Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

giovedì 23 ottobre 2014

Lo Xinjiang diventa obiettivo di Al Qaeda

Al Qaeda, nel suo progetto di espansione verso la parte orientale del continente asiatico, ha individuato la provincia autonoma cinese dello Xinjiang, dove risiede la comunità musulmana degli uiguri, come possibile obiettivo per il suo progetto di califfato globale, da contrapporre al califfato dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Questa dichiarazione danneggia le aspirazioni di maggiore indipendenza degli uiguri, perché offre un chiaro pretesto alle autorità cinesi centrali per intensificare la repressione nella regione. La questione dello Xinjiang rappresenta un problema molto rilevante per Pechino: il programma di adeguamento alla Cina, formato da immigrazione massiccia di cittadini cinesi, unito al tentativo di reprimere la cultura locale, tra cui le credenze religiose, ha scatenato una dura opposizione tra i cittadini autoctoni, sfociata in attentati compiuti, sia in ambito regionale, che nella stessa capitale cinese. Si tratta di un terrorismo, che per ora, pare difficile ricomprendere nel movimento islamico integralista, perché non mira ad una jiahd generale, ma soltanto a combattere i mezzi con cui la Cina cerca di annientare la cultura della regione. C’è anche da dire che gli uiguri con i mezzi pacifici non hanno ottenuto praticamente niente dal governo cinese. La regione dello Xinjiang non è stata quindi individuata a caso dalla propaganda di Al Qaeda, il movimento terroristico, in declino nelle sue abituali zone di azione, ritiene la regione cinese un terreno di coltura  adeguato alla propria espansione. Per non incorrere negli strali internazionali, Pechino presenta la comunità uigura come moderata, ma deve combatterne le pulsioni locali indipendentiste, che possono risultare da esempio, come rivolta al regime, anche per i tanti dissidenti politici, tuttavia, l’appello di Al Qaeda rischia di diventare potenzialmente pericoloso per i dirigenti cinesi, con due livelli di lettura. Se da una parte può aumentare la pressione terroristica portando ulteriore instabilità, dall’altra la Cina, proprio per prevenirla, potrebbe essere costretta a rivedere la sua politica repressiva nella regione, facendo concessioni alla comunità uigura e creando così un precedente;  fattore che la Cina difficilmente potrà permettersi, perché impegnata ad uniformare lo stato, cancellando le differenze che possano mettere in dubbio l’unità della nazione. Il futuro più probabile è un inasprimento dell’atteggiamento cinese da subito, fatto di ancora maggiore repressione e controllo. Nei confronti dell’opinione pubblica internazionale la Cina ha paragonato il terrorismo uiguro a quello dello stato islamico, ma questa visione è stata condannata da diverse organizzazioni per i diritti umani, che vedono in questa associazione la scusa per aumentare la privazione dei diritti più elementari alla comunità musulmana dello Xinjiang, che non si è mai pronunciata in modo ufficiale a favore della jihad islamica. Ma l’intensificazione dello strumento della pena di morte contro gli attivisti uiguri e la condanna all’ergastolo del fautore del processo di comprensione tra le due parti, il professore universitario Ilham Tohti, da più parti descritto come il Mandela uiguro, dimostrano come le accuse delle organizzazioni non governative siano veritiere. Un aspetto ulteriore, ai confini della questione, è rappresentato da come la Cina sia prossima ad essere investita fin dentro i suoi confini dal radicalismo islamico, un fattore che dovrebbe fare riflettere i dirigenti cinesi sulla necessità di cambiare il proprio atteggiamento in politica estera basato sul non intervento di quelle che vengono individuate come questioni interne ai singoli stati, per variarlo in presenza di situazioni potenzialmente destabilizzanti per il mondo intero, come l’espansione dello Stato islamico. La Cina è finora rimasta passiva di fronte all’insorgenza del fenomeno dell’estremismo islamico, concentrata sulla espansione economica globale e sul cercare di imporre la propria influenza nel sud est asiatico, praticamente disinteressandosi delle questioni mediorientali, un atteggiamento che contrasta con la volontà di emergere come grande potenza. Un cambiamento dell’utilizzo del diritto di veto nella sede del Consiglio di sicurezza potrebbe autorizzare ad inquadrare Pechino meno lontano dalle grandi questioni della diplomazia. 

Xinjiang becomes target of Al Qaeda

Al Qaeda, in its expansion project to the eastern part of the Asian continent, has identified the Chinese autonomous province of Xinjiang, home to the Muslim Uighur community, as a possible target for his project of a global caliphate, to oppose the Caliphate State Islamic Iraq and the Levant. This statement harms the aspirations for greater independence of the Uighurs, because it offers a clear pretext central to the Chinese authorities to intensify repression in the region. The issue of Xinjiang is a major problem for Beijing: the adjustment program to China, formed by massive immigration of Chinese citizens, combined with an attempt to suppress the local culture, including religious beliefs, has sparked fierce opposition among citizens natives, which resulted in attacks carried out both on a regional, that in the same Chinese capital. It is a terrorist, that for now, it seems difficult to encompass in the fundamentalist Islamic movement, because it is not aimed at a general jihad, but only to fight the means by which China seeks to destroy the culture of the region. There is also to say that the Uighurs through peaceful means have not gotten virtually nothing from the Chinese government. The Xinjiang region has therefore not been identified at random from the propaganda of Al Qaeda, the terrorist movement, the decline in its usual areas of action, does the Chinese region a culture medium suitable for your expansion. To avoid over-yearly International, Beijing presents the Uyghur community as a moderate, but must counteract the impulses local independence, which may result from example, as addressed to the regime, even for the many political dissidents, however, the appeal of Al Qaeda threatens become potentially dangerous for the Chinese leadership, with two levels of reading. If one side can increase the pressure terrorist bringing further instability, on the other, China, just to prevent it, may be forced to review its repressive policies in the region, making concessions to the Uighur community and creating a precedent; factor that China can hardly afford, because undertook to unify the state, erasing the differences that would call into question the unity of the nation. The most likely future is a hardening of Chinese right away, the fact of even greater repression and control. In respect of international public opinion, China has likened the Uighur terrorism in the Islamic state, but this view has been condemned by several human rights organizations, who see in this association an excuse to increase the deprivation of the most basic rights to Xinjiang's Muslim community, which has never officially ruled in favor of the Islamic jihad. But the intensification of the instrument of the death penalty against Uighur activists and the imprisonment of the advocate of the process of understanding between the two parties, the university professor Ilham Tohti, described by many as the Mandela Uyghur, demonstrate that the allegations non-governmental organizations are truthful. A further aspect, the borders of the matter, is represented by as China is about to be invested right within its borders from Islamic radicalism, a factor that should make you think the Chinese leaders on the need to change their attitude in foreign policy based on non-intervention of those who are identified as internal matters to the individual states, to change it in situations potentially destabilizing for the whole world, such as the expansion of the Islamic state. China has so far remained passive in the face to the onset of the phenomenon of Islamic extremism, focused on global economic expansion and try to impose its influence in Southeast Asia, virtually no interest of Middle East issues, an attitude that is contrary to the will of emergence as a great power. Change of use of the veto at the headquarters of the Security Council could authorize Beijing to frame less away from the big issues of diplomacy.

Xinjiang se convierte en blanco de Al Qaeda

Al Qaeda, en su proyecto de expansión de la parte oriental del continente asiático, se ha identificado la provincia autónoma china de Xinjiang, hogar de la comunidad musulmana uigur, como un posible objetivo para su proyecto de un califato mundial, para oponerse al Estado califal Irak islámico y el Levante. Esta declaración daña las aspiraciones de una mayor independencia de los uigures, ya que ofrece un pretexto claro central a las autoridades chinas para intensificar la represión en la región. El tema de Xinjiang es un problema importante para Beijing: el programa de ajuste a China, formada por la inmigración masiva de ciudadanos chinos, combinado con un intento de suprimir la cultura local, incluyendo creencias religiosas, ha desatado una feroz oposición entre los ciudadanos nativos, que se tradujo en ataques llevados a cabo tanto a nivel regional, que en la misma capital china. Es un terrorista, que, por ahora, parece difícil de abarcar en el movimiento islámico fundamentalista, porque no está dirigido a una yihad general, sino sólo para luchar contra los medios por los que China pretende destruir la cultura de la región. También hay que decir que los uigures por medios pacíficos no han conseguido prácticamente nada del gobierno chino. La región de Xinjiang tanto no se ha identificado al azar de la propaganda de Al Qaeda, el movimiento terrorista, la disminución de sus áreas habituales de acción, ¿la región china de un medio de cultivo adecuado para su expansión. Para evitar Internacional sobre-año, Beijing presenta la comunidad uigur como un moderado, pero debe contrarrestar los impulsos de independencia local, que puede ser el resultado de ejemplo, como dirigida al régimen, incluso para los muchos disidentes políticos, sin embargo, el atractivo de Al Qaeda amenaza ser potencialmente peligroso para el liderazgo chino, con dos niveles de lectura. Si un lado puede aumentar la presión terrorista traer más inestabilidad, por el otro, China, para prevenirla, pueden verse obligados a revisar sus políticas represivas en la región, haciendo concesiones a la comunidad uigur y la creación de un precedente; factor de que China apenas puede permitirse, porque se comprometió a unificar el estado, borrando las diferencias que pondrían en tela de juicio la unidad de la nación. El futuro más probable es un endurecimiento de los chinos de inmediato, el hecho de una mayor represión y control. Con respecto a la opinión pública internacional, China ha comparado el terrorismo uigur en el Estado islámico, pero este punto de vista ha sido condenada por varias organizaciones de derechos humanos, que ven en esta asociación una excusa para aumentar la privación de los derechos más básicos a la comunidad musulmana de Xinjiang, que nunca ha descartado oficialmente en favor de la yihad islámica. Pero la intensificación del instrumento de la pena de muerte contra activistas uigures y el encarcelamiento del defensor del proceso de entendimiento entre las dos partes, el profesor universitario Ilham Tohti, descrito por muchos como el Mandela Uigur, demostrar que las alegaciones las organizaciones no gubernamentales son veraces. Un aspecto adicional, las fronteras de la materia, está representada por que China está a punto de ser invertidos derecho dentro de sus fronteras desde el radicalismo islámico, un factor que debería hacer pensar a los líderes chinos sobre la necesidad de cambiar su actitud en la política exterior basada en la la no intervención de las personas que se identificaron como asuntos internos de los estados individuales, para cambiarlo en situaciones potencialmente desestabilizadoras para el mundo entero, tales como la expansión del Estado islámico. Hasta ahora China ha permanecido de brazos cruzados ante la aparición del fenómeno del extremismo islámico, se centró en la expansión económica mundial y tratar de imponer su influencia en el sudeste asiático, prácticamente ningún interés de asuntos de Oriente Medio, una actitud que es contraria a la voluntad de surgimiento como una gran potencia. Cambio de uso del veto en la sede del Consejo de Seguridad podría autorizar a Beijing para enmarcar menos lejos de las grandes cuestiones de la diplomacia.

Xinjiang wird Ziel von Al-Qaida

Al-Qaida, in seiner Expansionsprojekt in den östlichen Teil des asiatischen Kontinents, hat die chinesische autonome Provinz Xinjiang, die Heimat der muslimischen Uiguren-Gemeinschaft für sein Projekt eines globalen Kalifats, um den Kalifatsstaat zu widersetzen identifiziert, als eine mögliche Ziel islamischen Irak und der Levante. Diese Aussage schadet den Bestrebungen nach Unabhängigkeit der Uiguren, weil es eine klare zentrale Vorwand, um die chinesischen Behörden auf Repression in der Region zu intensivieren. Die Frage der Xinjiang ist ein großes Problem für Peking: Anpassungsprogramm nach China, durch massive Einwanderung der chinesischen Bürger, verbunden mit dem Versuch, die lokale Kultur zu unterdrücken, einschließlich religiöser Überzeugungen gebildet hat heftigen Widerstand bei den Bürgern geweckt Eingeborenen, die bei Angriffen führte durchgeführt sowohl auf regionaler, dass in der gleichen chinesischen Hauptstadt. Es ist ein Terrorist, dass für jetzt, so scheint es schwierig, in der fundamentalistische islamische Bewegung umfassen, weil es nicht auf einer allgemeinen Jihad verpasste aber nur die Mittel, mit denen China sucht, um die Kultur der Region zu zerstören kämpfen. Es ist auch zu sagen, dass die Uiguren mit friedlichen Mitteln nicht so gut wie nichts von der chinesischen Regierung bekommen. Die Region Xinjiang hat sich daher nicht zufällig aus der Propaganda von Al-Qaida, die terroristische Bewegung, den Rückgang in seiner üblichen Handlungsfelder identifiziert, tut der chinesischen Region ein Kulturmedium für Ihre Expansion. Über Jahre stattfind zu vermeiden, stellt Peking die Uiguren Gemeinschaft als moderat, aber müssen die Impulse lokale Unabhängigkeit, die von beispielsweise ergeben können, als das Regime gerichtet, auch für die vielen politischen Dissidenten entgegen zu wirken, aber der Reiz des Al-Qaida droht werden potentiell gefährlich für die chinesische Führung, mit zwei Ebenen des Lesens. Wenn eine Seite den Druck Terror bringen weitere Instabilität, auf die andere zu erhöhen, China, nur um es zu verhindern, kann gezwungen werden, überprüft seine repressive Politik in der Region, so dass Zugeständnisse an die uigurische Gemeinde und damit ein Präzedenzfall geschaffen werden; Faktor, der China kaum leisten können, weil unternahm, um den Zustand zu vereinheitlichen, das Löschen der Unterschiede, die in Frage die Einheit der Nation nennen würde. Die wahrscheinlichste Zukunft ist eine Verhärtung des chinesischen sofort die Tatsache noch größerer Unterdrückung und Kontrolle. In Bezug auf die internationale öffentliche Meinung hat China die Uiguren Terrorismus in der islamischen Staates verglichen, aber diese Ansicht wurde von mehreren Menschenrechtsorganisationen, die in diesem Verein sehen ein Vorwand, um den Entzug der Grundrechte zu erhöhen verurteilt worden Xinjiang muslimischen Gemeinschaft, die nie offiziell zugunsten des islamischen Jihad entschieden hat. Aber die Intensivierung des Instruments der Todesstrafe gegen uigurische Aktivisten und die Inhaftierung der Anwalt der Prozess der Verständigung zwischen den beiden Parteien, der Universitätsprofessor Ilham Tohti, von vielen als der Mandela Uiguren beschrieben, zeigen, dass die Vorwürfe nicht-Regierungsorganisationen sind wahrhaftig. Ein weiterer Aspekt, die Grenzen der Materie, wird von China ist im Begriff, rechts in seinen Grenzen von islamischen Radikalismus investiert werden, ein Faktor, der zu machen, sollten Sie denken, dass die chinesische Führung auf die Notwendigkeit, ihre Haltung in der Außenpolitik zu ändern, basierend auf vertreten nicht-Intervention von denen, die als interne Angelegenheiten der einzelnen Staaten festgestellt werden, um sie in Situationen potenziell destabilisierenden für die ganze Welt, wie der Ausbau des islamischen Staates zu ändern. China ist bisher passiv in das Gesicht auf den Beginn des Phänomens des islamischen Extremismus, auf die weltwirtschaftliche Expansion konzentriert und versuchen, ihren Einfluss in Südostasien, praktisch ohne Interesse für Nahost-Fragen, eine Haltung, die gegen den Willen der ist zu verhängen Aufstieg zur Großmacht. Änderung der Nutzung des Vetos in der Zentrale des Sicherheitsrats Peking ermächtigen könnte, um von den großen Themen der Diplomatie weniger weg zu gestalten.

Xinjiang devient la cible d'Al-Qaïda

Al-Qaïda, dans son projet d'expansion de la partie orientale du continent asiatique, a identifié la province autonome chinoise du Xinjiang, la maison de la communauté musulmane ouïghoure, comme une cible possible pour son projet d'un califat mondial, de s'opposer à l'État califat Irak islamique et le Levant. Cette déclaration porte atteinte aux aspirations à une plus grande indépendance des Ouïghours, car il offre un prétexte centrale claire pour les autorités chinoises à intensifier la répression dans la région. La question du Xinjiang est un problème majeur pour Pékin: le programme d'ajustement de la Chine, formé par une immigration massive de citoyens chinois, combiné avec une tentative de supprimer la culture locale, y compris les croyances religieuses, a suscité une vive opposition chez les citoyens indigènes, ce qui a entraîné des attaques menées à la fois sur une base régionale, que dans la même capitale chinoise. Il s'agit d'un terroriste, que pour l'instant, il semble difficile d'englober dans le mouvement islamique fondamentaliste, car il n'est pas destiné à un djihad général, mais seulement pour lutter contre les moyens par lesquels la Chine cherche à détruire la culture de la région. Il ya aussi de dire que les Ouïghours par des moyens pacifiques n'ont pas obtenu pratiquement rien du gouvernement chinois. La région du Xinjiang n'a donc pas été identifié au hasard de la propagande d'Al-Qaïda, le mouvement terroriste, la baisse de ses domaines d'action habituels, fait la région chinoise un milieu de culture adapté à votre expansion. Pour éviter de trop annuelle internationale, Pékin présente la communauté ouïghoure comme un modéré, mais il doit lutter contre les pulsions d'indépendance locale, ce qui peut entraîner de l'exemple, à l'adresse indiquée au régime, même pour les nombreux dissidents politiques, cependant, l'appel d'Al-Qaïda menace devenir potentiellement dangereux pour les dirigeants chinois, avec deux niveaux de lecture. Si d'un côté peut augmenter la pression terroriste apportant davantage d'instabilité, de l'autre, la Chine, juste pour l'empêcher, peut être forcé de revoir ses politiques répressives dans la région, faisant des concessions à la communauté ouïghoure et créer un précédent; facteur que la Chine ne peut guère se permettre, parce entrepris d'unifier l'état, effaçant les différences de nature à remettre en cause l'unité de la nation. L'avenir le plus probable est un durcissement du chinois tout de suite, le fait de répression encore plus grande et le contrôle. En ce qui concerne l'opinion publique internationale, la Chine a comparé le terrorisme ouïgour dans l'Etat islamique, mais ce point de vue a été condamnée par plusieurs organisations des droits humains, qui voient dans cette association une excuse pour augmenter la privation des droits les plus élémentaires à communauté musulmane du Xinjiang, qui n'a jamais statué officiellement en faveur du jihad islamique. Mais l'intensification de l'instrument de la peine de mort contre les militants ouïghours et l'emprisonnement de l'avocat du processus de compréhension entre les deux parties, le professeur d'université Ilham Tohti, décrit par beaucoup comme le Mandela ouïghour, démontrer que les allégations les organisations non gouvernementales sont véridiques. Un autre aspect, les frontières de la matière, est représentée par la Chine est sur ​​le point d'être investi droit dans ses frontières de radicalisme islamique, un facteur qui devrait vous faire réfléchir les dirigeants chinois sur la nécessité de changer d'attitude en politique étrangère fondée sur non-intervention de ceux qui sont identifiés comme des questions internes aux Etats, à changer dans des situations potentiellement déstabilisantes pour le monde entier, tels que l'expansion de l'État islamique. La Chine a jusqu'à présent restée passive face à l'apparition du phénomène de l'extrémisme islamique, axée sur l'expansion économique mondiale et d'essayer d'imposer son influence en Asie du Sud-Est, pratiquement aucun intérêt aux questions du Moyen-Orient, une attitude qui est contraire à la volonté de émergence en tant que grande puissance. Changement de l'utilisation du droit de veto au siège du Conseil de sécurité pourrait autoriser Pékin pour encadrer moins loin des grandes questions de la diplomatie.

Xinjiang torna-se alvo da Al Qaeda

Al Qaeda, em seu projeto de expansão para a parte oriental do continente asiático, identificou a província autônoma chinesa de Xinjiang, que abriga a comunidade muçulmana uigur, como um possível alvo para o seu projeto de um califado global, para se opor ao Estado Califado Iraque islâmico e do Levante. Esta declaração prejudica as aspirações de maior independência dos uigures, porque oferece um pretexto clara central para as autoridades chinesas a intensificar a repressão na região. A questão do Xinjiang é um grande problema para Pequim: o programa de ajustamento para a China, formada pela imigração maciça de cidadãos chineses, combinado com uma tentativa de suprimir a cultura local, incluindo crenças religiosas, provocou forte oposição entre os cidadãos nativos, o que resultou em ataques realizados tanto a nível regional, que, na mesma capital chinesa. Ele é um terrorista, que, por enquanto, parece difícil para abranger no movimento fundamentalista islâmico, porque não visa a jihad geral, mas apenas para lutar contra o meio pelo qual a China procura destruir a cultura da região. Há também dizer que os uigures por meios pacíficos não ter conseguido quase nada do governo chinês. A região de Xinjiang, consequentemente, não foram identificados aleatoriamente da propaganda da Al Qaeda, o movimento terrorista, o declínio nas suas áreas habituais de ação, é que a região chinesa um meio de cultura adequado para a sua expansão. Para evitar o excesso de anual International, Pequim apresenta a comunidade uigur como um moderado, mas deve contrariar os impulsos de independência local, que pode resultar de exemplo, como dirigida ao regime, mesmo para os muitos dissidentes políticos, no entanto, o apelo da Al Qaeda ameaça tornar-se potencialmente perigoso para a liderança chinesa, com dois níveis de leitura. Se de um lado pode aumentar a pressão terrorista trazer mais instabilidade, por outro lado, a China, só para evitá-lo, pode ser forçado a rever as suas políticas repressivas na região, fazendo concessões para a comunidade uigur e criando um precedente; fator que a China dificilmente podem pagar, porque se comprometeu a unificar o estado, apagando as diferenças que ponham em causa a unidade da nação. O futuro mais provável é um endurecimento das chinês imediatamente, o fato de ainda maior repressão e controle. No que respeita a opinião pública internacional, a China tem comparou o terrorismo uigur no Estado islâmico, mas esta visão foi condenado por várias organizações de direitos humanos, que vêem nesta associação uma desculpa para aumentar a privação dos direitos mais básicos para comunidade muçulmana de Xinjiang, que nunca oficialmente decidiu em favor da jihad islâmica. Mas a intensificação do instrumento da pena de morte contra ativistas uigures ea prisão do defensor do processo de entendimento entre as duas partes, o professor universitário Ilham Tohti, descrito por muitos como o Mandela Uigur, demonstrar que as alegações organizações não-governamentais são verdadeiras. Um outro aspecto, as fronteiras da matéria, é representado por a China está prestes a ser investido direito dentro de suas fronteiras de radicalismo islâmico, um fator que deve fazer você pensar que os líderes chineses sobre a necessidade de mudar a sua atitude na política externa com base em não-intervenção daqueles que são identificados como questões internas aos estados individuais, para mudá-lo em situações potencialmente desestabilizadores para o mundo inteiro, como a expansão do Estado islâmico. China tem, até agora permaneceu passivo diante do aparecimento do fenômeno do extremismo islâmico, com foco na expansão da economia global e tentam impor a sua influência no sudeste da Ásia, praticamente nenhum interesse de questões do Oriente Médio, uma atitude que é contrária à vontade de emergência como uma grande potência. Mudança de uso do veto, na sede do Conselho de Segurança pode autorizar Pequim para enquadrar menos longe das grandes questões da diplomacia.

Синьцзян становится мишенью Аль-Каиды

Аль-Каида, в ее расширения проекта в восточной части азиатского континента, определила Китайской Автономной провинции Синьцзян, где проживают общины мусульманская уйгурского, как возможная мишень для его проекта глобального халифата, чтобы противостоять халифата государство Исламский Ирак и Левант. Это утверждение вредит стремления к большей независимости уйгуров, потому что он предлагает четкий повод центральную китайским властям активизировать репрессии в регионе. Вопрос о Синьцзяне является серьезной проблемой для Пекина: корректировка программы в Китай, формируется массовой иммиграции китайских граждан, в сочетании с попыткой подавить местную культуру, в том числе религиозных убеждений, вызвало ожесточенное сопротивление со стороны граждан туземцы, в результате которых атак осуществляется как на региональном, что в той же китайской столице. Это террорист, что на данный момент, кажется, трудно охватить в фундаменталистской исламской движения, потому что она не нацелена на общем джихада, но только для борьбы средства, с помощью которых Китай стремится уничтожить культуру региона. Существует также сказать, что уйгуры мирными средствами не не получили практически ничего от китайского правительства.Синьцзян поэтому не были определены случайным образом из пропаганды Аль-Каидой, террористического движения, снижения ее обычными областях деятельности, китайское региону культуральной среды, подходящий для Вашего расширения. Чтобы избежать чрезмерного ежегодный International, Пекин представляет общину уйгурский как умеренное, но должны противодействовать импульсы местной независимости, которые могут возникнуть в результате, например, как на имя режима, даже для многих политических диссидентов, однако, призыв Аль-Каиды угрожает стать потенциально опасным для китайского руководства, с двумя уровнями чтения. Если одна из сторон может увеличить террориста давления принося дополнительную нестабильность, с другой стороны, Китай, просто, чтобы предотвратить его, могут быть вынуждены пересмотреть свои репрессивную политику в регионе, делая уступки уйгурской общины и создания прецедента; фактором, что Китай вряд ли может позволить себе, потому что взялся объединить государство, стирая различия, что бы вызвать сомнение в единство нации. Наиболее вероятным будущим является упрочнение китайском сразу, то еще большее репрессий и контроля. В отношении международного общественного мнения, Китай сравнил терроризм уйгурский в исламском государстве, но эта точка зрения была осуждена нескольких правозащитных организаций, которые видят в этой ассоциации предлог, чтобы увеличить лишение основных прав в мусульманская община Синьцзяна, которая никогда официально не принял решение в пользу исламского джихада. Но интенсификация документа о смертной казни в отношении уйгурских активистов и заключение адвоката процесса взаимопонимания между двумя сторонами, профессор университета Ильхам Тохти, описано многими как Манделы уйгурском, продемонстрировать, что обвинения неправительственные организации правдивы. Еще один аспект, границы вопроса, представлена ​​как Китай собирается инвестировать прямо в пределах своих границ от исламского радикализма, фактор, который должен заставить вас думать, китайские руководители о необходимости изменить свое отношение во внешней политике на основе невмешательство из тех, кто определяются как внутренние вопросы в отдельных государств, чтобы изменить его в ситуациях, потенциально дестабилизирующих для всего мира, таких, как расширение исламского государства. Китай до сих пор остается пассивным перед лицом к наступлением феномена исламского экстремизма, сосредоточены на глобальной экономической экспансии и пытаются навязать свое влияние в Юго-Восточной Азии, практически без интереса ближневосточных проблем, отношением, что противоречит воле появление в качестве великой державы. Изменение использования вето в штаб-квартире Совета Безопасности может санкционировать Пекин к кадру менее вдали от больших вопросам дипломатии.