Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

giovedì 21 agosto 2014

Il reclutamento di combattenti stranieri problema aggiuntivo alla lotta all'integralismo musulmano

Il fatto che il carnefice del giornalista americano sia molto probabilmente inglese ha focalizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo sul problema che una percentuale consistente dei combattenti dell’esercito dello stato islamico dell’Iraq e del Levante sia di origine straniera. Il bacino territoriale di provenienza di questi integralisti risulta essere piuttosto ampio; infatti i reclutamenti avvengono grazie all’afflusso di europei, cinesi, cittadini dei paesi caucasici, oltre che dai paesi arabi, dove a prima vista, il fenomeno dovrebbe essere più naturale. In realtà i servizi di sicurezza dei paesi occidentali sono bene a conoscenza di questo segnale, che viene costantemente monitorato, anche per evitare l’apertura di eventuali fronti interni. Questo tema è sentito sempre di più nell’ottica del coinvolgimento dei paesi occidentali nell’azione di repressione e di contenimento della situazione irakena. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che ha sede a Londra, sarebbero ben 20.000 i combattenti stranieri in Siria, mentre nell’ultimo mese le reclute dell’esercito integralista sarebbero state ben 6.000, con una percentuale di stranieri di uno su sei. Su questi numeri, non sono solo i paesi occidentali a doversi interrogare, ma anche la Cina, coinvolta nella repressione dei territori a maggioranza musulmana e la Russia, da anni alle prese con il terrorismo ceceno, da cui provengono diversi combattenti impegnati in Siria ed in Iraq sotto le bandiere nere dell’esercito del califfato. In Europa il maggiore afflusso nelle fila degli integralisti proviene da Regno Unito, Svezia e Francia. Si tratta di paesi a forte immigrazione musulmana dove si è registrato un proselitismo notevole e che rappresenta un terreno di coltura importante per il reclutamento dei terroristi. I paesi da cui provengono questi flussi sono davanti a tre problemi emergenti: il primo è come contrastare questo movimento in uscita degli aspiranti combattenti, il secondo è come controllare coloro che rientrano in patria ed il terzo, profondamente connesso con il secondo, è prevenire qualsiasi atto terroristico proveniente da questa area. Si ritiene, infatti, che i superstiti che ritornano nel paese di origine siano maggiormente determinati a compiere attentati nel nome dell’integralismo. Combattere in questo campo non è però spesso agevole, per la mancanza di una legislazione al passo con l’insorgenza, sempre più veloce, di questi fenomeni e per non varcare il confine, spesso molto sottile, del rispetto dei diritti soggettivi. Tuttavia appare necessario uno sforzo comune, a livello sovranazionale, per elaborare strategie efficaci. Al contrario, su questo aspetto i rapporti di contrasto tra gli stati, rappresentano ancora un ostacolo alla necessaria collaborazione ed ogni nazione opera ancora troppo in maniera singola per contrastare queste minacce.
Un altro aspetto riguarda come l’esposizione al pericolo dei paesi toccati da questo fenomeno stia salendo in maniera esponenziale di pari passo con il coinvolgimento in azioni di contrasto al califfato e, tuttavia, proprio per non alimentare questa spirale, sia impossibile non intervenire. Questo fattore del reclutamento estero dei combattenti, trasforma sempre più l’aspetto del pericolo del terrorismo musulmano in un fattore globale, che coinvolge stati con sistemi di governo profondamente differenti e di diversa appartenenza territoriale, con società distanti per modi di vita e con redditi diversi. Si impone così una attenzione mondiale al contrasto di questo tipo di terrorismo, che si segnala per una organizzazione di livello così alto da potersi definire inedita nella storia. Questa peculiarità non può non investire le relazioni diplomatiche con quegli stati che in maniera strumentale hanno permesso, con i loro finanziamenti, di raggiungere l’attuale grado di sviluppo. Può risultare determinante coinvolgere queste nazioni sulle tematiche del controllo delle frontiere e dei transiti per lo sviluppo di un database mondiale, che registri i traffici anomali in zone di guerra; ma per fare ciò occorre superare grandi diffidenze reciproche, che hanno contribuito, anch’esse, allo sviluppo del terrorismo religioso.   

The recruitment of foreign fighters to fight Islamic fundamentalism additional problem

The fact that the perpetrator of the American journalist is most likely English has focused the attention of the media around the world on the problem that a considerable proportion of the fighters of the army of the Islamic state of Iraq and the Levant is of foreign origin. The catchment area of origin of these fundamentalists turns out to be rather large; In fact, referrals are made by an influx of European, Chinese, citizens of the countries in the Caucasus, as well as from Arab countries, where at first glance, the phenomenon should be more natural. In reality, the security services of Western countries are well aware of this signal, which is constantly monitored, to prevent the opening of any internal fronts. This theme is heard more and more in terms of the involvement of Western countries in the action of repression and containment of the situation in Iraq. According to the Syrian Observatory for Human Rights, based in London, would be more than 20,000 foreign fighters in Syria, while last month the fundamentalist army recruits were 6,000, with a percentage of foreigners than one in six . On these numbers, they are not only Western countries to have to interrogate, but also China, involved in repression of the Muslim-majority territories and Russia, for years struggling with Chechen terrorism, from which several fighters engaged in Syria and Iraq under the black flags of the army of the caliphate. In Europe, the increased inflow into the ranks of the fundamentalists comes from the UK, Sweden and France. These are countries with high Muslim immigration where there has been a considerable proselytizing and that is a major breeding ground for terrorist recruitment. The countries from which these flows are in front of three emerging issues: the first is how to counter this movement in the output of the aspiring fighters, the second is how to control those returnees and third, deeply connected with the second, is to prevent any terrorist attack coming from this area. It is believed that the survivors who return to their country of origin are more determined to carry out attacks in the name of fundamentalism. Fighting in this field, however, is often not easy, due to the lack of legislation in step with the onset, faster and faster, these phenomena and not to cross the border, often very subtle, respect for individual rights. However, it is necessary a common effort, to the supranational level, to develop effective strategies. On the contrary, this aspect of the contrast ratios between the states, still represent an obstacle to the necessary collaboration and each nation still work too in a single to counter these threats.
Another aspect concerns such as exposure to the danger of the countries affected by this phenomenon is rising at an exponential pace with the involvement in actions against the caliphate and, yet, in order not to feed this spiral, it is impossible not to intervene. This factor in the recruitment of foreign fighters, increasingly transforms the look of the danger of Islamic terrorism in a global factor, which involves states with very different systems of government and different territorial belonging, with the company away to ways of life and with different incomes . It thus imposes a global attention to the contrast of this kind of terrorism, which are notable for their organization level so high as to be unprecedented in history. This peculiarity can not invest diplomatic relations with those states that have allowed in an instrumental, with their funding, to achieve the current level of development. It can be crucial to involve these countries on the issues of border control and transit for the development of a world-wide database, which registers the unusual trade in war zones; but to do what is necessary to overcome great mutual distrust, that helped, also, the development of religious terrorism.

El reclutamiento de combatientes extranjeros para luchar contra el fundamentalismo islámico problema adicional

El hecho de que el autor de la periodista estadounidense es más probable Inglés se ha centrado la atención de los medios de comunicación de todo el mundo sobre el problema de que una proporción considerable de los combatientes del ejército del Estado Islámico de Irak y el Levante es de origen extranjero. El área de influencia del origen de estos fundamentalistas resulta ser bastante grande; De hecho, las referencias son hechas por una afluencia de europeos, chinos, los ciudadanos de los países del Cáucaso, así como de los países árabes, en los que, a primera vista, el fenómeno debe ser más natural. En realidad, los servicios de seguridad de los países occidentales son muy conscientes de esta señal, el cual es monitoreado constantemente, para evitar la apertura de cualquier frentes internos. Este tema se escucha cada vez más en términos de la participación de los países occidentales en la acción de la represión y la contención de la situación en Irak. Según el Observatorio Sirio para los Derechos Humanos, con sede en Londres, sería más de 20.000 combatientes extranjeros en Siria, mientras que el mes pasado los reclutas del ejército fundamentalistas fueron 6.000, con un porcentaje de extranjeros de uno de cada seis . En estos números, no son sólo los países occidentales a tener que interrogar, sino también China, implicado en la represión de los territorios de mayoría musulmana y Rusia, desde hace años luchan contra el terrorismo checheno, de la que varios combatientes involucrados en Siria y Irak bajo las banderas negras del ejército del califato. En Europa, el aumento de la entrada en las filas de los fundamentalistas proviene del Reino Unido, Suecia y Francia. Estos son los países con alta inmigración musulmana donde se ha producido un considerable proselitismo y que es una importante zona de cultivo para el reclutamiento de terroristas. Los países de los que estos flujos están en frente de tres nuevas cuestiones: la primera es cómo contrarrestar este movimiento en la salida de los luchadores que aspiran, la segunda es la forma de controlar los repatriados y tercero, profundamente conectado con la segunda, es para evitar cualquier ataque terrorista procedente de esta superficie. Se cree que los sobrevivientes que regresan a su país de origen son más decididos a llevar a cabo ataques en nombre del fundamentalismo. Los combates en este campo, sin embargo, a menudo no es fácil, debido a la falta de legislación en consonancia con la aparición, cada vez más rápido, estos fenómenos y no cruzar la frontera, a menudo muy sutil, el respeto a los derechos individuales. Sin embargo, es necesario un esfuerzo común, a nivel supranacional, para desarrollar estrategias efectivas. Por el contrario, este aspecto de las relaciones de contraste entre los estados, siguen representando un obstáculo para la necesaria colaboración y cada nación todavía funciona demasiado en una sola para hacer frente a estas amenazas.
Otro aspecto de interés, como la exposición al peligro de los países afectados por este fenómeno está aumentando a un ritmo exponencial, con la participación en las acciones contra el califato y, sin embargo, con el fin de no alimentar esta espiral, es imposible no intervenir. Este factor en el reclutamiento de combatientes extranjeros, se transforma cada vez más el aspecto del peligro del terrorismo islámico en un factor global, que consiste en estados con diferentes sistemas de gobierno y de diferente pertenencia territorial, con la compañía de distancia a las formas de vida y con diferentes ingresos . Este impone así una atención global al contraste de este tipo de terrorismo, que son notables por su nivel tan alto como para ser sin precedentes en la historia de la organización. Esta peculiaridad no puede invertir las relaciones diplomáticas con los Estados que han permitido en un tema instrumental, con su financiación, para alcanzar el nivel actual de desarrollo. Puede ser crucial involucrar a estos países sobre las cuestiones de control fronterizo y de tránsito para el desarrollo de una base de datos a nivel mundial, que registra el tráfico inusual en zonas de guerra; pero para hacer lo que es necesario superar una gran desconfianza mutua, que ayudó, también, el desarrollo de terrorismo religioso.

Die Rekrutierung von ausländischen Kämpfern, um den islamischen Fundamentalismus zusätzliches Problem zu kämpfen

Die Tatsache, dass der Täter von dem amerikanischen Journalisten ist sehr wahrscheinlich, Englisch hat sich die Aufmerksamkeit der Medien auf der ganzen Welt auf das Problem, dass ein erheblicher Teil der Kämpfer der Armee der Islamischen Staat Irak und der Levante ist ausländischer Herkunft konzentriert. Das Einzugsgebiet der Ursprung dieser Fundamentalisten stellt sich heraus, ziemlich groß zu sein; In der Tat, der Befassung durch einen Zustrom von europäischen, chinesischen gemacht, Bürger der Länder des Kaukasus, wie auch aus den arabischen Ländern, in denen auf den ersten Blick sollte das Phänomen natürlicher sein. In der Realität sind die Sicherheitsdienste der westlichen Länder wohl bewusst dieses Signals, die ständig überwacht wird, um die Eröffnung eines internen Fronten zu verhindern. Dieses Thema wird mehr und mehr in Bezug auf die Beteiligung der westlichen Länder in der Wirkung der Repression und Eindämmung der Situation im Irak gehört. Nach Angaben der syrischen Beobachtungsstelle für Menschenrechte mit Sitz in London, würde mehr als 20.000 ausländische Kämpfer in Syrien, während im letzten Monat die fundamentalistischen Rekruten waren 6000 mit einem Anteil von Ausländern als einer von sechs . Auf diese Zahlen, sind sie nicht nur den westlichen Ländern zu befragen, aber auch China, in Unterdrückung der mehrheitlich muslimischen Gebieten und Russland, seit Jahren kämpfen mit tschetschenischen Terrorismus, von dem mehrere Kämpfer in Syrien engagiert beteiligt und Irak unter den schwarzen Fahnen der Armee des Kalifats. In Europa, den erhöhten Zufluss in die Reihen der Fundamentalisten kommt aus Großbritannien, Schweden und Frankreich. Dies sind Länder mit hohen muslimischen Einwanderung, wo hat es eine erhebliche Missionierung und das ist ein wichtiger Nährboden für die Rekrutierung von Terroristen. Die Länder, aus denen diese Ströme sind vor drei neue Probleme: Das erste ist, wie man diese Bewegung in der Ausgabe der angehende Kämpfer zu begegnen, die zweite ist, wie man diese Rückkehrer kontrollieren und dritte, tief mit der zweiten verbunden ist, zu einem zu verhindern Terroranschlag kommen aus diesem Bereich. Es wird angenommen, dass die Überlebenden, die in ihr Herkunftsland zurückkehren können, entschlossener durchzuführen Angriffe im Namen des Fundamentalismus. Kämpfe in diesem Gebiet ist aber oft nicht einfach, aufgrund des Fehlens von Rechtsvorschriften im Schritt mit dem Beginn, schneller und schneller, diese Phänomene und nicht über die Grenze, die oft sehr subtil, Achtung der individuellen Rechte. Allerdings ist es notwendig, eine gemeinsame Anstrengung, auf die supranationale Ebene, um effektive Strategien zu entwickeln. Im Gegenteil, dieser Aspekt der Kontrastverhältnisse zwischen den Staaten, immer noch ein Hindernis darstellen, um die notwendige Zusammenarbeit und jede Nation immer noch zu arbeiten in einer einzigen, um diesen Bedrohungen zu begegnen.
Ein weiterer Aspekt betrifft beispielsweise die Belichtung auf die Gefahr, die von diesem Phänomen betroffenen Länder ist mit einer exponentiellen Tempo mit der Beteiligung an Aktionen gegen das Kalifat und stieg noch, um nicht, diese Spirale zu ernähren, ist es unmöglich, nicht zu intervenieren. Dieser Faktor bei der Rekrutierung von ausländischen Kämpfern, wandelt immer den Blick von der Gefahr des islamischen Terrorismus in einem globalen Faktor, der Staaten, Lebensformen und mit unterschiedlichen Einkommen beinhaltet mit sehr unterschiedlichen Systeme der Regierung und verschiedenen territorialen Zugehörigkeit, mit dem Unternehmen entfernt . Sie legt somit eine globale Aufmerksamkeit auf den Gegensatz dieser Art von Terrorismus, die sich durch ihre Organisationsebene so hoch, dass in der Geschichte beispiellos sind. Diese Besonderheit kann keine diplomatischen Beziehungen zu investieren, mit den Staaten, die in einer Instrumental erlaubt haben, mit ihren Mitteln, um den aktuellen Stand der Entwicklung zu erreichen. Es kann entscheidend sein, um diese Länder zu Fragen der Grenzkontrolle und der Durchfuhr für die Entwicklung einer weltweiten Datenbank, die den ungewöhnlichen Handel in Kriegsgebieten registriert einzubeziehen; sondern zu tun, was notwendig ist, um große gegenseitige Misstrauen, das half auch, die Entwicklung des religiösen Terrorismus zu überwinden.

Le recrutement de combattants étrangers pour lutter contre le fondamentalisme islamique problème supplémentaire

Le fait que l'auteur de la journaliste américaine est le plus susceptible anglais a attiré l'attention des médias du monde entier sur le problème qu'une proportion considérable des combattants de l'armée de l'Etat islamique d'Irak et du Levant est d'origine étrangère. La zone de chalandise d'origine de ces fondamentalistes se révèle être assez grand; En fait, les renvois sont effectués par un afflux de européens, chinois, les citoyens des pays du Caucase, ainsi que des pays arabes, , à première vue, le phénomène devrait être plus naturel. En réalité, les services de sécurité des pays occidentaux sont bien conscients de ce signal, qui est surveillée en permanence, pour empêcher l'ouverture de tous les fronts internes. Ce thème est de plus en plus entendre en termes d'implication des pays occidentaux dans l'action de répression et de confinement de la situation en Irak. Selon l'Observatoire syrien pour les droits de l'homme, basé à Londres, serait plus de 20.000 combattants étrangers en Syrie, tandis que le mois dernier les recrues de l'armée fondamentalistes étaient 6000, avec un pourcentage d'étrangers d'un sur six . Sur ces chiffres, ils ne sont pas seulement les pays occidentaux d'avoir à interroger, mais aussi la Chine, impliqué dans la répression des territoires à majorité musulmane et la Russie, pendant des années aux prises avec le terrorisme tchétchène, dont plusieurs combattants engagés en Syrie et Irak sous les drapeaux noirs de l'armée du califat. En Europe, l'augmentation des entrées dans les rangs des fondamentalistes vient du Royaume-Uni, la Suède et la France. Ce sont des pays avec l'immigration musulmane haute où il ya eu un prosélytisme considérable et qui est un lieu de reproduction important pour le recrutement de terroristes. Les pays d'où ces flux sont en face de trois questions émergentes: la première est de savoir comment contrer ce mouvement dans la sortie des combattants en herbe, le deuxième est de savoir comment contrôler ces rapatriés et la troisième, profondément liée à la seconde, est de prévenir toute attaque terroriste provenant de cette superficie. On croit que les survivants qui retournent dans leur pays d'origine sont plus déterminés à mener des attaques au nom de l'intégrisme. Les combats dans ce domaine, cependant, n'est souvent pas facile, en raison de l'absence de législation en phase avec l'apparition, plus rapide et plus rapide, ces phénomènes et de ne pas traverser la frontière, souvent très subtile, le respect des droits individuels. Cependant, il est nécessaire un effort commun, au niveau supranational, à élaborer des stratégies efficaces. Au contraire, cet aspect des rapports de contraste entre les Etats, représente toujours un obstacle à la collaboration nécessaire et chaque nation encore trop de travail en un seul pour contrer ces menaces.
Un autre volet tels que l'exposition au danger des pays touchés par ce phénomène est en augmentation à un rythme exponentiel avec la participation à des actions contre le califat et, encore, afin de ne pas nourrir cette spirale, il est impossible de ne pas intervenir. Ce facteur dans le recrutement de combattants étrangers, se transforme de plus en plus l'apparence du danger du terrorisme islamique dans un facteur global, impliquant les pays très différents systèmes de gouvernement et différents appartenance territoriale, avec la société suite à des modes de vie et de revenus différents . Il impose donc une attention mondiale sur le contraste de ce type de terrorisme, qui se distinguent par leur niveau si élevé pour être sans précédent dans l'histoire de l'organisation. Cette particularité ne peut pas investir des relations diplomatiques avec les États qui ont permis à un instrumental, avec leur financement, pour atteindre le niveau actuel de développement. Il peut être crucial d'impliquer ces pays sur les questions de contrôle des frontières et de transit pour le développement d'une base de données à l'échelle mondiale, qui enregistre le commerce inhabituelle dans les zones de guerre; mais à faire ce qui est nécessaire pour surmonter une grande méfiance mutuelle, qui a permis, également, le développement du terrorisme religieux.

O recrutamento de combatentes estrangeiros para lutar contra o fundamentalismo islâmico problema adicional

O fato de que o autor do jornalista norte-americano é mais provável Inglês tem focado a atenção dos meios de comunicação ao redor do mundo sobre o problema que uma parte considerável dos combatentes do exército do Estado Islâmico do Iraque e do Levante é de origem estrangeira. A área de influência de origem desses fundamentalistas acaba por ser bastante grande; Na verdade, as referências são feitas por um influxo de europeus, chineses, os cidadãos dos países do Cáucaso, bem como de países árabes, onde, à primeira vista, o fenômeno deve ser mais natural. Na realidade, os serviços de segurança dos países ocidentais estão bem cientes deste sinal, que é constantemente monitorado, para evitar a abertura de todas as frentes internas. Este tema é ouvido cada vez mais em termos do envolvimento dos países ocidentais na ação de repressão e contenção da situação no Iraque. De acordo com o Observatório Sírio para os Direitos Humanos, com sede em Londres, seria mais de 20.000 combatentes estrangeiros na Síria, enquanto no mês passado os recrutas do exército fundamentalistas foram 6.000, com uma percentagem de estrangeiros do que um em cada seis . Em relação a estes números, eles não são apenas os países ocidentais têm que interrogar, mas também China, implicado na repressão dos territórios de maioria muçulmana e Rússia, há anos lutando com o terrorismo checheno, a partir do qual vários lutadores envolvidos na Síria e Iraque sob as bandeiras pretas do exército do califado. Na Europa, o aumento da entrada para as fileiras dos fundamentalistas vem do Reino Unido, Suécia e França. Estes são países com alta imigração muçulmana onde houve um proselitismo considerável e que é um grande terreno fértil para o recrutamento de terroristas. Os países de onde esses fluxos estão na frente de três temas emergentes: a primeira é a forma de combater este movimento na saída dos lutadores aspirantes, a segunda é a forma de controlar esses repatriados e terceiro, profundamente conectado com o segundo, é para evitar qualquer ataque terrorista provenientes desta área. Acredita-se que os sobreviventes que regressam ao seu país de origem são mais determinado para realizar ataques em nome do fundamentalismo. Luta neste campo, no entanto, muitas vezes não é fácil, devido à falta de legislação na etapa com o início, mais rápido e mais rápido, esses fenômenos e não atravessar a fronteira, muitas vezes muito sutil, o respeito aos direitos individuais. No entanto, é necessário um esforço comum, para o nível supranacional, para desenvolver estratégias eficazes. Pelo contrário, este aspecto das relações de contraste entre os estados, ainda representam um obstáculo para a colaboração necessária e cada nação, ainda funcionam também em uma única para combater essas ameaças.
Uma outra vertente, como a exposição ao perigo dos países afectados por este fenómeno está a aumentar a um ritmo exponencial, com o envolvimento em ações contra o califado e, ainda, a fim de não alimentar esta espiral, é impossível não intervir. Este fator no recrutamento de combatentes estrangeiros, cada vez mais transforma o visual do perigo do terrorismo islâmico em um fator global, que envolve os estados com diferentes sistemas de governo e diferente territorial pertencente, com a empresa longe de modos de vida e com diferentes rendimentos . Assim, impõe uma atenção global para o contraste deste tipo de terrorismo, que são notáveis ​​por sua nível tão alto a ponto de ser sem precedentes na história organização. Esta particularidade não pode investir relações diplomáticas com os Estados que têm permitido em uma instrumental, com o seu financiamento, para atingir o nível atual de desenvolvimento. Ele pode ser crucial envolver esses países sobre as questões de controlo das fronteiras e de trânsito para o desenvolvimento de um banco de dados em todo o mundo, que registra o comércio incomum em zonas de guerra; mas fazer o que é necessário para superar grande desconfiança mútua, que ajudou, também, o desenvolvimento de terrorismo religioso.

Вербовка иностранных боевиков для борьбы исламского фундаментализма дополнительную проблему

Тот факт, что лицо, совершившее американского журналиста, скорее всего, английский привлек внимание средств массовой информации по всему миру на проблему, что значительная часть бойцов армии исламского государства Ирака и Леванта иностранного происхождения. Площадь водосбора происхождения этих фундаменталистов оказывается довольно большой; На самом деле, направления сделаны наплыва европейских, китайских, граждане стран на Кавказе, а также из арабских стран, где на первый взгляд, явление должно быть более естественным. На самом деле, спецслужбы западных стран хорошо знают этого сигнала, которая постоянно контролируется, чтобы предотвратить открытие любых внутренних фронтах. Эта тема слышал все больше и больше с точки зрения участия западных стран в действии репрессий и сдерживания ситуации в Ираке. По словам сирийского центра защиты прав человека, базирующаяся в Лондоне, было бы более чем 20 000 иностранных боевиков в Сирии, в то время как в прошлом месяце фундаменталисты новобранцев были 6000, с процентом иностранцев, чем каждый шестой . На этих чисел, они являются не только западные страны, чтобы иметь допросить, но и Китай, участие в репрессиях против мусульманским большинством территорий и России, в течение многих лет, борющихся с чеченским терроризмом, от которого несколько бойцов, участвующих в Сирии и Ирак под черными флагами армии халифата. В Европе, увеличение притока в ряды фундаменталистов приходит из Великобритании, Швеции и Франции. Это страны с высоким мусульманской иммиграции, где раньше значительная прозелитизм и что является основным рассадником вербовки террористов. Страны, из которых эти потоки перед тремя возникающих вопросов: первый, как противостоять этому движению в выходе стремящихся бойцов, второй, как контролировать эти возвращающихся и третий, глубоко связаны со вторым, является предотвращение любого теракт прибывающий из этой области. Считается, что оставшиеся в живых, которые возвращаются в страну своего происхождения являются более решительно осуществлять нападения во имя фундаментализма. Боевые действия в этой области, однако, часто не просто, в связи с отсутствием законодательства в ногу с наступлением, все быстрее и быстрее, эти явления, а не пересекать границу, часто очень тонкий, уважение индивидуальных прав. Тем не менее, необходимо общие усилия, на наднациональный уровень, для разработки эффективных стратегий. Напротив, этот аспект контрастностью между государствами, по-прежнему представляют собой препятствие для необходимого сотрудничества и каждая нация тоже работает один, чтобы противостоять этим угрозам.
Другой аспект проблемы, такие как воздействия опасности стран, пострадавших от этого явления растет по экспоненте темпами с привлечением в действиях против халифата и, тем не менее, для того, чтобы не кормить эту спираль, невозможно не вмешиваться. Этот фактор в вербовке иностранных боевиков, более преобразует внешний вид опасности исламского терроризма в глобальный фактор, который включает в себя состояния с очень различными системами власти и отличается территориальной принадлежности, с компанией прочь образа жизни и с разными доходами . Тем самым устанавливается глобальный внимание на отличие этого вида терроризма, которые отличаются уровнем организации настолько высокой, чтобы быть беспрецедентным в истории. Эта особенность не может инвестировать дипломатические отношения с теми государствами, которые позволили в инструментальной, с их финансирования, чтобы достичь нынешнего уровня развития. Это может иметь решающее значение для вовлечения этих стран по вопросам пограничного контроля и транзита для развития всемирной базе данных, которая регистрирует необычную торговли зонах военных; но делать то, что необходимо преодолеть большое взаимное недоверие, которое помогло, также, развитие религиозного терроризма.