تتعلق قمة المناخ غير العادية بشكل مباشر بحوالي 40 من قادة العالم ، ولكن في قلب المشهد الرئيس الجديد للولايات المتحدة ، الذي يعود للحديث بشكل ملموس عن المشاكل البيئية للكوكب ، بعد موقف الإنكار من سلفه. أراد بايدن أن يقر هذا الاجتماع على وجه التحديد عودة الولايات المتحدة في اتفاقية عام 2015 ، وهي حقيقة تتزامن مع النقطة المركزية في برنامجه السياسي ، والتي تنص على مكافحة الاحتباس الحراري وتطبيق نموذج التنمية المستدام ؛ يمثل هذا الاتجاه إشارة واضحة لكل من الجماهير الدولية والمحلية لتحقيق هدف خفض الانبعاثات إلى النصف بحلول عام 2030. ويجب أن نتذكر أن الولايات المتحدة تحتل المرتبة الثانية بين أكبر ملوثات العالم ، وتسبقها فقط الصين ، التي تشارك أيضًا في القمة مع نهج يميل إلى السعي إلى اتفاق واسع قدر الإمكان ، كما صرح الرئيس الصيني ، الذي يرى أنه من واجب الإنسانية معالجة تغير المناخ ، لكنه يحذر من أن هذا لا يمكن أن يشكل ذريعة للمواجهة الجيوسياسية. يبدو أن هذا الاعتبار للسلطة الصينية العليا يشكل حقيقة ذات مغزى مزدوج: فمن ناحية ، هناك نوع من التحذير للولايات المتحدة بأن الصين منفتحة على حوار مشترك ، والذي لا يمكن أن يتأثر بالتزامات غير متوازنة على حساب الدولة الصينية لمعاقبة صناعاتها ، وفي الوقت نفسه ، يجب أن تكون مكافحة تغير المناخ مساحة لا يجب أن تدخل فيها المطالب الجيوسياسية. إن حقيقة أن القوتين العالميتين الرئيسيتين هما أيضًا الدولتان الملوثتان الرئيسيتان تفضل اتباع نهج لاتفاق متبادل للتعاون ، والذي يمكن ، من بين أمور أخرى ، تفضيل خطة مساعدة للبلدان النامية نحو التحول ، استخدام الطاقات المتجددة. لكن هذه الاعتبارات ، التي تبدو إيجابية ، لا تأخذ في الاعتبار أن النموذجين الإنتاجيين لواشنطن وبكين يتعارضان بشدة مع الهياكل الاقتصادية وتشكيل النسيج الاجتماعي لكل منهما: تؤثر هذه الاختلافات على الاستراتيجيات التي اتخذها البلدان ، المساهمة في إزالة إمكانية الاتفاق ، والتي ، مع ذلك ، أصبحت ضرورية بشكل متزايد. النقطة الأساسية والمميزة هي ما إذا كانت قضية المناخ يمكن أن تصبح فرصة جديدة للحوار ، مع تداعيات واضحة أيضا على استقرار العالم. ومع ذلك ، من الواضح أن الانخفاض في الانبعاثات يمر بالضرورة من رؤية جديدة تمامًا لمنظمة الإنتاج تتطلب تخطيطًا طويل الأجل مقارنة بتلك المستخدمة حتى الآن بشكل متكرر ، بناءً على المدى القصير للحصول على نتائج فورية. يجب أن تأخذ عملية إعادة التنظيم هذه ، الافتراضية للغاية في الوقت الحالي ، في الاعتبار بطريقة عملية موقف الإدارة العامة للبلد ، وسياسات العمل وخطة البنية التحتية ، وكلها مشروطة بالإرادة لتنفيذ الاستثمارات والبرامج المالية ، والتي يجب أن تكون بالضرورة ، مصمم سياسيا. من المفهوم أن الدول ذات النظام الديمقراطي لن تكون قادرة على اتخاذ قرارات تتزامن مع دول ذات نظام ديكتاتوري ، ومع ذلك فإن الصلة التي حددتها العولمة تفرض خيارات غير متضاربة بشأن القضايا ذات الاهتمام المشترك. للوصول إلى حلول وسط فعالة ، فإن الطريقة الوحيدة هي الدبلوماسية ، ويفضل أن تقوم بها أطراف ثالثة ، مثل أوروبا ، والتي يمكن أن يكون لها أخيرًا دور حاسم في المجال الدولي. الوضع الحالي يتطلب قرارات سريعة ، بالنظر إلى أن مستوى انبعاثات ثاني أكسيد الكربون المتوقع في عام 2021 يجب أن يصل إلى ثاني كمية يتم إصدارها على الإطلاق ، بعد ما كان عليه قبل عشر سنوات ، خلال الأزمة المالية ؛ ثم كما هو الحال الآن ، مع انتشار الوباء ، فإن أسرع نظام مصمم لإعادة تشغيل الاقتصاد هو تحفيز النمو من خلال استخدام الوقود الأحفوري: كما ترون ، خيار قصير المدى يبدو في تناقض حاد مع الحاجة إلى إيجاد حلول طويلة الأمد قادرة على التوفيق بين التنمية الاقتصادية وحماية البيئة. وبالتالي ، فإن الحاجة إلى عكس الاتجاه ليست قابلة للتأجيل وسيتعين على جميع الموضوعات الدولية معرفة كيفية إيجاد حلول للوساطة ولكن على أي حال التنفيذ السريع.
Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
venerdì 23 aprile 2021
martedì 20 aprile 2021
La necessità della ripresa dei rapporti diplomatici tra Arabia Saudita ed Iran
L’esigenza della ripresa di rapporti ufficiali tra Teheran e Riyad non riguardano direttamente soltanto Iran ed Arabia Saudita, ma sono essenziali per l’Iraq e lo Yemen come Stati più prossimi ed investiti dalla rivalità tra i due paesi ma anche la stabilità regionale e l’impegno statunitense nell’area per favorire la pace nell’area e le sue ripercussioni a livello mondiale. Le relazioni tra Arabia Saudita ed Iran sono state interrotte formalmente da cinque anni, ma ciò è stato soltanto il culmine di una rivalità di lungo periodo, dovuta a motivi religiosi, nell’ambito del difficile rapporto tra sunniti e sciiti, che hanno avuto conseguenze, peraltro inevitabili, sul piano politico e geostrategico. L’attuale presidenza americana ha rappresentato una inversione di tendenza rispetto a quella precedente, fortemente sbilanciata a favore dei sauditi: Biden preferisce un atteggiamento, in pratica, più equidistante, anche se ufficialmente deve essere più vicino a Riyad. In ogni caso il mutato atteggiamento della Casa Bianca, soprattutto circa l’accordo per il nucleare iraniano, ha determinato per l’Arabia Saudita la necessità di una relazione con l’Iran regolata da normali rapporti internazionali. Del resto, anche se molto caute, le dichiarazioni provenienti da ambienti diplomatici sauditi, hanno sottolineato l’importanza della predisposizione della Repubblica islamica iraniana a dialogare con il Regno saudita per mantenere la pace trai due paesi e la stabilità della regione. Riyad sembra rendersi conto che se l’accordo sul nucleare iraniano ritorna ad essere in vigore, l’Arabia Saudita, già privata del rapporto privilegiato con Trump, non può più snobbare l’importanza dei rapporti diplomatici con Teheran. Certamente il rapporto diplomatico sarà tutto da costruire e nel migliore dei casi, potrà essere una sorta di tregua tra due nemici, che hanno una visione opposta del rispettivo ruolo regionale, tuttavia entrambi i paesi sono consci che un rapporto bilaterale ben definito all’interno della consuetudine del diritto internazionale, rappresenta il punto di partenza essenziale per una convivenza pacifica, che diventa sempre più irrinunciabile; questo nonostante esistano in entrambi i paesi forze che lavorano per un esito negativo, con lo scopo di rafforzare i settori più tradizionalisti, in politica estera, dei due paesi. Oltre i rapporti bilaterali che riguardano strettamente i due stati, la ripresa ufficiale dei contatti potrà e dovrà avere conseguenze, si spera positive, su paesi terzi come Yemen e Iraq. Lo stato yemenita è attraversato da un conflitto che è in corso dal 2015 e che ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie; le milizie dei ribelli sono di religione sciita e, quindi, ideologicamente vicini a Teheran, nonostante non dispongano di un armamento avanzato, l’esercito saudita, pur avvantaggiato da un equipaggiamento più evoluto, non è riuscito ad arrivare alla vittoria: questa situazione, collocata nel dualismo tra sauditi ed iraniani, è stata vissuta internamente, ma non pubblicamente, a Riyad come una sorta di sconfitta proprio nei confronti dell’Iran, seppure in modo indiretto; per questa ragione l’Arabia Saudita ha bisogno di uscire da questo conflitto senza compromettere la propria posizione internazionale e un negoziato per riallacciare i rapporti con il paese iraniano, potrebbe contenere anche temi relativi a questi aspetti. Anche l’Iraq rappresenta un punto centrale nel rapporto trai due stati, la nazione irakena è composta da sunniti, che sono in maggioranza e sono legati a Riyad e da sciiti, minoranza al potere vicina a Teheran. La differenza religiosa ha prodotto contrasti profondi che si sono duplicati nei rapporti politici; l’Iraq ha attraversato periodi molto complicati dopo la caduta di Saddam Hussein e l’avanzata dello Stato islamico e cerca di raggiungere un complicato equilibrio per affrontare un processo di pace interna, che necessita di essere patrocinato da Arabia Saudita ed Iran in condizioni di accordo reciproco, oltre che degli Stati Uniti. Come si vede la necessità della ripresa di un rapporto diplomatico tra i due principali paesi islamici risulta essere essenziale per gli equilibri che vanno aldilà dello specifico rapporto bilaterale, ma investe gli assetti regionali; in questo quadro l’ostacolo principale potrebbe ancora essere la ripresa dell’accordo sul nucleare iraniano, tuttavia un arresto dei processi di arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, dovrebbe risultare conveniente anche per Riyad, a questo scopo il ruolo di USA , Europa, Cina e Russia potrà essere decisivo solo se queste potenze vorranno guardare all’interesse complessivo piuttosto che a quello funzionale a singoli interessi di parte: un accordo tra Iran ed Arabia Saudita è senz’altro una occasione da sfruttare per tutto il mondo.
The need for the resumption of diplomatic relations between Saudi Arabia and Iran
The need for the resumption of official relations between Tehran and Riyadh does not directly concern Iran and Saudi Arabia only, but are essential for Iraq and Yemen as the closest states affected by the rivalry between the two countries but also regional stability and the US commitment in the area to promote peace in the area and its worldwide repercussions. Relations between Saudi Arabia and Iran have been formally severed for five years, but this was only the culmination of a long-term rivalry, due to religious reasons, in the context of the difficult relationship between Sunnis and Shiites, which has had consequences. moreover inevitable, on the political and geostrategic level. The current American presidency represented a reversal of the trend compared to the previous one, strongly skewed in favor of the Saudis: Biden prefers an attitude, in practice, more equidistant, even if officially it must be closer to Riyadh. In any case, the changed attitude of the White House, especially regarding the Iranian nuclear deal, has determined for Saudi Arabia the need for a relationship with Iran regulated by normal international relations. Moreover, although very cautious, the statements coming from Saudi diplomatic circles underlined the importance of the predisposition of the Islamic Republic of Iran to dialogue with the Saudi Kingdom in order to maintain peace between the two countries and the stability of the region. Riyadh seems to realize that if the Iranian nuclear deal returns to be in force, Saudi Arabia, already deprived of its privileged relationship with Trump, can no longer ignore the importance of diplomatic relations with Tehran. Certainly the diplomatic relationship will have to be built up and in the best of cases, it could be a sort of truce between two enemies, who have an opposite vision of their respective regional role, however both countries are aware that a well-defined bilateral relationship within the custom of international law, it represents the essential starting point for a peaceful coexistence, which becomes more and more indispensable; this despite the fact that there are forces in both countries that are working for a negative outcome, with the aim of strengthening the more traditionalist sectors, in foreign policy, of the two countries. Beyond the bilateral relations that strictly concern the two states, the official resumption of contacts can and must have consequences, hopefully positive, on third countries such as Yemen and Iraq. The Yemeni state is experiencing a conflict which has been ongoing since 2015 and which has caused one of the most serious humanitarian crises; the rebel militias are of Shiite religion and, therefore, ideologically close to Tehran, despite not having advanced armament, the Saudi army, while benefiting from more advanced equipment, was unable to achieve victory: this situation, placed in the dualism between Saudis and Iranians, it was experienced internally, but not publicly, in Riyadh as a sort of defeat against Iran, albeit indirectly; for this reason Saudi Arabia needs to get out of this conflict without compromising its international position and a negotiation to re-establish relations with the Iranian country could also contain issues relating to these aspects. Iraq also represents a central point in the relationship between the two states, the Iraqi nation is made up of Sunnis, who are in the majority and are linked to Riyadh and Shiites, a minority in power close to Tehran. Religious difference has produced profound contrasts which have duplicated themselves in political relations; Iraq has gone through very complicated periods after the fall of Saddam Hussein and the advance of the Islamic State and tries to reach a complicated balance to face an internal peace process, which needs to be sponsored by Saudi Arabia and Iran under conditions of agreement reciprocal, as well as the United States. As can be seen, the need for the resumption of a diplomatic relationship between the two main Islamic countries is essential for the balance that goes beyond the specific bilateral relationship, but affects regional structures; in this context, the main obstacle could still be the resumption of the Iranian nuclear agreement, however, a stop of the uranium enrichment processes by Tehran should also be convenient for Riyadh, for this purpose the role of the USA, Europe , China and Russia can only be decisive if these powers want to look at the overall interest rather than the one functional to single party interests: an agreement between Iran and Saudi Arabia is certainly an opportunity to be exploited for the whole world.
La necesidad de reanudar las relaciones diplomáticas entre Arabia Saudita e Irán
La necesidad de reanudar las relaciones oficiales entre Teherán y Riad no concierne directamente a Irán y Arabia Saudita únicamente, sino que es fundamental para Irak y Yemen como los estados más cercanos afectados por la rivalidad entre los dos países, pero también la estabilidad regional y el compromiso de Estados Unidos en el área para promover la paz en el área y su repercusión mundial. Las relaciones entre Arabia Saudita e Irán se han terminado formalmente durante cinco años, pero esto fue solo la culminación de una rivalidad a largo plazo, por razones religiosas, en el contexto de la difícil relación entre sunitas y chiítas, que además ha tenido consecuencias. , son inevitables a nivel político y geoestratégico. La actual presidencia estadounidense representó un cambio de tendencia respecto a la anterior, fuertemente sesgada a favor de los saudíes: Biden prefiere una actitud, en la práctica, más equidistante, aunque oficialmente debe estar más cerca de Riad. En cualquier caso, el cambio de actitud de la Casa Blanca, especialmente con respecto al acuerdo nuclear iraní, ha determinado para Arabia Saudita la necesidad de una relación con Irán regulada por las relaciones internacionales normales. Además, aunque muy cautelosos, las declaraciones provenientes de los círculos diplomáticos saudíes subrayaron la importancia de la predisposición de la República Islámica de Irán a dialogar con el Reino saudí para mantener la paz entre los dos países y la estabilidad de la región. Riad parece darse cuenta de que si el acuerdo nuclear iraní vuelve a estar en vigor, Arabia Saudita, ya privada de su relación privilegiada con Trump, ya no puede ignorar la importancia de las relaciones diplomáticas con Teherán. Ciertamente habrá que construir la relación diplomática y en el mejor de los casos podría ser una especie de tregua entre dos enemigos, que tienen una visión opuesta de su respectivo rol regional, sin embargo ambos países son conscientes de que una relación bilateral bien definida. relación dentro de la costumbre del derecho internacional, representa el punto de partida esencial para una convivencia pacífica, que se vuelve cada vez más indispensable; esto a pesar de que existen fuerzas en ambos países que están trabajando por un resultado negativo, con el objetivo de fortalecer los sectores más tradicionalistas, en política exterior, de los dos países. Más allá de las relaciones bilaterales que conciernen estrictamente a los dos Estados, la reanudación oficial de los contactos puede y debe tener consecuencias, ojalá positivas, en terceros países como Yemen e Irak. El estado yemení vive un conflicto que se prolonga desde 2015 y que ha provocado una de las crisis humanitarias más graves; las milicias rebeldes son de religión chií y, por tanto, ideológicamente cercanas a Teherán, a pesar de no contar con armamento avanzado, el ejército saudí, si bien se benefició de equipos más avanzados, no pudo lograr la victoria: esta situación, colocada en el dualismo entre saudíes e iraníes , se experimentó internamente, pero no públicamente, en Riad como una especie de derrota contra Irán, aunque indirectamente; por ello Arabia Saudita necesita salir de este conflicto sin comprometer su posición internacional y una negociación para restablecer las relaciones con el país iraní también podría contener cuestiones relativas a estos aspectos. Irak también representa un punto central en la relación entre los dos estados, la nación iraquí está formada por sunitas, que son mayoría y están vinculados a Riad y chiítas, una minoría en el poder cercana a Teherán. La diferencia religiosa ha producido profundos contrastes que se han duplicado en las relaciones políticas; Irak ha atravesado periodos muy complicados tras la caída de Saddam Hussein y el avance del Estado Islámico y trata de alcanzar un complicado equilibrio para afrontar un proceso de paz interno, que necesita ser auspiciado por Arabia Saudí e Irán en condiciones de acuerdo recíproco. así como los Estados Unidos. Como puede verse, la necesidad de reanudar una relación diplomática entre los dos principales países islámicos es fundamental para el equilibrio que va más allá de la relación bilateral específica, pero que afecta a las estructuras regionales; En este contexto, el principal obstáculo aún podría ser la reanudación del acuerdo nuclear iraní, sin embargo, la interrupción de los procesos de enriquecimiento de uranio por parte de Teherán también debería ser conveniente para Riad, por lo que el papel de EE. UU., Europa, China y Rusia puede ser conveniente. Solo será decisivo si estas potencias quieren mirar el interés general en lugar del único funcional a los intereses de un solo partido: un acuerdo entre Irán y Arabia Saudita es sin duda una oportunidad para ser explotada para todo el mundo.
Die Notwendigkeit der Wiederaufnahme der diplomatischen Beziehungen zwischen Saudi-Arabien und dem Iran
Die Notwendigkeit der Wiederaufnahme der offiziellen Beziehungen zwischen Teheran und Riad betrifft nicht nur den Iran und Saudi-Arabien direkt, sondern ist für den Irak und den Jemen als die am stärksten von der Rivalität zwischen den beiden Ländern betroffenen Staaten von entscheidender Bedeutung, aber auch für die regionale Stabilität und das Engagement der USA in das Gebiet zur Förderung des Friedens in der Region und seine weltweiten Auswirkungen. Die Beziehungen zwischen Saudi-Arabien und dem Iran wurden seit fünf Jahren offiziell beendet. Dies war jedoch nur der Höhepunkt einer langfristigen Rivalität aus religiösen Gründen im Kontext der schwierigen Beziehung zwischen Sunniten und Schiiten, die Konsequenzen hatte Sie sind auf politischer und geostrategischer Ebene unvermeidlich. Die derzeitige amerikanische Präsidentschaft stellte eine Umkehrung des Trends im Vergleich zur vorherigen dar, die stark zugunsten der Saudis verzerrt war: Biden bevorzugt eine Haltung, die in der Praxis äquidistanter ist, auch wenn sie offiziell näher an Riad liegen muss. Auf jeden Fall hat die veränderte Haltung des Weißen Hauses, insbesondere in Bezug auf das iranische Atomabkommen, für Saudi-Arabien die Notwendigkeit einer Beziehung zum Iran bestimmt, die durch normale internationale Beziehungen geregelt wird. Obwohl sehr vorsichtig, unterstrichen die Erklärungen aus saudischen diplomatischen Kreisen die Bedeutung der Veranlagung der Islamischen Republik Iran zum Dialog mit dem saudischen Königreich, um den Frieden zwischen den beiden Ländern und die Stabilität der Region aufrechtzuerhalten. Riad scheint zu erkennen, dass Saudi-Arabien, das bereits seiner privilegierten Beziehung zu Trump beraubt ist, die Bedeutung der diplomatischen Beziehungen zu Teheran nicht länger ignorieren kann, wenn das iranische Atomabkommen wieder in Kraft tritt. Sicherlich müssen die diplomatischen Beziehungen aufgebaut werden, und im besten Fall könnte es sich um eine Art Waffenstillstand zwischen zwei Feinden handeln, die eine entgegengesetzte Vision ihrer jeweiligen regionalen Rolle haben. Beide Länder sind sich jedoch bewusst, dass ein klar definiertes bilaterales Verhältnis besteht Beziehung innerhalb der Gewohnheit des Völkerrechts, es stellt den wesentlichen Ausgangspunkt für ein friedliches Zusammenleben dar, das immer unverzichtbarer wird; Dies trotz der Tatsache, dass es in beiden Ländern Kräfte gibt, die auf ein negatives Ergebnis hinarbeiten, um die eher traditionalistischen außenpolitischen Sektoren der beiden Länder zu stärken. Über die bilateralen Beziehungen hinaus, die ausschließlich die beiden Staaten betreffen, kann und muss die offizielle Wiederaufnahme der Kontakte hoffentlich positive Folgen für Drittländer wie den Jemen und den Irak haben. Der jemenitische Staat befindet sich in einem Konflikt, der seit 2015 andauert und eine der schwersten humanitären Krisen verursacht hat. Die Rebellenmilizen sind schiitischer Religion und daher der Teheran ideologisch nahe. Trotz fehlender Bewaffnung konnte die saudische Armee, obwohl sie von fortschrittlicherer Ausrüstung profitierte, keinen Sieg erringen. Diese Situation war im Dualismus zwischen Saudis und Iranern verankert Es wurde intern, aber nicht öffentlich, in Riad als eine Art Niederlage gegen den Iran erlebt, wenn auch indirekt. Aus diesem Grund muss Saudi-Arabien aus diesem Konflikt herauskommen, ohne seine internationale Position zu beeinträchtigen, und eine Verhandlung zur Wiederherstellung der Beziehungen zum iranischen Land könnte auch Fragen im Zusammenhang mit diesen Aspekten enthalten. Der Irak stellt auch einen zentralen Punkt in der Beziehung zwischen den beiden Staaten dar. Die irakische Nation besteht aus Sunniten, die in der Mehrheit sind und mit Riad und Schiiten verbunden sind, einer Minderheit an der Macht in der Nähe von Teheran. Religiöse Unterschiede haben zu tiefgreifenden Kontrasten geführt, die sich in den politischen Beziehungen verdoppelt haben. Der Irak hat nach dem Fall von Saddam Hussein und dem Vormarsch des Islamischen Staates sehr komplizierte Zeiten durchgemacht und versucht, ein kompliziertes Gleichgewicht zu erreichen, um einem internen Friedensprozess zu begegnen, der von Saudi-Arabien und dem Iran unter Bedingungen gegenseitiger Einigung gefördert werden muss. sowie die Vereinigten Staaten. Wie zu sehen ist, ist die Notwendigkeit der Wiederaufnahme einer diplomatischen Beziehung zwischen den beiden wichtigsten islamischen Ländern für das Gleichgewicht von wesentlicher Bedeutung, das über die spezifischen bilateralen Beziehungen hinausgeht, sich jedoch auf die regionalen Strukturen auswirkt. In diesem Zusammenhang könnte das Haupthindernis immer noch die Wiederaufnahme des iranischen Atomabkommens sein. Ein Stopp der Urananreicherungsprozesse durch Teheran sollte jedoch auch für Riad günstig sein, zu diesem Zweck kann die Rolle der USA, Europas, Chinas und Russlands Seien Sie nur dann entscheidend, wenn diese Mächte eher das Gesamtinteresse als dasjenige betrachten wollen, das für die Interessen einzelner Parteien von Bedeutung ist: Ein Abkommen zwischen dem Iran und Saudi-Arabien ist sicherlich eine Gelegenheit, für die ganze Welt genutzt zu werden.
La nécessité de la reprise des relations diplomatiques entre l'Arabie saoudite et l'Iran
La nécessité de la reprise des relations officielles entre Téhéran et Riyad ne concerne pas directement l'Iran et l'Arabie saoudite uniquement, mais est essentielle pour l'Irak et le Yémen en tant qu'États les plus proches touchés par la rivalité entre les deux pays mais aussi la stabilité régionale et l'engagement américain en la région pour promouvoir la paix dans la région et ses répercussions dans le monde entier. Les relations entre l'Arabie saoudite et l'Iran ont été formellement interrompues depuis cinq ans, mais ce n'était que l'aboutissement d'une rivalité de longue date, pour des raisons religieuses, dans le contexte de la relation difficile entre sunnites et chiites, qui a eu des conséquences. , ils sont inévitables au niveau politique et géostratégique. L'actuelle présidence américaine a représenté un renversement de tendance par rapport à la précédente, fortement biaisée en faveur des Saoudiens: Biden préfère une attitude, en pratique, plus équidistante, même si officiellement elle doit être plus proche de Riyad. Dans tous les cas, le changement d'attitude de la Maison Blanche, en particulier concernant l'accord nucléaire iranien, a déterminé pour l'Arabie saoudite la nécessité d'une relation avec l'Iran régie par des relations internationales normales. Par ailleurs, bien que très prudentes, les déclarations des milieux diplomatiques saoudiens ont souligné l'importance de la prédisposition de la République islamique d'Iran à dialoguer avec le Royaume saoudien afin de maintenir la paix entre les deux pays et la stabilité de la région. Riyad semble se rendre compte que si l'accord nucléaire iranien revient en vigueur, l'Arabie saoudite, déjà privée de sa relation privilégiée avec Trump, ne peut plus ignorer l'importance des relations diplomatiques avec Téhéran. Certes, la relation diplomatique devra être construite et dans le meilleur des cas, il pourrait s'agir d'une sorte de trêve entre deux ennemis, qui ont une vision opposée de leur rôle régional respectif, mais les deux pays sont conscients qu'une relation bilatérale bien définie relation dans la coutume du droit international, il représente le point de départ essentiel d'une coexistence pacifique, qui devient de plus en plus indispensable; ceci malgré le fait qu'il existe des forces dans les deux pays qui travaillent pour un résultat négatif, dans le but de renforcer les secteurs plus traditionalistes, en politique étrangère, des deux pays. Au-delà des relations bilatérales qui concernent strictement les deux Etats, la reprise officielle des contacts peut et doit avoir des conséquences, espérons-le positives, sur des pays tiers comme le Yémen et l'Irak. L'Etat yéménite connaît un conflit qui dure depuis 2015 et qui a provoqué l'une des crises humanitaires les plus graves; les milices rebelles sont de religion chiite et, par conséquent, idéologiquement proches de Téhéran, bien que n'ayant pas d'armement avancé, l'armée saoudienne, tout en bénéficiant d'un équipement plus avancé, n'a pas pu remporter la victoire: cette situation, placée dans le dualisme entre Saoudiens et Iraniens , elle a été vécue en interne, mais pas publiquement, à Riyad comme une sorte de défaite contre l'Iran, bien qu'indirectement; pour cette raison, l'Arabie saoudite doit sortir de ce conflit sans compromettre sa position internationale et une négociation pour rétablir les relations avec le pays iranien pourrait également contenir des questions relatives à ces aspects. L'Irak représente également un point central dans les relations entre les deux États, la nation irakienne est composée de sunnites, qui sont majoritaires et sont liés à Riyad et aux chiites, une minorité au pouvoir proche de Téhéran. La différence religieuse a produit des contrastes profonds qui se sont dupliqués dans les relations politiques; L'Irak a traversé des périodes très compliquées après la chute de Saddam Hussein et l'avancée de l'État islamique et tente de parvenir à un équilibre compliqué pour faire face à un processus de paix interne, qui doit être parrainé par l'Arabie saoudite et l'Iran dans des conditions d'accord réciproques, ainsi qu'aux États-Unis. Comme on peut le voir, la nécessité de la reprise d'une relation diplomatique entre les deux principaux pays islamiques est essentielle pour l'équilibre qui va au-delà de la relation bilatérale spécifique, mais affecte les structures régionales; dans ce contexte, le principal obstacle pourrait encore être la reprise de l'accord nucléaire iranien, mais l'arrêt des processus d'enrichissement d'uranium par Téhéran devrait également convenir à Riyad, à cet effet le rôle des USA, de l'Europe, de la Chine et de la Russie peut être décisif seulement si ces puissances veulent se pencher sur l’intérêt général plutôt que sur l’intérêt d’un parti unique: un accord entre l’Iran et l’Arabie saoudite est certainement une opportunité à exploiter pour le monde entier.
A necessidade de retomada das relações diplomáticas entre Arábia Saudita e Irã
A necessidade da retomada das relações oficiais entre Teerã e Riade não diz respeito diretamente apenas ao Irã e à Arábia Saudita, mas são essenciais para o Iraque e o Iêmen como os estados mais próximos afetados pela rivalidade entre os dois países, mas também a estabilidade regional e o compromisso dos EUA no a área para promover a paz na área e sua repercussão mundial. As relações entre a Arábia Saudita e o Irã foram encerradas formalmente por cinco anos, mas isso foi apenas o culminar de uma rivalidade de longa data, por motivos religiosos, no contexto da difícil relação entre sunitas e xiitas, que teve consequências. , são inevitáveis a nível político e geoestratégico. A atual presidência americana representou uma reversão da tendência em relação à anterior, fortemente enviesada em favor dos sauditas: Biden prefere uma atitude, na prática, mais equidistante, ainda que oficialmente deva ser mais perto de Riad. De qualquer forma, a mudança de atitude da Casa Branca, especialmente em relação ao acordo nuclear iraniano, determinou para a Arábia Saudita a necessidade de um relacionamento com o Irã regulado por relações internacionais normais. Além disso, embora muito cautelosas, as declarações dos meios diplomáticos sauditas sublinharam a importância da predisposição da República Islâmica do Irão ao diálogo com o Reino Saudita para manter a paz entre os dois países e a estabilidade da região. Riade parece perceber que, se o acordo nuclear iraniano voltar a vigorar, a Arábia Saudita, já privada de sua relação privilegiada com Trump, não pode mais ignorar a importância das relações diplomáticas com Teerã. Certamente a relação diplomática terá de ser construída e, no melhor dos casos, poderá ser uma espécie de trégua entre dois inimigos, que têm uma visão oposta do seu respectivo papel regional, mas ambos os países estão cientes de que uma relação bilateral bem definida relação dentro dos costumes do direito internacional, representa o ponto de partida essencial para uma convivência pacífica, que se torna cada vez mais indispensável; isso apesar de haver forças em ambos os países que trabalham por um desfecho negativo, com o objetivo de fortalecer os setores mais tradicionalistas, na política externa, dos dois países. Para além das relações bilaterais que dizem respeito estritamente aos dois Estados, a retoma oficial dos contactos pode e deve ter consequências, se bem que positivas, em terceiros países como o Iémen e o Iraque. O estado iemenita vive um conflito que está em curso desde 2015 e que causou uma das crises humanitárias mais graves; as milícias rebeldes são de religião xiita e, portanto, ideologicamente próximas de Teerã, apesar de não ter armamento avançado, o exército saudita, embora se beneficiasse de equipamentos mais avançados, não conseguiu alcançar a vitória: situação essa, situada no dualismo entre sauditas e iranianos , foi experimentado internamente, mas não publicamente, em Riade como uma espécie de derrota contra o Irã, embora indiretamente; por isso a Arábia Saudita precisa sair deste conflito sem comprometer sua posição internacional e uma negociação para restabelecer as relações com o país iraniano também poderia conter questões relacionadas a esses aspectos. O Iraque também representa um ponto central na relação entre os dois Estados, a nação iraquiana é formada por sunitas, que são maioria e estão ligados a Riad e xiitas, minoria no poder perto de Teerã. A diferença religiosa produziu contrastes profundos que se duplicaram nas relações políticas; O Iraque passou por períodos muito complicados após a queda de Saddam Hussein e o avanço do Estado Islâmico e tenta alcançar um complicado equilíbrio para enfrentar um processo de paz interno, que precisa ser patrocinado pela Arábia Saudita e pelo Irã em condições de acordo recíproco, bem como nos Estados Unidos. Como se pode ver, a necessidade de retomada da relação diplomática entre os dois principais países islâmicos é fundamental para o equilíbrio que vai além da relação bilateral específica, mas afeta as estruturas regionais; nesse contexto, o principal obstáculo ainda pode ser a retomada do acordo nuclear iraniano, porém a suspensão dos processos de enriquecimento de urânio por Teerã também deve ser conveniente para Riad, para esse fim o papel dos EUA, Europa, China e Rússia pode só ser decisivo se essas potências quiserem olhar para o interesse geral e não para aquele funcional aos interesses de um único partido: um acordo entre o Irã e a Arábia Saudita é certamente uma oportunidade a ser explorada por todo o mundo.