Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

lunedì 25 agosto 2014

La situazione libica preoccupa i paesi vicini

La Situazione libica preoccupa i paesi vicini. Il timore che l’ondata di combattimenti tra nazionalisti e milizie islamiche possa alterare i già fragili equilibri della sponda meridionale del Mediterraneo, è stato espresso dal ministro degli esteri egiziano in piena sintonia con i rappresentanti dei dicasteri degli esteri di Algeria, Ciad, Tunisia, Sudan, Niger e Lega Araba, oltre al ministro libico, in una riunione che si è svolta a Il Cairo. Dalla caduta di Gheddafi sono trascorsi quasi tre anni e la struttura del nuovo stato si è rivelata troppo fragile per riuscire a gestire i tanti contrasti, sia etnici, che politici, che religiosi, dai quali il paese risulta troppo condizionato. L’assenza di un esercito regolare e di una forza di polizia sufficientemente addestrata sono elementi che determinano una situazione di costante precarietà nel paese libico. La probabile partecipazione di gruppi terroristici provenienti dall’estero contribuisce ad aggravare una situazione di costante insicurezza e rappresenta una fonte di pericolosità ormai accentuata. Il problema principale rimane, tuttavia, la capacità militare delle tante milizie presenti nel paese, che non si sono integrate nel processo di sviluppo della nuova Libia. Gli arsenali di Gheddafi erano molto forniti e gli ex ribelli di tutte le tendenze, anche opposte, che formavano la ribellione contro il rais di Tripoli, hanno potuto saccheggiarli prima che le istituzioni statali potessero impedirlo. Finito lo scopo aggregante, che consisteva nella caduta di Gheddafi, contro cui si era coalizzato un insieme di forze eterogenee, il nuovo stato libico non ha saputo esprimere una sintesi che permettesse di ricomprendere entro la nuova entità statale, le profonde differenze, che Gheddafi controllava con la repressione e la forza. La forza economica di diversi di questi gruppi si basa sul traffico degli esseri umani o comunque su attività illegali che portano queste milizie a varcare i confini dei paesi vicini sempre più spesso, mettendo in pericolo la stessa integrità dei paesi coinvolti. Il timore di un contagio dell’integralismo islamico è alla base dei timori dei paesi circostanti, ben consci della presenza di formazioni estremiste nel Mali ed in diversi paesi africani. La possibile alleanza di questi gruppi per conquistare un paese strategico per il suo settore energetico, come la Libia e da li estendersi ai paesi vicini, impone agli stati confinanti una particolare attenzione nel seguire l’evoluzione della situazione. La possibilità di un intervento diretto sul suolo libico da parte di stati stranieri è una eventualità che per il momento non si è ancora verificata, nonostante che l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti siano stati accusati dai fondamentalisti islamici di avere bombardato le loro posizioni. La smentita egiziana, pur essendo stata decisa, non dovrebbe escludere possibili forme di intervento in accordo con il governo del paese. Il paese egiziano resta in prima fila per la risoluzione della crisi libica, cercando di coinvolgere le Nazioni Unite in progetti che consentissero di fare uscire Tripoli dall’attuale anarchia. La crisi libica è stata a lungo snobbata dall’attenzione internazionale, malgrado si svolga in un paese cruciale per il Mediterraneo, sia per l’entità dei suoi giacimenti petroliferi, che per la propria posizione, ormai diventata centrale nel traffico dei migranti; infatti le coste libiche sono diventate il punto di partenza per lasciare il continente africano verso l’Europa. Queste traversate, per lo più dirette verso l’Italia sono la via di fuga da guerre e carestie, ma rappresentano anche la possibilità per elementi terroristi di entrare nel vecchio continente. Per questo motivo l’Unione Europea dovrebbe essere più interessata affinché la Libia trovi un proprio assetto stabile e diventi sua partner affidabile. In realtà l’unica ambasciata occidentale presente ancora a Tripoli è soltanto quella italiana e Bruxelles ancora una volta si distingue per l’assenza nella partecipazione alla ricerca di una soluzione, ennesimo segnale di entità sovranazionale soltanto economica e ben lontana dalle ambizioni politiche che continua a volere rivestire.  

The Libyan situation worries neighbors

The Libyan situation worries the neighbors. The fear that the wave of fighting between nationalist and Islamist militias can alter the fragile balance of the southern shores of the Mediterranean, was expressed by the Egyptian Foreign Minister in full agreement with the representatives of the Ministries of Foreign Affairs of Algeria, Chad, Tunisia, Sudan, Niger and the Arab League, in addition to the Libyan Minister, in a meeting that was held in Cairo. Since the fall of Gaddafi has been almost three years and the structure of the new state proved to be too fragile to be able to handle the many contrasts, both ethnic and political, and religious, by which the country is too conditional. The absence of a regular army and a police force sufficiently trained are elements that determine a situation of constant insecurity in the country of Libya. The probable involvement of terrorist groups from abroad contributes to aggravate a situation of constant insecurity and is a source of danger now accentuated. The main problem remains, however, the military capability of the many militias in the country, which have not been integrated into the development process of the new Libya. The arsenals of Gaddafi were very supplied and former rebels of all tendencies, even opposite, that formed the rebellion against Gaddafi in Tripoli, they could loot before that state institutions could prevent it. Finished the unifying purpose, which was in the fall of Gaddafi, which had coalesced against a set of heterogeneous forces, the new Libyan state has not been able to express a synthesis that would allow to encompass within the new state, the profound differences that Gaddafi controlled with repression and force. The economic strength of several of these groups is based on human trafficking or other illegal activities that bring these militias to cross the borders of neighboring countries more often, endangering the very integrity of the countries involved. The fear of contagion of Islamic fundamentalism is at the root of the concerns of the surrounding countries, well aware of the presence of extremist groups in Mali and other African countries. The possible alliance of these groups to gain a strategic country for its energy sector, such as Libya and from there spread to neighboring countries, requires special attention to neighboring states to follow the evolution of the situation. The possibility of a direct intervention on Libyan soil by foreign states is a possibility that for the moment has not yet occurred, despite the fact that Egypt and the United Arab Emirates have been accused by Islamic fundamentalists have bombed their positions. The denial Egyptian, although it was decided, should not exclude the possible forms of intervention in agreement with the government of the country. The country of Egypt is in the front row for the resolution of the Libyan crisis, trying to involve the United Nations in projects that would allow it to dump Tripoli from the current anarchy. The Libyan crisis has long been snubbed by the attention internationally, despite takes place in a country crucial to the Mediterranean, and to the extent of its oil fields, which by its position, has become central to the smuggling of migrants; In fact, the Libyan coast have become the starting point to leave the African continent to Europe. These crossings, mostly directed towards Italy are the way of escape from war and famine, but also represent the possibility for terrorist elements to enter the old continent. For this reason, the European Union should be more concerned that Libya has its own structure becomes stable and its reliable partner. In fact the only western embassy in Tripoli in this still is only one Italian and Brussels once again stands out for its absence in participation in the search for a solution, yet another signal of a supranational entity only far removed from economic and political ambitions that continues to will be covered.

La situación de Libia preocupa a los vecinos

La situación de Libia preocupa a los vecinos. El temor de que la ola de enfrentamientos entre nacionalistas e islamistas milicias puede alterar el frágil equilibrio de la ribera sur del Mediterráneo, fue expresada por el ministro de Relaciones Exteriores egipcio en pleno acuerdo con los representantes de los Ministerios de Relaciones Exteriores de Argelia, Chad, Túnez, Sudán, Níger y la Liga Árabe, además del ministro de Libia, en una reunión que se celebró en El Cairo. Desde la caída de Gadafi ha sido casi tres años y la estructura del nuevo Estado demostró ser demasiado frágil para ser capaz de manejar los muchos contrastes, tanto étnicas y políticas, y religiosas, por los que el país es demasiado condicional. La ausencia de un ejército regular y una fuerza policial suficientemente entrenado, son elementos que determinan una situación de constante inseguridad en el país de Libia. La probable participación de los grupos terroristas en el extranjero contribuye a agravar una situación de inseguridad constante y es una fuente de peligro ahora acentuado. El problema principal sigue siendo, sin embargo, la capacidad militar de las muchas milicias en el país, que no se han integrado en el proceso de desarrollo de la nueva Libia. Los arsenales de Gaddafi fueron muy suministrados y los ex rebeldes de todas las tendencias, incluso opuestas, que formaron la rebelión contra Gadafi en Trípoli, que podían saquear antes de que las instituciones estatales podían evitarlo. Terminó el propósito unificador, que estaba en la caída de Gadafi, que se había unido en contra de un conjunto de fuerzas heterogéneas, el nuevo estado libio no ha sido capaz de expresar una síntesis que permita englobar dentro del nuevo estado, las profundas diferencias que Gadafi controlan con la represión y la fuerza. La fortaleza económica de varios de estos grupos se basa en la trata de personas y otras actividades ilegales que traen estas milicias para cruzar las fronteras de los países vecinos con mayor frecuencia, poniendo en peligro la integridad de los países involucrados. El miedo al contagio del fundamentalismo islámico está en la raíz de las preocupaciones de los países de nuestro entorno, conscientes de la presencia de grupos extremistas en Malí y otros países africanos. La posible alianza de estos grupos para obtener un país estratégico para su sector energético, como Libia y desde allí se extendió a los países vecinos, requiere una atención especial a los estados vecinos para seguir la evolución de la situación. La posibilidad de una intervención directa en territorio libio por estados extranjeros la posibilidad de que por el momento aún no se ha producido, a pesar de que Egipto y los Emiratos Árabes Unidos han sido acusados ​​por los fundamentalistas islámicos han bombardeado sus posiciones. La negación de Egipto, aunque se decidió, no debe excluir las posibles formas de intervención de acuerdo con el gobierno del país. El país de Egipto está en la primera fila para la resolución de la crisis de Libia, tratando de involucrar a las Naciones Unidas en proyectos que le permitan volcar Trípoli de la anarquía actual. La crisis de Libia ha sido largamente rechazado por la atención a nivel internacional, a pesar de que ocurre en un país crucial para el Mediterráneo, y en la medida de sus yacimientos de petróleo, que por su posición, se ha convertido en fundamental para el tráfico ilícito de migrantes; De hecho, las costas libias se han convertido en el punto de partida para salir del continente africano a Europa. Estos cruces, en su mayoría dirigidas a Italia son la manera de escapar de la guerra y el hambre, sino que también representan la posibilidad de que elementos terroristas para entrar en el viejo continente. Por esta razón, la Unión Europea debería estar más preocupado de que Libia tiene su propia estructura se vuelve estable y su socio de confianza. De hecho la única embajada occidental en Trípoli en esto todavía es sólo un italiano y Bruselas destaca una vez más por su ausencia en la participación en la búsqueda de una solución, otra señal de una entidad supranacional única lejos de las ambiciones económicas y políticas que continúa serán cubiertos.

Die libysche Situation beunruhigt Nachbarn

Die libysche Situation beunruhigt die Nachbarn. Die Angst, dass die Welle der Kämpfe zwischen nationalistischen und islamistischen Milizen kann das fragile Gleichgewicht der südlichen Ufer des Mittelmeers zu verändern, wurde von dem ägyptischen Außenminister in vollem Einvernehmen mit den Vertretern der Außenministerien von Algerien, Tschad, Tunesien ausgedrückt, Sudan, Niger und der Arabischen Liga, die neben der libyschen Minister, in einer Sitzung, die in Kairo stattfand. Seit dem Sturz des Gaddafi war fast drei Jahre und die Struktur des neuen Staates erwies sich als zu schwach, um in der Lage, die vielen Gegensätze, die beide ethnischen und politischen und religiösen, mit dem das Land ist zu bedingten bewältigen sein. Das Fehlen einer regulären Armee und einer Polizei ausreichend geschult sind Elemente, die eine Situation ständiger Unsicherheit im Land von Libyen zu bestimmen. Die wahrscheinliche Beteiligung von Terrorgruppen aus dem Ausland trägt zu einer Situation der ständige Unsicherheit erschweren und ist eine Quelle der Gefahr nun akzentuiert. Das Hauptproblem bleibt jedoch, die militärischen Fähigkeiten der vielen Milizen im Land, die nicht in den Entwicklungsprozess des neuen Libyen integriert. Die Arsenale von Gaddafi waren sehr geliefert und ehemaligen Rebellen aller Richtungen, auch gegenüber, die den Aufstand gegen Gaddafi in Tripolis gebildet, sie plündern konnten vor, dass staatliche Institutionen könnten es verhindern. Beendete das einigende Ziel, die im Herbst von Gaddafi, die gegen eine Reihe von heterogenen Kräfte verschmolzen hatte, war, hat die neue libysche Staat nicht in der Lage, eine Synthese, die es erlauben würden, innerhalb des neuen Staates umfassen Ausdruck zu bringen, dass die tiefgreifenden Unterschiede Gaddafi kontrolliert mit Repression und Gewalt. Die wirtschaftliche Stärke von mehreren dieser Gruppen ist auf Menschenhandel oder anderen illegalen Aktivitäten, die diese Milizen zu bringen, um die Grenzen der Nachbarländer öfter überqueren, gefährden die Integrität sehr der beteiligten Länder. Die Angst vor der Ansteckung des islamischen Fundamentalismus ist die Wurzel der Bedenken der umliegenden Länder, auch Kenntnis von der Anwesenheit der extremistischen Gruppen in Mali und anderen afrikanischen Ländern. Die mögliche Allianz von diesen Gruppen eine strategische Land für seine Energiesektor zu gewinnen, wie Libyen und von dort aus in die Nachbarländer verteilt, erfordert besondere Aufmerksamkeit auf die Nachbarstaaten, um die Entwicklung der Lage zu folgen. Die Möglichkeit einer direkten Intervention auf libyschen Boden durch ausländische Staaten die Möglichkeit, dass für den Moment noch nicht aufgetreten ist, trotz der Tatsache, dass Ägypten und die Vereinigten Arabischen Emirate wurden von islamischen Fundamentalisten vorgeworfen haben ihre Positionen bombardiert. Die Leugnung ägyptischen, obwohl es wurde beschlossen, sollte nicht die möglichen Formen der Intervention auszuschließen, in Vereinbarung mit der Regierung des Landes. Das Land Ägypten ist in der ersten Reihe für die Auflösung der Libyen-Krise und versucht, die Vereinten Nationen in Projekte, die es erlauben würden, nach Tripolis von der aktuellen Anarchie Dump einzubeziehen. Die Libyen-Krise ist längst durch die Aufmerksamkeit international brüskiert worden, obwohl in einem Land von entscheidender Bedeutung für das Mittelmeer stattfindet, und in dem Umfang seiner Ölfelder , die durch seine Position, hat sich im Zentrum der Schleusung von Migranten; In der Tat haben die libysche Küste der Ausgangspunkt geworden, um den afrikanischen Kontinent, Europa zu verlassen. Diese Übergänge, vor allem in Richtung Italien gerichtet sind, sind die Art und Weise der Flucht vor Krieg und Hunger, sondern auch die Möglichkeit für terroristische Elemente auf den alten Kontinent geben zu vertreten. Aus diesem Grund sollte die Europäische Union mehr besorgt, dass Libyen hat seine eigene Struktur stabil und seine zuverlässige Partner sein. In der Tat das einzige westliche Botschaft in Tripolis in das immer noch nur eine italienische und Brüssel steht wieder einmal durch seine Abwesenheit in die Teilnahme an der Suche nach einer Lösung, noch ein weiteres Signal von einer supranationalen Einheit nur weit von den wirtschaftlichen und politischen Ambitionen, die weiter entfernt abgedeckt werden.

La situation en Libye inquiète voisins

La situation en Libye inquiète les voisins. La crainte que la vague de combats entre nationalistes et islamistes milices peuvent altérer l'équilibre fragile de la rive sud de la Méditerranée, a été exprimée par le ministre égyptien des Affaires étrangères en plein accord avec les représentants des ministères des Affaires étrangères de l'Algérie, le Tchad, la Tunisie, Soudan, le Niger et la Ligue arabe, en plus de la ministre libyen, lors d'une réunion qui s'est tenue au Caire. Depuis la chute de Kadhafi a été près de trois ans et la structure du nouvel Etat s'est avéré être trop fragile pour être capable de gérer les nombreux contrastes, à la fois politiques et ethniques, et religieuses, par laquelle le pays est trop conditionnelle. L'absence d'une armée régulière et une force de police suffisamment formés sont des éléments qui déterminent une situation d'insécurité constante dans le pays de la Libye. L'implication probable des groupes terroristes à l'étranger contribue à aggraver une situation d'insécurité constante et est une source de danger maintenant accentué. Le problème principal reste cependant la capacité militaire des nombreuses milices dans le pays, qui n'ont pas été intégrés dans le processus de développement de la nouvelle Libye. Les arsenaux de Kadhafi ont été très fournis et les anciens rebelles de toutes les tendances, même opposés, qui ont formé la rébellion contre Kadhafi à Tripoli, ils pourraient piller avant que les institutions étatiques pourraient l'empêcher. Fin du but commun, qui était dans la chute de Kadhafi, qui avait fusionné à un ensemble de forces hétérogènes, le nouvel Etat libyen n'a pas été en mesure d'exprimer une synthèse qui permettrait d'englober dans le nouvel État, les différences profondes que Kadhafi contrôlés la répression et la force. La force économique de plusieurs de ces groupes est basée sur la traite des personnes ou d'autres activités illégales qui mettent ces milices à franchir les frontières des pays voisins plus souvent, mettant en danger l'intégrité même des pays concernés. La peur de la contagion du fondamentalisme islamique est à l'origine des préoccupations des pays voisins, bien conscients de la présence de groupes extrémistes au Mali et d'autres pays africains. L'alliance possible de ces groupes pour gagner un pays stratégique pour le secteur de l'énergie, comme la Libye et de se propager dans les pays voisins, nécessite une attention particulière aux pays voisins de suivre l'évolution de la situation. La possibilité d'une intervention directe sur le sol libyen par des Etats étrangers est possible que pour le moment n'a pas encore eu lieu, en dépit du fait que l'Egypte et les Emirats Arabes Unis ont été accusés par les fondamentalistes islamiques ont bombardé leurs positions. Le refus égyptienne, bien qu'il a été décidé, ne devrait pas exclure les formes possibles d'intervention en accord avec le gouvernement du pays. Le pays d'Egypte est en première ligne pour la résolution de la crise libyenne, en essayant d'impliquer les Nations Unies dans des projets qui lui permettraient de vider Tripoli de l'anarchie actuelle. La crise libyenne a longtemps été snobé par l'attention à l'échelle internationale, malgré se déroule dans un pays crucial pour la Méditerranée, et à l'étendue de ses champs de pétrole, qui, par sa position, est devenue centrale dans le trafic illicite de migrants; En fait, la côte libyenne est devenue le point de départ pour quitter le continent africain vers l'Europe. Ces passages, principalement dirigées vers l'Italie sont le moyen d'échapper à la guerre et la famine, mais représentent aussi la possibilité pour les éléments terroristes d'entrer sur le vieux continent. Pour cette raison, l'Union européenne devrait être plus préoccupés que la Libye a sa propre structure devient stable et son partenaire fiable. En fait la seule ambassade occidentale à Tripoli dans ce n'en est encore qu'à un italien et Bruxelles est une fois de plus par son absence dans la participation à la recherche d'une solution, encore un autre signal d'une entité supranationale que loin des ambitions économiques et politiques qui continuent à seront couverts.

A situação da Líbia preocupa vizinhos

A situação da Líbia preocupa os vizinhos. O temor de que a onda de confrontos entre nacionalistas e islamitas milícias pode alterar o equilíbrio frágil da margem sul do Mediterrâneo, foi expressa pelo ministro das Relações Exteriores egípcio em pleno acordo com os representantes dos Ministérios das Relações Exteriores da Argélia, Chade, Tunísia, Sudão, Níger e da Liga Árabe, além do ministro da Líbia, em uma reunião que foi realizada no Cairo. Desde a queda de Gaddafi tem sido quase três anos ea estrutura do novo Estado revelou-se demasiado frágil para ser capaz de lidar com os muitos contrastes, tanto étnicas e políticas e religiosas, pelos quais o país é muito condicional. A ausência de um exército regular e uma polícia suficientemente treinados são elementos que determinam uma situação de constante insegurança no país da Líbia. O provável envolvimento de grupos terroristas no exterior contribui para agravar a situação de insegurança constante e é uma fonte de perigo, agora acentuada. O principal problema continua a ser, no entanto, a capacidade militar das muitas milícias no país, que não foram integrados ao processo de desenvolvimento da nova Líbia. Os arsenais de Gaddafi foram muito fornecido e ex-rebeldes de todas as tendências, até mesmo opostos, que formaram a rebelião contra Gaddafi em Trípoli, eles poderiam roubar antes que as instituições estatais poderiam impedi-lo. Terminado o propósito unificador, que estava em queda de Gaddafi, que se uniram contra um conjunto de forças heterogêneas, o novo Estado líbio não foi capaz de expressar uma síntese que permitisse abranger dentro do novo Estado, as profundas diferenças que Gaddafi controlado com repressão e força. A força econômica de vários desses grupos é baseada no tráfico de seres humanos ou outras atividades ilegais que trazem essas milícias para atravessar as fronteiras dos países vizinhos com mais frequência, colocando em risco a própria integridade dos países envolvidos. O medo do contágio do fundamentalismo islâmico está na raiz das preocupações dos países vizinhos, bem ciente da presença de grupos extremistas no Mali e outros países africanos. A possível aliança desses grupos para ganhar um país estratégico para o setor de energia, como a Líbia e de lá se espalhou para países vizinhos, requer uma atenção especial para os estados vizinhos para acompanhar a evolução da situação. A possibilidade de uma intervenção direta em solo líbio por Estados estrangeiros a possibilidade de que o momento ainda não ocorreu, apesar do fato de que o Egito e os Emirados Árabes Unidos têm sido acusados ​​por fundamentalistas islâmicos bombardearam as suas posições. A negação egípcio, embora tenha sido decidido, não deve excluir as possíveis formas de intervenção de acordo com o governo do país. O país do Egito está na linha da frente para a resolução da crise na Líbia, tentando envolver as Nações Unidas em projetos que lhe permitam despejar Tripoli da anarquia atual. A crise da Líbia tem sido esnobado pela atenção internacionalmente, apesar de ocorrer em um país crucial para o Mediterrâneo, e na medida de seus campos de petróleo, que por sua posição, tornou-se central para o contrabando de migrantes; Na verdade, a costa líbia tornaram-se o ponto de partida para deixar o continente Africano para a Europa. Estes cruzamentos, principalmente voltadas para a Itália são o caminho da fuga da guerra e da fome, mas também representa a possibilidade de elementos terroristas para entrar no velho continente. Por esta razão, a União Europeia deve estar mais preocupado que a Líbia tem a sua própria estrutura se torna estável e seu parceiro de confiança. Na verdade a única embaixada ocidental em Trípoli neste ainda é apenas um italiano e Bruxelas está mais uma vez fora de sua ausência em participação na busca de uma solução, mais um sinal de uma entidade supranacional, apenas distante de ambições políticas e econômicas, que continua a vai ser coberta.

Ливийская ситуация беспокоит соседей

Ливийская ситуация беспокоит соседей. Страх, что волна столкновений между националистическими и исламистских боевиков может изменить хрупкий баланс южных берегов Средиземного моря, была выражена министром иностранных дел Египта в полном согласии с представителями министерств иностранных дел Алжира, Чада, Туниса, Судан, Нигер и Лига арабских государств, в дополнение к Ливийской министра, в ходе встречи, которая состоялась в Каире. После падения Каддафи уже почти три года, и структура нового государства оказалось слишком хрупким, чтобы иметь возможность справиться с многочисленными контрасты, как этнические и политические, и религиозные, по которым страна слишком условное. Отсутствие регулярной армии и полиции в достаточной степени обучены являются элементы, определяющие ситуацию постоянной неуверенности в стране Ливии. Вероятной вовлечение террористических групп за рубежом способствует усугубить ситуацию постоянного отсутствия безопасности и является источником опасности теперь акцент. Основная проблема остается, однако, военный потенциал многих ополченцев в стране, которые не были интегрированы в процесс развития новой Ливии. Арсеналы Каддафи были очень поставляется и бывшие повстанцы из всех тенденций, даже противоположные, которые легли в восстание против Каддафи в Триполи, они могли грабить до этого государственные институты могли предотвратить его. Конец объединяющим цель, которая была осенью Каддафи, которые объединились против набора разнородных сил, новая ливийская государство оказалось не в состоянии выразить синтез, который позволил бы охватить в рамках нового государства, глубокие различия, которые контролируются Каддафи репрессиями и силой. Экономическая мощь некоторых из этих групп основана на торговле людьми или других незаконных действий, которые приносят эти ополчения чаще пересекать границы соседних стран, ставя под угрозу саму целостность стран-участниц. Страх заражения исламского фундаментализма является в корне озабоченности соседних стран, хорошо осведомлены о присутствии экстремистских групп в Мали и других африканских стран.Возможный альянс из этих групп, чтобы получить стратегическое страну за ее энергетического сектора, таких как Ливия и оттуда распространилась в соседние страны, требует особого внимания к соседним государствам, чтобы проследить эволюцию ситуации. Возможность прямого вмешательства на ливийской земле иностранными государствами является возможность того, что на данный момент еще не произошло, несмотря на то, что Египет и Объединенные Арабские Эмираты были обвинены исламские фундаменталисты бомбили свои позиции. Отказ Египта, хотя было решено, не следует исключать возможные формы вмешательства в соглашение с правительством страны. Страна Египта находится в первом ряду для решения ливийского кризиса, пытаясь привлечь Организацию Объединенных Наций в проекты, которые позволили бы сбросить Триполи от текущей анархии.Ливийский кризис уже давно оскорбил внимание на международном уровне, несмотря происходит в стране решающее значение для Средиземноморья, а также в меру своих нефтяных месторождений, которые по своему положению, заняла центральное место в незаконном ввозе мигрантов; На самом деле, Ливийской побережье стали отправной точкой покинуть африканский континент в Европу. Эти переходы, в основном направленные на Италии способ бегства от войны и голода, но и представляют возможность для террористических элементов ввести старый континент. По этой причине, Европейский Союз должен быть более обеспокоены тем, что Ливия имеет свою структуру, становится стабильным и его надежный партнер. На самом деле единственным западным посольство в Триполи в это еще только один итальянский и Брюссель вновь выделяется своим отсутствием в участии в поисках решения, еще один сигнал наднационального органа только далеки от экономических и политических амбиций, что продолжает будут покрыты.