Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 2 dicembre 2020

حكومة نتنياهو تجاه الريبة

 

What do you want to do ?
New mail
تخاطر إسرائيل بالذهاب إلى الانتخابات للمرة الرابعة خلال عامين: الاحتمال المثير للقلق يرجع إلى قرار زعيم حزب الأزرق الأبيض ، في الحكومة ، وإن كان على مضض ، مع نتنياهو ، بالتصويت بحجب الثقة عن السلطة التنفيذية ، الذي قدمه حزب المعارضة التي تشكلت عن طريق انقسام حزب الأزرق الأبيض على وجه التحديد بسبب قرار تشكيل الحكومة الائتلافية في السلطة حاليا. لقد مرت سبعة أشهر فقط على تنصيب السلطة التنفيذية الحالية على أساس توازنات هشة للغاية والتي بنى عليها نتنياهو تكتيكاته التي لا تعد ولا تحصى للبقاء السياسي ، بقصد واضح للهروب من اتهامات الاحتيال والفساد وإساءة استخدام السلطة ، أنتجت ثلاثة إجراءات قضائية متميزة. الاتهام السياسي لنتنياهو ، والذي أدى بدلاً من ذلك إلى التصويت لصالح حجب الثقة ، يتعلق بالفشل في احترام الالتزامات المتفق عليها لإبقاء الحكومة الائتلافية حية. لكن زعيم الحزب بول بيانكو ، رئيس الأركان الإسرائيلي السابق ، ترك خيارًا واحدًا لتجنب سقوط الحكومة: السماح بالموافقة على الميزانية في الوقت المحدد. تمثل هذه الخطوة إنذارًا حقيقيًا لنتنياهو ، حيث سيؤدي الإخفاق في الموافقة على ميزانية الدولة بحلول 23 ديسمبر إلى حل البرلمان الإسرائيلي. والمقصود فضح رئيس الحكومة وبيان نواياه الحقيقية في تأجيل مدة الحكومة أو اختيار جولة انتخابية جديدة قادرة على تأجيل المشاكل القضائية. بدت محاولة نتنياهو لإبقاء الحكومة على قيد الحياة مجرد تمرين في الخطاب: مناشدة المهام التي من المستحيل إكمالها في مناخ انتخابي ، وإرادته لإبقاء الحكومة على قيد الحياة لم تكن مقتنعة تمامًا. من ناحية أخرى ، منذ الحملة الانتخابية الأخيرة ، كانت المسافة بين الجانبين واسعة جدًا ، ولم يكن هناك حاجة للظهور أمام الناخبين على أنها تشكيلات سياسية غير مسؤولة ، مما دفع الأحزاب التي تشكل السلطة التنفيذية إلى دعم الحكومة. الذي لم يؤمنوا به بقوة. كما يمكن لنتنياهو أن ينتهز فرصة سياسية من انتخابات جديدة ، خاصة من تلك الدوائر التي ترى نشاطه في السياسة الخارجية بطريقة إيجابية ، قادرة على إخراج إسرائيل من العزلة الإقليمية بفضل الاتفاقات مع الدول العربية ، وليس فقط في وظيفة معادية لإيران. ، ولكن أيضًا مع التطورات التجارية المحتملة القادرة على فتح أسواق جديدة أمام الصادرات الإسرائيلية ؛ ومع ذلك ، سيكون من الضروري أيضًا التحقق من ثقل المعارضة المتزايدة لهذه الاتصالات والمشكلة الدائمة للمستعمرات. التغيير الذي سيحدث في الإدارة الأمريكية سيكون عاملاً آخر قد يكون حاسمًا في تصويت جديد محتمل. ومع ذلك ، بالنسبة لرئيس الوزراء الإسرائيلي الحالي ، تبدو الانتخابات الجديدة بمثابة مقامرة ، ومخاطرة غير محسوبة تمامًا ، لأن التصويت بحجب الثقة عن الحزب الرئيسي في البلاد من شأنه أن يمنع المزيد من التحالفات السياسية ، وإن كان ذلك في إطار انتخابي قد يُعرقل مرة أخرى. هناك أيضًا أسباب عملية تمنع استمرار التعاون: فقد شدد حزب الأزرق الأبيض مرارًا وتكرارًا على كيفية قيام رئيس الوزراء بمنع تجديد المناصب العليا في الدولة واتخذ إجراءات السياسة الخارجية الأخيرة ، مثل الاجتماع مع الأمير. سعودي وراثي يتعرض لانتقادات شديدة حول العالم على أفعاله دون تحذير حلفائه. ومع ذلك ، فإن سلوك نتنياهو ليس جديدًا ولا يفلت من منطقه المطبق بالفعل تجاه الفلسطينيين ، والمكون من تأجيلات وظيفية واستراتيجيات التوقف والذهاب في المفاوضات التي تهدف إلى كسب الوقت للاستفادة من فرص أفضل. كما واصل رئيس الوزراء هذه المرة سلوكاً مماثلاً ، مهما كان عمله في السياسة الداخلية ، متهرباً من الالتزامات المقطوعة مع الشركاء الحكوميين ، مؤكداً عدم الثقة التام تجاه مواضيع أخرى غيره. الوضع الدولي الرئيسي الذي أفرزه التغيير في البيت الأبيض ينذر بأن يكون أسوأ عقبة في طريقه ، حتى لو كان صحيحًا أنه نجح في النجاة من أوباما ، وفي النهاية أظهر دهاءه التكتيكي. في بلد منقسم بشكل متزايد ومع استمرار التحقيقات القضائية ، يمكن أن يؤدي سقوط الحكومة والانتخابات اللاحقة إلى إنهاء مسيرة بنيامين نتنياهو السياسية ؛ إلا إذا وجدت وسيلة أخرى للبقاء.

martedì 1 dicembre 2020

Con Biden l'Alleanza Atlantica troverà nuovo slancio

 

What do you want to do ?
New mail
In politica estera una delle ricadute più rilevanti della sconfitta elettorale di Trump, sarà la possibile rinascita dell’Alleanza Atlantica, come strumento ritrovato della politica occidentale. L’atteggiamento del presidente eletto Biden è certamente di natura opposta a quello del suo predecessore, tuttavia resteranno attuali alcune critiche che Trump ha fatto ai suoi partner europei, specialmente sulla natura degli investimenti finanziari in armamenti. Se la richiesta della misura del due per cento del prodotto interno lordo sembra che sarà confermata dal nuovo inquilino della Casa Bianca, almeno nelle intenzioni, sarà interessante vedere come sarà valutata anche la destinazione della spesa: Trump aveva come obiettivo quello di rafforzare più l’industria americana, che gli equipaggiamenti e la decisione europea di finanziare la propria industria degli armamenti, seppure sempre nel perimetro dell’Alleanza Atlantica, doveva essere fortemente osteggiata dagli Stati Uniti nel loro ruolo di maggiore azionista dell’organizzazione. D’altro canto la volontà di distacco di Trump dall’Alleanza Atlantica, cosa che, probabilmente, non sarebbe mai stata concessa dal Congresso americano, aveva favorito la nascita di una discussione all’interno degli stati dell’Unione Europea, per la creazione di una forza armata comune: uno strumento essenziale per praticare una propria politica estera e propedeutico ad una unione politica più stringente. L’intenzione non era certo quella di uscire dall’Alleanza Atlantica, ma un soggetto di tale peso avrebbe o avrà la possibilità di esercitare un peso politico diverso nel rapporto con Washington. Questa determinazione non dovrà venire meno anche con la presenza di Biden nel ruolo di presidente degli USA, ma, anzi, dovrà esserne sfruttata la migliore disposizione e il maggiore tatto politico per iniziare a ripensare l’Alleanza Atlantica nel quadro di assetti geopolitici profondamente cambiati, di cui Trump non ha tenuto sostanzialmente conto. Riconciliare l’Unione Europea con gli Stati Uniti può passare da un diverso ruolo dell’Alleanza Atlantica, non più maggiormente funzionale agli interessi statunitensi, ma come garante dei valori occidentali nei teatri già presenti e che emergeranno dai confronti globali. Per il momento però, occorre prepararsi ai possibili danni che Trump vorrà lasciare per mettere in difficoltà l’organizzazione, a cominciare dalla volontà di ritirare soldati americani da scenari essenziali per la sicurezza mondiale, come l’Afghanistan; questi giorni che restano al presidente uscente potrebbero essere usati per mettere l’Alleanza Atlantica in grave svantaggio e con la necessità futura di ripartire da un punto più difficile per la ricostruzione. Passando ai casi specifici più rilevanti sarà interessante vedere come si vorrà impostare il rapporto con la Cina, che emerge sempre più come principale avversario, anche in ragione non solo del fatto degli ingenti investimenti in armamenti ma come competitore globale nell’industria e nella tecnologia. Se per quanto riguarda gli Stati Uniti la politica di duro confronto con Pechino non dovrebbe subire sostanziali mutamenti, per una Alleanza Atlantica riveduta e corretta, si potrebbero creare spazi per smorzare gli scontri sul piano diplomatico, grazie ad un possibile maggiore peso dell’Europa. Questo non vuole dire abdicare alle esigenze occidentali ma soltanto creare la possibilità di un diverso approccio. Un altro caso che dovrà essere trattato con urgenza è il ruolo della Turchia all’interno dell’alleanza: Ankara ha optato per una politica che non è stata conforme agli accordi transatlantici, stipulando accordi di fornitura di armamenti dalla Russia; fattore che non può essere disgiunto da una politica estera della Turchia condotta in aperto contrasto con gli interessi americani ed europei. L’atteggiamento che si vorrà tenere con Ankara segnerà una linea di condotta che dovrà essere poi mantenuta in maniera coerente all’interno dei rapporti trai membri. Infine la scadenza, il 5 febbraio, del trattato del 2010 per limitare le testate nucleari, firmato con la Russia, rappresenta una urgenza non procrastinabile, anche per la disponibilità del presidente russo ad un rinnovo, che potrebbe aprire la strada ad un nuovo tipo di rapporti con Mosca. La necessità di un maggiore uso della diplomazia sembra condivisa sia dal nuovo presidente che dai membri europei, questa impostazione sarà essenziale per approcciare  le situazioni di crisi in maniera più ragionata, senza però abdicare alla necessità del presidio e delle azioni dove sarà necessario per il mantenimento della pace e la tutela degli interessi occidentali. 

With Biden the Atlantic Alliance will find new momentum

 

What do you want to do ?
New mail
In foreign policy, one of the most significant repercussions of Trump's electoral defeat will be the possible rebirth of the Atlantic Alliance, as a rediscovered tool of Western politics. President-elect Biden's attitude is certainly the opposite in nature to that of his predecessor, but some of the criticisms that Trump has made of his European partners, especially about the nature of financial investments in armaments, will remain current. If the request for the measure of two per cent of gross domestic product seems to be confirmed by the new tenant of the White House, at least in intentions, it will be interesting to see how the destination of the expenditure will also be evaluated: Trump had the aim of strengthening the American industry, that equipment and the European decision to finance its own armaments industry, albeit still within the perimeter of the Atlantic Alliance, had to be strongly opposed by the United States in its role as the largest shareholder of the organization. On the other hand, Trump's willingness to detach from the Atlantic Alliance, which probably would never have been granted by the American Congress, had favored the birth of a discussion within the states of the European Union, for the creation of a common armed force: an essential tool for practicing one's own foreign policy and preparatory to a more stringent political union. The intention was certainly not to leave the Atlantic Alliance, but a subject of such weight would have or will have the possibility of exercising a different political weight in the relationship with Washington. This determination must not fail even with Biden's presence in the role of president of the USA, but, on the contrary, his best disposition and greater political tact must be exploited to begin rethinking the Atlantic Alliance in the context of profoundly changed geopolitical structures, which Trump did not substantially take into account. Reconciling the European Union with the United States can pass from a different role of the Atlantic Alliance, no longer more functional to US interests, but as a guarantor of Western values ​​in the theaters already present and which will emerge from global confrontations. For the moment, however, it is necessary to prepare for the possible damage that Trump will want to leave to put the organization in difficulty, starting with the desire to withdraw American soldiers from essential scenarios for world security, such as Afghanistan; these days remaining to the outgoing president could be used to put the Atlantic Alliance at a serious disadvantage and with the future need to start again from a more difficult point for reconstruction. Moving on to the most relevant specific cases, it will be interesting to see how the relationship with China will be set up, which is increasingly emerging as the main adversary, also due not only to the huge investments in armaments but as a global competitor in industry and technology. If with regard to the United States the policy of hard confrontation with Beijing should not undergo substantial changes, for a revised and corrected Atlantic Alliance, space could be created to dampen the clashes on the diplomatic level, thanks to a possible greater weight of Europe. This does not mean abdicating Western needs but only creating the possibility of a different approach. Another case that must be dealt with urgently is the role of Turkey within the alliance: Ankara opted for a policy that did not comply with the transatlantic agreements, entering into agreements to supply arms from Russia; a factor that cannot be separated from Turkey's foreign policy conducted in open conflict with American and European interests. The attitude that will be held with Ankara will mark a line of conduct that must then be maintained in a coherent manner within the relations between the members. Finally, the deadline, February 5, of the 2010 treaty to limit nuclear warheads, signed with Russia, represents an urgent need that cannot be postponed, also due to the Russian president's willingness to renew, which could pave the way for a new type of relations with Moscow. The need for a greater use of diplomacy seems to be shared by both the new president and the European members, this approach will be essential to approach crisis situations in a more reasoned way, without however renouncing the need for supervision and actions where it will be necessary for maintenance. of peace and the protection of Western interests.

Con Biden, la Alianza Atlántica encontrará un nuevo impulso

 En política exterior, una de las repercusiones más significativas de la derrota electoral de Trump será el posible renacimiento de la Alianza Atlántica, como herramienta redescubierta de la política occidental. La actitud del presidente electo Biden es ciertamente de naturaleza opuesta a la de su predecesor, pero algunas de las críticas que Trump ha hecho a sus socios europeos, especialmente la naturaleza de las inversiones financieras en armamento, seguirán vigentes. Si la solicitud de la medida del dos por ciento del producto interno bruto parece ser confirmada por el nuevo inquilino de la Casa Blanca, al menos en las intenciones, será interesante ver cómo se evaluará también el destino del gasto: Trump tenía el objetivo de fortalecer el La industria estadounidense, ese equipo y la decisión europea de financiar su propia industria de armamento, aunque todavía dentro del perímetro de la Alianza Atlántica, tuvo que ser fuertemente rechazada por Estados Unidos en su papel de mayor accionista de la organización. Por otro lado, la voluntad de Trump de desvincularse de la Alianza Atlántica, que probablemente nunca hubiera sido otorgada por el Congreso estadounidense, había favorecido el nacimiento de una discusión dentro de los estados de la Unión Europea, para la creación de una fuerza armada común: una herramienta esencial para practicar la propia política exterior y preparatoria para una unión política más estricta. Ciertamente la intención no era salir de la Alianza Atlántica, pero un tema de tal peso tendría o tendrá la posibilidad de ejercer un peso político diferente en la relación con Washington. Esta determinación no debe fallar ni siquiera con la presencia de Biden en el papel de presidente de Estados Unidos, sino que, por el contrario, se debe aprovechar su mejor disposición y mayor tacto político para comenzar a repensar la Alianza Atlántica en el contexto de estructuras geopolíticas profundamente cambiadas. que Trump no tuvo en cuenta sustancialmente. La reconciliación de la Unión Europea con Estados Unidos puede pasar de un papel diferente de la Alianza Atlántica, ya no funcional a los intereses estadounidenses, sino como garante de los valores occidentales en los teatros ya presentes y que emergerán de los enfrentamientos globales. Por el momento, sin embargo, es necesario prepararse para el posible daño que Trump querrá dejar para poner en dificultades a la organización, comenzando por el deseo de retirar a los soldados estadounidenses de escenarios esenciales para la seguridad mundial, como Afganistán; Estos días que quedan con el presidente saliente podrían servir para poner a la Alianza Atlántica en grave desventaja y con la necesidad futura de empezar de nuevo desde un punto más difícil para la reconstrucción. Pasando a los casos concretos más relevantes, será interesante ver cómo se configura la relación con China, que se perfila cada vez más como el principal oponente, también debido no solo al hecho de las enormes inversiones en armamento sino como competidor global en industria y tecnología. Si en Estados Unidos la política de duro enfrentamiento con Pekín no sufriera cambios sustanciales, por una Alianza Atlántica revisada y corregida, se podría crear un espacio para amortiguar los enfrentamientos a nivel diplomático, gracias a un posible mayor peso de Europa. Esto no significa abdicar de las necesidades occidentales, sino solo crear la posibilidad de un enfoque diferente. Otro caso que debe ser tratado con urgencia es el papel de Turquía dentro de la alianza: Ankara apostó por una política que no cumplía con los acuerdos transatlánticos, firmando acuerdos de suministro de armas desde Rusia; un factor que no puede separarse de la política exterior de Turquía llevada a cabo en abierto conflicto con los intereses estadounidenses y europeos. La actitud que se mantendrá con Ankara marcará una línea de conducta que luego debe mantenerse de manera coherente en las relaciones entre los miembros. Finalmente, la fecha límite, el 5 de febrero, del tratado de limitación de ojivas nucleares de 2010, firmado con Rusia, representa una necesidad urgente que no puede posponerse, también por la voluntad de renovación del presidente ruso, que podría allanar el camino para un nuevo tipo de relaciones con Moscú. La necesidad de un mayor uso de la diplomacia parece ser compartida tanto por el nuevo presidente como por los miembros europeos, este enfoque será fundamental para abordar situaciones de crisis de una manera más razonada, sin renunciar sin embargo a la necesidad de supervisión y acciones donde será necesario para el mantenimiento. de la paz y la protección de los intereses occidentales.

What do you want to do ?
New mail

Mit Biden wird die Atlantische Allianz neue Impulse finden

In der Außenpolitik wird eine der wichtigsten Auswirkungen von Trumps Wahlniederlage die mögliche Wiedergeburt des Atlantischen Bündnisses als wiederentdecktes Instrument der westlichen Politik sein. Die Haltung des gewählten Präsidenten Biden ist sicherlich das Gegenteil von der seines Vorgängers, aber einige der Kritikpunkte, die Trump an seinen europäischen Partnern geäußert hat, insbesondere hinsichtlich der Art der Finanzinvestitionen in Rüstungsgüter, werden aktuell bleiben. Wenn die Forderung nach einer Messung von zwei Prozent des Bruttoinlandsprodukts vom neuen Mieter des Weißen Hauses zumindest absichtlich bestätigt zu werden scheint, wird es interessant sein zu sehen, wie das Ziel der Ausgaben ebenfalls bewertet wird: Trump hatte das Ziel, sich zu stärken Die amerikanische Industrie, diese Ausrüstung und die europäische Entscheidung, ihre eigene Rüstungsindustrie zu finanzieren, obwohl sie sich immer noch im Umkreis des Atlantischen Bündnisses befindet, mussten von den Vereinigten Staaten in ihrer Rolle als größter Anteilseigner der Organisation entschieden abgelehnt werden. Auf der anderen Seite hatte Trumps Wille, sich von der Atlantischen Allianz zu lösen, der vom amerikanischen Kongress wahrscheinlich niemals gewährt worden wäre, die Entstehung einer Diskussion innerhalb der Staaten der Europäischen Union für die Schaffung von befürwortet eine gemeinsame Streitmacht: ein wesentliches Instrument zur Ausübung der eigenen Außenpolitik und zur Vorbereitung auf eine strengere politische Union. Die Absicht war sicherlich nicht, das Atlantische Bündnis zu verlassen, aber ein Thema von solchem ​​Gewicht hätte oder wird die Möglichkeit haben, in der Beziehung zu Washington ein anderes politisches Gewicht auszuüben. Diese Entschlossenheit darf auch bei Bidens Anwesenheit in der Rolle des Präsidenten der USA nicht scheitern. Im Gegenteil, seine beste Einstellung und sein größerer politischer Takt müssen genutzt werden, um das Atlantische Bündnis im Kontext tiefgreifend veränderter geopolitischer Strukturen zu überdenken. was Trump nicht wesentlich berücksichtigte. Die Versöhnung der Europäischen Union mit den Vereinigten Staaten kann von einer anderen Rolle des Atlantischen Bündnisses ausgehen, die nicht mehr den Interessen der USA entspricht, sondern als Garant für westliche Werte in den bereits vorhandenen Theatern fungiert und aus globalen Konfrontationen hervorgehen wird. Im Moment ist es jedoch notwendig, sich auf den möglichen Schaden vorzubereiten, den Trump hinterlassen möchte, um die Organisation in Schwierigkeiten zu bringen, beginnend mit dem Wunsch, amerikanische Soldaten aus für die Weltsicherheit wesentlichen Szenarien wie Afghanistan zurückzuziehen. Diese Tage, die dem scheidenden Präsidenten verbleiben, könnten genutzt werden, um das Atlantische Bündnis ernsthaft zu benachteiligen und in Zukunft von einem schwierigeren Punkt für den Wiederaufbau aus wieder anzufangen. Wenn wir uns den wichtigsten konkreten Fällen zuwenden, wird es interessant sein zu sehen, wie die Beziehungen zu China aufgebaut werden, das sich zunehmend als Hauptgegner herausstellt, auch nicht nur aufgrund der enormen Rüstungsinvestitionen, sondern auch als globaler Konkurrent in Industrie und Technologie. Wenn sich in Bezug auf die Vereinigten Staaten die Politik der harten Konfrontation mit Peking nicht wesentlich ändern sollte, könnten für ein überarbeitetes und korrigiertes Atlantisches Bündnis Räume geschaffen werden, um die Zusammenstöße auf diplomatischer Ebene dank eines möglicherweise größeren Gewichts Europas zu dämpfen. Dies bedeutet nicht, auf westliche Bedürfnisse zu verzichten, sondern nur die Möglichkeit eines anderen Ansatzes zu schaffen. Ein weiterer Fall, der dringend behandelt werden muss, ist die Rolle der Türkei innerhalb des Bündnisses: Ankara entschied sich für eine Politik, die nicht den transatlantischen Abkommen entsprach, und schloss Abkommen zur Lieferung von Waffen aus Russland; Ein Faktor, der nicht von der Außenpolitik der Türkei getrennt werden kann, die in offenem Konflikt mit amerikanischen und europäischen Interessen betrieben wird. Die Haltung, die mit Ankara vertreten wird, markiert eine Verhaltenslinie, die dann in den Beziehungen zwischen den Mitgliedern auf kohärente Weise beibehalten werden muss. Schließlich stellt die mit Russland unterzeichnete Frist vom 5. Februar 2010 zur Begrenzung der Atomsprengköpfe einen dringenden Bedarf dar, der nicht verschoben werden kann, auch nicht aufgrund der Bereitschaft des russischen Präsidenten zur Erneuerung, die den Weg für eine neue Art von Sprengköpfen ebnen könnte Beziehungen zu Moskau. Die Notwendigkeit eines stärkeren Einsatzes der Diplomatie scheint sowohl vom neuen Präsidenten als auch von den europäischen Mitgliedern geteilt zu werden. Dieser Ansatz wird von wesentlicher Bedeutung sein, um Krisensituationen vernünftiger anzugehen, ohne jedoch auf die Notwendigkeit von Aufsicht und Maßnahmen zu verzichten, wenn dies für die Aufrechterhaltung erforderlich ist. des Friedens und des Schutzes der westlichen Interessen.

What do you want to do ?
New mail

Avec Biden, l'Alliance atlantique trouvera un nouvel élan

 En politique étrangère, l'une des répercussions les plus importantes de la défaite électorale de Trump sera la possible renaissance de l'Alliance atlantique, en tant qu'outil redécouvert de la politique occidentale. L'attitude du président élu Biden est certainement de nature opposée à celle de son prédécesseur, mais certaines critiques que Trump a faites à ses partenaires européens resteront d'actualité, en particulier sur la nature des investissements financiers dans les armements. Si la demande de mesure de 2% du produit intérieur brut semble être confirmée par le nouveau locataire de la Maison Blanche, du moins dans les intentions, il sera intéressant de voir comment la destination de la dépense sera également évaluée: Trump avait pour objectif de renforcer le L'industrie américaine, cet équipement et la décision européenne de financer sa propre industrie d'armement, bien que toujours dans le périmètre de l'Alliance atlantique, ont dû être fortement combattues par les États-Unis dans leur rôle de premier actionnaire de l'organisation. En revanche, la volonté de Trump de se détacher de l'Alliance atlantique, qui n'aurait probablement jamais été accordée par le Congrès américain, avait favorisé la naissance d'une discussion au sein des États de l'Union européenne, pour la une force armée commune: outil indispensable pour pratiquer sa propre politique étrangère et préparatoire à une union politique plus stricte. L'intention n'était certes pas de quitter l'Alliance atlantique, mais un sujet d'un tel poids aurait ou aura la possibilité d'exercer un poids politique différent dans les relations avec Washington. Cette détermination ne doit pas échouer même avec la présence de Biden dans le rôle de président des États-Unis, mais, au contraire, sa meilleure disposition et un plus grand tact politique doivent être exploités pour commencer à repenser l'Alliance atlantique dans le contexte de structures géopolitiques profondément modifiées, dont Trump n'a pas substantiellement pris en compte. Réconcilier l'Union européenne avec les États-Unis peut passer d'un rôle différent de l'Alliance atlantique, non plus fonctionnel aux intérêts américains, mais en tant que garant des valeurs occidentales dans les théâtres déjà présents et qui émergeront des affrontements mondiaux. Pour le moment, cependant, il est nécessaire de se préparer aux éventuels dommages que Trump voudra laisser pour mettre l'organisation en difficulté, à commencer par la volonté de retirer les soldats américains de scénarios essentiels pour la sécurité mondiale, comme l'Afghanistan; ces jours qui restent avec le président sortant pourraient être utilisés pour désavantager sérieusement l'Alliance atlantique et avec la nécessité future de repartir d'un point plus difficile pour la reconstruction. Passant aux cas spécifiques les plus pertinents, il sera intéressant de voir comment la relation avec la Chine sera mise en place, qui apparaît de plus en plus comme le principal adversaire, également en raison non seulement des énormes investissements dans les armements, mais en tant que concurrent mondial dans l'industrie et la technologie. Si en ce qui concerne les États-Unis la politique de confrontation dure avec Pékin ne devait pas subir de changements substantiels, pour une Alliance atlantique révisée et corrigée, un espace pourrait être créé pour amortir les affrontements au niveau diplomatique, grâce à un possible poids plus important de l'Europe. Cela ne veut pas dire abdiquer les besoins occidentaux, mais seulement créer la possibilité d'une approche différente. Un autre cas qui doit être traité d'urgence est le rôle de la Turquie au sein de l'alliance: Ankara a opté pour une politique non conforme aux accords transatlantiques, en concluant des accords de fourniture d'armes de la Russie; un facteur qui ne peut être séparé de la politique étrangère de la Turquie menée en conflit ouvert avec les intérêts américains et européens. L'attitude qui aura lieu avec Ankara marquera une ligne de conduite qui devra ensuite être maintenue de manière cohérente dans les relations entre les membres. Enfin, l'échéance, le 5 février, du traité de limitation des ogives nucléaires de 2010, signé avec la Russie, représente un besoin urgent qui ne peut être reporté, également en raison de la volonté du président russe de renouveler, ce qui pourrait ouvrir la voie à un nouveau type de relations avec Moscou. Le besoin d'un plus grand recours à la diplomatie semble être partagé à la fois par le nouveau président et les membres européens, cette approche sera essentielle pour aborder les situations de crise de manière plus raisonnée, sans pour autant renoncer au besoin de supervision et d'actions là où il sera nécessaire pour l'entretien. de paix et de protection des intérêts occidentaux.

What do you want to do ?
New mail

Com Biden, a Aliança Atlântica encontrará um novo impulso

 Na política externa, uma das repercussões mais significativas da derrota eleitoral de Trump será o possível renascimento da Aliança Atlântica, como ferramenta redescoberta da política ocidental. A atitude do presidente eleito Biden é certamente de natureza oposta à de seu antecessor, porém algumas críticas que Trump fez aos seus parceiros europeus permanecerão atuais, especialmente sobre a natureza dos investimentos financeiros em armamentos. Se o pedido da medida de dois por cento do produto interno bruto parece ser confirmado pelo novo inquilino da Casa Branca, pelo menos nas intenções, será interessante ver como será avaliada também a destinação das despesas: Trump tinha o objetivo de fortalecer o A indústria americana, aquele equipamento e a decisão europeia de financiar a sua própria indústria de armamento, ainda que ainda dentro do perímetro da Aliança Atlântica, tiveram de ser fortemente contestada pelos Estados Unidos no seu papel de maior acionista da organização. Por outro lado, a vontade de Trump de se desligar da Aliança Atlântica, o que provavelmente nunca teria sido concedido pelo Congresso americano, favoreceu o nascimento de uma discussão dentro dos estados da União Europeia, para a criação de uma força armada comum: um instrumento essencial para a prática da própria política externa e preparatório para uma união política mais rigorosa. Certamente a intenção não era sair da Aliança Atlântica, mas um sujeito de tal peso teria ou terá a possibilidade de exercer outro peso político na relação com Washington. Essa determinação não deve falhar nem mesmo com a presença de Biden no cargo de presidente dos EUA, mas, ao contrário, sua melhor disposição e maior tato político devem ser explorados para começar a repensar a Aliança Atlântica no contexto de estruturas geopolíticas profundamente alteradas, que Trump substancialmente não levou em consideração. A reconciliação da União Europeia com os Estados Unidos pode passar de um papel diferente da Aliança Atlântica, já não funcional aos interesses dos EUA, mas como garante dos valores ocidentais nos teatros já presentes e que surgirão dos confrontos globais. Por enquanto, porém, é preciso se preparar para os possíveis danos que Trump vai querer deixar para colocar a organização em dificuldades, a começar pelo desejo de retirar soldados americanos de cenários essenciais para a segurança mundial, como o Afeganistão; os dias que permanecem com o presidente cessante podem ser usados ​​para colocar a Aliança Atlântica em séria desvantagem e com a necessidade futura de recomeçar de um ponto mais difícil para a reconstrução. Passando para os casos específicos mais relevantes, será interessante ver como se configurará a relação com a China, que se apresenta cada vez mais como principal oponente, também pelos enormes investimentos em armamentos, mas como concorrente global na indústria e tecnologia. Se no que diz respeito aos Estados Unidos a política de duro confronto com Pequim não deve sofrer mudanças substanciais, para uma Aliança Atlântica revista e corrigida, poderiam ser criados espaços para amortecer os embates a nível diplomático, graças a um possível maior peso da Europa. Isso não significa abdicar das necessidades ocidentais, mas apenas criar a possibilidade de uma abordagem diferente. Outro caso que deve ser tratado com urgência é o papel da Turquia dentro da aliança: Ancara optou por uma política que não cumpria os acordos transatlânticos, firmando acordos de fornecimento de armas da Rússia; um fator que não pode ser separado da política externa da Turquia conduzida em conflito aberto com os interesses americanos e europeus. A atitude que será mantida com Ancara marcará uma linha de conduta que deve então ser mantida de forma coerente nas relações entre os membros. Por fim, o prazo, 5 de fevereiro, do tratado de limitação de ogivas nucleares de 2010, assinado com a Rússia, representa uma necessidade urgente que não pode ser adiada, inclusive pela disposição do presidente russo em renovar, o que poderia abrir caminho para um novo tipo de relações com Moscou. A necessidade de um maior uso da diplomacia parece ser partilhada pelo novo presidente e pelos membros europeus, esta abordagem será essencial para abordar as situações de crise de uma forma mais fundamentada, sem no entanto renunciar à necessidade de supervisão e ações onde será necessária a sua manutenção. de paz e da proteção dos interesses ocidentais.

What do you want to do ?
New mail