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mercoledì 16 marzo 2016

シリアからロシア撤退の理由

シリアによるモスクワの軍の撤退は、彼らはシリアの地で長期滞在を正当化しなかったこと、それが見えたほど突然ではなかったが、深い推論の結果でした。ロシアの最初の目的は、無謀に思えるかもしれないアクションで、国際舞台でのキープレーヤーとして返すようにしていたが、別の目標を達成するために許可されています。軍事行動は、実際には、今主に米国を懸念事実だった危機的状況の取扱いの多極化ビジョンNAの再開を正当化。外交関係の新時代を開くことができシリア問題、で、モスクワは椅子に和平プロセス、一緒に国連で、それが役割を共有するワシントン並み、されるようになりました。この係数は等しいとロシアに対処するため、米国の義務を意味すると、実際には、外交的孤立を破る西は問題ウクライナのためにロシアに課せられたとクレムリンは、最初のインタプリタとして動作させることができていること国際問題のレベルは、役割はソビエト帝国の終わりに失われました。しかし、シリアの冒険も、実際的な理由によって決定されました:シリアのロシア拠点、常に地中海でのロシア軍の滞在にも同様に安全な未来を確保しなかった、重要な戦略的重要性とアサドの可能性崩壊を考慮されています。その後、政権交代は回避されることになっていただけでなく、政権が敗北したことを避け、ダマスカスでの電力の継続を確保する必要がありました。ロシアの操作正規のシリア軍が崩れたとアサドが電力を保持できるようにするにはあまりにも多くのポジションを失った前日。すべてのこの国の制御を取ることを望んでいたサウジアラビアとトルコによって融資スンニ派勢力の利益のために。モスクワはまた、この仮定は彼らの行動のためにも、紛争、ワシントンと2スンニ派の状態の間から、差異の開始時に有効である可能性があり、実際にはサウジアラビアやトルコ演習の背後に、シリアを支配するアメリカの野望を垣間見ていましたイスラム国家との曖昧な、部分的には、紛争の進化を担当した、ホワイトハウスの一部に実質的にはるかに慎重な態度につながっています。シリアの土地からの撤退も完全に満足、ロシアの世論の新しいアフガニスタン、最も歓迎されない状況として見ることができる地上部隊の大規模な使用、で、ロシア軍の大きな関与を回避することを目的とナショナリズムの観点から、クレムリンの力のデモンストレーションにより、モスクワはまた、ミッションのコストにストップを入れていた苦しむロシアの現在の経済状況のために高くなりすぎ、西洋の制裁、原油価格の下落といういます。モスクワの意図が完了することができる、シリア危機でロシアの役割を正当化し、強化する、交渉に直面し、今、彼は彼の存在なしに政治的移行の危険性を回避したこと、アサドを強制することですシリア紛争の将来について平和の達成と、この理解は、電力でアサドが含まれていませんでしたが、外交関係やシリアの軍事基地を維持するとともに、また、可能な新しい政府に調停者としてのロシアの役割を強調表示しない溶液を調製するためにロシアの意図を隠し

أسباب انسحاب الروس من سوريا

انسحاب القوات المسلحة من موسكو من سوريا، لم يكن مفاجئا كما يبدو، ولكن كان نتيجة تفكير عميق، وأنهم لا يبرر البقاء لفترة أطول على الأراضي السورية. وكان الهدف الأول من روسيا إلى العودة كلاعب رئيسي على الساحة الدولية، مع العمل، والتي قد تبدو متهورة، ولكن الذي يسمح لتحقيق أهداف مختلفة. العمل العسكري، في الواقع، ما يبرر إعادة فتح غ رؤية متعددة الأقطاب من التعامل مع حالات الأزمات، التي أصبحت الآن حقيقة التي تتعلق على رأسها الولايات المتحدة. في المسألة السورية، الأمر الذي قد يفتح عهدا جديدا من العلاقات الدبلوماسية، موسكو الآن على قدم المساواة مع واشنطن، التي تشترك معها في الدور، جنبا إلى جنب مع الأمم المتحدة، إلى كرسي عملية السلام. هذا العامل يعني التزام الولايات المتحدة للتعامل مع روسيا كشريك على قدم المساواة و، في الواقع، وكسر العزلة الدبلوماسية التي الغرب المفروضة على روسيا للقضية أوكرانيا ويسمح الكرملين للعمل كمترجم لأول مرة مستوى القضايا الدولية، فقد دورا مع نهاية الامبراطورية السوفياتية. لكن المغامرة السورية وقد أملى أيضا أسباب عملية: القواعد الروسية في سوريا، كانت دائما تعتبر ذات أهمية استراتيجية حيوية واحتمال انهيار الأسد، لم تأمين مستقبل آمن على قدم المساواة لبقاء الجيش الروسي في البحر المتوسط؛ ثم كان تغيير النظام التي ينبغي تجنبها، ولكن ليس فقط، كان من الضروري لضمان استمرار السلطة في دمشق، وتجنب أن النظام هزم. العملية الروسية اليوم قبل الجيش السوري النظامي وتنهار وفقدت الكثير من المواقف للسماح الأسد للاحتفاظ بالسلطة. كل هذا لصالح القوى السنية التي تمولها المملكة العربية السعودية وتركيا، الذين يريدون السيطرة على البلاد. وكانت موسكو قد لمحت أيضا الطموح الأميركي إلى ممارسة السيطرة على سوريا، وراء المناورات السعودية والتركية في الواقع هذا الافتراض قد يكون صحيحا في بداية الصراع، ثم الخلافات بين واشنطن والدول السنية اثنين، وأيضا لسلوكهم غامضة مع الدولة الإسلامية، أدت إلى موقف كبير أكثر حذرا من جانب البيت الأبيض، والتي، في جزء منه، كان مسؤولا عن تطور الصراع. ويهدف الانسحاب من الأراضي السورية أيضا لتجنب زيادة مشاركة الجيش الروسي، مع الاستخدام المكثف للقوات البرية، والتي يمكن أن ينظر إليها على أنها أفغانستان جديدة، أكثر الأوضاع غير مرحب به من الرأي العام الروسي، الآن بالامتنان تماما من وجهة نظر قومية، من قبل مظاهرة للسلطة الكرملين. كما تمت زيارتها موسكو أيضا إلى وضع حد لتكلفة البعثة، أصبحت مرتفعة جدا بالنسبة للوضع الاقتصادي الحالي في روسيا، التي تعاني، سواء العقوبات الغربية، أن الانخفاض في أسعار النفط الخام. وحول مستقبل الصراع السوري نية موسكو لإجبار الأسد، بعد أن كان قد تجنب خطر انتقال سياسي بدون وجوده، لمواجهة المفاوضات، الأمر الذي يبرر ويعزز الدور الروسي في الأزمة السورية، والتي يمكن الانتهاء مع تحقيق السلام؛ هذا الفهم يخفي نية الروسية للتحضير أيضا حل لا يشمل الأسد في السلطة، ولكن لا تسليط الضوء على دور روسيا كصانع سلام أيضا إلى الحكومة الجديدة المحتملة، التي تقيم علاقات دبلوماسية وقواعد عسكرية في سوريا .

martedì 15 marzo 2016

La variabile curda nella questione mediorientale

All'interno della guerra mediorientale e di quella siriana, la variabile curda accresce la sua importanza. Nel caso del conflitto siriano la ribellione curda contro Assad ha avuto, almeno inizialmente, una avversione verso Damasco ancora maggiore di quella dei sunniti, derivante dalla repressione che il governo centrale ha riservato ai curdi, a cui era stato tolto il diritto di cittadinanza. Questo provvedimento aveva riguardato oltre 300.000 persone, cui era divenuto impossibile ogni attività legale. Le proteste contro questa soppressione dei diritti, avevano provocato una dura repressione da parte di Assad, che, giustamente, temeva il contagio anche al di fuori dei territori curdi. Peraltro i curdi hanno anche dovuto lottare contro le formazioni di opposizione al regime di Damasco, organizzazioni controllate dai sunniti, che non volevano prendere in considerazioni le istanze di indipendenza curde. Così fino dall’inizio del conflitto i curdi hanno dovuto combattere la loro guerra in modo singolo, contando sugli sporadici aiuti degli americani, spesso arrivati in modo clandestino per non urtare l’alleato turco. D’altro canto le ragioni di fondo e del modo di combattere dei curdi non si conciliavano con i potenziali alleati sunniti, che lottavano per sostituire il dominio alawita con quello sunnita, una visione fortemente caratterizzata dall’elemento religioso, seppure non esasperato come quello dello Stato islamico. Al contrario i curdi hanno incentrato la loro battaglia per ottenere una indipendenza da esercitare in modo laico e democratico; questo atteggiamento ha individuato ed identificato nei curdi i principali attori militari nella lotta contro l’estremismo religioso, affidando loro compiti sul terreno di estrema rilevanza strategica. Questa visione non è però così unitaria come sembra: il movimento curdo, all’inizio del conflitto, era diviso in almeno 30 fazioni differenti, dove una delle maggiori continua ad essere quella influenzata dalla visione marxista; tuttavia l’elemento nazionalista ha fatto da collante e la necessità di difendersi come gruppo compatto fondato sull’appartenenza etnica, ha permesso di superare differenze anche profonde. In questa fase del conflitto l’iniziale nemico Assad pare avere assunto un ruolo meno rilevante nella lotta curda, maggiormente minacciata dall’ostilità turca. L’evoluzione dello scenario della guerra siriana ha permesso ai curdi di conquistare posizioni importanti sul territorio siriano, posizioni a cui Assad potrebbe anche rinunciare e che potrebbero permettere di creare un corridoio capace di unire i territori curdi siriani con quelli irakeni, ciò potrebbe consentire la nascita del tanto agognato stato curdo indipendente. Questa prospettiva spaventa la Turchia, che rischia di trovare alle sue frontiere uno stato curdo, confinante con la regione turca a maggioranza curda: un fattore potenziale di estrema destabilizzazione. Occorre ricordare che una delle soluzioni proposte da diversi analisti, per la soluzione della guerra siriana è la divisione in tre parti del paese: la prima quella riservata agli alawiti, la seconda ai sunniti e la terza, proprio ai curdi. Questa opzione sarebbe in linea con le aspettative curde di creare uno stato. C’è, poi da considerare che nel quadro della strategia di Assad e Putin, contro Ankara, divenuta la principale nemica regionale, la presenza curda è un deterrente contro la Turchia; questo aspetto rischia, però di compromettere i rapporti tra lo stato turco e gli USA. Washington è in seria difficoltà nella gestione dei rapporti con i curdi, che sono fedeli alleati degli Stati Uniti fin dai tempi della guerra contro Saddam e sono stati formati ed equipaggiati dagli americani da lungo tempo. La Casa Bianca, inoltre, non può tenere conto dell’apporto sul terreno fornito contro lo Stato islamico, ma non può neppure peggiorare le relazioni con Ankara, deteriorate con l’avanzare della lotta contro il califfato. Inquadrando, dunque, la questione curda, in un’ottica internazionale più ampia non si può non prevederne un crescente peso specifico, con influenze ben aldilà della dimensione territoriale e politica attuale. Infatti da scenario collaterale, sia del conflitto siriano, che di quello irakeno e di quello contro lo Stato islamico, la questione curda rischia di diventare centrale per la risoluzione di tutti i confronti bellici e di tutto l’equilibrio della regione del medioriente. Sarà fondamentale il ruolo che sarà ricoperto dalla diplomazia, sopratutto se si vorrà riconoscere le legittime ambizioni del popolo curdo che da troppo tempo aspetta un suo stato sovrano, uno stato che potrebbe diventare democratico, secondo l’accezione occidentale, al centro di tanti stati che sono ancora troppo influenzati dall’aspetto religioso e quindi costituire un esempio per una maggiore laicità democratica anche per altri paesi.

The Kurdish variable in the Middle East issue

Inside the Middle East war and the Syrian, the Kurdish variable increases its importance. In the case of the Syrian conflict the Kurdish rebellion against Assad has had, at least initially, an aversion to Damascus even greater than that of the Sunnis, resulting from the repression that the central government of the Kurds, who had been deprived of the right of citizenship. This measure had affected over 300,000 people, which had become impossible any legal activity. Protests against this suppression of rights, had resulted in a harsh crackdown by Assad, who rightly feared the contagion even outside of the Kurdish territories. However, the Kurds have also had to struggle against opposition groups in Damascus regime, organizations controlled by the Sunnis, who did not take into consideration the demands of Kurdish independence. So until the beginning of the conflict the Kurds have had to fight their war in single mode, relying on sporadic aid of the Americans, often arrived in a clandestine manner as to not offend the ally turkish. On the other hand, the underlying reasons and the way to fight the Kurds did not sit with potential Sunni allies, fighting to replace the domain with the Sunni-Alawite, a strongly characterized by the element religious vision, though not exaggerated as that of Islamic state. On the contrary the Kurds have focused their fight for independence to be exercised in obtaining a secular and democratic way; this attitude defined and identified in the main Kurdish military actors in the fight against religious extremism, entrusting them with tasks on the terrain of extreme strategic importance. This vision, however, is not so unified as it seems: the Kurdish movement, the beginning of the conflict, was divided into at least 30 different factions, where one of the major continues to be influenced by the Marxist view; However, the nationalist element has been the glue and the need to defend itself as a compact group based on ethnicity, has overcome profound differences. In this phase of the conflict the initial enemy Assad seems to have taken a smaller role in the Kurdish struggle, more threatened by hostility Turkish. The evolution of the scenario of the Syrian war has allowed the Kurds to gain important positions on the Syrian territory, positions to which Assad might as well give up and that could enable you to create a corridor capable of uniting Syrian Kurds territories with the Iraqis, this could enable the birth of the much-needed independent Kurdish state. This prospect frightens Turkey, which is likely to find its borders a Kurdish state, which borders the predominantly Kurdish region of Turkey: a potential extremely destabilizing factor. It must be recalled that one of the solutions proposed by different analysts, for the solution of the Syrian war is the division of the country into three parts: the first one reserved to the Alawites, Sunnis, and the second to the third, just the Kurds. This option would be in line with expectations of creating a Kurdish state. Then there is to consider that as part of the strategy Assad and Putin, against Ankara, which became the main regional enemy, the Kurdish presence is a deterrent against Turkey; this aspect is likely, however, soured relationships between the state turkish and the US. Washington has serious difficulties in managing relationships with the Kurds, who are loyal US allies since the times of the war against Saddam and have been trained and equipped by the Americans for a long time. The White House, too, can not keep into account the contribution provided on the ground against the Islamic Republic, but neither can it worsen relations with Ankara, deteriorated with the progress of the fight against the caliphate. Framing, then, is the Kurdish issue in a broader international perspective one can not foresee a growing specific weight and influence far beyond the local dimension and current policy. In fact, from side scenario, both the Syrian conflict, which the Iraqi and one against the Islamic state, the Kurdish issue is likely to become central to the resolution of all against war and all the balance of the Middle East region. It will be essential that the role will be played by diplomacy, especially if you want to recognize the legitimate ambitions of the Kurdish people that has long waits for its own sovereign state, a state that could become democratic, according to the Western sense, the center of so many states they are still too influenced religious-looking and thus set an example for greater democratic secularism also for other countries.

La variable kurda en el problema del Medio Oriente

Dentro de la guerra de Oriente Medio y el sirio, la variable kurda aumenta su importancia. En el caso del conflicto sirio la rebelión kurda contra Assad ha tenido, al menos inicialmente, una aversión a Damasco aún mayor que la de los sunitas, como resultado de la represión que el gobierno central de los kurdos, que habían sido privados del derecho de la ciudadanía. Esta medida ha afectado a más de 300.000 personas, que se habían vuelto imposible cualquier actividad legal. Las protestas contra esta supresión de los derechos, habían dado lugar a una dura represión por Assad, que con razón temía el contagio incluso fuera de los territorios kurdos. Sin embargo, los kurdos también han tenido que luchar contra los grupos de oposición en régimen de Damasco, las organizaciones controladas por los sunitas, que no tomaron en cuenta las exigencias de la independencia kurda. Así que hasta el inicio del conflicto, los kurdos han tenido que luchar su guerra en el modo individual, dependiendo de la ayuda esporádica de los americanos, a menudo llegado de manera clandestina para no ofender al aliado turco. Por otra parte, las razones subyacentes y la forma de luchar contra los kurdos no sentarse con potenciales aliados sunitas, luchando para reemplazar el dominio con el sunitas y alauitas, una fuerza que se caracteriza por la visión religiosa elemento, aunque no exagerada como la de estado islámico. Por el contrario los kurdos han centrado su lucha por la independencia que se ejerza en la obtención de una manera secular y democrática; esta actitud definido e identificado en los principales actores militares kurdas en la lucha contra el extremismo religioso, que les confían tareas en el terreno de extrema importancia estratégica. Esta visión, sin embargo, no es tan unificado como parece: el movimiento kurdo, el inicio del conflicto, se divide en al menos 30 facciones diferentes, donde uno de los principales sigue siendo influenciada por la visión marxista; Sin embargo, el elemento nacionalista ha sido el pegamento y la necesidad de defenderse a sí mismo como un grupo compacto basado en el origen étnico, ha superado las diferencias profundas. En esta fase del conflicto, el enemigo inicial Assad parece haber tomado un papel menor en la lucha kurda, más amenazado por la hostilidad de Turquía. La evolución del escenario de la guerra sirio ha permitido a los kurdos para ganar posiciones importantes en el territorio sirio, las posiciones a las que Assad podría también darse por vencido y que podría permitir crear un corredor capaz de unir sirios territorios kurdos con los iraquíes, esto podría permitir a la nacimiento del estado kurdo independiente que tanto necesita. Esta perspectiva asusta a Turquía, que es probable que encuentre sus fronteras de un estado kurdo, que limita con la región predominantemente kurda de Turquía: un potencial factor extremadamente desestabilizador. Hay que recordar que una de las soluciones propuestas por diferentes analistas, para la solución de la guerra de Siria es la división del país en tres partes: la primera de ellas reservada a los alauitas, sunitas, y la segunda a la tercera, simplemente los kurdos. Esta opción estaría en línea con las expectativas de la creación de un estado kurdo. A continuación, hay que tener en cuenta que, como parte de la estrategia de Assad y Putin, en contra de Ankara, que se convirtió en el principal enemigo regional, la presencia kurda es un elemento de disuasión contra Turquía; este aspecto es probable, sin embargo, las relaciones entre el Estado turco y los EE.UU. agrió. Washington tiene serias dificultades en la gestión de las relaciones con los kurdos, que son fieles aliados de Estados Unidos desde los tiempos de la guerra contra Saddam y han sido entrenados y equipados por los americanos durante mucho tiempo. La Casa Blanca, también, no se puede mantener en cuenta la contribución prevista en el suelo contra la República Islámica, pero tampoco puede empeorar las relaciones con Ankara, se deterioró con el progreso de la lucha contra el califato. Encuadre, entonces, es la cuestión kurda en una perspectiva internacional más amplia no se puede prever un creciente peso específico e influencia mucho más allá de la dimensión local y la política actual. De hecho, desde el escenario lado, tanto el conflicto sirio, que el iraquí y uno contra el estado islámico, la cuestión kurda es probable que se convierta central para la resolución de todos contra la guerra y todo el resto de la región de Oriente Medio. Será esencial que el papel será interpretado por la diplomacia, especialmente si desea reconocer las aspiraciones legítimas del pueblo kurdo que tiene largas esperas para su propio estado soberano, un estado que podría llegar a ser democrática, de acuerdo con el sentido occidental, el centro de tantos estados que están siendo demasiado influenciados-religiosa y por lo tanto busca establecer un ejemplo para mayor laicidad democrática también para otros países.

Die kurdische Variable in der Nahost-Frage

Im Inneren der Krieg im Nahen Osten und die syrische, erhöht sich die kurdische Variable seine Bedeutung. Im Fall des syrischen Konflikts die kurdische Aufstand gegen Assad hatte, zumindest anfänglich, eine Abneigung gegen Damaskus noch größer als die der Sunniten, die sich aus der Unterdrückung, dass die Zentralregierung der Kurden, die das Recht auf Staatsbürgerschaft entzogen worden war. Diese Maßnahme hatte mehr als 300.000 Menschen betroffen, was unmöglich jede juristische Tätigkeit geworden war. Proteste gegen diese Unterdrückung von Rechten, hatte in einem harten Vorgehen gegen Assad geführt, die zu Recht die Ansteckung auch außerhalb der kurdischen Gebiete zu befürchten. Allerdings haben die Kurden auch gegen Oppositionsgruppen in Damaskus Regime zu kämpfen hatte, Organisationen, die von den Sunniten kontrolliert, die nicht in Betracht die Forderungen der kurdische Unabhängigkeit nahm. Also bis zum Beginn des Konflikts haben sich die Kurden hatten ihren Krieg im Single-Modus zu kämpfen, auf sporadische Hilfe der Amerikaner angewiesen, die oft in einer geheimen Weise kam, um nicht den Verbündeten türkisch beleidigen. Auf der anderen Seite, die Gründe und die Art, wie die Kurden kämpfen nicht mit potentiellen sunnitischen Verbündeten setzte sich, im Kampf gegen die Domäne mit dem sunnitisch-Alawiten, eine stark geprägt durch das Element religiöse Vision zu ersetzen, wenn auch nicht so, dass übertrieben von islamischen Staat. Im Gegenteil haben die Kurden ihren Kampf um die Unabhängigkeit konzentriert bei der Erlangung einer säkularen und demokratischen Weg ausgeübt werden; diese Haltung definiert und in den wichtigsten Kurdisch militärischen Akteuren im Kampf gegen religiösen Extremismus, betrauen sie mit Aufgaben auf dem Gelände von extremer strategischer Bedeutung identifiziert. Diese Vision ist jedoch nicht so einheitliche, wie es scheint: die kurdische Bewegung, der Beginn des Konflikts wurde mindestens 30 verschiedene Fraktionen unterteilt ist, wo eine der wichtigsten weiterhin durch die marxistische Sicht beeinflusst werden; Allerdings hat das nationalistische Element der Kleber und die Notwendigkeit, sich aufgrund der ethnischen Zugehörigkeit als kompakte Gruppe zu verteidigen, hat tiefe Differenzen überwinden. In dieser Phase des Konflikts der anfängliche Feind Assad eine kleinere Rolle in der kurdische Kampf genommen zu haben scheint, mehr bedroht durch Feindschaft Türkisch. Die Entwicklung des Szenarios des syrischen Krieg hat die Kurden erlaubt wichtige Positionen auf dem syrischen Territorium zu gewinnen, Positionen, die Assad als auch aufgeben könnte und das könnte Ihnen ermöglichen, einen Korridor zu schaffen fähig zu vereinen syrischen Kurden Gebiete mit den Irakern, könnte dies ermöglichen, die Geburt des dringend benötigten unabhängigen kurdischen Staat. Diese Aussicht schreckt die Türkei, die wahrscheinlich ist, an seine Grenzen einen Kurdenstaat zu finden, die die überwiegend kurdische Region der Türkei grenzt: ein Potential extrem destabilisierenden Faktor. Es sei daran erinnert, dass eine der Lösungen von verschiedenen Analysten, für die Lösung des syrischen Krieg ist die Teilung des Landes in drei Teile vorgeschlagen: Die erste reserviert zu den Alawiten, Sunniten und der zweiten auf die dritte, nur die Kurden. Diese Option würde im Rahmen der Erwartungen sein, einen kurdischen Staat zu schaffen. Dann gibt es zu berücksichtigen, dass im Rahmen der Strategie Assad und Putin, gegen Ankara, die die wichtigsten regionalen Feind geworden ist, die kurdische Präsenz eine abschreckende Wirkung gegen die Türkei ist; aber dieser Aspekt wahrscheinlich ist, gesäuert Beziehungen zwischen dem Staat türkischen und den USA. Washington hat ernsthafte Schwierigkeiten bei der Verwaltung von Beziehungen mit den Kurden, die treuen Verbündeten der USA seit den Zeiten des Krieges gegen Saddam sind und von den Amerikanern für eine lange Zeit ausgebildet und ausgerüstet worden. Das Weiße Haus, kann auch nicht berücksichtigt, halten die auf dem Boden gegen die Islamische Republik sehene Beitrag, aber weder kann er die Beziehungen zu Ankara verschlechtern, mit dem Fortschritt des Kampfes gegen das Kalifat verschlechtert. Framing, dann ist die kurdische Frage in einem weiteren internationalen Perspektive kann man nicht eine wachsende spezifisches Gewicht und Einfluss weit über die lokale Dimension und aktuelle Politik voraussehen. In der Tat, von der Seite Szenario sowohl der syrischen Konflikt, der die irakische und einen gegen den islamischen Staat, ist die kurdische Frage wahrscheinlich auf die Auflösung aller gegen Krieg und all das Gleichgewicht des Nahost-Region von zentraler Bedeutung geworden. Es wird entscheidend sein, dass die Rolle von Diplomatie gespielt werden, vor allem wenn man die legitimen Bestrebungen des kurdischen Volkes zu erkennen wollen, dass lange Wartezeiten für einen eigenen souveränen Staat hat, einen Staat, der demokratisch werden könnte, nach dem westlichen Sinne, dem Zentrum von so vielen Staaten sie sind immer noch zu religiös schau beeinflusst und damit ein Beispiel für eine größere demokratische Säkularismus auch für andere Länder gesetzt.

La variable kurde dans la question du Moyen-Orient

A l'intérieur de la guerre au Moyen-Orient et de la Syrie, la variable kurde augmente son importance. Dans le cas du conflit syrien la rébellion kurde contre Assad a eu, au moins au début, une aversion à Damas même supérieure à celle des sunnites, résultant de la répression que le gouvernement central des Kurdes, qui avaient été privés du droit de la citoyenneté. Cette mesure avait affecté plus de 300.000 personnes, qui étaient devenues impossible toute activité juridique. Les protestations contre cette suppression des droits, ont donné lieu à une répression sévère par Assad, qui craignait à juste titre la contagion, même en dehors des territoires kurdes. Cependant, les Kurdes ont également eu à lutter contre les groupes d'opposition au régime de Damas, des organisations contrôlées par les sunnites, qui n'a pas pris en considération les exigences de l'indépendance kurde. Donc, jusqu'à ce que le début du conflit, les Kurdes ont dû se battre leur guerre en mode simple, compter sur l'aide sporadique des Américains, souvent arrivé d'une manière clandestine pour ne pas offenser l'allié turc. D'autre part, les raisons sous-jacentes et la façon de lutter contre les Kurdes ne pas rester avec les alliés sunnites potentiels, luttant pour remplacer le domaine avec le sunnite-alaouite, un fortement marqué par la vision religieuse de l'élément, mais pas exagéré que celui de Etat islamique. Au contraire, les Kurdes ont concentré leur lutte pour l'indépendance à exercer dans l'obtention d'une façon laïque et démocratique; cette attitude défini et identifié dans les principaux acteurs militaires kurdes dans la lutte contre l'extrémisme religieux, en leur confiant des tâches sur le terrain d'une importance stratégique extrême. Cette vision est cependant pas unifiée comme il semble: le mouvement kurde, le début du conflit, a été divisé en au moins 30 factions différentes, où l'une des principales continue d'être influencé par la vision marxiste; Cependant, l'élément nationaliste a été le ciment et la nécessité de se défendre en tant que groupe compact basé sur l'ethnicité, a surmonté de profondes différences. Dans cette phase du conflit l'ennemi initial Assad semble avoir pris un petit rôle dans la lutte kurde, plus menacée par l'hostilité turque. L'évolution du scénario de la guerre syrienne a permis aux Kurdes de gagner des positions importantes sur le territoire syrien, les positions auxquelles Assad pourrait aussi bien abandonner et qui pourrait vous permettre de créer un couloir capable d'unir les Kurdes syriens avec les Irakiens, ce qui pourrait permettre à la naissance de l'Etat kurde indépendant si nécessaire. Cette perspective effraie la Turquie, qui est susceptible de trouver ses frontières un Etat kurde, qui borde la région à majorité kurde de la Turquie: un facteur très déstabilisant. Il convient de rappeler que l'une des solutions proposées par différents analystes, pour la solution de la guerre syrienne est la division du pays en trois parties: la première réservée aux Alaouites, les Sunnites, et la seconde à la troisième, juste les Kurdes. Cette option serait conforme aux attentes de la création d'un Etat kurde. Ensuite, il est à considérer que dans le cadre de la stratégie Assad et Poutine, contre Ankara, qui est devenu le principal ennemi régional, la présence kurde est un moyen de dissuasion contre la Turquie; cet aspect est probable, cependant, les relations entre l'Etat turc et les États-Unis aigri. Washington a de sérieuses difficultés dans la gestion des relations avec les Kurdes, qui sont fidèles alliés des États-Unis depuis l'époque de la guerre contre Saddam et ont été formés et équipés par les Américains pendant une longue période. La Maison Blanche, aussi, ne peut pas tenir compte de la contribution prévue sur le terrain contre la République islamique, mais ne peut-il aggraver les relations avec Ankara, détériorées avec les progrès de la lutte contre le califat. Encadrement, alors, est la question kurde dans une perspective plus large d'une internationale ne peut pas prévoir un poids et une influence spécifique de plus en plus loin au-delà de la dimension locale et la politique actuelle. En fait, du scénario de côté, à la fois le conflit syrien, qui l'Irak et l'un contre l'Etat islamique, la question kurde est susceptible de devenir centrale à la résolution de tous contre la guerre et tout le reste de la région du Moyen-Orient. Il sera essentiel que le rôle sera joué par la diplomatie, surtout si vous voulez reconnaître les ambitions légitimes du peuple kurde qui a de longues attentes pour son propre Etat souverain, un Etat qui pourrait devenir démocratique, selon le sens occidental, au centre de tant d'états ils sont encore trop influencés religieux prospectifs et donc un exemple pour une plus grande laïcité démocratique aussi pour d'autres pays.