Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
venerdì 12 aprile 2013
La Russia riapre la corsa allo spazio
Il Presidente Vladimir Putin, ha dichiarato che la Russia investirà 40 miliardi di euro entro il 2020 nel settore spaziale. Con questa affermazione riparte ufficialmente la corsa allo spazio, inteso non più come campo di ricerca scientifica preminente, ma come investimento economico nell'ottica di produrre reddito. Mosca, attualmente è il terzo investitore mondiale nella ricerca spaziale, dopo gli Stati Uniti e l'Unione Europea e prima della Cina, sorpassata recentemente. La Russia vuole muoversi agevolmente in un mercato, che ora ha un volume variabile dai 300 ai 400 miliardi di euro, ma che, entro il 2030, potrebbe raggiungere i 1.500 miliardi. Si tratta di cifre enormi, che si muoveranno intorno sia al mercato civile, sia a quello militare. Il notevole impulso che la Russia intende dare al settore coinvolgerà giocoforza, l'intera diplomazia mondiale, che dovrà adoperarsi per regolamentare un settore in completo divenire, completamente stravolto dall'enorme massa di progetti ed innovazioni, che tali investimenti sapranno produrre. Le intenzioni russe rivelano anche l'obiettivo di Putin per il proprio paese di ritornare ad essere una nazione protagonista nella corsa spaziale, mettendo come interesse strategico la preminenza in questo campo, che dovrà essere una delle priorità future della politica dello stato. Del resto fin dalla campagna elettorale per la sua rielezione, Putin, ha fatto dell'orgoglio nazionalista una bandiera della propria politica, ed il settore spaziale ha assunto un ruolo centrale per recuperare la posizione mondiale, che era dell'Unione Sovietica. I primi interventi dell'industria del settore spaziale dovranno colmare la distanza accumulata con gli altri paesi produttori, in special modo nei sistemi di comunicazione satellitare, nei mezzi per osservare la Terra e nel campo dei viaggi nello spazio cosmico, mentre sul lato più prettamente industriale si dovrà dare impulso alla costruzione di lanciarazzi, dei veicoli spaziali e di motori a propulsione a razzo molto più potenti di quelli attuali. Tra le idee, per coordinare meglio questi programmi, ci sarebbe anche la costituzione di un Ministero per lo Spazio, in grado di snellire i processi decisionali e burocratici per accelerare la filiera economica e produttiva. Tali intenzioni, però non potranno che avere tutta una serie di ripercussioni in ambito internazionale, aprendo una serie di discussioni tutta da decifrare. I notevoli investimenti stanziati da Mosca apriranno la strada ad altrettanto flusso di denaro da parte degli altri paesi, che metterà la corsa per lo spazio al centro di controversie giuridiche e militari, portatrici di potenziali contrasti. Infatti la scarsa legislazione internazionale sullo sfruttamento dello spazio, lascia attualmente vuoti considerevoli, che le nazioni più potenti si affretteranno a colmare, non nell'interesse generale, ma nel proprio interesse specifico. Ciò non potrà non dare luogo a controversie che apriranno la strada, nella migliore delle ipotesi, a nuovi trattati e ad una nuova giurisprudenza, mentre in una visione pessimistica, potranno scatenare situazioni conflittuali anche di grande portata. Da non sottovalutare l'impatto dell'inquinamento dello spazio, che è già adesso al centro di discussioni, che restano, però senza apparente soluzione. Infine uno dei nodi centrali sarà lo sfruttamento delle risorse presenti sugli altri corpi celesti, prospettiva che se pare ancora lontana, uno sviluppo veloce perchè sostenuto da finanziamenti ingenti, non potrà che accelerare. Se è difficile dire quando questo sfruttamento potrà assumere una connotazione di tipo industriale, si può dire con sicurezza che al momento si potrebbe aprire una discussione preventiva per regolamentare a livello internazionale, almeno nelle linee guida, questo argomento, che sarà senz'altro molto delicato.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento