Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 2 gennaio 2019

La questione di Taiwan diventerà centrale nella politica estera

La questione di Taiwan rischia di diventare uno degli argomenti centrali per la politica estera dell’anno che è appena iniziato. Pechino non ha mai rinunciato alla prospettiva di riunificare l’isola di Formosa all’interno dell’amministrazione della Cina, senza alcun requisito di indipendenza, ma come una semplice provincia. Per tutti i governati cinesi, che si sono succeduti nel tempo,  la questione si può riassumere nella impossibilità di rinunciare alla visione di una Cina unica ed indivisibile, che non può contemplare porzioni di territorio al di fuori della giurisdizione e dell’amministrazione di Pechino, senza tolleranza alcuna. In questa ottica è rientrata anche Hong Kong, che, aldilà, delle condizioni esteriori, sta vedendo erodere in maniera progressiva le concessioni democratiche che il passaggio dal Regno Unito alla Cina dovevano essere garantite. Per Taiwan il discorso è però differente: l’isola nazione mantiene una propria autonomia guadagnata grazie agli esiti del  conflitto del 1949, quando i comunisti persero il potere sull’isola. La questione di Formosa è centrale nella politica interna cinese, perchè non può essere oggetto di una repressione, come accaduto per il Tibet o per le terre dei musulmani cinesi, dove è stato usato il doppio mezzo dela violenza e dell’invasione delle etnie più fedeli a Pechino, per cancellare il dissenso e reprimere qualsiasi ribellione; Taiwan, grazie anche alla sua posizione geografica, dispone di istituzioni totalmente indipendenti da Pechino ed anche del riconoscimento internazionale di alcuni paesi, come nazione indipendente. Questo stato di cose è vissuto come una ferita profonda dall’attuale presidente cinese, tale da diventare un punto fermo nel suo programma politico. Xi Jinping non può però minacciare direttamente Taiwan ed infatti si limita a blandire quella, che comunque considera una provincia cinese, con argomenti pratici e di natura anche economica, restando nei confini dell’utilizzo della grande disponibilità finanziaria cinese. In realtà essere entrati in modo così palese nella questione, appare un fatto insolito per la cautela cinese, nonostante il fatto che Taiwan venga considerata parte della Cina, resta pur vero che il suo comportamento sia in tutto e per tutto assimilabile ad una nazione indipendente. Taiwan non ha mai dichiarato formalmente la sua indipendenza dalla Cina, ma il governo in carica ha manifestato più volte di volere procedere in questa direzione e ciò rappresenta il vero pericolo per il prestigio cinese, sia verso l’esterno, ma sopratutto verso l’interno. Se il presidente cinese ha parlato di mezzi pacifici per favorire la riunificazione, ha anche parlato di come la dichiarazione di indipendenza porterebbe  evidenti svantaggi economici ai traffici di Taiwan, minacciando, neppure in maniera troppo nascosta,  di fare crescere la tensione lungo i due lati del canale che separa l’isola dalla Cina. Xi Jinping è arrivato a minacciare l’uso della forza per difendere quella che considera la sfera di azione esclusiva per Pechino. Questo messaggio risulta chiaramente rivolto agli Stati Uniti, che sono il maggiore alleato militare di Taiwan e che intendono usare ogni mezzo possibile per contrastare la crescita politica della Cina a livello internazionale, sopratutto nell’ottica della competizione economica. Trump, che vuole smarcarsi a alcuni teatri di guerra mondiale per concentrare gli sforzi del paese su questioni considerate più importanti, ha compreso bene, come, del resto già Obama, che l’area del Pacifico orientale ha assunto sempre maggiore importanza, sia per la quantità e la qualità dei traffici delle merci, sia per le ragioni funzionali essenziali per contendere alla Cina la supremazia nell’area; oltre che di valore simbolico, operare direttamente in quella che Pechino considera la sua zona di influenza esclusiva, esiste anche un valore pratico molto considerato dagli strateghi della Casa Bianca, che è rappresentato dalla possibilità di andare direttamente a contrastare gli interessi cinesi sui confini di Pechino. In questo quadro rientra anche il tentativo che prenderà sempre più forma di cercare di portare via dall’influenza cinese la Corea del Nord, tramite concessioni economiche e la tolleranza del possesso degli arsenali atomici. Ecco quindi l’importanza della questione di Taiwan, che costringe la Cina a giocare d’anticipo e non affidarsi più alla solita tattica di attesa; su quali saranno gli sviluppi non è possibile  fare delle previsioni sicure, se non che Formosa sarà sicuramente uno dei centri nevralgici della politica estera prossima a venire. 

The Taiwan question will become central to foreign policy

The Taiwan question risks becoming one of the central topics for the foreign policy of the year that has just begun. Beijing has never given up on the prospect of reuniting the island of Formosa within the administration of China, without any requirement of independence, but as a simple province. For all the Chinese governors, who have succeeded each other over time, the question can be summarized in the impossibility of renouncing the vision of a unique and indivisible China, which can not contemplate portions of territory outside the jurisdiction and administration of Beijing, without tolerance. In this perspective Hong Kong has also returned, which, beyond, of external conditions, is seeing progressive eroding the democratic concessions that the transition from the United Kingdom to China had to be guaranteed. For Taiwan, however, the speech is different: the island nation maintains its own autonomy gained thanks to the outcome of the conflict of 1949, when the communists lost power on the island. The question of Formosa is central to Chinese domestic politics, because it can not be the subject of repression, as happened for Tibet or for the lands of Chinese Muslims, where the double means of violence and invasion of the most faithful ethnic groups were used in Beijing, to cancel dissent and repress any rebellion; Taiwan, thanks also to its geographical position, has institutions totally independent from Beijing and also the international recognition of some countries as an independent nation. This state of affairs is experienced as a deep wound by the current Chinese president, such as to become a staple in his political program. Xi Jinping, however, can not directly threaten Taiwan and in fact confines itself to coaxing the one, which anyway considers a Chinese province, with practical and also economic arguments, remaining within the boundaries of the use of the great Chinese financial resources. In reality to have entered so clearly in the question, it appears an unusual fact for Chinese caution, despite the fact that Taiwan is considered part of China, it remains true that its behavior is in all respects similar to an independent nation. Taiwan has never formally declared its independence from China, but the incumbent government has repeatedly expressed its willingness to proceed in this direction and this represents the real danger for Chinese prestige, both outwardly, but above all inward . If the Chinese president spoke of peaceful means to promote reunification, he also talked about how the declaration of independence would bring obvious economic disadvantages to the traffics of Taiwan, threatening, not too hiddenly, to increase the tension along the two sides of the channel that separates the island from China. Xi Jinping has come to threaten the use of force to defend what he considers the exclusive sphere of action for Beijing. This message is clearly aimed at the United States, which is Taiwan's largest military ally and intends to use every means possible to counter China's political growth internationally, especially from the standpoint of economic competition. Trump, who wants to divest himself to some theaters of world war to concentrate the country's efforts on issues considered more important, has understood well, as, moreover Obama already, that the area of ​​the Eastern Pacific has assumed ever greater importance, both for the quantity and the quality of the traffics of goods, both for the essential functional reasons for contending China's supremacy in the area; as well as having a symbolic value, operating directly in what Beijing considers its area of ​​exclusive influence, there is also a practical value very much considered by the strategists of the White House, which is represented by the possibility of going directly to oppose the Chinese interests on the borders of Beijing . This is also part of the attempt that will increasingly take the form of trying to take North Korea away from Chinese influence, through economic concessions and the tolerance of possession of atomic arsenals. Here then is the importance of the Taiwan question, which forces China to play in advance and no longer rely on the usual waiting tactics; on what the developments will be, it is not possible to make sure predictions, except that Formosa will surely be one of the focal points of the upcoming foreign policy.

La cuestión de Taiwan se convertirá en el centro de la política exterior.

La cuestión de Taiwán corre el riesgo de convertirse en uno de los temas centrales de la política exterior del año que acaba de comenzar. Beijing nunca ha renunciado a la posibilidad de reunir a la isla de Formosa dentro de la administración de China, sin ningún requisito de independencia, sino como una simple provincia. Para todos los gobernadores chinos, que se han sucedido entre sí a lo largo del tiempo, la pregunta puede resumirse en la imposibilidad de renunciar a la visión de una China única e indivisible, que no puede contemplar partes del territorio fuera de la jurisdicción y la administración de Pekín. sin tolerancia Desde esta perspectiva, Hong Kong también ha regresado, lo que, más allá de las condiciones externas, está experimentando un deterioro progresivo de las concesiones democráticas que debían garantizar la transición del Reino Unido a China. Para Taiwán, sin embargo, el discurso es diferente: la nación isleña mantiene su propia autonomía obtenida gracias al resultado del conflicto de 1949, cuando los comunistas perdieron el poder en la isla. La cuestión de Formosa es fundamental para la política doméstica china, porque no puede ser objeto de represión, como sucedió en el Tíbet o en las tierras de los musulmanes chinos, donde se utilizaron los dobles medios de violencia e invasión de los grupos étnicos más fieles. en Pekín, para cancelar la disidencia y reprimir cualquier rebelión; Taiwán, gracias también a su posición geográfica, tiene instituciones totalmente independientes de Beijing y también el reconocimiento internacional de algunos países como una nación independiente. Este estado de cosas es experimentado como una herida profunda por el actual presidente chino, como para convertirse en un elemento básico de su programa político. Xi Jinping, sin embargo, no puede amenazar directamente a Taiwán y, de hecho, se limita a persuadir a la que, de todos modos, considera una provincia china, con argumentos prácticos y también económicos, que permanecen dentro de los límites del uso de los grandes recursos financieros chinos. En realidad, habiendo ingresado tan claramente en la pregunta, parece un hecho inusual para la cautela china, a pesar del hecho de que Taiwán se considera parte de China, sigue siendo cierto que su comportamiento es en todos los aspectos similar a una nación independiente. Taiwán nunca ha declarado formalmente su independencia de China, pero el gobierno titular ha expresado repetidas veces su voluntad de proceder en esta dirección y esto representa el peligro real para el prestigio chino, tanto en el exterior como en el interior. . Si el presidente chino habló de medios pacíficos para promover la reunificación, también habló sobre cómo la declaración de independencia traería obvias desventajas económicas para los tráficos de Taiwán, que amenazan, no de manera demasiado oculta, a aumentar la tensión en los dos lados del país. Canal que separa la isla de china. Xi Jinping ha llegado a amenazar el uso de la fuerza para defender lo que él considera la esfera de acción exclusiva para Beijing. Este mensaje está claramente dirigido a los Estados Unidos, que es el mayor aliado militar de Taiwan y pretende utilizar todos los medios posibles para contrarrestar el crecimiento político de China a nivel internacional, especialmente desde el punto de vista de la competencia económica. Trump, que quiere despojarse de algunos teatros de la guerra mundial para concentrar los esfuerzos del país en temas que se consideran más importantes, ha comprendido bien, ya que, además, Obama, que el área del Pacífico Oriental ha adquirido una importancia cada vez mayor, tanto para la cantidad y la calidad de los tráficos de mercancías, tanto por las razones funcionales esenciales para defender la supremacía de China en el área; Además de tener un valor simbólico, operando directamente en lo que Beijing considera su área de influencia exclusiva, también hay un valor práctico muy considerado por los estrategas de la Casa Blanca, que está representado por la posibilidad de oponerse directamente a los intereses chinos en las fronteras de Beijing. . Esto también es parte del intento que tomará cada vez más la forma de tratar de alejar a Corea del Norte de la influencia china, a través de concesiones económicas y la tolerancia de posesión de arsenales atómicos. Aquí está la importancia de la cuestión de Taiwan, que obliga a China a jugar por adelantado y ya no depende de las tácticas de espera habituales; En lo que serán los desarrollos, no es posible asegurarse de las predicciones, excepto que Formosa seguramente será uno de los puntos focales de la próxima política exterior.

Die Taiwan-Frage wird für die Außenpolitik von zentraler Bedeutung sein

Die Taiwan-Frage läuft Gefahr, zu einem der zentralen Themen der gerade begonnenen Außenpolitik zu werden. Peking hat die Aussicht auf eine Wiedervereinigung der Insel Formosa innerhalb der chinesischen Regierung nie aufgegeben, ohne dass es einer Unabhängigkeit bedarf, sondern als einfache Provinz. Für alle chinesischen Gouverneure, die sich im Laufe der Zeit nacheinander abgelöst haben, lässt sich die Frage zusammenfassen, dass es unmöglich ist, auf die Vision eines einzigartigen und unteilbaren Chinas zu verzichten, das keine Gebiete außerhalb des Zuständigkeitsbereichs und der Verwaltung von Peking betrachten kann. ohne Toleranz. In dieser Hinsicht ist auch Hongkong zurückgekehrt, wo über die äußeren Bedingungen hinaus die demokratischen Zugeständnisse, die der Übergang vom Vereinigten Königreich nach China garantieren musste, zunichte gemacht werden. Für Taiwan ist die Rede jedoch anders: Der Inselstaat behält seine durch den Konflikt des Jahres 1949 gewonnene Autonomie, als die Kommunisten auf der Insel die Macht verloren. Die Frage von Formosa ist von zentraler Bedeutung für die chinesische Innenpolitik, da sie nicht Gegenstand von Repressionen sein kann, wie dies in Tibet oder in den Ländern chinesischer Muslime der Fall war, wo die doppelten Mittel der Gewalt und des Eindringens der treuesten ethnischen Gruppen verwendet wurden in Peking, um Dissens abzubrechen und jegliche Rebellion zu unterdrücken; Dank seiner geografischen Lage verfügt Taiwan auch über völlig unabhängig von Peking und auch über die internationale Anerkennung einiger Länder als unabhängiger Staat. Diese Situation wird vom gegenwärtigen chinesischen Präsidenten als eine tiefe Wunde erlebt, die zum festen Bestandteil seines politischen Programms wird. Xi Jinping kann Taiwan jedoch nicht direkt bedrohen und beschränkt sich in der Tat darauf, diejenige zu überreden, die ohnehin eine chinesische Provinz mit praktischen und auch wirtschaftlichen Argumenten betrachtet, die innerhalb der Grenzen der Verwendung der großen chinesischen Finanzmittel bleiben. In der Tat, so klar in die Frage eingegangen zu sein, scheint dies für die chinesische Vorsicht ungewöhnlich zu sein, obwohl Taiwan als Teil Chinas betrachtet wird. Es bleibt jedoch wahr, dass sein Verhalten in jeder Hinsicht einem unabhängigen Volk gleicht. Taiwan hat nie formell seine Unabhängigkeit von China erklärt, aber die amtierende Regierung hat wiederholt ihre Bereitschaft bekundet, in diese Richtung vorzugehen, und dies stellt die reale Gefahr für das chinesische Ansehen dar, sowohl nach außen als auch vor allem nach innen . Wenn der chinesische Präsident von friedlichen Mitteln zur Förderung der Wiedervereinigung sprach, sprach er auch darüber, wie die Unabhängigkeitserklärung dem Verkehr in Taiwan offensichtliche wirtschaftliche Nachteile bringen würde, was die Spannungen auf beiden Seiten der EU nicht zu sehr drohte Kanal, der die Insel von China trennt. Xi Jinping droht Gewaltanwendung zu verteidigen, was seiner Ansicht nach die ausschließliche Sphäre für Peking ist. Diese Botschaft richtet sich eindeutig an die Vereinigten Staaten, Taiwans größten Militärverbündeten, und beabsichtigt, mit allen Mitteln gegen Chinas politisches Wachstum vor allem im Hinblick auf den wirtschaftlichen Wettbewerb vorzugehen. Trump, der sich auf einige Kriegsschauplätze konzentrieren will, um die Bemühungen des Landes auf wichtigere Themen zu konzentrieren, hat gut verstanden, da Obama bereits darüber hinaus gewusst hat, dass das Gebiet des östlichen Pazifiks sowohl für die USA als auch für die USA immer größere Bedeutung erlangt hat Quantität und Qualität des Güterverkehrs, sowohl aus wesentlichen funktionalen Gründen, um Chinas Vorherrschaft in der Region zu verteidigen; Neben dem symbolischen Wert, der direkt in dem von Peking als exklusivem Einflussbereich betrachteten Gebiet wirkt, gibt es auch einen praktischen Wert, den die Strategen des Weißen Hauses als sehr wichtig erachten, da hier die Möglichkeit besteht, die chinesischen Interessen an den Grenzen von Peking direkt zu bekämpfen . Dies ist auch Teil des Versuchs, der in zunehmendem Maße versuchen wird, Nordkorea durch wirtschaftliche Zugeständnisse und die Toleranz des Besitzes von Atomarsenalen vom chinesischen Einfluss zu nehmen. Hier ist also die Bedeutung der Taiwan-Frage, die China zwingt, im Voraus zu spielen und sich nicht mehr auf die üblichen Wartetaktiken zu verlassen. Wie die Entwicklungen aussehen werden, ist es nicht möglich, sichere Vorhersagen zu treffen, es sei denn, Formosa wird sicherlich einer der Schwerpunkte der bevorstehenden Außenpolitik sein.

La question de Taiwan deviendra centrale dans la politique étrangère

La question de Taiwan risque de devenir l’un des sujets centraux de la politique étrangère de l’année qui vient de commencer. Pékin n’a jamais renoncé à la perspective de réunir l’île de Formose au sein de l’administration de la Chine, sans aucune exigence d’indépendance, mais en tant que simple province. Pour tous les gouverneurs chinois, qui se sont succédé au fil du temps, la question peut se résumer en l'impossibilité de renoncer à la vision d'une Chine unique et indivisible, qui ne peut envisager des parties de territoire ne relevant pas de la juridiction et de l'administration de Pékin, sans tolérance. Dans cette perspective, Hong Kong est également de retour, ce qui, au-delà des conditions extérieures, voit s'éroder progressivement les concessions démocratiques qui devaient garantir la transition du Royaume-Uni vers la Chine. Pour Taiwan, toutefois, le discours est différent: la nation insulaire conserve sa propre autonomie acquise grâce au dénouement du conflit de 1949, lorsque les communistes ont perdu le pouvoir sur l'île. La question de Formose est au centre de la politique intérieure chinoise, car elle ne peut pas faire l'objet de répression, comme ce fut le cas pour le Tibet ou pour les pays des musulmans chinois, où le double moyen de violence et d'invasion des groupes ethniques les plus fidèles a été utilisé à Beijing, annuler la dissidence et réprimer toute rébellion; Taiwan, grâce également à sa position géographique, dispose d'institutions totalement indépendantes de Pékin et de la reconnaissance internationale de certains pays en tant que nation indépendante. Cet état de fait est ressenti comme une blessure profonde par le président chinois actuel, devenant ainsi un élément essentiel de son programme politique. Xi Jinping, cependant, ne peut pas directement menacer Taïwan et se limite en fait à amadouer celle qui, de toute façon, considère une province chinoise avec des arguments pratiques et économiques, restant dans les limites de l'utilisation des grandes ressources financières chinoises. En réalité, pour être entré si clairement dans la question, il apparaît un fait inhabituel pour la prudence chinoise, même si Taiwan est considérée comme faisant partie de la Chine, il est vrai que son comportement ressemble à tous égards à un pays indépendant. Taiwan n'a jamais officiellement déclaré son indépendance vis-à-vis de la Chine, mais le gouvernement en place a exprimé à plusieurs reprises sa volonté d'aller dans cette direction, ce qui représente un réel danger pour le prestige de la Chine, tant extérieurement qu'intérieurement. . Si le président chinois a parlé de moyens pacifiques de promouvoir la réunification, il a également expliqué en quoi la déclaration d'indépendance entraînerait des inconvénients économiques évidents pour les trafics de Taiwan, menaçant, de manière pas trop cachée, d'accroître la tension entre les deux côtés de la frontière. canal qui sépare l'île de la Chine. Xi Jinping est venu pour menacer l'usage de la force pour défendre ce qu'il considère comme la sphère d'action exclusive de Pékin. Ce message s'adresse clairement aux États-Unis, principal allié militaire de Taiwan, qui compte utiliser tous les moyens possibles pour contrer la croissance politique de la Chine sur la scène internationale, en particulier du point de vue de la concurrence économique. Trump, qui veut céder sa place sur certains théâtres de la guerre mondiale pour concentrer les efforts du pays sur des questions jugées plus importantes, a bien compris, comme d'ailleurs déjà Obama, que la région du Pacifique Est revêt une importance toujours plus grande, tant pour le la quantité et la qualité des trafics de marchandises, toutes deux pour des raisons fonctionnelles essentielles à la lutte pour la suprématie de la Chine dans la région; En plus d'avoir une valeur symbolique, agissant directement dans ce que Pékin considère comme une zone d'influence exclusive, il existe également une valeur pratique très prisée par les stratèges de la Maison Blanche, représentée par la possibilité d'aller directement à l'encontre des intérêts chinois aux frontières de Beijing. . Cela fait également partie de la tentative qui consistera de plus en plus à soustraire la Corée du Nord à l’influence chinoise, par le biais de concessions économiques et de la tolérance à la possession d’arsenaux atomiques. Voilà donc l’importance de la question taïwanaise, qui oblige la Chine à jouer à l’avance et à ne plus compter sur la tactique habituelle de l’attente; sur ce que seront les développements, il n’est pas possible de s’assurer des prévisions, si ce n’est que Formosa sera sûrement l’un des points centraux de la politique étrangère à venir.

A questão de Taiwan se tornará central para a política externa

A questão de Taiwan corre o risco de se tornar um dos temas centrais da política externa do ano que acaba de começar. Pequim nunca desistiu da perspectiva de reunir a ilha de Formosa dentro da administração da China, sem qualquer exigência de independência, mas como uma província simples. Para todos os chineses governados, que tiveram lugar ao longo do tempo, a questão pode ser resumida na incapacidade de dar-se a visão de uma China única e indivisível, que não pode contemplar porções de território fora da jurisdição e administração de Pequim, sem tolerância. Nesta perspectiva, Hong Kong também retornou, o que, além das condições externas, está vendo progressivamente erodir as concessões democráticas que a transição do Reino Unido para a China tinha que ser garantida. Para Taiwan, no entanto, o discurso é diferente: a nação insular mantém sua própria autonomia conquistada graças ao resultado do conflito de 1949, quando os comunistas perderam o poder na ilha. A questão de Taiwan é central na política interna chinesas, porque não pode ser objecto de repressão, como aconteceu com o Tibete ou para a terra dos muçulmanos chineses, onde foi utilizada a dupla violência metade dela e invasão dos grupos étnicos mais leais em Pequim, cancelar a dissidência e reprimir qualquer rebelião; Taiwan, graças também à sua posição geográfica, tem instituições totalmente independentes de Pequim e também o reconhecimento internacional de alguns países como uma nação independente. Este estado de coisas é experimentado como uma profunda ferida pelo atual presidente chinês, de modo a tornar-se um marco em seu programa político. Xi Jinping, no entanto, não pode ameaçar directamente Taiwan e na verdade limitada a persuadir um, que ainda considera uma província chinesa, com argumentos práticos e também econômicos, permanecendo em uso limites da grande disponibilidade financeira chinesa. Na realidade, para ter entrado tão claramente na questão, parece um fato incomum para a cautela chinesa, apesar do fato de que Taiwan é considerado parte da China, continua sendo verdade que seu comportamento é em todos os aspectos semelhante a uma nação independente. Taiwan nunca declarou formalmente sua independência da China, mas o governo em exercício expressou repetidamente sua disposição de avançar nessa direção e isso representa o perigo real para o prestígio chinês, tanto externamente quanto acima de tudo. . Se o presidente chinês falou de meios pacíficos para facilitar a reunificação, também falou de como a declaração de independência traria desvantagens económicas óbvias ao tráfico de Taiwan, ameaçando, mesmo em muito escondida, a crescer viva os dois lados canal que separa a ilha da China. Xi Jinping chegou a ameaçar o uso da força para defender o que ele considera a esfera exclusiva de ação para Pequim. Esta mensagem é claramente dirigida aos Estados Unidos, que é o maior aliado militar de Taiwan e pretende usar todos os meios possíveis para combater internacionalmente o crescimento político da China, especialmente do ponto de vista da concorrência econômica. Trump, que quer desmarcar alguns teatros de guerra mundial para concentrar os esforços do país em questões consideradas mais importantes, bem entendido, como, aliás já Obama, que o Pacífico oriental tem crescido em importância, tanto para a a quantidade e a qualidade dos tráfegos de mercadorias, tanto pelas razões funcionais essenciais para contestar a supremacia da China na região; bem como valor simbólico, operar diretamente no que Pequim considera sua zona de influência exclusiva, há também um valor prático muito considerado pelos estrategistas da Casa Branca, que é a capacidade de ir diretamente para contrariar os interesses da China nas fronteiras Pequim . Isso também faz parte da tentativa que tomará cada vez mais a forma de tentar tirar a Coréia do Norte da influência chinesa, através de concessões econômicas e da tolerância à posse de arsenais atômicos. Aqui, então, está a importância da questão de Taiwan, que força a China a jogar com antecedência e não mais confiar nas táticas usuais de espera; sobre o que os desenvolvimentos serão, não é possível ter certeza de previsões, exceto que Formosa certamente será um dos pontos focais da próxima política externa.

Тайваньский вопрос станет центральным во внешней политике

Тайваньский вопрос рискует стать одной из центральных тем внешней политики только что начавшегося года. Пекин никогда не отказывался от перспективы воссоединения острова Формоза в рамках администрации Китая без требования независимости, но в качестве простой провинции. Для всех китайских губернаторов, которые сменили друг друга с течением времени, вопрос можно резюмировать в невозможности отказаться от идеи уникального и неделимого Китая, который не может рассматривать части территории за пределами юрисдикции и администрации Пекина, без толерантности. В этом ракурсе также вернулся Гонконг, который, помимо внешних условий, постепенно разрушает демократические уступки в том, что переход от Соединенного Королевства к Китаю должен быть гарантирован. Однако для Тайваня речь идет иначе: островная нация сохраняет свою собственную автономию, полученную благодаря исходу конфликта 1949 года, когда коммунисты потеряли власть на острове. Вопрос о Формозе занимает центральное место во внутренней политике Китая, потому что он не может быть объектом репрессий, как это произошло с Тибетом или с землями китайских мусульман, где использовались двойные способы насилия и вторжения в наиболее верные этнические группы. в Пекине - отменить инакомыслие и подавить любое восстание; Тайвань, благодаря своему географическому положению, имеет институты, полностью независимые от Пекина, а также международное признание некоторых стран как независимой страны. Такое положение дел воспринимается нынешним китайским президентом как глубокая рана, которая может стать одним из основных элементов его политической программы. Си Цзиньпин, однако, не может напрямую угрожать Тайваню и фактически ограничивается тем, что уговаривает ту, которая в любом случае считает китайскую провинцию, с практическими, а также экономическими аргументами, оставаясь в рамках использования огромных китайских финансовых ресурсов. На самом деле, если так четко сформулировать этот вопрос, для осторожности Китая это кажется необычным фактом, несмотря на то, что Тайвань считается частью Китая, остается верным, что его поведение во всех отношениях похоже на независимую нацию. Тайвань никогда официально не провозглашал свою независимость от Китая, но действующее правительство неоднократно выражало свою готовность идти в этом направлении, и это представляет реальную опасность для престижа Китая, как внешне, так и прежде всего внутри. , Если президент Китая говорил о мирных средствах содействия воссоединению, он также говорил о том, как провозглашение независимости принесет очевидные экономические неудобства для движения на Тайване, не слишком скрытно угрожая усилить напряженность на обеих сторонах канал, который отделяет остров от Китая. Си Цзиньпин стал угрожать применением силы для защиты того, что он считает исключительной сферой действий Пекина. Это послание явно направлено на Соединенные Штаты, которые являются крупнейшим военным союзником Тайваня и намерены использовать все возможные средства для противодействия политическому росту Китая на международном уровне, особенно с точки зрения экономической конкуренции. Трамп, который хочет посвятить себя некоторым театрам мировой войны, чтобы сконцентрировать усилия страны на вопросах, считающихся более важными, хорошо понимал, так как, к тому же Обама уже, что территория восточной части Тихого океана приобретает все большее значение, как для количество и качество грузопотоков, как по основным функциональным причинам для утверждения превосходства Китая в регионе; Наряду с символической ценностью, действующей непосредственно в том, что Пекин считает своей зоной исключительного влияния, существует также практическая ценность, которую в значительной степени учитывают стратеги Белого дома, которая представлена ​​возможностью прямого противодействия китайским интересам на границах Пекина. , Это также является частью попытки, которая будет все больше принимать форму попыток отвлечь Северную Корею от влияния Китая с помощью экономических уступок и терпимости в отношении обладания атомными арсеналами. В этом и заключается важность тайваньского вопроса, который заставляет Китай играть заранее и больше не полагаться на обычную тактику ожидания; Что касается развития событий, невозможно сделать точные прогнозы, за исключением того, что Формоза, безусловно, будет одним из ключевых моментов предстоящей внешней политики.