Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

martedì 9 aprile 2013

美國國務卿搜索的想法,解決巴勒斯坦問題

美國的關鍵利益相關者,除了當事人,巴勒斯坦問題的決議,但在那一刻,有沒有解決方案,以解除談判,事實上,自2010年以來陷入停滯。根據這些假設,黯淡,然後用一些具體的措施,美國國務卿約翰·克里(John Kerry)的狀態正試圖通過該國在以色列進行正式訪問,以了解雙方的情緒。要說得婉轉創造了安靜外交的定義,這是一個一系列的幾乎非正式接觸,嘗試開發一種新的戰略,以使和平進程取得了一些進展。在現實中,美國的外交政策,傳統的心臟的事,是在黑暗中摸索,不知道如何解鎖的情況不再停滯時間過長的實際入場。克里告訴記者,這將是不負責任的不充分發展的可能性的探索,短語,解釋了如何華盛頓缺乏以任何方式。儘管這清楚的認識到,公開書記的狀態肯定不好看,美國必須尋求一個解決方案,因為他們認為戰略和中央的外交政策,和平進程的進展。這是必要的,以便有不同的反應和憂慮的心態,已經拖了太久,該解決方案,您可以找到一個戰略的以色列 - 巴勒斯坦問題的最終解決伊朗核問題的。相反,創造,或至少開始,巴勒斯坦國將允許美國中刪除一個不在犯罪現場的上,德黑蘭宣傳。但以色列人和巴勒斯坦人之間所取得的懷疑,如果存在已上升到2010年以後,它仍然是最難以克服的障礙。克里與燈關閉,的時候,美國政府的理解,沒有制定任何計劃,這將說服有關各方從自己的立場。國務卿,以及工作艱鉅的,是在這個階段,信息的收集,希望能得到一些有用的信息。這是從這個角度,絕望和無用的,因為白宮都熟悉的狀態的問題。問題始終是相同的:以色列對巴勒斯坦領土的入侵,發生違反現有協議的,甚至是常識的目的。此外,阿巴斯的位置已經固定了一段時間的出發點是以色列定居點凍結在約旦河西岸和東耶路撒冷內塔尼亞胡相反的方向,無論是古代的信仰,最近的選舉編隊的成功在他們的計劃中,有定居點的擴建。奧巴馬的思想,一直是恢復到1967年的條約,但不能太硬推在這條線,因為它需要檢查特拉維夫,避免對伊朗的自主行動,這將迫使美國人一起干預以色列,但遠不如期望的。此外,奧巴馬的態度,新的總統任期是由於改變,變得不那麼冷對內塔尼亞胡,只是為了防止單方面攻擊伊朗多次威脅。也許不是伊朗的核威脅,美國將有更大的迴旋餘地強加給他們的視野,兩種狀態,但就目前而言在檢查。這一發現表明,除其他事項外,伊朗的態度損害了決定性的方式建設自己的狀態巴勒斯坦的野心。然而,需要解決的問題仍然是重要的,但此刻已經完全依賴於技術的獨創性和克里,誰的手外交官歷史的情況下更難以解決。

وزيرة الخارجية الأميركية بحثا عن أفكار لحل القضية الفلسطينية

الولايات المتحدة هي أصحاب المصلحة الرئيسيين، بالإضافة إلى الأطراف، وحل المشكلة الفلسطينية، ولكن في هذه اللحظة، ليس لديهم حلول لإطلاق المفاوضات وهذا هو، في الواقع، المتوقفة منذ عام 2010. مع هذه الافتراضات، ومن ثم قاتمة مع تدابير محددة قليلة، وزيرة الخارجية الأميركية جون كيري يحاول قياس الحالة المزاجية للالطرفين من خلال الزيارة الرسمية التي يقوم به البلد في إسرائيل. بعبارة ملطفة وقد صاغ تعريف الدبلوماسية الهادئة، وهذا هو، سلسلة من الاتصالات غير الرسمية تقريبا في محاولة لوضع استراتيجية جديدة لجعل إحراز بعض التقدم في عملية السلام. في واقع الأمر هو القبول العملي أن الدبلوماسية الأمريكية، تقليديا في صلب الموضوع، ويتلمس طريقه في الظلام، لا يعرفون كيفية فتح الوضع لم يعد توقفت لفترة طويلة جدا. وقال كيري للصحفيين أنه سيكون من غير المسؤول عدم تستكشف بالكامل إمكانيات التقدم، وهي العبارة التي تشرح كيفية اشنطن تفتقر إلى طريقة للخروج بأي شكل من الأشكال. على الرغم من هذا الوعي الواضح أن يعرض وزير الدولة لبالتأكيد لا تبدو جيدة، يلزم الولايات المتحدة للتوصل الى حل لأنهم يعتقدون الاستراتيجية والمركزية لسياستها الخارجية، والتقدم المحرز في عملية السلام. هذا أمر ضروري من أجل الاستجابة بشكل مختلف وأقل الاعتبار هموم القضية النووية الإيرانية، والتي تم سحب لفترة طويلة جدا، ولهذا الحل، لم تتمكن من العثور استراتيجية دون حل نهائي للمشكلة الإسرائيلية الفلسطينية. على العكس من ذلك، إنشاء، أو على الأقل بداية، فإن الدولة الفلسطينية تسمح للولايات المتحدة لإزالة واحدة من الغيبة التي دعاية طهران. لكنها كسبت النسبة الشك بين الإسرائيليين والفلسطينيين، إذا كان موجودا بالفعل، وزيادة بعد عام 2010، إلا أنها تبقى الأكثر عقبة يصعب التغلب عليها. كيري تتحرك مع الأنوار، على أساس أن حكومة الولايات المتحدة في ذلك الوقت، لم تتطور أي خطة من شأنها أن تقنع الأطراف المعنية للانتقال من مواقعهم. وبالتالي فإن مهمة وزيرة الخارجية، وكذلك شاقة، هو، في هذه المرحلة، إلا أن من جمع المعلومات، على أمل الحصول على بعض المعلومات المفيدة. فمن الذي ينظر اليه في ضوء ذلك، يائسة وغير مجدية، لأن البيت الأبيض معتادا على الدولة في هذه المسألة. المشكلة هو نفسه دائما: الغزو الإسرائيلي للأراضي الفلسطينية، والتي وقعت في انتهاك للاتفاقات القائمة وحتى الهدف الحس السليم. وعلاوة على ذلك، كان موقف عباس ثابتة لبعض الوقت: نقطة البداية هي تجميد المستوطنات الإسرائيلية في الضفة الغربية والقدس الشرقية نتنياهو يذهب في الاتجاه المعاكس، على حد سواء الاعتقاد القديم، سواء بالنسبة للنجاح تشكيلات الانتخابات الأخيرة في برنامجهم يكون توسعها الاستيطاني. وكان أوباما فكر دائما للعودة إلى معاهدة عام 1967، ولكن لا يمكن دفع من الصعب جدا على هذا الخط لأنه يحتاج لفحص تل أبيب، وتجنب الإجراءات مستقلة ضد إيران، التي من شأنها أن تجبر الأميركيين على التدخل المطلوب جنبا إلى جنب مع إسرائيل، ولكن بعيدا عن المطلوب. وعلاوة على ذلك، فإن موقف أوباما، فإن مصطلح رئاسية جديدة من المقرر أن تتغير، أصبحت أقل الباردة نحو نتنياهو، فقط لمنع هجوم من جانب واحد ضد طهران هددت مرارا وتكرارا. ربما لا يكون التهديد النووي الإيراني فإن الولايات المتحدة لديها قدر أكبر فسحة لفرض رؤيتهم للدولتين، ولكن في الوقت الراهن هي تحت السيطرة. هذه النتيجة توضح، من بين أمور أخرى، أن الموقف الإيراني من الضرر بطريقة حاسمة طموحات الفلسطينيين لبناء دولة خاصة به. ومع ذلك، فإن الحاجة إلى حل المشكلة لا تزال مهمة، ولكن في الوقت الحالي وتعتمد حصرا على المهارات وبراعة كيري الذي للأيدي الدبلوماسيين تاريخيا واحدة من الحالات الأكثر صعوبة في حلها.

Il Giappone in assetto di guerra

L'impressione che suscita nel vedere schierati i missili nel centro di Tokyo è di uno stupore frastornante. Nonostante tutti i discorsi sulla pace e le ferite dei bombardamenti atomici, che hanno sancito la fine della seconda guerra mondiale siano ben vivi nel cuore e nelle menti dei giapponesi, lo spettacolo delle batterie antimissile schierate nel centro di una città nel 2013, non può non indurre a riflessioni amare. Tutti i faticosi percorsi per ridurre il rischio di nuove guerre sembrano svaniti in un turbine di lucida follia, che lascia spazio alla pianificazione militare, più che comprensibile per difendersi da minacce fuori dal tempo. L'area metropolitana della capitale giapponese è considerata uno dei possibili obiettivi della furia nordcoreana, anche se la possibilità dell'attacco è ritenuta remota, l'impero del sol levante non tralascia alcuna misura per organizzare una difesa all'altezza. Due unità di missili Patriot sono a protezione del Ministero della Difesa e costituiscono la prova tangibile dello stato di allerta, le altre misure prese dal governo non sono però, state rese note, perchè coperte dal segreto militare. Il sistema di difesa, in realtà si basa sulle installazioni presenti sulla costa occidentale del paese, le più vicine al territorio nordcoreano, che dovrebbero garantire la sicurezza assoluta del Giappone, tuttavia, nel caso alcune testate nemiche sfuggissero ai controlli principali entrerebbero in gioco i dispositivi piazzati nella capitale. Il primo ministro Shinzo Abe ha affermato che la nazione giapponese metterà in campo ogni mezzo per garantire la sicurezza e la sovranità del suo territorio. Frattanto continuano in maniera serrata i contatti con gli alleati nel timore dell'annunciata offensiva di Pyongyang, basata sull'utilizzo di missili a medio raggio quindi in grado di raggiungere l'arcipelago del Giappone. Proprio per questo Tokyo ha basato la sua strategia difensiva, non soltanto sui sistemi antimissile, ma anche sul sofisticato apparato di sorveglianza costituito dai satelliti militari integrati con le unità navali schierate nel mar del Giappone; inoltre per evitare eventuali attacchi da terra sono allertate le truppe della Forza di autodifesa al cui supporto, provvede l'aeronautica militare. Il ruolo del Giappone resta comunque di natura prettamente difensiva del proprio territorio, difficilmente le forze armate del paese saranno impiegate al di fuori di questo ambito, gli USA, che sono i veri coordinatori della situazione di emergenza, non hanno interesse ad un coinvolgimento ulteriore per Tokyo, sopratutto per non irritare i cinesi. Pechino non ha avuto un buon rapporto negli scorsi mesi con il Giappone per la questione delle isole contese, malgrado i rapporti economici si siano mantenuti ottimi, tuttavia un impiego differente da quello difensivo delle truppe di Tokyo verrebbe percepito come una ingerenza in un'area di influenza cinese. Washington, dal canto suo, si sta muovendo con ogni riguardo e cautela possibile per non costringere la Cina a reazioni avventate dal punto di vista diplomatico, perchè spera ancora in un intervento risolutivo di Pechino per riportare la Corea del Nord alla ragione. In questo senso l'intervento del presidente cinese Xi Jinping, al Forum economico annuale è stato chiaro, dichiarando che: «Nessun Paese è autorizzato a far precipitare nel caos una regione, e a maggior ragione il mondo intero, per egoismo». La mancanza di riferimento esplicito a Pyongyang non impedisce di capire il destinatario del messaggio. Ancora più chiaro un ulteriore passaggio del leader cinese, che ha affermato: «Dobbiamo agire insieme per risolvere le difficoltà e garantire la stabilità dell’Asia», concludendo con un invito alla comunità internazionale ad avere una «visione comune e cooperativa per difendere la sicurezza globale». Pur rientrando nel criptico linguaggio diplomatico, le affermazioni di Xi Jinping, sembrano indicare che la pazienza cinese sia terminata e che, in assenza di cambiamenti nella politica aggressiva nordcoreana, siamo alla vigilia di un possibile intervento di Pechino per normalizzare la situazione.

Japan in battle

The impression about seeing the missiles deployed in the center of Tokyo is a wonder jarring. Despite all the talk about peace and the wounds of the atomic bombings, which marked the end of World War II are very much alive in the hearts and minds of the Japanese, the spectacle of anti-missile batteries deployed in the center of a city in 2013, can not lead to bitter reflections. All tiring walks to reduce the risk of new wars seem vanished in a swirl of lucid madness, that leaves room for military planning, more than understandable to defend against threats out of time. The metropolitan area of ​​the Japanese capital is regarded as one of the possible targets of the wrath of North Korea, even if the possibility of the attack is considered remote, the empire of the rising sun does not omit any steps to organize a defense to it. Two units of Patriot missiles are to protect the Department of Defense and are the tangible evidence of the state of alert, the other measures taken by the government are not, however, been made known, because military secrecy. The defense system is actually based on the installations present on the west coast of the country, closer to the North Korean territory, which should guarantee the security of Japan, however, in case some enemy warheads from getting out to the main controls come into play devices placed in the capital. Prime Minister Shinzo Abe said that the Japanese nation will field all means to ensure the security and sovereignty of its territory. Meanwhile, still in a tight contact with the Allies in the fear of the announced offensive Pyongyang, based on the use of medium-range missiles then able to reach the archipelago of Japan. Precisely for this Tokyo based its defense strategy, not only on anti-missile systems, but also on the sophisticated surveillance equipment consists of military satellites integrated with naval units deployed in the Sea of ​​Japan, also to help prevent attacks by ground troops are alerted the self-defense force whose support, provides the Air Force. Japan's role remains to be purely defensive of their territory, hardly any country's armed forces will be deployed outside of this area, the United States, which are the actual coordinators of the emergency situation, have no interest in further involvement for Tokyo, especially not to irritate the Chinese. Beijing has not had a good relationship with Japan in recent months for the issue of disputed islands, despite the economic relations have maintained good, but a use different from that defensive troops Tokyo would be perceived as an interference in an area of Chinese influence. Washington, for its part, is moving with every respect and caution can not force China to rash reactions from the diplomatic point of view, because they still hope for a remedial action in Beijing to bring North Korea to reason. In this sense, the intervention of the Chinese President Xi Jinping, at the annual World Economic Forum, it was clear, stating that: "No country is allowed to precipitate chaos in a region, or indeed the whole world, for selfishness." The lack of explicit reference to Pyongyang does not prevent you understand the message recipient. Even more clearly a further step of the Chinese leader, who said: "We must act together to resolve any difficulties and ensure stability in Asia", concluding with a call to the international community to have a "shared vision and cooperative to protect the personal safety global. " Although falling within the cryptic language of diplomacy, the claims of Xi Jinping, seem to indicate that the Chinese patience is terminated and that, in the absence of changes in the aggressive policy of North Korea, we are on the eve of a possible intervention from Beijing to normalize the situation.

Japón en la batalla

La impresión de ver a los misiles desplegados en el centro de Tokio es una maravilla discordante. A pesar de toda la palabrería sobre la paz y las heridas de los bombardeos atómicos, que marcó el final de la Segunda Guerra Mundial están muy vivos en los corazones y las mentes de los japoneses, el espectáculo de las baterías anti-misiles desplegados en el centro de la ciudad en 2013, no puede dar lugar a reflexiones amargas. Todas las caminatas extenuantes para reducir el riesgo de nuevas guerras parecer desapareció en un remolino de locura lúcida, que deja espacio para la planificación militar, más que comprensible para defenderse de las amenazas fuera de plazo. El área metropolitana de la capital japonesa es considerado como uno de los posibles blancos de la ira de Corea del Norte, aunque la posibilidad de que el ataque se considera remota, el imperio del sol naciente no omite ningún paso para organizar una defensa a la misma. Dos unidades de misiles Patriot son proteger el Departamento de Defensa y son la evidencia tangible del estado de alerta, las otras medidas tomadas por el gobierno no son, sin embargo, ha dado a conocer, porque el secreto militar. El sistema de defensa se basa realmente en las actuales instalaciones en la costa oeste del país, más cerca del territorio de Corea del Norte, que debe garantizar la seguridad de Japón, sin embargo, en el caso de algunas ojivas enemigas de salir a los controles principales entran en dispositivos de reproducción colocado en la capital. El primer ministro, Shinzo Abe, dijo que la nación japonesa alineará todos los medios para garantizar la seguridad y la soberanía de su territorio. Mientras tanto, todavía en un estrecho contacto con los aliados en el temor de Pyongyang anunció ofensiva, basada en el uso de misiles de mediano alcance capaces de alcanzar luego el archipiélago de Japón. Precisamente por esto Tokio basó su estrategia de defensa, no sólo en los sistemas antimisiles, sino también en el equipo de vigilancia sofisticado consiste en satélites militares integradas con las unidades navales desplegadas en el Mar de Japón, también para ayudar a prevenir los ataques de las tropas de tierra se le avisa la fuerza de autodefensa cuyo apoyo, proporciona la Fuerza Aérea. El papel de Japón sigue siendo puramente defensiva de su territorio, apenas las fuerzas armadas de cualquier país serán desplegados fuera de esta zona, los Estados Unidos, que son los coordinadores reales de la situación de emergencia, no tienen interés en una mayor participación de Tokio, especialmente no irritar a los chinos. Pekín no ha tenido una buena relación con Japón en los últimos meses para la expedición de las islas en disputa, a pesar de las relaciones económicas se han mantenido bien, pero un uso distinto al que las tropas defensivas Tokio sería percibido como una injerencia en un área de la influencia china. Washington, por su parte, se mueve con todo el respeto y la precaución no se puede obligar a China a reacciones precipitadas desde el punto de vista diplomático, porque todavía la esperanza de una acción correctiva en Beijing para llevar a Corea del Norte a la razón. En este sentido, la intervención del Presidente de China, Xi Jinping, en el Foro Económico Mundial, estaba claro, afirmando que: ". Ningún país se le permite al caos precipitado en una región, o incluso del mundo entero, por egoísmo" La falta de referencia explícita a Pyongyang no impide que usted entienda el destinatario del mensaje. Aún más claramente un paso más allá del líder chino, quien dijo: "Debemos actuar juntos para resolver las dificultades y asegurar la estabilidad en Asia", y concluyó con un llamado a la comunidad internacional a tener una "visión compartida y de cooperación para proteger la seguridad personal global ". A pesar de que entre en el lenguaje críptico de la diplomacia, las pretensiones de Xi Jinping, parecen indicar que la paciencia china está terminado y que, en ausencia de cambios en la política de agresión de Corea del Norte, estamos en vísperas de una posible intervención de Pekín para normalizar la situación.

Japan im Kampf

Der Eindruck über das Sehen, die Raketen im Zentrum von Tokio eingesetzt ist ein Wunder Erschütterungen. Trotz all dem Gerede über Frieden und die Wunden der Atombombenabwürfe, die das Ende des Zweiten Weltkriegs markiert sind sehr lebendig in den Herzen und Köpfen der Japaner, das Spektakel von Anti-Raketen-Batterien im Zentrum der Stadt im Jahr 2013 eingesetzt, kann nicht führen bittere Reflexionen. Alle anstrengenden Wanderungen, um das Risiko von neuen Kriegen zu reduzieren scheint verschwunden in einem Strudel von luziden Wahnsinn, die Raum für die militärische Planung verlässt, mehr als verständlich vor Bedrohungen aus der Zeit zu verteidigen. Der Großraum der japanischen Hauptstadt gilt als eine der möglichen Ziele des Zornes Nordkorea betrachtet, selbst wenn die Möglichkeit des Angriffs wird als gering, das Reich der aufgehenden Sonne nicht unterlassen Schritte, um eine Verteidigung zu organisieren. Zwei Einheiten der Patriot-Raketen sind das Department of Defense zu schützen und sind der greifbare Beweis für die Alarmbereitschaft, die anderen Maßnahmen, die von der Regierung ergriffenen nicht, aber bekannt gemacht worden, weil die militärischen Geheimhaltung. Das Abwehrsystem wird tatsächlich auf den Anlagen vorhanden an der Westküste des Landes, näher an der nordkoreanischen Gebiet, was die Sicherheit Japans garantieren sollte jedoch im Falle einige feindliche Sprengköpfe von uns aus zu den wichtigsten Kontrollen in Play-Geräte kommen basiert platziert in der Hauptstadt. Ministerpräsident Shinzo Abe sagte, dass das japanische Volk wird alle Mittel Feld, um die Sicherheit und Souveränität seines Territoriums zu gewährleisten. Unterdessen noch in einem engen Kontakt mit den Alliierten in der Furcht des angekündigten Offensive Pyongyang, über den Einsatz von Raketen mittlerer Reichweite dann in der Lage, um die Inselgruppe Japan erzielt haben. Genau aus diesem Tokyo seine Verteidigung Strategie, nicht nur auf Anti-Raketen-Systeme, sondern auch auf dem anspruchsvollen Überwachungsanlagen aus militärischen Satelliten mit Marineeinheiten in der Sea of ​​Japan eingesetzt, auch um zu verhindern, Angriffe von Bodentruppen integriert sind alarmiert Die Self-Defense Force, deren Unterstützung bietet die Air Force. Japans Rolle bleibt rein defensive ihres Territoriums, kaum ein Land Streitkräfte außerhalb dieses Bereichs bereitgestellt wird, die Vereinigten Staaten, die die tatsächlichen Koordinatoren der Notsituation sind, haben kein Interesse an weiteren Engagement für Tokyo, vor allem nicht zu reizen den Chinesen. Peking hatte keine gute Beziehung zu Japan in den vergangenen Monaten für die Ausgabe von umstrittenen Inseln, trotz der wirtschaftlichen Beziehungen gepflegt haben gut, aber ein Einsatz unterscheidet sich von defensiven Truppen Tokyo würde als Einmischung in einem Bereich von wahrgenommen werden chinesischen Einfluss. Washington, für seinen Teil, wird mit jedem Respekt und Vorsicht bewegen kann sie nicht zwingen China zu unüberlegten Reaktionen aus der diplomatischen Sicht, weil sie noch Hoffnung auf eine Abhilfe in Peking nach Nordkorea zur Vernunft zu bringen. In diesem Sinne ist die Intervention des chinesischen Präsidenten Xi Jinping, bei der jährlichen World Economic Forum, war es klar, die besagt, dass: ". Kein Land ist auf Niederschlag Chaos in einer Region oder sogar der ganzen Welt erlaubt, zum Egoismus" Das Fehlen ausdrücklicher Verweis auf Pjöngjang nicht verhindern, dass Sie verstehen, den Empfänger der Nachricht. Noch deutlicher ist ein weiterer Schritt der chinesischen Führer, der sagte: "Wir müssen gemeinsam handeln, um keine Schwierigkeiten zu lösen und die Stabilität in Asien", und schließt mit einem Aufruf an die internationale Gemeinschaft auf, eine "gemeinsame Vision und kooperativ um die persönliche Sicherheit zu schützen global. " Zwar in der kryptischen Sprache der Diplomatie, scheinen die Ansprüche von Xi Jinping, um anzuzeigen, dass die chinesische Geduld beendet wird, und dass in der Abwesenheit von Veränderungen in der aggressiven Politik Nordkoreas, sind wir am Vorabend einer möglichen Intervention aus Peking, um die Situation zu normalisieren.

Japon dans la bataille

L'impression de voir les missiles déployés dans le centre de Tokyo, est une merveille de secousses. Malgré tous les discours sur la paix et les blessures des bombardements atomiques, qui ont marqué la fin de la Seconde Guerre mondiale sont encore bien vivants dans les cœurs et les esprits des Japonais, le spectacle des batteries antimissiles déployées dans le centre de la ville en 2013, ne peut pas conduire à d'amères réflexions. Toutes les marches fatigantes pour réduire le risque de nouvelles guerres semblent disparaître dans un tourbillon de folie lucide, qui laisse place à la planification militaire, plus compréhensible pour les défendre contre les menaces de temps. La zone métropolitaine de la capitale japonaise est considérée comme l'une des cibles possibles de la colère de la Corée du Nord, même si la possibilité de l'attaque est considéré comme faible, l'empire du soleil levant ne pas omettre les étapes pour organiser une défense à lui. Deux unités de missiles Patriot sont de protéger le ministère de la Défense et sont la preuve tangible de l'état d'alerte, les autres mesures prises par le gouvernement ne sont pas, cependant, été révélé, parce que le secret militaire. Le système de défense est en fait basé sur les installations présentes sur la côte ouest du pays, plus près du territoire nord-coréen, qui doit garantir la sécurité du Japon, toutefois, au cas où certaines ogives ennemies de sortir vers les principaux contrôles entrent en dispositifs de jeu placé dans la capitale. Le Premier ministre Shinzo Abe a déclaré que la nation japonaise sera sur le terrain tous les moyens pour assurer la sécurité et la souveraineté de son territoire. Pendant ce temps, toujours dans un contact étroit avec les Alliés dans la crainte de l'annonce de Pyongyang offensive, basée sur l'utilisation de missiles à moyenne portée alors capables d'atteindre l'archipel du Japon. C'est précisément pour cette Tokyo à partir de sa stratégie de défense, non seulement sur les systèmes anti-missiles, mais aussi sur l'équipement de surveillance sophistiquée se compose de satellites militaires intégrées aux unités navales déployées dans la mer du Japon, également pour aider à prévenir les attaques des troupes au sol sont alertés la force d'auto-défense dont le soutien, fournit l'Armée de l'Air. Le rôle du Japon reste à être purement défensif de leur territoire, presque pas de pays forces armées sera déployé à l'extérieur de cette zone, les États-Unis, qui sont les coordinateurs de la situation d'urgence, n'ont aucun intérêt à une plus grande participation des Tokyo, en particulier de ne pas irriter les Chinois. Pékin n'a pas eu une bonne relation avec le Japon ces derniers mois pour la délivrance des îles contestées, malgré les relations économiques ont maintenu un bon, mais un usage différent de ce que les troupes défensives Tokyo serait perçu comme une ingérence dans un domaine de l'influence chinoise. Washington, pour sa part, se déplace avec tous les égards et la prudence ne peut pas forcer la Chine à des réactions éruption du point de vue diplomatique, parce qu'ils ont encore l'espoir d'une action corrective à Pékin pour amener la Corée du Nord à la raison. En ce sens, l'intervention du président chinois Xi Jinping, lors du Forum économique mondial de Davos, il était clair, en déclarant que: ". Aucun pays n'est autorisé à le chaos précipité dans une région, voire du monde entier, car l'égoïsme" L'absence de référence explicite à Pyongyang ne vous empêche pas de comprendre le destinataire du message. Plus clairement encore un peu plus loin du leader chinois, qui a dit: «Nous devons agir ensemble pour résoudre les difficultés et assurer la stabilité en Asie», concluant par un appel à la communauté internationale d'avoir une vision «partagée et concertée pour protéger la sécurité personnelle mondiale. " Bien que relevant du langage cryptique de la diplomatie, les revendications de Xi Jinping, semblent indiquer que la patience chinoise est terminée et que, en l'absence de changements dans la politique agressive de la Corée du Nord, nous sommes à la veille d'une éventuelle intervention de Pékin à normaliser la situation.