Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 25 luglio 2018

التناقض بين الولايات المتحدة وإيران وتداعياتها

قد يكون رد الفعل الإيراني على تهديدات ترامب إغلاق مضيق هرمز ، الذي يمر عبره 90٪ من النفط في المنطقة ، وبالتالي نحو 20٪ من النفط الخام العالمي. ستكون العواقب زيادة في أسعار قطاع الطاقة ، مع تأثير كبير على الاقتصاد العالمي. ومع ذلك ، يبدو أن تهديد طهران ، والذي كان حينها الرد المباشر على الحظر الأمريكي المحتمل على النفط الإيراني ، صعب التنفيذ ، بسبب الوجود القوي للقوات المسلحة الأمريكية في الخليج الفارسي ، وأيضاً بسبب عدم ملاءمة ذلك ، سيكون لها نفس الشيء. يمنع الإيرانيون الطريق الرئيسي لتصدير نفطهم. من ناحية أخرى ، حتى بالنسبة للولايات المتحدة ، فإن فرض الحظر على نفط طهران يمكن أن يكون له تأثيرات مهمة: إيران الحالية ليست معزولة لأنها يمكن أن تتمتع باتفاقيات تجارية مع الصين وروسيا ، وكذلك الأوروبي لن يلتزم بالأحكام من ترامب. هو حالة من التوتر بين البلدين يرجع ذلك إلى التغيير في البيت الأبيض، مع المستأجر الجديد الذي اتخذ الاتجاه المعاكس إلى أن أوباما، أيضا بسبب قربها من أكبر الممالك السعوديين من الإسلام السني، ومع إسرائيل التي تعتبر إيران أخطر عدو لها. والمسألة المباشرة المتعلقة بالنزاع بين واشنطن وطهران هي الصفقة النووية الإيرانية ، التي ترى الإدارة الأمريكية الحالية أنها مواتية جداً لإيران ، كما يمكنها أن تسمح لها بتطوير السلاح النووي. وتضغط ورقة رابحة لمراجعة أكثر صرامة من الاتفاقية، التي من شأنها أن تفرض عقوبات على الإيرانيين، ولكن يتم عزل الرئيس الأمريكي بين الموقعين على اتفاق: لم يتبع من قبل الموقعين الآخرين للمعاهدة، التي أعلنت دعم المحافظة كما وقعت ونتيجة لذلك لن يتبعوا الولايات المتحدة بشأن العقوبات ضد إيران. تبقى واشنطن بمفردها ، لتكون ضد إيران ، ضمن المشهد الدبلوماسي الأكثر أهمية. أحد أهداف الأميركيين لطهران هو الإطاحة بالنظام تحت قيادة البلاد ، لكن هذا الهدف يتعارض مع الحالة الراهنة للمجتمع الإيراني. إذا كان في عام 2009 المواطنين الإيرانيين يحتجون على المزيد من الحقوق، واتخاذ حاليا الى الشوارع للاحتجاج على الوضع الاقتصادي الصعب على نحو متزايد، ويرجع ذلك جزئيا إلى الفساد على نطاق واسع على نحو متزايد، والتي عجز كبيرة من الحكومة المركزية والحكومات المحلية: هو مرت ، من الاحتجاجات على المبادئ إلى النزاعات على أسباب أكثر عملية وموضوعية. هذا لا يساعد أولئك الذين يريدون إسقاط النظام، لأنه من الأسهل لإثارة الشغب حقوق نفى من سوء الإدارة. يبدو أن الإدارة الأمريكية تدرك ذلك أيضاً ، فقد حكمت ضد الطبقة السياسية الإيرانية ، التي ، بسبب فسادها ، تجعل حياة شعب إيران صعبة. ولذلك فإن المسؤولية عن فرض حظر في ظل هذه الظروف لا يمكن إلا أن يزيد من سوء تصور الولايات المتحدة ، التي قد تصبح مذنبة بتدهور أوضاع المواطنين الإيرانيين. ومن المفارقات أنه سيكون من الأسهل لصالح تغيير النظام في وضع اقتصادي أفضل ، حيث يمكن أن تكون قضايا الحقوق محورية مرة أخرى في احتجاج شعبي محتمل. حتى عدم الثقة في الرئيس الإيراني، روحاني، يمكن تسريع هجرة نسبة كبيرة من الآراء، نحو القطاعات الأكثر تقليدية وأقل اعتدالا، الذي الفائدة الرئيسي لا يزال على التركيز على المصلحة الوطنية في قيم الثورة الإسلامية و ثم تجمع السكان ضد الشيطان الكبير ، حيث لا تزال الولايات المتحدة محددة في الدوائر الراديكالية. هذا يمكن أيضا أن يكون تكتيك الاستراتيجيين في البيت الابيض، صالح، ولو بشكل غير مباشر، وعودة إلى السلطة من الجزء الأكثر محافظة في البلاد الإيراني، لأسباب ملموسة في عرض البلاد الإيراني من خلال أسوأ تصور ممكن. قد يكون هذا تكرار لنمط كيم جونغ أون المعتمدة: سبب أقصى الطرف الآخر لتحقيق الغرض المطلوب من قبل ترامب، لكن إيران ليست كوريا الشمالية اذا كان هذا صحيحا، فإنه سيكون تكتيكا الانتحار تقريبا، لأنه إذا كان لا يصل إلى الغرض المقصود، سيكون لها آثار سلبية على الاقتصاد والعلاقات الدولية وسيجبر الولايات المتحدة على فتح جبهة دولية جديدة للتركيز على والاحتمال بأنه اذا كانت هناك، فإن إشارة خطأ آخر تقييم من قبل الرئيس الأمريكي وموظفيه.

lunedì 23 luglio 2018

La volontà di Vienna di concedere la cittadinanza a italiani di lingua tedesca è un tranello per l'Europa

La volontà dell’attuale governo austriaco, che tra poco ricoprirà la carica di presidenza di turno dell’Unione, di dare il passaporto di Vienna ai cittadini italiani dell’Alto Adige, di sola lingua tedesca e ladina, apre un nuovo fronte all’interno dell’Europa. La questione si inquadra come una violazione dei rapporti tra i due stati e tra l’Austria e l’Unione Europea, perchè si configura come un duplice tentativo di destabilizzare gli equilibri interni del paese italiano ed anche di creare un precedente all’interno dell’Unione, in grado di portare ulteriori elementi di divisione in un momento di difficoltà come quello attuale. Partiamo dalla questione con Roma: l’Alto Adige è una provincia autonoma italiana, che gode di una serie di vantaggi fiscali dovuti alla sua particolare posizione geografica, come regione di confine, ed alla sua composizione etnica, che comprende le minoranze tedesche, in realtà maggioranza in Alto Adige, quella ladina e la comunità italiana. Si tratta quindi di un territorio che fa parte dello stato italiano e che ne ricade sotto la sua completa sovranità. Il fatto, che su questa zona sia presente una comunità molto affine al paese austriaco non permette il diritto a Vienna di  interferire nella vita politica di un paese straniero  per conferire la doppia cittadinanza alla popolazione di lingua tedesca. La distinzione con i cittadini di lingua e di origine italiana rappresenta un segnale inequivocabile della volontà di creare un caso politico in grado di generare delle tensioni, potenzialmente anche gravi, in una parte della nazione italiana ed è, quindi, una invasione illegittima della sovranità di Roma. La cosa singolare è che questa provocazione arriva dalla forza politica che è al governo a Vienna e che è molto vicino alle posizioni del partito della Lega, che è una parte importante dell’attuale governo italiano. I due movimenti, che appartengono alla destra populista ed anti europa, si sono trovati d’accordo su molte questioni di carattere internazionale, come il rifiuto dei migranti, un aspetto che avrebbe dovuto mettere contro le due formazioni politiche, per il rifiuto di Vienna di aderire alla divisione delle quote dei migranti. Malgrado esercizi di equilibrismo politico l’Italia non è riuscita ad imporsi sull’Austria e sul gruppo di Visegrad, e non è ancora riuscita a convincere i partner europei ad ottenere aiuti per la gestione delle immigrazioni. Sarà interessante verificare come reagirà il governo italiano alla provocazione austriaca, una manovra che potrebbe anche prevedere il ritiro della rappresentanza diplomatica e la chiusura delle frontiere. Pur trattandosi di possibilità ancora remote occorrerà vedere a quale livello arriverà lo scontro. In Europa la questione potrebbe avere ripercussioni indirette per le relazioni tra i due paesi, ma le difficoltà maggiori potrebbero verificarsi se si creasse un precedente di questa pratica: se, cioè, un paese volesse concedere la propria cittadinanza ad un gruppo etnico ad esso affine, facente parte di un’altra nazione. Casi del genere sono molto frequenti sulle zone di confine tra gli stati europei ed i conflitti diplomatici che potrebbero nascere potrebbero mettere in grande difficoltà l’attuale fragile unione su cui si basa l’Europa. Può essere un progetto voluto ed attuato con l’intenzione di creare una sorta di confusione generale per destabilizzare l’Europa? Il sospetto è legittimo, intanto perchè viene proprio da una formazione anti europea e poi perchè viene messo in atto proprio in una fase storica di grande sfiducia verso Bruxelles. Una reazione a catena derivante da questa tattica potrebbe creare la sospensione o addirittura la fine del trattato di libera circolazione in Europa ed uno stato di tensione permanente tra le nazioni, che sarebbero anche in difficoltà nel loro interno a gestire il risentimento verso quei gruppi etnici di minoranza attratti dalla prospettiva di ottenere la doppia cittadinanza. Inoltre la casualità che l’Austria sia il presidente di turno dell’Unione Europa costituisce un elemento in più per avvalorare la tesi di una manovra voluta proprio in questo momento storico. Ancora una volta sarebbe necessario potere disporre per l’Europa di strumenti sanzionatori, anche pesanti, contro quei membri che non non condividono lo spirito europeo ma sfruttano solo i vantaggi, sopratutto economici, per avere aderito a Bruxelles. Risulta sempre più urgente una capacità di reazione contro queste emergenze, che sappia tutelare in maniera efficace le istituzioni europee e la vita pacifica dell’Unione, contro provocazioni sempre più pesanti.

Vienna's wish to grant citizenship to German-speaking Italians is a trap for Europe

The will of the current Austrian government, which will soon hold the presidency of the Union presidency, to give the passport of Vienna to the Italian citizens of South Tyrol, only German and Ladin, opens a new front within Europe. The issue is framed as a violation of relations between the two states and between Austria and the European Union, because it is a double attempt to destabilize the internal balance of the Italian country and also to create a precedent within the Union, able to bring further elements of division in a moment of difficulty like the current one. Let's start with the question with Rome: Alto Adige is an autonomous Italian province, which enjoys a series of tax advantages due to its particular geographical position, as a border region, and its ethnic composition, which includes German minorities, in reality majority in Alto Adige, Ladin and the Italian community. It is therefore a territory that is part of the Italian state and falls under its complete sovereignty. The fact that in this area there is a community closely related to the Austrian country does not allow the right in Vienna to interfere in the political life of a foreign country to give dual citizenship to the German-speaking population. The distinction with citizens of Italian language and origin is an unequivocal sign of the desire to create a political case capable of generating tensions, potentially serious, in a part of the Italian nation and is, therefore, an illegitimate invasion of the sovereignty of Rome. The singular thing is that this provocation comes from the political force that is in the government in Vienna and that is very close to the positions of the Lega party, which is an important part of the current Italian government. The two movements, which belong to the populist and anti-European right, agreed on many issues of an international nature, such as the rejection of migrants, an aspect that should have been put against the two political groups, for Vienna's refusal to adhere to the division of migrants' quotas. Despite political balancing exercises Italy has not succeeded in imposing itself on Austria and on the Visegrad group, and has not yet managed to convince European partners to obtain aid for the management of immigration. It will be interesting to check how the Italian government will react to the Austrian provocation, a maneuver that could also provide for the withdrawal of the diplomatic representation and the closure of the borders. Although these are still remote possibilities, it will be necessary to see at what level the confrontation will come. In Europe the question could have indirect repercussions for the relations between the two countries, but the greatest difficulties could occur if a precedent of this practice was created: if, that is, a country wanted to grant its citizenship to a related ethnic group, belonging to another nation. Cases of this kind are very frequent on the border areas between European states and the diplomatic conflicts that could arise could put in great difficulty the current fragile union on which Europe is based. Can it be a project intended and implemented with the intention of creating a kind of general confusion to destabilize Europe? The suspicion is legitimate, in the meantime because it comes from an anti-European formation and then because it is implemented right in a historical phase of great distrust towards Brussels. A chain reaction resulting from this tactic could create the suspension or even the end of the treaty of free movement in Europe and a state of permanent tension among the nations, which would also be in difficulty within them to manage resentment towards those ethnic groups of minority attracted by the prospect of obtaining dual citizenship. Moreover, the randomness that Austria is the current president of the European Union constitutes an additional element to support the thesis of a maneuver wanted at this very moment in history. Once again, it would be necessary to be able to provide sanctions for Europe, even heavy ones, against those members who do not share the European spirit but exploit only the advantages, especially economic ones, for having joined Brussels. It is increasingly urgent to react against these emergencies, which can effectively protect the European institutions and the peaceful life of the Union, against increasingly heavy provocations.

El deseo de Viena de otorgar la ciudadanía a los italianos de habla alemana es una trampa para Europa

La voluntad del actual gobierno austriaco, que pronto ocupará la presidencia de la Unión, de entregar el pasaporte de Viena a los ciudadanos italianos del sur del Tirol, solo alemán y ladino, abre un nuevo frente en el interior Europa. La cuestión se enmarca como una violación de las relaciones entre los dos Estados y entre Austria y la Unión Europea, porque es un doble intento de desestabilizar el equilibrio interno del país italiano y también de crear un precedente dentro del Unión, capaz de traer más elementos de división en un momento de dificultad como el actual. Se parte de la pregunta con Roma: el Tirol del sur italiano es una provincia autónoma, que goza de una amplia gama de beneficios fiscales debido a su posición geográfica única como una región fronteriza, y su composición étnica, que incluye la minoría alemana, en realidad mayoría en Alto Adige, Ladin y la comunidad italiana. Por lo tanto, es un territorio que forma parte del estado italiano y cae bajo su completa soberanía. El hecho de que en esta área haya una comunidad estrechamente relacionada con el país austriaco no permite que el derecho en Viena interfiera en la vida política de un país extranjero para otorgar doble ciudadanía a la población de habla alemana. La distinción entre los ciudadanos de la lengua y de origen italiano es una señal inequívoca de la voluntad de crear un caso político puede generar tensiones, potencialmente graves, en una parte de la nación italiana y es, por lo tanto, una invasión ilegal de la soberanía Roma. Lo singular es que esta provocación proviene de la fuerza política que está en el gobierno de Viena y que está muy cerca de las posiciones del partido Lega, que es una parte importante del actual gobierno italiano. Los dos movimientos, que pertenecen a la populista de derecha y anti europa, que estaban de acuerdo en muchos temas de importancia internacional, como la negativa de los migrantes, algo que tendría que poner en contra de los dos grupos políticos, por negarse a Viena adherirse a la división de las cuotas de los migrantes. A pesar de los ejercicios de equilibrio político, Italia no ha logrado imponerse en Austria y en el grupo de Visegrad, y aún no ha logrado convencer a los socios europeos de obtener ayuda para la gestión de la inmigración. Será interesante comprobar cómo reaccionará el gobierno italiano ante la provocación austriaca, una maniobra que también podría permitir la retirada de la representación diplomática y el cierre de las fronteras. Aunque estas son todavía posibilidades remotas, será necesario ver a qué nivel llegará la confrontación. En Europa, el problema podría tener repercusiones indirectas para las relaciones entre los dos países, pero las mayores dificultades que podría ocurrir si se crearía un precedente para esta práctica: es decir, si un país quiere conferir su nacionalidad a un grupo étnico a lo semejante, perteneciente a otra nación Casos de este tipo son muy frecuentes en las zonas fronterizas entre los Estados europeos y los conflictos diplomáticos que podrían surgir podrían poner en gran dificultad la actual unión frágil en la que se basa Europa. ¿Puede ser un proyecto destinado e implementado con la intención de crear una especie de confusión general para desestabilizar Europa? La sospecha es legítima, mientras tanto, porque proviene de una formación antieuropea y luego porque se implementa justo en una fase histórica de gran desconfianza hacia Bruselas. Una reacción en cadena resultante de esta táctica podría crear la suspensión o incluso al final del Tratado de libre circulación en Europa y en un estado de tensión permanente entre las naciones, que también sería dificultades en su interior para administrar el resentimiento hacia aquellos grupos étnicos minoría atraída por la perspectiva de obtener la doble ciudadanía. Además, la aleatoriedad de que Austria sea el actual presidente de la Unión Europea constituye un elemento adicional para apoyar la tesis de una maniobra deseada en este momento de la historia. Una vez más, sería necesario poder imponer sanciones a Europa, incluso a las más pesadas, contra aquellos miembros que no comparten el espíritu europeo, sino que solo explotan las ventajas, especialmente las económicas, por haberse unido a Bruselas. Es cada vez más urgente reaccionar contra estas emergencias, que pueden proteger eficazmente a las instituciones europeas y la vida pacífica de la Unión, contra las provocaciones cada vez más fuertes.

Wiens Wunsch, den deutschsprachigen Italienern die Staatsbürgerschaft zu gewähren, ist eine Falle für Europa

Der Wille der jetzigen österreichischen Regierung, die demnächst die Präsidentschaft der Unionspräsidentschaft innehat, den italienischen Passbürgern Südtirols, nur Deutsch und Ladinisch, den Pass zu geben, eröffnet innen eine neue Front Europa. Das Thema wird als Verletzung der Beziehungen zwischen den beiden Staaten und zwischen Österreich und der Europäischen Union verstanden, weil es ein doppelter Versuch ist, das innere Gleichgewicht des italienischen Landes zu destabilisieren und auch einen Präzedenzfall innerhalb der EU zu schaffen Union, in der Lage, weitere Elemente der Teilung in einem Moment der Schwierigkeit wie der aktuellen zu bringen. Beginnen wir mit der Frage mit Rom: Alto Adige ist eine autonome italienische Provinz, die aufgrund ihrer besonderen geografischen Lage, ihrer Grenzregion und ihrer ethnischen Zusammensetzung, zu der auch deutsche Minderheiten gehören, eine Reihe von Steuervorteilen genießt Mehrheit in Alto Adige, Ladinisch und der italienischen Gemeinde. Es ist daher ein Gebiet, das Teil des italienischen Staates ist und unter seine vollständige Souveränität fällt. Die Tatsache, dass es in diesem Gebiet eine dem österreichischen Land nahe stehende Gemeinschaft gibt, erlaubt dem Wiener Recht nicht, sich in das politische Leben eines fremden Landes einzumischen, um der deutschsprachigen Bevölkerung die doppelte Staatsbürgerschaft zu geben. Die Unterscheidung mit den Bürgern der italienischen Sprache und Herkunft ist ein eindeutiges Zeichen für den Wunsch, einen politischen Fall zu schaffen, der in einem Teil der italienischen Nation potentiell ernsthafte Spannungen hervorrufen kann und daher ein illegitimer Eingriff in die Souveränität des Landes ist Rom. Das Besondere ist, dass diese Provokation von der politischen Kraft kommt, die in der Regierung in Wien herrscht und die den Positionen der Lega-Partei sehr nahe kommt, die ein wichtiger Teil der gegenwärtigen italienischen Regierung ist. Die beiden Bewegungen, die zur populistischen und antieuropäischen Rechten gehören, einigten sich auf viele Fragen internationalen Charakters, wie die Ablehnung von Migranten, ein Aspekt, der gegen die beiden politischen Gruppen hätte gestellt werden sollen, für die Weigerung Wiens sich an die Aufteilung der Migrantenquoten halten. Trotz politischer Ausgleichsmaßnahmen ist es Italien nicht gelungen, sich Österreich und der Visegrad-Gruppe zu unterwerfen, und es ist ihm noch nicht gelungen, die europäischen Partner davon zu überzeugen, Hilfe für die Verwaltung der Einwanderung zu erhalten. Es wird interessant sein zu prüfen, wie die italienische Regierung auf die österreichische Provokation reagieren wird, ein Manöver, das auch den Rückzug der diplomatischen Vertretung und die Schließung der Grenzen vorsehen könnte. Obwohl diese Möglichkeiten immer noch weit entfernt sind, wird es notwendig sein zu sehen, auf welcher Ebene die Konfrontation stattfinden wird. In Europa könnte die Frage indirekte Auswirkungen auf die Beziehungen zwischen den beiden Ländern haben, aber die größten Schwierigkeiten könnten auftreten, wenn ein Präzedenzfall für diese Praxis geschaffen würde: Wenn ein Land einer verwandten ethnischen Gruppe seine Staatsbürgerschaft gewähren wollte, zu einer anderen Nation gehören. Fälle dieser Art sind in den Grenzgebieten zwischen europäischen Staaten sehr häufig, und die diplomatischen Konflikte, die auftreten könnten, könnten die gegenwärtige fragile Union, auf der Europa basiert, in große Schwierigkeiten bringen. Kann es sich um ein Projekt handeln, das mit der Absicht geplant und umgesetzt wird, eine allgemeine Verwirrung zu schaffen, um Europa zu destabilisieren? Der Verdacht ist in der Zwischenzeit legitim, weil er aus einer antieuropäischen Formation stammt und dann gerade in einer historischen Phase großen Misstrauens gegen Brüssel umgesetzt wird. Eine Kettenreaktion, die sich aus dieser Taktik ergibt, könnte die Aussetzung oder gar das Ende des Freizügigkeitsabkommens in Europa und einen permanenten Spannungszustand zwischen den Nationen schaffen, der auch in Schwierigkeiten geraten wäre, Ressentiments gegenüber diesen ethnischen Gruppen zu managen Minderheit angezogen von der Aussicht auf doppelte Staatsbürgerschaft. Darüber hinaus stellt die Zufälligkeit, mit der Österreich der derzeitige Präsident der Europäischen Union ist, ein zusätzliches Element dar, das die These eines Manövers unterstützt, das gerade in diesem Moment der Geschichte gewünscht wird. Wiederum wäre es notwendig, auch gegen schwere europäische Sanktionen gegen jene Mitglieder vorgehen zu können, die den europäischen Geist nicht teilen, sondern nur die Vorteile, vor allem die wirtschaftlichen, für den Beitritt zu Brüssel nutzen. Es wird immer dringender, auf diese Notlagen zu reagieren, die die europäischen Institutionen und das friedliche Leben der Union vor immer heftigeren Provokationen schützen können.

Le souhait de Vienne d'accorder la citoyenneté aux Italiens germanophones est un piège pour l'Europe

La volonté du gouvernement autrichien actuel, qui sera bientôt la présidence de la présidence de l'Union, de donner le passeport de Vienne aux citoyens italiens du Tyrol du Sud, seulement l'allemand et le ladin, ouvre un nouveau front au sein de europe. La question est présentée comme une violation des relations entre les deux États et entre l'Autriche et l'Union européenne, car il s'agit d'une double tentative de déstabilisation de l'équilibre interne du pays italien et de créer un précédent au sein de l'Union européenne. Union, capable d'apporter d'autres éléments de division dans un moment de difficulté comme l'actuel. Commençons par la question de Rome: le Haut-Adige est une province italienne autonome, qui bénéficie d'une série d'avantages fiscaux en raison de sa position géographique particulière, en tant que région frontalière, et de sa composition ethnique, qui comprend les minorités allemandes. majoritaire dans le Haut-Adige, le Ladin et la communauté italienne. C'est donc un territoire qui fait partie de l'État italien et qui relève de sa pleine souveraineté. Le fait qu'il existe dans cette région une communauté étroitement liée au pays autrichien ne permet pas à Vienne d'intervenir dans la vie politique d'un pays étranger pour donner la double nationalité à la population germanophone. La distinction avec les citoyens de langue et d'origine italiennes est un signe sans équivoque de la volonté de créer une affaire politique capable de générer des tensions, potentiellement graves, dans une partie de la nation italienne et est donc une invasion illégitime de la souveraineté de Rome. Le singulier est que cette provocation vient de la force politique qui est dans le gouvernement à Vienne et qui est très proche des positions du parti Lega, qui est une partie importante du gouvernement italien actuel. Les deux mouvements, qui appartiennent à la droite populiste et anti-européenne, se sont mis d'accord sur de nombreuses questions de nature internationale, telles que le rejet des migrants, un aspect qui aurait dû être opposé aux deux groupes politiques, pour le refus de Vienne de adhérer à la répartition des quotas de migrants. Malgré des exercices d'équilibrage politique, l'Italie n'a pas réussi à s'imposer à l'Autriche et au groupe de Visegrad et n'a pas encore réussi à convaincre les partenaires européens d'obtenir une aide pour la gestion de l'immigration. Il sera intéressant de vérifier comment le gouvernement italien va réagir à la provocation autrichienne, une manœuvre qui pourrait aussi prévoir le retrait de la représentation diplomatique et la fermeture des frontières. Bien que ces possibilités soient encore lointaines, il sera nécessaire de voir à quel niveau se déroulera la confrontation. En Europe, la question pourrait avoir des répercussions indirectes sur les relations entre les deux pays, mais les plus grandes difficultés pourraient se produire si un précédent de cette pratique était créé: si un pays souhaitait accorder sa citoyenneté à un groupe ethnique apparenté, appartenant à une autre nation. Des cas de ce type sont très fréquents dans les zones frontalières entre les Etats européens et les conflits diplomatiques qui pourraient survenir pourraient mettre en difficulté l'actuelle union fragile sur laquelle l'Europe est basée. Peut-il s'agir d'un projet destiné et mis en œuvre dans l'intention de créer une sorte de confusion générale pour déstabiliser l'Europe? Le soupçon est légitime, entre-temps parce qu'il vient d'une formation anti-européenne et ensuite parce qu'il est mis en œuvre dans une phase historique de grande méfiance à l'égard de Bruxelles. Une réaction en chaîne résultant de cette tactique pourrait créer la suspension ou même la fin du traité de libre circulation en Europe et un état de tension permanente entre les nations, qui seraient également en difficulté en leur sein pour gérer le ressentiment envers ces groupes ethniques de minorité attirée par la perspective d'obtenir la double nationalité. De plus, le hasard que l'Autriche est l'actuel président de l'Union européenne constitue un élément supplémentaire pour soutenir la thèse d'une manœuvre voulue en ce moment même de l'histoire. Encore une fois, il faudrait pouvoir prévoir des sanctions pour l'Europe, même lourde, contre les membres qui ne partagent pas l'esprit européen mais exploitent seulement les avantages, notamment économiques, d'avoir rejoint Bruxelles. Il est de plus en plus urgent de réagir contre ces situations d'urgence, qui peuvent protéger efficacement les institutions européennes et la vie paisible de l'Union, contre des provocations de plus en plus lourdes.

O desejo de Viena de conceder cidadania aos italianos de língua alemã é uma armadilha para a Europa

A vontade do atual governo austríaco, que em breve ocupará a presidência da presidência da União, de dar o passaporte de Viena aos cidadãos italianos do sul do Tirol, apenas alemão e ladino, abre uma nova frente dentro Europa. A questão é enquadrada como uma violação das relações entre os dois estados e entre a Áustria e a União Europeia, porque é uma tentativa dupla de desestabilizar o equilíbrio interno do país italiano e também de criar um precedente dentro do país. União, capaz de trazer mais elementos de divisão em um momento de dificuldade como o atual. Vamos começar com a questão com Roma: Alto Adige é uma província italiana autónoma, que goza de uma série de vantagens fiscais devido à sua posição geográfica particular, como região fronteiriça, e a sua composição étnica, que inclui minorias alemãs, na realidade maioria no Alto Adige, Ladin e na comunidade italiana. É, portanto, um território que faz parte do Estado italiano e cai sob sua total soberania. O fato de que nesta área há uma comunidade intimamente relacionada com o país austríaco não permite que o direito em Viena interfira na vida política de um país estrangeiro para dar dupla cidadania à população de língua alemã. A distinção com os cidadãos de língua e origem italiana é um sinal inequívoco do desejo de criar um caso político capaz de gerar tensões, potencialmente graves, em uma parte da nação italiana e é, portanto, uma invasão ilegítima da soberania da Itália. Roma. O singular é que essa provocação vem da força política que está no governo em Viena e está muito próxima das posições do partido Lega, que é uma parte importante do atual governo italiano. Os dois movimentos, que pertencem à direita populista e antieuropéia, concordaram em muitas questões de natureza internacional, como a rejeição de migrantes, um aspecto que deveria ter sido colocado contra os dois grupos políticos, pela recusa de Viena a aderir à divisão das cotas dos migrantes. Apesar dos exercícios de balanceamento político, a Itália não conseguiu se impor à Áustria e ao grupo Visegrado, e ainda não conseguiu convencer os parceiros europeus a obter ajuda para a gestão da imigração. Será interessante verificar como o governo italiano reagirá à provocação austríaca, uma manobra que também poderá prever a retirada da representação diplomática e o fechamento das fronteiras. Embora estas ainda sejam possibilidades remotas, será necessário ver em que nível o confronto virá. Na Europa a questão poderia ter repercussões indiretas para as relações entre os dois países, mas as maiores dificuldades poderiam ocorrer se um precedente dessa prática fosse criado: se, isto é, um país quisesse conceder sua cidadania a um grupo étnico relacionado, pertencente a outra nação. Casos deste tipo são muito frequentes nas áreas fronteiriças entre os estados europeus e os conflitos diplomáticos que poderiam surgir poderiam colocar em grande dificuldade a atual frágil união em que se baseia a Europa. Pode ser um projecto pretendido e implementado com a intenção de criar um tipo de confusão geral para desestabilizar a Europa? A suspeita é legítima, entretanto, porque provém de uma formação antieuropeia e depois porque é implementada numa fase histórica de grande desconfiança em relação a Bruxelas. Uma reação em cadeia resultante dessa tática poderia criar a suspensão ou até mesmo o fim do tratado de livre circulação na Europa e um estado de tensão permanente entre as nações, que também estaria em dificuldade para administrar ressentimentos contra esses grupos étnicos. minoria atraída pela perspectiva de obter dupla cidadania. Além disso, a aleatoriedade que a Áustria é o atual presidente da União Europeia constitui um elemento adicional para apoiar a tese de uma manobra desejada neste momento da história. Mais uma vez, seria necessário poder prever sanções para a Europa, mesmo pesadas, contra os membros que não partilham do espírito europeu, mas que exploram apenas as vantagens, especialmente económicas, de terem aderido a Bruxelas. É cada vez mais urgente reagir contra estas emergências, que podem proteger eficazmente as instituições europeias e a vida pacífica da União contra as provocações cada vez mais pesadas.