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venerdì 12 aprile 2013

Kerry nel Sud Est asiatico, con la crisi per la Corea del Nord in corso.

La visita di John Kerry, il Segretario di stato USA, nel sud-est asiatico arriva in concomitanza con la conferma da parte della Defense Intelligence Agency, dipendente dal Pentagono, che Pyongyang sarebbe veramente in grado di miniaturizzare una testata atomica per collocarla su di un razzo vettore. La voce circolava già da parecchio grazie ai dati rilevati nell'ultimo contestato test nucleare nordcoreano, che indicavano l'utilizzo di plutonio, anzichè di uranio, materiale in grado di consentire la costruzione di un ordigno atomico in minore spazio. Secondo alcuni analisti l'ordine di potenza che potrebbe raggiungere la bomba atomica della Corea del Nord sarebbe più piccolo di circa 20 volte rispetto a quella usata ad Hiroshima, ma comunque in grado di provocare seri danni, nel caso di raggiungimento dell'obiettivo. Se gli Stati Uniti hanno pubblicizzato in maniera ufficiale, tramite un'agenzia governativa, la reale presenza della bomba atomica nell'arsenale di Pyongyang è per alzare ulteriormente il livello di guardia e la pressione sulla Cina, che continua, apparentemente ad restare nella propria immobilità. La visita di Kerry, che coincide con le rivelazioni del Pentagono, ha proprio questo scopo: sollecitare Pechino ad una azione forte che blocchi le velleità del regime nordcoreano. La Cina ha accolto con favore il cambiamento del Segretario di stato americano, perchè vedeva un intralcio alle relazioni bilaterali con gli USA, l'impostazione di Hillary Clinton, ritenuta troppo incentrata su di una visione dove gli Stati Uniti erano troppo centrali. Al contrario, Kerry è ritenuto un interlocutore più capace di avere una visione più ampia, che sa tenere conto delle esigenze degli altri paesi. Obama, quindi, non a caso, ha scelto questo momento cruciale per invitare Pechino a fare un passo che metta fine alla grande instabilità regionale. Ma Kerry sarà in visita anche a Tokyo e Seul, per dare un segnale di forte unità a Pyongyang, per smorzarne le continue minacce. In relazione, però alla notizia pubblicizzata sulla capacità nucleare della Corea del Nord, esistono voci discordanti sulla reale capacità di miniaturizzare l'ordigno atomico per installarlo su di un razzo. Questi dubbi sono stati espressi proprio dalla Corea del Sud, che non ritiene plausibile che il lavoro per miniaturizzare la bomba atomica rientri effettivamente nelle attuali capacità tecniche del regime nordcoreano. La sensazione di tali dichiarazioni è che Seul cerchi di minimizzare di fronte ad una opinione pubblica già in stato di allarme, ma che è sostanzialmente, seppure entro certi limiti, abituata alla situazione. Il governo sudcoreano starebbe così sfruttando questa assuefazione per non ingenerare troppo panico nella popolazione. In effetti l'ostentazione di una calma, niente affatto comprensibile, pare una strategia per tenere sotto controllo anche possibili iniziative da parte di settori delle forze armate sottoposti a forte stress. In ogni caso la volontà di Obama è quella di affrontare, al momento, la vicenda con un approccio morbido, tale da non creare reazioni inconsulte. E proprio in questo quadro la rilevazione ufficiale della capacità nordcoreana assume il significato di comunicare la mondo intero la propria preoccupazione.

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