Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

martedì 31 gennaio 2017

أوباما تتخذ إجراءات ضد قرار ترامب على حظر دخول في الولايات المتحدة

أوباما يكسر التقليد الذي ينطوي على الامتناع عن انتقاد الرئيس المنتهية ولايته لخليفته. باراك أوباما، رئيس الولايات المتحدة لفترتين، وانتقدت علنا ​​الرئيس الحالي، ترامب، لحظر دخول في الولايات المتحدة لمدة سبعة بلدان تنتمي إلى الدين الإسلامي، وذكر بأنه أصل ممكن من الإرهابيين. وزاد الأوضاع سوءا، كان هناك أيضا تصريحات ترامب سيسهل في المستقبل، ودخول في الولايات المتحدة ينتمون إلى الدين المسيحي. وقد تسبب هذا الإجراء إزعاج كبير في المطارات لمواطني تلك البلدان، على الرغم من أنهم ليسوا ارهابيين وبالفعل التعاون مع الإدارة الأمريكية، كما يدرس في الجامعات والمترجمين الفوريين الجيش وغيرها من الوظائف ذات القيمة المضافة العالية. الاحتجاجات التي وقعت في الشوارع الأمريكية وعلى الفور، معاقبة المعارضة كبيرة لهذا الاجراء من قبل نسبة كبيرة من الشركة الأميركية، التي يشحذ العقل الانقسام السياسي العميق في البلاد، والناجمة عن نظام انتخابي غير عادل، والذي سمح ورقة رابحة لأعلى منصب في الدولة، على الرغم من حصوله ما يقرب من ثلاثة ملايين صوت أقل من مهاجمة البيت الأبيض، هيلاري كلينتون. أخذ موقف أوباما ليس، ومع ذلك، مفاجأة، بالنظر إلى أن الرئيس السابق كان قد صرح علنا ​​انهم يريدون التدخل في النقاش السياسي إذا كانت هناك إصابة في الحقوق الأساسية، كانت دائما موجودة في الديمقراطية الأمريكية. في الواقع بيان أوباما له معنى مزدوج، لأنه بالإضافة إلى تسليط الضوء على انتهاك للمبادئ والحقوق الأساسية للأميركيين، كما أن لديها معنى أكثر بكثير من الناحية السياسية ذات الصلة، منذ يتم فصل، ليس فقط من الناحية المثالية، إلى جانب المتظاهرين، لكنه تحثها على مواصلة الاحتجاج وأيضا في النمو من حيث العدد، مما يجعلها رائدة كبير من اعتراض على مقياس ترامب. فمن المستحيل أن تفوت في هذه النية ما يقرب من المشروع إلى سد الفراغ من الحزب الديمقراطي، لا تزال تعاني من هزيمة كلينتون، الذي يبدو أنه قد تعافى. العفوية من الاحتجاجات، التي هي استمرار المثالي من المظاهرات ضد ترامب، بدأ بالفعل خلال الحملة الانتخابية، فإنه لا يبدو أن لديها حتى الآن، في الواقع، وهو المشروع السياسي الهيكلي، قادرة على التصدي لعمل الرئيس الجديد، وراء الاحتجاجات. هناك، في الواقع، نوعا من شبكة من رؤساء بلديات المدن الأمريكية، من المهم جدا، الذين أعلنوا بالفعل عزمهم على عصيان أوامر من البيت الأبيض بشأن اللاجئين، ولكن يبدو أن الشعور قد ولدت من دون التنسيق اللازم من شأنها أن تكون هناك حاجة ل يعارضون عمل الحكومة المركزية. أوباما بالتأكيد لا يمكن أن تأخذ زمام الاحتجاج، ولكن يمكن أن تمثل نوعا من ولي الأمر، لمعالجة الأحداث من أجل حماية الحقوق. إنه موضوع حساس للغاية وسمع، سواء في الرأي العام الأمريكي، والتي على جانب واحد من الحزب الجمهوري، والذي يسبب العديد من المظاهرات في الأوساط الدبلوماسية، وبذلك رئاسة ترامب نحو نوع من العزلة الدولية. بالإضافة إلى القيمة تدخل أوباما، العامل السياسي الأكثر أهمية هو وجود صراع يدور بين ترامب وجزء ثابت من المجتمع الأمريكي، والتي تبدو مجموعة تتفاقم أكثر وتصبح أكثر تجذرا في البلاد، مع ذلك، كما هو متوقع، لخلق توترات اجتماعية قوية، وتغيير التوازن الداخلي للبلاد. الولايات المتحدة، يبدو أن اجتماع والحالات الخطرة اجتماعيا لم اشعر قط في المنزل، إلى ما وراء التوترات المقبلة، على سبيل المثال، من مجتمع السود. في هذه المرحلة، أكثر من الأفكار، وإن كان أبعد الحدود، الرئيس ترامب، يبدو أكثر خطورة له الإجمالية للخبرة السياسية، له الاندفاع وشخصية ذات طابع غير ملائم تماما للعب دورا بهذه الأهمية. ترامب يتحرك دون أي تحذير وبدون أي مرشح، محاطة تماما جهاز حزما وغير قادر على تناقض: منتج السياسي للأسوأ انحطاط أمريكا العميقة، دون أي البصرية ليست هذه هي فترة قصيرة جدا، يرافقه الإيماءات والتدابير من السهل على عقد واستخدام واستهلاك جمهور الناخبين الذي لا يمكن أن تمثل المشاعر الأمريكي. بالتأكيد التي كلينتون من ظروف سلبية للغاية، ولكن لن تجلب الولايات المتحدة إلى هذا الوضع الخطير بالفعل بعد بضعة أيام فقط في منصبه.

lunedì 30 gennaio 2017

Le convergenze tra gli USA e l'Arabia Saudita contro l'Iran

Il colloquio telefonico tra il presidente degli USA ed il re dell’Arabia Saudita, sembra mettere i presupposti per ristabilire le relazioni tra i due paesi come erano prima dell’accordo sul nucleare iraniano, che ha determinato un deterioramento delle relazioni tra i due stati. Trump non ha mai nascosto che l’accordo, firmato, oltre che da USA ed Iran, anche da Cina, Regno Unito, Russia, Francia e Germania, sia stato fortemente negativo, perchè lascerebbe un margine di manovra sulla questione nucleare a Teheran ed in campagna elettorale ha promesso di cercare di revocarlo. Questo atteggiamento rappresenta il fondamento per ristabilire il grado delle relazioni con l’Arabia Saudita, con il cui governo l’intesa su questo argomento appare enorme. Uno degli scopi dell’accordo, nelle intenzioni di Obama, era di rallentare i progressi militari in campo atomico dell’Iran, per evitare una proliferazione nucleare in una zona sensibile come quella medio orientale; tuttavia questo non era il solo scopo della passata ammnistrazione della Casa Bianca: attraverso la firma del trattato si doveva permettere allo stato iraniano di uscire dal suo isolamento, anche economico, attraverso la progressiva riduzione delle sanzioni, per favorire anche la crescita dei movimenti laici e modernizzare così la scena politica del paese. Per i paesi sunniti, ed in particolare le monarchie del Golfo Persico, queste intenzioni spostavano, a favore di Teheran il peso specifico della politica nelle zone islamiche, contendendo agli sciiti una maggiore importanza rispetto ai sunniti. In realtà, per quanto riguarda il deterioramento dei rapporti tra USA ed Arabia Saudita, ha contato parecchio il ruolo di Riyadh nel probabile finanziamento e sostegno ai gruppi terroristici di matrice sunnita che hanno e stanno operando in Siria ed in Iraq. La strategia saudita è stata quella di ingaggiare, in modo indiretto, una guerra con l’Iran, che, a sua volta, ha sempre sostenuto le milizie sciite, per il predominio religioso da convertire in quello politico. Non è un mistero che Riyadh, insieme a l’Ankara, ha cercato nel passato di destabilizzare la Siria per esercitare una influenza che doveva tramutarsi in controllo del paese, per sottrarlo all’influenza iraniana. La politica estera titubante di Obama ha favorito questo stato di cose, permettendo alla Russia di giocare un ruolo decisivo nella crisi del paese siriano. Se in qualche modo la Turchia è riuscita a trarre vantaggio della situazione siriana, in relazione alla questione curda, che costituisce sempre la maggiore preoccupazione del governo di Ankara, l’Arabia Saudita non ha risolto i contrasti con l’Iran, che, anzi, si sono acuiti, ed in più, si trova con la situazione dello Yemen sempre più difficile. Questo scenario pone Riyadh in una posizione sfavorevole nello scenario mediorientale. Il cambio di presidenza negli Stati Uniti, può costituire una occasione per cambiare gli equilibri delle alleanza e volgerli di nuovo a favore dell’Arabia Saudita. Sia Trump, che il re saudita Salman bin Abdelaziz, hanno una convergenza di vedute sulla necessità di limitare le attività iraniane nella regione del medioriente, che sono giudicate estremamente destabilizzanti. Ora, per andare avanti nella strada della collaborazione con l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti dovrebbero, secondo la visione di Trump, entrare in aperto contrasto con Teheran, stralciando, prima l’accordo sul nucleare ed impedendo in modo serrato l’attività militare contro lo Stato islamico, che Obama ha sfruttato contro il califfato. Il nuovo presidente americano si è circondato di collaboratori perfettamente allineati su queste posizioni, ma che non sembrano avere compreso i mutamenti dello scenario internazionale e paiono fermi ancora agli anni ottanta del secolo scorso. Entrare in aperto contrasto con l’Iran significa tornare indietro di decenni ed aggiungere un fattore ostile ulteriore alla situazione mediorientale e lasciare la gestione diplomatica di questa nuova emergenza ancora alla Russia. Forse Trump, condizionato dai suoi affari in Arabia, stravolge la politica estera statunitense per compiacere dei clienti, come d’altronde ha fatto escludendo i cittadini sauditi  dal divieto di ingresso negli Stati Uniti, ma la spregiudicatezza di questa manovra si spiega soltanto con l’enorme dilettantismo ed inesperienza del nuovo presidente. Se gli Stati Uniti abdicano, non solo al proprio ruolo di potenza militare, ma anche a quello di potenza diplomatica, non saranno fatti certamente gli interessi del paese come il magnate della Casa Bianca sostiene. 

The convergences between the US and Saudi Arabia against Iran

The telephone conversation between the US President and the King of Saudi Arabia, seems to put the conditions for the restoration of relations between the two countries as they were prior to the agreement on the Iranian nuclear issue, which led to a deterioration of relations between the two states. Trump has never concealed that the agreement, signed not only by the US and Iran, also from China, United Kingdom, Russia, France and Germany, it has been very negative, because it would leave room for maneuver on the nuclear issue in Tehran and in election campaign promised to try to revoke it. This attitude is the foundation to restore the level of relations with Saudi Arabia, with whose government the agreement on this subject appears enormous. One of the purposes of the Agreement, in Obama's intentions, was to slow down the military advances in Iran's atomic to prevent nuclear proliferation in a sensitive area like the Middle East; however this was not the only purpose of the past's administration of the White House through the signing of the Treaty was to allow the Iranian out of its isolation was also economic, through the progressive reduction of sanctions, to also promote the growth of lay movements and thus modernizing the country's political scene. For the Sunni countries, and particularly the Persian Gulf monarchies, these moving intentions, the specific gravity of politics in the Islamic areas in favor of Tehran, contending the Shiites a greater importance than the Sunnis. In fact, with regard to the deterioration of relations between the US and Saudi Arabia, he has long counted on the role of Riyadh in the likely financing and support to terrorist groups of Sunni matrix and who are operating in Syria and Iraq. The Saudi strategy was to engage, in an indirect way, a war with Iran, which, in turn, has always supported the Shiite militias, for the religious supremacy to be converted into the political. It is no secret that Riyadh, along with the Ankara, tried in the past to destabilize Syria to exert influence that was to turn into control of the country, to hide it from Iranian influence. Foreign policy hesitant Obama has encouraged this state of affairs, enabling Russia to play a decisive role in the Syrian crisis in the country. If in some way Turkey has been able to take advantage of the situation in Syria, in relation to the Kurdish question, which is always the main concern of the government in Ankara, Saudi Arabia did not resolve the conflict with Iran, which, indeed, It has been increasing, and in addition, is the situation in Yemen increasingly difficult. This scenario puts Riyadh at a disadvantage in the Middle East scenario. The change of presidency in the United States, can be an opportunity to change the balance of the covenant and turn them back in favor of Saudi Arabia. Trump is that Saudi King Salman bin Abdelaziz, have a convergence of views on the need to limit Iran's activities in the Middle East region, which are judged extremely destabilizing. Now, to go forward along the path of cooperation with Saudi Arabia, the United States should, according to the vision of Trump, come into open conflict with Tehran, by deleting, before the nuclear deal and preventing so tight military activity against the Islamic state, which Obama has tapped against the caliphate. The new US president has surrounded himself with collaborators perfectly aligned on these positions, but they seem not to have understood the changes in the international scenario and seem even to the eighties of the last century still. Come into direct conflict with Iran means going back decades and add a further factor hostile to the Middle Eastern situation and let the diplomatic management of this new emergency even to Russia. Trump Perhaps, influenced by its business in Saudi, distorts US foreign policy to please the customers, as indeed he did by excluding citizens from Saudi ban on entry to the United States, but the ruthlessness of this maneuver is explained only by the ' huge amateurism and inexperience of the new president. If the United States abdicate, not only to its own military power role, but also to that of diplomatic power, will not be made certainly the interests of the country as the tycoon of the White House he says.

Las convergencias entre los EE.UU. y Arabia Saudita contra Irán

La conversación telefónica entre el presidente de Estados Unidos y el rey de Arabia Saudita, parece poner las condiciones para el restablecimiento de las relaciones entre los dos países como estaban antes del acuerdo sobre el problema nuclear de Irán, lo que llevó a un deterioro de las relaciones entre los dos estados. Trump nunca ha ocultado que el acuerdo, firmado no sólo por los EE.UU. e Irán, también de China, Reino Unido, Rusia, Francia y Alemania, que ha sido muy negativa, porque dejaría un margen de maniobra en el tema nuclear en Teherán y en campaña electoral se comprometió a tratar de revocarla. Esta actitud es la base para restablecer el nivel de las relaciones con Arabia Saudita, con cuyo gobierno el acuerdo sobre este tema parece enorme. Uno de los efectos del Acuerdo, en las intenciones de Obama, fue para frenar los avances militares en Irán atómico para prevenir la proliferación nuclear en un área tan sensible como el Oriente Medio; sin embargo, este no fue el único propósito de la administración de la última de la Casa Blanca a través de la firma del Tratado era permitir que el Irán de su aislamiento también fue económica, a través de la reducción progresiva de las sanciones, sino también promover el crecimiento de los movimientos laicos y la modernización de este modo la escena política del país. Para los países sunitas, y en particular las monarquías del Golfo Pérsico, estas intenciones en movimiento, la gravedad específica de la política en las áreas islámicas en favor de Teherán, en contienda a los chiíes una mayor importancia que los sunitas. De hecho, en relación con el deterioro de las relaciones entre los EE.UU. y Arabia Saudita, que ha contado mucho sobre el papel de Riad, en la probable financiación y apoyo a los grupos terroristas de matriz suní y que están operando en Siria e Irak. La estrategia de Arabia fue comprometer, de manera indirecta, una guerra con Irán, que, a su vez, siempre ha apoyado a las milicias chiitas, por la supremacía religiosa que se convirtió en la política. No es ningún secreto que Riad, junto con el Ankara, intentó en el pasado para desestabilizar a Siria a ejercer una influencia que iba a convertirse en el control del país, para esconderlo de la influencia iraní. La política exterior vacilante Obama ha animado a este estado de cosas, lo que permite que Rusia desempeñe un papel decisivo en la crisis de Siria en el país. Si de alguna manera Turquía ha sido capaz de tomar ventaja de la situación en Siria, en relación con la cuestión kurda, que es siempre la principal preocupación del Gobierno de Ankara, Arabia Saudita no resolvió el conflicto con Irán, que, de hecho, se ha ido en aumento, y además, es la situación en Yemen cada vez más difícil. Este escenario pone Riad en desventaja en el escenario de Oriente Medio. El cambio de presidencia en los Estados Unidos, puede ser una oportunidad para cambiar el equilibrio de la alianza y convertirlos de nuevo en favor de Arabia Saudita. Trump es que el rey saudí Salman bin Abdelaziz, tiene una convergencia de puntos de vista sobre la necesidad de limitar las actividades de Irán en la región de Oriente Medio, que se juzgó muy desestabilizador. Ahora, para ir hacia adelante a lo largo del camino de la cooperación con Arabia Saudita, los Estados Unidos deberían, de acuerdo con la visión de Trump, entrar en conflicto abierto con Teherán, mediante la supresión, antes de que el acuerdo nuclear y la prevención de la actividad militar tan apretado contra el estado islámico, que Obama ha golpea contra el califato. El nuevo presidente de Estados Unidos se ha rodeado de colaboradores perfectamente alineados en estas posiciones, pero no parecen haber comprendido los cambios en el escenario internacional y parecen incluso a los años ochenta del siglo pasado todavía. Entrar en conflicto directo con Irán significa que se remonta décadas y añade un factor más hostil a la situación en Oriente Medio y dejar que la gestión diplomática de esta nueva emergencia, incluso a Rusia. Trump Tal vez, la influencia de su negocio en Arabia, distorsiona la política exterior de complacer a los clientes, como de hecho lo hizo mediante la exclusión de los ciudadanos de prohibición de Arabia en la entrada a los Estados Unidos, pero la crueldad de esta maniobra se explica sólo por la ' enorme amateurismo y la inexperiencia del nuevo presidente. Si los Estados Unidos abdicar, no sólo a su propio papel potencia militar, sino también a la de poder diplomático, no se harán sin duda los intereses del país como el magnate de la Casa Blanca, dice.

Die Konvergenzen zwischen den USA und Saudi-Arabien gegen Iran

Das Telefongespräch zwischen dem US-Präsidenten und dem König von Saudi-Arabien, scheint die Voraussetzungen für die Wiederherstellung der Beziehungen zwischen den beiden Ländern zu setzen, wie sie auf die iranische Atomfrage zu dem Abkommen vor waren, was zu einer Verschlechterung der Beziehungen zwischen den beiden Staaten geführt. Trump hat nie verschwiegen, dass die Vereinbarung unterzeichnet, nicht nur von den USA und dem Iran, auch aus China, Großbritannien, Russland, Frankreich und Deutschland, ist es sehr negativ war, weil sie Handlungsspielraum in der Atomfrage in Teheran verlassen und in Wahlkampf versprochen zu versuchen, es zu widerrufen. Diese Haltung ist die Grundlage, um die Ebene der Beziehungen zu Saudi-Arabien wieder herzustellen, mit dessen Regierung die Vereinbarung zu diesem Thema enorm erscheint. Eines der Ziele des Abkommens in Obamas Absichten, war die militärischen Fortschritte in der iranischen Atom zur nuklearen Proliferation in einem sensiblen Bereich wie dem Nahen Osten verhindern zu verlangsamen; aber dies war nicht der einzige Zweck der Verwaltung der Vergangenheit des Weißen Hauses durch die Unterzeichnung des Vertrags war die iranische aus der Isolation zu ermöglichen, wurde auch die wirtschaftlichen, durch die schrittweise Reduzierung von Sanktionen, um auch das Wachstum von Laienbewegungen fördern und damit die Modernisierung der politischen Szene des Landes. Für den sunnitischen Ländern und insbesondere den Persischen Golf Monarchien, diese bewegenden Absichten, das spezifische Gewicht der Politik in den islamischen Gebieten zugunsten von Teheran, die Schiiten eine größere Bedeutung als die Sunniten streit. In der Tat, im Hinblick auf die Verschlechterung der Beziehungen zwischen den USA und Saudi-Arabien, hat er lange über die Rolle von Riad in der wahrscheinlich Finanzierung gezählt und Unterstützung für terroristische Gruppen von Sunniten Matrix und die in Syrien und im Irak tätig sind. Die saudi-Strategie engagieren sollte, in indirekter Weise, ein Krieg mit dem Iran, die wiederum hat immer die schiitischen Milizen unterstützt, für die religiöse Vorherrschaft in den politischen umgewandelt werden. Es ist kein Geheimnis, dass Riad, zusammen mit dem Ankara, in der Vergangenheit versucht Syrien zu destabilisieren Einfluss auszuüben, die in die Kontrolle des Landes zu machen, es war aus dem iranischen Einfluss zu verstecken. Die Außenpolitik zögerlich Obama hat diesen Zustand gefördert, so dass Russland eine entscheidende Rolle in der syrischen Krise in dem Land zu spielen. Wenn in irgendeiner Weise der Türkei war in der Lage die Vorteile der Situation in Syrien zu nehmen, in Bezug auf die kurdische Frage, die immer das Hauptanliegen der Regierung in Ankara ist, hat Saudi-Arabien, den Konflikt mit dem Iran nicht zu lösen, die in der Tat, es hat sich erhöht und zusätzlich ist die Situation in Yemen zunehmend schwieriger. Dieses Szenario setzt Riad zu einem Nachteil im Nahen Osten Szenario. Der Wechsel der Präsidentschaft in den Vereinigten Staaten, kann eine Gelegenheit sein, um das Gleichgewicht des Bundes zu verändern und verwandeln sie zugunsten von Saudi-Arabien zurück. Trump ist, dass Saudi-König Salman bin Abdelaziz, eine Konvergenz der Ansichten über die Notwendigkeit des Iran im Nahen Osten Region Aktivitäten zu begrenzen haben, die extrem destabilisierend beurteilt werden. Nun, vorwärts zu gehen auf dem Weg der Zusammenarbeit mit Saudi-Arabien, sollten die Vereinigten Staaten, nach der Vision von Trump, kommen in einen offenen Konflikt mit Teheran, durch das Löschen vor dem Atomabkommen und so eng, militärische Aktivitäten zu verhindern gegen den islamischen Staat, die Obama gegen das Kalifat angezapft hat. Der neue US-Präsident hat sich mit Mitarbeitern umgeben perfekt auf diesen Positionen ausgerichtet, aber sie scheinen nicht die Veränderungen im internationalen Szenario verstanden zu haben und scheinen sogar zu den achtziger Jahren des letzten Jahrhunderts noch. Kommen Sie in direkten Konflikt mit dem Iran bedeutet, sich Jahrzehnte zurück und fügen Sie einen weiteren Faktor feindlich in den Nahen Osten Situation und lassen Sie die diplomatischen Verwaltung dieses neuen Notfall auch nach Russland. Trump durch ihr Geschäft in Saudi beeinflusst Vielleicht verzerrt US-Außenpolitik, die Kunden zufrieden zu stellen, wie er tatsächlich von tat Bürger aus Saudi-Verbot der Einreise in die Vereinigten Staaten, aber die Rücksichtslosigkeit dieses Manöver ohne nur erklärt sich durch die ' riesige Dilettantismus und Unerfahrenheit des neuen Präsidenten. Wenn die Vereinigten Staaten abtreten, nicht nur auf ihre eigene militärische Macht Rolle, sondern auch, dass der diplomatische Macht, wird sicherlich nicht die Interessen des Landes als Tycoon des Weißen Hauses gemacht werden, sagt er.

Les convergences entre les Etats-Unis et l'Arabie Saoudite contre l'Iran

La conversation téléphonique entre le président américain et le roi d'Arabie Saoudite, semble mettre les conditions pour le rétablissement des relations entre les deux pays comme ils l'étaient avant l'accord sur la question nucléaire iranienne, qui a conduit à une détérioration des relations entre les deux états. Trump n'a jamais caché que l'accord, signé non seulement par les Etats-Unis et l'Iran, aussi de la Chine, Royaume-Uni, la Russie, la France et l'Allemagne, il a été très négative, car elle laisserait une marge de manœuvre sur la question nucléaire à Téhéran et dans campagne électorale a promis d'essayer de le révoquer. Cette attitude est à la base pour rétablir le niveau des relations avec l'Arabie saoudite, dont le gouvernement avec l'accord sur ce sujet apparaît énorme. L'un des objectifs de l'accord, dans les intentions d'Obama, était de ralentir les progrès militaires en Iran atomique pour empêcher la prolifération nucléaire dans une zone sensible comme le Moyen-Orient; mais ce ne fut pas le seul but de l'administration du passé de la Maison Blanche par la signature du traité était de permettre à l'Iran de son isolement a également économique, grâce à la réduction progressive des sanctions, de promouvoir aussi la croissance des mouvements laïcs et modernisant ainsi la scène politique du pays. Pour les pays sunnites, et en particulier les monarchies du Golfe Persique, ces intentions en mouvement, la gravité spécifique de la politique dans les domaines islamiques en faveur de Téhéran, soutenant les chiites une plus grande importance que les sunnites. En fait, à l'égard de la détérioration des relations entre les Etats-Unis et l'Arabie Saoudite, il a longtemps compté sur le rôle de Riyad dans le financement probable et le soutien à des groupes terroristes de la matrice sunnite et qui opèrent en Syrie et en Irak. La stratégie saoudienne était d'engager, d'une manière indirecte, une guerre avec l'Iran, qui, à son tour, a toujours soutenu les milices chiites, pour la suprématie religieuse à convertir dans la politique. Il est pas un secret que Riyad, avec Ankara, a essayé dans le passé pour déstabiliser la Syrie d'exercer une influence qui allait se transformer en contrôle du pays, de la cacher à l'influence iranienne. La politique étrangère hésitante Obama a encouragé cet état de choses, permettant à la Russie de jouer un rôle décisif dans la crise syrienne dans le pays. Si d'une certaine façon la Turquie a été en mesure de tirer profit de la situation en Syrie, en relation avec la question kurde, qui est toujours la principale préoccupation du gouvernement à Ankara, l'Arabie saoudite n'a pas résolu le conflit avec l'Iran, qui, en effet, Il a augmenté, et en plus, est la situation au Yémen de plus en plus difficile. Ce scénario met Riyadh à un désavantage dans le scénario Moyen-Orient. Le changement de présidence aux Etats-Unis, peut être l'occasion de changer l'équilibre de l'alliance et tournez-les en faveur de l'Arabie Saoudite. Trump est que le roi saoudien Salman bin Abdelaziz, ont une convergence de vues sur la nécessité de limiter les activités de l'Iran dans la région du Moyen-Orient, qui sont jugés extrêmement déstabilisante. Maintenant, pour aller de l'avant sur la voie de la coopération avec l'Arabie saoudite, les États-Unis devraient, selon la vision du Trump, entrer en conflit ouvert avec Téhéran, par la suppression, avant l'accord nucléaire et la prévention de l'activité militaire si serré contre l'Etat islamique, qui a puisé Obama contre le califat. Le nouveau président américain a lui-même entouré de collaborateurs parfaitement alignés sur ces positions, mais ils semblent ne pas avoir compris les changements dans le scénario international et semblent même les années quatre-vingt du siècle dernier encore. Venez en conflit direct avec l'Iran signifie aller à des décennies et ajouter un autre facteur hostile à la situation du Moyen-Orient et de laisser la gestion diplomatique de cette nouvelle urgence, même en Russie. Trump Peut-être, influencé par ses activités en Arabie, des États-Unis fausse politique étrangère pour plaire aux clients, comme d'ailleurs il l'a fait en excluant les citoyens de l'interdiction saoudienne sur l'entrée aux États-Unis, mais la brutalité de cette manœuvre est expliquée uniquement par le ' énorme amateurisme et l'inexpérience du nouveau président. Si les États-Unis abdiquer, non seulement à son propre rôle de puissance militaire, mais aussi à celle de la puissance diplomatique, ne sera pas fait certainement les intérêts du pays comme le magnat de la Maison Blanche, dit-il.

As convergências entre os EUA ea Arábia Saudita contra o Irã

A conversa telefónica entre o presidente dos EUA, eo rei da Arábia Saudita, parece colocar as condições para a restauração das relações entre os dois países como eram antes do acordo sobre a questão nuclear iraniana, o que levou a uma deterioração das relações entre os dois estados. Trump nunca escondeu que o acordo, assinado não só pelos os EUA eo Irã, também da China, Reino Unido, Rússia, França e Alemanha, tem sido muito negativo, porque não deixa margem de manobra sobre a questão nuclear em Teerã e em campanha eleitoral prometeu tentar revogá-la. Esta atitude é a base para restaurar o nível das relações com a Arábia Saudita, com cujo governo o acordo sobre este assunto parece enorme. Um dos efeitos do Acordo, nas intenções de Obama, estava a abrandar os avanços militares no Irã atômico para impedir a proliferação nuclear em uma área sensível como o Oriente Médio; no entanto, este não foi o único propósito de administração do passado da Casa Branca por meio da assinatura do Tratado foi para permitir que o Irã de seu isolamento foi também económico, através da redução progressiva das sanções, para promover também o crescimento de movimentos leigos e modernizando assim cena política do país. Para os países sunitas, e em particular as monarquias do Golfo Pérsico, estas intenções em movimento, a gravidade específica da política nas áreas islâmicas em favor de Teerã, alegando os xiitas uma importância maior do que os sunitas. Na verdade, no que respeita à deterioração das relações entre os EUA ea Arábia Saudita, ele tem longa contou com o papel de Riyadh no financiamento provável e apoio a grupos terroristas de matriz sunita e que estão operando na Síria e no Iraque. A estratégia Arábia era envolver, de forma indireta, uma guerra com o Irã, que, por sua vez, sempre apoiou as milícias xiitas, pela supremacia religiosa a ser convertido na política. Não é segredo que Riyadh, juntamente com a Ancara, tentou no passado para desestabilizar a Síria de exercer influência que viria a se transformar em controle do país, para escondê-lo da influência iraniana. A política externa hesitante Obama tem incentivado este estado de coisas, permitindo a Rússia a desempenhar um papel decisivo na crise síria no país. Se, de alguma forma Turquia tem sido capaz de tirar partido da situação na Síria, em relação à questão curda, que é sempre a principal preocupação do governo em Ancara, Arábia Saudita não resolver o conflito com o Irã, que, de fato, ele tem vindo a aumentar, e, além disso, é a situação no Iémen cada vez mais difícil. Este cenário coloca Riyadh em desvantagem no cenário do Oriente Médio. A mudança da presidência nos Estados Unidos, pode ser uma oportunidade para mudar o equilíbrio do pacto e transformá-los de volta em favor da Arábia Saudita. Trump é que o rei saudita Salman bin Abdelaziz, tem uma convergência de pontos de vista sobre a necessidade de limitar as atividades do Irã na região do Oriente Médio, que são julgados extremamente desestabilizadora. Agora, para avançar no caminho da cooperação com a Arábia Saudita, os Estados Unidos deveriam, de acordo com a visão de Trump, entram em conflito aberto com Teerã, apagando, antes do acordo nuclear e impedir a atividade militar tão apertado contra o estado islâmico, que Obama tem aproveitado contra o califado. O novo presidente dos Estados Unidos cercou-se de colaboradores perfeitamente alinhadas sobre essas posições, mas eles não parecem ter entendido as mudanças no cenário internacional e parecem ainda à década de oitenta do século passado ainda. Entrar em conflito direto com o Irã significa ir para trás décadas e adicionar mais um factor hostil à situação do Oriente Médio e deixar a gestão diplomática desta nova emergência mesmo à Rússia. Trump Talvez, influenciado por seus negócios na Arábia, distorce a política externa dos EUA para agradar os clientes, como de fato ele fez ao excluir os cidadãos da proibição saudita na entrada para os Estados Unidos, mas a crueldade desta manobra é explicado apenas pela ' enorme amadorismo e inexperiência do novo presidente. Se os Estados Unidos abdicar, não só para o seu próprio papel do poder militar, mas também de toda a potência diplomática, não será feita certamente os interesses do país como o magnata da Casa Branca diz ele.