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lunedì 23 febbraio 2015

Problema Germania all'interno dell'Unione Europea

Risulta evidente che in Europa c'è un problema Germania. La gestione della vicenda greca è avvenuta in spregio alle competenze istituzionali dell’Unione Europea, oltre che dell’assenza di considerazione per la volontà politica espressa dal popolo greco. Dietro questa condotta vi è l’indirizzo della condotta dettato dal principale paese protagonista in Europa: la Germania. Il problema della percezione dell’atteggiamento eccessivamente egemonico di Berlino, rischia di rappresentare, aldilà di ogni considerazione di tendenza politica, la figura dell’Unione Europea come succube della politica e dei voleri tedeschi. Se questa percezione dovesse diventare un sentimento più allargato, e vissuto in maniera molto contrastante, di quanto succede in Grecia, verrebbe a rappresentare un fattore di grosso rischio per la stabilità dell’istituzione di Bruxelles. Con gravi ripercussioni anche sulla politica estera di tutto il mondo occidentale. L’eccessiva umiliazione imposta alla Grecia, soprattutto nei modi tenuti dal ministro delle finanze tedesco, è stata una esagerazione del tutto inutile, funzionale soltanto per rimarcare in modo oltremodo sfacciato la potenza tedesca a la volontà di Berlino di limitare la sovranità di un paese straniero ma formalmente alleato. Nella stessa Germania questo atteggiamento ha prodotto critiche ed interrogativi sulla reale opportunità di tenere un profilo del genere, non solo negli ambienti della sinistra più estrema, ma negli stessi socialdemocratici, alleati della Merkel nel governo di grande coalizione, che guida la Germania. Senza citare la violazione degli ideali fondanti dell’Unione Europea, che doveva basarsi sulla solidarietà dei popoli, quello che appare è un disequilibrio tra la funzione di guida, di cui manca la normativa, di Berlino, con la mancanza dell’esercizio di tale ruolo da parte di Bruxelles. La Germania, forte di una capacità economica superiore, acquisita, non soltanto per la capacità del suo sistema produttivo, ma anche grazie all’uso spregiudicato dell’istituzione europea a proprio esclusivo vantaggio ed a discapito dei potenziali concorrenti, ha creato una rete di potere, che gli consente di esercitare un ruolo egemonico sul continente, ricadendo in antiche ambizioni, mai del tutto sopite. L’esempio greco è illuminante: nessun paese dell’area euro, ha appoggiato le richieste di Atene, anche presentando soluzioni alternative, ma si è appiattito sulla linea dettata dalla Germania. Berlino ha così avuto facilità a percorrere la sua linea, sottolineando anche l’intento punitivo e preventivo per eventuali casi futuri. Chi non è d’accordo con questa direzione presa dell’Europa, sperava di udire voci alternative, per esempio da Francia ed Italia, che, passati i primi periodi di falsa euforia dopo la vittoria della Sinistra greca, si sono allineate ai voleri della Merkel. Anche in politica estera il protagonismo di Berlino nella crisi ucraina, che ha concesso alla Francia il ruolo di accompagnatore, ha sottolineato come la Germania tiene in considerazione le istituzioni preposte dall’Unione Europea per la gestioni di crisi di questa portata. Questi fatti mettono in evidenza come la Germania sia un problema per una Unione Europea, che appare sempre più sottomessa ai voleri di Berlino. Bruxelles, in questo momento, è una unione sovranazionale formata da un paese con maggiore potere sugli altri, A questo stato di cose concorrono anche altri fattori indipendenti dalla Germania, ma grazie ai quali Berlino ha saputo sfruttare la situazione. Il primo è lo scetticismo europeo, che indebolisce la capacità interna dei governi di creare i presupposti per il gradimento dell’Unione Europea, il secondo è la mancanza di statisti di livello e quindi incapaci di trovare soluzioni, anche sotto forma di aggregazioni, per opporsi all’egemonia tedesca. Se questi fattori ora facilitano l’azione di Berlino, nel medio e lungo periodo potrebbe non essere più così: se la Germania non rivedrà il suo atteggiamento nell’ottica di una crescita comune ed uniforme, l’Unione Europea, già male tollerata per le sue politiche economiche assurdamente rigide, finirà per frantumarsi grazie ad una occasione ulteriore per sviluppare l’apporto alle formazioni politiche contrarie all’unione europea; infatti un indirizzo politico gestito quasi unicamente da Berlino, non potrà essere tollerato e costituirà un elemento di rottura difficilmente sanabile all’interno delle opinioni pubbliche continentali.

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