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giovedì 14 luglio 2016

الأسد للفوز في الصراع السوري

تظهر معظم التطور الطبيعي للصراع السوري التي ستشهد تأكيد الأسد ومن ثم لها البقاء في السلطة. الحلفاء الطبيعيين للديكتاتور السوري: روسيا، ايران، وقال حزب الله اللبناني، مضيفا، على الرغم ضمنا أيضا الدول الأعضاء، التي حددت الآن الأسد باعتباره أهون الشرين مقارنة مع الدولة الإسلامية، التي لا تزال هزيمة ل ' الهدف الرئيسي من واشنطن. ذلك في حين أن الجيش النظامي في العراق، بدعم من المقاتلين الشيعة والاكراد على أرض الواقع، وبدعم من السماء الجوية الأمريكية، عليك أن تبدأ استرداد الأراضي المفقودة، البيت الأبيض تطوير العمل المشترك مع روسيا للقضاء حتى الأصوليين الإسلاميين من البلاد السورية. ومن الواضح أن أولئك الذين سيستفيدون من هذا التطور سوف أساسا الأسد، الذي سيجلب مرة أخرى تحت مناطق سيادتها يندرج تحت نطاق التطرف الديني، والتي، بالإضافة إلى الخلافة، ويشمل أيضا مجموعات أخرى، مثل آل جبهة النصرة، ترتبط ارتباطا وثيقا آل القاعدة وجيش الإسلام وغيرها من الجماعات، والتي تمتعت في البداية على دعم الولايات المتحدة لها. هدف الولايات المتحدة هو الحصول على شراكة مع موسكو من أجل مزامنة الإجراءات. ينبغي أن يكون هذا الهجوم الحاسم في تحرير البلاد من المتمردين الاسلاميين السوري، على حساب دول الخليج وتركيا، الذين ساندوهم، مع نية واضحة لبسط النفوذ على البلدة السورية. لكنها لن تسير على ما يرام: ويقصد الأسد للحفاظ على السلطة، حتى لو المشاركة الأميركية إلى التدخل العسكري وفرض اتفاق السلام الذي يمكن أن نرى المحتل الحالي لأعلى منصب في دمشق جعل صحيح بعض التنازلات من أجل الديمقراطية السكان. دوام الأسد، ومع ذلك، يبدو أن الحل الأكثر إرضاء لإسرائيل، والتي لها علاقات رسمية من عدم الاعتداء، والتي يمكن أن تسمح السيطرة على حدودها الشمالية وإن كان ذلك في سياق عداوة رسمية مع النظام السوري. ولكن ليس فقط سيقوم النظام في دمشق أن تخرج منتصرة من الحرب، والأكراد، الذين ساهموا بشكل كبير في احتواء وهزيمة الخلافة في سوريا، حيث اكتسبت أجزاء كبيرة من الأراضي ويجب أيضا النظر، التي يقطنها بالفعل من قبل نفسه الأكراد قبل الصراع. وبفضل هذا التعامل المباشر، والتي لن يتم الاعتراف بها، والأكراد يمكن أن يأتي والتمتع بمزيد من الحكم الذاتي، كما يحدث في العراق، أو يطمح إلى بناء كيان وطني سيادي. يقلق هذا التطور تركيا، التي تخشى من الاتحاد مع الكرد على أراضيها. هذا الجزء من تعريف نهاية الصراع يبدو واحدة من أصعب للحل، وخصوصا في الساحة السياسية والدبلوماسية، ولكن من دون التوصل إلى حل نهائي يمكن أن يتحول إلى مزيد من الصراع. كل شيء يتوقف على موقف الولايات المتحدة وروسيا، ونفس الأسد، الذي قد تبيع أجزاء من سوريا بطريقة رسمية الحق في الأكراد، انتقاما من أنقرة لتقديم الدعم إلى دولة إسلامية. يبدو واضحا أن تركيا تخشى هذا الاحتمال وقد تغير موقف الدبلوماسي مع عدد من الدول التي كانت قد دخلت في صراع. في الواقع، تم إعادة تأسيس، حتى اوبر أسباب اقتصادية، والعلاقات مع روسيا تدهورت بعد قطع الأشجار من قبل أنقرة طائرة عسكرية موسكو، ثم أنهم العلاقات إعادة الاتصال مع اسرائيل ومصر، والإجراءات التي سمحت والذي تم وضع نظام أردوغان من العزلة بسبب سياستها التي حاولت أن تكون توسعية. بما في ذلك موقف الخلافة أنها غيرت بالفعل لبعض الوقت بسبب ضغط الولايات المتحدة، وهذا عامل ومع ذلك، فقد ساهم لتصبح دولة التركية هدفا للهجمات الدولة الإسلامية. المنطقة، وإعداد هيكل جديد، حتى لو الأوقات لا تكون قصيرة لإنهاء الصراع وتطبيع الوضع و، في تلك المرحلة، سيكون من المثير للاهتمام أن نرى ما سيكون الموقع الفعلي الأسد على الساحة الدولية، وهذا هو، اذا صح التعبير غرفة ثابتة للمناورة أو الحكم الذاتي، وما إذا كانت ستكون رهينة لبلدان أخرى، مثل الروس.

Il nuovo governo inglese è una sfida all'Europa

Le nomine dei ministri del nuovo governo inglese, effettuate dal nuovo primo ministro, Theresa May, subentrata a Cameron, sembrano indicare che il Regno Unito intenda affrontare in maniera tutt’altro che conciliante la questione dell’uscita dall’Unione Europea con Bruxelles. Se la nomia maggiormente eclatante è stata quella di mettere a capo del dicastero degli Esteri Boris Johnson, il conservatore che più si è fatto promotore dell’uscita dall’Europa, anche altre nomine indicano che il nuovo esecutivo sia diretto verso una chiusura verso il mondo esterno in senso nazionalista, con una direzione verso l’esaltazione del paese e del suo splendido isolamento. La percezione che forniscono queste nomine è che si voglia assecondare l’elettorato che ha votato per l’uscita, nei suoi sentimenti più profondi; se ciò è vero, il Regno Unito tornerà ad essere un paese chiuso, ma con aspirazioni da grande potenza al di fuori dal tempo. Sarà curioso vedere come il nuovo governo vorrà gestire questa transizione che dovrà, per forza di cose, cominciare dalla gestione del rapporto con Bruxelles per l’uscita dall’Unione. I nuovi governanti, secondo le scelte effettuate, non dovrebbero assumere un atteggiamento conciliante con l’Unione Europea, per accontentare i sentimenti dei vincitori del referendum, sulla cui lunghezza d’onda sembra essersi sintonizzato il nuovo esecutivo. Una tale impostazione non potrà essere tollerante con chi ha da subito affermato che per Londra dovranno essere accelerati i tempi di  uscita. Per la nuova primo ministro sarà imperativo non uscire con quella che potrebbe sembrare una sconfitta e, quindi una umiliazione, per il paese. Londra cercherà di strappare le condizioni più favorevoli, ma ciò non potrà che irrigidire le posizioni tedesche, in ragione del ruolo sempre più di guida dell’Unione, che Berlino vuole assumere. In questo scenario Juncker, il Presidente della Commissione europea, rischia di diventare la vittima politica della situazione. Tuttavia, malgrado il tentativo di dimostrazione di forza, questa impostazione data al nuovo governo britannico, appare più che altro un tentativo di nascondere una debolezza che sembra evidente. Se resta vero, infatti, che il Regno Unito ha la possibilità di allungare i tempi dell’uscita, le  aziende e le istituzioni finanziarie, possono anticipare i tempi degli accordi definitivi, con traslochi anticipati delle loro attività verso nazioni dell’Unione, che gli permettano di godere in modo sicuro dei privilegi che Bruxelles assicura. Questa eventualità, tutt’altro che remota, potrebbe portare a grandi tensioni nel paese per gli effetti della perdita di numerosi posti di lavoro, a cui dovrebbero aggiungersi i mancati contributi europei, sebbene in una fase presumibilmente successiva. Quello che il nuovo governo inglese non sembra avere tenuto in considerazione è quella parte consistente, seppure in minoranza, del paese che era contraria all’uscita dall’Europa e che potrà riconoscersi in una impostazione totalmente contraria all’Unione Europea. Proprio per questo motivo le prossime elezioni politiche minacciano di portare delle sorprese dalle urne, dove il partito conservatore, malgrado la prova di forza costituita dalla formazione del nuovo governo, non ha superato le divisioni di chi era a favore della permanenza nell’unione. Infatti lo sfoggio di sicurezza della nuova primo ministro appare un atto di forzatura che mira a tranquillizzare gli ambienti politici e sociali del paese, ma che ha poche basi concrete per giustificare tale atteggiamento. Occorre anche ricordare che i rapporti con la Scozia e l’Irlanda del Nord, dove ha vinto l’orientamento per restare in Europa, non potrà essere che di profondo contrasto con il nuovo governo, ed anche la stessa capitale, che si è espressa in modo netto all’uscita da Bruxelles, non faciliterà al vita al nuovo esecutivo, sopratutto da parte delle classi dirigenti produttive. Se con le nomine effettuate il  nuovo primo ministro pensa di avvicinare la società del paese alla classe politica, almeno quella parte che ha votato per l’uscita, non sembra che questa intenzione possa riscuotere successo, sopratutto quando gli effetti concreti della decisione diventeranno tangibili e, per altro nessuna nomina ha rappresentato  elementi di novità rispetto ad una classe politica che sembra essere sempre la stessa.  A questa provocazione l’Unione Europea dovrà rispondere con altrettanta durezza e non concedere alcun vantaggio al Regno Unito, che dovrà diventare uno stato totalmente extracomunitario, senza accordi particolari, pena la perdita della poca credibilità rimasta.

The new British government is a challenge to Europe

The appointment of ministers of the new British government, carried out by the new, Theresa May, successor to Prime Minister Cameron, seem to indicate that the UK intends to address in a far from conciliatory output issue with the European Union in Brussels. If the most striking economy was to put at the head of the department of Foreign Affairs Boris Johnson, the Conservative which became Europe Output promoter, also other appointments indicate that the new executive is directed towards a closure to the world exterior nationalistic sense, with a direction toward the exaltation of the country and its splendid isolation. The perception that provide these nominations is that you want to satisfy the electorate who voted for the exit, in his deepest feelings; If this is true, the United Kingdom will return to being a closed country, but with great power aspirations outside of time. It will be interesting to see how the new government will manage this transition that will, inevitably, beginning with the management of relations with Brussels for the Union's output. The new rulers, according to the choices made, should not take a conciliatory stance with the European Union, to satisfy the feelings of the winners of the referendum, on the wavelength of which seems to have tuned the new executive. Such an approach can not be tolerant with those who immediately said that London will have to be speeded up the output timing. For the new prime minister will be imperative to not go out with what may seem like a defeat and therefore a humiliation for the country. London will try to snatch the most favorable conditions, but this will only stiffen the German positions, because of the increasing role of Union guidance, that Berlin wants to hire. In this scenario Juncker, the President of the European Commission, is likely to become the victim of the political situation. However, despite the attempt to show of force, setting this date at the new British Government, it looks more like an attempt to hide a weakness that seems obvious. If it remains true, in fact, that the UK has the ability to stretch the timing output, companies and financial institutions, can anticipate the times of the definitive agreement, with early removal of their activities to EU nations, that allowing you to safely enjoy the privileges that Brussels assures. This possibility, anything but remote, could lead to major tensions in the country for the effects of the loss of numerous jobs, to which should be added the lack of European contributions, although presumably in a later stage. What the new British government does not seem to have taken into account is that part consistent, albeit in the minority, the country that was against the exit from Europe and who can recognize themselves in a totally opposite approach to the European Union. Precisely for this reason the next parliamentary elections are threatening to bring some surprises from the polls, where the Conservative Party, despite the evidence of force consisting of the formation of the new government, has not overcome the divisions of those who were in favor of staying in the union. In fact, the new Prime Minister of Safety display appears an act of force that aims to calm the political and social sectors of the country, but that has little factual basis to justify this attitude. We should also remember that relations with Scotland and Northern Ireland, where he won the orientation to remain in Europe, it can not be that deep contrast with the new government, and even the capital itself, which is expressed in cleanly exit from Brussels, will not facilitate the life to the new government, especially by the production ruling classes. If upon being elected on the new prime minister plans to bring the company in the country to the political class, at least that part which voted for the exit, it appears that this plan is likely to succeed, especially when the concrete effects of the decision will become tangible, for another no appointment he has represented new elements with respect to a political class that seems to always be the same. In this challenge the EU must respond with equal harshness and does not grant any advantage to the UK, which will become a completely non-EU state, with no special arrangements, or risk losing the little credibility remained.

El nuevo gobierno británico es un desafío para Europa

El nombramiento de los ministros del nuevo gobierno británico, llevado a cabo por el nuevo, Theresa May, sucesor del primer ministro Cameron, parecen indicar que el Reino Unido tiene la intención de abordar en un tema de salida conciliadora lejos de la Unión Europea en Bruselas. Si la economía más llamativo era poner a la cabeza del departamento de Asuntos Exteriores, Boris Johnson, el conservador que se convirtió en promotor de salida de Europa, también otras citas indican que el nuevo ejecutivo se dirige hacia un cierre para el mundo sentido nacionalista exterior, con una dirección hacia la exaltación del país y su espléndido aislamiento. La percepción de que proporcionan estas nominaciones es el que desea satisfacer a los electores que votaron por la salida, en sus más profundos sentimientos; Si esto es cierto, el Reino Unido va a volver a ser un país cerrado, pero con grandes aspiraciones de alimentación externas de tiempo. Será interesante ver cómo el nuevo gobierno va a manejar esta transición que, inevitablemente, a partir de la gestión de las relaciones con Bruselas para la salida de la Unión. Los nuevos gobernantes, de acuerdo con las decisiones tomadas, no deben tomar una postura conciliadora con la Unión Europea, para satisfacer a los sentimientos de los ganadores de la consulta, en la longitud de onda de los cuales parece haber sintonizado el nuevo ejecutivo. Tal enfoque no puede ser tolerante con los que de inmediato dijo que Londres tendrá que acelerar el tiempo de salida. Para el nuevo primer ministro será imprescindible para no salir con lo que puede parecer una derrota y por lo tanto una humillación para el país. Londres tratará de arrebatar las condiciones más favorables, pero esto sólo se endurecerá las posiciones alemanas, debido a la creciente importancia de la orientación de la Unión, que Berlín quiere contratar. En este escenario Juncker, el presidente de la Comisión Europea, es probable que se convierta a la víctima de la situación política. Sin embargo, a pesar del intento de mostrar la fuerza, fijando la fecha en que el nuevo Gobierno británico, que se parece más a un intento de ocultar una debilidad que parece obvia. Si sigue siendo cierto, de hecho, que el Reino Unido tiene la capacidad de estirar la salida de temporización, empresas e instituciones financieras, pueden anticipar los tiempos del acuerdo definitivo, con la eliminación temprana de sus actividades a países de la UE, que que le permite disfrutar de forma segura los privilegios que Bruselas asegura. Esta posibilidad, nada más que remota, podría dar lugar a importantes tensiones en el país por los efectos de la pérdida de numerosos puestos de trabajo, a los que hay que añadir la falta de aportaciones europeas, aunque presumiblemente en una etapa posterior. Lo que no parece haber tenido en cuenta el nuevo gobierno británico es la parte constante, aunque en minoría, el país que estaba en contra de la salida de Europa y que pueden reconocerse en un enfoque totalmente opuesta a la Unión Europea. Precisamente por esta razón las próximas elecciones parlamentarias están amenazando con traer algunas sorpresas de las urnas, donde el partido conservador, a pesar de la evidencia de la fuerza que consiste en la formación del nuevo gobierno, no ha de superar las divisiones de los que estaban a favor de permanecer en la unión. De hecho, el nuevo Primer Ministro de Seguridad pantalla aparece un acto de fuerza que tiene como objetivo calmar los sectores políticos y sociales del país, pero que tiene una base factual para justificar esta actitud. También debemos recordar que las relaciones con Escocia e Irlanda del Norte, donde ganó la orientación a permanecer en Europa, no puede ser que en el fondo contraste con el nuevo gobierno, e incluso la propia capital, que se expresa en limpiamente salida de Bruselas, no va a facilitar la vida al nuevo gobierno, sobre todo por las clases dominantes de producción. Si al ser elegido en el nuevo primer ministro tiene previsto llevar a la empresa en el país a la clase política, al menos la parte que votó a favor de la salida, parece que este plan es probable que tenga éxito, especialmente cuando los efectos concretos de la decisión serán tangibles, por otro, ninguna cita ha representado a nuevos elementos con respecto a una clase política que parece ser siempre el mismo. En este desafío, la UE debe responder con la misma dureza y no concede ninguna ventaja para el Reino Unido, que se convertirá en un estado fuera de la UE por completo, sin arreglos especiales, so pena de perder la poca credibilidad mantenido.

Die neue britische Regierung ist eine Herausforderung für Europa

Die Ernennung der Minister der neuen britischen Regierung, durch die neue durchgeführt, Theresa May, Nachfolger von Premierminister Cameron, scheinen zu zeigen, dass das Vereinigte Königreich in einem weit von versöhnlichen Ausgang Problem mit der Europäischen Union in Brüssel sprechen will. Wenn die auffälligste Wirtschaft an der Spitze der Abteilung für auswärtige Angelegenheiten Boris Johnson, der Konservativen zu setzen war, die Europa Output-Promotor wurde, auch andere Termine zeigen an, dass die neue Führungskraft in Richtung einer Schließung auf die Welt gerichtet ist Außen nationalistische Sinn, mit einer Richtung auf die Erhebung des Landes und seiner splendid isolation. Die Wahrnehmung, dass diese Nominierungen sorgen, dass Sie die Wähler, die für den Austritt gestimmt haben, in seine tiefsten Gefühle zu befriedigen wollen; Wenn dies der Fall ist, kehrt das Vereinigte Königreich ein geschlossenes Land zu sein, aber mit großer Kraft Bestrebungen außerhalb der Zeit. Es wird interessant sein zu sehen, wie die neue Regierung diesen Übergang gelingen wird, das wird zwangsläufig für die Ausgabe der Union mit dem Management der Beziehungen zu Brüssel beginnt. Die neuen Machthaber nach den Entscheidungen getroffen, sollte nicht eine versöhnliche Haltung mit der Europäischen Union Rechnung zu tragen, die Gefühle der Gewinner des Referendums zu erfüllen, auf der Wellenlänge von denen scheint die neue Exekutive abgestimmt zu haben. Ein solcher Ansatz kann mit denen nicht tolerant sein, der sagte sofort, dass London die Ausgabezeitpunkt werden müssen beschleunigt. Für die neue wird Premierminister mit nicht gehen zwingend notwendig sein, was wie eine Niederlage zu sein scheint und daher eine Demütigung für das Land. London wird versuchen, die günstigsten Bedingungen zu schnappen, aber dies wird die deutschen Positionen nur versteifen, wegen der zunehmenden Rolle der Union Führung, dass Berlin zu mieten will. In diesem Szenario Juncker, der Präsident der Europäischen Kommission, wahrscheinlich das Opfer der politischen Lage zu werden. Doch trotz der Versuch von Gewalt zu zeigen, dieses Datum in der neuen britischen Regierung einstellen, sieht es eher wie ein Versuch, eine Schwäche zu verbergen, die offensichtlich zu sein scheint. Wenn es wahr bleibt, in der Tat, dass das Vereinigte Königreich die Fähigkeit hat, den Zeitpunkt Ausgang, Unternehmen und Finanzinstitute zu strecken, können die Zeiten der endgültigen Vereinbarung antizipieren, wobei eine vorzeitige Entfernung ihrer Aktivitäten auf EU-Länder, dass so dass Sie die Privilegien genießen, die Brüssel versichert sicher. Diese Möglichkeit, alles andere als fern, könnte für die Auswirkungen der Verlust zahlreicher Arbeitsplätze zu großen Spannungen im Land führen, zu denen auch das Fehlen der europäischen Beiträge hinzugefügt werden sollte, obwohl vermutlich in einem späteren Stadium. Was die neue britische Regierung scheint nicht berücksichtigt zu haben, ist, dass ein Teil konsequent, wenn auch in der Minderheit, das Land, das gegen den Austritt aus Europa war und die sich in einer völlig entgegengesetzte Annäherung an die Europäische Union erkennen kann. Genau aus diesem Grund sind die nächsten Parlamentswahlen drohen einige Überraschungen aus den Urnen zu bringen, wo die konservative Partei, trotz der Hinweise auf Kraft der Bildung der neuen Regierung aus, nicht die Spaltung von denen, die der Aufenthalt zugunsten waren in der Union überwunden hat. In der Tat scheint der neue Premierminister von Sicherheits Anzeige ein Akt der Gewalt, die die politischen und sozialen Bereichen des Landes zu beruhigen will, aber das hat wenig sachliche Grundlage, diese Haltung zu rechtfertigen. Wir sollten auch nicht vergessen, dass die Beziehungen mit Schottland und Nordirland, wo er die Orientierung gewonnen in Europa zu bleiben, ist es nicht so tief Kontrast mit der neuen Regierung sein kann und sogar die Hauptstadt selbst, die in ausgedrückt wird sauber Ausstieg aus Brüssel, wird das Leben der neuen Regierung nicht erleichtern, vor allem durch die Produktion herrschenden Klassen. Wenn auf der neuen Premierminister gewählt wird, plant das Unternehmen, in das Land der politischen Klasse zu bringen, zumindest den Teil, für den Austritt gestimmt haben, scheint es, dass dieser Plan wahrscheinlich ist, besonders erfolgreich zu sein, wenn die konkreten Auswirkungen der Entscheidung greifbar werden wird, für einen anderen ohne Termin hat er neue Elemente in Bezug auf eine politische Klasse repräsentiert, die gleich zu immer sein scheint. In dieser Herausforderung muss sich die EU mit der gleichen Härte reagieren und gewähren keinen Vorteil in das Vereinigte Königreich, die eine völlig Nicht-EU-Staat, ohne besondere Vorkehrungen, oder sie riskieren den Verlust der Glaubwürdigkeit wenig geblieben wird.

Le nouveau gouvernement britannique est un défi pour l'Europe

La nomination des ministres du nouveau gouvernement britannique, menées par la nouvelle, Theresa May, successeur au Premier ministre Cameron, semblent indiquer que le Royaume-Uni a l'intention d'aborder dans un numéro de sortie conciliante loin avec l'Union européenne à Bruxelles. Si l'économie le plus frappant était de mettre à la tête du département des Affaires étrangères Boris Johnson, le conservateur qui est devenu l'Europe promoteur de sortie, également d'autres nominations indiquent que le nouvel exécutif est dirigé vers une fermeture au monde sens nationaliste extérieur, avec une direction vers l'exaltation du pays et de son splendide isolement. La perception qui fournissent ces nominations est que vous voulez satisfaire les électeurs qui ont voté pour la sortie, dans ses sentiments les plus profonds; Si cela est vrai, le Royaume-Uni revenir à être un pays fermé, mais avec de grandes aspirations de puissance en dehors du temps. Il sera intéressant de voir comment le nouveau gouvernement va gérer cette transition qui, inévitablement, à commencer par la gestion des relations avec Bruxelles pour la sortie de l'Union. Les nouveaux dirigeants, selon les choix effectués, ne devraient pas prendre une position conciliante avec l'Union européenne, afin de satisfaire les sentiments des vainqueurs du référendum, sur la longueur d'onde qui semble avoir réglé le nouvel exécutif. Une telle approche ne peut pas être tolérant avec ceux qui ont immédiatement déclaré que Londres devra être accéléré le calendrier de sortie. Pour le nouveau Premier ministre sera impératif de ne pas sortir avec ce qui peut sembler une défaite et donc une humiliation pour le pays. Londres va essayer d'arracher les conditions les plus favorables, mais cela ne fera que durcir les positions allemandes, en raison du rôle croissant de l'orientation de l'Union, que Berlin veut embaucher. Dans ce scénario Juncker, le président de la Commission européenne, est susceptible de devenir la victime de la situation politique. Cependant, en dépit de la tentative de montrer la force, fixant cette date au nouveau gouvernement britannique, il ressemble plus à une tentative de cacher une faiblesse qui semble évident. S'il reste vrai, en effet, que le Royaume-Uni a la capacité d'étirer la sortie de distribution, les entreprises et les institutions financières, peuvent anticiper les périodes de l'accord définitif, avec l'élimination précoce de leurs activités aux pays de l'UE, qui vous permettant de profiter en toute sécurité les privilèges que Bruxelles assure. Cette possibilité, quoi que ce soit, mais à distance, pourrait conduire à des tensions dans le pays pour les effets de la perte de nombreux emplois, auxquels il faut ajouter le manque de contributions européennes, bien que sans doute dans une étape ultérieure. Qu'est-ce que le nouveau gouvernement britannique ne semble pas avoir pris en compte est la partie constante, bien que dans la minorité, le pays qui était contre la sortie de l'Europe et qui peuvent se reconnaître dans une approche totalement opposée à l'Union européenne. Précisément pour cette raison, les prochaines élections parlementaires menacent d'apporter quelques surprises aux urnes, où le Parti conservateur, en dépit de la preuve de la force consistant en la formation du nouveau gouvernement, n'a pas surmonter les divisions de ceux qui étaient en faveur d'un séjour dans l'union. En fait, le nouveau premier ministre de l'affichage de la sécurité semble un acte de force qui vise à calmer les secteurs politiques et sociaux du pays, mais qui a peu de base factuelle pour justifier cette attitude. Il faut aussi rappeler que les relations avec l'Ecosse et l'Irlande du Nord, où il a remporté l'orientation de rester en Europe, il ne peut pas être que profond contraste avec le nouveau gouvernement, et même le capital lui-même, qui est exprimée dans sortie proprement de Bruxelles, ne facilitera pas la vie au nouveau gouvernement, en particulier par les classes dominantes de production. Si, après avoir été élu sur le nouveau Premier ministre envisage d'apporter à la société dans le pays à la classe politique, au moins la partie qui a voté pour la sortie, il semble que ce plan est susceptible de réussir, surtout quand les effets concrets de la décision deviendront tangibles, pour un autre sans rendez-vous, il a représenté des éléments nouveaux par rapport à une classe politique qui semble toujours être le même. Dans ce défi, l'UE doit répondre avec la même dureté et ne confère aucun avantage au Royaume-Uni, qui va devenir un non-UE état complètement, sans arrangements spéciaux, ou risquer de perdre le peu de crédibilité est resté.

O novo governo britânico é um desafio para a Europa

A nomeação de ministros do novo governo britânico, realizadas pelo novo, Theresa May, sucessor do primeiro-ministro Cameron, parecem indicar que o Reino Unido pretende abordar em um longe de emissão de saída conciliatória com a União Europeia, em Bruxelas. Se a economia mais marcante foi a de colocar na cabeça do departamento de Relações Exteriores Boris Johnson, o conservador que se tornou promotor de saída Europa, também outros compromissos indicam que o novo executivo é dirigido para um fechamento para o mundo sentido nacionalista exterior, com uma direção para a exaltação do país e seu esplêndido isolamento. A percepção de que fornecer esses nomeações é que você quer para satisfazer o eleitorado que votou para a saída, em seus sentimentos mais profundos; Se isso for verdade, o Reino Unido vai voltar a ser um país fechado, mas com grandes aspirações poder fora de tempo. Será interessante ver como o novo governo vai gerir esta transição que irá, inevitavelmente, começando com a gestão das relações com Bruxelas para a saída da União. Os novos governantes, de acordo com as escolhas feitas, não deve assumir uma postura conciliatória com a União Europeia, para satisfazer os sentimentos dos vencedores do referendo, do comprimento de onda que parece ter afinado o novo executivo. Tal abordagem não pode ser tolerante com aqueles que imediatamente disse que Londres terá que ser acelerado o tempo de saída. Para o novo primeiro-ministro será imperativo para não sair com o que parece ser uma derrota e, portanto, uma humilhação para o país. Londres vai tentar roubar as condições mais favoráveis, mas isso só vai endurecer as posições alemãs, por causa do crescente papel da orientação da União, que Berlim quer contratar. Neste cenário Juncker, o Presidente da Comissão Europeia, é provável que se torne a vítima da situação política. No entanto, apesar da tentativa de demonstração de força, fixar essa data em o novo governo britânico, que mais parece uma tentativa de esconder uma fraqueza que parece óbvio. Se for verdade, na verdade, que o Reino Unido tem a capacidade de esticar a saída de sincronismo, empresas e instituições financeiras, pode antecipar os tempos do acordo definitivo, com a remoção precoce de suas atividades para as nações da UE, que permitindo-lhe desfrutar com segurança os privilégios que Bruxelas assegura. Esta possibilidade, nada remota, poderia levar a grandes tensões no país para os efeitos da perda de numerosos postos de trabalho, a que se deve acrescentar a falta de contribuições europeias, embora presumivelmente em um estágio posterior. O que o novo governo britânico não parece ter levado em conta é que uma parte consistente, embora em minoria, o país que era contra a saída da Europa e que pode reconhecer-se em uma abordagem totalmente oposto ao da União Europeia. Precisamente por este motivo as próximas eleições parlamentares estão ameaçando trazer algumas surpresas das urnas, onde o Partido Conservador, apesar da evidência da força que consiste na formação do novo governo, não tem superar as divisões dos que eram a favor de permanecer na união. Na verdade, o novo primeiro-ministro da exibição de Segurança parece um ato de força que tem o objetivo de acalmar os setores políticos e sociais do país, mas que tem pouca base factual para justificar essa atitude. Devemos também lembrar que as relações com a Escócia e Irlanda do Norte, onde ganhou a orientação para permanecer na Europa, ele não pode ser tão profundo contraste com o novo governo, e até mesmo o próprio capital, que é expressa em limpa saída a partir de Bruxelas, não vai facilitar a vida para o novo governo, especialmente pelas classes dominantes de produção. Se, após ser eleito o novo primeiro-ministro pretende levar a empresa no país para a classe política, pelo menos a parte que votou para a saída, parece que este plano é provável que tenha sucesso, especialmente quando os efeitos concretos da decisão se tornará tangível, por outra nenhuma nomeação ele representou novos elementos em relação a uma classe política que parece ser sempre o mesmo. Neste desafio, a UE deve responder com igual aspereza e não concede qualquer vantagem para o Reino Unido, que se tornará um não-UE estado completamente, sem regime especial, ou o risco de perder a pouca credibilidade permaneceu.