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lunedì 9 luglio 2018

بداية الحرب التجارية

بعد إدخال الرسوم الجمركية من قبل الولايات المتحدة والصين تخلت نغمات الدبلوماسية المعتادة لمهاجمة واشنطن مباشرة، من خلال صحيفة حكومية "تشاينا ديلي". الإشارة واضحة: الحرب التجارية قد بدأت للتو. الاتهام الموجه ضد الولايات المتحدة هو الابتزاز وانتهاك قواعد التجارة من جانب واحد ، ومن جهة أخرى ، كانت تهديدات ترامب قد وصلت بالفعل لبعض الوقت ، ويبدو أن المفاجأة الصينية مفاجئة. إذا كانت بكين تعتقد أن نوايا الرئيس الأمريكي ليست صحيحة ، فقد ارتكب خطأ في التقييم ، ولكن يبدو أن نغمات الصحيفة الصينية كان لها هدف لتحذير الولايات المتحدة من الانتقام ، أو الاقتراب من أي وقت مضى ، ومحاولة كسب نوع من التحالف ضد الغطرسة الأمريكية ، التي كان الاتحاد الأوروبي عنوانها. إذا كان الهدف من ترامب ستكون لتشجيع العمال والشركات الأمريكية، والنتيجة غير المرجح أن يتحقق، بالنظر إلى أن استجابة الصينية، وأيضا تماشيا مع تلك الموجودة في أوروبا، سيكون للرد مع واجبات أخرى، الأمر الذي سيزيد من الأسعار في البلاد الولايات المتحدة ، وتدهور ميزانيات الشركة والحد من القوة الشرائية للعمال. في مناورة واشنطن هذه ، لا يسع المرء إلا أن يرى توازياً مع خروج المملكة المتحدة من أوروبا ، الأمر الذي ينتج عنه عواقب وخيمة على الاقتصاد البريطاني وتغيير كبير في الرأي العام. لا يبدو ترامب أن وصل حتى الان في هذه النقطة المفضلة منخفضة، ولكن إذا كانت آثار إغلاقها إلى السوق ستكون سلبية جدا في الانتخابات النصفية القادمة يمكن أن يثبت وقوع كارثة للحزب الجمهوري. سيكون الإجراء الصيني لمجابهة التعريفة الأمريكية مبلغاً مماثلاً ، قيمته حوالي 34 مليار دولار ، لتلك التي عانت منها واشنطن ، والتي من المتوقع أن تضرب الشركات في المناطق التي حصل فيها ترامب على نجاح أكبر في الانتخابات. في الوقت الحالي ، اتبعت الصين أسلوب الرد الأوروبي ، أي إدخال رسوم قياس متناسقة حتى لا ترفع مستوى المواجهة. ومع ذلك ، فقد خطط البيت الأبيض بالفعل لرفع تعريفات السلع الصينية بمقدار 16 مليار دولار أخرى في غضون أسبوعين. وكما نرى ، فإن السيناريو المستقبلي الأكثر احتمالا هو تصعيد الحرب التجارية ، التي لا يمكن أن تفشل في أن يكون لها تداعيات سياسية من حيث التوازن الدولي. في الواقع ، من المستحيل عدم التفكير في دور أوروبا في وضع يشمل هذا التطور. كما تضررت بروكسل من الرسوم الجمركية الأمريكية وأدى ذلك إلى تقارب أكبر مع الصين بسبب الألفة التي تطورت بشأن قضايا التجارة الحرة. ومع ذلك ، يجب التعامل بحذر مع الاقتراب من بكين ، نظرا للنظام غير الديمقراطي الموجود في البلد الصيني ، مع وجود الكثير من ضحايا القمع وانعدام الحقوق الأساسية. يمكن للصين أن تكون شريكا من وجهة النظر التجارية ، مع وجود مجال واسع للتنمية ، إذا أردنا الاستمرار في التغاضي عن عدم وجود ضمانات لمواطنيها ، ولكن لا يمكن أن تصبح أكثر من ذلك. من ناحية أخرى ، هناك التحالف التاريخي مع الولايات المتحدة والتحالف الأطلسي ، الذي لا يزال يمثل حجر الزاوية في الدفاع الأوروبي. قد يكون إزالة الناجمة عن حرب تجارية أيضا لها تأثير على العلاقات الدبلوماسية ولكن لا ينبغي أن يعطل نظام التحالفات العسكرية على الرغم من العديد من الاستفزازات ترامب، على الرغم من أنه من الواضح أن التغيير في الساحة الدولية يمكن أن يؤدي إلى تغيرات غير عادية. نجاح التشكيلات السياسية القومية والشعبوية، وسياسيا وبالاتفاق مع رئيس الولايات المتحدة يمكن أن تكون عاملا إضافيا لتطوير الصورة الكبيرة: ضعف أوروبا في الهياكل المركزية قد تختار، أو قد تختار بشكل فردي بعض أعضائها، إلى الاقتراب رابحة من خلال سياسة الباب المغلق وتعارض الصين، وفي نهاية المطاف، فإن الصرح كله من السوق الحرة، باسم الحمائية المحلية، وهذا هو ممارسة للسيادة الوطنية تفسيرها عن طريق إغلاق للعالم. إنه تطور محتمل يمكن أن يخدمه الوضع السياسي الحالي ولكنه سيعيد العالم إلى وضع سابق يعتقد أنه تم التغلب عليه. والسؤال هو ما إذا كان النظام الاقتصادي العالمي يستطيع تحمل مثل هذا التراجع دون عواقب اجتماعية كبيرة. الموضوع ، أي ، هو ما إذا كانت الآثار المترتبة على زيادة أخرى في عدم المساواة الاجتماعية متوقعة ، بسبب الفقر العام الناتج عن الزيادة المستمرة للثروة المتراكمة في النسب المئوية المنخفضة من السكان ؛ لأنه يبدو أن هذا هو الاتجاه الذي يبدو أن إغلاق السوق الحرة قادر على إنتاجه. كان تأثير العولمة الأسوأ من الشعوبية يريد القتال كأول عدو.

giovedì 5 luglio 2018

La questione dei migranti è strumentale per indebolire l'Unione Europea

Dunque il ritorno della volontà di affermare la propria sovranità nazionale contro l’unità europea ha messo in risalto come i partiti di destra al governo in Europa, siano, a parole, in accordo, ma quando si arriva al momento di trovare soluzioni pratiche si evidenzia la profonda contrarietà a causa dei rispettivi obiettivi, in contrasto reciproco.  D’altra parte gli interessi italiani non possono essere gli stessi di Austria o Germania o dei paesi del blocco di Visegrad; il problema dell’emigrazione primaria, quella di chi arriva per la prima volta sul suolo europeo, è in aperto contrasto con gli interessi di chi non vuole l’emigrazione secondaria, quella che avviene tra gli stati dell’Unione. Il peso politico dei partiti di destra ha determinato una minore flessibilità nei rapporti tra gli stati circa il problema migratorio, instaurando una rigidità dei rispettivi atteggiamenti a causa del prevalere degli interessi particolari su quelli generali. La grande responsabilità di questa situazione si può imputare all’attegiamento passivo di Bruxelles nei confronti degli stati dell’Europa dell’est, che hanno rifiutato la divisione dei migranti senza alcuna sanzione; insieme a questo aspetto deve essere riconosciuto anche un approccio troppo accondiscendente della Germania, quale paese europeo più importante, che non ha preso una posizione più ferma contro i paesi di Visegrad, forse per tutelare i propri interessi economici. Deve essere anche detto che il comportamento italiano dei precedenti governi, pur in una linea di aiuto e sostegno ai migranti, non è mai stato troppo fermo con l’Europa, preferendo, talvolta, lasciare ai profughi via libera negli altri paesi europei. Tuttavia quello che le istituzioni centrali non sembrano avere capito è che l’immigrazione, pur essendo un problema reale, è il mezzo con il quale i movimenti populisti ed anti europei usano per screditare Bruxelles. In effetti il fenomeno è numericamente ancora contenuto, sopratutto se paragonato alle quantità di profughi ospitati in altri paesi del mondo. La sensazione è che si vogliano esasperare le situazioni interne, un esempio su tutti quello della Baviera, per costringere i governi, anche quelli che non sono di destra, a rinchiudersi su se stessi ed elaborare forme di rivalsa sul paese vicino. La situazione tra Germania ed Austria esplica bene questo scenario, che può coinvolgere direttamente l’Italia. Se prima si trattava di un conflitto essenzialmente tra i paesi dell’Europa dell’est e gli altri membri europei, ora la sensazione è che si vada tutti contro tutti, con il concreto pericolo di riportare l’Unione ad una situazione più indietro nel tempo; infatti se si dovesse arrivare alla chiusura della libera circolazione, ed è un pericolo concreto, verrebbe meno una condizione che è ritenuta essenziale per l’unità europea. Non si può fare a meno di pensare che si arrivi a questa eventualità in maniera non casuale ma studiata in maniera scientifica per indebolire l’Europa. Del resto le destre europee auspicano una minore presenza europea nella politica interna degli stati, proprio per riprendersi un maggiore spazio di manovra legislativa e di governo e ciò non è un mistero ma rientra nei loro programmi e proclami elettorali. In questo momento fortemente critico per l’unità europea, Bruxelles dovrebbe assumersi le proprie responsabilità circa i motivi che hanno portato al governo le formazioni populiste e mettere in pratica dei provvedimenti per sanare i precedenti indirizzi politici, cominciando ad allentare i vincoli di bilancio, sanzionando chi non rispetta le direttive comunitarie e pensando politiche che non penalizzino i membri meridionali dell’Europa. In questa fase sarebbe importante che le istituzioni centrali esercitassero un ruolo efficace di mediazione tra gli stati, cercando delle occasioni dove diventare protagoniste e ritrovare quella rilevanza ed autorevolezza perdute. Questo anche perchè, ancora una volta la sensazione è che Bruxelles abbia un atteggiamento di immobilismo che pare assecondare gli i nteressi statali anziché quelli europei ed in questo modo viene facilitata l’erosione di potere dell’Unione. La questione di migranti appare ancora più strumentale se si pensa alla mole di reazioni che ha scatenato, notevolmente inferiore rispetto a quanto sollevato per le decisioni economiche, che hanno avuto un impatto ben più grande sulla vita dei cittadini e delle nazioni europee. In questo momento storico, quindi soltanto le istituzioni europee possono salvare se stesse dimostrando concretamente tutto il loro peso specifico per il continente.

The issue of migrants is instrumental in weakening the European Union

So the return of the will to assert its national sovereignty against European unity has highlighted how the right-wing parties to the government in Europe are, in words, in agreement, but when it comes to the moment to find practical solutions it is highlighted the profound opposition caused by the respective objectives, in mutual contrast. On the other hand, Italian interests can not be the same as those of Austria or Germany or the countries of the Visegrad bloc; the problem of primary emigration, that of those who arrive for the first time on European soil, is in open contrast with the interests of those who do not want secondary emigration, the one that occurs between the states of the Union. The political weight of the right-wing parties has led to less flexibility in the relations between states regarding the migration problem, establishing a rigidity of their respective attitudes due to the prevailing of particular interests over the general ones. The great responsibility for this situation can be attributed to the passive attitude of Brussels towards the states of Eastern Europe, which have refused the division of migrants without any sanction; along with this aspect must also be recognized a too condescending approach of Germany, as the most important European country, which has not taken a firmer position against the countries of Visegrad, perhaps to protect its economic interests. It must also be said that the Italian behavior of previous governments, even in a line of aid and support to migrants, has never been too firm with Europe, preferring, sometimes, to leave refugees free in other European countries. However, what central institutions do not seem to have understood is that immigration, despite being a real problem, is the means by which populist and anti-European movements use to discredit Brussels. In fact, the phenomenon is numerically still contained, especially when compared to the amount of refugees hosted in other countries of the world. The feeling is that we want to exacerbate internal situations, an example of all that of Bavaria, to force governments, even those who are not right, to lock themselves up and develop forms of recourse on the neighboring country. The situation between Germany and Austria exerts this scenario well, which can directly involve Italy. If before it was a conflict essentially between the countries of Eastern Europe and the other European members, now the feeling is that we are all against everyone, with the real danger of bringing the Union back to a situation further back in time ; in fact, if the free circulation were to come to an end, and it is a real danger, a condition that is considered essential for European unity would be lacking. One can not help but think that this eventuality is arrived at in a non-random but scientifically studied way to weaken Europe. Moreover, the European rights advocate a lesser European presence in the internal politics of the states, just to recover a greater space for maneuvering legislation and government and this is not a mystery but falls within their programs and electoral proclamations. At this moment, strongly critical of European unity, Brussels should take responsibility for the reasons that led populist formations to government and put into practice measures to remedy the previous political guidelines, beginning to loosen the budgetary constraints, sanctioning who does not respect the community directives and think about policies that do not penalize the southern members of Europe. At this stage it would be important for central institutions to exercise an effective role of mediation among the states, looking for opportunities to become protagonists and rediscover the lost relevance and authority. This is also because, once again, the feeling is that Brussels has an attitude of immobilism that seems to support the interests of the state rather than the European ones and in this way the erosion of power of the Union is facilitated. The issue of migrants appears even more instrumental if one thinks of the mass of reactions that has triggered, considerably lower than what was raised for economic decisions, which have had a much greater impact on the lives of European citizens and nations. In this historical moment, then only the European institutions can save themselves by concretely demonstrating all their specific weight for the continent.

La cuestión de los migrantes es fundamental para debilitar a la Unión Europea

Entonces, el retorno de la voluntad de afirmar su soberanía nacional contra la unidad europea ha puesto de relieve cómo los partidos de derecha del gobierno en Europa están, en palabras, de acuerdo, pero cuando se trata del momento de encontrar soluciones prácticas, se destaca la profunda oposición causada por los objetivos respectivos, en contraste mutuo. Por otro lado, los intereses italianos no pueden ser los mismos que los de Austria o Alemania o los países del bloque de Visegrad; el problema de la emigración primaria, el de quienes llegan por primera vez a suelo europeo, contrasta abiertamente con los intereses de quienes no desean una emigración secundaria, la que ocurre entre los estados de la Unión. El peso político de los partidos de derecha ha llevado a una menor flexibilidad en las relaciones entre los estados respecto del problema migratorio, estableciendo una rigidez de sus respectivas actitudes debido a la prevalencia de intereses particulares sobre los generales. La gran responsabilidad de esta situación puede atribuirse a la actitud pasiva de Bruselas hacia los estados de Europa del Este, que han rechazado la división de migrantes sin ninguna sanción; junto con este aspecto también debe reconocerse un enfoque demasiado condescendiente de Alemania, como el país europeo más importante, que no ha tomado una posición más firme contra los países de Visegrad, tal vez para proteger sus intereses económicos. También se debe decir que el comportamiento italiano de los gobiernos anteriores, incluso en una línea de ayuda y apoyo a los migrantes, nunca ha sido demasiado firme con Europa, prefiriendo, a veces, dejar libres a los refugiados en otros países europeos. Sin embargo, lo que las instituciones centrales no parecen haber entendido es que la inmigración, a pesar de ser un problema real, es el medio por el cual los movimientos populistas y antieuropeos utilizan para desacreditar a Bruselas. De hecho, el fenómeno sigue conteniéndose numéricamente, especialmente si se compara con la cantidad de refugiados alojados en otros países del mundo. La sensación es que queremos exacerbar las situaciones internas, un ejemplo de todo lo de Baviera, para obligar a los gobiernos, incluso a los que no tienen razón, a encerrarse y desarrollar formas de recurso en el país vecino. La situación entre Alemania y Austria ejerce bien este escenario, que puede involucrar directamente a Italia. Si antes era un conflicto esencialmente entre los países de Europa del Este y los otros miembros europeos, ahora la sensación es que todos estamos en contra de todos, con el peligro real de llevar a la Unión a una situación más remota en el tiempo. ; de hecho, si la libre circulación llegara a su fin, y es un peligro real, faltaría una condición que se considera esencial para la unidad europea. Uno no puede evitar pensar que se llega a esta eventualidad de una manera no aleatoria pero científicamente estudiada para debilitar a Europa. Además, los derechos europeos abogan por una menor presencia europea en la política interna de los estados, solo para recuperar un mayor espacio para maniobrar la legislación y el gobierno, y esto no es un misterio sino que se enmarca dentro de sus programas y proclamas electorales. En este momento, muy crítico con la unidad europea, Bruselas debería asumir la responsabilidad de las razones que llevaron las formaciones populistas al gobierno y poner en práctica medidas para remediar las pautas políticas anteriores, comenzando a aflojar las restricciones presupuestarias, sancionando que no respeta las directivas de la comunidad y piensa en políticas que no penalicen a los miembros del sur de Europa. En esta etapa, sería importante que las instituciones centrales ejercieran un papel efectivo de mediación entre los estados, buscando oportunidades para convertirse en protagonistas y redescubrir la relevancia y la autoridad perdidas. Esto también se debe a que, una vez más, la sensación es que Bruselas tiene una actitud de inmovilismo que parece apoyar los intereses del Estado en lugar de los europeos y de esta manera se facilita la erosión del poder de la Unión. La cuestión de los migrantes parece incluso más instrumental si se piensa en la gran cantidad de reacciones que ha desencadenado, considerablemente más bajas que las que se plantearon para las decisiones económicas, que han tenido un impacto mucho mayor en la vida de los ciudadanos y las naciones europeas. En este momento histórico, solo las instituciones europeas pueden salvarse demostrando concretamente todo su peso específico para el continente.

Das Problem der Migranten trägt wesentlich zur Schwächung der Europäischen Union bei

Die Wiederkehr des Willens, die nationale Souveränität gegen die europäische Einheit durchzusetzen, hat deutlich gemacht, wie die rechten Parteien der Regierung in Europa in Übereinstimmung sind, aber wenn es darum geht, praktische Lösungen zu finden, wird dies hervorgehoben der gegensätzliche Gegensatz, der durch die jeweiligen Ziele hervorgerufen wird. Andererseits können die italienischen Interessen nicht mit denen Österreichs oder Deutschlands oder der Länder des Visegrad-Blocks übereinstimmen; das Problem der primären Emigration, dasjenige von denjenigen, die zum ersten Mal auf europäischem Boden ankommen, steht in offenem Gegensatz zu den Interessen derjenigen, die keine sekundäre Emigration wollen, die zwischen den Staaten der Union stattfindet. Das politische Gewicht der rechten Parteien hat dazu geführt, dass die Beziehungen zwischen den Staaten in Bezug auf das Migrationsproblem weniger flexibel sind, was zu einer Starrheit ihrer jeweiligen Einstellungen aufgrund der vorherrschenden Partikularinteressen führt. Die große Verantwortung für diese Situation ist auf die passive Haltung Brüssels gegenüber den Staaten Osteuropas zurückzuführen, die die Abtrennung von Migranten ohne jede Sanktion abgelehnt haben; Neben diesem Aspekt muss auch ein zu herablassender Ansatz Deutschlands als wichtigstes europäisches Land anerkannt werden, das gegenüber den Ländern von Visegrad, vielleicht zum Schutz seiner wirtschaftlichen Interessen, keine entschiedenere Haltung eingenommen hat. Es muss auch gesagt werden, dass das Verhalten der früheren Regierungen in Italien, selbst in einer Linie von Hilfe und Unterstützung für Migranten, nie zu eng mit Europa gewesen war und es manchmal vorzog, Flüchtlinge in anderen europäischen Ländern freizulassen. Was die zentralen Institutionen jedoch anscheinend nicht verstanden haben, ist, dass die Einwanderung, obwohl sie ein echtes Problem darstellt, die Mittel ist, mit denen populistische und antieuropäische Bewegungen Brüssel diskreditieren. Tatsächlich ist das Phänomen zahlenmäßig immer noch begrenzt, insbesondere im Vergleich zu den Flüchtlingszahlen in anderen Ländern der Welt. Wir haben das Gefühl, dass wir innere Situationen, ein Beispiel für Bayern, verschärfen wollen, um Regierungen, auch solche, die nicht recht haben, dazu zu bringen, sich zu verschliessen und Regressmöglichkeiten für das Nachbarland zu entwickeln. Die Situation zwischen Deutschland und Österreich macht dieses Szenario gut, was Italien direkt betreffen kann. Wenn es zuvor einen Konflikt zwischen den Ländern Osteuropas und den anderen europäischen Mitgliedern gegeben hat, so ist das Gefühl, dass wir alle gegen jeden sind, mit der echten Gefahr, die Union zurück in eine Situation zurück in der Zeit zu bringen ; Wenn nämlich der freie Verkehr zu einem Ende kommen würde und es sich um eine echte Gefahr handelt, würde ein Zustand, der für die europäische Einheit als wesentlich angesehen wird, fehlen. Man kann nicht anders, als zu denken, dass diese Eventualität nicht zufällig, sondern wissenschaftlich untersucht ist, um Europa zu schwächen. Darüber hinaus befürworten die europäischen Rechte eine geringere europäische Präsenz in der Innenpolitik der Staaten, nur um einen größeren Spielraum für das Manövrieren von Gesetzgebung und Regierung zu erhalten, und dies ist kein Geheimnis, sondern gehört zu ihren Programmen und Wahlproklamationen. In diesem Moment, der der europäischen Einheit sehr kritisch gegenübersteht, sollte Brüssel die Verantwortung für die Gründe übernehmen, die populistische Formationen zur Regierung geführt haben, und Maßnahmen in die Tat umsetzen, um die früheren politischen Richtlinien zu beheben und die Haushaltszwänge zu lockern, sanktionierend wer respektiert die Gemeinschaftsrichtlinien nicht und denkt über Politiken nach, die die südlichen Mitglieder von Europa nicht bestrafen. In diesem Stadium wäre es für die zentralen Institutionen wichtig, eine wirksame Vermittlerrolle zwischen den Staaten zu übernehmen und nach Möglichkeiten zu suchen, Protagonisten zu werden und die verlorene Relevanz und Autorität wieder zu entdecken. Dies liegt auch daran, dass Brüssel wieder eine Haltung des Immobilismus hat, die eher die Interessen des Staates als die der europäischen zu unterstützen scheint, und auf diese Weise wird die Machtergreifung der Union erleichtert. Das Problem der Migranten scheint noch wichtiger zu sein, wenn man an die vielen Reaktionen denkt, die ausgelöst wurden, wesentlich weniger als für wirtschaftliche Entscheidungen, die sich wesentlich stärker auf das Leben der europäischen Bürger und Nationen ausgewirkt haben. In diesem historischen Moment können sich nur die europäischen Institutionen retten, indem sie ihr spezifisches Gewicht für den Kontinent konkret demonstrieren.

La question des migrants contribue à affaiblir l'Union européenne

Ainsi, le retour de la volonté d'affirmer sa souveraineté nationale contre l'unité européenne a mis en évidence que les partis de droite au gouvernement en Europe sont, en paroles, d'accord, mais quand il s'agit de trouver des solutions pratiques, il est souligné l'opposition profonde provoquée par les objectifs respectifs, en contraste mutuel. D'un autre côté, les intérêts italiens ne peuvent être les mêmes que ceux de l'Autriche ou de l'Allemagne ou des pays du bloc de Visegrad; le problème de l'émigration primaire, celle de ceux qui arrivent pour la première fois sur le sol européen, est en contradiction flagrante avec les intérêts de ceux qui ne veulent pas d'émigration secondaire, celle qui se produit entre les États de l'Union. Le poids politique des partis de droite a conduit à moins de flexibilité dans les relations entre les Etats concernant le problème de la migration, établissant une rigidité de leurs attitudes respectives en raison de la prédominance d'intérêts particuliers par rapport aux intérêts généraux. La grande responsabilité de cette situation peut être attribuée à l'attitude passive de Bruxelles envers les Etats d'Europe de l'Est, qui ont refusé la division des migrants sans aucune sanction; avec cet aspect doit également être reconnue une approche trop condescendante de l'Allemagne, en tant que pays européen le plus important, qui n'a pas pris une position plus ferme contre les pays de Visegrad, peut-être pour protéger ses intérêts économiques. Il faut dire aussi que le comportement italien des gouvernements précédents, même dans une ligne d'aide et de soutien aux migrants, n'a jamais été trop ferme avec l'Europe, préférant parfois laisser les réfugiés libres dans d'autres pays européens. Cependant, ce que les institutions centrales ne semblent pas avoir compris, c'est que l'immigration, en dépit d'un réel problème, est le moyen utilisé par les mouvements populistes et anti-européens pour discréditer Bruxelles. En fait, le phénomène reste numériquement contenu, surtout si on le compare au nombre de réfugiés hébergés dans d'autres pays du monde. Le sentiment est que nous voulons exacerber les situations internes, un exemple de tout ce qui se passe en Bavière, pour forcer les gouvernements, même ceux qui ne le sont pas, à s'enfermer et à développer des formes de recours sur le pays voisin. La situation entre l'Allemagne et l'Autriche exerce bien ce scénario, qui peut impliquer directement l'Italie. Si avant c'était un conflit essentiellement entre les pays d'Europe de l'Est et les autres membres européens, maintenant le sentiment est que nous sommes tous contre tout le monde, avec le danger réel de ramener l'Union à une situation plus lointaine ; en effet, si la libre circulation venait à prendre fin, et c'est un danger réel, une condition jugée essentielle pour l'unité européenne ferait défaut. On ne peut s'empêcher de penser que cette éventualité est arrivée de manière non aléatoire mais scientifiquement étudiée pour affaiblir l'Europe. De plus, les droits européens prônent une moindre présence européenne dans la politique interne des États, juste pour récupérer un plus grand espace de manœuvre législative et gouvernementale et ce n'est pas un mystère mais cela relève de leurs programmes et de leurs proclamations électorales. En ce moment, fortement critique de l'unité européenne, Bruxelles devrait prendre la responsabilité des raisons qui ont conduit les formations populistes au gouvernement et mettre en pratique des mesures pour remédier aux directives politiques précédentes, en commençant par desserrer les contraintes budgétaires, en sanctionnant qui ne respecte pas les directives communautaires et pense à des politiques qui ne pénalisent pas les membres du sud de l'Europe. À ce stade, il serait important que les institutions centrales jouent un rôle efficace de médiation entre les États, en cherchant des occasions de devenir des protagonistes et de redécouvrir la pertinence et l'autorité perdues. C'est aussi parce que, encore une fois, le sentiment est que Bruxelles a une attitude d'immobilisme qui semble soutenir les intérêts de l'Etat plutôt que ceux de l'Europe et ainsi l'érosion du pouvoir de l'Union est facilitée. La question des migrants apparaît d'autant plus instrumentale si l'on songe à la masse de réactions qui se sont déclenchées, nettement plus faible que ce qui a été soulevé pour les décisions économiques, qui ont beaucoup plus marqué la vie des citoyens et des nations européennes. En ce moment historique, seules les institutions européennes peuvent se sauver en démontrant concrètement tout leur poids spécifique pour le continent.

A questão dos migrantes é fundamental para enfraquecer a União Europeia

Assim, o retorno da vontade de afirmar sua soberania nacional contra a unidade européia tem destacado como os partidos de direita do governo na Europa estão, em palavras, de acordo, mas quando chega o momento de encontrar soluções práticas, é destacado. a profunda oposição causada pelos respectivos objetivos, em mútuo contraste. Por outro lado, os interesses italianos não podem ser os mesmos da Áustria ou da Alemanha ou dos países do bloco de Visegrado; o problema da emigração primária, daqueles que chegam pela primeira vez em solo europeu, está em franco contraste com os interesses daqueles que não querem a emigração secundária, aquela que ocorre entre os estados da União. O peso político dos partidos de direita levou a uma menor flexibilidade nas relações entre os estados em relação ao problema migratório, estabelecendo uma rigidez de suas respectivas atitudes devido à predominância de interesses particulares sobre os gerais. A grande responsabilidade por esta situação pode ser atribuída à atitude passiva de Bruxelas em relação aos estados da Europa Oriental, que recusaram a divisão de migrantes sem qualquer sanção; juntamente com este aspecto também deve ser reconhecida uma abordagem muito condescendente da Alemanha, como o mais importante país europeu, que não tomou uma posição mais firme contra os países de Visegrad, talvez para proteger seus interesses econômicos. Também deve ser dito que o comportamento italiano dos governos anteriores, mesmo em uma linha de ajuda e apoio aos migrantes, nunca foi muito firme com a Europa, preferindo, às vezes, deixar os refugiados livres em outros países europeus. No entanto, o que as instituições centrais parecem não ter entendido é que a imigração, apesar de ser um problema real, é o meio pelo qual os movimentos populistas e antieuropeus usam para desacreditar Bruxelas. De fato, o fenômeno é numericamente ainda contido, especialmente quando comparado com a quantidade de refugiados hospedados em outros países do mundo. O sentimento é que queremos exacerbar situações internas, um exemplo de tudo o que a Baviera, para forçar governos, mesmo aqueles que não estão certos, a se trancar e desenvolver formas de recurso no país vizinho. A situação entre a Alemanha e a Áustria exerce bem esse cenário, o que pode envolver diretamente a Itália. Se antes era um conflito essencialmente entre os países da Europa Oriental e os outros membros europeus, agora o sentimento é de que somos todos contra todos, com o perigo real de trazer a União de volta a uma situação mais antiga no tempo. ; na verdade, se a livre circulação viesse a acabar, e é um perigo real, faltaria uma condição considerada essencial para a unidade europeia. Não se pode deixar de pensar que esta eventualidade é alcançada de uma forma não aleatória, mas cientificamente estudada, para enfraquecer a Europa. Além disso, os direitos europeus advogam uma menor presença européia na política interna dos estados, apenas para recuperar um espaço maior para a manobra de legislação e governo, e isso não é um mistério, mas se enquadra em seus programas e proclamações eleitorais. Neste momento, fortemente crítico da unidade européia, Bruxelas deveria assumir a responsabilidade pelas razões que levaram as formações populistas ao governo e colocar em prática medidas para remediar as diretrizes políticas anteriores, começando a afrouxar as restrições orçamentárias, sancionando que não respeita as directivas comunitárias e pensa em políticas que não penalizam os membros do sul da Europa. Nesse estágio, seria importante que as instituições centrais exercessem um papel efetivo de mediação entre os estados, procurando oportunidades de se tornarem protagonistas e redescobrindo a relevância e autoridade perdidas. Isto também porque, mais uma vez, o sentimento é de que Bruxelas tem uma atitude de imobilismo que parece apoiar os interesses do Estado e não dos europeus e, deste modo, a erosão do poder da União é facilitada. A questão dos migrantes parece ainda mais instrumental se pensarmos na massa de reações que desencadeou, consideravelmente inferior ao que foi levantado para as decisões econômicas, que tiveram um impacto muito maior na vida dos cidadãos e nações europeus. Neste momento histórico, apenas as instituições europeias podem salvar-se demonstrando concretamente todo o seu peso específico para o continente.