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lunedì 17 febbraio 2014

L'importanza della Giordania per gli USA

Uno dei maggiori effetti della guerra siriana è stato il grande movimento di popolazione verso altri paesi per sfuggire dal conflitto. Dopo Libano e Turchia, la terza destinazione dei cittadini siriani è stata la Giordania, che vanta, però, una maggiore povertà. La massiccia emigrazione ha obbligato il governo giordano a gestire il fenomeno con l’istituzione di campi profughi in grado di fornire cibo, assistenza medica ed istruzione, ma senza accordare ai cittadini siriani il diritto di lavorare. Questa decisione è stata presa per tutelare la popolazione del paese, che è alle prese con una grave economica, che ha imposto la decisione di tagliare i sussidi per gli alimentari e la benzina. La Giordania ha un prodotto interno lordo di 3.600 euro ed accusa una disoccupazione dell’undici per cento. Nonostante il divieto di lavorare imposto ai profughi siriani, si è sviluppato un mercato nero del lavoro che ha generato una discesa dei salari ed un innalzamento generalizzato dei prezzi, che ha provocato manifestazioni contro il governo di Amman. Questa situazione di instabilità sociale ha generato una viva preoccupazione negli USA, per i quali la Giordania rappresenta un alleato di sempre maggiore importanza. La posizione geografica del paese infatti è fondamentale per la difesa di Israele ed anche nel momento contingente risulta essenziale per l’accoglimento dei profughi siriani. Si è così ulteriormente sviluppato il piano di aiuti di cui gli Stati Uniti sono protagonisti verso la Giordania. Si tratta di un piano quinquennale approvato dal Congresso americano che prevede lo stanziamento di circa 660 milioni di dollari per aiuti economici e militari. Già lo scorso anno furono inviati 900 soldati statunitensi, l’installazione di una batteria di missili Patriot ed alcuni caccia F-16, per evitare al paese lo sconfinamento del conflitto della Siria. Questa misura doveva e deve costituire una protezione anche per lo stato israeliano, sopratutto dal punto di vista preventivo. Il Presidente americano ha ricevuto il Re giordano Abdullah II, garantendogli la continuità degli aiuti ed anche l’assicurazione di farsi carico degli eventuali debiti che la Giordania non riuscirà a rifondere. Oltre l’importanza di fungere da stato cuscinetto tra la Siria ed Israele, il paese giordano acquista maggiore peso nel quadro delle alleanze arabe degli USA, a seguito del raffreddamento dei rapporti con gli stati del Golfo, che hanno intrapreso una politica in appoggio dei gruppi integralisti rivali di Assad non condivisa da Washington. Per gli americani è importante che il paese non venga attraversato da venti di rivolta, sia in senso democratico, che in senso religioso, per non intaccare il potere della dinastia hashemita in carica. La stabilità della Giordania ha assunto una importanza molto rilevante per gli Stati Uniti e ciò spiega l’ingente programma di aiuti accordato ad Amman.

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