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mercoledì 16 marzo 2016
來自敘利亞的俄羅斯退出的理由
莫斯科的軍隊敘利亞撤出,是不是因為突然的,因為它似乎,但深推理的結果,他們沒有理由對敘利亞境內逗留較長時間。俄羅斯的第一個目標是恢復在國際舞台上的重要角色,用行動,這似乎有勇無謀,但允許以達到不同的目標。軍事行動,其實,合理的NA的危機情況下,這是目前這主要涉及美國的事實處理多極化視野重新開放。關於敘利亞問題,這可能打開外交關係的新時代,莫斯科現在是與美國相提並論,同它的作用,與聯合國一道,主持和平進程。這意味著因素,美國的義務,應對俄羅斯作為一個平等,事實上,打破外交孤立,西方對俄羅斯判的問題,烏克蘭和讓克里姆林宮充當第一的解釋國際問題層面,角色失去了與蘇聯帝國的終結。但敘利亞冒險也被現實的原因決定的:在敘利亞的俄羅斯基地,向來被認為具有重要的戰略意義和阿薩德的一個可能的崩潰,同樣安全的未來並沒有固定的住宿俄軍在地中海的;那麼改朝換代是要避免的,但不是唯一的,有必要確保在大馬士革權力的延續,避免政權被擊敗了。俄羅斯手術前的常規敘利亞軍隊搖搖欲墜,並且已經失去了太多的位置,讓阿薩德保留實力的日子。這一切都為沙特阿拉伯和土耳其,誰想要採取對國家的控制資助遜尼派勢力的利益。莫斯科還瞥見一個美國人的野心對敘利亞實施控制,落後於現實沙特和土耳其演習這個假設可能是在發生衝突,那麼華盛頓和兩個遜尼派國家之間的差異的開始有效,也為自己的行為曖昧的伊斯蘭國家,已經導致了白宮,這在某種程度上,負責衝突演變的一部分,造成很大的更為謹慎的態度。來自敘利亞的土地撤軍的目的還在於避免了俄羅斯軍隊的更多參與,與大量使用地面部隊,這可以被看作是新的阿富汗,俄羅斯輿論最不受歡迎的情況,現在已經完全滿意但從民族主義,克里姆林宮的權力的示範點;莫斯科也也不得不制止任務的成本,成為太高俄羅斯目前的經濟形勢下,這受苦,這兩個西方的制裁,在原油價格的下滑。敘利亞衝突的未來莫斯科的意圖是迫使阿薩德,現在他已經避免了一場政治過渡的危險沒有他的存在,面對談判,這證明並增強在敘利亞危機中俄羅斯的作用,它可以完成和平的實現;這種理解隱藏在俄羅斯還打算準備一個解決方案,不包括阿薩德執政,但強調俄羅斯作為一個和事佬的角色也是一個可能的新政府,與保持外交關係,敘利亞軍事基地。
シリアからロシア撤退の理由
シリアによるモスクワの軍の撤退は、彼らはシリアの地で長期滞在を正当化しなかったこと、それが見えたほど突然ではなかったが、深い推論の結果でした。ロシアの最初の目的は、無謀に思えるかもしれないアクションで、国際舞台でのキープレーヤーとして返すようにしていたが、別の目標を達成するために許可されています。軍事行動は、実際には、今主に米国を懸念事実だった危機的状況の取扱いの多極化ビジョンNAの再開を正当化。外交関係の新時代を開くことができシリア問題、で、モスクワは椅子に和平プロセス、一緒に国連で、それが役割を共有するワシントン並み、されるようになりました。この係数は等しいとロシアに対処するため、米国の義務を意味すると、実際には、外交的孤立を破る西は問題ウクライナのためにロシアに課せられたとクレムリンは、最初のインタプリタとして動作させることができていること国際問題のレベルは、役割はソビエト帝国の終わりに失われました。しかし、シリアの冒険も、実際的な理由によって決定されました:シリアのロシア拠点、常に地中海でのロシア軍の滞在にも同様に安全な未来を確保しなかった、重要な戦略的重要性とアサドの可能性崩壊を考慮されています。その後、政権交代は回避されることになっていただけでなく、政権が敗北したことを避け、ダマスカスでの電力の継続を確保する必要がありました。ロシアの操作正規のシリア軍が崩れたとアサドが電力を保持できるようにするにはあまりにも多くのポジションを失った前日。すべてのこの国の制御を取ることを望んでいたサウジアラビアとトルコによって融資スンニ派勢力の利益のために。モスクワはまた、この仮定は彼らの行動のためにも、紛争、ワシントンと2スンニ派の状態の間から、差異の開始時に有効である可能性があり、実際にはサウジアラビアやトルコ演習の背後に、シリアを支配するアメリカの野望を垣間見ていましたイスラム国家との曖昧な、部分的には、紛争の進化を担当した、ホワイトハウスの一部に実質的にはるかに慎重な態度につながっています。シリアの土地からの撤退も完全に満足、ロシアの世論の新しいアフガニスタン、最も歓迎されない状況として見ることができる地上部隊の大規模な使用、で、ロシア軍の大きな関与を回避することを目的とナショナリズムの観点から、クレムリンの力のデモンストレーションにより、モスクワはまた、ミッションのコストにストップを入れていた苦しむロシアの現在の経済状況のために高くなりすぎ、西洋の制裁、原油価格の下落といういます。モスクワの意図が完了することができる、シリア危機でロシアの役割を正当化し、強化する、交渉に直面し、今、彼は彼の存在なしに政治的移行の危険性を回避したこと、アサドを強制することですシリア紛争の将来について平和の達成と、この理解は、電力でアサドが含まれていませんでしたが、外交関係やシリアの軍事基地を維持するとともに、また、可能な新しい政府に調停者としてのロシアの役割を強調表示しない溶液を調製するためにロシアの意図を隠し。
أسباب انسحاب الروس من سوريا
انسحاب
القوات المسلحة من موسكو من سوريا، لم يكن مفاجئا كما يبدو، ولكن كان
نتيجة تفكير عميق، وأنهم لا يبرر البقاء لفترة أطول على الأراضي السورية. وكان
الهدف الأول من روسيا إلى العودة كلاعب رئيسي على الساحة الدولية، مع
العمل، والتي قد تبدو متهورة، ولكن الذي يسمح لتحقيق أهداف مختلفة. العمل
العسكري، في الواقع، ما يبرر إعادة فتح غ رؤية متعددة الأقطاب من التعامل
مع حالات الأزمات، التي أصبحت الآن حقيقة التي تتعلق على رأسها الولايات
المتحدة. في
المسألة السورية، الأمر الذي قد يفتح عهدا جديدا من العلاقات الدبلوماسية،
موسكو الآن على قدم المساواة مع واشنطن، التي تشترك معها في الدور، جنبا
إلى جنب مع الأمم المتحدة، إلى كرسي عملية السلام. هذا
العامل يعني التزام الولايات المتحدة للتعامل مع روسيا كشريك على قدم
المساواة و، في الواقع، وكسر العزلة الدبلوماسية التي الغرب المفروضة على
روسيا للقضية أوكرانيا ويسمح الكرملين للعمل كمترجم لأول مرة مستوى القضايا الدولية، فقد دورا مع نهاية الامبراطورية السوفياتية. لكن
المغامرة السورية وقد أملى أيضا أسباب عملية: القواعد الروسية في سوريا،
كانت دائما تعتبر ذات أهمية استراتيجية حيوية واحتمال انهيار الأسد، لم
تأمين مستقبل آمن على قدم المساواة لبقاء الجيش الروسي في البحر المتوسط؛ ثم كان تغيير النظام التي ينبغي تجنبها، ولكن ليس فقط، كان من الضروري لضمان استمرار السلطة في دمشق، وتجنب أن النظام هزم. العملية الروسية اليوم قبل الجيش السوري النظامي وتنهار وفقدت الكثير من المواقف للسماح الأسد للاحتفاظ بالسلطة. كل هذا لصالح القوى السنية التي تمولها المملكة العربية السعودية وتركيا، الذين يريدون السيطرة على البلاد. وكانت
موسكو قد لمحت أيضا الطموح الأميركي إلى ممارسة السيطرة على سوريا، وراء
المناورات السعودية والتركية في الواقع هذا الافتراض قد يكون صحيحا في
بداية الصراع، ثم الخلافات بين واشنطن والدول السنية اثنين، وأيضا لسلوكهم غامضة مع الدولة الإسلامية، أدت إلى موقف كبير أكثر حذرا من جانب البيت الأبيض، والتي، في جزء منه، كان مسؤولا عن تطور الصراع. ويهدف
الانسحاب من الأراضي السورية أيضا لتجنب زيادة مشاركة الجيش الروسي، مع
الاستخدام المكثف للقوات البرية، والتي يمكن أن ينظر إليها على أنها
أفغانستان جديدة، أكثر الأوضاع غير مرحب به من الرأي العام الروسي، الآن
بالامتنان تماما من وجهة نظر قومية، من قبل مظاهرة للسلطة الكرملين. كما
تمت زيارتها موسكو أيضا إلى وضع حد لتكلفة البعثة، أصبحت مرتفعة جدا
بالنسبة للوضع الاقتصادي الحالي في روسيا، التي تعاني، سواء العقوبات
الغربية، أن الانخفاض في أسعار النفط الخام. وحول
مستقبل الصراع السوري نية موسكو لإجبار الأسد، بعد أن كان قد تجنب خطر
انتقال سياسي بدون وجوده، لمواجهة المفاوضات، الأمر الذي يبرر ويعزز الدور
الروسي في الأزمة السورية، والتي يمكن الانتهاء مع تحقيق السلام؛ هذا
الفهم يخفي نية الروسية للتحضير أيضا حل لا يشمل الأسد في السلطة، ولكن لا
تسليط الضوء على دور روسيا كصانع سلام أيضا إلى الحكومة الجديدة المحتملة،
التي تقيم علاقات دبلوماسية وقواعد عسكرية في سوريا .
martedì 15 marzo 2016
La variabile curda nella questione mediorientale
All'interno della guerra mediorientale e di quella siriana, la variabile curda accresce la sua importanza. Nel caso del conflitto siriano la ribellione curda contro Assad ha avuto, almeno inizialmente, una avversione verso Damasco ancora maggiore di quella dei sunniti, derivante dalla repressione che il governo centrale ha riservato ai curdi, a cui era stato tolto il diritto di cittadinanza. Questo provvedimento aveva riguardato oltre 300.000 persone, cui era divenuto impossibile ogni attività legale. Le proteste contro questa soppressione dei diritti, avevano provocato una dura repressione da parte di Assad, che, giustamente, temeva il contagio anche al di fuori dei territori curdi. Peraltro i curdi hanno anche dovuto lottare contro le formazioni di opposizione al regime di Damasco, organizzazioni controllate dai sunniti, che non volevano prendere in considerazioni le istanze di indipendenza curde. Così fino dall’inizio del conflitto i curdi hanno dovuto combattere la loro guerra in modo singolo, contando sugli sporadici aiuti degli americani, spesso arrivati in modo clandestino per non urtare l’alleato turco. D’altro canto le ragioni di fondo e del modo di combattere dei curdi non si conciliavano con i potenziali alleati sunniti, che lottavano per sostituire il dominio alawita con quello sunnita, una visione fortemente caratterizzata dall’elemento religioso, seppure non esasperato come quello dello Stato islamico. Al contrario i curdi hanno incentrato la loro battaglia per ottenere una indipendenza da esercitare in modo laico e democratico; questo atteggiamento ha individuato ed identificato nei curdi i principali attori militari nella lotta contro l’estremismo religioso, affidando loro compiti sul terreno di estrema rilevanza strategica. Questa visione non è però così unitaria come sembra: il movimento curdo, all’inizio del conflitto, era diviso in almeno 30 fazioni differenti, dove una delle maggiori continua ad essere quella influenzata dalla visione marxista; tuttavia l’elemento nazionalista ha fatto da collante e la necessità di difendersi come gruppo compatto fondato sull’appartenenza etnica, ha permesso di superare differenze anche profonde. In questa fase del conflitto l’iniziale nemico Assad pare avere assunto un ruolo meno rilevante nella lotta curda, maggiormente minacciata dall’ostilità turca. L’evoluzione dello scenario della guerra siriana ha permesso ai curdi di conquistare posizioni importanti sul territorio siriano, posizioni a cui Assad potrebbe anche rinunciare e che potrebbero permettere di creare un corridoio capace di unire i territori curdi siriani con quelli irakeni, ciò potrebbe consentire la nascita del tanto agognato stato curdo indipendente. Questa prospettiva spaventa la Turchia, che rischia di trovare alle sue frontiere uno stato curdo, confinante con la regione turca a maggioranza curda: un fattore potenziale di estrema destabilizzazione. Occorre ricordare che una delle soluzioni proposte da diversi analisti, per la soluzione della guerra siriana è la divisione in tre parti del paese: la prima quella riservata agli alawiti, la seconda ai sunniti e la terza, proprio ai curdi. Questa opzione sarebbe in linea con le aspettative curde di creare uno stato. C’è, poi da considerare che nel quadro della strategia di Assad e Putin, contro Ankara, divenuta la principale nemica regionale, la presenza curda è un deterrente contro la Turchia; questo aspetto rischia, però di compromettere i rapporti tra lo stato turco e gli USA. Washington è in seria difficoltà nella gestione dei rapporti con i curdi, che sono fedeli alleati degli Stati Uniti fin dai tempi della guerra contro Saddam e sono stati formati ed equipaggiati dagli americani da lungo tempo. La Casa Bianca, inoltre, non può tenere conto dell’apporto sul terreno fornito contro lo Stato islamico, ma non può neppure peggiorare le relazioni con Ankara, deteriorate con l’avanzare della lotta contro il califfato. Inquadrando, dunque, la questione curda, in un’ottica internazionale più ampia non si può non prevederne un crescente peso specifico, con influenze ben aldilà della dimensione territoriale e politica attuale. Infatti da scenario collaterale, sia del conflitto siriano, che di quello irakeno e di quello contro lo Stato islamico, la questione curda rischia di diventare centrale per la risoluzione di tutti i confronti bellici e di tutto l’equilibrio della regione del medioriente. Sarà fondamentale il ruolo che sarà ricoperto dalla diplomazia, sopratutto se si vorrà riconoscere le legittime ambizioni del popolo curdo che da troppo tempo aspetta un suo stato sovrano, uno stato che potrebbe diventare democratico, secondo l’accezione occidentale, al centro di tanti stati che sono ancora troppo influenzati dall’aspetto religioso e quindi costituire un esempio per una maggiore laicità democratica anche per altri paesi.
The Kurdish variable in the Middle East issue
Inside the Middle East war and the Syrian, the Kurdish variable increases its importance. In
the case of the Syrian conflict the Kurdish rebellion against Assad has
had, at least initially, an aversion to Damascus even greater than that
of the Sunnis, resulting from the repression that the central
government of the Kurds, who had been deprived of the right of
citizenship. This measure had affected over 300,000 people, which had become impossible any legal activity. Protests
against this suppression of rights, had resulted in a harsh crackdown
by Assad, who rightly feared the contagion even outside of the Kurdish
territories. However,
the Kurds have also had to struggle against opposition groups in
Damascus regime, organizations controlled by the Sunnis, who did not
take into consideration the demands of Kurdish independence. So
until the beginning of the conflict the Kurds have had to fight their
war in single mode, relying on sporadic aid of the Americans, often
arrived in a clandestine manner as to not offend the ally turkish. On
the other hand, the underlying reasons and the way to fight the Kurds
did not sit with potential Sunni allies, fighting to replace the domain
with the Sunni-Alawite, a strongly characterized by the element
religious vision, though not exaggerated as that of Islamic state. On the contrary the Kurds have focused their fight for independence to be exercised in obtaining a secular and democratic way; this
attitude defined and identified in the main Kurdish military actors in
the fight against religious extremism, entrusting them with tasks on the
terrain of extreme strategic importance. This
vision, however, is not so unified as it seems: the Kurdish movement,
the beginning of the conflict, was divided into at least 30 different
factions, where one of the major continues to be influenced by the
Marxist view; However,
the nationalist element has been the glue and the need to defend itself
as a compact group based on ethnicity, has overcome profound
differences. In
this phase of the conflict the initial enemy Assad seems to have taken a
smaller role in the Kurdish struggle, more threatened by hostility
Turkish. The
evolution of the scenario of the Syrian war has allowed the Kurds to
gain important positions on the Syrian territory, positions to which
Assad might as well give up and that could enable you to create a
corridor capable of uniting Syrian Kurds territories with the Iraqis,
this could enable the birth of the much-needed independent Kurdish state. This
prospect frightens Turkey, which is likely to find its borders a
Kurdish state, which borders the predominantly Kurdish region of Turkey:
a potential extremely destabilizing factor. It
must be recalled that one of the solutions proposed by different
analysts, for the solution of the Syrian war is the division of the
country into three parts: the first one reserved to the Alawites,
Sunnis, and the second to the third, just the Kurds. This option would be in line with expectations of creating a Kurdish state. Then
there is to consider that as part of the strategy Assad and Putin,
against Ankara, which became the main regional enemy, the Kurdish
presence is a deterrent against Turkey; this aspect is likely, however, soured relationships between the state turkish and the US. Washington
has serious difficulties in managing relationships with the Kurds, who
are loyal US allies since the times of the war against Saddam and have
been trained and equipped by the Americans for a long time. The
White House, too, can not keep into account the contribution provided
on the ground against the Islamic Republic, but neither can it worsen
relations with Ankara, deteriorated with the progress of the fight
against the caliphate. Framing,
then, is the Kurdish issue in a broader international perspective one
can not foresee a growing specific weight and influence far beyond the
local dimension and current policy. In
fact, from side scenario, both the Syrian conflict, which the Iraqi and
one against the Islamic state, the Kurdish issue is likely to become
central to the resolution of all against war and all the balance of the
Middle East region. It
will be essential that the role will be played by diplomacy, especially
if you want to recognize the legitimate ambitions of the Kurdish people
that has long waits for its own sovereign state, a state that could
become democratic, according to the Western sense, the center of so many
states they
are still too influenced religious-looking and thus set an example for
greater democratic secularism also for other countries.
La variable kurda en el problema del Medio Oriente
Dentro de la guerra de Oriente Medio y el sirio, la variable kurda aumenta su importancia. En
el caso del conflicto sirio la rebelión kurda contra Assad ha tenido,
al menos inicialmente, una aversión a Damasco aún mayor que la de los
sunitas, como resultado de la represión que el gobierno central de los
kurdos, que habían sido privados del derecho de la ciudadanía. Esta medida ha afectado a más de 300.000 personas, que se habían vuelto imposible cualquier actividad legal. Las
protestas contra esta supresión de los derechos, habían dado lugar a
una dura represión por Assad, que con razón temía el contagio incluso
fuera de los territorios kurdos. Sin
embargo, los kurdos también han tenido que luchar contra los grupos de
oposición en régimen de Damasco, las organizaciones controladas por los
sunitas, que no tomaron en cuenta las exigencias de la independencia
kurda. Así
que hasta el inicio del conflicto, los kurdos han tenido que luchar su
guerra en el modo individual, dependiendo de la ayuda esporádica de los
americanos, a menudo llegado de manera clandestina para no ofender al
aliado turco. Por
otra parte, las razones subyacentes y la forma de luchar contra los
kurdos no sentarse con potenciales aliados sunitas, luchando para
reemplazar el dominio con el sunitas y alauitas, una fuerza que se
caracteriza por la visión religiosa elemento, aunque no exagerada como
la de estado islámico. Por
el contrario los kurdos han centrado su lucha por la independencia que
se ejerza en la obtención de una manera secular y democrática; esta
actitud definido e identificado en los principales actores militares
kurdas en la lucha contra el extremismo religioso, que les confían
tareas en el terreno de extrema importancia estratégica. Esta
visión, sin embargo, no es tan unificado como parece: el movimiento
kurdo, el inicio del conflicto, se divide en al menos 30 facciones
diferentes, donde uno de los principales sigue siendo influenciada por
la visión marxista; Sin
embargo, el elemento nacionalista ha sido el pegamento y la necesidad
de defenderse a sí mismo como un grupo compacto basado en el origen
étnico, ha superado las diferencias profundas. En
esta fase del conflicto, el enemigo inicial Assad parece haber tomado
un papel menor en la lucha kurda, más amenazado por la hostilidad de
Turquía. La
evolución del escenario de la guerra sirio ha permitido a los kurdos
para ganar posiciones importantes en el territorio sirio, las posiciones
a las que Assad podría también darse por vencido y que podría permitir
crear un corredor capaz de unir sirios territorios kurdos con los
iraquíes, esto podría permitir a la nacimiento del estado kurdo independiente que tanto necesita. Esta
perspectiva asusta a Turquía, que es probable que encuentre sus
fronteras de un estado kurdo, que limita con la región predominantemente
kurda de Turquía: un potencial factor extremadamente desestabilizador. Hay
que recordar que una de las soluciones propuestas por diferentes
analistas, para la solución de la guerra de Siria es la división del
país en tres partes: la primera de ellas reservada a los alauitas,
sunitas, y la segunda a la tercera, simplemente los kurdos. Esta opción estaría en línea con las expectativas de la creación de un estado kurdo. A
continuación, hay que tener en cuenta que, como parte de la estrategia
de Assad y Putin, en contra de Ankara, que se convirtió en el principal
enemigo regional, la presencia kurda es un elemento de disuasión contra
Turquía; este aspecto es probable, sin embargo, las relaciones entre el Estado turco y los EE.UU. agrió. Washington
tiene serias dificultades en la gestión de las relaciones con los
kurdos, que son fieles aliados de Estados Unidos desde los tiempos de la
guerra contra Saddam y han sido entrenados y equipados por los
americanos durante mucho tiempo. La
Casa Blanca, también, no se puede mantener en cuenta la contribución
prevista en el suelo contra la República Islámica, pero tampoco puede
empeorar las relaciones con Ankara, se deterioró con el progreso de la
lucha contra el califato. Encuadre,
entonces, es la cuestión kurda en una perspectiva internacional más
amplia no se puede prever un creciente peso específico e influencia
mucho más allá de la dimensión local y la política actual. De
hecho, desde el escenario lado, tanto el conflicto sirio, que el iraquí
y uno contra el estado islámico, la cuestión kurda es probable que se
convierta central para la resolución de todos contra la guerra y todo el
resto de la región de Oriente Medio. Será
esencial que el papel será interpretado por la diplomacia,
especialmente si desea reconocer las aspiraciones legítimas del pueblo
kurdo que tiene largas esperas para su propio estado soberano, un estado
que podría llegar a ser democrática, de acuerdo con el sentido
occidental, el centro de tantos estados que
están siendo demasiado influenciados-religiosa y por lo tanto busca
establecer un ejemplo para mayor laicidad democrática también para otros
países.
Die kurdische Variable in der Nahost-Frage
Im Inneren der Krieg im Nahen Osten und die syrische, erhöht sich die kurdische Variable seine Bedeutung. Im
Fall des syrischen Konflikts die kurdische Aufstand gegen Assad hatte,
zumindest anfänglich, eine Abneigung gegen Damaskus noch größer als die
der Sunniten, die sich aus der Unterdrückung, dass die Zentralregierung
der Kurden, die das Recht auf Staatsbürgerschaft entzogen worden war. Diese Maßnahme hatte mehr als 300.000 Menschen betroffen, was unmöglich jede juristische Tätigkeit geworden war. Proteste
gegen diese Unterdrückung von Rechten, hatte in einem harten Vorgehen
gegen Assad geführt, die zu Recht die Ansteckung auch außerhalb der
kurdischen Gebiete zu befürchten. Allerdings
haben die Kurden auch gegen Oppositionsgruppen in Damaskus Regime zu
kämpfen hatte, Organisationen, die von den Sunniten kontrolliert, die
nicht in Betracht die Forderungen der kurdische Unabhängigkeit nahm. Also
bis zum Beginn des Konflikts haben sich die Kurden hatten ihren Krieg
im Single-Modus zu kämpfen, auf sporadische Hilfe der Amerikaner
angewiesen, die oft in einer geheimen Weise kam, um nicht den
Verbündeten türkisch beleidigen. Auf
der anderen Seite, die Gründe und die Art, wie die Kurden kämpfen nicht
mit potentiellen sunnitischen Verbündeten setzte sich, im Kampf gegen
die Domäne mit dem sunnitisch-Alawiten, eine stark geprägt durch das
Element religiöse Vision zu ersetzen, wenn auch nicht so, dass
übertrieben von islamischen Staat. Im
Gegenteil haben die Kurden ihren Kampf um die Unabhängigkeit
konzentriert bei der Erlangung einer säkularen und demokratischen Weg
ausgeübt werden; diese
Haltung definiert und in den wichtigsten Kurdisch militärischen
Akteuren im Kampf gegen religiösen Extremismus, betrauen sie mit
Aufgaben auf dem Gelände von extremer strategischer Bedeutung
identifiziert. Diese
Vision ist jedoch nicht so einheitliche, wie es scheint: die kurdische
Bewegung, der Beginn des Konflikts wurde mindestens 30 verschiedene
Fraktionen unterteilt ist, wo eine der wichtigsten weiterhin durch die
marxistische Sicht beeinflusst werden; Allerdings
hat das nationalistische Element der Kleber und die Notwendigkeit, sich
aufgrund der ethnischen Zugehörigkeit als kompakte Gruppe zu
verteidigen, hat tiefe Differenzen überwinden. In
dieser Phase des Konflikts der anfängliche Feind Assad eine kleinere
Rolle in der kurdische Kampf genommen zu haben scheint, mehr bedroht
durch Feindschaft Türkisch. Die
Entwicklung des Szenarios des syrischen Krieg hat die Kurden erlaubt
wichtige Positionen auf dem syrischen Territorium zu gewinnen,
Positionen, die Assad als auch aufgeben könnte und das könnte Ihnen
ermöglichen, einen Korridor zu schaffen fähig zu vereinen syrischen
Kurden Gebiete mit den Irakern, könnte dies ermöglichen, die Geburt des dringend benötigten unabhängigen kurdischen Staat. Diese
Aussicht schreckt die Türkei, die wahrscheinlich ist, an seine Grenzen
einen Kurdenstaat zu finden, die die überwiegend kurdische Region der
Türkei grenzt: ein Potential extrem destabilisierenden Faktor. Es
sei daran erinnert, dass eine der Lösungen von verschiedenen Analysten,
für die Lösung des syrischen Krieg ist die Teilung des Landes in drei
Teile vorgeschlagen: Die erste reserviert zu den Alawiten, Sunniten und
der zweiten auf die dritte, nur die Kurden. Diese Option würde im Rahmen der Erwartungen sein, einen kurdischen Staat zu schaffen. Dann
gibt es zu berücksichtigen, dass im Rahmen der Strategie Assad und
Putin, gegen Ankara, die die wichtigsten regionalen Feind geworden ist,
die kurdische Präsenz eine abschreckende Wirkung gegen die Türkei ist; aber dieser Aspekt wahrscheinlich ist, gesäuert Beziehungen zwischen dem Staat türkischen und den USA. Washington
hat ernsthafte Schwierigkeiten bei der Verwaltung von Beziehungen mit
den Kurden, die treuen Verbündeten der USA seit den Zeiten des Krieges
gegen Saddam sind und von den Amerikanern für eine lange Zeit
ausgebildet und ausgerüstet worden. Das
Weiße Haus, kann auch nicht berücksichtigt, halten die auf dem Boden
gegen die Islamische Republik sehene Beitrag, aber weder kann er die
Beziehungen zu Ankara verschlechtern, mit dem Fortschritt des Kampfes
gegen das Kalifat verschlechtert. Framing,
dann ist die kurdische Frage in einem weiteren internationalen
Perspektive kann man nicht eine wachsende spezifisches Gewicht und
Einfluss weit über die lokale Dimension und aktuelle Politik
voraussehen. In
der Tat, von der Seite Szenario sowohl der syrischen Konflikt, der die
irakische und einen gegen den islamischen Staat, ist die kurdische Frage
wahrscheinlich auf die Auflösung aller gegen Krieg und all das
Gleichgewicht des Nahost-Region von zentraler Bedeutung geworden. Es
wird entscheidend sein, dass die Rolle von Diplomatie gespielt werden,
vor allem wenn man die legitimen Bestrebungen des kurdischen Volkes zu
erkennen wollen, dass lange Wartezeiten für einen eigenen souveränen
Staat hat, einen Staat, der demokratisch werden könnte, nach dem
westlichen Sinne, dem Zentrum von so vielen Staaten sie
sind immer noch zu religiös schau beeinflusst und damit ein Beispiel
für eine größere demokratische Säkularismus auch für andere Länder
gesetzt.
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