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venerdì 24 settembre 2021

Aumenta la tensione tra Algeria e Marocco

 Con la chiusura, da parte delle autorità algerine, del proprio spazio aereo a tutti gli aerei civile e militari marocchini si alza il livello della tensione tra i due stati, aggravando una difficile situazione diplomatica che potrebbe degenerare in maniera pericolosa. La questione tra i due stati nord africani riguarda la situazione del Sahara occidentale, a sud del Marocco, controllata dal Fronte Polisario che lotta per l’indipendenza dal governo di Rabat, rivendicando la sovranità dei territori abitati dal popolo Saharawi e per questa ragione riconosciuto dalle Nazioni Unite, come legittimo rappresentante di quelle popolazioni. Questi territori includono ingenti giacimenti minerali e di fosfati, materiale utilizzato per i fertilizzanti, che è la vera ragione per la quale il Marocco si rifiuta di concedere al Fronte Polisario un referendum per l’indipendenza. Per ovviare alla situazione dell’annessione di questi territori da parte del Marocco, avvenuta negli anni settanta dello scorso secolo, il Fronte Polisario ha decretato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Saharawi, il cui governo in esilio è ospitato in Algeria, che, di fatto, è diventato il paese protettore di questa causa. Il paese marocchino è sostenuto per la sua causa da USA ed Israele, questo in conseguenza della promessa di Trump di sostenere Rabat in caso di riconoscimento dello stato israeliano, così Washington ha riconosciuto la sovranità del Marocco sui territori rivendicati dal Fronte Polisario; recentemente l’Algeria è stata colpita dal fuoco dalle forze armate marocchine, che hanno agito mediante un drone di fabbricazione israeliana. Rabat, nel corso dell’anno, ha aperto due crisi diplomatiche con paesi europei: la prima con la Spagna, per avere accolto un leader del Fronte Polisario per prestargli cure mediche, la seconda con la Germania, che ha definito il Sahara occidentale un territorio occupato dal Marocco e di avere chiesto alle Nazioni Unite una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza per sollecitare lo svolgimento del referendum dell’indipendenza del Sahara occidentale. Il Marocco ha risposto a queste sollecitazioni internazionali contrattaccando con una azione contro l’Algeria, chiedendo alle stesse Nazioni Unite, il diritto all’autodeterminazione della regione algerina della Cabilia a maggioranza berbera. Algeri aveva precedentemente  classificato il movimento che sostiene l’autonomia della regione berbera come terrorista di matrice islamista ed il mancato ritiro della proposta marocchina provocò il ritiro dell’ambasciatore algerino in Marocco. A contribuire a questa tensione diplomatica è stata la scoperta dell’uso da parte di Rabat di un software israeliano in grado di spiare funzionari algerini ed il presunto coinvolgimento marocchino negli incendi che hanno devastato il nord dell’Algeria e che hanno provocato almeno novanta vittime. La sospensione dei voli con bandiera del Marocco sui cieli algerini voluta dal governo di Algeri si inquadra in questo scenario di rispettivi sgarbi, che denotano un confronto a bassa intensità militare, ma con elevate tensioni diplomatiche, che investono anche i rapporti economici: dopo il ritiro del proprio ambasciatore Algeri ha comunicato l’interruzione dell’esportazione del proprio gas verso la Spagna attraverso il Marocco: per Rabat significa una perdita tra i 50 ed i 200 milioni di euro, in ragione della quota del 7% del valore totale del gas che arriva sul territorio spagnolo; ed anche il divieto di sorvolo colpisce l’industria turistica marocchina, che basa gli arrivi nel proprio paese attraverso il traffico aereo. A livello di analisi globale della regione del Mediterraneo meridionale, si teme una ulteriore destabilizzazione, che, se sommata, alla situazione libica, dove la guerra civile si è estesa anche al Mali e coinvolge grandi potenze, più o meno direttamente, può portare tutta la fascia costiera ad uno stato di incertezza che potrebbe riflettersi sui paesi europei affacciati sul Mediterraneo; inoltre il radicalismo islamico potrebbe prendere questa situazione come una occasione per infiltrarsi nelle crisi locali e sfruttare le migrazioni fuori controllo per arrivare in occidente. Non va infatti dimenticato, che uno dei mezzi, peraltro non nuovi, usati dal Marocco per esercitare pressioni sulla Spagna, fu proprio quella di lasciare le sue frontiere non controllate per favorire un flusso migratorio verso il paese spagnolo. Questa situazioni è anche l’ennesimo confronto degli USA  con l’Unione Europea, che appoggiano ciascuno gli opposti contendenti, rimarcando la differenza di vedute profonda che si è venuta a creare nel campo occidentale.

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