La prosecuzione dei negoziati per la gestione della situazione dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea stanno proseguendo con l’attenzione del Parlamento europeo, che rimane fermo sulla sua richiesta di potere disporre del testo finale al più presto, per potere valutare tutti gli aspetti tecnici e legali di una questione che promette di essere di difficile comprensione anche per i burocrati più esperti di Bruxelles. Senza avere a disposizione del testo finale la ratifica potrebbe slittare dopo il 31 dicembre 2020 e superare, quindi, i termini previsti dell’accordo transitorio; in quel caso si farebbe più concreta la possibilità di un accordo definitivo ed i rapporti tra le due parti sarebbero regolati dall’accordo mondiale sul commercio, con la conseguenza di mettere a repentaglio un giro d’affari, che solo per le importazioni e le esportazioni si aggira su circa 500.000 milioni di euro annuali. Se gli aspetti circa la regolamentazione per la garanzia delle misure sulla concorrenza competitiva, stanno procedendo verso una definizione, che potrebbe garantire l’accesso alle società inglesi al mercato europeo in maniera praticamente senza limitazioni, rimane il punto più difficile da risolvere: quello delle quote della pesca. Si tratta di una materia simbolo per il governo conservatore, con un impatto sul prodotto interno lordo del Regno Unito pressoché ininfluente, ma che nell’immaginario collettivo della parte favorevole all’uscita dall’Unione, rappresenta il massimo esercizio della propria sovranità, insieme alla volontà di gestire in maniera totalmente autonoma l’immigrazione. Sulla pesca la richiesta europea è di potere disporre di un periodo di transizione, dai sei ai dieci anni, per potere permettere l’accesso della flotta europea, ma che riguarda in maggiore misura i pescherecci provenienti dalla Francia, alle acque britanniche, che assicurano un pescato del 50% alle imbarcazioni dell’Unione. L’obiettivo di Londra è una negoziazione anno per anno, che non permette una programmazione industriale all’Europa e soprattutto conferisce un indubbio vantaggio agli inglesi, che avrebbero la possibilità di ridurre in maniera sostanziale le quote di accesso e perfino di ridurle del tutto. Si tratta di una prospettiva non accettabile dall’Unione e che provocherebbe una riduzione pressoché automatica dell’accesso dei prodotti inglesi al mercato europeo in maniera proporzionale alla quota dei diritti del pescato ridotta da Londra. Se questi dubbi reciproci non dovessero essere risolti per il termine convenuto, un eventuale accordo potrebbe entrare in vigore in modo provvisorio dal primo dell’anno e poi essere votato successivamente dal parlamento europeo. Questa eventualità non è però gradita alla Commissione europea, che teme un controllo preventivo sulle sue decisioni, una decisione certamente democratica ma in grado di rallentare decisioni che richiedono una velocità maggiore di decisione, anche perché l’accordo con il Regno Unito, nella sua procedura, dovrebbe costituire un precedente per altre situazioni analoghe. Se in questa decisione si comprende la necessità e l’urgenza della decisione, tuttavia il timore della Commissione non appare giustificato per quanto riguarda il futuro, quanto, piuttosto, la necessità di un processo chiaro e normato adeguatamente, che possa conciliare la necessità della velocità di decisione, con la necessaria condivisione con il parlamento, che è sempre l’organo di rappresentanza eletto dai cittadini europei. Tornando al negoziato occorre anche fare attenzione agli equilibri che un accordo privilegiato con il Regno Unito andrebbe a toccare: altri paesi che hanno accordi separati con Bruxelles potrebbero richiedere di rinegoziare i termini di collaborazione. Occorre ricordare che nessuna nazione può godere di un accesso al mercato europeo, il più ricco del mondo, senza quote e tariffe e questo privilegio sarebbe accordato agli inglesi per la prima volta: se i vantaggi economici possono essere considerevoli, dal punto di vista politico questa concessione appare una sorta di sconfitta, perché non sanziona chi ha voluto abbandonare l’Europa in nome di un sovranismo che è in pieno contrasto con i principi europei; la volontà di salvare posti di lavoro e quote di mercato rappresenta una giustificazione sufficiente, anche in ragione del valore degli scambi, ma deve essere l’unica eccezione per non svilire il peso ed il prestigio dell’Unione Europea; poi se il Regno Unito continuerà a proseguire nella sua intransigenza, meglio abbandonare ogni trattativa perché le ripercussioni negative saranno maggiori per Londra, che dovrà tornare a trattare da posizioni di inferiorità.
Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
lunedì 21 dicembre 2020
Unione Europea e Regno Unito: le implicazioni di un accordo in definizione
European Union and United Kingdom: the implications of an agreement being defined
Unión Europea y Reino Unido: las implicaciones de la definición de un acuerdo
Continúa la continuación de las negociaciones para la gestión de la situación tras la salida de Gran Bretaña de la Unión Europea con la atención del Parlamento Europeo, que se mantiene firme en su solicitud de poder disponer cuanto antes del texto final, para poder evaluar todos los aspectos técnicos y legales de un tema que promete ser difícil de entender incluso para los burócratas más experimentados de Bruselas. Sin tener disponible el texto final, la ratificación podría posponerse después del 31 de diciembre de 2020 y, por lo tanto, exceder los términos del acuerdo transitorio; en ese caso la posibilidad de un acuerdo definitivo se haría más concreta y las relaciones entre las dos partes se regirían por el acuerdo comercial mundial, con la consecuencia de poner en peligro un volumen de negocios, que solo para las importaciones y exportaciones ronda los 500.000 millones de euros anuales. Si los aspectos referentes a la regulación para la garantía de medidas de competencia competitiva avanzan hacia una definición, que podría garantizar el acceso de las empresas británicas al mercado europeo de forma prácticamente ilimitada, el punto más difícil de resolver sigue siendo: pescar. Se trata de un asunto simbólico para el gobierno conservador, con un impacto casi irrelevante en el producto interior bruto del Reino Unido, pero que en el imaginario colectivo del partido partidario de la salida de la Unión, representa el máximo ejercicio de su soberanía, junto con el voluntad de gestionar la inmigración de forma totalmente autónoma. En materia de pesca, la solicitud europea es poder disponer de un período de transición, de seis a diez años, para permitir el acceso a la flota europea, pero que afecta en mayor medida a los buques pesqueros de Francia, a aguas británicas, que garantizan 50% capturado por buques de la Unión. El objetivo de Londres es una negociación año a año, que no permite la planificación industrial a Europa y sobre todo da una indudable ventaja a los británicos, que tendrían la posibilidad de reducir sustancialmente las cuotas de acceso e incluso reducirlas por completo. Se trata de una perspectiva inaceptable para la Unión y que daría lugar a una reducción casi automática del acceso de los productos británicos al mercado europeo en proporción a la cuota de derechos de pesca reducida por Londres. Si estas dudas mutuas no se resuelven en el plazo acordado, un posible acuerdo podría entrar en vigor provisionalmente a partir del primero del año y luego ser votado por el Parlamento Europeo. Esta eventualidad, sin embargo, no es del agrado de la Comisión Europea, que teme un control preventivo sobre sus decisiones, una decisión ciertamente democrática pero capaz de ralentizar decisiones que requieren una mayor celeridad de decisión, también porque el acuerdo con el Reino Unido, en su procedimiento , debería sentar un precedente para otras situaciones similares. Si en esta decisión entendemos la necesidad y urgencia de la decisión, sin embargo, el temor de la Comisión no parece justificado de cara al futuro, sino más bien la necesidad de un proceso claro y adecuadamente regulado, que pueda conciliar la necesidad de celeridad. decisión, con la necesaria participación en el parlamento, que es siempre el órgano representativo elegido por los ciudadanos europeos. Volviendo a las negociaciones, también hay que prestar atención al equilibrio que afectaría un acuerdo privilegiado con Reino Unido: otros países que tengan acuerdos separados con Bruselas podrían solicitar renegociar los términos de colaboración. Hay que recordar que ninguna nación puede disfrutar de acceso al mercado europeo, el más rico del mundo, sin cuotas y aranceles y este privilegio se otorgaría a los británicos por primera vez: si las ventajas económicas pueden ser considerables, desde un punto de vista político esto una concesión parece una especie de derrota, porque no sanciona a los que querían salir de Europa en nombre de una soberanía que contrasta plenamente con los principios europeos; el deseo de salvar puestos de trabajo y cuotas de mercado representa una justificación suficiente, también por el valor de los intercambios, pero debe ser la única excepción para no degradar el peso y el prestigio de la Unión Europea; entonces, si Reino Unido continúa con su intransigencia, es mejor abandonar todas las negociaciones porque las repercusiones negativas serán mayores para Londres, que tendrá que volver a lidiar con posiciones de inferioridad.
Europäische Union und Vereinigtes Königreich: Die Auswirkungen einer Definition werden definiert
Union européenne et Royaume-Uni: les implications d'un accord en cours de définition
União Europeia e Reino Unido: as implicações de um acordo em definição
A continuação das negociações para a gestão da situação após a saída da Grã-Bretanha da União Europeia continua com a atenção do Parlamento Europeu, que se mantém firme no seu pedido de poder dispor do texto final o mais rapidamente possível, de forma a poder avaliar todos os aspectos técnicos e jurídicos de uma questão que promete ser difícil de compreender mesmo para os burocratas mais experientes de Bruxelas. Sem que o texto final esteja disponível, a ratificação poderá ser adiada após 31 de dezembro de 2020 e, portanto, exceder os termos do acordo transitório; nesse caso, a possibilidade de um acordo definitivo tornar-se-ia mais concreta e as relações entre as duas partes seriam regidas pelo acordo comercial mundial, com a consequência de comprometer um volume de negócios, do que apenas para importação e exportação. gira em torno de 500 bilhões de euros anuais. Se os aspectos relativos à regulamentação da garantia de medidas de concorrência concorrencial se encaminham para uma definição que garanta o acesso das empresas britânicas ao mercado europeu de forma praticamente ilimitada, o ponto mais difícil de resolver continua a ser: o das quotas. pescaria. Trata-se de uma questão simbólica para o governo conservador, com impacto quase irrelevante no produto interno bruto do Reino Unido, mas que, no imaginário coletivo do partido a favor da saída da União, representa o máximo exercício de sua soberania, juntamente com a vontade de gerir a imigração de forma totalmente autónoma. Na pesca, o pedido europeu é poder ter um período de transição, de seis a dez anos, para poder permitir o acesso à frota europeia, mas que diz respeito em maior medida aos navios de pesca da França, para as águas britânicas, que garantem um 50% capturado por barcos da União. O objetivo de Londres é uma negociação ano a ano, o que não permite o planejamento industrial para a Europa e acima de tudo dá uma vantagem indiscutível aos britânicos, que teriam a oportunidade de reduzir substancialmente as cotas de acesso e até mesmo reduzi-las inteiramente. Trata-se de uma perspectiva inaceitável para a União e que resultaria numa redução quase automática do acesso dos produtos britânicos ao mercado europeu na proporção da quota de direitos de pesca reduzida por Londres. Se estas dúvidas mútuas não forem resolvidas dentro do prazo acordado, um eventual acordo poderá entrar em vigor provisoriamente a partir do primeiro dia do ano e, posteriormente, ser votado pelo Parlamento Europeu. Esta eventualidade, no entanto, não agrada a Comissão Europeia, que teme um controlo preventivo das suas decisões, decisão certamente democrática mas capaz de abrandar decisões que requeiram uma maior celeridade de decisão, também pelo acordo com o Reino Unido, no seu procedimento , deve criar um precedente para outras situações semelhantes. Se nesta decisão se compreende a necessidade e urgência da decisão, no entanto, o receio da Comissão não se afigura justificado em relação ao futuro, mas antes a necessidade de um processo claro e devidamente regulamentado, que concilie a necessidade de celeridade. decisão, com a necessária partilha com o parlamento, que é sempre o órgão representativo eleito pelos cidadãos europeus. Voltando às negociações, é preciso também atentar para o equilíbrio que afetaria um acordo privilegiado com o Reino Unido: outros países que tenham acordos separados com Bruxelas podem solicitar a renegociação dos termos de colaboração. É preciso lembrar que nenhuma nação pode ter acesso ao mercado europeu, o mais rico do mundo, sem cotas e tarifas e esse privilégio seria concedido aos britânicos pela primeira vez: se as vantagens econômicas podem ser consideráveis, do ponto de vista político isso uma concessão parece uma espécie de derrota, porque não pune quem quis deixar a Europa em nome de uma soberania totalmente oposta aos princípios europeus; a vontade de poupar empregos e quotas de mercado é uma justificação suficiente, também pelo valor das trocas, mas deve ser a única excepção para não degradar o peso e o prestígio da União Europeia; então, se o Reino Unido continuar sua intransigência, é melhor abandonar todas as negociações porque as repercussões negativas serão maiores para Londres, que terá que voltar a lidar com posições de inferioridade.
Европейский Союз и Соединенное Королевство: последствия определения соглашения
Продолжение переговоров по управлению ситуацией после выхода Великобритании из Европейского Союза продолжается при внимании Европейского парламента, который остается твердым в своем требовании иметь возможность как можно скорее избавиться от окончательного текста, чтобы иметь возможность оценить все технические и юридические аспекты вопроса, который обещает быть трудным для понимания даже самым опытным бюрократам в Брюсселе. Без окончательного текста ратификация может быть отложена после 31 декабря 2020 года и, следовательно, превысит сроки переходного соглашения; в этом случае возможность окончательного соглашения станет более конкретным, и отношения между двумя сторонами будут регулироваться соглашением о мировой торговле, что, как следствие, поставит под угрозу товарооборот, чем только в отношении импорта и экспорта это около 500 миллиардов евро в год. Если аспекты, касающиеся регулирования гарантий мер по конкурентной конкуренции, движутся к определению, которое могло бы гарантировать доступ британских компаний на европейский рынок практически неограниченным образом, то остается наиболее трудным для решения вопрос: рыбалка. Это символический вопрос для консервативного правительства, оказывающий почти несущественное влияние на валовой внутренний продукт Соединенного Королевства, но который в коллективном воображении партии, выступающей за выход из Союза, представляет собой максимальное осуществление ее суверенитета вместе с готовность управлять иммиграцией полностью автономно. Что касается рыболовства, то европейский запрос должен иметь возможность иметь переходный период от шести до десяти лет, чтобы иметь возможность доступа к европейскому флоту, но это в большей степени касается рыболовных судов из Франции в британские воды, которые обеспечивают 50% выловлено судами Союза. Цель Лондона - ежегодные переговоры, которые не позволяют промышленному планированию в Европе и, прежде всего, дают несомненное преимущество британцам, у которых будет возможность существенно сократить квоты доступа и даже полностью сократить их. Это перспектива, которая неприемлема для Союза и которая приведет к почти автоматическому сокращению доступа британской продукции на европейский рынок пропорционально уменьшению доли прав на рыболовство в Лондоне. Если эти взаимные сомнения не будут разрешены к согласованному сроку, возможное соглашение может вступить в силу временно с первого числа года, а затем будет принято на голосование позже в Европейском парламенте. Эта возможность, однако, не нравится Европейской комиссии, которая опасается превентивного контроля над ее решениями, безусловно демократического решения, но способного замедлить принятие решений, требующих большей скорости принятия решений, в том числе потому, что соглашение с Соединенным Королевством в его процедуре , должен создать прецедент для других подобных ситуаций. Однако, если в этом решении мы понимаем необходимость и срочность решения, опасения Комиссии не кажутся оправданными в отношении будущего, а, скорее, необходимостью четкого и адекватно регулируемого процесса, который может согласовать потребность в скорости. решение, с необходимым разделением с парламентом, который всегда является представительным органом, избираемым европейскими гражданами. Возвращаясь к переговорам, также необходимо обратить внимание на баланс, на который повлияет привилегированное соглашение с Соединенным Королевством: другие страны, у которых есть отдельные соглашения с Брюсселем, могут потребовать пересмотра условий сотрудничества. Следует помнить, что ни одна нация не может получить доступ к европейскому рынку, самому богатому в мире, без квот и тарифов, и эта привилегия будет предоставлена британцам впервые: если экономические преимущества могут быть значительными, с политической точки зрения это уступка кажется своего рода поражением, потому что она не санкционирует тех, кто хотел покинуть Европу во имя суверенитета, который полностью противоречит европейским принципам; желание сохранить рабочие места и долю на рынке представляет собой достаточное оправдание, в том числе из-за стоимости обменов, но должно быть единственным исключением, чтобы не ухудшить вес и престиж Европейского Союза; тогда, если Соединенное Королевство будет и дальше проявлять непримиримость, лучше отказаться от всех переговоров, потому что негативные последствия будут более значительными для Лондона, которому придется вернуться к работе с подчиненными.