Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 21 marzo 2018
L'azione turca contro i curdi di Siria contiene segnali ambigui di politica internazionale
Dopo la conquista della roccaforte curda di Afrin, da parte delle forze turche, occorre fare alcune considerazioni sul futuro di questo conflitto, che si svolge nell’assoluta indifferenza da parte dei paesi occidentali. Il primo punto riguarda le modalità con le quali quello che è considerato il secondo esercito dell’Alleanza Atlantica si è mosso in territorio straniero in spregio ad ogni norma del diritto internazionale: in questo momento la Turchia si è annessa quasi diecimila chilometri quadrati di territorio siriano. Si tratta di un effetto secondario del conflitto che si svolge in Siria e che racchiude in se stesso potenziali elementi di sviluppo, con ovvie ripercussioni sugli equilibri regionali. Le modalità del comportamento, visto da un’ottica giuridica, della Turchia dovrebbero essere sanzionate con provvedimenti diplomatici, quali sanzioni economiche ed isolamento internazionale e la decadenza di ogni contatto con l’Unione Europea. Questo perchè, oltre alla già citata infrazione del diritto internazionale, la Turchia ha usato la forza militare contro una entità, quella curdo siriana, che è stata determinante per la sconfitta dello Stato islamico ed a cui l’occidente dovrebbe dimostrare in maniera tangibile la propria gratitudine. Un altro elemento, che se provato rappresenterà un ulteriore motivo di possibile sanzione della Turchia, è l’uso contro i curdi di milizie sunnite, schierate di fianco all’esercito regolare di Ankara. Secondo i curdi in queste milizie sarebbero stati riconosciuti diversi appartenenti allo Stato islamico: si comprende che se ciò fosse vero, sarebbe la prova provata di un coinvolgimento della Turchia nell’uso dello Stato islamico come strumento, sia per annientare i curdi, che per conquistare la Siria, usato fin dall’inizio dell’entrata in guerra del califfato. Anche volendo comprendere la ragioni di stato e gli interessi delle relazioni internazionali, la domanda da fare è se esiste ancora una opportunità politica ed una convenienza generale, per avere qualsiasi legame con il regime turco di Erdogan. L’offensiva turca ha comunque faticato più del previsto ad avere ragione dei curdi di Afrin e questo rallentamento imprevisto potrebbe influenzare le eventuali decisioni di Ankara per proseguire gli attacchi verso la zona di Kobane e, sopratutto, verso la parte orientale della regione curda, quella dove sono presenti i militari americani. Sulla sconfitta curda occorre fare una considerazione sul destino dei curdi, che sebbene divisi al loro interno, rischiano di essere abbandonati ancora una volta dall’occidente cha hanno aiutato in diversi conflitti. Se dovesse nascere all’interno del movimento curdo una consapevolezza negativa verso i paesi occidentali, occorre considerare come possibile la nascita di forme terroristiche per focalizzare l’attenzione sulla questione curda: un problema evitabile mettendo al centro dell’agenda politica internazionale l’adeguata attenzione verso questo problema che si trascina da troppo tempo. Nel frattempo, oltre ai combattenti, si registra ancora un alto tributo di vittime tra la popolazione civile, che secondo fonti curde ammonterebbero a circa mille persone decedute, mentre, secondo i dati dell’Osservatorio dei diritti umani un Siria i morti sarebbero 285. Il computo dei profughi, invece, secondo le organizzazioni umaitarie sarebbe di 150.000 civili in fuga dalla regione. Fare ipotesi sul futuro di questo conflitto è difficile, perchè sono ancora troppe le variabili in gioco e le alleanze e le contrarietà, sia tra paesi diversi, che tra organizzazioni in campo, spesso si confondono, restituendo un quadro ancora troppo confuso a causa dei rispettivi interessi, che variano nel tempo e negli spazi in questione. Tuttavia non è difficile ipotizzare una risposta terroristica dei curdi in territorio turco, una soluzione che sarebbe meglio non si verificasse per non alimentare la spirale di una violenza quantitativamente già troppo estesa. Sul piano militare l’ipotesi più probabile, se la risposta occidentale sarà sempre assente, è un legame più stretto tra i curdi siriani ed il regime di Assad, l’unico che ha manifestato appoggio alla causa curda, per evidenti ragioni di interesse al mantenimento della propria sovranità sul territorio della Siria e per evitare l’ingerenza turca entro i propri confini. Se questo legame dovesse diventare più stretto le conseguenze del quadro delle alleanze attuali potrebbe essere destinato a subire variazioni determinanti.
The Turkish action against the Kurds of Syria contains ambiguous signals of international politics
After
the conquest of the Kurdish stronghold of Afrin by the Turkish forces,
we need to make some considerations about the future of this conflict,
which takes place in the absolute indifference of Western countries. The
first point concerns the ways in which what is considered the second
Army of the Atlantic Alliance has moved in foreign territory in
disregard of every rule of international law: at this moment Turkey has
annexed almost ten thousand square kilometers of Syrian territory . This
is a secondary effect of the conflict that takes place in Syria and
that contains potential development elements, with obvious repercussions
on regional balances. The
modalities of behavior, seen from a juridical point of view, of Turkey
should be sanctioned with diplomatic measures, such as economic
sanctions and international isolation and the decadence of any contact
with the European Union. This
is because, in addition to the aforementioned infringement of
international law, Turkey has used military force against an entity, the
Syrian Kurd, which has been decisive for the defeat of the Islamic
State and to which the West should tangibly demonstrate its own gratitude. Another
element, which if proved will represent a further reason for the
possible sanction of Turkey, is the use against the Kurds of Sunni
militias, deployed alongside the regular army of Ankara. According
to the Kurds in these militias would be recognized as belonging to the
Islamic State: it is understood that if this were true, it would be
proven proof of an involvement of Turkey in the use of the Islamic State
as an instrument, both to annihilate the Kurds, and to conquer Syria, used since the beginning of the Caliphate's entry into the war. Even
if we want to understand the reasons of state and the interests of
international relations, the question is whether there is still a
political opportunity and a general convenience, to have any connection
with the Turkish regime of Erdogan. The
Turkish offensive, however, has struggled more than expected to be
right of the Kurdish Afrin and this unexpected slowdown could affect any
decisions by Ankara to continue the attacks on the area of Kobane
and, especially, to the eastern part of the Kurdish region, the one where the American military is present. On
Kurdish defeat it is necessary to consider the fate of the Kurds, who,
although divided within them, risk being abandoned once again by the
West who have helped in various conflicts. Should
a negative awareness of Western countries be born within the Kurdish
movement, the creation of terrorist forms should be considered as
possible to focus attention on the Kurdish question: an avoidable
problem placing adequate attention at the center of the international
political agenda. towards this problem that has been dragging on for too long. Meanwhile,
in addition to the fighters, there is still a high tribute of victims
among the civilian population, which according to Kurdish sources would
amount to about one thousand dead persons, while according to the Human
Rights Observatory a Syria the dead would be 285. The reckoning of refugees, instead, according to the humane organizations would be 150,000 civilians fleeing the region. Making
assumptions about the future of this conflict is difficult, because
there are still too many variables at stake and alliances and
contrarieties, both between different countries, and between
organizations in the field, often get confused, returning a picture too
confused because of the respective interests, which vary over time and in the spaces in question. However,
it is not difficult to hypothesize a terrorist response of the Kurds in
Turkish territory, a solution that would be better not to occur in
order not to feed the spiral of a quantitatively already too extensive
violence. On
the military level the most probable hypothesis, if the western answer
is always absent, is a closer link between the Syrian Kurds and the
Assad regime, the only one that has expressed support for the Kurdish
cause, for obvious reasons of interest in the maintenance of its sovereignty over the territory of Syria and to avoid Turkish interference within its borders. If
this link were to become tighter, the consequences of the framework of
current alliances could be destined to undergo decisive changes.
La acción turca contra los kurdos de Siria contiene señales ambiguas de política internacional
Después
de la conquista de la fortaleza kurda de Afrin, por las fuerzas turcas,
es necesario hacer algunas consideraciones sobre el futuro de este
conflicto, que se celebra en la indiferencia absoluta por parte de los
países occidentales. El
primer capítulo trata con las formas en que lo que se considera el
segundo ejército de la OTAN se movieron en territorio extranjero,
desafiando todas las normas del derecho internacional: en este momento
Turquía ha anexado casi diez mil kilómetros cuadrados de territorio
sirio . Es
un efecto secundario del conflicto que está teniendo lugar en Siria y
que combina los mismos elementos potenciales de desarrollo, con
implicaciones obvias para los equilibrios regionales. El
modo de comportamiento, visto desde el punto de vista legal, Turquía
debe ser castigado con medidas diplomáticas como las sanciones
económicas y el aislamiento internacional y la pérdida de cualquier
contacto con la Unión Europea. Esto
se debe a que, además de la infracción mencionada del derecho
internacional, Turquía ha utilizado la fuerza militar en contra de una
entidad, el kurdo sirio, que fue clave en la derrota del estado islámico
y que Occidente debe demostrar de manera tangible su agradecimiento. Otro
elemento, que si se trató representará una fuente adicional de posible
pena de Turquía, es el uso contra los kurdos de las milicias sunitas,
desplegados junto al ejército regular Ankara. De
acuerdo con los kurdos en estas milicias fueron reconocidos varios
miembros del Estado islámico: entendemos que si esto fuera cierto, sería
la prueba de la participación de Turquía en el uso del estado islámico
como una herramienta, que es aniquilar a los kurdos, que para ganar Siria, utilizada desde el comienzo de la entrada del Califato en la guerra. Incluso
si entendemos las razones de estado y los intereses de las relaciones
internacionales, la pregunta es si existe todavía una oportunidad
política y la comodidad en general, tener ningún vínculo con el régimen
turco de Erdogan. La
ofensiva turca todavía ha luchado más de lo esperado para conseguir el
mejor de los kurdos de Afrin y esta desaceleración inesperada podría
influir en las decisiones de Ankara para continuar sus ataques a la zona
Kobane y, sobre todo, hacia la parte oriental de la región kurda, la donde el ejército estadounidense está presente. En
la derrota kurda debe hacer un comentario sobre el destino de los
kurdos, que aunque divididos entre sí, corren el riesgo de ser
abandonados una vez más por el cha West ayudado en varios conflictos. Si
nació en el movimiento kurdo una conciencia negativa hacia los países
occidentales, se debe considerar como sea posible la aparición de formas
de terrorismo a centrar la atención en la cuestión kurda: un problema
evitable, centrándose en la agenda política adecuada atención
internacional hacia este problema que ha estado arrastrando por mucho tiempo. Mientras
tanto, además de los combatientes, todavía hay un alto número de
víctimas entre la población civil, que según fuentes kurdas ascendería a
alrededor de mil personas murieron, mientras que, según Human Rights
Watch su datos de Siria a los muertos sería 285. La El
cálculo de los refugiados, en cambio, de acuerdo con las organizaciones
humanitarias sería de 150,000 civiles que huyen de la región. Hacer
suposiciones sobre el futuro de este conflicto es difícil, porque
todavía son demasiadas variables y alianzas y la oposición, tanto entre
los países, y entre las organizaciones de campo, a menudo confundido,
volviendo un marco aún demasiado confusa debido a su intereses, que varían con el tiempo y en los espacios en cuestión. Sin
embargo, no es difícil imaginar una respuesta terrorista de los kurdos
en territorio turco, una solución que sería mejor que no se produzca no
alimentar la espiral de violencia cuantitativamente ya demasiado
extensa. Militarmente
la hipótesis más probable, si la respuesta occidental siempre va a
estar ausente, es un vínculo más estrecho entre los kurdos sirios y el
régimen de Assad, el único que ha expresado su apoyo a la causa kurda,
en aras de mantener el interés de su soberanía sobre el territorio de Siria y para evitar la interferencia turca dentro de sus fronteras. Si
este vínculo se hiciera más estricto, las consecuencias del marco de
las alianzas actuales podrían estar destinadas a sufrir cambios
decisivos.
Die türkische Aktion gegen die Kurden in Syrien enthält zweideutige Signale der internationalen Politik
Nach
der Eroberung der kurdischen Hochburg Afrin durch die türkischen
Truppen müssen wir einige Überlegungen über die Zukunft dieses Konflikts
anstellen, der in der absoluten Gleichgültigkeit der westlichen Länder
stattfindet. Das
erste Kapitel beschäftigt sich mit den Möglichkeiten, welche die zweite
Armee der NATO betrachtet bewegt in fremdem Territorium zum Trotz jeder
Norm des Völkerrechts: zu diesem Zeitpunkt der Türkei fast zehntausend
Quadratkilometer syrischen Territorium annektiert hat . Dies
ist ein sekundärer Effekt des Konflikts, der in Syrien stattfindet und
potenzielle Entwicklungselemente enthält, mit offensichtlichen
Auswirkungen auf die regionalen Gleichgewichte. Die
Art und Weise des Verhaltens, aus rechtlicher Sicht gesehen, sollte die
Türkei mit diplomatischen Maßnahmen wie Wirtschaftssanktionen und die
internationale Isolation und der Verlust jeglicher Kontakt mit der
Europäischen Union bestraft werden. Dies
liegt daran, zusätzlich zu der oben erwähnten Verletzung des
Völkerrechts hat die Türkei militärische Gewalt gegen eine Einheit
verwendet, die kurdischen Syrer, die in der Niederlage des islamischen
Staates maßgeblich beteiligt war und dass der Westen in greifbarer Weise
demonstrieren sollte ihre Dankbarkeit. Ein
weiteres Element, das, wenn es sich als erwiesen erweist, ein weiterer
Grund für die mögliche Sanktion der Türkei sein wird, ist der Einsatz
gegen die Kurden sunnitischer Milizen, die neben der regulären Armee von
Ankara eingesetzt werden. Nach
den Kurden in diesen Milizen wurden mehrere Mitglieder des islamischen
Staates anerkannt: Wir verstehen, dass, wenn das wahr wäre, wäre es der
Beweis für die Beteiligung der Türkei an der Verwendung des islamischen
Staates als Instrument sein, ist es die Kurden zu vernichten, die
gewinnen Syrien, seit Beginn des Kalifats Eintritt in den Krieg verwendet. Auch
wenn wir die Gründe des Staates und die Interessen der internationalen
Beziehungen verstehen wollen, ist die Frage, ob es noch eine politische
Chance und einen allgemeinen Nutzen gibt, irgendeine Verbindung mit dem
türkischen Regime von Erdogan zu haben. Die
türkische Offensive hat gekämpft, noch mehr als erwartet, desto besser
die Kurden von Afrin und dieser unerwarteten Verlangsamung bekommen
konnte keine Entscheidungen Ankara beeinflusst seine Angriffe auf dem
Ayn al-arabischen Raum und vor allem weiterhin in Richtung des östlichen
Teils der kurdischen Region, das wo das amerikanische Militär anwesend ist. In
Bezug auf die Niederlage der Kurden ist es notwendig, das Schicksal der
Kurden zu bedenken, die, obwohl in ihnen geteilt, Gefahr laufen, vom
Westen wieder aufgegeben zu werden, die in verschiedenen Konflikten
geholfen haben. Wenn
Sie innerhalb der kurdischen Bewegung ein negatives Bewusstsein
gegenüber der westlichen Ländern geboren wurden, soll die Entstehung
terroristischer Formen wie möglich berücksichtigt werden, die
Aufmerksamkeit auf der kurdischen Frage zu konzentrieren: ein
vermeidbares Problem, indem auf der internationalen politische Agenda
angemessenen Aufmerksamkeit konzentriert zu diesem Problem, das sich zu lange hingezogen hat. Inzwischen
zusätzlich zu den Kämpfern, gibt es immer noch eine hohe Zahl von
Opfern unter der Zivilbevölkerung, die nach kurdischen Quellen zu etwa
tausend Menschen betragen würde gestorben, während laut Menschenrechten
eines Daten Syrien beobachtet die Tote wären 285. Des Nach Angaben der humanitären Organisationen würden 150.000 Zivilisten aus der Region fliehen. Annahmen
über die Zukunft dieses Konflikts zu machen ist schwierig, weil sie
ihre wegen der immer noch zu viele Variablen und Allianzen und
Opposition, sowohl zwischen den Ländern und zwischen den
Feldorganisationen, oft verwirrt, Rückkehr einen Rahmen noch zu verwirrt
sind Interessen, die im Laufe der Zeit und in den betreffenden Räumen variieren. Allerdings
ist es nicht schwierig ist, eine terroristische Reaktion der Kurden im
türkischen Gebiet vorzustellen, eine Lösung, die besser wäre, nicht
aufzutreten nicht die Spirale der Gewalt zu ernähren quantitativ bereits
zu umfangreich. Militärisch
die wahrscheinlichste Hypothese, wenn die westliche Antwort immer
abwesend sein wird, ist eine engere Verbindung zwischen syrischen Kurden
und dem Assad-Regime, den einzigen Person, die Unterstützung für die
kurdische Sache, im Interesse der Aufrechterhaltung Interesse bekundet
hat seiner Souveränität über das Territorium von Syrien und um türkische Einmischung innerhalb seiner Grenzen zu vermeiden. Sollte diese Verbindung enger werden, könnten die Folgen des Rahmens aktueller Bündnisse zu entscheidenden Veränderungen führen.
L'action turque contre les Kurdes de Syrie contient des signaux ambigus de la politique internationale
Après
la conquête du bastion kurde d'Afrin par les forces turques, nous
devons faire quelques considérations sur l'avenir de ce conflit, qui se
déroule dans l'indifférence absolue des pays occidentaux. Le
premier point concerne la manière dont ce qui est considéré comme la
deuxième armée de l'Alliance atlantique s'est déplacé en territoire
étranger au mépris de toutes les règles du droit international: en ce
moment la Turquie a annexé près de dix mille kilomètres carrés de
territoire syrien . C'est
un effet secondaire du conflit qui a lieu en Syrie et qui contient des
éléments de développement potentiels, avec des répercussions évidentes
sur les équilibres régionaux. Les
modalités de comportement, envisagées d'un point de vue juridique, de
la Turquie devraient être sanctionnées par des mesures diplomatiques,
telles que des sanctions économiques et l'isolement international et la
décadence de tout contact avec l'Union européenne. En
effet, outre la violation du droit international susmentionnée, la
Turquie a utilisé la force militaire contre une entité, le Kurde syrien,
qui a été décisive pour la défaite de l'Etat islamique et à laquelle
l'Occident devrait démontrer de façon tangible sa propre gratitude. Un
autre élément, qui, s'il est prouvé, représentera une raison
supplémentaire de l'éventuelle sanction de la Turquie, est l'utilisation
contre les Kurdes de milices sunnites, déployées aux côtés de l'armée
régulière d'Ankara. Selon
les Kurdes, ces milices seraient reconnues comme appartenant à l'État
islamique: il est entendu que si cela était vrai, cela prouverait
l'implication de la Turquie dans l'utilisation de l'État islamique comme
instrument, à la fois pour anéantir les Kurdes et pour vaincre La Syrie, utilisée depuis le début de l'entrée du califat dans la guerre. Même
si nous voulons comprendre les raisons de l'Etat et les intérêts des
relations internationales, la question est de savoir s'il existe
toujours une opportunité politique et une commodité générale, d'avoir un
lien quelconque avec le régime turc d'Erdogan. L'offensive
turque, cependant, a lutté plus que prévu pour avoir raison de l'Afrin
kurde et ce ralentissement inattendu pourrait affecter toutes les
décisions d'Ankara de poursuivre les attaques sur la région de Kobané
et, surtout, à l'est de la région kurde, l'un où l'armée américaine est présente. Sur
la défaite kurde, il est nécessaire de considérer le sort des Kurdes,
qui, bien que divisés en leur sein, risquent d'être abandonnés une fois
de plus par l'Occident qui a contribué à divers conflits. Si
une conscience négative des pays occidentaux devait naître au sein du
mouvement kurde, la création de formes terroristes devrait être
considérée comme possible pour attirer l'attention sur la question
kurde: un problème évitable plaçant une attention adéquate au centre de
l'agenda politique international. vers ce problème qui traîne depuis trop longtemps. Pendant
ce temps, en plus des combattants, il y a encore un grand tribut de
victimes parmi la population civile, qui selon les sources kurdes serait
d'environ un millier de morts, alors que selon l'Observatoire des
droits de l'homme, 285 morts en Syrie. Au contraire, selon les organisations humanitaires, 150 000 civils fuiraient la région. Faire
des hypothèses sur l'avenir de ce conflit est difficile, car il y a
encore trop de variables en jeu et les alliances et les contrariétés, à
la fois entre différents pays et entre organisations sur le terrain,
sont souvent confuses, rendant une image trop confuse à cause des intérêts, qui varient dans le temps et dans les espaces en question. Cependant,
il n'est pas difficile d'émettre l'hypothèse d'une réponse terroriste
des Kurdes sur le territoire turc, une solution qu'il vaudrait mieux ne
pas mettre en place pour ne pas alimenter la spirale d'une violence
quantitativement déjà trop étendue. Sur
le plan militaire, l'hypothèse la plus probable, si la réponse
occidentale est toujours absente, est un lien plus étroit entre les
Kurdes syriens et le régime Assad, le seul qui ait exprimé son soutien à
la cause kurde, pour des raisons évidentes d'intérêt de sa souveraineté sur le territoire de la Syrie et d'éviter l'ingérence turque à l'intérieur de ses frontières. Si
ce lien devait se resserrer, les conséquences du cadre des alliances
actuelles pourraient être vouées à subir des changements décisifs.
A ação turca contra os curdos da Síria contém sinais ambíguos da política internacional
Após
a conquista da fortaleza curda de Afrin, por forças turcas, é
necessário fazer algumas considerações sobre o futuro deste conflito,
que é realizada em absoluta indiferença por parte dos países ocidentais.
O
primeiro capítulo trata das maneiras em que o que é considerado o
segundo exército da NATO mudou em território estrangeiro, desafiando
todas as normas do direito internacional: neste momento a Turquia tem
anexado quase dez mil quilômetros quadrados de território sírio . É
um efeito colateral do conflito que está ocorrendo na Síria e combina
os mesmos elementos potenciais de desenvolvimento, com implicações
óbvias para equilíbrios regionais. O
modo de comportamento, visto do ponto de vista legal, a Turquia deverá
ser punido com medidas diplomáticas, como sanções econômicas e
isolamento internacional e a perda de qualquer contacto com a União
Europeia. Isso
ocorre porque, além de a infracção acima referida do direito
internacional, a Turquia tem usado a força militar contra uma entidade, o
curdo sírio, que foi fundamental para a derrota do Estado islâmico e
que o Ocidente deve demonstrar de forma tangível a sua gratidão. Outro
elemento, que se tentou representará mais uma fonte de possível pena de
Turquia, é o uso contra os curdos de milícias sunitas, implantado ao
lado do exército regular Ankara. De
acordo com os curdos na essas milícias foram reconhecidos vários
membros do Estado islâmico: entendemos que, se isso fosse verdade, seria
a prova do envolvimento da Turquia no uso do Estado islâmico como uma
ferramenta, é para aniquilar os curdos, que para ganhar Síria, usada desde o início da entrada do califado na guerra. Mesmo
se nós compreendemos as razões de Estado e os interesses das relações
internacionais, a pergunta a fazer é se ainda existe uma oportunidade
política e conveniência geral, para ter qualquer ligação com o regime
turco de Erdogan. A
ofensiva turca ainda tem lutado mais que o esperado para levar a melhor
sobre os curdos do Afrin e este abrandamento inesperado poderia
influenciar qualquer decisão de Ancara para continuar seus ataques a
área de Ayn al-Arab e, acima de tudo, para a parte oriental da região
curda, o onde as forças armadas americanas estão presentes. Na
derrota curda deve fazer um comentário sobre o destino dos curdos, que
embora divididos entre si, correm o risco de ser abandonado mais uma vez
pela cha Ocidente ajudou em vários conflitos. Se
você nasceu dentro do movimento curdo uma consciência negativa em
relação a países ocidentais, deve ser considerado como possível a
emergência de formas de terrorismo chamar a atenção para a questão
curda: um problema evitável, concentrando-se na agenda internacional
política adequada atenção para este problema que tem se arrastado por muito tempo. Enquanto
isso, além dos lutadores, ainda há um alto número de vítimas entre a
população civil, que de acordo com fontes curdas equivaleria a cerca de
mil pessoas morreram, enquanto que, de acordo com a Human Rights Watch a
dados Síria mortos seria 285. A cálculo dos refugiados, no entanto, de acordo com organizações umaitarie seria 150.000 civis que fogem da região. Fazendo
suposições sobre o futuro deste conflito é difícil, porque eles ainda
são muitas variáveis e alianças e oposição, tanto entre países, e
entre as organizações de campo, muitas vezes confuso, retornando um
quadro ainda muito confuso por causa de sua interesses, que variam ao longo do tempo e nos espaços em questão. No
entanto, não é difícil imaginar uma resposta terrorista dos curdos em
território turco, uma solução que seria melhor não ocorrer para não
alimentar a espiral de violência quantitativamente já demasiado extensa.
Militarmente
a hipótese mais provável, se a resposta ocidental será sempre ausente, é
uma ligação mais estreita entre os curdos sírios e o regime de Assad, o
único que expressou apoio à causa curda, por uma questão de manter o
interesse de sua soberania sobre o território da Síria e evitar a interferência turca dentro de suas fronteiras. Se
este vínculo se tornasse mais de perto as consequências do quadro das
alianças existentes pode estar prestes a sofrer mudanças decisivas.
Турецкая акция против курдов Сирии содержит неоднозначные сигналы международной политики
После
завоевания турецкими войсками курдской цитадели Африна нам нужно
сделать некоторые соображения о будущем этого конфликта, который имеет
место в абсолютном безразличии западных стран. Первый
момент касается того, как считается, что вторая армия Атлантического
альянса переместилась на чужую территорию, игнорируя все нормы
международного права: на данный момент Турция аннексировала почти десять
тысяч квадратных километров территории Сирии , Это
вторичный эффект конфликта, который имеет место в Сирии и который
содержит потенциальные элементы развития, с очевидными последствиями для
региональных балансов. Методы
поведения, с юридической точки зрения, Турции должны быть
санкционированы дипломатическими мерами, такими как экономические
санкции и международная изоляция, а также декаданс любых контактов с
Европейским союзом. Это
связано с тем, что в дополнение к вышеупомянутому нарушению
международного права Турция использовала военную силу против какого-либо
субъекта - сирийского курда, который имел решающее значение для
поражения исламского государства и которому Запад должен ощутимо
продемонстрировать свои собственные благодарность. Еще
один элемент, который, если он будет доказан, станет еще одной причиной
возможной санкции Турции, является использование против курдов
суннитских ополченцев, развернутых вместе с регулярной армией Анкары. По
словам курдов в этих ополченцах, они будут признаны принадлежащими к
исламскому государству: понимается, что если бы это было так, это было
бы доказательством того, что Турция использовала Исламское государство в
качестве инструмента как для уничтожения курдов, так и для завоевания Сирия, использовавшаяся с самого начала вступления халифата в войну. Даже
если мы хотим понять причины государства и интересы международных
отношений, вопрос в том, есть ли еще политическая возможность и общее
удобство, иметь какую-либо связь с турецким режимом Эрдогана. Тем
не менее, турецкое наступление больше, чем ожидалось, было направлено
против курдского африна, и это неожиданное замедление может повлиять на
любые решения Анкары о продолжении нападений на район Кобейн и,
особенно, в восточную часть курдского региона, где присутствуют американские военные. По
поводу курдского поражения необходимо учитывать судьбу курдов, которые
хотя и разделены внутри них, рискуют вновь покинуть Запад, которые
помогли в различных конфликтах. Если
в курдском движении должно возникнуть негативное осознание западных
стран, следует рассмотреть возможность создания террористических форм,
чтобы сосредоточить внимание на курдском вопросе: проблема, которую
можно избежать, уделяя должное внимание в центре международной
политической повестки дня. к этой проблеме, которая тянулась слишком долго. Между
тем, помимо бойцов, по-прежнему сохраняется высокая дань жертвам среди
гражданского населения, которая, согласно курдским источникам, составит
около тысячи мертвых людей, тогда как согласно Обсерватории по правам
человека, в Сирии погибнет 285 человек. подсчет беженцев, вместо этого, согласно гуманным организациям, было бы 150 000 мирных жителей, бегущих из региона. Сделать
предположения о будущем этого конфликта сложно, поскольку на карту
поставлено слишком много переменных, а союзы и противоречия между
разными странами и между организациями на местах часто путаются,
возвращая слишком запутанную картину из-за соответствующих интересы, которые меняются со временем и в рассматриваемых пространствах. Однако
нетрудно выдвинуть гипотезу о террористической реакции курдов на
турецкой территории - решение, которое лучше не происходить, чтобы не
прокормить спираль количественно и без того слишком интенсивного
насилия. На
военном уровне наиболее вероятная гипотеза, если западный ответ всегда
отсутствует, является более тесной связью между сирийскими курдами и
режимом Асада, единственной, которая выразила поддержку курдскому делу,
по очевидным причинам интереса к содержанию его суверенитета над территорией Сирии и во избежание вмешательства Турции в свои границы. Если бы эта связь стала ужесточаться, последствиям нынешних альянсов могли быть суждено пройти решительные изменения.
Iscriviti a:
Post (Atom)