Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
venerdì 12 febbraio 2021
Байден не меняет политику США в отношении Китая
拜登不會改變美國對華政策
バイデンは中国に対するアメリカの政策を変えない
選挙運動で広く発表されたように、新米大統領のバイデンは、任期の初めから、中国との関係がどのレベルで行われるかについての約束を守ってきた。最初の実地試験は、中国の国家元首である習近平との最初の電話での会話でした。そこでは、ホワイトハウスの新しい入居者が、人権、政治家、民間人の違反を繰り返し、国内政治の両方における北京の行動についての懸念を表明しました。中国が繰り返し実証してきた外交政策において、積極的な政策を通じて、国際的な文脈で影響力を行使する意欲がこれまでになく高まっている。バイデンが採用したこの線は、表現方法が異なっていなくても、前任者が持っていたものと変わらないようです。商業と戦略の対立のために両国間で続く困難な関係によって選択が義務付けられているようです。重要です。バイデンの選挙後の2人の政治家間の最初の会話のいくつかの節も、議定書のために心のこもったものでしたが、インタビューの最後のホワイトハウスからの公式声明は、不公正な経済に対する米国の懸念を強調しました北京での慣行、香港での弾圧、新疆ウイグル自治区のイスラム教徒の人々の権利の繰り返しの深刻な違反、そして台湾の自治への脅威。これは、アメリカ政権にとって特に膨大な書類を構成する一連の議論であり、中国との通常の関係に対するそれほど克服できない障害を表しており、オバマとトランプがすでに経験したすべての困難を裏付けています。さらに、バイデンはすでに副大統領の役割を果たしており、2011年以来中国の大統領を同様によく知っているのと同じように、これらの問題をよく知っています。具体的には、安全、健康、ライフスタイルをアメリカ人の優先事項と考えているバイデンの声明これに関連して、これが米国とその同盟国の利益をどの程度満たすかに関して中国と協力することを約束することは、米国の通常の同盟国との新しい関係のためにも、北京への一種の警告として読まなければならない。トランプとの関係が悪化した。ワシントンは、通常の大西洋を越えた関係を優先することにより、人民共和国のためのヨーロッパとのパートナーシップが同じになることは決してないだろうと中国の国に警告したいと思っているようです。バイデンは、中国がその大きな財政能力のおかげでヨーロッパ諸国との関係に自分自身をほのめかすことを可能にしたトランプによって作成されたギャップを埋めることに戻りたいと思っています、そしてヨーロッパが米国のために回復される最初の目標であるならば、それは不可能ではないようですこの方向性がアジアやアフリカ諸国にも続くと考えるために、前者のアメリカの行動は、中国の拡大主義を封じ込める必要があり、特にそれ自身の自然の影響力の空間を考慮し、後者ではすでに存在する存在を制限する許容度が低く、非二次挿入スペースを可能にする詳細。二国間貿易関係の側では、これらすべての考慮事項と中国の貿易行動に関する否定的な評価のために、米国が北京に対する貿易制裁を維持することは事実上確実であり、せいぜいこれらの制裁は取得するための交換として使用することができます対処できる特定の問題に対する中国の態度の変化は、いずれにせよ、貿易および産業免許における中国の行動に関する問題であり、台湾の問題のように北京が追跡不可能と見なす問題ではない。しかし、この面では、ワシントンでさえ交渉の余地はありません。新米政権の最初のステップの1つは、米国で台湾の代表を受け入れることでした。これは、中国人にとって明白な合図であり、目新しさ。2国間の関係。民主党と共和党の間に最も緊密な見解があるのはまさに台湾であり、これは台湾問題のアメリカの評価における重要性のさらなる議論を構成し、間の関係の進化を理解するために最も重要である可能性がある議論を決定しますアメリカと中国。
بايدن لا يغير السياسة الأمريكية تجاه الصين
martedì 9 febbraio 2021
Gli Stati Uniti rientrano nel Consiglio per i diritti umani dell'ONU: dichiarazione politica di Biden
La nuova amministrazione americana continua il suo programma di interruzione rispetto alla politica del predecessore, con lo scopo di fare rientrare gli Stati Uniti all’interno della dialettica mondiale delle relazioni internazionali, con un ruolo centrale. Abbandonare l’isolamento che Trump aveva imposto alla sua stessa nazione è diventato il primo e più urgente obiettivo per la politica diplomatica del nuovo presidente. In questo contesto si colloca il ritorno di Washington nel Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, che era stato abbandonato perché accusato di una politica persecutoria nei confronti di Israele; in realtà, sebben e questa motivazione era alla base della decisione, la percezione fu che l’amministrazione della Casa Bianca di allora, avesse preso l’occasione anche per non entrare in contrasto con stati a cui si era avvicinata e che praticavano la violazione dei diritti umani in maniera sempre più palese. Secondo il nuovo presidente USA l’importanza del l’azione del comitato è quella di essere un canale preferenziale per l’accertamento della violazione dei diritti umani in qualunque parte del globo si verifichino. A questo proposito il Segretario di stato americano ha dichiarato che la mancanza ella leadership americana all’interno del comitato ha creato un vuoto di potere, che è stato vantaggioso per i paesi autoritari. Per il nuovo presidente americano è essenziale che gli Stati Uniti facciano emergere come centrale nella loro attività internazionale la difesa della democrazia, i diritti umani e l’uguaglianza e l’attività di enti multilaterali, come l’organismo preposto delle Nazioni Unite, sarà fondamentale a questo fine, anche per la comune azione con gli alleati americani. In queste intenzioni vi è un chiaro programma che dovrebbe rilanciare la stretta collaborazione con gli alleati tradizionali, soprattutto quelli europei, ma non solo, che sono stati trascurati ed allontanati da una politica isolazionista e poco lungimirante, come quella di Trump. Il recupero del valore dell’alleanza con l’Europa appare centrale, soprattutto a livello emotivo ed ideale, sul rilancio della centralità dei temi della democrazia e del rispetto dei diritti a livello globale rappresenta una priorità sia dal punto di vista politico, che da quello programmatico, perché costituisce anche un legame di più alta caratura da contrapporre alla vicinanza che si è creata tra il vecchio continente con la Cina, ed in parte, anche con la Russia, determinata proprio come reazione all’allontanamento voluto da Trump. Avere il sostegno dell’Unione Europea e degli inglesi su queste tematiche rappresenta una sorta di ritorno del blocco atlantico da contrapporre all’espansionismo cinese ed all’attivismo russo, che sono le emergenze più immediate con cui confrontarsi. La novità di riconoscere l’importanza di un organismo quale il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, non è inattesa, ma rappresenta comunque un segnale forte che il nuovo presidente americano ha voluto dare insieme alle dichiarazioni molto nette circa la assoluta mancanza di sentimenti democratici del leader cinese, le proteste per l’atteggiamento di Mosca che ha represso le manifestazioni contro il presidente Putin ed il ritiro del sostegno militare all’Arabia Saudita nella guerra contro i ribelli yemeniti. Si tratta, evidentemente, di un programma politico, che andrà a riguardare i rapporti politici, militari ed economici, che gli americani intenderanno intraprendere con gli stati illiberali e le loro strategie internazionali: un approccio completamente differente da quello precedente, del quale, tuttavia, dovrà conservare alcune finalità, come il rapporto con Pechino. Biden ha assicurato di non volere alcun tipo di conflitto con la Cina, ma una distensione dei rapporti, già difficili, lasciati da Trump, appare impossibile, proprio per l’impostazione di fondo che la nuova politica estera americana si è data. Se la discriminante del rispetto dei diritti umani diventa fondamentale sarà impossibile un rapporto sereno con la Cina, per cui diventeranno inevitabili le ricadute sui rispettivi interessi geopolitici, come il presidio delle vie del mare del pacifico, la tutela degli stati minacciati da Pechino ed i rapporti commerciali tra le due parti, tutte potenziali ragioni che potrebbero portare ad uno stato di guerra fredda. Di fronte a questo pericolo potenziale sarà importante valutare la risposta degli alleati, soprattutto quelli europei, che hanno un maggiore peso politico: una occasione per l’Unione Europea di essere effettivamente la rappresentante del rispetto dei diritti e di interpretare questo ruolo con maggiore coraggio, soprattutto di fronte alle violazioni più gravi, prendendo iniziative diplomatiche forti, anche attraverso sanzioni economiche severe, sapendo che da ora l’appoggio americano non mancherà, se non altro per reciproci interessi.
United States Returns to UN Human Rights Council: Biden Political Statement
Estados Unidos regresa al Consejo de Derechos Humanos de la ONU: Declaración política de Biden
La nueva administración norteamericana continúa su programa de interrupción respecto a la política de su antecesor, con el objetivo de devolver a Estados Unidos a la dialéctica global de las relaciones internacionales, con un papel central. Abandonar el aislamiento que Trump impuso a su propia nación se ha convertido en el primer y más urgente objetivo de la política diplomática del nuevo presidente. En este contexto, se sitúa el regreso de Washington al Comité de Derechos Humanos de la ONU, que había sido abandonado por ser acusado de una política persecutoria contra Israel; En realidad, si bien esta motivación estuvo en la base de la decisión, la percepción fue que la administración de la Casa Blanca en ese momento, también había aprovechado la oportunidad para no entrar en conflicto con estados a los que se había acercado y que practicaban la violación. de los derechos humanos de una manera cada vez más evidente. Según el nuevo presidente de Estados Unidos, la importancia de la acción del comité es ser un canal preferencial para conocer la violación de los derechos humanos en cualquier parte del mundo. Al respecto, el secretario de Estado de Estados Unidos afirmó que la falta de liderazgo estadounidense dentro del comité ha creado un vacío de poder, que ha sido beneficioso para los países autoritarios. Para el nuevo presidente estadounidense es fundamental que Estados Unidos haga que la defensa de la democracia, los derechos humanos y la igualdad se destaque como central en su actividad internacional y la actividad de los organismos multilaterales, como el organismo responsable de Naciones Unidas, será fundamental. este fin, también por la acción común con los aliados estadounidenses. En estas intenciones hay un programa claro que debe relanzar una estrecha colaboración con los aliados tradicionales, especialmente los de Europa, pero no solo, que han sido descuidados y alejados de una política aislacionista y miope, como la de Trump. La recuperación del valor de la alianza con Europa parece central, especialmente a nivel emocional e ideal, sobre el relanzamiento de la centralidad de los temas de democracia y el respeto de los derechos a nivel global es una prioridad tanto desde el punto de vista político y desde una programática, porque también constituye un vínculo de mayor calibre a contrastar con la cercanía que se ha creado entre el viejo continente con China, y en parte, también con Rusia, determinada precisamente como reacción a la destitución deseada por Triunfo. Contar con el apoyo de la Unión Europea y de los británicos en estos temas representa una especie de regreso del bloque atlántico para contrarrestar el expansionismo chino y el activismo ruso, que son las emergencias más inmediatas a afrontar. La novedad de reconocer la importancia de un organismo como el Consejo de Derechos Humanos de Naciones Unidas no es inesperada, pero sigue representando una fuerte señal que el nuevo presidente estadounidense quiso dar junto a las muy claras declaraciones sobre la absoluta falta de sentimientos demócratas de el líder chino, las protestas por la actitud de Moscú que ha reprimido las manifestaciones contra el presidente Putin y la retirada del apoyo militar a Arabia Saudí en la guerra contra los rebeldes yemeníes. Es obviamente un programa político, que se referirá a las relaciones políticas, militares y económicas, que los estadounidenses pretenden emprender con los estados antiliberales y sus estrategias internacionales: un enfoque completamente diferente al anterior, del cual, sin embargo, tendrá para conservar algunos propósitos, como la relación con Beijing. Biden ha asegurado que no quiere ningún tipo de conflicto con China, pero parece imposible una relajación de las ya difíciles relaciones dejadas por Trump, precisamente por el planteamiento básico que ha adoptado la nueva política exterior estadounidense. Si la discriminación del respeto a los derechos humanos se vuelve fundamental, una relación serena con China será imposible, por lo que las repercusiones en los respectivos intereses geopolíticos serán inevitables, como la protección de las rutas marítimas del Pacífico, la protección de los estados amenazados por Beijing y relaciones comerciales entre las dos partes, todas las posibles razones que podrían conducir a un estado de guerra fría. Ante este potencial peligro, será importante evaluar la respuesta de los aliados, especialmente los europeos, que tienen mayor peso político: una oportunidad para que la Unión Europea sea efectivamente la representante del respeto de los derechos y de desempeñar este papel con mayor coraje, especialmente frente a las violaciones más graves, tomando fuertes iniciativas diplomáticas, incluso a través de severas sanciones económicas, sabiendo que a partir de ahora no faltará el apoyo norteamericano, aunque solo sea por intereses mutuos.