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venerdì 25 ottobre 2013

Nel Mali in clima pre elettorale, vaste operazioni contro i radicali islamici

Con l’avvicinarsi della consultazione elettorale in Mali, prevista per la fine del prossimo novembre, si stanno intensificando gli attacchi terroristici da parte dei gruppi fondamentalisti legati ad Al Qaeda. L’area compresa tra la parte nord orientale del Mali, la parte settentrionale del Niger, l’Algeria meridionale ed il sud della Libia, continua ad essere un rifugio ideale per vari gruppi islamici, che sopravvivono con varie attività illecite, quali il contrabbando di armi e droga e la tratta degli esseri umani. Nonostante i vari attacchi portati a termine contro queste formazioni da truppe dell’ONU ed esercito francese, i gruppi terroristici, pur ridimensionati, continuano a rappresentare un pericolo, soprattutto per il paese più debole: il Mali, che si appresta a creare un nuovo governo con le elezioni in programma. Questa consultazione è osteggiata dai movimenti fondamentalisti, che con l’insediamento di un nuovo governo nel paese maliano, vedrebbero colmare quel vuoto di potere che tanto li ha favoriti. I principali avversari del processo istituzionale del Mali sono due forze che si richiamano e sono legate ad Al Qaeda: Al Qaeda nel Maghreb islamico ed il Movimento per l’unicità e la Jihad in Africa occidentale. Questi gruppi sono stati autori di alcuni attentati, attraverso le modalità classiche, che prevedono l’utilizzo di autobombe, dei gruppi terroristici islamici. In questa situazione di instabilità, tesa al boicottaggio elettorale, si inquadra l’intervento di oltre 1.500 soldati appartenenti alle forze armate francesi, alle truppe dell’ONU e dell’esercito del Mali, che sono state protagoniste di una operazione nel nord del Mali, proprio per evitare nuove attività dei terroristi, che possano creare turbativa all’appuntamento elettorale. Inoltre il teatro delle operazioni si è allargato anche nella parte settentrionale del Niger, altra regione dove viene registrata la presenza dei gruppi armati. Secondo fonti dell’esercito francese si tratta della prima volta di una azione coordinata tra forze appartenenti a comandi differenti, con una portata così grande. Questa operazione è stata denominata Hydra ed ha l’obiettivo di colpire i centri nevralgici delle organizzazioni terroristiche, attraverso una pressione sempre maggiore per ridurne il più possibile le attività. Si tratta anche di una azione preventiva per impedire che vengano colpite le nascenti istituzioni del Mali e dare così, il maggior grado di stabilità possibile al paese. Tuttavia queste azioni vengono eseguite con la consapevolezza che esiste sempre una presenza, seppure ridotta, di appartenenti a gruppi terroristici in grado di colpire con attentati singoli e portare scompiglio nel paese, in una fase delicata quale quella elettorale. Questi attentati sono molto più difficili da contrastare che inseguire le bande armate nei loro territori di riferimento, tuttavia viene ritenuto essenziale decimare il più possibile questi movimenti per ridurne anche l’influenza nelle zone urbane, potenzialmente più soggette a rischio di attentato. Con questa presenza in prima persona sul terreno delle operazioni, la Francia conferma il suo ruolo di potenza regionale in una zona dove ha interessi primari legati al settore energetico, che sono stati spesso obiettivi di attentati. Per Parigi è essenziale che il Mali sia dotato di un governo capace di dare stabilità al paese e che nello stesso tempo possa tutelare gli investimenti francesi, anche attraverso aiuti consistenti provenienti dalla Francia, che non sta operando soltanto sul fronte militare, ma che è protagonista anche su quello diplomatico, avendo inviati propri emissari nel Niger e nel Sahel per ottenere la liberazione degli ostaggi, di nazionalità francese, presenti nella zona.

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