Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
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venerdì 19 dicembre 2014
المقاومات ومعاني افتتاح الامريكي في كوبا
وردود فعل متباينة إلى الانفتاح على النظام الكوبي، من قبل الرئيس الأمريكي باراك أوباما، أنت بعيدا عن هدأت. بينما هناك دعم مؤتمر القمة للحزب الديمقراطي، ويعتبر ما قرارا بالغ الأهمية، والذي يفتح إلى الاسترخاء مع بلد وفواصل المجاورة أكثر من نصف قرن من التناقضات القاسية، وردود الفعل من الجمهوريين ونفس المنفيين الكوبيين مواصلة ليكون في المعارضة. الموقف الجديد الذي أعرب أوباما، ينظر من قبل المعارضين كما تنازل الدوافع إلى النظام الذي لا يزال الدكتاتورية، على الرغم من فتحات الخجولة التي يقوم بها شقيق فيدل كاسترو. ولكن أيضا في هافانا من للاحتفال بإعادة فتح الحوار، وأشار إلى تركيز وسائل الإعلام المحلية على إطلاق سراح الأسرى والفرص التي قد تفتح لعلاقات جديدة مع واشنطن. وهو إشارة إلى أن يظهر أنه حتى في البلاد هناك عدم الثقة في الجار الأمريكي الكوبي ومظاهره افتتاح أعرب فقط. وعلاوة على ذلك في رسالة تلفزيونية ان راؤول كاسترو قد أرسلت إلى الأمة حيث أعلن عن علاقة جديدة مع الولايات المتحدة، وربما تم التقليل من شأنها من قبل المحللين تبدو، على عكس حاسمة: وقدم رئيس الكوبي الدولة أمام الكاميرات في زيه العسكري القائد العام للقوات المسلحة، وبالتالي إعادة التأكيد على الرجوع عن القرار والوعكة الإجمالية إلى أي تحد لمسار جديد. حتى في كوبا لن يسمح الانتقادات حول التغيير في العلاقات مع الولايات المتحدة. وليس ذلك في البلاد الولايات المتحدة: حول هذا الموضوع هناك تحيز ضخمة موجودة في المجتمع الأمريكي، الأمر الذي ينعكس على إمكانية فعلية للقضاء، وحتى في جزء من الحصار المفروض على كوبا، لأنك تحتاج إلى موافقة الكونغرس، حيث الجمهوريون هم الأغلبية في مجلسي الشعب والشورى. في الواقع، كان واحدا من الشخصيات الذين عبروا عن أكثر انتقادا لرئيس مجلس النواب جون بوينر، الذي لا يزال يرى كوبا باعتبارها النظام الليبرالي وراعي الحركات الإرهابية. ليست معزولة هذا الرأي، وهناك شخصيات مختلفة، بدلا من القضاء على الحظر، يفضل زيادته. أيضا في الحزب الديمقراطي هم مناقضة قوية، صحيح كل ما من روبرت مينينديز، رئيس لجنة العلاقات الخارجية في مجلس الشيوخ، الذي أعرب عن رأي مفاده أن موقف أوباما يدافع عن السلوك الوحشي للحكومة الكوبية. في الواقع حالة حقوق المدنية في كوبا، على الرغم من تحسن طفيف، لا يزال بعيدا جدا إلا إذا كان من المعايير الدنيا، ولكن من الصحيح أيضا أن مستوى الاحتجاجات لم تسجل عندما وقعت الولايات المتحدة الاتفاقات، على سبيل المثال، مع الصين، والتي ربما تمارس على شعبها المزيد من الانتهاكات. أحد الأسباب هو وجود قوي وأهمية كبيرة من المنفيين الكوبيين، الذين هم جزء مهم من بعض الولايات في الولايات المتحدة وأيضا من أجل التاريخ المضطرب وخاصة للعلاقات بين كوبا والولايات المتحدة، والتي أصبحت تقريبا رمزا لا يلوث مع فتحات تعتبر خطرة. أوباما لم، ومع ذلك، فإن هذه المبادرة عشوائيا. كانت الخطوة فترة الحمل الطويلة وحقيقة أنه لا يمكن تأكيد في منصبه، وإنشاء مرفق في اتخاذ الإجراءات التي كان على بينة من الانتقادات التي من شأنها أن تجلب. على توثيق التفتيش هذا الانفتاح يتسق مع نوايا للمشروع، وغالبا ما لا يتحقق، الرئيس الأمريكي، الذين حاولوا ممارسة الاسترخاء في العلاقات الدولية قادرة على وضع الولايات المتحدة تحت عدسة مختلفة، من المعتاد واحد مع الذي واشنطن في كثير من الأحيان متطابقة مع الإمبريالية، على الرغم أيضا الموهن للغاية أيضا. افتتاح في كوبا هو أن تقرأ وضعت في هذا الأخدود، أن أوباما فشلت في تقديم فهم كامل وخاصة في بلد، لا تزال رهينة فكرة التفوق الأميركية. كل ما يحدث ضد الحصار، أوباما هذا العمل يمثل إرثا للرئيس المقبل ويبدو أن بداية عملية لا رجعة فيها من شأنها أن تسهل أيضا الهبوط الديمقراطية الكوبية في البلاد.
giovedì 18 dicembre 2014
L'Unione Europea studia alternative diplomatiche per i rapporti con la Russia
L’Unione Europea riflette sull’atteggiamento da tenere nei confronti della Russia; la vicinanza con Mosca obbligherebbe a relazioni di buon vicinato, anche in ragione della mole di esportazioni economiche che vanno verso il paese russo, ma il comportamento del Cremlino in politica estera, dove ha violato più volte il diritto internazionale, impone, altresì, misure di ritorsione per ristabilire la sicurezza delle frontiere. Esistono anche le pressioni statunitensi, che hanno obbligato la UE a seguire Washington sul terreno delle sanzioni, accettate ma non sempre condivise da tutti i componenti dell’Unione Europea. Esiste una divisione pressoché netta tra i paesi occidentali e quelli orientali, specialmente quelli che appartenevano al blocco sovietico o che sono confinanti con la Russia. Questi ultimi sono più intransigenti sulla condotta da tenere nei confronti di Mosca, perché temono la ripresa dell’imperialismo russo, condizione che hanno già subito negli anni precedenti e non hanno affatto dimenticato. Questi paesi, pur conservando al loro interno parti, anche consistenti, delle loro società dove la Russia riscuote ancora simpatie rilevanti, sono guidate da esecutivi che vorrebbero un ulteriore inasprimento delle sanzioni e che reclamano una maggiore presenza militare dell’Alleanza Atlantica. Si tratta di partner fondamentali per la strategia che sta conducendola Casa Bianca nei confronti della Russia, perché senza il loro appoggio e le loro richieste sarebbe faticoso convincere gli alleati occidentali a seguire una politica di rigidità nelle sanzioni economiche. Tuttavia l’Unione Europea vuole recuperare la propria indipendenza politica, soprattutto dopo il cambio dei vertici europei; in realtà l’atteggiamento passato della UE è stato troppo under statement e quasi succube della Casa Bianca, anche a causa delle mancanza degli strumenti per adottare una linea politica comune. Neppure gli attuali rappresentanti, per la verità, dispongono di tali strumenti ma, forse perché iniziano la loro esperienza, sembrano maggiormente intenzionati a fare valere la UE come soggetto più rilevante sulla scena internazionale. Certamente occorrerà mettere d’accordo le istanze difensive dei membri orientali, con quelle più diplomatiche dei paesi occidentali, che intendono anche recuperare la quota di esportazioni perduta a causa del regime sanzionatorio applicato a Mosca. Il punto di partenza comune è che una situazione di tensione come quella attuale non può essere retta a lungo da nessuna delle due parti. La via individuata per risolvere le questioni avverse non può che essere quella diplomatica, anche perché per il momento le sanzioni non sembrano avere avuto influenza sulla condotta russa. In realtà a questa affermazione, portata da alcuni rappresentanti di stato, si può obiettare, che pur essendo vero che Mosca insidia sempre le frontiere ucraine, è altrettanto vero che la situazione economica ella Russia è molto peggiorata anche per gli effetti delle sanzioni e sul medio periodo, Putin non potrà reggere ancora molto questa situazione. Tuttavia gli effetti che le sanzioni possono produrre sulla Russia potrebbero anche ritorcersi contro la UE instaurando una permanente situazione di tensione, nociva agli equilibri regionali. Per queste ragioni è scesa in campo la Cancelliera Merkel, che è il principale interlocutore europeo del leader del Cremlino, che intende portare avanti un dialogo che abbia come finalità la cooperazione regionale con la Russia, soprattutto sul tema della sicurezza comune. Questa politica deve fare comprendere a Mosca che l’operazione diplomatica ha lo scopo di collaborare con la Russia ma non contro la Russia; tuttavia anche Mosca dovrà mostrare buona volontà rispettando l’integrità territoriale dell’Ucraina e rinunciando ad altre iniziative simili. Putin nel suo ultimo discorso ha rimarcato come la Russia non intenda cedere alle pressioni occidentali, ma ha sottolineato maggiormente la propria avversità contro gli USA rispetto all’Europa. Anche a Mosca i partner europei sono essenziali, soprattutto in una congiuntura economica già sfavorevole e resa ancora più problematica dalle sanzioni e dagli effetti della discesa dei prezzi del petrolio.
The European Union is studying alternatives for diplomatic relations with Russia
The European Union reflects on what attitude to take towards Russia; the proximity to oblige Moscow to good neighborly relations, also because of the volume of exports to the country economic ranging Russian, but the behavior of the Kremlin's foreign policy, which has repeatedly violated international law, requires also measures retaliation to restore border security. There are also US pressure, which forced the EU to follow Washington on the grounds of the sanctions, accepted but not always shared by all members of the European Union. There is a clear division between the countries almost Western and Eastern, especially those who belonged to the Soviet bloc or are bordering on Russia. The latter are more intransigent on the action to be taken against Moscow, because they fear the revival of Russian imperialism, provided that they have already suffered in previous years and have not at all forgotten. These countries, while retaining their internal parts, even large, their societies where Russia still collecting relevant sympathies, are led by executives who would like a further tightening of sanctions and call for greater military presence of the Atlantic Alliance. They are key partners for the White House strategy that is leading it towards Russia, because without their support and their demands would be tiring to convince the Western allies to follow a policy of rigidity in economic sanctions. However, the EU wants to regain its political independence, especially after the change of European summits; actually the attitude of past EU was too under statement and almost dominated the White House, also because of the lack of tools to adopt a common policy. Not even the current representatives, for the truth, no such legislation but, perhaps because they start their experience, seem to be more willing to take advantage of the EU as a subject more relevant in the international arena. Certainly it will be necessary to agree instances defensive eastern members, with the most diplomatic of Western countries, who intend to also recover the share of exports lost because of the sanctions regime applied to Moscow. The common starting point is that a tense situation like the present one can not be a straight long as neither side. The way to resolve the issues identified adverse can only be to the diplomatic, because for the moment the sanctions do not seem to have had influence on the conduct of Russia. Actually this statement, carried by some representatives of the state, it may be objected, that while it is true that Moscow Threatens Ukrainian borders, it is equally true that the economic situation in Russia, she is very worsened by the effects of sanctions and the medium period, Putin can not stand still much this situation. However, the effects that sanctions can have on Russia could also backfire against the EU by establishing a permanent situation of tension, harmful to regional balance. For these reasons, took to the field Chancellor Merkel, who is the main interlocutor of the European leaders in the Kremlin, who intends to pursue a dialogue that has as its purpose the regional cooperation with Russia, especially on the issue of security policy. This policy has to understand that the operation in Moscow diplomatic aims to cooperate with Russia, but not against Russia; However, Moscow should also show good will respect the territorial integrity of Ukraine and giving to other similar initiatives. Putin stressed in his last speech as Russia does not intend to give in to Western pressure, but emphasized more their adversity against the US than in Europe. Even in Moscow the European partners are essential, especially in an already unfavorable economic situation and made even more problematic by the sanctions and the effects of the fall in oil prices.
La Unión Europea está estudiando alternativas para las relaciones diplomáticas con Rusia
La Unión Europea reflexiona sobre qué actitud tomar frente a Rusia; la proximidad a Moscú obliga a las buenas relaciones de vecindad, también por el volumen de las exportaciones al país económica van de Rusia, pero el comportamiento de la política exterior del Kremlin, que ha violado reiteradamente el derecho internacional, requiere también medidas represalia para restaurar la seguridad fronteriza. También hay presión de Estados Unidos, lo que obligó a la UE a seguir Washington en los terrenos de las sanciones, aceptó pero no siempre compartida por todos los miembros de la Unión Europea. Hay una clara división entre los países casi occidentales y orientales, especialmente los que pertenecían al bloque soviético o son limítrofes con Rusia. Estos últimos son más intransigentes sobre las medidas que deben adoptarse contra Moscú, porque temen el resurgimiento del imperialismo ruso, siempre que ya han sufrido en años anteriores y no han olvidado del todo. Estos países, al tiempo que conserva sus piezas internas, incluso grandes, sus sociedades en las que Rusia aún recogiendo simpatías pertinentes, son dirigidas por ejecutivos que desean un mayor endurecimiento de las sanciones y la petición de una mayor presencia militar de la Alianza Atlántica. Ellos son socios clave para la estrategia de la Casa Blanca, que está llevando hacia Rusia, ya que sin su apoyo y sus demandas serían agotador para convencer a los aliados occidentales a seguir una política de rigidez en las sanciones económicas. Sin embargo, la UE quiere recuperar su independencia política, sobre todo después de que el cambio de las cumbres europeas; en realidad la actitud de la UE el pasado era demasiado bajo declaración y casi dominó la Casa Blanca, también debido a la falta de herramientas para adoptar una política común. Ni siquiera los representantes actuales, por la verdad, no hay tal legislación, pero, tal vez porque comienzan su experiencia, parecen estar más dispuestos a aprovecharse de la UE como un tema más relevante en el ámbito internacional. Sin duda, será necesario llegar a un acuerdo instancias miembros orientales defensivas, con la más diplomática de los países occidentales, que tienen la intención de recuperar también la participación de las exportaciones perdidas debido a las sanciones régimen aplicado a Moscú. El punto de partida común es que una situación tensa como la actual no puede ser una larga recta que ninguna de las partes. La manera de resolver los problemas identificados adverso sólo puede ser a la diplomática, porque por el momento las sanciones no parecen haber tenido influencia en la conducta de Rusia. En realidad este comunicado, difundido por algunos representantes del Estado, se puede objetar, que si bien es cierto que Moscú amenaza a las fronteras de Ucrania, no es menos cierto que la situación económica en Rusia, que está muy agravada por los efectos de las sanciones y el medio período, Putin no puede estar quieto mucho esta situación. Sin embargo, los efectos que las sanciones pueden tener en Rusia también podría ser contraproducente contra la UE mediante el establecimiento de una situación de tensión permanente, perjudicial para el equilibrio regional. Por estas razones, se llevó al campo canciller Merkel, que es el principal interlocutor de los líderes europeos en el Kremlin, que tiene la intención de mantener un diálogo que tiene como finalidad la cooperación regional con Rusia, especialmente en el tema de la política de seguridad. Esta política tiene que entender que la operación en Moscú objetivos diplomáticos de cooperar con Rusia, pero no contra Rusia; Sin embargo, Moscú también debe mostrar buena voluntad de respetar la integridad territorial de Ucrania y dar a otras iniciativas similares. Putin destacó en su último discurso como Rusia no tiene intención de ceder a la presión de Occidente, pero enfatizó más la adversidad contra los EE.UU. que en Europa. Incluso en Moscú los socios europeos son esenciales, sobre todo en una situación económica ya desfavorable y hacen aún más problemática por las sanciones y los efectos de la caída de los precios del petróleo.
Die Europäische Union untersucht Alternativen für die diplomatischen Beziehungen zu Russland
Die Europäische Union denkt über welche Haltung sie gegenüber Russland zu nehmen; die Nähe zu Moskau zu gutnachbarlichen Beziehungen verpflichtet, auch wegen der Menge der Ausfuhren in das Land im Bereich Wirtschafts Russisch, aber das Verhalten des Kremls Außenpolitik, die wiederholt gegen das Völkerrecht hat, erfordert auch Maßnahmen Vergeltung zu Grenzsicherheit wiederherzustellen. Es gibt auch dem Druck der USA, die die EU gezwungen, Washington auf dem Gelände der Sanktionen folgen, akzeptiert, aber nicht immer alle Mitglieder der Europäischen Union geteilt. Es gibt eine klare Trennung zwischen den Ländern fast West- und Ost, vor allem diejenigen, die dem Sowjetblock gehörten oder an Russland grenzenden. Letztere sind unnachgiebig auf die Maßnahmen gegen Moskau gebracht werden, da sie die Wiederbelebung des russischen Imperialismus fürchten, vorausgesetzt, dass sie bereits in den vergangenen Jahren gelitten und haben überhaupt nicht vergessen. Diese Länder, unter Beibehaltung ihrer inneren Teile, auch große, die Gesellschaften, in denen Russland noch die Erhebung der einschlägigen Sympathien, werden von Führungskräften, die gerne eine weitere Verschärfung der Sanktionen und fordern mehr militärische Präsenz des Atlantischen Bündnisses geführt. Sie sind wichtige Partner für das Weiße Haus Strategie, die führende ist es gegenüber Russland, denn ohne ihre Unterstützung und ihre Forderungen wäre ermüdend, um die westlichen Verbündeten davon zu überzeugen, eine Politik der Steifigkeit in wirtschaftliche Sanktionen folgen. Allerdings will die EU ihre politische Unabhängigkeit wieder zu erlangen, vor allem nach der Änderung der europäischen Gipfeltreffen; tatsächlich die Haltung der letzten EU war zu unter Rechnung und fast dominiert das Weiße Haus, auch wegen des Mangels an Werkzeugen, eine gemeinsame Politik zu verabschieden. Nicht einmal die derzeitigen Vertreter, für die Wahrheit, ohne eine solche Regelung aber, vielleicht, weil sie ihre Erfahrungen beginnen, scheinen eher bereit, die Vorteile der EU als Thema relevanter in der internationalen Arena zu nehmen. Sicherlich wird es notwendig sein, um Instanzen defensive östlichen Mitglieder einig, mit den diplomatischen der westlichen Länder, die sich auch zu erholen, den Anteil der Exporte wegen der Sanktionen nach Moskau angewandt verloren beabsichtigen. Der gemeinsame Ausgangspunkt ist, dass ein Spannungszustand, wie dem vorliegenden nicht eine gerade solange keine der beiden Seiten sein. Die Art, wie die identifizierten Neben kann nur an die diplomatischen sein Probleme zu lösen, denn für den Augenblick die Sanktionen scheinen nicht, Einfluss auf das Verhalten Russlands hatten. Eigentlich ist diese Aussage, die von einigen Vertretern des Staates durchgeführt wird, kann man einwenden, dass, während es stimmt, dass Moskau droht ukrainischen Grenze, ist es ebenso wahr, dass sich die wirtschaftliche Situation in Russland, sie wird sehr von den Auswirkungen der Sanktionen und des Mediums verschlechtert Zeitraum Putin kann nicht noch viel stehen diese Situation. Allerdings könnten die Auswirkungen, die Sanktionen für Russland haben auch gegen die EU nach hinten losgehen, indem ein Dauerzustand der Spannung, schädlich für das regionale Gleichgewicht. Aus diesen Gründen hat der Feldkanzlerin Merkel, die die Hauptansprechpartner der europäischen Marktführer im Kreml, die einen Dialog, der für die Zwecke der regionalen Zusammenarbeit mit Russland hat die Absicht zu verfolgen ist, insbesondere in der Frage der Sicherheitspolitik. Diese Politik muss verstehen, dass die Operation in Moskau diplomatischen Ziele mit Russland gegen Russland zusammenarbeiten, aber nicht; Allerdings sollte Moskau auch zeigen, gut die territoriale Integrität der Ukraine und geben zu anderen ähnlichen Initiativen zu respektieren. Putin betonte in seiner letzten Rede als Russland beabsichtigt nicht, auf westlichen Druck nachzugeben, aber betont mehr die Widrigkeiten gegenüber dem US als in Europa. Auch in Moskau die europäischen Partner sind wichtig, vor allem in einem bereits schwierigen wirtschaftlichen Situation und machte noch problematischer durch die Sanktionen und die Auswirkungen der Rückgang der Ölpreise.
L'Union européenne étudie des solutions de rechange pour les relations diplomatiques avec la Russie
L'Union européenne réfléchit sur quelle attitude adopter envers la Russie; la proximité d'obliger Moscou à de bonnes relations de voisinage, également en raison du volume des exportations vers le pays économique allant de Russie, mais le comportement de la politique étrangère du Kremlin, qui a maintes fois violé le droit international, nécessite également des mesures représailles à rétablir la sécurité à la frontière. Il ya aussi la pression des États-Unis, qui a forcé l'UE à suivre Washington sur les motifs des sanctions, a accepté mais pas toujours partagée par tous les membres de l'Union européenne. Il ya une division claire entre les pays presque occidentale et orientale, en particulier ceux qui appartenaient au bloc soviétique ou sont voisines de la Russie. Ces derniers sont plus intransigeant sur les mesures à prendre contre Moscou, car ils craignent la renaissance de l'impérialisme russe, à condition qu'ils aient déjà subi au cours des années précédentes et ne ont pas du tout oublié. Ces pays, tout en conservant leurs pièces internes, même les grandes, leurs sociétés où la Russie continuent de collecter sympathies pertinentes, sont dirigés par des cadres qui souhaitent un nouveau durcissement des sanctions et appeler à une plus grande présence militaire de l'Alliance atlantique. Ils sont des partenaires clés pour la stratégie de la Maison Blanche qui mène vers la Russie, parce que sans leur soutien et leurs demandes seraient fatigant de convaincre les alliés occidentaux de suivre une politique de rigidité à des sanctions économiques. Toutefois, l'UE veut regagner son indépendance politique, en particulier après le changement de sommets européens; effectivement l'attitude de l'UE était trop passé sous déclaration et presque dominé la Maison Blanche, aussi à cause de l'absence d'outils d'adopter une politique commune. Pas même les représentants actuels, pour la vérité, une telle législation, mais, peut-être parce qu'ils commencent leur expérience, semblent être plus disposés à prendre avantage de l'UE comme un sujet plus pertinent dans l'arène internationale. Certes, il sera nécessaire de se entendre instances membres orientales défensives, avec le plus diplomatique des pays occidentaux, qui ont l'intention de récupérer également la part des exportations perdues en raison des sanctions régime appliqué à Moscou. Le point de départ commun est qu'une situation tendue comme celle-ci ne peut pas être une longue ligne droite que chaque camp. La façon de résoudre les problèmes identifiés défavorable ne peut être à l'diplomatique, car pour l'instant les sanctions ne semblent pas avoir eu d'influence sur la conduite de la Russie. En fait cette déclaration, porté par certains représentants de l'Etat, on peut objecter, que se il est vrai que Moscou menace frontières ukrainiennes, il est également vrai que la situation économique en Russie, elle est très aggravée par les effets des sanctions et le milieu période, Poutine ne peut pas supporter encore beaucoup cette situation. Toutefois, les effets que les sanctions peuvent avoir sur la Russie pourraient également retourner contre l'UE en établissant une situation de tension permanente, néfastes à l'équilibre régional. Pour ces raisons, pris sur le terrain la chancelière Merkel, qui est le principal interlocuteur des leaders européens dans le Kremlin, qui a l'intention de poursuivre un dialogue qui a pour but la coopération régionale avec la Russie, en particulier sur la question de la politique de sécurité. Cette politique doit comprendre que l'opération à Moscou objectifs diplomatiques de coopérer avec la Russie, mais pas contre la Russie; Toutefois, Moscou doit également montrer la bonne volonté de respecter l'intégrité territoriale de l'Ukraine et de donner à d'autres initiatives similaires. Poutine a souligné dans son dernier discours que la Russie n'a pas l'intention de céder à la pression occidentale, mais a souligné plus leur adversité contre les États-Unis qu'en Europe. Même à Moscou les partenaires européens sont essentiels, en particulier dans une situation économique déjà défavorable et faites encore plus problématique par les sanctions et les effets de la chute des prix du pétrole.
A União Europeia está a estudar alternativas para as relações diplomáticas com a Rússia
A União Europeia reflete sobre que atitude tomar em relação à Rússia; a proximidade de obrigar Moscou para boas relações de vizinhança, também por causa do volume de exportações para o país económico que vão russo, mas o comportamento da política externa do Kremlin, que tem repetidamente violado o direito internacional, requer também medidas retaliação para restaurar a segurança na fronteira. Há também a pressão dos EUA, o que obrigou a UE a seguir Washington em razão das sanções, aceita, mas nem sempre compartilhada por todos os membros da União Europeia. Há uma clara divisão entre os países quase ocidentais e orientais, especialmente aqueles que pertenciam ao bloco soviético ou estão na fronteira com a Rússia. Estes últimos são mais intransigentes quanto às medidas a tomar contra Moscou, porque temem o renascimento do imperialismo russo, desde que já sofreram em anos anteriores e não em tudo esquecido. Estes países, mantendo suas partes internas, mesmo grandes, suas sociedades, onde a Rússia continua coletando simpatias relevantes, são lideradas por executivos que gostariam de um novo reforço das sanções e pedem maior presença militar da Aliança Atlântica. Eles são parceiros-chave para a estratégia da Casa Branca, que está levando-a para a Rússia, pois sem o seu apoio e suas demandas seria cansativo para convencer os aliados ocidentais a seguir uma política de rigidez em sanções econômicas. No entanto, a UE quer recuperar a sua independência política, especialmente após a mudança de cimeiras europeias; na verdade, a atitude da UE passado era muito sob a instrução e quase dominado a Casa Branca, também por causa da falta de ferramentas para adoptar uma política comum. Nem mesmo os representantes atuais, pois a verdade, não existe tal legislação, mas, talvez porque eles começam a sua experiência, parecem estar mais dispostos a tirar proveito da UE como um assunto mais relevante no cenário internacional. Certamente será necessário acordar instâncias defensivas membros orientais, com o mais diplomático de países ocidentais, que pretendem recuperar também a participação das exportações perdidas por causa das sanções aplicadas ao regime de Moscou. O ponto de partida comum é que uma situação tensa como o presente não pode ser uma longa reta como nenhum dos lados. A maneira de resolver os problemas identificados adverso só pode ser para a diplomática, porque para o momento em que as sanções não parecem ter tido influência no comportamento da Rússia. Na verdade, essa declaração, realizada por alguns representantes do Estado, pode-se objetar, que, embora seja verdade que Moscou ameaça fronteiras ucranianas, é igualmente verdade que a situação económica na Rússia, ela é muito agravada pelos efeitos das sanções e do meio período, Putin não pode estar ainda muito essa situação. No entanto, os efeitos que as sanções podem ter sobre a Rússia também poderia sair pela culatra contra a UE, estabelecendo uma situação permanente de tensão, prejudicial ao equilíbrio regional. Por estas razões, entrou em campo Chanceler Merkel, que é o principal interlocutor dos líderes europeus no Kremlin, que pretende levar a cabo um diálogo que tem como finalidade a cooperação regional com a Rússia, especialmente sobre a questão da política de segurança. Esta política tem que entender que a operação em Moscou objetivos diplomáticos para cooperar com a Rússia, mas não contra a Rússia; No entanto, Moscou também deve mostrar boa vontade de respeitar a integridade territorial da Ucrânia e dando para outras iniciativas semelhantes. Putin destacou em seu último discurso como a Rússia não pretende ceder à pressão ocidental, mas enfatizou mais a sua adversidade contra os EUA do que na Europa. Mesmo em Moscou os parceiros europeus são essenciais, especialmente em uma situação econômica já desfavorável e fez ainda mais problemática pelas sanções e os efeitos da queda dos preços do petróleo.
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