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martedì 24 maggio 2011

Per il Pakistan situazione sempre più difficile

Il recente attacco talebano alla base navale, sede del quartier generale dell’aviziazione della marina pakistana, pone Islamabad sempre piu’ al centro della lotta al terrorismo islamico e, nel contempo mette il governo pakistano in una posizone di sempre maggior debolezza. La posizione pakistana e’ chiaramente a meta’ del guado, tra opposizione interna talebana, preda delle pulsioni piu’ violente di antioccidentalismo religioso e Stati Uniti e NATO, che si muovono ormai, aldila’ della facciata, in maniera indipendente dal governo di Islamabad anche per operazioni sul territorio, che richiederebbero almeno accordi preventivi. Ma quello che sta segnando queste giornate che seguono alla morte di Bin Laden, e’ il l’innalzamento del livello operativo messo in campo dai talebani, che si sono spinti ad attaccare, per la prima volta, direttamente obiettivi NATO. La situazione si sta aggravando pesantemente per il Pakistan, che sta dimostrando nettamente di essere ostaggio di un terrorismo con elevate capacita’ militari. Quello che sembra e’ che stiano venedo fuori tutte le mancanze governative pakistane per non avere messo in campo una efficace lotta al fenomeno, ma di averci, invece convissuto, per non intaccare equilibri di fondo. Ma questa tattica sta scoprendo tutti i suoi limiti, giacche’ il fenomeno che pareva potere essere controllato e’ oramai sfuggito dalle mani degli apparati governativi. Il Pakistan rischia di trasformarsi in un paese in pieno caos, che rischia di perdere pezzi di territorio dalla propria giurisdizione per diventare veri e propri centri nevralgici del terrorismo islamico. Tutto questo deve fare rivedere alla NATO la propria strategia cercando di coinvolgere i settori dell’ammministrazione ancora non intaccati dal fenomeno del terrorismo islamico.

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