Alla fine i peggiori presagi si sono verificati: Putin ha mantenuto la sua condotta, basata su bugie e menzogne ed ha attaccato militarmente il paese ucraino, potendo contare su di una reazione occidentale, che definire timida è usare una espressione di cautela. Tutti le minacce di ritorsioni si sono rivelate ben poca cosa di fronte alla determinazione del Cremlino, che ha alzato ancora di più il livello delle minacce proprio contro le democrazie occidentali. Le condanne dei leader occidentali sono state parole di circostanza ed hanno rassicurato la Russia con la rassicurazione che alcun soldato occidentale opererà sul suolo ucraino, abbandonando, di fatto, Kiev al suo destino. Si tratta della logica conclusione dell’impegno americano sul fronte europeo, già ridotto a partire da Obama, una scelta legittima, ma che danneggia i principali alleati degli Stati Uniti, forse sul breve ma sicuramente nel medio periodo ed inficia la stessa leadership americana, non solo politica ma anche economica. La Russia ha agito in questa maniera perché non vuole l’Alleanza Atlantica sui suoi confini, ma conquistando l’Ucraina i confini si spostano fino alla Polonia ed ai paesi baltici, dove la presenza militare occidentale è ormai radicata. Il Cremlino sopporterà questa presenza o non la tollererà, come, peraltro Putin ha fatto capire più volte? Difendere materialmente l’Ucraina con una presenza preventiva dell’Alleanza Atlantica, dopo averla accolta al suo interno, poteva essere una azione di dissuasione, che poteva permettere negoziati in grado di trovare una convergenza, anche se basata probabilmente su di una sorta di equilibrio del terrore. Al contrario si è voluto scegliere la strada della cautela, che ha sconfinato nella pavidità e nella tutela degli interessi commerciali dell’Europa, che non ha mai voluto impegnarsi in una difesa attiva di sé stessa. Gli Stati Uniti, dopo l’errore enorme dell’Afghanistan, ripetono lo sbaglio di lasciare il campo ad avversari più agguerriti e determinati, scegliendo un disimpegno i cui effetti negativi si vedranno del tutto sul lungo periodo. Biden cancella tutte le impressioni positive che lo accompagnavano alla sua elezione e ripete, sebbene nei comportamenti in maniera più discreta, tutti gli insuccessi in politica estera del suo predecessore e passerà alla storia come uno dei peggiori presidenti americani, proprio al pari di Trump. Questo andamento viene da lontano ed è cominciato fin da Obama, ma un punto così basso, costituito dalla somma del caso afghano con quello ucraino, non era mai stato toccato dalla prima superpotenza mondiale. Il comportamento americano ha lasciato impreparata l’Europa e ciò non doveva accadere, ancora senza una politica estera ed una difesa comune, divisa al suo interno da stati non consoni di essere stati inclusi dentro l’Unione e divisa da interessi commerciali contrastanti tra i suoi membri; tra l’altro uno degli obiettivi collaterali di Putin, perseguiti con la guerra ucraina è proprio quello di aumentare le divisioni europee e contribuire alla creazione immediata di nuovi problemi tra gli stati membri, il primo dei quali sarà alimentato dal flusso crescente dei profughi provenienti dall’Ucraina. La Gran Bretagna, se possibile si è comportata ancora peggio, il premier inglese sembrava che volesse procedere a sanzioni oltremodo pesanti contro la Russia, ma poi ha deciso per una serie di misure che non colpiscono gli oligarchi presenti sul suo territorio perché portatori di ingente liquidità nell’economica britannica. Ora Putin ha ottenuto una vittoria prima di tutto politica, mettendo in mostra l’inconsistenza dell’Occidente, che potrebbe autorizzarlo verso obiettivi più elevati dell’Ucraina e non per niente il timore nelle repubbliche Baltiche ed in Polonia si è alzato di molto: le sanzioni elaborate colpiscono solo il 70% dell’economia russa e non la sua potenza militare e le minacce contro eventuali interventi al fianco di Kiev, sembra che hanno avuto gli effetti desiderati dal Cremlino ed hanno evidenziato come il problema è certamente prima di tutto geopolitico ma immediatamente dopo investe i valori democratici, la sovranità degli stati, l’autodeterminazione dei popoli ed il rispetto del diritto internazionale, base minima di convivenza tra le nazioni. L’impegno per questi valori deve essere diretto e la loro difesa deve riguardare tutti gli stati che si fondano su di essi, per non incorrere loro stessi nella perdita di queste prerogative. Il contrario significherebbe tornare nella dittatura e nella negazione della democrazia, come sta accadendo all’Ucraina.
Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
venerdì 25 febbraio 2022
Putin favored by the inconsistency of the West
In the end, the worst omens occurred: Putin maintained his conduct, based on lies and lies and militarily attacked the Ukrainian country, relying on a Western reaction, which to define timid is to use an expression of caution. All the threats of retaliation have turned out to be very little in the face of the determination of the Kremlin, which has raised the level of threats even more against Western democracies. The condemnations of Western leaders were words of circumstance and reassured Russia with the reassurance that no Western soldier will operate on Ukrainian soil, effectively abandoning Kiev to his fate. This is the logical conclusion of the American commitment on the European front, already reduced since Obama, a legitimate choice, but one that damages the main allies of the United States, perhaps in the short but certainly in the medium term and undermines the American leadership itself, not only political but also economic. Russia has acted in this way because it does not want the Atlantic Alliance on its borders, but by conquering Ukraine the borders move as far as Poland and the Baltic countries, where the Western military presence is now rooted. Will the Kremlin tolerate this presence or will it not tolerate it, as Putin has made it clear several times? Physically defending Ukraine with a preventive presence of the Atlantic Alliance, after having welcomed it within it, could have been a deterrent action, which could have allowed negotiations capable of finding a convergence, even if probably based on a sort of balance of the terror. On the contrary, we wanted to choose the path of caution, which bordered on the timidity and protection of the commercial interests of Europe, which never wanted to engage in an active defense of itself. The United States, after the enormous mistake of Afghanistan, is repeating the mistake of leaving the field to more aggressive and determined opponents, choosing a disengagement whose negative effects will be seen entirely in the long term. Biden erases all the positive impressions that accompanied him to his election and repeats, albeit in a more discreet manner, all the failures in foreign policy of his predecessor and will go down in history as one of the worst American presidents, just like Trump. This trend comes from afar and began with Obama, but such a low point, consisting of the sum of the Afghan case with the Ukrainian one, had never been touched by the first world superpower. American behavior has left Europe unprepared and this should not have happened, still without a foreign policy and a common defense, divided internally by states not consonant with having been included within the Union and divided by conflicting commercial interests among its members; among other things, one of Putin's collateral objectives pursued with the Ukrainian war is precisely that of increasing European divisions and contributing to the immediate creation of new problems among member states, the first of which will be fueled by the growing flow of refugees from 'Ukraine. Great Britain, if possible, has behaved even worse, the British premier seemed to want to proceed with extremely heavy sanctions against Russia, but then he decided on a series of measures that do not affect the oligarchs present on his territory because they carry huge liquidity in the British economy. Now Putin has achieved a victory above all political, showing the inconsistency of the West, which could authorize him towards higher goals than Ukraine and not for nothing the fear in the Baltic republics and in Poland has risen a lot: the elaborate sanctions affect only 70% of the Russian economy and not its military power and threats against possible interventions on the side of Kiev, it seems that they have had the desired effects by the Kremlin and have highlighted how the problem is certainly first of all geopolitical but immediately thereafter it invests democratic values, the sovereignty of states, the self-determination of peoples and respect for international law, the minimum basis for coexistence between nations. The commitment to these values must be direct and their defense must concern all the states that are based on them, in order not to incur the loss of these prerogatives themselves. The opposite would mean returning to dictatorship and the denial of democracy, as is happening in Ukraine.
Putin favorecido por la incoherencia de Occidente
Al final, se produjeron los peores presagios: Putin mantuvo su conducta, basada en mentiras y mentiras y atacó militarmente al país ucraniano, apoyándose en una reacción occidental, que definir tímida es usar una expresión de cautela. Todas las amenazas de represalias han resultado ser poquísimas ante la determinación del Kremlin, que ha elevado aún más el nivel de las amenazas contra las democracias occidentales. Las condenas de los líderes occidentales fueron palabras de circunstancia y tranquilizaron a Rusia con la garantía de que ningún soldado occidental operará en suelo ucraniano, abandonando efectivamente a Kiev a su suerte. Esta es la conclusión lógica del compromiso estadounidense en el frente europeo, ya reducido desde Obama, una elección legítima, pero que daña a los principales aliados de Estados Unidos, quizás a corto pero ciertamente a medio plazo y socava el liderazgo estadounidense. mismo, no sólo político sino también económico. Rusia ha actuado de esta manera porque no quiere a la Alianza Atlántica en sus fronteras, pero al conquistar Ucrania las fronteras se desplazan hasta Polonia y los países bálticos, donde ahora está arraigada la presencia militar occidental. ¿Tolerará el Kremlin esta presencia o no la tolerará, como ha dejado claro Putin en varias ocasiones? Defender físicamente a Ucrania con una presencia preventiva de la Alianza Atlántica, después de haberla acogido en su seno, podría haber sido una acción disuasoria, que hubiera permitido negociaciones capaces de encontrar una convergencia, aunque probablemente basadas en una suerte de equilibrio del terror. Por el contrario, hemos querido elegir el camino de la cautela, que roza la timidez y la protección de los intereses comerciales de Europa, que nunca ha querido dedicarse a una defensa activa de sí misma. Estados Unidos, tras el enorme error de Afganistán, repite el error de dejar el campo a adversarios más agresivos y decididos, optando por una retirada cuyos efectos negativos se verán totalmente a largo plazo. Biden borra todas las impresiones positivas que lo acompañaron a su elección y repite, aunque de manera más discreta, todos los fracasos en política exterior de su antecesor y pasará a la historia como uno de los peores presidentes estadounidenses, al igual que Trump. Esta tendencia viene de lejos y empezó con Obama, pero ese punto bajo, consistente en la suma del caso afgano con el ucraniano, nunca había sido tocado por la primera superpotencia mundial. El comportamiento americano ha dejado a Europa desprevenida y esto no debería haber ocurrido, aún sin una política exterior y una defensa común, dividida internamente por estados no cónsonos con haber sido incluidos dentro de la Unión y dividida por intereses comerciales contrapuestos entre sus miembros; entre otras cosas, uno de los objetivos colaterales que Putin persigue con la guerra de Ucrania es precisamente el de aumentar las divisiones europeas y contribuir a la creación inmediata de nuevos problemas entre los estados miembros, el primero de los cuales se verá alimentado por el creciente flujo de refugiados de 'Ucrania . Gran Bretaña, si cabe, se ha comportado aún peor, el primer ministro británico parecía querer proceder con durísimas sanciones contra Rusia, pero luego se decidió por una serie de medidas que no afectan a los oligarcas presentes en su territorio porque conllevan una enorme liquidez. en la economía británica. Ahora Putin ha conseguido una victoria sobre todo política, mostrando la incoherencia de Occidente, que podría autorizarle hacia objetivos superiores a Ucrania y no en vano ha subido mucho el miedo en las repúblicas bálticas y en Polonia: las elaboradas sanciones afectan sólo a 70 % de la economía rusa y no su poder militar y las amenazas contra posibles intervenciones del lado de Kiev, parece que han tenido los efectos deseados por el Kremlin y han puesto de manifiesto cómo el problema es ciertamente ante todo geopolítico pero inmediatamente después invierte los valores democráticos, la soberanía de los estados, la autodeterminación de los pueblos y el respeto al derecho internacional, base mínima para la convivencia entre las naciones. El compromiso con estos valores debe ser directo y su defensa debe preocupar a todos los estados que se basan en ellos, para no incurrir en la pérdida de estas prerrogativas. Lo contrario supondría volver a la dictadura y la negación de la democracia, como está ocurriendo en Ucrania.
Putin begünstigt durch die Widersprüchlichkeit des Westens
Am Ende traten die schlimmsten Vorzeichen ein: Putin behielt sein Verhalten bei, basierend auf Lügen und Lügen, und griff das ukrainische Land militärisch an, wobei er sich auf eine westliche Reaktion stützte, was ängstlich zu definieren ein Ausdruck der Vorsicht ist. All die Drohungen mit Vergeltungsmaßnahmen haben sich angesichts der Entschlossenheit des Kremls als sehr gering herausgestellt, was die Drohungen gegen westliche Demokratien noch weiter erhöht hat. Die Verurteilungen westlicher Führer waren Worte der Umstände und beruhigten Russland mit der Zusicherung, dass kein westlicher Soldat auf ukrainischem Boden operieren werde, wodurch Kiew praktisch seinem Schicksal überlassen würde. Dies ist die logische Schlussfolgerung des amerikanischen Engagements an der europäischen Front, das bereits seit Obama reduziert wurde, eine legitime Wahl, die aber den wichtigsten Verbündeten der Vereinigten Staaten vielleicht kurz, aber sicher mittelfristig schadet und die amerikanische Führung untergräbt selbst, nicht nur politisch, sondern auch wirtschaftlich. Russland hat so gehandelt, weil es das Atlantische Bündnis nicht an seinen Grenzen haben will, aber durch die Eroberung der Ukraine verschieben sich die Grenzen bis nach Polen und in die baltischen Länder, wo die westliche Militärpräsenz jetzt verwurzelt ist. Wird der Kreml diese Präsenz tolerieren oder nicht, wie Putin mehrfach deutlich gemacht hat? Die physische Verteidigung der Ukraine mit einer präventiven Präsenz des Atlantischen Bündnisses, nachdem es in ihr aufgenommen wurde, hätte eine abschreckende Maßnahme sein können, die Verhandlungen ermöglicht hätte, die eine Konvergenz finden könnten, selbst wenn sie wahrscheinlich auf einer Art Gleichgewicht des Terrors basierten. Im Gegenteil, wir wollten den Weg der Vorsicht wählen, der an die Schüchternheit und den Schutz der Handelsinteressen Europas grenzt, das sich nie aktiv verteidigen wollte. Die Vereinigten Staaten wiederholen nach dem enormen Fehler Afghanistans den Fehler, das Feld aggressiveren und entschlosseneren Gegnern zu überlassen und sich für einen Rückzug zu entscheiden, dessen negative Auswirkungen sich ausschließlich auf lange Sicht zeigen werden. Biden löscht alle positiven Eindrücke, die ihn zu seiner Wahl begleiteten, und wiederholt, wenn auch dezenter, alle außenpolitischen Versäumnisse seines Vorgängers und wird wie Trump als einer der schlechtesten amerikanischen Präsidenten in die Geschichte eingehen. Dieser Trend kommt von weit her und begann mit Obama, aber ein solcher Tiefpunkt, bestehend aus der Summe des afghanischen Falls mit dem ukrainischen, war von der ersten Weltsupermacht noch nie berührt worden. Das amerikanische Verhalten hat Europa unvorbereitet gelassen, und dies hätte nicht geschehen dürfen, immer noch ohne eine Außenpolitik und eine gemeinsame Verteidigung, intern gespalten durch Staaten, die nicht damit einverstanden waren, in die Union aufgenommen zu werden, und geteilt durch widersprüchliche Handelsinteressen unter ihren Mitgliedern; unter anderem ist eines von Putins nebensächlichen Zielen, die er mit dem Ukrainekrieg verfolgt, genau das, die europäischen Spaltungen zu verstärken und zur unmittelbaren Schaffung neuer Probleme zwischen den Mitgliedsstaaten beizutragen, von denen das erste durch den wachsenden Flüchtlingsstrom aus der Ukraine angeheizt wird . Großbritannien hat sich, wenn möglich, noch schlimmer verhalten, der britische Premierminister schien mit extrem schweren Sanktionen gegen Russland fortfahren zu wollen, aber dann entschied er sich für eine Reihe von Maßnahmen, die die auf seinem Territorium anwesenden Oligarchen nicht betreffen, weil sie enorme Liquidität tragen in der britischen Wirtschaft. Jetzt hat Putin einen vor allem politischen Sieg errungen, der die Widersprüchlichkeit des Westens zeigt, der ihn zu höheren Zielen als der Ukraine berechtigen könnte, und nicht umsonst ist die Angst in den baltischen Republiken und in Polen stark gestiegen: Die aufwendigen Sanktionen betreffen nur 70 % der russischen Wirtschaft und nicht ihrer Militärmacht und Drohungen gegen mögliche Interventionen seitens Kiews, scheinen sie die gewünschten Auswirkungen des Kremls gehabt zu haben und haben deutlich gemacht, dass das Problem sicherlich zunächst geopolitisch ist, aber unmittelbar danach investiert demokratische Werte, die Souveränität der Staaten, die Selbstbestimmung der Völker und die Achtung des Völkerrechts, die Mindestgrundlage für das Zusammenleben der Nationen. Das Bekenntnis zu diesen Werten muss direkt sein und ihre Verteidigung muss alle Staaten betreffen, die sich darauf stützen, um nicht selbst den Verlust dieser Vorrechte zu erleiden. Das Gegenteil würde eine Rückkehr zur Diktatur und die Verleugnung der Demokratie bedeuten, wie es in der Ukraine geschieht.
Poutine favorisé par l'incohérence de l'Occident
Au final, les pires présages se sont produits : Poutine a maintenu sa conduite, basée sur le mensonge et le mensonge et a attaqué militairement le pays ukrainien, s'appuyant sur une réaction occidentale, qui définir timide revient à user de prudence. Toutes les menaces de représailles se sont révélées bien peu face à la détermination du Kremlin, qui a encore élevé le niveau des menaces contre les démocraties occidentales. Les condamnations des dirigeants occidentaux étaient des paroles de circonstance et ont rassuré la Russie avec l'assurance qu'aucun soldat occidental n'opérera sur le sol ukrainien, abandonnant de fait Kiev à son sort. C'est la conclusion logique de l'engagement américain sur le front européen, déjà réduit depuis Obama, un choix légitime, mais qui nuit aux principaux alliés des États-Unis, peut-être à court mais certainement à moyen terme et sape le leadership américain elle-même, non seulement politique mais aussi économique. La Russie a agi ainsi parce qu'elle ne veut pas de l'Alliance atlantique à ses frontières, mais en conquérant l'Ukraine, les frontières se déplacent jusqu'à la Pologne et les pays baltes, où la présence militaire occidentale est désormais enracinée. Le Kremlin tolérera-t-il cette présence ou ne la tolérera-t-il pas, comme Poutine l'a précisé à plusieurs reprises ? Défendre physiquement l'Ukraine avec une présence préventive de l'Alliance atlantique, après l'avoir accueillie en son sein, aurait pu être une action dissuasive, qui aurait pu permettre des négociations capables de trouver une convergence, même si probablement basées sur une sorte d'équilibre de la terreur. Au contraire, nous avons voulu choisir la voie de la prudence, qui confine à la timidité et à la protection des intérêts commerciaux de l'Europe, qui n'a jamais voulu s'engager dans une défense active d'elle-même. Les États-Unis, après l'énorme erreur de l'Afghanistan, réitèrent l'erreur de laisser le terrain à des adversaires plus agressifs et déterminés, choisissant un désengagement dont les effets négatifs ne se feront sentir qu'à long terme. Biden efface toutes les impressions positives qui l'ont accompagné à son élection et répète, bien que de manière plus discrète, tous les échecs de la politique étrangère de son prédécesseur et restera dans l'histoire comme l'un des pires présidents américains, tout comme Trump. Cette tendance vient de loin et a commencé avec Obama, mais un point aussi bas, constitué de la somme du cas afghan avec celui de l'Ukraine, n'avait jamais été touché par la première superpuissance mondiale. Le comportement américain a laissé l'Europe au dépourvu et cela n'aurait pas dû se produire, toujours sans politique étrangère et de défense commune, divisée intérieurement par des États non conformes à l'inclusion dans l'Union et divisée par des intérêts commerciaux conflictuels entre ses membres ; entre autres, l'un des objectifs collatéraux poursuivis par Poutine avec la guerre d'Ukraine est précisément d'accroître les divisions européennes et de contribuer à la création immédiate de nouveaux problèmes entre les États membres, dont le premier sera alimenté par le flux croissant de réfugiés d'Ukraine . La Grande-Bretagne, si possible, s'est comportée encore pire, le Premier ministre britannique semblait vouloir procéder à des sanctions extrêmement lourdes contre la Russie, mais il a ensuite décidé d'une série de mesures qui n'affectent pas les oligarques présents sur son territoire car ils transportent d'énormes liquidités dans l'économie britannique. Maintenant, Poutine a remporté une victoire avant tout politique, montrant l'incohérence de l'Occident, qui pourrait l'autoriser à atteindre des objectifs plus élevés que l'Ukraine et ce n'est pas pour rien que la peur dans les républiques baltes et en Pologne a beaucoup augmenté : les sanctions élaborées ne touchent que 70 % de l'économie russe et non de sa puissance militaire et des menaces contre d'éventuelles interventions du côté de Kiev, il semblerait qu'elles aient eu les effets escomptés par le Kremlin et aient mis en évidence à quel point le problème est certes d'abord géopolitique mais aussitôt après il investit les valeurs démocratiques, la souveraineté des États, l'autodétermination des peuples et le respect du droit international, base minimale de la coexistence entre les nations. L'adhésion à ces valeurs doit être directe et leur défense doit concerner tous les États qui s'y appuient, afin de ne pas encourir eux-mêmes la perte de ces prérogatives. Le contraire signifierait un retour à la dictature et au déni de démocratie, comme c'est le cas en Ukraine.
Putin favorecido pela inconsistência do Ocidente
No final, os piores presságios ocorreram: Putin manteve sua conduta, baseada em mentiras e mentiras e atacou militarmente o país ucraniano, contando com uma reação ocidental, que definir tímido é usar uma expressão de cautela. Todas as ameaças de retaliação se revelaram muito pequenas diante da determinação do Kremlin, que elevou ainda mais o nível de ameaças contra as democracias ocidentais. As condenações dos líderes ocidentais foram palavras de circunstância e tranquilizaram a Rússia com a garantia de que nenhum soldado ocidental operará em solo ucraniano, abandonando efetivamente Kiev à sua sorte. Esta é a conclusão lógica do compromisso americano na frente europeia, já reduzido desde Obama, uma escolha legítima, mas que prejudica os principais aliados dos Estados Unidos, talvez a curto, mas certamente a médio prazo e mina a liderança americana em si, não apenas política, mas também econômica. A Rússia agiu assim porque não quer a Aliança Atlântica nas suas fronteiras, mas ao conquistar a Ucrânia as fronteiras avançam até à Polónia e aos países bálticos, onde a presença militar ocidental está agora enraizada. O Kremlin vai tolerar essa presença ou não vai tolerá-la, como Putin deixou claro várias vezes? Defender fisicamente a Ucrânia com a presença preventiva da Aliança Atlântica, depois de tê-la acolhido dentro dela, poderia ter sido uma ação dissuasiva, que poderia ter permitido negociações capazes de encontrar uma convergência, ainda que provavelmente baseada em uma espécie de equilíbrio do terror. Ao contrário, quisemos escolher o caminho da cautela, que beirava a timidez e a proteção dos interesses comerciais da Europa, que nunca quis se engajar em uma defesa ativa de si mesma. Os Estados Unidos, após o enorme erro do Afeganistão, estão repetindo o erro de deixar o campo para adversários mais agressivos e determinados, optando por um desengajamento cujos efeitos negativos serão vistos inteiramente no longo prazo. Biden apaga todas as impressões positivas que o acompanharam até sua eleição e repete, ainda que de forma mais discreta, todos os fracassos na política externa de seu antecessor e ficará para a história como um dos piores presidentes americanos, assim como Trump. Essa tendência vem de longe e começou com Obama, mas um ponto tão baixo, que consiste na soma do caso afegão com o ucraniano, nunca havia sido tocado pela primeira superpotência mundial. O comportamento americano deixou a Europa despreparada e isso não deveria ter acontecido, ainda sem uma política externa e uma defesa comum, dividida internamente por Estados não condizentes com a inclusão na União e dividida por interesses comerciais conflitantes entre seus membros; entre outras coisas, um dos objetivos colaterais de Putin perseguidos com a guerra ucraniana é precisamente o de aumentar as divisões europeias e contribuir para a criação imediata de novos problemas entre os estados membros, o primeiro dos quais será alimentado pelo crescente fluxo de refugiados da 'Ucrânia . A Grã-Bretanha, se possível, se comportou ainda pior, o primeiro-ministro britânico parecia querer prosseguir com sanções extremamente pesadas contra a Rússia, mas depois decidiu uma série de medidas que não afetam os oligarcas presentes em seu território porque carregam enorme liquidez na economia britânica. Agora Putin alcançou uma vitória acima de tudo política, mostrando a inconsistência do Ocidente, que poderia autorizá-lo para objetivos mais altos do que a Ucrânia e não à toa o medo nas repúblicas bálticas e na Polônia aumentou muito: as sanções elaboradas afetam apenas 70 % da economia russa e não seu poder militar e ameaças contra possíveis intervenções do lado de Kiev, parece que eles tiveram os efeitos desejados pelo Kremlin e destacaram como o problema é certamente antes de tudo geopolítico, mas imediatamente depois investe valores democráticos, a soberania dos Estados, a autodeterminação dos povos e o respeito ao direito internacional, a base mínima para a convivência entre as nações. O compromisso com esses valores deve ser direto e sua defesa deve dizer respeito a todos os estados que neles se baseiam, para não incorrer na perda dessas próprias prerrogativas. O contrário significaria o retorno à ditadura e a negação da democracia, como está acontecendo na Ucrânia.
Путин благосклонен к непоследовательности Запада
В конце концов, произошли худшие предзнаменования: Путин сохранил свое поведение, основанное на лжи и лжи, и напал на украинскую страну с военной точки зрения, полагаясь на реакцию Запада, которую определить как робкую, значит проявить осторожность. Все угрозы возмездия оказались очень незначительными перед лицом решимости Кремля, еще более поднявшего уровень угроз в отношении западных демократий. Осуждение западных лидеров было словами обстоятельств и успокоило Россию заверениями в том, что ни один западный солдат не будет действовать на украинской земле, фактически бросив Киев на произвол судьбы. Это логическое завершение американских обязательств на европейском фронте, уже уменьшенных после Обамы, законный выбор, но такой, который наносит ущерб главным союзникам Соединенных Штатов, возможно, в краткосрочной, но определенно в среднесрочной перспективе, и подрывает американское лидерство. сама по себе не только политическая, но и экономическая. Россия поступила таким образом, потому что она не хочет, чтобы Атлантический альянс был на ее границах, но, завоевав Украину, границы отодвигаются до Польши и стран Балтии, где сейчас укоренилось западное военное присутствие. Потерпит ли Кремль это присутствие или не потерпит, как неоднократно давал понять Путин? Физическая защита Украины с превентивным присутствием Атлантического альянса, после того, как он приветствовал его в своем составе, могла бы стать сдерживающей акцией, которая могла бы позволить переговорам привести к сближению позиций, даже если, вероятно, на основе своего рода баланса террора. Наоборот, мы хотели избрать путь осторожности, граничащий с робостью и защитой коммерческих интересов Европы, никогда не желавшей заниматься активной самозащитой. Соединенные Штаты после огромной ошибки в Афганистане повторяют ошибку, предоставив поле боя более агрессивным и решительным противникам, выбрав размежевание, негативные последствия которого будут видны исключительно в долгосрочной перспективе. Байден стирает все положительные впечатления, сопровождавшие его до избрания, и повторяет, хотя и в более сдержанной манере, все провалы во внешней политике своего предшественника и войдет в историю как один из худших американских президентов, как и Трамп. Эта тенденция идет издалека и началась с Обамы, но такой низкой точки, состоящей из суммы афганского случая с украинским, первая мировая сверхдержава еще не касалась. Американское поведение оставило Европу неподготовленной, и этого не должно было произойти, все еще без внешней политики и общей защиты, разделенной внутри государствами, не согласными с тем, что они были включены в Союз, и разделенными конфликтующими коммерческими интересами между его членами; Среди прочего, одна из побочных целей Путина, преследуемых войной на Украине, как раз и состоит в том, чтобы усилить европейские разногласия и способствовать немедленному созданию новых проблем между государствами-членами, первая из которых будет подпитываться растущим потоком беженцев из «Украины». . Великобритания, если возможно, повела себя еще хуже, британский премьер вроде бы хотел приступить к чрезвычайно жестким санкциям против России, но потом решился на ряд мер, которые не затрагивают присутствующих на его территории олигархов, потому что они несут огромную ликвидность. в британской экономике. Теперь Путин одержал победу прежде всего политическую, показав несостоятельность Запада, который мог бы уполномочить его на более высокие цели, чем Украина, и не зря страх в прибалтийских республиках и в Польше сильно возрос: продуманные санкции затрагивают только 70 % экономики России а не ее военная мощь и угрозы возможных интервенций на стороне Киева, кажется, они возымели желаемый Кремлем эффект и высветили как проблема конечно в первую очередь геополитическая но сразу после этого вкладывает демократические ценности, суверенитет государств, самоопределение народов и соблюдение международного права, минимальная основа для сосуществования наций. Приверженность этим ценностям должна быть прямой, и их защита должна касаться всех государств, которые на них основаны, чтобы не понести потери самих этих прерогатив. Обратное означало бы возврат к диктатуре и отказ от демократии, как это происходит на Украине.