Besuch nicht als Vorteil für den türkischen Präsidenten wahrgenommen wird. Wahrscheinlich wäre es in dieser Situation wünschenswerter gewesen, eine distanziertere Haltung gegenüber einem Staatschef zu haben, der sein Land zu einer erheblichen Verdichtung dieser Rechte geführt hat, die der italienische Staat und die Europäische Union seit jeher tragen. Eine Anhörung Erdogans widerspricht allen Werten, auf denen die Italienische Republik und Europa beruhen, und dies ist eine ernste Tatsache, die die Notwendigkeit einer Koordinierung der internationalen politischen Leitlinien, die notwendigerweise aus Brüssel kommen müssen, verurteilt. Auf der anderen Seite kann man nicht hoffen, dass dieser Besuch die Richtung von Erdogan verändern wird, der im Gegenteil Italien für seine Zwecke der internationalen Sichtbarkeit nutzt, was Rom zu einer schlechten Figur macht.

La visite d'Erdogan en Italie

Le président turc Erdogan fait une visite au Vatican après 59 ans d'absence, le voyage se poursuit avec la rencontre avec le président de la République italienne et le chef du gouvernement. Sur la nécessité réelle de recevoir un chef d'Etat qui a transformé son pays en une sorte de dictature, basée sur le culte de sa propre personnalité, par la négation de toute dissidence et des droits réduits pour la population turque, il y a des préoccupations majeures pour plus pièces. Si pour la visite au Vatican on peut avoir des explications plausibles, car l'accueil des institutions italiennes ne voit pas de raisons raisonnables pour permettre à Erdogan une visibilité internationale. Une demande explicite d'Erdogan est la cause de la visite au Vatican, où l'intention turque est de parler principalement de la question de la capitale israélienne Jérusalem, après que les Etats-Unis aient exprimé leur volonté de déplacer son ambassade. La position du Saint-Siège est claire à cet égard, et l'espoir d'un soutien turc sur cette question, qui peut également se produire, ne compensera certainement pas les griefs que le Pape fera en privé pour la situation intérieure du pays et la répression kurde. Bien sûr, le Vatican utilisera la réunion pour avoir la plus grande assurance sur la sécurité des chrétiens turcs et cela rend plus compréhensible que le pape n'ait pas refusé la réunion. Mais pour l'Italie, il ne semble pas y avoir de motivations similaires autres que économiques. Rome a toujours soutenu, éventuellement démenti par les faits, la candidature turque à l'entrée en Europe, même lorsque, par exemple, Paris s'y est opposé. L'attitude italienne ne paraissait pas suffisamment déterminée contre un dirigeant politique qui transformait son pays d'un profane en confessionnal, avec toutes les implications que cela implique de vouloir faire prédominer le facteur religieux islamique dans une société civile et politique. Rome a continué une sorte de ligne douce même après la répression qui a suivi le coup d'état, dont la vraie nature n'a jamais été comprise, se limitant à des condamnations formelles et aussi contre la répression menée contre les Kurdes, aucun grief particulier n'a été ressenti . Il semble significatif qu'Erdogan soit la première visite à l'étranger après les attentats à la bombe contre les milices kurdes présentes sur le territoire syrien, qui ont également fait plusieurs victimes parmi les civils. Cette liste dit qu'il y aurait assez pour isoler un personnage très dangereux pour la stabilité mondiale, dont l'ambition menace de créer une dictature modelée sur le modèle fasciste aux frontières de l'Europe. Dans sa politique extrême, Erdogan a toujours besoin d'une reconnaissance internationale, tant pour son côté interne qu'étranger, et le fait qu'il soit reçu après avoir enfreint le droit international pourrait devenir un fait que la Turquie pourra exploiter pour son propre bénéfice. Le gouvernement italien aura certainement réfléchi à la manière d'augmenter le grand échange économique entre les deux pays, qui atteint près de dix-huit milliards de dollars, mais dans un cadre plus général, celui de la politique internationale, même dans la dynamique européenne, il est impossible que cette visite ne soit pas perçue comme un avantage accordé au président turc. Probablement dans cette situation il aurait été plus souhaitable d'avoir une attitude plus détachée avec un chef d'Etat qui a dirigé son pays vers une compression considérable de ces droits, dont l'Etat italien et l'Union européenne ont toujours été porteurs. Entendre Erdogan contredit toutes les valeurs sur lesquelles sont fondées la République italienne et l'Europe, et c'est un fait grave qui dénonce la nécessité de coordonner les orientations politiques internationales, qui doivent nécessairement venir de Bruxelles. D'un autre côté, on ne peut espérer que cette visite change la direction prise par Erdogan, qui, au contraire, utilise l'Italie pour ses objectifs de visibilité internationale, faisant de Rome une mauvaise figure.

Visita de Erdogan a Itália

O presidente turco, Erdogan, faz uma visita ao Vaticano após cinquenta e nove anos de ausência, a jornada continua com o encontro com o presidente da República Italiana e com o chefe de governo. Sobre a necessidade real de receber um chefe de Estado que transformou seu país em uma espécie de ditadura, baseada no culto de sua personalidade, através da negação de qualquer dissidência e redução de direitos para a população turca, há grandes dúvidas de mais peças. Se para a visita ao Vaticano pode-se ter explicações plausíveis, pois a recepção de instituições italianas não vê razões razoáveis ​​para permitir a Erdogan uma visibilidade internacional. Um pedido explícito de Erdogan é a causa da visita ao Vaticano, onde a intenção turca é falar principalmente sobre a questão da capital israelita, Jerusalém, depois que os EUA expressaram sua vontade de mudar sua embaixada. A posição da Santa Sé é clara a este respeito, e a esperança do apoio turco sobre esta questão, que também pode ocorrer, certamente não compensará as queixas que o Papa fará em privado para a situação interna do país e para a repressão curda. É claro que o Vaticano usará a reunião para ter a maior segurança para a segurança dos cristãos turcos e isso torna mais compreensível que o Papa não tenha recusado a reunião. Mas, para a Itália, não parecem ser motivações semelhantes às econômicas. Roma sempre apoiou, eventualmente, negado pelos fatos, a candidatura turca para a entrada na Europa, mesmo quando, por exemplo, Paris se opôs. A atitude italiana não pareceu suficientemente determinada em relação a um líder político que transformou seu país de um leigo para um confessionário, com todas as implicações que implicam querer tornar o fator religioso islâmico predominante em uma sociedade civil e política. Roma continuou uma espécie de linha suave mesmo após a repressão após o golpe, cuja verdadeira natureza nunca foi compreendida, limitando-se a condenações formais e também contra a repressão feita contra os curdos, não foram sentidas queixas particulares . Parece significativo que Erdogan é a primeira visita no exterior após os bombardeios contra as milícias curdas presentes no território sírio, que também fizeram várias vítimas entre os civis. Esta lista diz que haverá o suficiente para isolar um personagem muito perigoso para a estabilidade mundial, cuja ambição ameaça criar uma ditadura modelada no modelo fascista nas fronteiras da Europa. Em sua política extrema, Erdogan sempre precisa de reconhecimento internacional, tanto para o lado interno como para o estrangeiro, e o fato de ser recebido depois de quebrar o direito internacional pode tornar-se um fato que a Turquia poderá explorar para seu próprio benefício. O governo italiano certamente pensou em como aumentar o grande intercâmbio econômico entre os dois países, que atinge quase dezoito bilhões de dólares, mas em um quadro mais geral, o referente à política internacional, mesmo dentro da dinâmica européia, é impossível que esta visita não seja percebida como uma vantagem concedida ao presidente turco. Provavelmente, nessa situação, teria sido mais desejável ter uma atitude mais destacada com um chefe de Estado que tenha dirigido seu país para uma compactação considerável desses direitos, que o Estado italiano e a União Européia sempre foram portadores. Dar uma audiência a Erdogan contradiz todos os valores em que se fundamenta a República Italiana e a Europa, e este é um fato sério que denuncia a necessidade de coordenação das diretrizes políticas internacionais, que necessariamente devem ser provenientes de Bruxelas. Por outro lado, não se pode esperar que esta visita altere a direção de Erdogan, que, pelo contrário, usa a Itália para fins de visibilidade internacional, fazendo de Roma uma figura ruim.

Визит Эрдогана в Италию

Президент Турции Эрдоган совершает визит в Ватикан после пятидесяти девяти лет отсутствия, путешествие продолжается с встречей с президентом Итальянской Республики и главой правительства. По настоятельной необходимости получить главу государства, превратившего свою страну в диктатуру, основанную на культе его личности, через отказ от любого инакомыслия и сокращение прав для турецкого населения, есть большие сомнения в более частей. Если для визита в Ватикан можно получить правдоподобные объяснения, то для приема итальянских учреждений не вижу разумных оснований, чтобы Эрдоган мог видеть международную видимость. Явная просьба Эрдогана является причиной визита в Ватикан, где намерение Турции состоит в том, чтобы в основном говорить об израильской столице Иерусалиме после того, как США выразили готовность переместить свое посольство. Позиция Святейшего Престола ясна в этом отношении, и надежду на поддержку Турцией в этом вопросе, которая также может произойти, безусловно, не будет компенсировать жалобы, которые Папа сделает частным для внутреннего положения страны и для курдских репрессий. Разумеется, Ватикан будет использовать встречу, чтобы обеспечить максимальную уверенность в безопасности турецких христиан, и это делает более понятным то, что Папа Римский не отказался от встречи. Но для Италии, похоже, нет подобных мотивов, кроме экономических. Рим всегда поддерживал, в конечном итоге отрицал факты, кандидатуру Турции на вступление в Европу, даже когда, например, выступал против Парижа. Итальянская позиция не казалась достаточно определенной в отношении политического лидера, который превратил свою страну от мирянина к конфессиональному, со всеми последствиями, которые влекут за собой желание сделать исламский религиозный фактор преобладающим в гражданском и политическом обществе. Рим продолжал своеобразную мягкую линию даже после репрессий после переворота, чья истинная природа никогда не понималась, ограничиваясь формальными осуждениями, а также против репрессий, совершенных против курдов, никаких особых жалоб не было , Представляется важным, что Эрдоган является первым визитом за границу после взрывов против курдских ополченцев, присутствующих на сирийской территории, которые также сделали несколько жертв среди мирных жителей. В этом списке говорится, что будет достаточно, чтобы изолировать очень опасный характер мировой стабильности, чья амбиция грозит создать диктатуру, смоделированную по фашистской модели на границах Европы. В своей экстремальной политике Эрдогану всегда необходимо международное признание, как для его внутренней, так и для внешней стороны, и тот факт, что он получен после нарушения международного права, может стать фактом, который Турция сможет использовать для своей собственной выгоды. Итальянское правительство наверняка подумает о том, как увеличить большой экономический обмен между двумя странами, который достигает почти восемнадцати миллиардов долларов, но в более общих рамках, в отношении международной политики, даже в рамках европейской динамики, невозможно, чтобы этот визит не воспринимался как преимущество, предоставленное турецкому президенту. Вероятно, в этой ситуации было бы более желательно иметь более обособленное отношение с главой государства, который направил свою страну к значительному сжатию тех прав, которые всегда были носителями итальянского государства и Европейского союза. Провести слушание Эрдогану противоречит всем ценностям, на которых основана Итальянская Республика и Европа, и это серьезный факт, который осуждает необходимость координации руководящих принципов международной политики, которые обязательно должны быть получены из Брюсселя. С другой стороны, нельзя надеяться, что этот визит изменит направление, принятое Эрдоганом, который, напротив, использует Италию для целей международной видимости, что делает Рим плохим.