Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 30 dicembre 2020

قضايا لندن التي لم تحل بعد مغادرة أوروبا

 الاتفاق الذي تم التوصل إليه في أقصى الحدود ، بين الاتحاد الأوروبي والمملكة المتحدة ، بخلاف التصريحات الانتهازية لرئيس الوزراء البريطاني ، الذي شدد على أن الرابطة بين الطرفين ستظل قائمة من وجهة نظر عاطفية وتاريخية وثقافية واستراتيجية ، تمثل نهاية خروج لندن المضطرب من مشروع أوروبا الموحدة يمثل إخفاقًا لكلا الطرفين ، وهو الوقت الوحيد الذي سيخبرنا عن التأثيرات الحقيقية والمزايا والعيوب النسبية. التصريحات الانتصارية القادمة من لندن لها أساس سياسي فقط ، يعمل بشكل طبيعي لخروج بريطانيا من الاتحاد الأوروبي ، وذلك بفضل استئناف السيادة الكاملة في لندن ، والتي بدون المزايا غير المبررة في كثير من الأحيان التي تمنحها بروكسل ستواجه مشاكل ذات طبيعة مختلفة على المستوى الاقتصادي بالفعل على المدى القصير. لكنها قد تصبح أكثر خطورة على المدى المتوسط ​​والطويل ولا يمكن حلها باتفاقيات ثنائية صغيرة ، مثل الاتفاقية التجارية الأخيرة بين لندن وأنقرة. على الرغم من أن الموافقة على النص المتفق عليه مع بروكسل أمر محتمل للغاية ، فإن الجزء الأكبر من السكان المعارضين لمغادرة أوروبا يمثله الانقسام الموجود في حزب العمال ، والذي ، على الرغم من أنه مؤيد رسميًا ، يجب أن يتعارض مع معارضة داخلية قوية ، بسبب الاتفاقية التي اعتبرها الحزب الوطني الاسكتلندي غير مواتية للعمال ، حيث عادت قضية مغادرة المملكة المتحدة إلى الواجهة بسبب تخلي الحزب الديمقراطي الليبرالي عن الاتحاد وأخيراً من قبل الحزب الاتحادي الديمقراطي. الخلافات الرئيسية ، تلك التي يمكن أن تسبب المزيد من المشاكل ، تتعلق بمسألة الصيد ، التي أبقت المفاوضات معطلة لفترة طويلة ، حيث لا يزال وجود سفن الصيد التابعة للاتحاد في المياه الإنجليزية يعتبر مفرطًا ، وهو عامل لا يزال يُنظر إليه على أنه تدخل. قوي جدا على السيادة البريطانية. علاوة على ذلك ، فإن مشكلة الصادرات من المملكة المتحدة حاضرة ومحسوسة للغاية ، والتي كانت موضع نقاش كبير منذ عام 1973 ، عام الدخول إلى المجموعة الاقتصادية الأوروبية ، إذا كانت بروكسل تعتزم تطبيق اللوائح الأوروبية ، فقد تنشأ حالات عدم التطابق ، مما قد يضر بالتأكيد أعمال التصدير. عززت هذه الظروف في القطاع الشعور بعدم الثقة في الحكومة ، المتهمة بعدم الالتزام بهذه القضايا ، وبشكل أساسي ، بخيانة قطاع الإنتاج التصديري بأكمله من أجل تحقيق نتيجة خروج بريطانيا من الاتحاد الأوروبي بشكل أسرع. يمثل قطاع الخدمات المالية أكبر وزن للاقتصاد البريطاني ، وهو قطاع خدمات متقدم ازدهر بفضل التكامل الأوروبي ؛ في الوقت الحالي ، سيتم النظر إلى البورصة البريطانية بنفس طريقة التعامل مع البورصات الأجنبية الرئيسية ، مثل نيويورك أو سنغافورة ، التي لم تعد تتمتع بالمزايا التي تضمنها أوروبا: الخطر الحقيقي هو أنه في هذه الحالة لن يكون هناك التغيير الذي تريده لندن وهذا من شأنه أن يقلل معدل دوران القطاع المالي الوطني ، والذي سيكون له بالتأكيد تداعيات كبيرة على الناتج المحلي الإجمالي القومي. أخيرًا ، السؤال الاسكتلندي هو الخطر الحقيقي ، لأنه قد يفضل تفكك المملكة المتحدة ، بدءًا من الأراضي الاسكتلندية ، مما قد يولد تأثيرًا مضاعفًا مع تداعيات على ويلز وأيرلندا الشمالية أيضًا. تم تحديد دوام إدنبرة في المملكة المتحدة ، وإن كان ذلك مع اختلاف بسيط ، على وجه التحديد من خلال ضمان الدوام في الاتحاد الأوروبي ، بمجرد أن يصبح هذا الشرط غير صالح ، فمن المحتمل أن يكون للاستفتاء الجديد نتيجة مختلفة ؛ لهذا السبب بالذات ترفض لندن إجراء استشارة شعبية جديدة حول هذا الموضوع ، وهو قرار عززته استطلاعات الرأي التي أعطت 60٪ من الناخبين الاسكتلنديين لصالح الاستقلال. بالإضافة إلى الحاجة التقليدية للحكم الذاتي ، فإن الجمهور الاسكتلندي غير راضٍ عن المعاملة التي ستعانيها المنتجات المحلية الموجهة إلى أوروبا نتيجة لانتقال السلطة الإنجليزية. مع الانتخابات البرلمانية الاسكتلندية المقرر إجراؤها في عام 2021 ، فإن النتيجة المؤيدة بشدة للانفصاليين ستضع حكومة لندن في صعوبة بالغة. فيما يتعلق بالفحص الذي احتفظ به البرلمان الأوروبي لنفسه من قراءة ما يقرب من ألفي صفحة من نص الاتفاقية ، والتي سيتم فحصها اعتبارًا من الأيام الأولى من شهر يناير ، هناك العديد من الأمور المجهولة بشأن الموافقة بسبب الأحكام غير المواتية على اتفاق بسبب الشعور بوجود الكثير من التنازلات للندن ، وخاصة من باريس. لم يتم تفادي احتمال "لا صفقة" بشكل كامل: على الجانبين ، ولكن من منظور المنظور ، تبدو المشاكل في لندن كثيرة للغاية بالنسبة لمسار سهل ، حتى لو وافق عليه الطرفان.

What do you want to do ?
New mail

lunedì 21 dicembre 2020

Unione Europea e Regno Unito: le implicazioni di un accordo in definizione

 La prosecuzione dei negoziati per la gestione della situazione dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea stanno proseguendo con l’attenzione del Parlamento europeo, che rimane fermo sulla sua richiesta di potere disporre del testo finale al più presto, per potere valutare tutti gli aspetti tecnici e legali di una questione che promette di essere di difficile comprensione anche per i burocrati più esperti di Bruxelles. Senza avere a disposizione del testo finale la ratifica potrebbe slittare dopo il 31 dicembre 2020 e superare, quindi, i termini previsti dell’accordo transitorio; in quel caso si farebbe più concreta la possibilità di un accordo definitivo ed i rapporti tra le due parti sarebbero regolati dall’accordo mondiale sul commercio, con la conseguenza di mettere a repentaglio un giro d’affari, che solo per le importazioni e le esportazioni si aggira su circa 500.000 milioni di euro annuali. Se gli aspetti circa la regolamentazione per la garanzia delle misure sulla concorrenza competitiva, stanno procedendo verso una definizione, che potrebbe garantire l’accesso alle società inglesi al mercato europeo in maniera praticamente senza limitazioni, rimane il punto più difficile da risolvere: quello delle quote della pesca. Si tratta di una materia simbolo per il governo conservatore, con un impatto sul prodotto interno lordo del Regno Unito pressoché ininfluente, ma che nell’immaginario collettivo della parte favorevole all’uscita dall’Unione, rappresenta il massimo esercizio della propria sovranità, insieme alla volontà di gestire in maniera totalmente autonoma l’immigrazione. Sulla pesca la richiesta europea è di potere disporre di un periodo di transizione, dai sei ai dieci anni, per potere permettere l’accesso della flotta europea, ma che riguarda in maggiore misura i pescherecci provenienti dalla Francia, alle acque britanniche, che assicurano un pescato del 50% alle imbarcazioni dell’Unione. L’obiettivo di Londra è una negoziazione anno per anno, che non permette una programmazione industriale all’Europa e soprattutto conferisce un indubbio vantaggio agli inglesi, che avrebbero la possibilità di ridurre in maniera sostanziale le quote di accesso e perfino di ridurle del tutto. Si tratta di una prospettiva non accettabile dall’Unione e che provocherebbe una riduzione pressoché automatica dell’accesso dei prodotti inglesi al mercato europeo in maniera proporzionale alla quota dei diritti del pescato ridotta da Londra.  Se questi dubbi reciproci non dovessero essere risolti per il termine convenuto, un eventuale accordo potrebbe entrare in vigore in modo provvisorio dal primo dell’anno e poi essere votato successivamente dal parlamento europeo. Questa eventualità non è però gradita alla Commissione europea, che teme un controllo preventivo sulle sue decisioni, una decisione certamente democratica ma in grado di rallentare decisioni che richiedono una velocità maggiore di decisione, anche perché l’accordo con il Regno Unito, nella sua procedura, dovrebbe costituire un precedente per altre situazioni analoghe. Se in questa decisione si comprende la necessità e l’urgenza della decisione, tuttavia il timore della Commissione non appare giustificato per quanto riguarda il futuro, quanto, piuttosto, la necessità di un processo chiaro e normato adeguatamente, che possa conciliare la necessità della velocità di decisione, con la necessaria condivisione con il parlamento, che è sempre l’organo di rappresentanza eletto dai cittadini europei.  Tornando al negoziato occorre anche fare attenzione agli equilibri che un accordo privilegiato con il Regno Unito andrebbe a toccare: altri paesi che hanno accordi separati con Bruxelles potrebbero richiedere di rinegoziare i termini di collaborazione. Occorre ricordare che nessuna nazione può godere di un accesso al mercato europeo, il più ricco del mondo, senza quote e tariffe e questo privilegio sarebbe accordato agli inglesi per la prima volta: se i vantaggi economici possono essere considerevoli, dal punto di vista politico questa concessione appare una sorta di sconfitta, perché non sanziona chi ha voluto abbandonare l’Europa in nome di un sovranismo che è in pieno contrasto con i principi europei; la volontà di salvare posti di lavoro e quote di mercato rappresenta una giustificazione sufficiente, anche in ragione del valore degli scambi, ma deve essere l’unica eccezione per non svilire il peso ed il prestigio dell’Unione Europea; poi se il Regno Unito continuerà a proseguire nella sua intransigenza, meglio abbandonare ogni trattativa perché le ripercussioni negative saranno maggiori per Londra, che dovrà tornare a trattare da posizioni di inferiorità.

What do you want to do ?
New mail

European Union and United Kingdom: the implications of an agreement being defined

 

What do you want to do ?
New mail
The continuation of the negotiations for the management of the situation after the exit of Great Britain from the European Union are continuing with the attention of the European Parliament, which remains firm on its request to be able to dispose of the final text as soon as possible, in order to be able to evaluate all the technical and legal aspects of an issue that promises to be difficult to understand even for the most experienced bureaucrats in Brussels. Without having the final text available, ratification could postpone after 31 December 2020 and therefore exceed the terms of the transitional agreement; in that case the possibility of a definitive agreement would become more concrete and the relations between the two parties would be governed by the world trade agreement, with the consequence of jeopardizing a turnover, than only for imports and exports it is around 500,000 million euros annually. If the aspects concerning the regulation for the guarantee of measures on competitive competition are moving towards a definition, which could guarantee access to the English companies to the European market in a practically unlimited way, the most difficult point to solve remains: that of quotas. fishing. It is a symbolic matter for the conservative government, with an almost irrelevant impact on the gross domestic product of the United Kingdom, but which in the collective imagination of the party in favor of leaving the Union, represents the maximum exercise of its sovereignty, together with the willingness to manage immigration in a totally autonomous way. On fishing, the European request is to be able to have a transition period, from six to ten years, to be able to allow access to the European fleet, but which concerns to a greater extent fishing vessels from France, to British waters, which ensure a 50% caught by Union vessels. London's goal is a year-by-year negotiation, which does not allow industrial planning to Europe and above all gives an undoubted advantage to the British, who would have the possibility of substantially reducing access quotas and even reducing them entirely. This is a prospect that is not acceptable to the Union and which would cause an almost automatic reduction in the access of British products to the European market in proportion to the share of fishing rights reduced by London. If these mutual doubts are not resolved by the agreed term, a possible agreement could enter into force provisionally from the first of the year and then be voted on later by the European Parliament. This eventuality, however, is not to the liking of the European Commission, which fears preventive control over its decisions, a decision certainly democratic but capable of slowing down decisions that require a greater speed of decision, also because the agreement with the United Kingdom, in its procedure , should set a precedent for other similar situations. If in this decision one understands the necessity and urgency of the decision, however, the Commission's fear does not appear justified as regards the future, but rather the need for a clear and adequately regulated process, which can reconcile the need for speed. decision, with the necessary sharing with the parliament, which is always the representative body elected by European citizens. Returning to the negotiations, it is also necessary to pay attention to the balance that a privileged agreement with the United Kingdom would affect: other countries that have separate agreements with Brussels may request to renegotiate the terms of collaboration. It should be remembered that no nation can enjoy access to the European market, the richest in the world, without quotas and tariffs and this privilege would be granted to the British for the first time: if the economic advantages can be considerable, from a political point of view this privilege a concession appears to be a sort of defeat, because it does not sanction those who wanted to leave Europe in the name of a sovereignty that is in full contrast with European principles; the desire to save jobs and market shares is a sufficient justification, also due to the value of the exchanges, but must be the only exception in order not to degrade the weight and prestige of the European Union; then if the United Kingdom continues to continue its intransigence, it is better to abandon all negotiations because the negative repercussions will be greater for London, which will have to return to dealing with positions of inferiority.

Unión Europea y Reino Unido: las implicaciones de la definición de un acuerdo

 Continúa la continuación de las negociaciones para la gestión de la situación tras la salida de Gran Bretaña de la Unión Europea con la atención del Parlamento Europeo, que se mantiene firme en su solicitud de poder disponer cuanto antes del texto final, para poder evaluar todos los aspectos técnicos y legales de un tema que promete ser difícil de entender incluso para los burócratas más experimentados de Bruselas. Sin tener disponible el texto final, la ratificación podría posponerse después del 31 de diciembre de 2020 y, por lo tanto, exceder los términos del acuerdo transitorio; en ese caso la posibilidad de un acuerdo definitivo se haría más concreta y las relaciones entre las dos partes se regirían por el acuerdo comercial mundial, con la consecuencia de poner en peligro un volumen de negocios, que solo para las importaciones y exportaciones ronda los 500.000 millones de euros anuales. Si los aspectos referentes a la regulación para la garantía de medidas de competencia competitiva avanzan hacia una definición, que podría garantizar el acceso de las empresas británicas al mercado europeo de forma prácticamente ilimitada, el punto más difícil de resolver sigue siendo: pescar. Se trata de un asunto simbólico para el gobierno conservador, con un impacto casi irrelevante en el producto interior bruto del Reino Unido, pero que en el imaginario colectivo del partido partidario de la salida de la Unión, representa el máximo ejercicio de su soberanía, junto con el voluntad de gestionar la inmigración de forma totalmente autónoma. En materia de pesca, la solicitud europea es poder disponer de un período de transición, de seis a diez años, para permitir el acceso a la flota europea, pero que afecta en mayor medida a los buques pesqueros de Francia, a aguas británicas, que garantizan 50% capturado por buques de la Unión. El objetivo de Londres es una negociación año a año, que no permite la planificación industrial a Europa y sobre todo da una indudable ventaja a los británicos, que tendrían la posibilidad de reducir sustancialmente las cuotas de acceso e incluso reducirlas por completo. Se trata de una perspectiva inaceptable para la Unión y que daría lugar a una reducción casi automática del acceso de los productos británicos al mercado europeo en proporción a la cuota de derechos de pesca reducida por Londres. Si estas dudas mutuas no se resuelven en el plazo acordado, un posible acuerdo podría entrar en vigor provisionalmente a partir del primero del año y luego ser votado por el Parlamento Europeo. Esta eventualidad, sin embargo, no es del agrado de la Comisión Europea, que teme un control preventivo sobre sus decisiones, una decisión ciertamente democrática pero capaz de ralentizar decisiones que requieren una mayor celeridad de decisión, también porque el acuerdo con el Reino Unido, en su procedimiento , debería sentar un precedente para otras situaciones similares. Si en esta decisión entendemos la necesidad y urgencia de la decisión, sin embargo, el temor de la Comisión no parece justificado de cara al futuro, sino más bien la necesidad de un proceso claro y adecuadamente regulado, que pueda conciliar la necesidad de celeridad. decisión, con la necesaria participación en el parlamento, que es siempre el órgano representativo elegido por los ciudadanos europeos. Volviendo a las negociaciones, también hay que prestar atención al equilibrio que afectaría un acuerdo privilegiado con Reino Unido: otros países que tengan acuerdos separados con Bruselas podrían solicitar renegociar los términos de colaboración. Hay que recordar que ninguna nación puede disfrutar de acceso al mercado europeo, el más rico del mundo, sin cuotas y aranceles y este privilegio se otorgaría a los británicos por primera vez: si las ventajas económicas pueden ser considerables, desde un punto de vista político esto una concesión parece una especie de derrota, porque no sanciona a los que querían salir de Europa en nombre de una soberanía que contrasta plenamente con los principios europeos; el deseo de salvar puestos de trabajo y cuotas de mercado representa una justificación suficiente, también por el valor de los intercambios, pero debe ser la única excepción para no degradar el peso y el prestigio de la Unión Europea; entonces, si Reino Unido continúa con su intransigencia, es mejor abandonar todas las negociaciones porque las repercusiones negativas serán mayores para Londres, que tendrá que volver a lidiar con posiciones de inferioridad.

What do you want to do ?
New mail

Europäische Union und Vereinigtes Königreich: Die Auswirkungen einer Definition werden definiert

 

What do you want to do ?
New mail
Die Fortsetzung der Verhandlungen zur Bewältigung der Lage nach dem Austritt Großbritanniens aus der Europäischen Union wird mit der Aufmerksamkeit des Europäischen Parlaments fortgesetzt, das nach wie vor fest entschlossen ist, den endgültigen Text so bald wie möglich zur Verfügung zu stellen, um alle bewerten zu können die technischen und rechtlichen Aspekte eines Themas, das selbst für die erfahrensten Bürokraten in Brüssel schwer verständlich sein dürfte. Ohne den endgültigen Text könnte die Ratifizierung nach dem 31. Dezember 2020 verschoben werden und daher die Bedingungen des Übergangsabkommens überschreiten. In diesem Fall würde die Möglichkeit eines endgültigen Abkommens konkreter und die Beziehungen zwischen den beiden Parteien würden durch das Welthandelsabkommen geregelt, was zur Folge hätte, dass ein Umsatz gefährdet würde, als nur für Importe und Exporte Jährlich sind es rund 500 Millionen Euro. Wenn sich die Aspekte der Verordnung zur Gewährleistung von Maßnahmen zur Bekämpfung des Wettbewerbs in Richtung einer Definition bewegen, die den Zugang der britischen Unternehmen zum europäischen Markt praktisch unbegrenzt gewährleisten könnte, bleibt der schwierigste Punkt zu lösen: der der Quoten. Angeln. Es ist eine symbolische Angelegenheit für die konservative Regierung, die einen fast irrelevanten Einfluss auf das Bruttoinlandsprodukt des Vereinigten Königreichs hat, aber in der kollektiven Vorstellung der Partei für den Austritt aus der Union zusammen mit der Regierung die maximale Ausübung ihrer Souveränität darstellt Bereitschaft zur völlig autonomen Steuerung der Einwanderung. In Bezug auf die Fischerei soll der europäische Antrag eine Übergangsfrist von sechs bis zehn Jahren haben, um den Zugang zur europäischen Flotte zu ermöglichen, die jedoch in größerem Umfang Fischereifahrzeuge aus Frankreich in britische Gewässer betrifft, die a 50% von Union-Booten gefangen. Londons Ziel ist eine jährliche Verhandlung, die keine industrielle Planung nach Europa ermöglicht und vor allem den Briten einen unzweifelhaften Vorteil verschafft, die die Möglichkeit hätten, die Zugangsquoten erheblich zu reduzieren und sogar ganz zu reduzieren. Dies ist eine für die Union nicht akzeptable Aussicht, die zu einer fast automatischen Verringerung des Zugangs britischer Produkte zum europäischen Markt im Verhältnis zu dem von London verringerten Anteil der Fischrechte führen würde. Wenn diese gegenseitigen Zweifel nicht innerhalb der vereinbarten Frist ausgeräumt werden, könnte eine mögliche Vereinbarung ab dem ersten des Jahres vorläufig in Kraft treten und später vom Europäischen Parlament abgestimmt werden. Diese Möglichkeit ist jedoch nicht nach dem Geschmack der Europäischen Kommission, die eine vorbeugende Kontrolle über ihre Entscheidungen befürchtet, eine sicherlich demokratische Entscheidung, die jedoch Entscheidungen verlangsamen kann, die eine schnellere Entscheidung erfordern, auch weil das Abkommen mit dem Vereinigten Königreich in ihrem Verfahren sollte einen Präzedenzfall für andere ähnliche Situationen schaffen. Wenn wir in dieser Entscheidung jedoch die Notwendigkeit und Dringlichkeit der Entscheidung verstehen, erscheint die Befürchtung der Kommission in Bezug auf die Zukunft nicht gerechtfertigt, sondern vielmehr die Notwendigkeit eines klaren und angemessen geregelten Prozesses, der die Notwendigkeit von Geschwindigkeit in Einklang bringen kann. Entscheidung mit der notwendigen Aufteilung an das Parlament, das immer die von den europäischen Bürgern gewählte Vertretung ist. Bei der Rückkehr zu den Verhandlungen muss auch auf das Gleichgewicht geachtet werden, das ein privilegiertes Abkommen mit dem Vereinigten Königreich haben würde: Andere Länder, die separate Abkommen mit Brüssel haben, können eine Neuverhandlung der Bedingungen für die Zusammenarbeit beantragen. Es muss daran erinnert werden, dass keine Nation ohne Quoten und Zölle Zugang zum europäischen Markt haben kann, dem reichsten der Welt, und dieses Privileg würde den Briten zum ersten Mal gewährt: Wenn die wirtschaftlichen Vorteile aus politischer Sicht beträchtlich sein können Eine Konzession scheint eine Art Niederlage zu sein, weil sie diejenigen nicht sanktioniert, die Europa im Namen einer Souveränität verlassen wollten, die im vollen Gegensatz zu den europäischen Prinzipien steht. Der Wunsch, Arbeitsplätze und Marktanteile zu retten, ist auch aufgrund des Wertes der Börsen eine ausreichende Rechtfertigung, muss jedoch die einzige Ausnahme sein, um das Gewicht und das Ansehen der Europäischen Union nicht zu beeinträchtigen. Wenn das Vereinigte Königreich seine Unnachgiebigkeit fortsetzt, ist es besser, alle Verhandlungen abzubrechen, da die negativen Auswirkungen für London größer sein werden, das sich wieder mit minderwertigen Positionen befassen muss.

Union européenne et Royaume-Uni: les implications d'un accord en cours de définition

 

What do you want to do ?
New mail
La poursuite des négociations pour la gestion de la situation après la sortie de la Grande-Bretagne de l'Union européenne se poursuit avec l'attention du Parlement européen, qui reste ferme sur sa demande de pouvoir disposer du texte final au plus vite, afin de pouvoir évaluer l'ensemble les aspects techniques et juridiques d'un problème qui s'annonce difficile à comprendre, même pour les bureaucrates les plus expérimentés de Bruxelles. Sans disposer du texte final, la ratification pourrait être reportée après le 31 décembre 2020 et donc dépasser les termes de l'accord transitoire; dans ce cas, la possibilité d'un accord définitif deviendrait plus concrète et les relations entre les deux parties seraient régies par l'accord commercial mondial, avec pour conséquence de mettre en péril un chiffre d'affaires, que seulement pour les importations et les exportations il est d'environ 500 000 millions d'euros par an. Si les aspects concernant la réglementation pour la garantie des mesures de concurrence concurrentielle évoluent vers une définition, qui pourrait garantir l'accès des entreprises britanniques au marché européen de manière pratiquement illimitée, le point le plus difficile à résoudre reste: celui des quotas. pêche. Il s'agit d'une question symbolique pour le gouvernement conservateur, avec un impact presque sans importance sur le produit intérieur brut du Royaume-Uni, mais qui, dans l'imaginaire collectif du parti en faveur de la sortie de l'Union, représente l'exercice maximal de sa souveraineté, avec la volonté de gérer l'immigration de manière totalement autonome. Concernant la pêche, la demande européenne est de pouvoir disposer d'une période de transition, de six à dix ans, pour permettre l'accès à la flotte européenne, mais qui concerne plus largement les navires de pêche de France, vers les eaux britanniques, qui assurent une 50% capturés par les bateaux de l'Union. L'objectif de Londres est une négociation d'année en année, qui ne permet pas la planification industrielle de l'Europe et surtout donne un avantage incontestable aux Britanniques, qui auraient la possibilité de réduire substantiellement les quotas d'accès et même de les réduire entièrement. C'est une perspective qui n'est pas acceptable pour l'Union et qui entraînerait une réduction quasi automatique de l'accès des produits britanniques au marché européen proportionnellement à la part des droits de pêche réduite par Londres. Si ces doutes mutuels ne sont pas résolus dans le délai convenu, un éventuel accord pourrait entrer en vigueur à titre provisoire à partir du premier de l'année et ensuite être voté ultérieurement par le Parlement européen. Cette éventualité n'est cependant pas du goût de la Commission européenne, qui craint un contrôle préventif de ses décisions, décision certes démocratique mais capable de ralentir les décisions qui nécessitent une plus grande rapidité de décision, aussi parce que l'accord avec le Royaume-Uni, dans sa procédure , devrait créer un précédent pour d'autres situations similaires. Si dans cette décision on comprend la nécessité et l'urgence de la décision, cependant, la crainte de la Commission n'apparaît pas justifiée pour l'avenir, mais plutôt la nécessité d'un processus clair et correctement réglementé, qui puisse concilier le besoin de rapidité. décision, avec le partage nécessaire avec le parlement, qui est toujours l'organe représentatif élu par les citoyens européens. Pour en revenir aux négociations, il faut aussi faire attention à l'équilibre qu'un accord privilégié avec le Royaume-Uni affecterait: d'autres pays ayant des accords séparés avec Bruxelles peuvent demander à renégocier les termes de la collaboration. Il faut rappeler qu'aucune nation ne peut bénéficier d'un accès au marché européen, le plus riche du monde, sans quotas et tarifs et ce privilège serait accordé aux Britanniques pour la première fois: si les avantages économiques peuvent être considérables, d'un point de vue politique ce privilège la concession apparaît comme une sorte de défaite, car elle ne sanctionne pas ceux qui voulaient quitter l'Europe au nom d'une souveraineté en plein contraste avec les principes européens; la volonté de sauver des emplois et des parts de marché est une justification suffisante, également en raison de la valeur des échanges, mais doit être la seule exception pour ne pas dégrader le poids et le prestige de l'Union européenne; alors si le Royaume-Uni continue de poursuivre son intransigeance, il vaut mieux abandonner toutes les négociations car les répercussions négatives seront plus importantes pour Londres, qui devra revenir sur des positions d'infériorité.

União Europeia e Reino Unido: as implicações de um acordo em definição

 A continuação das negociações para a gestão da situação após a saída da Grã-Bretanha da União Europeia continua com a atenção do Parlamento Europeu, que se mantém firme no seu pedido de poder dispor do texto final o mais rapidamente possível, de forma a poder avaliar todos os aspectos técnicos e jurídicos de uma questão que promete ser difícil de compreender mesmo para os burocratas mais experientes de Bruxelas. Sem que o texto final esteja disponível, a ratificação poderá ser adiada após 31 de dezembro de 2020 e, portanto, exceder os termos do acordo transitório; nesse caso, a possibilidade de um acordo definitivo tornar-se-ia mais concreta e as relações entre as duas partes seriam regidas pelo acordo comercial mundial, com a consequência de comprometer um volume de negócios, do que apenas para importação e exportação. gira em torno de 500 bilhões de euros anuais. Se os aspectos relativos à regulamentação da garantia de medidas de concorrência concorrencial se encaminham para uma definição que garanta o acesso das empresas britânicas ao mercado europeu de forma praticamente ilimitada, o ponto mais difícil de resolver continua a ser: o das quotas. pescaria. Trata-se de uma questão simbólica para o governo conservador, com impacto quase irrelevante no produto interno bruto do Reino Unido, mas que, no imaginário coletivo do partido a favor da saída da União, representa o máximo exercício de sua soberania, juntamente com a vontade de gerir a imigração de forma totalmente autónoma. Na pesca, o pedido europeu é poder ter um período de transição, de seis a dez anos, para poder permitir o acesso à frota europeia, mas que diz respeito em maior medida aos navios de pesca da França, para as águas britânicas, que garantem um 50% capturado por barcos da União. O objetivo de Londres é uma negociação ano a ano, o que não permite o planejamento industrial para a Europa e acima de tudo dá uma vantagem indiscutível aos britânicos, que teriam a oportunidade de reduzir substancialmente as cotas de acesso e até mesmo reduzi-las inteiramente. Trata-se de uma perspectiva inaceitável para a União e que resultaria numa redução quase automática do acesso dos produtos britânicos ao mercado europeu na proporção da quota de direitos de pesca reduzida por Londres. Se estas dúvidas mútuas não forem resolvidas dentro do prazo acordado, um eventual acordo poderá entrar em vigor provisoriamente a partir do primeiro dia do ano e, posteriormente, ser votado pelo Parlamento Europeu. Esta eventualidade, no entanto, não agrada a Comissão Europeia, que teme um controlo preventivo das suas decisões, decisão certamente democrática mas capaz de abrandar decisões que requeiram uma maior celeridade de decisão, também pelo acordo com o Reino Unido, no seu procedimento , deve criar um precedente para outras situações semelhantes. Se nesta decisão se compreende a necessidade e urgência da decisão, no entanto, o receio da Comissão não se afigura justificado em relação ao futuro, mas antes a necessidade de um processo claro e devidamente regulamentado, que concilie a necessidade de celeridade. decisão, com a necessária partilha com o parlamento, que é sempre o órgão representativo eleito pelos cidadãos europeus. Voltando às negociações, é preciso também atentar para o equilíbrio que afetaria um acordo privilegiado com o Reino Unido: outros países que tenham acordos separados com Bruxelas podem solicitar a renegociação dos termos de colaboração. É preciso lembrar que nenhuma nação pode ter acesso ao mercado europeu, o mais rico do mundo, sem cotas e tarifas e esse privilégio seria concedido aos britânicos pela primeira vez: se as vantagens econômicas podem ser consideráveis, do ponto de vista político isso uma concessão parece uma espécie de derrota, porque não pune quem quis deixar a Europa em nome de uma soberania totalmente oposta aos princípios europeus; a vontade de poupar empregos e quotas de mercado é uma justificação suficiente, também pelo valor das trocas, mas deve ser a única excepção para não degradar o peso e o prestígio da União Europeia; então, se o Reino Unido continuar sua intransigência, é melhor abandonar todas as negociações porque as repercussões negativas serão maiores para Londres, que terá que voltar a lidar com posições de inferioridade.

What do you want to do ?
New mail