Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
martedì 8 settembre 2020
هذا الوباء يصب في مصلحة ظاهرة زواج الأطفال
بالإضافة إلى الآثار الصحية التي يسببها الوباء ، تمت مناقشة الآثار على الاقتصاد عدة مرات ، مما سلط الضوء على الانكماشات الشديدة في الناتج المحلي الإجمالي للدول الأكثر تقدمًا. من الواضح أن المشكلة موجودة وتسبب مشاكل اجتماعية ، والتي ، في الوقت الحالي ، فقط شبكات الأمان الاجتماعي المطورة فقط في البلدان الأكثر تقدمًا هي التي سمحت باحتوائها. تؤثر الأزمة الاقتصادية في البلدان الغنية على الاقتصادات الأكثر فقراً ، في البلدان التي يكون فيها الدخل المتاح للشرائح الأضعف في المجتمع على وشك البقاء. أدى التأثير المشترك لأزمة الاقتصادات الأكثر ثراءً ، والذي تسبب في انخفاض الطلبات والمساعدات للدول الأكثر فقراً ، إلى انخفاض الثروة في الدول التي أثرت بشكل مباشر على دخل الأسرة ، مما أدى إلى انخفاض كبير في الكمية. المالية المتاحة في كثير من الأحيان غير كافية بالفعل. أدت الزيادة الهائلة في التفاوتات في المجتمعات غير المهيكلة للتعبئة الاجتماعية إلى تأثيرات أخرى لاحتواء قدرة الإنفاق المنخفضة. أحد هذه العوامل هو زيادة ظاهرة زواج الأطفال ، الذين ينتمون إلى أفقر الأسر في حالة فقر مدقع. هذه العادة موجودة في آسيا وتؤثر على عدد متزايد من المراهقين الذين تتراوح أعمارهم بين 9 و 14 عامًا ، ولكن وفقًا للأمم المتحدة ، فإن الحالات تشمل فتيات حتى سن 18 ؛ وتقدر الأمم المتحدة نفسها أن المشكلة الخطيرة تؤثر على حوالي 12 مليون فتاة. وقد أدى عمل الجمعيات الإنسانية والمنظمات غير الحكومية إلى الحد من هذه الظاهرة بفضل العمل الذي شجع حصول الفتيات الآسيويات على التعليم والخدمات الصحية الأكثر تقدمًا. ومع ذلك ، فإن زيادة الفقر الناجم عن الوباء قد ارتبطت بعملية ثقافية لم يتم إلغاؤها أبدًا مع حالة حاجة العديد من الأسر ، والتي يجب أن يضاف إليها حالة الصعوبات المالية للجمعيات الإنسانية وغير الحكومية ، والتي لا يمكن أن تمتلك السيولة اللازمة لها. أداء واجباتهم. يبدو أن الدول الغربية تستهين بالظاهرة ، المنخرطة في مشاكل داخلية متأصلة في الأزمات الصحية والمشاكل الاقتصادية ، لكنها تمثل عنصرًا ، بالإضافة إلى الخطورة الجوهرية للمشكلة ، يساهم في الحفاظ على المناخ الذي ينطوي على سلسلة من الأسباب الثقافية التي يمكن أن تذهب. لتفضيل تطوير المواقف المواتية للتطرف. يجب أن نتذكر أن ممارسة الزواج المبكر أمر معتاد في العديد من البلدان الإسلامية المتأثرة بالتطرف ، وقد يؤدي تقويض الزواج المبكر إلى تقويض أسس التطرف الثقافي. أبعد من هذه الرؤية ، يجب أن تكون الحاجة إلى زيادة دخل الأسر الأكثر فقرًا معروفة جيدًا من أجل الحد من الفقر الذي يولد عدم المساواة ، وعلى وجه التحديد الصدمات الناتجة عن العنف والحمل غير المرغوب فيه بين الأطفال العرائس ، أيضًا لأن هذه الممارسة لا تحدث فقط في المجتمعات الإسلامية. ولكن أيضًا في الهندوسية والمسيحية. إن عمل الرابطات الإنسانية والحركات غير الحكومية ضروري لمواصلة النضال من أجل إنقاص عدد الأطفال المتزوجات ، كما ينبغي للأمم المتحدة أن تزيد من عملها ريثما يتم هزيمة الوباء ؛ لهذا السبب بالتحديد ، سيكون من المهم أن تضع المؤسسات مثل الاتحاد الأوروبي في برامجها الاستثمارات اللازمة للتدخل شخصيًا ودعم أولئك الذين يعملون بالفعل في هذا المجال.
venerdì 4 settembre 2020
La Cina spera nella sconfitta di Trump, ma i rapporti bilaterali potranno avere poche variazioni
Nel paese cinese è in corso un dibattito su come saranno i risultati delle elezioni presidenziali statunitensi. Gli analisti politici e la pubblica opinione della Cina sembrano concordi nel preferire non tanto la vittoria di Biden, quanto la sconfitta di Trump; se le due cose sono intimamente legate, ed una è la conseguenza dell’altra, per i cinesi sembra essenziale che Trump non venga rieletto e poco importa che la vittoria vada allo sfidante del partito democratico, perché ritengono qualsiasi alternativa migliore dell’attuale inquilino della Casa Bianca. In realtà, come si vedrà più avanti, le cose per la Cina, sostanzialmente cambieranno poco. Pechino ritiene Trump un politico troppo imprevedibile, difficilmente gestibile nella consuetudine dei normali rapporti internazionali. Trump, che, peraltro, ha un’ottima impressione del presidente cinese, non possiede un ragionamento politico lineare, si lascia troppo guidare dai sentimenti del momento ed è circondato da consiglieri inesperti e troppo inclini a non contraddirlo. Certamente la sua visione internazionale ha provocato nel paese americano, un odio verso la Cina, che, però, è stato facile sviluppare grazie alla precedente politica di Obama. Il predecessore di Trump, pur con modi differenti, ha messo al primo posto la questione della supremazia delle vie di comunicazioni marine, fondamentali per il trasporto delle merci, presenti nei mari cinesi, che Pechino ritiene facenti parte della sua zona di influenza esclusiva. Inoltre la questione della crescente volontà cinese di competere, non solo più a livello economico, ma anche geopolitico e quindi militare, con gli USA, per diventare la prima potenza mondiale, ha provocato una reazione trasversale negativa in entrambi gli schieramenti politici. L’azione, certo dissestata, di Trump si può collocare nella continuità della politica inaugurata da Obama. Certamente i modi di Trump non hanno certo facilitato il dialogo tra i due paesi, che, anzi si sono allontanati come non mai. Un cambio alla Casa Bianca è ritenuto preferibile, almeno per quanto riguarda le possibilità e le modalità di un dialogo che appare comunque difficile per i presupposti contingenti presenti. Quello che la Cina può aspettarsi da una vittoria di Biden è soltanto un atteggiamento più diplomatico nelle relazioni bilaterali, ma sui temi generali di discussione i margini per delle convergenze sono pochi. Sicuramente si potranno trovare delle intese sul cambiamento climatico ed anche sulla questione del nucleare iraniano, ciò potrà favorire una distensione, ma oltre sarà praticamente impossibile andare. C’è un indizio molto indicativo di come il partito democratico intende affrontare la Cina, infatti dal suo programma elettorale è scomparso il principio di una sola Cina: ne consegue che l’appoggio a Taiwan, peraltro fondamentale per gli USA dal punto di vista strategico, continuerà; così come quello ad Hong Kong, la cui opposizione è stata praticamente cancellata dalla legge liberticida. Avere un antagonista appartenente al Partito Democratico, anzi, potrebbe essere peggiore di fronteggiare Trump sulla questione dei diritti civili negati dal governo cinese; l’attuale presidente non si è mai mostrato troppo sensibile a questo tema al quale gran parte della sua formazione politica non pare interessata, viceversa la base elettorale di Biden potrebbe esigere una posizione ferma dal suo candidato nel caso venisse eletto. Una impressione è che Biden possa sembrare ai cinesi più arrendevole, ma questa impressione, sempre che sia vera, appare totalmente errata, perché la via dei rapporti tra USA e Cina nell’immediato futuro non potrà cambiare dagli standard attuali. Se ci sono margini per riprendere i negoziati sull'Accordo di cooperazione economica trans-pacifica e l'Associazione transatlantica per il commercio e gli investimenti, questo non vuole dire che Biden, se eletto, potrà transigere sul tema dei diritti, che, anzi, potrebbe diventare centrale nel rapporto con la Cina. Soprattutto la questione delle vie marittime e dell’appoggio agli alleati americani dell’area non potrà essere negoziabile e questo aspetto promette di continuare ad essere un grande ostacolo nei rapporti bilaterali, un ostacolo che resterà di tipo sostanziale nonostante la previsione di un possibile miglioramento dei rapporti formali.
China hopes for Trump's defeat, but bilateral relations will have little variation
There is an ongoing debate in the Chinese country about what the US presidential election results will look like. Political analysts and public opinion in China seem to agree in preferring not so much Biden's victory as Trump's defeat; if the two are intimately linked, and one is the consequence of the other, it seems essential for the Chinese that Trump not be re-elected and it does not matter that the victory goes to the challenger of the Democratic Party, because they consider any alternative better than the current tenant of the White House. In reality, as will be seen below, things for China will substantially change little. Beijing considers Trump too unpredictable a politician, difficult to manage in the custom of normal international relations. Trump, who, moreover, has a very good impression of the Chinese president, does not have a linear political reasoning, is too guided by the feelings of the moment and is surrounded by inexperienced advisors who are too inclined not to contradict him. Certainly his international vision provoked in the American country a hatred towards China, which, however, was easy to develop thanks to the previous Obama policy. Trump's predecessor, albeit in different ways, has put in the first place the question of the supremacy of marine communications routes, fundamental for the transport of goods, present in the Chinese seas, which Beijing considers to be part of its exclusive zone of influence. Furthermore, the question of the growing Chinese willingness to compete, not only economically, but also geopolitically and therefore military, with the USA, to become the first world power, has provoked a negative cross reaction in both political camps. Trump's action, certainly unsettled, can be placed in the continuity of the policy inaugurated by Obama. Certainly Trump's ways have certainly not facilitated the dialogue between the two countries, which, on the contrary, have distanced themselves as never before. A change in the White House is considered preferable, at least as regards the possibilities and modalities of a dialogue that appears difficult in any case due to the contingent conditions present. What China can expect from a Biden victory is only a more diplomatic attitude in bilateral relations, but there is little room for convergence on the general issues of discussion. Certainly it will be possible to find agreements on climate change and also on the issue of Iranian nuclear power, this could favor a detente, but it will be practically impossible to go further. There is a very indicative indication of how the Democratic Party intends to deal with China, in fact the principle of one China has disappeared from its electoral program: it follows that support for Taiwan, which is also fundamental for the US from a strategic point of view , will continue; as well as that in Hong Kong, whose opposition has been practically canceled by the liberticide law. Having an antagonist from the Democratic Party, indeed, might be worse than confronting Trump on the issue of civil rights denied by the Chinese government; the current president has never shown himself too sensitive to this issue in which much of his political formation does not seem interested, vice versa the electoral base of Biden could demand a firm position from his candidate if he is elected. One impression is that Biden may seem more compliant to the Chinese, but this impression, if it is true, appears totally wrong, because the path of relations between the US and China in the immediate future cannot change from current standards. If there is room for resuming negotiations on the Trans-Pacific Economic Cooperation Agreement and the Transatlantic Trade and Investment Association, this does not mean that Biden, if elected, will be able to compromise on the issue of rights, which, indeed, it could become central to the relationship with China. Above all, the question of sea routes and support for American allies in the area cannot be negotiated and this aspect promises to continue to be a major obstacle in bilateral relations, an obstacle that will remain substantial despite the forecast of a possible improvement in formal relationships.
China espera la derrota de Trump, pero las relaciones bilaterales tendrán poca variación
Hay un debate en curso en el país chino sobre cómo serán los resultados de las elecciones presidenciales de Estados Unidos. Los analistas políticos y la opinión pública de China parecen estar de acuerdo en preferir no tanto la victoria de Biden como la derrota de Trump; Si los dos están íntimamente ligados, y uno es consecuencia del otro, parece fundamental para los chinos que Trump no sea reelegido y no importa que la victoria sea para el retador del Partido Demócrata, porque consideran cualquier alternativa mejor que el actual inquilino del Partido Demócrata. Casa Blanca. En realidad, como veremos más adelante, las cosas para China cambiarán poco sustancialmente. Beijing considera a Trump un político demasiado impredecible, difícil de manejar en la costumbre de las relaciones internacionales normales. Trump, que además tiene muy buena impresión del presidente chino, no tiene un razonamiento político lineal, está demasiado guiado por los sentimientos del momento y está rodeado de asesores inexpertos que están demasiado inclinados a no contradecirlo. Ciertamente su visión internacional provocó en el país estadounidense un odio hacia China, que, sin embargo, fue fácil de desarrollar gracias a la política anterior de Obama. El antecesor de Trump, aunque de distintas formas, ha puesto en primer lugar la cuestión de la supremacía de las vías de comunicación marítima, fundamental para el transporte de mercancías, presente en los mares chinos, que Pekín considera parte de su zona exclusiva de influencia. Además, la cuestión de la creciente disposición de China a competir, no solo económica, sino también geopolítica y por tanto militar, con Estados Unidos, para convertirse en la primera potencia mundial, ha provocado una reacción cruzada negativa en ambos campos políticos. La acción de Trump, ciertamente inestable, puede ubicarse en la continuidad de la política inaugurada por Obama. Ciertamente, las formas de Trump ciertamente no han facilitado el diálogo entre los dos países que, por el contrario, se han distanciado como nunca antes. Se considera preferible un cambio en la Casa Blanca, al menos en cuanto a posibilidades y modalidades de un diálogo que, en todo caso, parece difícil por las condiciones contingentes presentes. Lo que China puede esperar de una victoria de Biden es solo una actitud más diplomática en las relaciones bilaterales, pero hay poco espacio para la convergencia en los temas generales de discusión. Ciertamente será posible encontrar acuerdos sobre cambio climático y también sobre el tema de la energía nuclear iraní, esto podría favorecer una distensión, pero será prácticamente imposible ir más allá. Hay una pista muy indicativa de cómo el Partido Demócrata pretende lidiar con China, de hecho el principio de una China ha desaparecido de su programa electoral: se desprende de ese apoyo a Taiwán, que también es fundamental para Estados Unidos desde un punto de vista estratégico. , continuará; así como el de Hong Kong, cuya oposición ha sido prácticamente anulada por la ley liberticida. Tener un antagonista del Partido Demócrata, de hecho, podría ser peor que confrontar a Trump sobre el tema de los derechos civiles denegados por el gobierno chino; El actual presidente nunca se ha mostrado demasiado sensible a este tema en el que gran parte de su formación política no parece interesada, viceversa la base electoral de Biden podría exigirle una posición firme a su candidato si resulta elegido. Una impresión es que Biden puede parecer más complaciente con los chinos, pero esta impresión, si es cierta, parece totalmente errónea, porque el camino de las relaciones entre Estados Unidos y China en el futuro inmediato no podrá cambiar de los estándares actuales. Si hay espacio para reanudar las negociaciones sobre el Acuerdo de Cooperación Económica Transpacífico y la Asociación Transatlántica de Comercio e Inversión, esto no significa que Biden, si es elegido, podrá comprometerse en la cuestión de los derechos, que, de hecho, podría convertirse en un elemento central de la relación con China. Sobre todo, la cuestión de las rutas marítimas y el apoyo a los aliados estadounidenses en la zona no se puede negociar y este aspecto promete seguir siendo un gran obstáculo en las relaciones bilaterales, un obstáculo que seguirá siendo sustancial a pesar de la previsión de una posible mejora de la situación. relaciones formales.
China hofft auf Trumps Niederlage, aber die bilateralen Beziehungen werden kaum Unterschiede aufweisen
Im chinesischen Land gibt es eine anhaltende Debatte darüber, wie die Ergebnisse der US-Präsidentschaftswahlen aussehen werden. Politische Analysten und die öffentliche Meinung in China scheinen sich darin einig zu sein, dass sie weniger Bidens Sieg als Trumps Niederlage vorziehen; Wenn die beiden eng miteinander verbunden sind und eines die Folge des anderen ist, scheint es für die Chinesen wesentlich, dass Trump nicht wiedergewählt wird, und es spielt keine Rolle, dass der Sieg an den Herausforderer der Demokratischen Partei geht, weil sie jede Alternative für besser halten als den derzeitigen Mieter der Weißes Haus. In Wirklichkeit werden sich die Dinge für China, wie weiter unten zu sehen sein wird, kaum ändern. Peking hält Trump für einen zu unberechenbaren Politiker, der im Brauch normaler internationaler Beziehungen schwer zu handhaben ist. Trump, der darüber hinaus einen sehr guten Eindruck vom chinesischen Präsidenten hat, keine lineare politische Argumentation hat, sich zu sehr von den Gefühlen des Augenblicks leiten lässt und von unerfahrenen Beratern umgeben ist, die zu geneigt sind, ihm nicht zu widersprechen. Sicherlich provozierte seine internationale Vision im amerikanischen Land einen Hass gegen China, der jedoch dank der vorherigen Obama-Politik leicht zu entwickeln war. Trumps Vorgänger hat, wenn auch auf unterschiedliche Weise, in erster Linie die Frage nach der Vorherrschaft der Seekommunikationswege gestellt, die für den Warentransport in den chinesischen Meeren von grundlegender Bedeutung sind und die Peking als Teil seiner ausschließlichen Einflusszone betrachtet. Darüber hinaus hat die Frage der wachsenden Bereitschaft Chinas, nicht nur wirtschaftlich, sondern auch geopolitisch und damit militärisch mit den USA zu konkurrieren, um die erste Weltmacht zu werden, in beiden politischen Lagern eine negative Kreuzreaktion ausgelöst. Trumps Vorgehen, das sicherlich ungeklärt ist, kann in die Kontinuität der von Obama eingeleiteten Politik gestellt werden. Sicherlich haben Trumps Wege den Dialog zwischen den beiden Ländern nicht erleichtert, die sich im Gegenteil wie nie zuvor distanziert haben. Eine Änderung des Weißen Hauses wird als vorzuziehen angesehen, zumindest was die Möglichkeiten und Modalitäten eines Dialogs betrifft, der aufgrund der gegebenen Bedingungen auf jeden Fall schwierig erscheint. Was China von einem Biden-Sieg erwarten kann, ist nur eine diplomatischere Haltung in den bilateralen Beziehungen, aber es gibt wenig Raum für Konvergenz in den allgemeinen Diskussionsfragen. Sicherlich wird es möglich sein, Vereinbarungen über den Klimawandel und auch über die iranische Atomkraft zu finden. Dies könnte eine Entspannung begünstigen, aber es wird praktisch unmöglich sein, weiter zu gehen. Es gibt einen sehr deutlichen Hinweis darauf, wie die Demokratische Partei mit China umgehen will. Tatsächlich ist das Prinzip eines Chinas aus ihrem Wahlprogramm verschwunden: Daraus folgt die Unterstützung Taiwans, die auch aus strategischer Sicht für die USA von grundlegender Bedeutung ist , Fortsetzung wird folgen; sowie in Hongkong, dessen Opposition durch das Libertizidgesetz praktisch aufgehoben wurde. Ein Antagonist der Demokratischen Partei zu haben, könnte in der Tat schlimmer sein, als Trump in der Frage der von der chinesischen Regierung verweigerten Bürgerrechte zu konfrontieren. Der derzeitige Präsident hat sich nie zu sensibel für dieses Thema gezeigt, an dem ein Großteil seiner politischen Formation nicht interessiert zu sein scheint. Umgekehrt könnte die Wahlbasis von Biden von seinem Kandidaten eine feste Position verlangen, wenn er gewählt wird. Ein Eindruck ist, dass Biden den Chinesen vielleicht eher entspricht, aber dieser Eindruck erscheint, wenn er wahr ist, völlig falsch, weil sich der Weg der Beziehungen zwischen den USA und China in naher Zukunft nicht von den gegenwärtigen Standards ändern kann. Wenn es Raum für die Wiederaufnahme der Verhandlungen über das Transpazifische Abkommen über wirtschaftliche Zusammenarbeit und die Transatlantische Handels- und Investitionsvereinigung gibt, bedeutet dies nicht, dass Biden, falls er gewählt wird, in der Frage der Rechte Kompromisse eingehen kann, was in der Tat es könnte zentral für die Beziehung zu China werden. Vor allem die Frage der Seewege und der Unterstützung der amerikanischen Verbündeten in der Region kann nicht verhandelt werden, und dieser Aspekt verspricht, weiterhin ein großes Hindernis für die bilateralen Beziehungen zu sein, ein Hindernis, das trotz der Prognose einer möglichen Verbesserung in der Region weiterhin erheblich sein wird formale Beziehungen.
La Chine espère la défaite de Trump, mais les relations bilatérales auront peu de variations
Il y a un débat en cours dans le pays chinois sur ce à quoi ressembleront les résultats de l'élection présidentielle américaine. Les analystes politiques et l'opinion publique en Chine semblent d'accord pour préférer moins la victoire de Biden que la défaite de Trump; si les deux sont intimement liés, et que l'un est la conséquence de l'autre, il semble essentiel pour les Chinois que Trump ne soit pas réélu et peu importe que la victoire revienne au challenger du Parti démocrate, car ils considèrent toute alternative meilleure que l'actuel locataire du Maison Blanche. En réalité, comme nous le verrons plus tard, les choses pour la Chine changeront sensiblement peu. Pékin considère Trump comme un politicien trop imprévisible, difficile à gérer dans la coutume des relations internationales normales. Trump, qui, par ailleurs, a une très bonne impression du président chinois, n'a pas de raisonnement politique linéaire, est trop guidé par les sentiments du moment et est entouré de conseillers inexpérimentés qui sont trop enclins à ne pas le contredire. Certes, sa vision internationale a provoqué dans le pays américain une haine envers la Chine, qui a cependant été facile à développer grâce à la politique d'Obama précédente. Le prédécesseur de Trump, quoique de manière différente, a posé en premier lieu la question de la suprématie des voies de communications maritimes, fondamentales pour le transport de marchandises, présentes dans les mers chinoises, que Pékin considère comme faisant partie de sa zone d'influence exclusive. En outre, la question de la volonté croissante de la Chine de concurrencer, non seulement économiquement, mais aussi géopolitiquement et donc militaire, avec les États-Unis, pour devenir la première puissance mondiale, a provoqué une réaction croisée négative dans les deux camps politiques. L'action de Trump, certes instable, peut être placée dans la continuité de la politique inaugurée par Obama. Certes, les voies de Trump n'ont certainement pas facilité le dialogue entre les deux pays qui, au contraire, se sont distancés comme jamais auparavant. Un changement à la Maison Blanche est considéré comme préférable, du moins en ce qui concerne les possibilités et les modalités d'un dialogue qui apparaît de toute façon difficile en raison des conditions contingentes présentes. Ce que la Chine peut attendre d'une victoire de Biden, ce n'est qu'une attitude plus diplomatique dans les relations bilatérales, mais il y a peu de place pour une convergence sur les questions générales de discussion. Certes, il sera possible de trouver des accords sur le changement climatique et aussi sur la question du nucléaire iranien, cela pourrait favoriser une détente, mais il sera pratiquement impossible d'aller plus loin. Il y a une indication très indicative de la façon dont le Parti démocrate entend traiter avec la Chine, en fait le principe d'une Chine a disparu de son programme électoral: il suit ce soutien à Taiwan, qui est également fondamental pour les États-Unis d'un point de vue stratégique. , continuera; ainsi que celle de Hong Kong, dont l'opposition a été pratiquement annulée par la loi liberticide. Avoir un antagoniste du Parti démocrate, en effet, pourrait être pire que d'affronter Trump sur la question des droits civils niés par le gouvernement chinois; l'actuel président ne s'est jamais montré trop sensible à cette question à laquelle une grande partie de sa formation politique ne semble pas intéressée, inversement la base électorale de Biden pourrait exiger une position ferme de son candidat au cas où il serait élu. Une impression est que Biden peut sembler plus conforme aux Chinois, mais cette impression, si elle est vraie, semble totalement fausse, car le chemin des relations entre les États-Unis et la Chine dans un avenir immédiat ne pourra pas changer par rapport aux normes actuelles. S'il y a place pour la reprise des négociations sur l'accord de coopération économique transpacifique et l'Association transatlantique de commerce et d'investissement, cela ne signifie pas que Biden, s'il est élu, sera en mesure de transiger sur la question des droits, qui, en effet, il pourrait devenir un élément central des relations avec la Chine. Surtout, la question des routes maritimes et du soutien aux alliés américains dans la zone ne peut être négociée et cet aspect promet de continuer à être un obstacle majeur dans les relations bilatérales, obstacle qui restera substantiel malgré les prévisions d'une éventuelle amélioration des relations formelles.
China espera derrota de Trump, mas as relações bilaterais terão poucas variações
Há um debate em andamento no país chinês sobre como serão os resultados das eleições presidenciais dos EUA. Analistas políticos e a opinião pública da China parecem concordar em preferir não tanto a vitória de Biden quanto a derrota de Trump; se os dois estão intimamente ligados, e um é a consequência do outro, parece essencial para os chineses que Trump não seja reeleito e não importa que a vitória vá para o desafiante do Partido Democrata, porque consideram qualquer alternativa melhor do que o atual inquilino do Casa Branca. Na verdade, como veremos mais tarde, as coisas na China pouco mudarão substancialmente. Pequim considera Trump um político muito imprevisível, difícil de administrar segundo o costume das relações internacionais normais. Trump, que aliás tem uma impressão muito boa do presidente chinês, não tem um raciocínio político linear, é muito guiado pelos sentimentos do momento e está rodeado de conselheiros inexperientes e inclinados a não contradizê-lo. Certamente sua visão internacional provocou no país americano um ódio à China, que, no entanto, foi fácil de desenvolver graças à política anterior de Obama. O antecessor de Trump, ainda que de maneiras diferentes, colocou em primeiro lugar a questão da supremacia das vias de comunicação marítima, fundamentais para o transporte de mercadorias, presentes nos mares chineses, que Pequim considera fazer parte de sua zona de influência exclusiva. Além disso, a questão da crescente disposição dos chineses em competir, não só economicamente, mas também geopoliticamente e, portanto, militarmente, com os EUA, para se tornarem a primeira potência mundial, tem provocado uma reação cruzada negativa em ambos os campos políticos. A ação de Trump, certamente incerta, pode ser colocada na continuidade da política inaugurada por Obama. Certamente os caminhos de Trump certamente não facilitaram o diálogo entre os dois países, que, ao contrário, se distanciaram como nunca antes. Uma mudança na Casa Branca é considerada preferível, pelo menos no que diz respeito às possibilidades e modalidades de um diálogo que parece difícil em qualquer caso devido às condições contingentes presentes. O que a China pode esperar de uma vitória de Biden é apenas uma postura mais diplomática nas relações bilaterais, mas há pouco espaço para convergência nas questões gerais de discussão. Certamente será possível chegar a acordos sobre mudanças climáticas e também sobre a questão da energia nuclear iraniana, isso poderia favorecer uma distensão, mas será praticamente impossível ir mais longe. Há uma indicação muito indicativa de como o Partido Democrata pretende lidar com a China, aliás o princípio da China única desapareceu do seu programa eleitoral: segue-se aquele apoio a Taiwan, que também é fundamental para os EUA do ponto de vista estratégico , continuará; bem como em Hong Kong, cuja oposição foi praticamente cancelada pela lei do liberticídio. Ter um antagonista do Partido Democrata, de fato, poderia ser pior do que confrontar Trump na questão dos direitos civis negados pelo governo chinês; o atual presidente nunca se mostrou muito sensível a esse tema ao qual grande parte de sua formação política não parece interessada, vice-versa a base eleitoral de Biden poderia exigir de seu candidato um cargo firme caso seja eleito. Uma impressão é que Biden pode parecer mais complacente com os chineses, mas essa impressão, se for verdade, parece totalmente errada, porque o caminho das relações entre os EUA e a China no futuro imediato não poderá mudar em relação aos padrões atuais. Se houver espaço para retomar as negociações sobre o Acordo de Cooperação Econômica Transpacífico e a Associação Transatlântica de Comércio e Investimentos, isso não significa que Biden, se eleito, poderá se comprometer na questão dos direitos, o que, de fato, pode se tornar central para o relacionamento com a China. Acima de tudo, a questão das rotas marítimas e do apoio aos aliados americanos na área não pode ser negociada e este aspecto promete continuar a ser um grande obstáculo nas relações bilaterais, obstáculo que continuará a ser substancial apesar da previsão de uma possível melhoria do relações formais.
Iscriviti a:
Post (Atom)