Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

martedì 23 marzo 2021

العقوبات العادلة ضد الصين والسلوك الدبلوماسي غير المتسق للاتحاد الأوروبي

 أدى القمع الشرس للديانة الإسلامية الصينية الناطقة باللغة التركية ، وهي مجموعة عرقية ذات أغلبية في منطقة شينجيانغ الصينية ، إلى فرض عقوبات من قبل الاتحاد الأوروبي ؛ تستهدف العقوبات أربعة مواطنين ومسؤولين في جمهورية الصين الشعبية لانتهاكات مطولة لحقوق الإنسان ارتُكبت من خلال الترحيل الجماعي والاعتقالات التعسفية والمعاملة المهينة بحق مواطنين صينيين من أصل إيغور. إن سياسة الاستيعاب التي تتبعها الحكومة الصينية ، مع عدم احترام الحقوق الإنسانية ، لهذا الجزء من السكان قائمة منذ بعض الوقت ، لكن العقوبات الأوروبية قادمة الآن فقط وتتميز بأنها الأولى منذ مذابح تيانانمين في عام 1998. خلال هذه الفترة ، قامت الصين بدور الشريك الاستراتيجي في الاقتصاد الأوروبي ، وكان من الأفضل عدم مناقضته. في الواقع ، فإن العقوبات الأخيرة الصادرة هي في أي حال رمزية أكثر من كونها فعالة ، نظرًا لأنها أثرت على أربعة مواطنين صينيين فقط وليس الصين ككيان وطني ؛ ومع ذلك ، فمن الواضح أن الرسالة الموجهة لبكين كانت انتقادًا شديدًا لسيادتها: إهانة لا يمكن تصورها للحكومة الصينية ، التي تعتبر شؤونها الداخلية مسألة مصونة. كان رد الصين الرسمي بمثابة رد انتقامي غير متناسب ، يهدف إلى استهداف المؤسسات الأوروبية بشكل مباشر ، وفرض عقوبات على عشرة أشخاص ، من بينهم برلمانيون ومسؤولون من بروكسل. لطالما طبق الاتحاد الأوروبي ما طبقه بالفعل على روسيا ودول أخرى من أجل القمع الذي أدى إلى انتهاكات حقوق الإنسان. انضمت الولايات المتحدة والمملكة المتحدة إلى العمل الأوروبي ، اللذان لم يرغبتا في تفويت الفرصة لإظهار بكين التماسك الغربي المتجدد ، وخاصة بالنسبة لواشنطن ، فمن الضروري أن تظهر نفسها على خط المواجهة ضد ما تعتبره أكبر خصم منهجي لـ هذه المرحلة التاريخية لأسباب اقتصادية وجيواستراتيجية. تسبب الضغط الغربي في تقارب أكبر بين الصين وروسيا ، حيث أصبحت موسكو الآن في حالة تابعة لبكين ، في حين أنه لا يمكن إلا أن نلاحظ أن النشاط الصيني قد اجتذب أعداء الولايات المتحدة إلى منطقة نفوذ شخصية. بما في ذلك إيران الأخرى وكوريا الشمالية التي تربطها بها علاقات تجارية رغم العقوبات الأمريكية والأوروبية. فيما يتعلق بالعقوبات الأوروبية ، من الضروري إجراء بعض التأملات ، نظرًا لأن قرار بروكسل صحيح بالمعنى المطلق ، سيكون من الضروري التحقق من كيفية تطور هذا الوضع من التوتر الدبلوماسي ، أي إذا كان ، أي ، سيتطور. كما أن لها تداعيات على عدد كبير جدًا من العلاقات التجارية بين الطرفين والتي تناسب أوروبا ، دون غيرها ، ولكنها أكثر ولأسباب مختلفة ، بما في ذلك ليس فقط الاقتصادية ، تناسب الصين أكثر. يمكن أن يؤدي الوضع الذي نشأ في المجال الغربي ، وقبل كل شيء ، مع التغيير في البيت الأبيض ، إلى تخفيف العلاقات ، من جانب بروكسل ، مع الصين ، وبالتالي السماح بقدر أكبر من الاستقلال الذاتي والاقتصادي والإنتاجي لصالح أوروبا. إذا كنت تريد أن تسلك طريق حماية حقوق الإنسان ، حتى خارج أراضيك ، فقم بتقليل العلاقات التجارية مع الصين وطريقة وجودها ، أي أن تنأى بنفسك عنها بطريقة مهمة وليست رمزية فقط ، يبدو أنه طريق إلزامي. . إذا كانت النوايا وكذلك السلوكيات الأوروبية فيما يتعلق بحماية الحقوق تبدو ضرورية ومقبولة ، فإن التقارب مع تركيا يبدو أقل وضوحًا ، والذي له بالتأكيد أسباب مفيدة لا يمكن للمرء إلا أن يصدر حكمًا سلبيًا عليها بشدة. إن تمويل أنقرة لإبقاء اللاجئين متجهين إلى أوروبا على أراضيها يمكن أن يكون سببًا عمليًا ولكنه يتناقض مع الرغبة في الدفاع عن حقوق الإنسان: وهو تناقض واضح جدًا لعدم النظر إلى العقوبات الصينية بعيون مختلفة ؛ علاوة على ذلك ، للاقتراب من نظام يذبح الأكراد ، والذي يجب أن يكون لأوروبا ، وكذلك الغرب بأسره ، فقط مشاعر الامتنان وبالتالي بالحماية والذي يتجه نحو التنصل من معاهدة اسطنبول ضد العنف الأنثوي ، يبدو تناقضًا. حتى دون الرغبة في تنصيب أنفسهم كمدافعين عن حقوق الإنسان. التصور هو أن مؤسسة أوروبية ذات موقف متذبذب ، وغير قادرة على الحفاظ على خط مستقيم ، وهو سلوك يتوافق مع أهدافها: وفقًا لذلك ، يجب أن تحصل تركيا على نفس المعاملة مثل الصين وستظل قليلة (علاوة على ذلك ، إن العقوبات المفروضة على الصين ، كما قيل بالفعل ، ليست أكثر من مجرد عقوبات رمزية). الأمل هو ألا نواجه خيبة أمل ، والتي يمكن أن يكون لها بالنسبة للموضوع عواقب على ثقة المواطنين ، والتي لا يمكن استردادها.

mercoledì 17 marzo 2021

Londra aumenterà il suo arsenale nucleare

 Fin dal suo arrivo al potere Boris Johnson ha avuto l’intenzione di effettuare una revisione della sicurezza del Regno Unito di fronte ai mutamenti della scena politica internazionale ed alle nuove minacce che derivano dalla variazione degli interessi geostrategici che sono seguiti ai diversi assetti di potere, causati soprattutto dalla globalizzazione. Su questa intenzione ha influito l’uscita dall’Unione Europea, che ha richiesto un nuovo disegno della strategia di difesa da parte di Londra. Nonostante la pandemia abbia rallentato questo processo le minacce principali che il governo inglese valuta come più pericolose restano la Russia e la Cina, ed entrambe sono potenze nucleari. Questa considerazione è alla base della nuova volontà inglese di cambiare la sua politica di non proliferazione nucleare e di andare verso un rafforzamento dell’arsenale atomico. Pur restando all’interno dell’Alleanza Atlantica, come uno dei principali membri, l’uscita da Bruxelles, obbliga Londra ad agire come uno dei principali paesi con una strategia di difesa non coordinata ad altre organizzazioni sovranazionali, ma basata sulla propria indipendenza e singolarità. Ciò non vuole dire che Londra non intenda collaborare con gli alleati occidentali, ma che, in prima battuta, in caso di minacce, voglia disporre di una autonomia decisionale e di disponibilità di armi tale da rispondere anche da sola ad attacchi potenziali. La previsione è quella di aumentare le proprie testate nucleari da 180 a 260, per incrementare anche una deterrenza preventiva, che ricorda la strategia della guerra fredda, qui, però, applicata oltre la logica bipolare. Londra si impegna a non utilizzare le armi atomiche contro quegli stati che hanno firmato nel 1968 il Trattato di non proliferazione nucleare, tuttavia questo impegno potrà essere rivisto in caso di minacce nei suoi confronti da parte di paesi con arsenali contenenti analoghe armi atomiche, chimiche, biologiche o comunque di capacità comparabile derivanti dal progresso tecnologico futuro. Il Regno Unito individua come principali minacce Cina e Russia, però verso Pechino l’atteggiamento di Londra pare più cauto: anche se la Repubblica Popolare è vista come una sfida di sistema ai valori e principi britannici, le relazioni commerciali tra le due parti devono continuare fino a che la reciproca collaborazione potrà essere compatibile con gli interessi inglesi e ciò non deve precludere a sfide comuni come quella contro il cambiamento climatico. Peggiori si configurano le relazioni con Mosca, con la quale il terreno di scontro è stato sull’attività dei servizi segreti russi sul suolo inglese, più volte implicati in violazioni, omicidi ed attentati, secondo Londra. Su questo versante l’aumento dell’arsenale nucleare non sembra essere uno strumento diretto a scongiurare la volontà russa di operare con i suoi metodi discutibili, tuttavia è innegabile una valenza di deterrenza ì, anche simbolica, che Londra vuole assumere per avvertire i propri rivali. Se la volontà di effettuare una proliferazione nucleare è sempre una cattiva notizia, anche per gli USA, Washington non può, però, non apprezzare la volontà espressa da Londra di una maggiore collaborazione e cooperazione, soprattutto dopo la sostituzione del presidente Trump, una personalità che ha spesso causato scontri con i primi ministri inglesi, con Biden, ritenuto un interlocutore più affidabile. La decisione di aumentare l’arsenale nucleare ha prodotto pesanti critiche nel Regno Unito, perché interrompe una lunga serie di primi ministri, sia conservatori, che laburisti, che si sono impegnati nella riduzione degli ordigni atomici. Un’ultima considerazione è ancora necessaria: che una personalità controversa e spesso imprevedibile come Boris Johnson abbia a disposizione un arsenale nucleare ancora più grande, non è una buona notizia per gli assetti mondiali ed i loro equilibri; infine la credibilità di uno dei membri del trattato sul nucleare iraniano, che aumenta la sua potenza atomica assume un significato molto equivoco: se Teheran dicesse che vuole la bomba atomica a scopo di deterrenza contro quelle che ritiene minacce, cosa potrebbe controbattere Londra?

London will increase its nuclear arsenal

 Since his arrival in power Boris Johnson has had the intention of carrying out a review of the security of the United Kingdom in the face of changes in the international political scene and the new threats deriving from the variation of geostrategic interests that have followed the different structures of power mainly caused by globalization. This intention was influenced by the exit from the European Union, which required a new design of the defense strategy by London. Although the pandemic has slowed this process, the main threats that the British government assesses as the most dangerous remain Russia and China, and both are nuclear powers. This consideration is the basis of the new British will to change its nuclear non-proliferation policy and to move towards a strengthening of the atomic arsenal. While remaining within the Atlantic Alliance, as one of the main members, the exit from Brussels forces London to act as one of the main countries with a defense strategy not coordinated with other supranational organizations, but based on its own independence and singularity . This does not mean that London does not intend to collaborate with its Western allies, but that, in the first instance, in the event of threats, it wants to have decision-making autonomy and the availability of weapons capable of responding even alone to potential attacks. The forecast is to increase its nuclear warheads from 180 to 260, to also increase a preventive deterrence, which recalls the strategy of the cold war, here, however, applied beyond the bipolar logic. London undertakes not to use atomic weapons against those states that signed the Nuclear Non-Proliferation Treaty in 1968, however this commitment may be revised in the event of threats against it from countries with arsenals containing similar atomic, chemical, or nuclear weapons. biological or in any case of comparable capacity deriving from future technological progress. The United Kingdom identifies China and Russia as the main threats, but London's attitude towards Beijing seems more cautious: even if the People's Republic is seen as a systemic challenge to British values ​​and principles, commercial relations between the two parties must continue. as long as mutual cooperation can be compatible with British interests and this should not preclude common challenges such as that against climate change. Relations with Moscow are worse, with which the battleground has been on the activity of Russian secret services on English soil, repeatedly implicated in violations, murders and attacks, according to London. On this front, the increase in the nuclear arsenal does not seem to be an instrument aimed at averting the Russian desire to operate with its questionable methods, however the value of deterrence, even symbolic, that London wants to take to warn its rivals is undeniable. . If the desire to carry out nuclear proliferation is always bad news, even for the US, Washington cannot fail to appreciate the desire expressed by London for greater collaboration and cooperation, especially after the replacement of President Trump, a personality who it has often caused clashes with the British prime ministers, with Biden, considered a more reliable interlocutor. The decision to increase the nuclear arsenal has produced heavy criticism in the UK, because it disrupts a long line of prime ministers, both Conservative and Labor, who have committed themselves to reducing nuclear weapons. One last consideration is still necessary: ​​that a controversial and often unpredictable personality like Boris Johnson has an even larger nuclear arsenal at his disposal, is not good news for the world order and their balance; finally, the credibility of one of the members of the Iranian nuclear treaty, which increases its atomic power, takes on a very equivocal meaning: if Tehran said it wants the atomic bomb as a deterrent against what it considers threats, what could London stand up to?

Londres aumentará su arsenal nuclear

 Desde su llegada al poder Boris Johnson ha tenido la intención de realizar una revisión de la seguridad del Reino Unido ante los cambios en el escenario político internacional y las nuevas amenazas derivadas de la variación de intereses geoestratégicos que han seguido los distintos estructuras de poder, causadas principalmente por la globalización. Esta intención estuvo influida por la salida de la Unión Europea, que requirió un nuevo diseño de la estrategia de defensa por parte de Londres. Aunque la pandemia ha ralentizado este proceso, las principales amenazas que el gobierno británico evalúa como las más peligrosas siguen siendo Rusia y China, y ambas son potencias nucleares. Esta consideración es la base de la nueva voluntad británica de cambiar su política de no proliferación nuclear y avanzar hacia un fortalecimiento del arsenal atómico. Manteniéndose dentro de la Alianza Atlántica, como uno de los principales miembros, la salida de Bruselas obliga a Londres a actuar como uno de los principales países con una estrategia de defensa no coordinada con otras organizaciones supranacionales, sino basada en su propia independencia y singularidad. Esto no significa que Londres no pretenda colaborar con sus aliados occidentales, sino que, en primera instancia, en caso de amenazas, quiere tener autonomía para la toma de decisiones y la disponibilidad de armas capaces de responder incluso solo a posibles amenazas. ataques. La previsión es aumentar sus ojivas nucleares de 180 a 260, para aumentar también una disuasión preventiva, que recuerda la estrategia de la guerra fría, aquí, sin embargo, aplicada más allá de la lógica bipolar. Londres se compromete a no utilizar armas atómicas contra aquellos estados que firmaron el Tratado de No Proliferación Nuclear en 1968, sin embargo este compromiso puede ser revisado en caso de amenazas de países con arsenales que contengan armas atómicas, químicas o nucleares similares. en cualquier caso de capacidad comparable derivada de futuros avances tecnológicos. El Reino Unido identifica a China y Rusia como las principales amenazas, pero la actitud de Londres hacia Pekín parece más cautelosa: incluso si la República Popular se considera un desafío sistémico a los valores y principios británicos, las relaciones comerciales entre las dos partes deben continuar. siempre que la colaboración mutua pueda ser compatible con los intereses británicos y esto no debería excluir desafíos comunes como el del cambio climático. Las relaciones con Moscú son peores, con lo que el campo de batalla ha estado en la actividad de los servicios secretos rusos en suelo inglés, repetidamente implicados en violaciones, asesinatos y atentados, según Londres. En este frente, el aumento del arsenal nuclear no parece ser un instrumento destinado a desviar el deseo ruso de operar con sus cuestionables métodos, sin embargo hay un valor de disuasión innegable, incluso simbólico, que Londres quiere asumir para advertir. sus rivales. Si el deseo de llevar a cabo la proliferación nuclear es siempre una mala noticia, incluso para los EE. UU., Washington no puede, sin embargo, no apreciar el deseo expresado por Londres de una mayor colaboración y cooperación, especialmente después del reemplazo del presidente Trump, una personalidad que a menudo ha provocó enfrentamientos con los primeros ministros británicos, con Biden, considerado un interlocutor más fiable. La decisión de aumentar el arsenal nuclear ha generado fuertes críticas en el Reino Unido, porque trastorna una larga lista de primeros ministros, tanto conservadores como laboristas, que se han comprometido a reducir las armas nucleares. Aún es necesaria una última consideración: que una personalidad controvertida ya menudo impredecible como Boris Johnson tenga un arsenal nuclear aún mayor a su disposición, no es una buena noticia para el orden mundial y su equilibrio; Finalmente, la credibilidad de uno de los miembros del tratado nuclear iraní, que aumenta su poder atómico, adquiere un significado muy ambiguo: si Teherán dijera que quiere la bomba atómica como disuasivo contra lo que considera amenazas, ¿qué podría plantarle Londres? ¿a?

London wird sein nukleares Arsenal erweitern

 Seit seiner Machtübernahme hatte Boris Johnson die Absicht, eine Überprüfung der Sicherheit des Vereinigten Königreichs angesichts der Veränderungen in der internationalen politischen Szene und der neuen Bedrohungen durchzuführen, die sich aus der Variation der geostrategischen Interessen ergeben, die den verschiedenen folgen Machtstrukturen, die hauptsächlich durch die Globalisierung verursacht werden. Diese Absicht wurde durch den Austritt aus der Europäischen Union beeinflusst, der eine neue Gestaltung der Verteidigungsstrategie durch London erforderte. Obwohl die Pandemie diesen Prozess verlangsamt hat, bleiben die Hauptbedrohungen, die die britische Regierung als die gefährlichsten einstuft, Russland und China, und beide sind Atommächte. Diese Überlegung ist die Grundlage des neuen britischen Willens, seine Politik der Nichtverbreitung von Atomwaffen zu ändern und auf eine Stärkung des Atomarsenals hinzuarbeiten. Während der Austritt aus Brüssel innerhalb des Atlantischen Bündnisses als eines der Hauptmitglieder verbleibt, zwingt er London, als eines der Hauptländer mit einer Verteidigungsstrategie zu agieren, die nicht mit anderen supranationalen Organisationen koordiniert ist, sondern auf seiner eigenen Unabhängigkeit und Einzigartigkeit beruht. Dies bedeutet nicht, dass London nicht beabsichtigt, mit seinen westlichen Verbündeten zusammenzuarbeiten, sondern dass es in erster Linie im Falle von Bedrohungen Entscheidungsautonomie und die Verfügbarkeit von Waffen wünscht, die in der Lage sind, auch allein auf potenzielle Probleme zu reagieren Anschläge. Die Prognose lautet, die nuklearen Sprengköpfe von 180 auf 260 zu erhöhen und gleichzeitig eine vorbeugende Abschreckung zu verstärken, die an die Strategie des Kalten Krieges erinnert, die hier jedoch über die bipolare Logik hinaus angewendet wird. London verpflichtet sich, keine Atomwaffen gegen die Staaten einzusetzen, die 1968 den Atomwaffensperrvertrag unterzeichnet haben. Diese Verpflichtung kann jedoch im Falle einer Bedrohung durch Länder mit Arsenalen, die ähnliche Atom-, chemische oder Atomwaffen enthalten, geändert werden. Biologische oder in jedem Fall mit vergleichbarer Kapazität, die sich aus dem künftigen technologischen Fortschritt ergibt. Das Vereinigte Königreich identifiziert China und Russland als die Hauptbedrohungen, aber Londons Haltung gegenüber Peking scheint vorsichtiger zu sein: Auch wenn die Volksrepublik als systemische Herausforderung für die britischen Werte und Prinzipien angesehen wird, müssen die Handelsbeziehungen zwischen den beiden Parteien fortgesetzt werden Solange die gegenseitige Zusammenarbeit mit den britischen Interessen vereinbar sein kann und dies gemeinsame Herausforderungen wie die gegen den Klimawandel nicht ausschließen sollte. Die Beziehungen zu Moskau sind schlechter, und das Schlachtfeld war laut London auf die Aktivitäten der russischen Geheimdienste auf englischem Boden ausgerichtet, die wiederholt in Verstöße, Morde und Angriffe verwickelt waren. In dieser Hinsicht scheint die Zunahme des nuklearen Arsenals kein Instrument zu sein, um den russischen Wunsch abzuwenden, mit seinen fragwürdigen Methoden zu operieren. Es gibt jedoch einen unbestreitbaren Wert der Abschreckung, selbst einen symbolischen, den London nutzen möchte, um ihn zu warnen Rivalen. Wenn der Wunsch nach einer Verbreitung von Atomwaffen auch für die USA immer eine schlechte Nachricht ist, kann Washington den Wunsch Londons nach mehr Zusammenarbeit und Kooperation, insbesondere nach der Ersetzung von Präsident Trump, einer Persönlichkeit, die es häufig zu Zusammenstößen geführt hat, nicht übersehen mit den britischen Premierministern, mit Biden, als zuverlässigerer Gesprächspartner. Die Entscheidung, das Atomarsenal zu erweitern, hat in Großbritannien heftige Kritik hervorgerufen, da sie eine lange Reihe von konservativen und Labour-Premierministern stört, die sich verpflichtet haben, Atomwaffen zu reduzieren. Eine letzte Überlegung ist noch notwendig: Dass eine kontroverse und oft unvorhersehbare Persönlichkeit wie Boris Johnson über ein noch größeres nukleares Arsenal verfügt, ist keine gute Nachricht für die Weltordnung und ihr Gleichgewicht; Schließlich hat die Glaubwürdigkeit eines Mitglieds des iranischen Atomvertrags, der seine Atomkraft erhöht, eine sehr zweideutige Bedeutung: Wenn Teheran sagte, es wolle die Atombombe als Abschreckung gegen das, was es als Bedrohung ansieht, was könnte London aufstehen zu?

Londres augmentera son arsenal nucléaire

 Depuis son arrivée au pouvoir, Boris Johnson a eu l'intention de procéder à une revue de la sécurité du Royaume-Uni face aux changements de la scène politique internationale et aux nouvelles menaces découlant de la variation des intérêts géostratégiques qui ont suivi les différents structures de pouvoir, principalement causées par la mondialisation. Cette intention a été influencée par la sortie de l'Union européenne, qui a nécessité une nouvelle conception de la stratégie de défense de Londres. Bien que la pandémie ait ralenti ce processus, les principales menaces que le gouvernement britannique considère comme les plus dangereuses restent la Russie et la Chine, qui sont toutes deux des puissances nucléaires. Cette réflexion est à la base de la nouvelle volonté britannique de changer sa politique de non-prolifération nucléaire et d'aller vers un renforcement de l'arsenal atomique. Tout en restant au sein de l'Alliance atlantique, en tant que l'un des principaux membres, la sortie de Bruxelles oblige Londres à agir comme l'un des principaux pays avec une stratégie de défense non coordonnée avec d'autres organisations supranationales, mais basée sur sa propre indépendance et sa singularité. Cela ne veut pas dire que Londres n'a pas l'intention de collaborer avec ses alliés occidentaux, mais que, dans un premier temps, en cas de menaces, elle souhaite avoir une autonomie décisionnelle et la disponibilité d'armes capables de répondre même seule au potentiel. attaques. La prévision est d'augmenter ses ogives nucléaires de 180 à 260, pour augmenter également une dissuasion préventive, qui rappelle la stratégie de la guerre froide, ici cependant appliquée au-delà de la logique bipolaire. Londres s'engage à ne pas utiliser d'armes atomiques contre les États qui ont signé le Traité de non-prolifération nucléaire en 1968, mais cet engagement peut être révisé en cas de menaces contre elle de la part de pays dotés d'arsenaux contenant des armes atomiques, chimiques ou nucléaires similaires. dans tous les cas de capacités comparables découlant des progrès technologiques futurs. Le Royaume-Uni identifie la Chine et la Russie comme les principales menaces, mais l'attitude de Londres à l'égard de Pékin semble plus prudente: même si la République populaire est perçue comme un défi systémique aux valeurs et principes britanniques, les relations commerciales entre les deux parties doivent se poursuivre. tant que la collaboration mutuelle peut être compatible avec les intérêts britanniques et que cela ne doit pas exclure des défis communs tels que celui de la lutte contre le changement climatique. Les relations avec Moscou sont pires, avec lesquelles le champ de bataille a été sur l'activité des services secrets russes sur le sol anglais, impliqués à plusieurs reprises dans des violations, des meurtres et des attaques, selon Londres. Sur ce front, l'augmentation de l'arsenal nucléaire ne semble pas être un instrument visant à éviter la volonté russe d'opérer avec ses méthodes discutables, mais il y a une valeur indéniable de dissuasion, même symbolique, que Londres veut rivaux. Si la volonté de mener à bien la prolifération nucléaire est toujours une mauvaise nouvelle, même pour les États-Unis, Washington ne peut manquer d'apprécier la volonté exprimée par Londres de plus de collaboration et de coopération, notamment après le remplacement du président Trump, personnalité à qui il a souvent provoqué des affrontements. avec les premiers ministres britanniques, avec Biden, considéré comme un interlocuteur plus fiable. La décision d'augmenter l'arsenal nucléaire a suscité de vives critiques au Royaume-Uni, car elle perturbe une longue lignée de Premiers ministres, conservateurs et travaillistes, qui se sont engagés à réduire les armes nucléaires. Une dernière considération est encore nécessaire: qu'une personnalité controversée et souvent imprévisible comme Boris Johnson dispose d'un arsenal nucléaire encore plus grand, n'est pas une bonne nouvelle pour l'ordre mondial et son équilibre; enfin, la crédibilité de l'un des membres du traité nucléaire iranien, qui augmente sa puissance atomique, prend un sens très équivoque: si Téhéran disait vouloir la bombe atomique comme moyen de dissuasion contre ce qu'il considère comme des menaces, que pourrait Londres à?

Londres vai aumentar seu arsenal nuclear

 Desde a sua chegada ao poder, Boris Johnson teve a intenção de fazer uma revisão da segurança do Reino Unido face às mudanças no cenário político internacional e às novas ameaças decorrentes da variação de interesses geoestratégicos que se seguiram aos diferentes estruturas de poder, causadas principalmente pela globalização. Essa intenção foi influenciada pela saída da União Europeia, que exigiu um novo desenho da estratégia de defesa de Londres. Embora a pandemia tenha retardado esse processo, as principais ameaças que o governo britânico avalia como as mais perigosas continuam a ser a Rússia e a China, e ambas são potências nucleares. Essa consideração é a base da nova vontade britânica de mudar sua política de não proliferação nuclear e avançar para o fortalecimento do arsenal atômico. Embora permanecendo na Aliança Atlântica, como um dos principais membros, a saída de Bruxelas obriga Londres a agir como um dos principais países com uma estratégia de defesa não coordenada com outras organizações supranacionais, mas baseada na sua própria independência e singularidade. Isso não significa que Londres não pretenda colaborar com seus aliados ocidentais, mas que, em primeira instância, em caso de ameaças, quer ter autonomia de decisão e disponibilidade de armas capazes de responder, mesmo sozinha, a potenciais ataques. A previsão é aumentar suas ogivas nucleares de 180 para 260, para aumentar também a dissuasão preventiva, que lembra a estratégia da guerra fria, aqui, porém, aplicada além da lógica bipolar. Londres se compromete a não usar armas atômicas contra os estados que assinaram o Tratado de Não-Proliferação Nuclear em 1968, porém este compromisso pode ser revisto em caso de ameaças de países com arsenais contendo armas atômicas, químicas ou nucleares semelhantes. Biológicas ou em qualquer caso de capacidade comparável decorrente de progresso tecnológico futuro. O Reino Unido identifica China e Rússia como as principais ameaças, mas a atitude de Londres em relação a Pequim parece mais cautelosa: mesmo que a República Popular seja vista como um desafio sistêmico aos valores e princípios britânicos, as relações comerciais entre as duas partes devem continuar. contanto que a colaboração mútua possa ser compatível com os interesses britânicos e isso não deve impedir desafios comuns como o das mudanças climáticas. As relações com Moscou estão piores, com o que o campo de batalha tem sido a atividade dos serviços secretos russos em solo inglês, repetidamente implicados em violações, assassinatos e ataques, segundo Londres. Nesta frente, o aumento do arsenal nuclear não parece ser um instrumento destinado a afastar a vontade russa de operar com os seus métodos questionáveis, mas há um valor inegável de dissuasão, mesmo simbólico, que Londres quer assumir para alertar seus rivais. Se o desejo de levar a cabo a proliferação nuclear é sempre uma má notícia, mesmo para os EUA, Washington não pode, no entanto, deixar de apreciar o desejo expresso por Londres de maior colaboração e cooperação, especialmente após a substituição do Presidente Trump, personalidade que tem frequentemente causou confrontos com os primeiros-ministros britânicos, com Biden, considerado um interlocutor mais confiável. A decisão de aumentar o arsenal nuclear gerou fortes críticas no Reino Unido, porque interrompe uma longa linha de primeiros-ministros, tanto conservadores quanto trabalhistas, que se comprometeram a reduzir as armas nucleares. Uma última consideração ainda é necessária: que uma personalidade controversa e muitas vezes imprevisível como Boris Johnson tem um arsenal nuclear ainda maior à sua disposição, não é uma boa notícia para a ordem mundial e seu equilíbrio; por fim, a credibilidade de um dos integrantes do tratado nuclear iraniano, que aumenta seu poder atômico, adquire um significado muito equívoco: se Teerã disse que quer a bomba atômica como dissuasor do que considera uma ameaça, o que Londres poderia resistir para?