Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 4 aprile 2018
米国と中国の商業戦争
トランプによって開始された職務の戦いは、ホワイトハウスだけの行動に限定することはできませんでした。欧州の脅威が中国の警告になった後、世界経済全体に影響を及ぼす将来の影響が、より重くなりました。トランプが提案した措置は、中国からの輸入に約25億ドルの約50億ドル相当の義務の導入を懸念している。これらの措置が実施された場合、これには中国で製造された1300の製品(通信機器および産業オートメーションを含む)ワシントンによれば、その理由は米国の知的財産権の侵害である。つまり、米国は、中国が技術的資産の一部を生産していると非難するだろう。この観点から見た問題は、異なるアメリカの産業が中国での製品の実質的な生産を移動させたことで解決が難しく、これは生産から得られたものに基づいて成長することが不可避であったアメリカの産業との協力。競争の観点から見ると、中国製品は、移転を正当化するためだけではなく、米国企業が一般的に使用する低コスト労働のためにコストがかからない。トランプは選挙運動でアメリカ人労働者の保護を利用しており、賃金を変わらずに維持する唯一の方法は、中国財の価格を高騰させる関税障壁を引き上げることである。職務執行のための知的財産権侵害の正当性は、この文脈では、内部政治のための機能的ツールとしても、意図的にも、経済政策の手段としての意図された関税障壁の導入の口実であるグローバル化の現在のモデルから、トランプは彼がそれに合っているときにのみ反対します。国際政治の枠組みでは、関税の導入は経済的な操縦であるだけでなく、紛争の超国家的側面も網羅している。この理由のために、中国の答えは、製品の保護と国際聴衆の前での大国の役割の解釈の両方として義務的です。北京の意図は、米国の大統領選挙のために選挙支援をしてきた国を打ち負かすことを目標とした方法で、米国の製品と同様の措置を対照することである。このスキームによれば、家畜や農作物に経済を支えている州、すなわち米国連邦中央部の一部である州が影響を受ける。これらの目標の外には、トランプの選挙には貢献していませんが、カリフォルニアが含まれます。なぜなら、経済的に最も重要な米国国家であり、この地域では米国の主要テクノロジー企業であるからです。我々は、両国の緊張が経済的要因をいかに超えているかを理解し、内部合意を得る必要性と相まって、トランプが中国の進歩に対抗したいと考える紛争のアプローチに焦点を当てる。しかし、これらのイニシアチブの影響、とりわけ株式市場の落ち込みが、否定的な反応を生み出す可能性があることを検証することは面白いでしょう。しかし、中国の態度は、少なくとも初期の段階では、公式の文脈の中で、少なくとも残っているように見える。世界貿易機関(WTO)に反対する北京の意向、ワシントンは組織の基本原則に違反していた。印象は、我々が紛争の最初のエピソードだけを目撃しているということですが、彼らはまだ対話者の段階ですが、世界経済の保留と一般的な地政学的天秤のための可能性のある非常に危険な発展を発表します。
الحرب التجارية بين الولايات المتحدة والصين
حرب الواجبات التي بدأها ترامب لا يمكن أن تقتصر على عمل البيت الأبيض وحده. بعد أن جاءت التهديدات الأوروبية التحذيرات الصينية ، أثقل بكثير وذات آثار مستقبلية قادرة على التأثير على الاقتصاد العالمي كله. وتتعلق الإجراءات التي اقترحها ترامب بإدخال رسوم بنسبة 25٪ على استيراد البضائع من الصين ، تبلغ قيمتها حوالي خمسين مليار دولار. إذا
تم تنفيذ هذه التدابير ، فسيشمل ذلك 1300 منتج تم تصنيعه في الصين ، بما
في ذلك معدات الاتصالات السلكية واللاسلكية والأتمتة الصناعية ؛ وفقا
لواشنطن ، فإن السبب هو انتهاك الملكية الفكرية الأمريكية ، أي أن
الولايات المتحدة ستتهم الصين بإنتاج جزء من أصولها التكنولوجية ، بما في
ذلك النسخ الأكثر تطوراً وتطوراً ، مع بعض الاختلافات ، براءات الاختراع
الأمريكية. ومن
الصعب حل المسألة ، من وجهة النظر هذه ، لأن الصناعات الأمريكية المختلفة
قد نقلت الإنتاج المادي لمنتجاتها الخاصة في الصين وكان من المحتم أن يكون
هذا قد خلق حافزًا إنتاجيًا قادرًا على النمو على أساس ما تم تعلمه من التعاون مع الصناعات الأمريكية. من
وجهة نظر المنافسة ، تكلف البضائع الصينية أقل مقابل تكلفة العمالة
المنخفضة ، وهو موضوع تستخدمه عادة الشركات الأمريكية ، وليس فقط لتبرير
إعادة التوطين. وقد
استخدم ترامب حماية العمالة الأمريكية في الحملة الانتخابية ، والطريقة
الوحيدة للقيام بذلك ، والحفاظ على الأجور دون تغيير ، هو رفع الحواجز
الجمركية التي تسبب ارتفاع أسعار السلع الصينية. يبدو
أن تبرير انتهاك الملكية الفكرية لتطبيق الواجبات ، في هذا السياق ، ذريعة
لإدخال الحواجز الجمركية المقصودة ، كأداة وظيفية للسياسة الداخلية وكأداة
للسياسة الاقتصادية وضعت ، عن قصد ، وراء للخروج من النموذج الحالي للعولمة ، الذي يرفض ترامب فقط عندما يناسبه. في
إطار السياسة الدولية ، من الواضح أن إدخال الرسوم الجمركية ليس مجرد
مناورة اقتصادية ، بل يغطي أيضا ، وربما فوق ذلك ، جوانب فوق وطنية للنزاع.
ولهذا السبب بالتحديد ، فإن الإجابة الصينية إلزامية: كحماية لمنتجاتها ، وتفسير لدور القوة العظمى أمام الجمهور الدولي. إن
نية بكين هي مقاربة الإجراءات المماثلة مع المنتجات الأمريكية ، ولكن
بطريقة هادفة لضرب تلك الدول التي قدمت معظم دعمها الانتخابي لانتخاب ترامب
رئيسًا للولايات المتحدة. ووفقاً
لهذا المخطط ، ستتأثر الدول التي تعتمد اقتصادها على الثروة الحيوانية
وعلى المحاصيل الزراعية ، أي الدول التي تشكل جزءاً من النطاق المركزي
للاتحاد الفيدرالي الأمريكي. خارج
هذه الأهداف ستشمل أيضا كاليفورنيا ، على الرغم من أنها لم تساهم في
انتخاب ترامب ، لأنها أهم ولاية أمريكية اقتصادية ولأنها في هذه المنطقة هي
الشركات التكنولوجية الرئيسية في الولايات المتحدة الأمريكية. نحن
نفهم كيف أن التوتر بين البلدين يتجاوز العوامل الاقتصادية ويركز على
النهج المتعادل الذي يريد ترامب مواجهته مع تقدم الصين ، إلى جانب الحاجة
إلى الحصول على إجماع داخلي. ومع
ذلك ، سيكون من المثير للاهتمام التحقق من أن عواقب هذه المبادرات ، أولاً
وقبل كل شيء الانخفاض في أسواق الأسهم ، قد تنتج ردود فعل سلبية ، والتي
قد تتجاوز تلك المتوقعة على أنها إيجابية. ومع
ذلك ، يبدو الموقف الصيني أكثر وضوحًا للبقاء ، على الأقل في هذه المراحل
المبكرة ، في السياق الرسمي: نية بكين لمنافسة الولايات المتحدة في مواجهة
منظمة التجارة العالمية ، لتحدي نفسها ضد واشنطن لانتهاك المبادئ الأساسية للمنظمة. الانطباع
هو أننا لا نشهد سوى الحلقات الأولى من الصراع ، فهي لا تزال محاور مراحل ،
والتي ، ومع ذلك ، تعلن عن التطورات الخطيرة للغاية المحتملة للعالم
الاقتصادي العالمي والتوازنات الجيوسياسية العامة.
venerdì 30 marzo 2018
La Francia si schiera con i curdi siriani
La vicenda dell’avvelenamento dell’ex spia russa, avvenuto in territorio inglese, ha provocato una risposta quasi unanime nella parte occidentale. Gli Usa, nonostante i sentimenti del presidente Trump verso Putin, hanno espulso la quantità maggiore di personale diplomatico russo, sessanta persone, ed hanno chiuso il consolato di Seattle, perchè troppo vicino ad industrie americane di interesse nazionale. Questo atteggiamento dimostra come, nonostante i tanti cambi nel governo statunitense, i poteri che restano nella loro posizione contro il Cremlino siano ancora importanti nel panorama politico degli USA. La risposta russa, per ora è rimasta limitata alle minacce di una risposta simmetrica, che non dovrebbe tardare ad arrivare, contro tutti quelli stati che hanno usato le espulsioni del personale diplomatico di Mosca. Il governo russo ha più volte affermato che l’atteggiamento occidentale rivela un profondo sentimento contrario alla Russia e che il rischio di tonare alla guerra fredda è sempre più concreto. D’altra parte era dal periodo dell’invasione della Crimea, che la Russia non era sottoposta ad una simile offensiva diplomatica. Uno degli aspetti che sicuramente Putin non si aspettava e che rivela, da parte sua, dei grandi errori di valutazione, era una risposta così uniforme da parte dei paesi occidentali. Tuttavia esistono due nazioni che non hanno aderito alla risposta diplomatica all’avvelenamento di Londra: l’Austria, membro dell’Unione Europea e la Turchia, membro dell’Alleanza Atlantica. Si tratta di due defezioni che è necessario valutare attentamente per le relative implicazioni politiche, che potrebbero provocare. Nel governo di Vienna è presente una formazione nazionalista che ha legami molto stretti con il partito di Putin; la motivazione è quella di non interrompere un rapporto di amicizia tra i due paesi, che potrebbe essere un importante canale per potere riaprire il dialogo tra Russia ed occidente: questa motivazione non convince gli analisti, che vedono nella vicinanza tra le formazioni politiche dei due paesi una sorta di legame dovuto alla vicinanza degli ideali di controllo della società e di democrazia ristretta. SI tratta di un pericoloso precedente all’interno dell’Unione Europea, che potrebbe favorire una analogo atteggiamento di altri stati governati da formzaioni che si sono dette vicine alla politica di Putin. Nello stesso tempo il governo austriaco sembra prestarsi per diventare una sorta di luogo privilegiato per l’azione di Putin nei confronti l’Europa, un’azione contraddistinta dalla volontà di puntare a dividere nel maggiore modo possibile i membri di Bruxelles. La vicenda segnala ancora una volta la necessità di una azione comune nella politica estera europea, che non dovrebbe ammettere defezioni da parte degli stati membri. Per quanto riguarda la Turchia, la mancata sanzione verso la Russia, rappresenta un ulteriore segnale di quanto Ankara sia lontana dall’Alleanza Atlantica. Le ragioni del comportamento turco risiedono nella vicinanza che il governo di Ankara ha stabilito con Mosca, per i reciproci interessi in Siria, fattore che ha contribuito a peggiorare ancora le relazioni con gli Stati Uniti. L’atteggiamento della Turchia, non solo in questo caso specifico, costituisce un elemento da valutare sulla reale lealtà di Erdogan verso l’Alleanza Atlantica ed induce ad interrogarsi su quali siano, ormai, i motivi di convenienza per gli altri stati membri sulla permanenza turca all’interno dell’Alleanza. In entrambi i casi, sia per l’Unione Europea, che per l’Alleanza Atlantica, sembra arrivato il momento di introdurre delle riforme in grado di sanzionare chi resta all’interno di una organizzazione sovranazionale soltanto per motivi di interesse e non si adegua alle politiche comuni. Paesi come la Russia di Putin hanno puntato molto su queste debolezze per dividere i paesi occidentali per i propri interessi geopolitici e questo tipo di azioni potrebbero aumentare se dovesse permanere questa assenza di difesa comune.
France sides with Syrian Kurds
The
story of the poisoning of the former Russian spy, which took place in
English territory, provoked an almost unanimous response in the western
part. The
US, despite President Trump's feelings toward Putin, expelled the
largest amount of Russian diplomatic staff, sixty people, and closed the
Seattle consulate, because it was too close to American industries of
national interest. This
attitude shows how, despite the many changes in the US government, the
powers that remain in their position against the Kremlin are still
important in the US political landscape. For
the time being, the Russian response has remained limited to the
threats of a symmetrical response, which should not be long in coming,
against all those states that used the expulsions of Moscow's diplomatic
staff. The
Russian government has repeatedly stated that the Western attitude
reveals a deep sentiment against Russia and that the risk of toning in
the Cold War is increasingly concrete. On
the other hand it was from the period of the invasion of Crimea that
Russia was not subjected to such a diplomatic offensive. One
of the aspects that surely Putin did not expect and that reveals, for
his part, the great errors of evaluation, was a response so uniform by
the Western countries. However,
there are two nations that have not joined the diplomatic response to
the poisoning of London: Austria, a member of the European Union and
Turkey, a member of the Atlantic Alliance. These are two defections that need to be carefully assessed for the relative political implications that they may cause. In the government of Vienna there is a nationalist formation that has very close ties with Putin's party; the
motivation is not to interrupt a relationship of friendship between the
two countries, which could be an important channel to reopen the
dialogue between Russia and the West: this motivation does not convince
analysts, who see in the proximity between the political formations of
the two countries a sort of bond due to the proximity of the ideals of control of society and of restricted democracy. It
is a dangerous precedent within the European Union, which could favor a
similar attitude of other states governed by forms that were said to be
close to Putin's policy. At
the same time, the Austrian government seems to lend itself to becoming
a sort of privileged place for Putin's action against Europe, an action
marked by the will to aim to divide Brussels members as much as
possible. The
story once again points to the need for a common action in European
foreign policy, which should not admit defections by member states. As for Turkey, the failure to sanction Russia is a further sign of how far Ankara is away from the Atlantic Alliance. The
reasons for Turkish behavior lie in the closeness that the Ankara
government has established with Moscow, for its mutual interests in
Syria, a factor that has contributed to further worsening relations with
the United States. The
attitude of Turkey, not only in this specific case, is an element to be
assessed on Erdogan's true loyalty to the Atlantic Alliance and leads
to questioning what are now the reasons of convenience for the other
member states on the Turkish permanence. within the Alliance. In
both cases, both for the European Union and for the Atlantic Alliance,
the time seems to come to introduce reforms capable of sanctioning those
who remain within a supranational organization only for reasons of
interest and do not adapt to common policies. Countries
like Putin's Russia have focused a lot on these weaknesses to divide
Western countries for their geopolitical interests and this type of
actions could increase if this lack of common defense remains.
Francia se pone de parte de los kurdos sirios
En la cuestión kurda en Siria, un nuevo sujeto irrumpe con todo su peso: la Francia de Macron. El
presidente francés, de hecho, recibió una delegación de las fuerzas
democráticas sirias, que es una organización que también incluye a los
árabes, pero con una mayoría kurda. Macron
reconoció la importancia decisiva de la contribución de los kurdos en
la guerra contra el Estado Islámico, que también lucha junto con los
estadounidenses. El
destino del conflicto sirio se aislaron en el sentido diplomático, los
kurdos sirios, que se han convertido en el objetivo de Turquía en su
política de anexión de territorios sirios y contraste a las ambiciones
kurdas de autonomía se encuentra en las fronteras de Ankara. El
presidente francés prometió a los kurdos una ayuda contra el
terrorismo, una fórmula que ahora se abusa y se usa de acuerdo con los
intereses relativos de quienes la pronuncian, pero que, en este caso,
podría significar el envío de tropas francesas para defender la primera
ciudad kurda. aún
no caído en manos de Ankara, en caso de que Turquía intente continuar,
como podría parecer, el avance hacia el este en los territorios del
noroeste de Siria. En
otras palabras, la definición de terrorista, que Macron señaló,
parecería estar dirigida contra las fuerzas armadas de Erdogan. Debe
recordarse que Turquía, junto con aliados algo dudosos, milicias de
sunitas que parecían compuestos por antiguos miembros del Estado
Islámico, ya conquistaron una ciudad kurda. El
apoyo político, antes de la militar, de Macron adquiere un gran
significado para la causa kurda en el corto período, pero también una
advertencia a los turcos y también a los aliados occidentales, que
dejaron a los kurdos solos contra la invasión turca. Mientras
que, si se analiza la cuestión a medio y largo plazo, es claro que los
equilibrios de la Alianza Atlántica y también las relaciones entre
Turquía y Europa solo pueden estar sujetas a repercusiones que pueden
alterar considerablemente las relaciones entre las partes. Turquía
dio la bienvenida a las noticias al subrayar el enfoque que París
consideraba profundamente erróneo, una reacción, no demasiado vehemente
por el momento, que sugiere que Ankara se sorprendió por la decisión
francesa. En
la ciudad kurda, donde Francia podría enviar sus tropas, las tropas
estadounidenses ya están presentes y esto constituyó una causa de
obstáculo para el avance turco, pero también profundos desacuerdos
dentro de la Alianza Atlántica; ahora
con la actitud francesa, más decisiva y menos conciliadora, en el plano
diplomático, que los Estados Unidos, la relación de colaboración entre
Turquía y los países occidentales parece destinada a ser aún más
distante. Posibles
repercusiones también podrían estar ahí en la relación con la Unión
Europea, que está pagando grandes sumas a Turquía, para controlar la
ruta terrestre de refugiados a los países europeos: esta nueva actitud
de Francia podría presionar a Bruselas para que no siga a París en su intento de colaborar con los kurdos. Sin
embargo, la movida de Macron, aunque tal vez un poco arriesgada desde
un punto de vista diplomático, parece ser un reconocimiento justo de una
población que ha sido la infantería, es decir, los combatientes en el
terreno, contra el Estado Islámico, también en nombre de Occidente. Si
las intenciones de Macron son leer ambiciones para actuar como el jefe
de una gran potencia, tal vez incluso para revivir su imagen interna, en
caída libre en las urnas, esta situación debería ser explotada por la
Unión Europea para apoyar una causa justa y recitar, a su vez, un papel principal en el escenario internacional. La
necesidad de frenar el avance turco, así como la dictada por razones
humanitarias, parece esencial para frenar las ambiciones de Erdogan y su
papel internacional en abierto contraste con las razones de la Alianza
Atlántica y de la propia Unión Europea. De
hecho, gracias a la acción turca, también se han obtenido beneficios
para una Rusia que es cada vez más protagonista en una región
estratégica como Oriente Medio, con intereses que son contrarios a los
europeos; además,
es necesario un mensaje claro y directo contra aquellos que violan el
derecho internacional, especialmente si esto ocurre cerca de las
fronteras de Europa. Ciertamente,
ponerse del lado de Turquía causará problemas para la gestión de los
migrantes, pero también en este punto ha llegado el momento de preguntar
y hacer cumplir las reglas comunes.
Frankreich sided mit syrischen Kurden
In der kurdischen Frage in Syrien bricht ein neues Thema mit vollem Gewicht ein: Macron's France. Der
französische Präsident hat tatsächlich eine Delegation der syrischen
demokratischen Kräfte empfangen, eine Organisation, zu der auch Araber,
aber eine kurdische Mehrheit gehören. Macron
erkannte die entscheidende Bedeutung des Beitrags der Kurden im Krieg
gegen den Islamischen Staat, der auch mit den Amerikanern kämpfte. Das
Schicksal des syrischen Konflikts hatte die syrischen Kurden, die zum
Ziel der Türkei wurden, in ihrer Politik der Annexion der syrischen
Territorien und im Gegensatz zu den Autonomiebestrebungen der Kurden an
den Grenzen von Ankara im diplomatischen Sinne isoliert. Der
französische Präsident hat den Kurden tatsächlich eine Hilfe gegen den
Terrorismus versprochen, eine Formel, die jetzt missbraucht und
entsprechend den relativen Interessen derjenigen benutzt wird, die sie
aussprechen, die aber in diesem Fall die Entsendung französischer
Truppen zur Verteidigung der ersten kurdischen Stadt bedeuten könnte noch
nicht in die Hände Ankaras gefallen, falls die Türkei, wie es scheint,
den Vormarsch in den Gebieten im Nordwesten Syriens fortsetzen will. Mit
anderen Worten, die Definition von Terroristen, auf die Macron
hingewiesen hat, scheint gegen Erdogans Streitkräfte gerichtet zu sein. Es
sollte daran erinnert werden, dass die Türkei, zusammen mit etwas
zweifelhaften Verbündeten, Milizen von Sunniten, die aus ehemaligen
Mitgliedern des Islamischen Staates zusammengesetzt zu sein schien,
bereits eine kurdische Stadt erobert hat. Die
politische Unterstützung Macrons vor dem Militär hat in der sehr kurzen
Zeit eine große Bedeutung für die kurdische Sache, aber auch eine
Warnung an die Türken und auch an die westlichen Verbündeten, die die
Kurden allein gegen die türkische Invasion zurückließen. Wenn
man jedoch die Frage mittel- und langfristig analysiert, ist es klar,
dass die Gleichgewichte des Atlantischen Bündnisses und auch der
Beziehungen zwischen der Türkei und Europa nur Auswirkungen haben
können, die die Beziehungen zwischen den Parteien erheblich verändern
können. Die
Türkei begrüßte die Neuigkeit, indem sie den Ansatz unterstrich, der
von Paris als zutiefst falsch eingeschätzt wurde, eine Reaktion, die im
Moment nicht allzu vehement ist, was darauf hindeutet, dass Ankara von
der französischen Entscheidung überrascht war. In
der kurdischen Stadt, in die Frankreich seine Truppen entsenden konnte,
sind bereits amerikanische Truppen präsent, was den türkischen
Vormarsch behindert, aber auch tiefe Meinungsverschiedenheiten innerhalb
der Atlantischen Allianz; Jetzt,
mit der französischen Haltung, die auf diplomatischer Ebene
entschiedener und weniger versöhnlich ist als die USA, scheint das
Verhältnis der Zusammenarbeit zwischen der Türkei und den westlichen
Ländern noch weiter entfernt zu sein. Mögliche
Auswirkungen könnten auch in den Beziehungen mit der Europäischen Union
bestehen, die der Türkei riesige Summen zahlt, um den Landweg von
Flüchtlingen in europäische Länder zu kontrollieren: Diese neue Haltung
Frankreichs könnte Druck auf Brüssel ausüben, Paris nicht zu folgen in seiner Absicht, mit den Kurden zusammenzuarbeiten. Macron's
Bewegung, obwohl aus diplomatischer Sicht vielleicht ein wenig riskant,
scheint jedoch eine gerechte Anerkennung einer Bevölkerung zu sein, die
die Infanterie war, das heißt, die Kämpfer vor Ort, gegen den
Islamischen Staat, auch im Namen des Westens. Wenn
Macrons Absicht darin besteht, Ambitionen zu lesen, als Oberhaupt einer
Großmacht zu fungieren, vielleicht sogar sein inneres Image im freien
Fall in den Umfragen wiederzubeleben, sollte diese Situation von der
Europäischen Union ausgenutzt werden, um eine gerechte Sache zu
unterstützen und zu rezitieren wiederum eine führende Rolle im internationalen Szenario. Die
Notwendigkeit, den Vormarsch der Türkei aufzuhalten und aus humanitären
Gründen zu diktieren, erscheint wesentlich, um Erdogans Ambitionen und
seine internationale Rolle im offenen Gegensatz zu den Gründen des
Atlantischen Bündnisses und der Europäischen Union selbst einzudämmen. Dank
der Maßnahmen der Türkei wurden auch Vorteile für ein Russland erzielt,
das zunehmend in einer strategischen Region wie dem Nahen Osten mit
Interessen vertreten ist, die im Gegensatz zu europäischen stehen. Darüber
hinaus ist eine klare und direkte Botschaft gegen diejenigen, die das
Völkerrecht brechen, notwendig, insbesondere wenn dies in der Nähe der
europäischen Grenzen geschieht. Wenn
man sich auf die Seite der Türkei stellt, wird dies Probleme für das
Management von Migranten mit sich bringen, aber auch in diesem Punkt ist
es an der Zeit, die gemeinsamen Regeln zu fordern und durchzusetzen.
La France se range du côté des Kurdes syriens
Dans la question kurde en Syrie, un nouveau sujet éclate de tout son poids: la France de Macron. Le
président français, en effet, a reçu une délégation des forces
démocratiques syriennes, qui comprend également des Arabes, mais à
majorité kurde. Macron
a reconnu l'importance décisive de la contribution des Kurdes dans la
guerre contre l'État islamique, combattant également aux côtés des
Américains. Le
sort du conflit syrien avait isolé, dans un sens diplomatique, les
Kurdes syriens, devenus la cible de la Turquie, dans sa politique
d'annexion des territoires syriens et contrastant les ambitions
d'autonomie des Kurdes situés aux frontières d'Ankara. Le
président français a effectivement promis aux Kurdes une aide contre le
terrorisme, une formule abusée et utilisée selon les intérêts de ceux
qui la prononcent, mais qui, dans ce cas, pourrait signifier envoyer des
troupes françaises pour défendre la première ville kurde pas
encore tombé entre les mains d'Ankara, au cas où la Turquie entend
continuer, comme il pourrait sembler, l'avance vers l'est dans les
territoires du nord-ouest de la Syrie. En
d'autres termes, la définition de terroriste, que Macron a souligné,
semblerait être dirigée contre les forces armées d'Erdogan. Il
ne faut pas oublier que la Turquie, avec des alliés quelque peu
douteux, des milices sunnites qui semblaient composées d'anciens membres
de l'État islamique, a déjà conquis une ville kurde. Le
soutien politique, avant le militaire, de Macron prend une
signification énorme pour la cause kurde dans la très courte période,
mais aussi un avertissement aux Turcs et aussi aux alliés occidentaux,
qui ont laissé les Kurdes seuls contre l'invasion turque. Si,
à moyen et long terme, on analyse la question, il est clair que
l'équilibre de l'Alliance atlantique et aussi des relations entre la
Turquie et l'Europe ne peuvent que subir des répercussions susceptibles
d'entraîner des modifications importantes des relations entre les
parties. La
Turquie a salué la nouvelle en soulignant l'approche jugée profondément
erronée par Paris, une réaction, pas trop véhément pour le moment, ce
qui suggère qu'Ankara a été surprise par la décision française. Dans
la ville kurde où la France pouvait envoyer ses troupes, les troupes
américaines sont déjà présentes et cela constitue une cause d'obstacle à
l'avance turque, mais aussi de profonds désaccords au sein de
l'Alliance atlantique; maintenant
qu'avec l'attitude française, plus décisive et moins conciliante, sur
le plan diplomatique, que les Etats-Unis, la relation de collaboration
entre la Turquie et les pays occidentaux semble destinée à devenir
encore plus lointaine. Des
répercussions possibles pourraient également être là dans la relation
avec l'Union européenne, qui verse des sommes colossales à la Turquie,
pour contrôler la route terrestre des réfugiés vers les pays européens:
cette nouvelle attitude de la France pourrait faire pression sur
Bruxelles pour ne pas suivre Paris dans son intention de collaborer avec les Kurdes. Cependant,
la décision de Macron, bien que peut-être un peu risquée d'un point de
vue diplomatique, semble être une juste reconnaissance d'une population
qui a été l'infanterie, c'est-à-dire les combattants sur le terrain
contre l'État islamique. Si
les intentions de Macron sont de lire les ambitions d'être à la tête
d'une grande puissance, voire de raviver son image interne, en chute
libre dans les sondages, cette situation devrait être exploitée par
l'Union européenne pour soutenir une cause juste et réciter, à son tour, un rôle de premier plan dans le scénario international. La
nécessité d'arrêter l'avance turque, ainsi que dictée par des raisons
humanitaires, semble essentielle pour freiner les ambitions d'Erdogan et
son rôle international en contraste ouvert avec les raisons de
l'Alliance atlantique et de l'Union européenne elle-même. En
effet, grâce à l'action turque, des bénéfices ont également été
réalisés pour une Russie de plus en plus protagoniste dans une région
stratégique comme le Moyen-Orient, avec des intérêts contraires aux
intérêts européens; en
outre, un message clair et direct contre ceux qui enfreignent le droit
international est nécessaire, surtout si cela se produit près des
frontières de l'Europe. Certes,
se ranger du côté de la Turquie posera des problèmes pour la gestion
des migrants, mais sur ce point aussi le moment est venu de demander et
de faire respecter les règles communes.
Iscriviti a:
Post (Atom)