Quali scenari deve affrontare l’Unione Europea per mantenere il suo ruolo che dovrebbe ricoprire nel teatro internazionale? L’elezione di Trump, l’avanzata commerciale della Cina e la guerra in Ucraina, sui confini dell’Unione, ha accentuato quello che tutti sapevano: la progressiva diminuzione della propria grandezza economica, l’irrilevanza militare e la pochezza di una politica estera sempre troppo divisa. A questo si deve aggiungere la sottovalutazione della provenienza dei pericoli per l’Europa, che non hanno mai contemplato Washington come avversario politico, che punta alla dissoluzione dell’attuale assetto europeo. La mancanza di progressi nel rapporto con la Cina, l’immobilismo pratico nei confronti della Russia, con la vertenza sull’impiego delle riserve presenti in Europa della Banca russa ed infine una mancata risposta decisa a contrastare l’imposizione dei dazi americani, ha restituito una immagine di Bruxelles fortemente deteriorata. Non si tratta, però, di una situazione apparsa all’improvviso: la rendita di posizione garantita dai governi USA sulla difesa europea, con impegno diretto di investimenti e personale, non è stata fin qui superata, malgrado le avvisaglie già presenti fin dalle presidenze di Obama, che aveva spostato l’interesse estero americano dal vecchio continente al sud-est asiatico. Questa ragione è intimamente legata alla mancanza di una postura europea capace di rappresentare una reazione proattiva in grado di emanciparsi dall’alleato americano; da ciò deriva la necessità di una promozione di partenariati di protezione, che possa tradursi in scenari di prevenzione e deterrenza, dati anche da uno scambio più intenso di cooperazione internazionale, non solo tra soggetti statali o sovranazionali, ma anche tra soggetti privati, che ricoprono ruoli strategici in settori ben definiti. Devono essere pensate e create alleanze, sia economiche, che militari, con potenziali alleati quali Australia, Corea del Sud, Giappone e naturalmente Regno Unito. Il Canada merita un discorso a parte: grazie alla grande affinità politica e culturale, potrebbe essere protagonista di un maggiore coinvolgimento con l’Europa, fino a prevedere un ingresso di Ottawa come paese a tutti gli effetti dell’Unione Europea, con il fine di allargare la sfera di influenza d Bruxelles fino ai confini americani, proprio in ottica di contenimento degli USA, nel caso di altre presidenze con lo stile di questa ultima. In quest’ottica, con un G7, appiattito sull’unilateralismo della Casa Bianca, che ne ha fatto quasi un proprio strumento politico, trovare soluzioni alternative può rappresentare un interesse comune per tutti i paesi, che intendono combattere la sfida commerciale americana basata su dazi iniqui. La necessità di ridurre le dipendenze strategiche da beni e servizi si accoppia con la capacità di sapere attrarre investimenti tali da permettere alto sviluppo nei settori strategici attraverso la creazione e lo sviluppo di industrie locali di alto valore, come lo spazio, la difesa e l’industria medica, in grado di restituire adeguati ritorni finanziari agli investitori. Il primo passo è migliorar le procedure di governo, abbandonando il criterio dell’unanimità per decisioni a maggioranza qualificata, una maggiore selezione dei membri in entrata e di quelli già presenti, che non possono condizionare la politica comunitaria con valori palesemente contrari ai principi ispiratori ed alle nuove sfide che si stanno presentando. Il fine deve essere una organizzazione sovranazionale con progressiva cessione di sovranità, in grado di favorire una politica estera comune, una forza armata unica, con capacità di intervento rapido, per avvicinarsi progressivamente ad un soggetto sempre più univoco, capace di rappresentare le istanze di tutti i popoli europei ed anche oltre, per giocare un ruolo da grande potenza sullo scacchiere internazionale.
Politica internazionale
Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 17 dicembre 2025
The variables and solutions for the European relaunch
What challenges must the European Union face to maintain its expected role on the international stage? Trump's election, China's commercial advance, and the war in Ukraine on the Union's borders have accentuated what everyone knew: the progressive decline of its economic size, its military irrelevance, and the inadequacy of an increasingly divided foreign policy. Added to this is the underestimation of the source of the threats to Europe, which have never considered Washington as a political adversary, which is aiming for the dissolution of the current European order. The lack of progress in relations with China, practical inaction toward Russia, with the dispute over the use of the Russian Central Bank's reserves in Europe, and finally a lack of decisive response to counter the imposition of American tariffs, have left Brussels with a severely deteriorated image. This, however, is not a situation that arose suddenly: the vested interest secured by US governments in European defense, through direct commitment of investment and personnel, has so far not been overcome, despite the warning signs already present during the Obama presidency, which shifted American foreign interests from the Old Continent to Southeast Asia. This is closely linked to the lack of a European posture capable of proactively emancipating itself from its American ally. Hence the need to promote protective partnerships, which can translate into prevention and deterrence scenarios, also based on a more intense exchange of international cooperation, not only between state or supranational entities, but also between private entities that play strategic roles in well-defined sectors. Alliances, both economic and military, must be conceived and created with potential allies such as Australia, South Korea, Japan, and, of course, the United Kingdom. Canada deserves a separate discussion: thanks to its strong political and cultural affinity, it could be a key player in greater engagement with Europe, even to the point of envisaging Ottawa's entry as a full member of the European Union. This would expand Brussels' sphere of influence to the American borders, precisely with a view to containing the US, should other presidencies similar to this one take place. From this perspective, with a G7 dominated by the unilateralism of the White House, which has almost made it its own political instrument, finding alternative solutions could be in the common interest of all countries wishing to combat the American trade challenge based on unfair tariffs. The need to reduce strategic dependencies on goods and services is coupled with the ability to attract investment that will enable significant development in strategic sectors through the creation and development of high-value local industries, such as space, defense, and the medical industry, capable of providing adequate financial returns to investors. The first step is to improve governance procedures, abandoning the unanimity requirement for qualified majority decisions, and ensuring greater selection of incoming and existing members, who cannot influence community policy with values that are clearly contrary to the founding principles and the new challenges that are emerging. The goal must be a supranational organization with a progressive transfer of sovereignty, capable of fostering a common foreign policy, and a single armed force with rapid intervention capabilities. This will gradually move toward an increasingly unified entity, capable of representing the interests of all the peoples of Europe and beyond, and of playing a major role on the international stage.
Las variables y soluciones para el relanzamiento europeo
¿Qué desafíos debe afrontar la Unión Europea para mantener el papel que se le espera en el escenario internacional? La elección de Trump, el avance comercial de China y la guerra en Ucrania en las fronteras de la Unión han acentuado lo que todos sabían: el progresivo declive de su tamaño económico, su irrelevancia militar y la insuficiencia de una política exterior cada vez más dividida. A esto se suma la subestimación del origen de las amenazas a Europa, que nunca ha considerado a Washington como un adversario político que busca la disolución del orden europeo actual. La falta de progreso en las relaciones con China, la inacción práctica hacia Rusia, la disputa sobre el uso de las reservas del Banco Central ruso en Europa y, finalmente, la falta de una respuesta decisiva para contrarrestar la imposición de aranceles estadounidenses, han dejado a Bruselas con una imagen gravemente deteriorada. Sin embargo, esta no es una situación repentina: el interés creado por los gobiernos estadounidenses en la defensa europea, mediante el compromiso directo de inversión y personal, no se ha superado hasta ahora, a pesar de las señales de alerta ya presentes durante la presidencia de Obama, que desplazó los intereses exteriores estadounidenses del Viejo Continente al Sudeste Asiático. Esto está estrechamente vinculado a la falta de una postura europea capaz de emanciparse proactivamente de su aliado estadounidense. De ahí la necesidad de promover alianzas protectoras, que puedan traducirse en escenarios de prevención y disuasión, basados también en un intercambio más intenso de cooperación internacional, no solo entre entidades estatales o supranacionales, sino también entre entidades privadas que desempeñan roles estratégicos en sectores bien definidos. Es necesario concebir y crear alianzas, tanto económicas como militares, con aliados potenciales como Australia, Corea del Sur, Japón y, por supuesto, el Reino Unido. Canadá merece un debate aparte: gracias a su fuerte afinidad política y cultural, podría ser un actor clave en una mayor interacción con Europa, incluso hasta el punto de contemplar la entrada de Ottawa como miembro de pleno derecho de la Unión Europea. Esto ampliaría la esfera de influencia de Bruselas a las fronteras estadounidenses, precisamente con el fin de contener a EE. UU., en caso de que se produzcan otras presidencias similares a esta. Desde esta perspectiva, con un G7 dominado por el unilateralismo de la Casa Blanca, que prácticamente lo ha convertido en su propio instrumento político, encontrar soluciones alternativas podría ser de interés común para todos los países que deseen combatir el desafío comercial estadounidense basado en aranceles injustos. La necesidad de reducir la dependencia estratégica de bienes y servicios se une a la capacidad de atraer inversiones que permitan un desarrollo significativo en sectores estratégicos mediante la creación y el desarrollo de industrias locales de alto valor, como la espacial, la de defensa y la médica, capaces de generar una rentabilidad financiera adecuada a los inversores. El primer paso es mejorar los procedimientos de gobernanza, eliminando el requisito de la unanimidad para las decisiones por mayoría cualificada y garantizando una mayor selección de miembros, tanto entrantes como existentes, que no puedan influir en la política comunitaria con valores claramente contrarios a los principios fundacionales y a los nuevos desafíos emergentes. El objetivo debe ser una organización supranacional con una transferencia progresiva de soberanía, capaz de impulsar una política exterior común y una fuerza armada única con capacidad de intervención rápida. Esto avanzará gradualmente hacia una entidad cada vez más unificada, capaz de representar los intereses de todos los pueblos de Europa y más allá, y de desempeñar un papel importante en la escena internacional.
Die Variablen und Lösungen für den europäischen Neustart
Welchen Herausforderungen muss sich die Europäische Union stellen, um ihre erwartete Rolle auf der internationalen Bühne zu behaupten? Trumps Wahl, Chinas wirtschaftlicher Aufstieg und der Krieg in der Ukraine an den Grenzen der Union haben verdeutlicht, was ohnehin bekannt war: den fortschreitenden Rückgang ihrer Wirtschaftskraft, ihre militärische Bedeutungslosigkeit und die Unzulänglichkeit einer zunehmend zersplitterten Außenpolitik. Hinzu kommt die Unterschätzung der Quelle der Bedrohungen für Europa, die Washington nie als politischen Gegner betrachtet hat, der jedoch die Auflösung der gegenwärtigen europäischen Ordnung anstrebt. Der fehlende Fortschritt in den Beziehungen zu China, die faktische Untätigkeit gegenüber Russland im Streit um die Verwendung der Reserven der russischen Zentralbank in Europa und schließlich das Ausbleiben einer entschiedenen Reaktion auf die amerikanischen Zölle haben Brüssels Ansehen stark beschädigt. Diese Situation ist jedoch nicht plötzlich entstanden: Das von US-Regierungen durch direkte Investitionen und Personalzusagen gesicherte Eigeninteresse an der europäischen Verteidigung konnte trotz der bereits während der Obama-Präsidentschaft erkennbaren Warnzeichen, die eine Verlagerung der amerikanischen Außeninteressen vom alten Kontinent nach Südostasien zur Folge hatten, bisher nicht überwunden werden. Dies hängt eng mit dem Fehlen einer europäischen Position zusammen, die sich proaktiv von ihrem amerikanischen Verbündeten emanzipieren kann. Daher ist es notwendig, Schutzpartnerschaften zu fördern, die in Präventions- und Abschreckungsszenarien münden können und auf einem intensiveren Austausch internationaler Zusammenarbeit basieren – nicht nur zwischen staatlichen oder supranationalen Akteuren, sondern auch zwischen privaten Unternehmen, die in klar definierten Sektoren strategische Rollen spielen. Es müssen sowohl wirtschaftliche als auch militärische Allianzen mit potenziellen Verbündeten wie Australien, Südkorea, Japan und natürlich dem Vereinigten Königreich konzipiert und geschlossen werden. Kanada verdient eine gesonderte Betrachtung: Dank seiner starken politischen und kulturellen Verbundenheit könnte es eine Schlüsselrolle bei einer verstärkten Zusammenarbeit mit Europa spielen, bis hin zur Überlegung eines Beitritts Ottawas zur Europäischen Union. Dies würde den Einflussbereich Brüssels bis an die amerikanischen Grenzen ausdehnen, gerade mit dem Ziel, die USA einzudämmen, sollten weitere ähnliche EU-Ratspräsidentschaften folgen. Angesichts einer G7, die vom Unilateralismus des Weißen Hauses dominiert wird, der diesen beinahe zu seinem eigenen politischen Instrument gemacht hat, könnte die Suche nach alternativen Lösungen im gemeinsamen Interesse aller Länder liegen, die der amerikanischen Handelsherausforderung auf Basis unfairer Zölle begegnen wollen. Die Notwendigkeit, strategische Abhängigkeiten von Waren und Dienstleistungen zu reduzieren, geht einher mit der Fähigkeit, Investitionen anzuziehen, die durch die Schaffung und Entwicklung hochwertiger lokaler Industrien – wie etwa der Raumfahrt-, Verteidigungs- und Medizinbranche – eine bedeutende Entwicklung in strategischen Sektoren ermöglichen und Investoren angemessene Renditen bieten. Der erste Schritt besteht in der Verbesserung der Governance-Verfahren. Dabei wird das Einstimmigkeitsprinzip für qualifizierte Mehrheitsentscheidungen abgeschafft und eine sorgfältigere Auswahl neuer und bestehender Mitglieder sichergestellt, die die Gemeinschaftspolitik nicht mit Werten beeinflussen dürfen, die den Gründungsprinzipien und den neuen Herausforderungen eindeutig widersprechen. Ziel muss eine supranationale Organisation mit schrittweiser Souveränitätsübertragung sein, die eine gemeinsame Außenpolitik fördern und über eine einheitliche Streitkraft mit schnellen Interventionsmöglichkeiten verfügen kann. Dies wird schrittweise zu einer zunehmend geeinten Einheit führen, die die Interessen aller Völker Europas und darüber hinaus vertreten und eine bedeutende Rolle auf der internationalen Bühne spielen kann.
Les variables et les solutions pour la relance européenne
Quels défis l'Union européenne doit-elle relever pour maintenir le rôle qu'elle attend sur la scène internationale ? L'élection de Trump, la montée en puissance commerciale de la Chine et la guerre en Ukraine aux frontières de l'Union ont accentué ce que chacun savait déjà : le déclin progressif de son poids économique, son influence militaire déclinante et l'inadéquation d'une politique étrangère de plus en plus divisée. À cela s'ajoute la sous-estimation de la source des menaces qui pèsent sur l'Europe, Washington n'ayant jamais été considéré comme un adversaire politique visant à dissoudre l'ordre européen actuel. L'absence de progrès dans les relations avec la Chine, l'inaction concrète face à la Russie, notamment concernant l'utilisation des réserves de la Banque centrale russe en Europe, et enfin le manque de réponse décisive face à l'imposition de droits de douane américains, ont considérablement terni l'image de Bruxelles. Cette situation n'est cependant pas apparue soudainement : l'engagement direct des gouvernements américains dans la défense européenne, par le biais d'investissements et de personnel, n'a jusqu'à présent pas été remis en question, malgré les signaux d'alarme déjà présents sous la présidence d'Obama, qui avait déplacé les intérêts étrangers américains du Vieux Continent vers l'Asie du Sud-Est. Ceci est étroitement lié à l'absence d'une posture européenne capable de s'émanciper proactivement de son allié américain. D'où la nécessité de promouvoir des partenariats de protection, pouvant se traduire par des scénarios de prévention et de dissuasion, fondés également sur une coopération internationale renforcée, non seulement entre États ou entités supranationales, mais aussi entre entités privées jouant un rôle stratégique dans des secteurs bien définis. Des alliances, tant économiques que militaires, doivent être conçues et créées avec des alliés potentiels tels que l'Australie, la Corée du Sud, le Japon et, bien sûr, le Royaume-Uni. Le Canada mérite une analyse distincte : grâce à ses fortes affinités politiques et culturelles, il pourrait jouer un rôle clé dans un engagement accru avec l'Europe, allant même jusqu'à envisager l'adhésion d'Ottawa comme membre à part entière de l'Union européenne. Cela étendrait la sphère d'influence de Bruxelles jusqu'aux frontières américaines, précisément dans le but de contenir les États-Unis, si d'autres présidences similaires venaient à se succéder. Dans cette perspective, face à un G7 dominé par l'unilatéralisme de la Maison Blanche, qui en a quasiment fait un instrument politique, la recherche de solutions alternatives pourrait servir l'intérêt commun de tous les pays souhaitant contrer la concurrence américaine fondée sur des droits de douane inéquitables. La nécessité de réduire les dépendances stratégiques en matière de biens et de services s'accompagne de la capacité d'attirer des investissements permettant un développement significatif des secteurs stratégiques grâce à la création et au développement d'industries locales à forte valeur ajoutée, telles que l'aérospatiale, la défense et le secteur médical, capables d'offrir des rendements financiers adéquats aux investisseurs. La première étape consiste à améliorer les procédures de gouvernance, en abandonnant l'exigence d'unanimité pour les décisions à la majorité qualifiée et en assurant une sélection plus rigoureuse des nouveaux membres et des membres actuels, qui ne pourront influencer la politique communautaire avec des valeurs manifestement contraires aux principes fondateurs et aux nouveaux défis qui se présentent. L'objectif doit être une organisation supranationale avec un transfert progressif de souveraineté, capable de promouvoir une politique étrangère commune et de disposer d'une force armée unique dotée de capacités d'intervention rapide. Cette organisation évoluera progressivement vers une entité de plus en plus unifiée, capable de représenter les intérêts de tous les peuples d'Europe et d'ailleurs, et de jouer un rôle majeur sur la scène internationale.
As variáveis e soluções para o relançamento europeu
Quais desafios a União Europeia deve enfrentar para manter o papel que lhe é atribuído no cenário internacional? A eleição de Trump, o avanço comercial da China e a guerra na Ucrânia, nas fronteiras da União, acentuaram o que todos já sabiam: o declínio progressivo da sua dimensão económica, a sua irrelevância militar e a inadequação de uma política externa cada vez mais fragmentada. A isto soma-se a subestimação da origem das ameaças à Europa, que nunca considerou Washington como um adversário político que visa a dissolução da atual ordem europeia. A falta de progressos nas relações com a China, a inação prática em relação à Rússia, com a disputa sobre a utilização das reservas do Banco Central russo na Europa, e, por fim, a falta de uma resposta decisiva contrariamente à imposição de tarifas americanas, deixaram Bruxelas com uma imagem bastante deteriorada. Esta situação, contudo, não surgiu repentinamente: o interesse adquirido pelos governos dos EUA na defesa europeia, através do investimento direto e do envio de pessoal, não foi até agora superado, apesar dos sinais de alerta já presentes durante a presidência de Obama, que deslocou os interesses externos americanos do Velho Continente para o Sudeste Asiático. Isso está intimamente ligado à falta de uma postura europeia capaz de se emancipar proativamente de seu aliado americano. Daí a necessidade de promover parcerias de proteção, que podem se traduzir em cenários de prevenção e dissuasão, também baseados em uma troca mais intensa de cooperação internacional, não apenas entre entidades estatais ou supranacionais, mas também entre entidades privadas que desempenham papéis estratégicos em setores bem definidos. Alianças, tanto econômicas quanto militares, devem ser concebidas e criadas com potenciais aliados como Austrália, Coreia do Sul, Japão e, naturalmente, o Reino Unido. O Canadá merece uma discussão à parte: graças à sua forte afinidade política e cultural, poderia ser um ator fundamental em um maior engajamento com a Europa, chegando até mesmo a cogitar a entrada de Ottawa como membro pleno da União Europeia. Isso expandiria a esfera de influência de Bruxelas até as fronteiras americanas, precisamente com o objetivo de conter os EUA, caso outras presidências semelhantes a esta ocorram. Dessa perspectiva, com um G7 dominado pelo unilateralismo da Casa Branca, que praticamente se tornou seu próprio instrumento político, encontrar soluções alternativas pode ser do interesse comum de todos os países que desejam combater o desafio comercial americano baseado em tarifas desleais. A necessidade de reduzir a dependência estratégica de bens e serviços se alia à capacidade de atrair investimentos que permitam um desenvolvimento significativo em setores estratégicos, por meio da criação e do desenvolvimento de indústrias locais de alto valor agregado, como as dos setores espacial, de defesa e médico, capazes de proporcionar retornos financeiros adequados aos investidores. O primeiro passo é aprimorar os procedimentos de governança, abandonando a exigência de unanimidade para decisões por maioria qualificada e garantindo uma seleção mais rigorosa dos membros, tanto os novos quanto os já existentes, que não possam influenciar a política da comunidade com valores claramente contrários aos princípios fundadores e aos novos desafios que surgem. O objetivo deve ser uma organização supranacional com uma transferência progressiva de soberania, capaz de fomentar uma política externa comum e uma força armada única com capacidade de intervenção rápida. Isso levará gradualmente a uma entidade cada vez mais unificada, capaz de representar os interesses de todos os povos da Europa e de outras regiões, e de desempenhar um papel fundamental no cenário internacional.
Переменные и решения для перезапуска европейского рынка
С какими вызовами должен столкнуться Европейский союз, чтобы сохранить свою ожидаемую роль на международной арене? Избрание Трампа, торговое наступление Китая и война на Украине на границах Союза подчеркнули то, что всем было известно: прогрессирующее сокращение его экономических масштабов, военная несостоятельность и неэффективность все более разрозненной внешней политики. К этому добавляется недооценка источника угроз для Европы, которая никогда не рассматривала Вашингтон как политического противника, стремящегося к разрушению нынешнего европейского порядка. Отсутствие прогресса в отношениях с Китаем, практическое бездействие в отношении России, спор об использовании резервов Центрального банка России в Европе и, наконец, отсутствие решительных мер противодействия введению американских пошлин, привели к серьезному ухудшению имиджа Брюсселя. Однако эта ситуация возникла не внезапно: корыстный интерес, обеспеченный правительствами США в европейской обороне посредством прямых инвестиций и кадровых вложений, до сих пор не преодолен, несмотря на тревожные сигналы, прозвучавшие еще во время президентства Обамы, когда американские внешнеполитические интересы сместились со Старого континента на Юго-Восточную Азию. Это тесно связано с отсутствием у Европы способности активно освободиться от влияния своего американского союзника. Отсюда и необходимость развития защитных партнерств, которые могут трансформироваться в сценарии предотвращения и сдерживания, основанные также на более интенсивном обмене международным сотрудничеством не только между государственными или наднациональными образованиями, но и между частными компаниями, играющими стратегические роли в четко определенных секторах. Необходимо разрабатывать и создавать альянсы, как экономические, так и военные, с потенциальными союзниками, такими как Австралия, Южная Корея, Япония и, конечно же, Великобритания. Канада заслуживает отдельного обсуждения: благодаря своей сильной политической и культурной близости она могла бы стать ключевым игроком в более тесном взаимодействии с Европой, вплоть до рассмотрения вопроса о вступлении Оттавы в Европейский союз в качестве полноправного члена. Это расширило бы сферу влияния Брюсселя до американских границ, именно с целью сдерживания США в случае других подобных председательств. С этой точки зрения, в условиях G7, где доминирует одностороннее вмешательство Белого дома, практически превратившего страну в свой политический инструмент, поиск альтернативных решений мог бы отвечать общим интересам всех стран, желающих противостоять торговому вызову со стороны США, основанному на несправедливых тарифах. Необходимость снижения стратегической зависимости от товаров и услуг сочетается со способностью привлекать инвестиции, которые позволят значительно развивать стратегические сектора за счет создания и развития высокодоходных местных отраслей, таких как космическая, оборонная и медицинская промышленность, способных обеспечить адекватную финансовую отдачу инвесторам. Первым шагом является совершенствование процедур управления, отказ от требования единогласия для принятия решений квалифицированным большинством и обеспечение более широкого отбора новых и действующих членов, которые не могут влиять на политику сообщества, руководствуясь ценностями, явно противоречащими основополагающим принципам и новым возникающим вызовам. Целью должна стать наднациональная организация с постепенным переносом суверенитета, способная проводить единую внешнюю политику и обладающая едиными вооруженными силами с возможностями быстрого реагирования. Это постепенно приведет к созданию все более сплоченного образования, способного представлять интересы всех народов Европы и за ее пределами и играть важную роль на международной арене.