Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
giovedì 5 febbraio 2015
Possibile un impegno degli USA sul terreno dell'Ucraina
L’arrivo a Kiev del Segretario di stato USA, John Kerry, potrebbe preludere ad un maggiore impegno degli Stati Uniti nel conflitto ucraino. La prospettiva potrebbe concretizzarsi grazie alla fornitura di armamenti all’esercito ucraino, per bilanciare gli aiuti russi ricevuti dai ribelli. Sulla natura degli aiuti russi vi sono relazioni contrastanti, ma è indubbio che le forze armate contrarie alle truppe di Kiev abbiano ricevuto armi e probabilmente anche il concorso di militari di Mosca, peraltro impiegati senza alcun segno di riconoscimento. Su queste basi si sono mosse le critiche a Putin, che ha sempre negato una partecipazione, se non morale, dello stato russo, ai conflitti con Kiev. La questione fondamentale che sta dietro alla ormai probabile fornitura di armi, riguarda la qualità del tipo di armamenti forniti ed il necessario supporto per l’uso. Secondo alcuni analisti esiste la concreta possibilità che gli USA forniscano all’Ucraina droni, missili contro i blindati e missili anti carro; si tratterebbe di materiale che necessita di una conoscenza appropriata per essere usato, conoscenza che le truppe dell’esercito ucraino non hanno, proprio perché si tratterebbe di materiale non in dotazione alle forze di Kiev. Ciò implica l’invio anche di soldati americani, a questo riguardo, c’è chi si spinge ad ipotizzare l’invio di un contingente di 5.000 uomini in grado di utilizzare da subito gli armamenti forniti contro i ribelli filorussi. Questa eventualità apre ad un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, con proprie truppe, nella guerra ucraina; si verrebbe a configurare la peggiore situazione possibile, che innalzerebbe il conflitto da guerra locale a conflitto praticamente mondiale. Sembra impossibile che Mosca non seguirebbe Washington su questa strada e schiererebbe in modo ufficiale le proprie truppe sullo scenario militare. A quel punto il confronto da disputa tra ucraini e ribelli assumerebbe la dimensione internazionale di un conflitto dove USA e Russia sarebbero ufficialmente nemiche su di un campo di battaglia militare. Si tratta di uno scenario potenzialmente capace di coinvolgere l’Europa e l’Alleanza Atlantica in un teatro di guerra europeo contro una grande potenza con elevate capacità militari. Insieme alle implicazioni militari ci sono quelle politiche uno scontro di tale portata potrebbe paralizzare le relazioni internazionali del mondo intero, in un contesto generale gravato dalla minaccia fondamentalista islamica, che riguarda in maniera piuttosto stretta entrambi i contendenti, senza parlare degli effetti fortemente negativi su di una economia globale che potrebbe dare i primi timidi segnali di ripresa. La determinazione degli Stati Uniti è dovuta al fatto che la Russia continua ad operare in maniera non limpida, fornendo aiuto ai ribelli in modo non ufficiale ma comunque capace di sbilanciare le sorti del conflitto. Falliti pressoché tutti i tentativi di mediazione la conseguenza è stata l’intensificarsi delle operazioni militari, gli USA temendo una escalation dell’avanzata dei ribelli e pressati dai timori delle nazioni dell’Alleanza Atlantica, che appartenevano al blocco sovietico, starebbero per cambiare la propria posizione di rifiuto ad un coinvolgimento diretto nel conflitto, anche a causa di parti consistenti dei componenti della Casa Bianca, che hanno individuato fin dall’inizio come neoimperialiste le manovre di Mosca contro Crimea ed Ucraina orientale. Le stesse autorità di Kiev è da tempo che chiedono aiuti in varie forme agli USA, all’Alleanza Atlantica ed all’Europa. Tuttavia l’atteggiamento dell’Europa occidentale resta più cauto e maggiormente favorevole ad una soluzione diplomatica della crisi, nonostante questa possibilità sembra essere sempre meno probabile a causa degli sviluppi in corso. Occorre però riconoscere che l’Ucraina e quindi gli USA hanno, almeno formalmente, i favori del diritto internazionale e possono appellarsi alle normative consuetudinarie che prevedono le sanzioni per le invasioni come quella delle truppe russe in Crimea. La situazione pare dunque destinata a riportare indietro le lancette dell’orologio al clima pesante della guerra fredda in una nuova edizione del confronto tra USA e Russia. I due soggetti internazionali devono però ponderare bene ogni decisione, collegandola ad uno scenario globale totalmente mutato rispetto alla guerra fredda e che potrebbe determinare una sconfitta per entrambi i contendenti.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento