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mercoledì 22 ottobre 2014

Il Brasile al voto nella più profonda incertezza

Alla vigilia delle elezioni per la presidenza del Brasile la situazione appare profondamente incerta, il paese sembra arrivare all’appuntamento elettorale senza alcuna previsione sull’esito finale e, soprattutto, profondamente diviso. Si tratta di divisioni che riguardano sia la base geografica, che sociale, del paese, profondamente condizionate dai programmi proposti. Secondo gli analisti gli indecisi sono ancora molti ed ogni dettaglio può rivelarsi fondamentale per l’elezione del presidente brasiliano.  Neves punta ad una strategia che vuole dimostrare il peggioramento delle condizioni del paese negli ultimi quattro anni, coincidenti con il mandato della Rousseff: un innalzamento dell’inflazione, la crescita molto contenuta del prodotto interno lordo e le tante accuse di corruzione tra i funzionari governativi. La presidente uscente usa paragonare il suo sfidante ai risultati che il paese conseguì con il presidente Cardoso (1995-2002), dello stesso partito di Neves, quando l’inflazione era altissima , la privatizzazione delle risorse del paese era viziata da una diffusa corruzione ed il Brasile era troppo subordinato al Fondo Monetario Internazionale. Come si vede si tratta di argomenti molto simili, che non possono spostare le intenzioni di voto più di tanto. Forse può essere maggiormente decisivo l’argomento dell’applicazione dei provvedimenti in materia di stato sociale, che la Rousseff ha praticato nel suo mandato, nei confronti di milioni di famiglie innalzandone il livello sociale e portandole fuori dalla miseria e permettendo il passaggio di altri gruppi sociali dalla classe povera a quella media, attraverso programmi di trasferimento di denaro e di edilizia pubblica. La presidente uscente afferma che Neves, se eletto, non continuerà questi programmi , nonostante che lo sfidante dica il contrario. Per Neves è difficile guadagnare consensi in queste fasce sociali, anche per il suo carattere di candidato elitario; tuttavia è anche vero che esiste un profondo malcontento in una parte degli elettori che ha la percezione di come l’azione di governo della Rousseff non sia stata abbastanza incisiva e l’immagine di cambiamento che i programmi dello sfidante vuole portare avanti, soprattutto in politica estera e nell’economia , potrebbe spostare molti consensi a suo favore.  In effetti proprio nella politica internazionale il ruolo del Brasile è apparso di secondo piano nonostante le proprie potenzialità economiche; il paese non è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista rimanendo di fatto subalterno alle iniziative che Russia e Cina hanno intrapreso nel quadro dell’organizzazione che raggruppa i tre paesi insieme all’India ed al Sud Africa, per contrastare la potenza americana e neppure nel sub continente dell’America latina è riuscito ad emergere per raggiungere il ruolo di paese leader della regione. Se Neves dovesse riuscire a convincere gli elettori di essere in grado di colmare queste lacune, per poi riuscire ad attrarre sia maggiori investimenti, che imporre un ruolo consistente al Brasile in campo internazionale, capaci di migliorare ulteriormente la condizione generale del paese, potrebbe strappare voti alla presidente uscente ed attingere al serbatoio contenente le preferenze della candidata arrivata la terzo posto nel primo turno.  Questi temi, che permettono di fare presa sulle classi più istruite ed elevate socialmente, che già vengono considerate votanti naturali di Neves, hanno senz’altro meno effetto sulle classi basse e medio basse, serbatoio di voti della Rousseff, che, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, deve sapere mantenere i consensi in queste fasce sociali, le più numerose del Brasile, dove si giocherà la partita decisiva. Anche se occorre considerare un altro elemento, quello dell’età degli elettori, dove Neves è favorito tra  coloro che hanno meno di 34 anni, mentre la Rousseff, gode di maggiori consensi sopra i 55 anni di età.   Questo dato sembra  rendere ancora più incerto il pronostico perché molte delle classi meno abbienti sono formate dai più giovani. Sembra essere così decisivo che la presidente uscente non debba perdere la propria base sociale, che è la più estesa del paese, dove Neves  fatica a raccogliere consensi capaci di portarlo alla vittoria. La situazione resta comunque molto fluida ed il risultato finale rimane nella più profonda incertezza.

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