Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 13 settembre 2017

Unione Europea: la fermezza con la Turchia deve essere applicata anche agli stati già membri di Bruxelles

Si allontana ulteriormente il possibile ingresso della Turchia in Europa. Le parole del presidente della Commissione europea, Juncker, probabilmente, mettono fine al progetto di Ankara di entrare nell’Unione Europea a causa delle crescenti limitazioni del diritto e della deriva autoritaria imposta al paese dal presidente Erdogan. Si tratta di un epilogo largamente previsto, che, non sembra, lasciare ulteriore spazio di manovra alle ambizioni turche. Deve essere specificato, che se la Turchia non ha mai rinunciato ai suoi propositi di fare parte di Bruxelles, nella realtà delle cose l’autoritarismo, la negazione dei diritti civili e sociali e la sempre più invasiva presenza confessionale nella politica, avevano già decretato da tempo l’inconciliabilità tra due parti che si sono troppo allontanate. Ora sarà interessante vedere quali sviluppi prenderà la situazione turca a seguito di questo rifiuto: Ankara potrebbe usare diversi strumenti di ritorsione contro l’Europa, primo fra tutti quello della regolazione del traffico dei migranti, seguito da possibli ritorsioni in campo economico, tuttavia, sopratutto a seguito di una politica estera ondivaga, il paese rischia un isolamento internazionale, che ha cercato di colmare abbracciando la causa sunnita ed avvicinandosi all’Arabia Saudita ed all’Egitto. Si tratta di un ridimensionamento notevole per un paese che ambiva ad essere la prima nazione musulmana ad entrare in Europa. La dichiarazione di Juncker è importante anche perchè sembra aprire una via di maggiore rigidità nelle regole per entrare nell’unione; il presidente della Commissione europea ha affermato che l’Europa aumenterà i suoi membri, ma potranno essere accolti soltanto quelli che potranno garantire le norme necessarie per assicurare uno stato di diritto. Il riferimento esplicito alla libertà di stampa, come requisito necessario per fare parte dell’unione, non è stato solo diretto allo stato turco, ma implicitamente, anche all’Ungheria ed alla Polonia. Se la rigidità, che si vuole applicare per esaminare i requisiti democratici degli stati che intendono entrare in Europa, si potrà estendere anche a quelli che fanno già parte di Bruxelles, si tratterà di una buona notizia e l’Europa si troverà di fronte a scenari nuovi. Il punto cruciale è la permanenza all’interno dell’unione di quei paesi, che violano i principi e le norme comunitarie, sopratutto nel’ambito dei diritti; non si capisce, infatti, perchè, gli sbarramenti che sono applicati alla Turchia, per giustificare il rifiuto al suo ingresso in Europa, non possano valere per quelli stati che sono già membri, ma contraddicono le normative europee, per allontanarli da Bruxelles. La regola dell’inclusione ad ogni costo, che ha giustificato ammissioni di comodo, non solo per i paesi entranti, ma anche per potenze economiche, che hanno visto accrescere le possibilità commerciali ed il mercato della forza lavoro, deve essere superata da criteri maggiormente qualitativi, che devono privilegiare gli ingressi dei paesi fermamente convinti del progetto comune europeo, dei suoi standard di democrazia e della mutua assistenza tra gli stati. Se questi requisiti non sono presenti o dovessero venire meno, appare inutile instaurare soltanto rapporti di convenienza, destinati a diventare fonti di conflitto e di divisione. Se questi principi sono alla base dell’inclusione in Europa, devono esserlo anche nel proseguimento del rapporto, che dovrà essere verificato in maniera puntuale e costante sulla attinenza delle leggi e dei comportamenti dei governi dei singoli stati ai principi liberamente sottoscritti. La previsione di una gamma crescente di sanzioni in base alla gravità delle violazioni, non deve rappresentare un tabù ma dei provvedimenti sanzionatori certi e sicuri, per chi non si adegua ai principi comunitari; queste sanzioni devono prevedere anche, come massimo grado, l’espulsione dall’unione e da tutti i suoi vantaggi. Bruxelles si è dimostrata fino adora troppo accondiscendente con chi ha voluto avere solo le cose positive dall’unione: ora è il momento di cambiare condotta in favore di una maggiore fermezza, come quella che si sta dimostrando con la Turchia, per evitare pericolose alterazioni degli equilibri comunitari.  

European Union: firmness with Turkey must also be applied to the states already members of Brussels

Further moves away Turkey's possible entry into Europe. The words of President of the European Commission, Juncker, are likely to put an end to Ankara's project of joining the European Union due to the increasing restrictions on the law and the authoritarian dictatorship imposed on President Erdogan by the country. This is a widely anticipated epilogue, which does not seem to leave room for maneuver to Turkish ambitions. It must be specified that if Turkey never abandoned its purpose of being part of Brussels, in the reality of things, authoritarianism, denial of civil and social rights, and the increasingly invasive confessional presence in politics, had already decreed time the inconsistency between two parts that are too far away. It will now be interesting to see what developments will take the Turkish situation as a result of this rejection: Ankara could use various retaliation instruments against Europe, first of all the regulation of migrant traffic, followed by economic reparations, but above all Following a foreign policy ondivaga, the country risks international isolation, which has sought to fill hugging Sunni cause and approaching Saudi Arabia and Egypt. This is a remarkable reshuffle for a country that wanted to be the first Muslim nation to enter Europe. Juncker's statement is also important because it seems to open a way of greater rigidity in the rules for joining the union; the President of the European Commission has said that Europe will increase its members, but only those who will be able to guarantee the rules necessary to ensure a rule of law will be accepted. The explicit reference to freedom of the press, as a requirement to join the union, was not only directed to the Turkish state, but implicitly, also to Hungary and Poland. If the rigidity, which is to be applied to examine the democratic requirements of the states that intend to enter Europe, may extend to those who are already part of Brussels, it will be good news and Europe will face scenarios new. The crucial point is the stay within the union of those countries that violate Community principles and rules, especially in the field of rights; we do not understand why the barracks that are being applied to Turkey to justify refusing to enter Europe can not be valid for those states that are already members, but contradict European norms in order to move them from Brussels. The rule of inclusiveness at all costs, which has justified admirable access not only for incoming countries, but also for economic powers, which have increased the commercial opportunities and the labor market, must be overcome by more qualitative criteria , which must give priority to the enthusiasm of the countries firmly convinced of the common European project, its standards of democracy and mutual assistance between the states. If these requirements are not present or fail, it seems useless to establish only convenience ratios destined to become sources of conflict and division. If these principles are the basis for inclusion in Europe, they must also be in the continuation of the relationship, which must be verified in a timely and constant manner on the attitudes of the laws and behaviors of individual states governments to the freely subscribed principles. The anticipation of an increasing range of sanctions based on the severity of the violations should not be a taboo but of certain and certain sanctioning measures for those who do not adhere to EU principles; these sanctions must also include, as a maximum, the expulsion from the union and all its advantages. Brussels has shown itself to be too overjoyed with those who only wanted to have positive things from union: now is the time to change in favor of greater firmness, as is the case with Turkey, in order to avoid dangerous alterations of the Community balances.

Unión Europea: la firmeza con Turquía debe aplicarse también a los Estados ya miembros de Bruselas

Además, aleja la posible entrada de Turquía en Europa. Las palabras del Presidente de la Comisión Europea, Juncker probablemente puso fin al proyecto de Ankara a la Unión Europea debido a las crecientes limitaciones de la ley y de la autoritario impuesto al país por el presidente Erdogan. Este es un epílogo ampliamente esperado, que no parece dejar margen de maniobra a las ambiciones turcas. Debe tenerse en cuenta, que si Turquía nunca ha renunciado a sus intenciones de ser parte de Bruselas, en la realidad de las cosas autoritarismo, la negación de los derechos civiles y sociales y las políticas sectarias presencia cada vez más invasivo, ya había decretado por tiempo la inconsistencia entre dos partes que están demasiado lejos. Ahora será interesante ver qué avances se llevarán a la situación en Turquía como consecuencia de esta negativa: Ankara podría utilizar diferentes medios de represalia en contra de Europa, en primer lugar la regulación del tráfico de migrantes, seguido de la venganza posible en la economía, sin embargo, especialmente siguiendo una política exterior vacilante, el país corre el riesgo de aislamiento internacional, que ha tratado de llenar abrazar la causa y acercándose sunita Arabia Saudita y Egipto. Esta es una remodelación notable para un país que quería ser la primera nación musulmana en entrar en Europa. La declaración de Juncker también es importante porque parece abrir un camino de mayor rigidez en las reglas para unirse al sindicato; Presidente de la Comisión Europea ha dicho que Europa aumentará sus miembros, pero sólo puede ser acogido aquellos que pueden ofrecer las reglas necesarias para garantizar el estado de derecho. La referencia explícita a la libertad de la prensa, como requisito previo para la unión de la unión, no sólo se dirige al estado turco, pero implícitamente, Hungría y Polonia. Si la rigidez que se desea aplicar para examinar los requisitos democráticos de los estados que tienen la intención de unirse a Europa, sino que también puede extenderse a aquellos que ya son parte de Bruselas, que será una buena noticia, y Europa se enfrentará a los escenarios nueva. El punto crucial es la permanencia dentro de la unión de aquellos países que violan los principios y normas comunitarios, especialmente en el ámbito de los derechos; usted no entiende, de hecho, ya que, presas que se aplican a Turquía, para justificar la negativa a unirse a Europa, no pueden aplicarse a aquellos estados que ya son miembros, pero en contradicción con las normas europeas, para mantenerlos fuera de la sede. La regla de inclusión a toda costa, lo que justifica la admisión de conveniencia, no sólo para los países de la adhesión, sino también para los poderes económicos, que han visto aumentar las oportunidades comerciales y el mercado de trabajo, se debe superar por criterios más cualitativos que debe dar prioridad a los países entradas están firmemente convencido del proyecto europeo común, sus normas de la democracia y la ayuda mutua entre los estados. Si estos requisitos no están presentes o fallan, parece inútil establecer únicamente relaciones de conveniencia destinadas a convertirse en fuentes de conflicto y división. Si estos principios son la base de la inclusión en Europa, sino que también tienen que estar en la continuación de la relación, que debe ser verificada en forma oportuna y coherente sobre la pertinencia de las leyes y los comportamientos de los gobiernos individuales fueron introducidas a principios libremente. La provisión de una gama cada vez mayor de las sanciones en función de la gravedad de las violaciónes, no debe ser un tabú, pero las sanciones seguros y eficaces para los que no se adaptan a las normas de la UE; estas sanciones deben incluir también, como máximo, la expulsión del sindicato y todas sus ventajas. Bruselas ha demostrado adorar también compatible con los que quería tener cosas positivas de la unión: ahora es el momento de cambiar su comportamiento en favor de una mayor firmeza, como el que está demostrando con Turquía, para evitar alteraciones de peligrosos Balances comunitarios.

Europäische Union: Festigkeit mit der Türkei muss auch auf die Staaten angewendet werden, die bereits Brüsseler Mitglieder sind

Weiterhin verschiebt sich der Eintritt der Türkei in Europa. Die Worte des Präsidenten der Europäischen Kommission, Juncker, dürften Ankaras Projekt des Beitritts zur Europäischen Union beenden, da die gesetzlichen Beschränkungen des Gesetzes und die autoritäre Diktatur, die das Land von Präsident Erdogan auferlegt hat, zunehmen. Das ist ein weithin erwarteter Epilog, der den türkischen Ambitionen kein Spielraum für das Manöver gibt. Es muss angegeben werden, dass, wenn die Türkei ihren Zweck, Brüssel, in der Realität der Dinge, Autoritarismus, Verleugnung von bürgerlichen und sozialen Rechten und der zunehmend invasiven Bekenntnispräsenz in der Politik, Zeit die Inkonsequenz zwischen zwei zu weit entfernten Teilen. Es wird nun interessant sein zu sehen, welche Entwicklungen die türkische Situation infolge dieser Ablehnung nehmen werden: Ankara könnte verschiedene Vergeltungsinstrumente gegen Europa einsetzen, vor allem die Regulierung des Migrantenverkehrs, gefolgt von wirtschaftlichen Reparationen, aber vor allem Nach einer Außenpolitik ondivaga riskiert das Land die internationale Isolation, die versucht hat, die sunnitische Sache zu umgehen und sich Saudi-Arabien und Ägypten zu nähern. Dies ist eine bemerkenswerte Ummischung für ein Land, das die erste muslimische Nation sein wollte, um nach Europa zu kommen. Junckers Aussage ist auch wichtig, weil es scheint, einen Weg der größeren Starrheit in den Regeln für den Beitritt zur Gewerkschaft zu öffnen; Der Präsident der Europäischen Kommission hat gesagt, dass Europa seine Mitglieder erhöhen wird, aber nur diejenigen, die in der Lage sein werden, die für die Rechtsstaatlichkeit erforderlichen Regeln zu gewährleisten, werden akzeptiert. Die ausdrückliche Bezugnahme auf die Pressefreiheit als Pflicht zur Teilnahme an der Gewerkschaft war nicht nur auf den türkischen Staat gerichtet, sondern implizit auch auf Ungarn und Polen. Wenn die Starrheit, die angewandt werden soll, um die demokratischen Anforderungen der Staaten zu betrachten, die beabsichtigen, in Europa einzutreten, sich auf diejenigen konzentrieren kann, die bereits Teil von Brüssel sind, wird es eine gute Nachricht sein und Europa wird sich Szenarien stellen neu. Der entscheidende Punkt ist der Aufenthalt innerhalb der Vereinigung jener Länder, die gegen die Grundsätze und Regeln der Gemeinschaft verstoßen, insbesondere im Bereich der Rechte; wir verstehen nicht, warum die Kasernen, die auf die Türkei angewandt werden, um die Verweigerung des Eintritts in Europa zu rechtfertigen, nicht für jene Staaten gelten, die bereits Mitglieder sind, sondern den europäischen Normen widersprechen, um sie aus Brüssel zu bewegen. Die Regel der Inklusion um jeden Preis, die einen bewundernswerten Zugang nicht nur für die eintreffenden Länder, sondern auch für die Wirtschaftsmächte, die die Geschäftsmöglichkeiten und den Arbeitsmarkt erhöht haben, gerechtfertigt hat, muss durch qualitativere Kriterien überwunden werden , die der Begeisterung der von dem gemeinsamen europäischen Projekt überzeugten Länder, ihren Standards der Demokratie und der gegenseitigen Unterstützung zwischen den Staaten Priorität einräumen müssen. Wenn diese Voraussetzungen nicht vorhanden oder fehlschlagen, scheint es nutzlos, nur Bequemlichkeitsverhältnisse festzulegen, die dazu bestimmt sind, zu Konflikt- und Spaltungsquellen zu werden. Wenn diese Grundsätze die Grundlage für die Einbeziehung in Europa sind, müssen sie auch in der Fortsetzung der Beziehung stehen, die rechtzeitig und konstant über die Einstellung der Gesetze und Verhaltensweisen einzelner Staatenregierungen zu den frei abonnierten Prinzipien verifiziert werden muss. Die Vorwegnahme einer zunehmenden Palette von Sanktionen, die auf der Schwere der Verstöße beruhen, sollte kein Tabu sein, sondern bestimmte und gewisse Sanktionsmaßnahmen für diejenigen, die sich nicht an EU-Grundsätze halten; diese Sanktionen müssen auch die Ausweisung aus der Gewerkschaft und all ihre Vorteile umfassen. Brüssel hat sich mit denjenigen überzeugt, die nur von der Vereinigung positive Dinge haben wollten: Jetzt ist es an der Zeit, sich zugunsten einer größeren Festigkeit zu ändern, wie es bei der Türkei der Fall ist, um gefährliche Veränderungen zu vermeiden Gemeinschaftsbilanzen.

Union européenne: la fermeté avec la Turquie doit également être appliquée aux États déjà membres de Bruxelles

Éloigne encore la possible entrée de la Turquie en Europe. Les mots du président de la Commission européenne, Juncker, risquent de mettre un terme au projet d'adhésion d'Ankara à l'Union européenne en raison des restrictions croissantes du droit et de la dictature autoritaire imposée par le pays au président Erdogan. Il s'agit d'un épilogue largement anticipé, qui ne semble pas laisser marge de manœuvre aux ambitions turques. Il faut préciser que si la Turquie n'a jamais abandonné son but de faire partie de Bruxelles, dans la réalité des choses, l'autoritarisme, le déni des droits civils et sociaux et la présence confessionnelle de plus en plus envahissante en politique, avait déjà décrété le temps de l'incohérence entre deux parties qui sont trop loin. Il sera maintenant intéressant de voir quels développements prendront la situation turque à la suite de ce rejet: Ankara pourrait utiliser divers instruments de représailles contre l'Europe, d'abord la réglementation du trafic de migrants, suivie des réparations économiques, mais surtout À la suite d'une politique étrangère sur la divagation, le pays risque l'isolement international, qui a cherché à combler la cause sunnite et à l'approche de l'Arabie saoudite et de l'Égypte. C'est un remaniement remarquable pour un pays qui voulait être la première nation musulmane à entrer en Europe. La déclaration de Juncker est également importante car elle semble ouvrir une manière de plus grande rigidité dans les règles d'adhésion à l'union; le président de la Commission européenne a déclaré que l'Europe augmentera ses membres, mais seuls ceux qui seront en mesure de garantir les règles nécessaires pour garantir une règle de droit seront acceptés. La référence explicite à la liberté de la presse, en tant que condition d'adhésion à l'union, n'était pas seulement dirigée vers l'Etat turc, mais implicitement aussi vers la Hongrie et la Pologne. Si la rigidité, qui doit être appliquée pour examiner les exigences démocratiques des États qui ont l'intention d'entrer en Europe, peut s'étendre à ceux qui font déjà partie de Bruxelles, ce seront de bonnes nouvelles et l'Europe fera face à des scénarios nouveau. Le point crucial est le maintien dans l'union de ces pays qui enfreignent les principes et les règles communautaires, en particulier dans le domaine des droits; nous ne comprenons pas pourquoi les casernes qui sont appliquées en Turquie pour justifier le refus d'entrer en Europe ne peuvent être valables pour les États qui sont déjà membres, mais contredisent les normes européennes afin de les déplacer de Bruxelles. La règle de l'inclusion à tout prix, qui a justifié un accès admirable non seulement pour les pays entrants, mais aussi pour les puissances économiques, qui ont connu des opportunités commerciales accrues et le marché du travail, doit être surmontée par des critères plus qualitatifs , qui doit accorder la priorité à l'enthousiasme des pays fermement convaincus du projet européen commun, de ses normes de démocratie et de l'entraide mutuelle entre les États. Si ces exigences ne sont pas présentes ou échouées, il semble inutile d'établir uniquement des ratios de commodité destinés à devenir des sources de conflit et de division. Si ces principes sont la base de l'inclusion en Europe, ils doivent aussi être dans la suite de la relation, qui doit être vérifiée en temps voulu et de manière constante sur les attitudes des lois et des comportements des gouvernements des États individuels aux principes librement souscrits. L'anticipation d'une gamme croissante de sanctions fondée sur la gravité des violations ne devrait pas être un tabou, mais certaines et certaines mesures de sanction pour ceux qui ne respectent pas les principes de l'UE; Ces sanctions doivent également inclure, au maximum, l'expulsion du syndicat et tous ses avantages. Bruxelles s'est montré trop ravi de ceux qui voulaient seulement avoir des choses positives de l'union: il est maintenant temps de changer en faveur d'une plus grande fermeté, comme c'est le cas avec la Turquie, afin d'éviter des altérations dangereuses de la Les soldes communautaires.

União Europeia: a firmeza com a Turquia também deve ser aplicada aos Estados já membros de Bruxelas

Além disso, afasta a possível entrada da Turquia na Europa. As palavras do presidente da Comissão Européia, Juncker, provavelmente acabarão com o projeto de Ankara de se juntarem à União Européia devido às crescentes restrições à lei e à ditadura autoritária impostas ao país pelo presidente Erdogan. Este é um epílogo amplamente antecipado, que não parece deixar margem de manobra para ambições turcas. Deve ser especificado que, se a Turquia nunca abandonasse o propósito de fazer parte de Bruxelas, na realidade das coisas, o autoritarismo, a negação dos direitos civis e sociais e a presença confessional cada vez mais invasiva na política, já havia decretado tempo a inconsistência entre duas partes que estão muito longe. Agora será interessante ver quais os desenvolvimentos que levará a situação turca como resultado desta rejeição: Ancara poderia usar vários instrumentos de retaliação contra a Europa, em primeiro lugar a regulamentação do tráfico de migrantes, seguida de reparações econômicas, mas acima de tudo Seguindo uma política externa na divaga, o país arrisca o isolamento internacional, que procurou preencher a causa sunita e se aproximando da Arábia Saudita e do Egito. Esta é uma remodelação notável para um país que queria ser a primeira nação muçulmana a entrar na Europa. A declaração de Juncker também é importante porque parece abrir uma maneira de maior rigidez nas regras para se juntar à união; o presidente da Comissão Europeia disse que a Europa aumentará os seus membros, mas apenas aqueles que serão capazes de garantir as regras necessárias para garantir uma norma de lei serão aceitos. A referência explícita à liberdade de imprensa, como requisito para se juntar à união, não era apenas dirigida ao estado turco, mas também, implicitamente, também à Hungria e à Polônia. Se a rigidez, que deve ser aplicada para examinar os requisitos democráticos dos estados que pretendem entrar na Europa, pode se estender aos que já fazem parte de Bruxelas, serão boas notícias e a Europa enfrentará cenários nova. O ponto crucial é a permanência dentro da união dos países que violam princípios e regras comunitários, especialmente no campo dos direitos; não entendemos por que os quartéis que estão sendo aplicados na Turquia para justificar a recusa de entrar na Europa não podem ser válidos para os estados que já são membros, mas contradizem as normas européias para movê-los de Bruxelas. A regra da inclusão a todo o custo, que justificou o acesso admirável não só para os países que chegam, mas também para os poderes econômicos, que aumentaram as oportunidades comerciais e o mercado de trabalho, deve ser superado por critérios mais qualitativos , o que deve dar prioridade ao entusiasmo dos países firmemente convencidos do projeto europeu comum, seus padrões de democracia e assistência mútua entre os estados. Se esses requisitos não estão presentes ou falham, parece inútil estabelecer apenas relações de conveniência destinadas a se tornar fontes de conflito e divisão. Se esses princípios são a base para a inclusão na Europa, eles também devem estar na continuação do relacionamento, que deve ser verificado de forma atempada e constante nas atitudes das leis e comportamentos dos governos dos estados individuais aos princípios livremente subscritos. A antecipação de uma gama crescente de sanções com base na gravidade das violações não deve ser um tabu, mas de certas e certas medidas sancionadoras para aqueles que não aderem aos princípios da UE; estas sanções também devem incluir, no máximo, a expulsão da união e todas as suas vantagens. Bruxelas mostrou-se muito feliz com aqueles que só queriam ter coisas positivas da união: agora é o momento de mudar em favor de uma maior firmeza, como é o caso da Turquia, a fim de evitar alterações perigosas da Saldos comunitários.

Европейский союз: твердость с Турцией также должна быть применена к государствам, которые уже являются членами Брюсселя

Дальнейшее отключение возможного вступления Турции в Европу. Слова президента Европейской комиссии Юнкера, вероятно, положит конец проекту Анкары по вступлению в Европейский Союз из-за все более жестких ограничений закона и авторитарной диктатуры, наложенной на президента Эрдогана страной. Это широко ожидаемый эпилог, который, похоже, не оставляет возможности для маневра для турецких амбиций. Необходимо уточнить, что если Турция никогда не откажется от своей цели стать частью Брюсселя, в реальности вещей, авторитаризма, отрицания гражданских и социальных прав и все более агрессивного конфессионального присутствия в политике, уже было объявлено время несоответствия между двумя частями, которые находятся слишком далеко. Сейчас будет интересно узнать, какие события повлияют на ситуацию в Турции в результате этого отказа: Анкара может использовать различные меры возмездия против Европы, прежде всего регулирование движения мигрантов, а затем экономические репарации, но прежде всего После внешней политики ondivaga страна рискует международной изоляцией, которая стремится заполнить обнимающее суннитское дело и приближается к Саудовской Аравии и Египту. Это замечательная перестановка для страны, которая хотела стать первой мусульманской страной, которая войдет в Европу. Заявление Юнкера также важно, поскольку оно, похоже, открывает путь большей жесткости в правилах присоединения к союзу; президент Европейской комиссии сказал, что Европа увеличит своих членов, но будут приняты только те, кто сможет гарантировать правила, необходимые для обеспечения верховенства закона. Явная ссылка на свободу печати, как требование вступить в союз, была направлена ​​не только на турецкое государство, но и на Венгерскую и Польшу. Если жесткость, которая должна применяться для изучения демократических требований государств, которые намереваются въехать в Европу, может распространяться на тех, кто уже является частью Брюсселя, это будет хорошая новость, и Европа столкнется со сценариями новый. Решающим моментом является пребывание в союзе тех стран, которые нарушают принципы и правила Сообщества, особенно в области прав; мы не понимаем, почему бараки, которые применяются к Турции, чтобы оправдать отказ от въезда в Европу, не могут быть действительными для тех государств, которые уже являются членами, но противоречат европейским нормам, чтобы вывести их из Брюсселя. Правило инклюзивности любой ценой, которое оправдывало бы восхитительный доступ не только для входящих стран, но и для экономических держав, которые увеличили коммерческие возможности и рынок труда, должно быть преодолено более качественными критериями , который должен уделить первоочередное внимание энтузиазму стран, твердо убежденных в общем европейском проекте, его стандартах демократии и взаимной помощи между государствами. Если эти требования отсутствуют или терпят неудачу, представляется бесполезным устанавливать только коэффициенты удобства, предназначенные для того, чтобы стать источниками конфликта и деления. Если эти принципы являются основой для включения в Европу, они также должны оставаться в продолжении отношений, которые необходимо своевременно и постоянно проверять на отношении законов и поведения правительств отдельных государств к свободно подписанным принципам. Ожидается, что все более широкий спектр санкций, основанных на серьезности нарушений, не должен быть табу, а определенными и определенными мерами наказания для тех, кто не придерживается принципов ЕС; эти санкции должны также включать, как максимум, исключение из союза и все его преимущества. Брюссель показал себя слишком обрадованными с теми, кто хотел только иметь позитивные вещи от союза: теперь настало время измениться в пользу большей твердости, как в случае с Турцией, чтобы избежать опасных изменений Сообщества.