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venerdì 10 febbraio 2023

Putin bombarda l'Ucraina, dopo la visita di Zelensky in Europa

 L’accoglienza dei paesi dell’Unione Europea, tributata al presidente ucraino, Zelensky, ha provocato la dura reazione di Mosca, irritata per il trattamento da eroe della difesa della nazione aggredita. Sono, fondamentalmente, due gli aspetti che danno fastidio a Putin: il primo è la rilevanza internazionale, che la visita in Europa di Zelensky, ha permesso di dare alla questione ucraina ed alla sua invasione, permettendo di fare capire al mondo che l’Europa appoggia Kiev in maniera praticamente compatta, una rilevanza poco gradita ad un Cremlino sempre più isolato sul piano internazionale; la seconda, ben peggiore sul piano militare, è stata la promessa di ulteriori aiuti militari, che potrebbero arrivare fino agli aerei da combattimento. La ritorsione è stata un massiccio bombardamento con missili da crociera partiti dalle navi russe stanziate vicino alla Crimea e dai territori ucraini orientali, occupati dalle truppe russe. Malgrado la comunicazione del capo delle forze ucraine, nessun missile ha attraversato la Romania, paese appartenente all’Alleanza Atlantica, che è comunque stata sfiorata dal passaggio di un vettore ad appena 35 chilometri dai suoi confini, provocando l’allerta delle procedure NATO. Ad essere attraversata da almeno un missile russo è stata la nazione della Moldavia, che è paese candidato ad entrare nell’Unione Europea. Come al solito Putin minaccia da vicino l’Alleanza Atlantica, andando vicino all’errore in grado di provocare il conflitto ed invade lo spazio aereo di una nazione non coinvolta nel conflitto. D’altro lato il Cremlino ritiene le forniture e l’addestramento fornite dai paesi occidentali alle forze armate ucraine, una partecipazione indiretta al conflitto al fianco di Kiev. I bombardamenti hanno colpito, oltre la capitale Kiev, altre importanti città del paese, ed hanno avuto il duplice scopo di distruggere infrastrutture vitali, quali centrali elettriche e reti di distribuzione di energia, continuando nella politica di aggravare la situazione dei civili per generare dall’interno una contrarietà al governo ucraino in carica: tentativo fallito e con poche speranze che raggiunga l’obiettivo. L’uso massiccio di missili ha obbligato la contraerea ucraina ad un elevato quantitativo numerico di missili antiaerei, che ha intercettato ben il 70% dei missili russi, ma, nel contempo, ne ha svuotato gli arsenali, un ulteriore fattore ha contribuito a ciò: l’intercettazione dei droni di fabbricazione iraniana, che sono stati annientati all’80%. La strategia russa può essere quella di indebolire le contromisure del nemico in attesa del tanto temuto attacco di primavera. Proprio per questo motivo il viaggio di Zelensky è stato necessario per richiedere urgenti forniture di nuove armi, per l’occidente la sconfitta della Russia è necessaria per limitare il capo del Cremlino e portarlo ad eventuali trattative in posizione sfavorevole. Rimane, però, nel novero delle possibilità che il confronto tra occidente e Russia possa diventare diretto, soprattutto, se Mosca non riuscirà nei suoi intenti e si vedrà costretta ad usare le armi atomiche a corto raggio, determinando così la risposta degli Stati Uniti e dei suoi alleati.  


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