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martedì 31 luglio 2018

イタリアの人種差別警戒

繰り返される敵対的な行為は、イタリアで起こっている色の人口に対して、新しい政府の出現によってどのように寛容の気候が変わったかを示しています。政府は、上の幹部の経済政策に反して何よりも先に選出された。これは、示されたプログラムよりも代替案がないためにより多くの票を得た。残念ながら、特に経済的な問題で、前の政府の対策は、仕事と生産のプログラミング面で任意のスキルがなく、右の一部に選挙の流れの形成の変位を引き起こしたが、そのシンボル恨みに厚くすることができていると第三者の罪悪感、そして国を統治するという課題に直面することができないような動きに向かっている。イタリア最大の政党になっムーブメント5星が、また、北部同盟、ローカルベースから当事者が、強く国の南を批判より経験豊富な同盟国との取引を知るには、政治レベルでの準備の深い欠如を明らかにしましたその後全国の聴衆の承認を得るために回った。現在、Lega Nordはイタリアで長い間存在してきたパーティーです。彼のプログラムは、ブリュッセルへの主権のシェアを回復したいという願望を表明するという意味で、おそらく、経済的に持続可能な、および欧州の反リベラルない提案の混合物です。また、イタリアの国家の内務大臣になってきた北部同盟の秘書は、最後の17選挙競争以上に4パーセントの割合でパーティーをもたらすことができる熟練した政治家でした。彼の選挙運動は、さまざまな、時には極端ではあるが明らかに効果的な立場の恐怖に焦点を当てていた。味方パーティよりも有意に低い得票数で、ムーブメント5星が三十%を超えていたとはいえ、政府に到着し、彼は認識を作成し、彼の大きな政治的経験に頼って、部分的に真の最も重要な部分を表しています「エグゼクティブ。その政府の行動を通じて、確かに思わず、いくつかの色の人々に対して独立した正義と迫害を正当化している移民に対するメッセージを、通過しているようです。回遊現象の下に嫌悪感にもかかわらず、気持ちは状況が手からであるとことを、それを解決するのではなく、あなたは完全に不適当な理由でこれらの行為を正当化しようということです。移民に向けた気候の変動の認識はイタリアが増え、今では自分の本能に通気孔を与えるために処罰を持って行動することができます印象を持っている人種差別主義者、かなりのシェアが生息しているようで、明らかです。一方で、移民問題に関する議論を維持することは、選挙の約束と異質政府のプログラムを維持できないことを隠すために、政府にとっては中心的なものである。今のところ、幹部はまだ二人の多数党によって本当に共有されているプログラムの唯一の要素である年金改革について議論し始めていない。現象に対処するための実践的な手順があるためであっても相容れない利害とおそらく不治の内部労働に住んでいる民主党の状況がある当事者間の分割に反対の不備は、この人種差別主義を促進するのに役立ちます。イタリアに君臨気候はそれほど国が中産階級にまで来て下しない景気回復によって悪化し、敵がよく選挙期間を超えて継続プロパガンダとして、識別され、移民表示され、劣化していますまた、イタリア国籍の黒人でも定期的です。政府の仕事は、犯罪の簡単な事実上の攻撃のサイズを変更することはないはずですが、それもその政治的方向性を維持し、できるだけ早くそれらをニップするこれらの現象に正しい値を与える必要があります。あなたはこの方法で続行しない場合は逆に、国は、世界世論の前でますますデ合法となり、この政府は一貫して、それが困難ヨーロッパでは、他の場所で動作するようになります国際的な追放を受けます。当然、トランプの米国とオーバンのハンガリーがあります。

تنبيه عنصرية في إيطاليا

الأفعال المتكررة من العداء ضد السكان السود التي تجري في إيطاليا، وتبين كيف أن مناخ التسامح قد تغير مع قدوم الحكومة الجديدة. وانتخب معظمهم في رد فعل على السياسة الاقتصادية للسلطة التنفيذية السابقة، التي اكتسبت المزيد من الأصوات لعدم وجود بدائل، والتي لبرامج تتعرض الحكومة. وللأسف، فإن تدابير من الحكومات السابقة، وخاصة في المسائل الاقتصادية، وتسببت في تشريد تشكيلات تدفقات الانتخابية في جزء من الحق دون أي مهارات في جوانب برمجة العمل والإنتاج، ولكنها قادرة على رشاقته على الاستياء رمز و إلقاء اللوم على الغير، وذلك جزئيا إلى التحرك بشكل واضح غير مستعد لمواجهة تحديات الحكم في البلاد. حركة خمس نجوم، والتي تحولت إلى أكبر حزب الإيطالية، وكشفت أيضا عدم وجود عميق من التحضير على المستوى السياسي، في معرفة التعامل مع حلفاء أكثر خبرة رابطة الشمال، وهو حزب من قاعدة المحلية، تنتقد بشدة جنوب البلاد، وهو بعد ذلك تحويلها إلى الحصول على موافقة الجمهور الوطني برمته. حاليا، حزب رابطة الشمال هي الجهة التي وجدت مزيدا من الوقت في إيطاليا. برنامجه هو خليط من المقترحات ليبرالية، وربما ليس مستداما من الناحية الاقتصادية، والأوروبي لمكافحة، بمعنى مؤكدا رغبة في استعادة حصة السيادة إلى بروكسل. أمين سر رابطة الشمال، الذي أصبح أيضا وزير الداخلية من الدولة الإيطالية، وكان سياسيا بارعا، وقادرة على حمل الطرف بنسبة أربعة في المائة إلى أكثر من سبعة عشر المنافسة الانتخابية الماضية. وقد ركز حملته الانتخابية على الخوف من الاختلاف والمواقف في بعض الأحيان المتطرفة، ولكنها فعالة على ما يبدو. وصلت إلى الحكومة، وإن كان ذلك مع عدد من الأصوات أقل بكثير من حزب حليف، وحركة النجوم الخمس تجاوزت ثلاثين في المئة، وقال انه اعتمد على موقعه مزيد من الخبرة السياسية، وخلق التصور، في جزء منه صحيح، وتمثل الجزء الأهم من "التنفيذية. ، وبالتأكيد لا إرادية، ويبدو من خلال الإجراءات الحكومية الرامية إلى مرت رسالة ضد المهاجرين، والتي لبعض والشرعية العدالة المستقلة والاضطهاد ضد الملونين. وعلى الرغم من النفور من الجزء السفلي من ظاهرة الهجرة، والشعور هو أن الوضع خارج عن السيطرة، وأنه بدلا من علاجها، محاولة تبرير هذه الأعمال مع أسباب غير مناسبة تماما. تصور وجود تغير في المناخ نحو المهاجرين هو واضح، ويبدو أن إيطاليا على نحو متزايد أن تسكنها نسبة كبيرة من العنصريين، الذين لديهم الآن الانطباع أنها يمكن أن تعمل مع الإفلات من العقاب لاعطاء تنفيس لغرائزهم. وبالاضافة الى الحفاظ على النقاش المركزية حول قضية الهجرة هو وظيفي للحكومة لإخفاء عجزه عن الوفاء بالوعود حملة وبرنامج متنوع من الحكومة. حتى الآن الحكومة لم تبدأ بعد لمناقشة إصلاح المعاشات التقاعدية، العنصر الوحيد من البرنامج المشترك حقا من قبل الطرفين في ائتلاف. حتى عدم كفاية المعارضة منقسمة بين الأطراف التي لها مصالح لا يمكن التوفيق بينها والوضع في الحزب الديمقراطي، الذي يعيش على العمل الداخلي وربما لا شفاء منه، ويساعد على تعزيز هذه عنصرية، لأن هناك خطوات عملية لمكافحة هذه الظاهرة. وبالتالي ، فإن المناخ الذي يتنفس في إيطاليا يتدهور ، وتبدو البلاد أسوأ بالنسبة للتعافي الاقتصادي الذي لا يصل إلى الطبقات الوسطى والدنيا ، ويتم تحديد العدو ، كدعاية تستمر إلى ما بعد فترة الانتخابات ، في المهاجرين ، أيضا العادية ، في السود أيضا من الجنسية الإيطالية. مهمة الحكومة لا ينبغي أن يكون لتغيير حجم الهجمات على حقائق بسيطة للجريمة، ولكن يجب إعطاء القيمة الصحيحة لهذه الظواهر لوأد لهم في أقرب وقت ممكن، حتى الحفاظ على الاتجاه السياسي. على العكس من ذلك إذا كنت لا ترغب في المضي قدما في هذا الطريق، هذا البلد سيتم بشكل متزايد نزع الشرعية، أمام الرأي العام العالمي وهذه الحكومة تخضع باستمرار على العزلة الدولية التي من شأنها أن تجعل من الصعب للعمل في أوروبا وأماكن أخرى. بعد ذلك، بالطبع هناك ترامب الولايات المتحدة والمجر أوربان.

giovedì 26 luglio 2018

I paesi nordafricani rifiutano i centri di accoglienza sui loro territori

La decisione approvata lo scorso 28 giugno, dall’Unione Europea circa la costruzione di campi di accoglienza per migranti fuori dai propri confini, si è subito rivelata una soluzione avventata, perchè non ha tenuto conto della volontà dei paesi nord africani, dove Bruxelles intendeva costruire le strutture di ricovero, per impedire l’emigrazione non autorizzata sul vecchio continente. Nelle intenzioni europee i paesi della fascia costiera meridionale del Mediterraneo dovevano diventare una zona di attesa autorizzata per i migranti, in attesa che venissero valutate le richiestedi ingresso. Le intenzioni dichiarate erano quelle di evitare le stragi del mare e le questioni con le Organizzzioni non geverantice, impegnate nel salvataggio dei profughi e dei relativi sbarchi, quasi tutti in porti italiani. La decisione presa dai paesi europei era, però, sbagliata in partenza in quanto non aveva contemplato una consultazione preventiva dei paesi che dovevano ospitare le strutture di  accoglienza. Tale modalità ha rivelato una scelta approssimata e destinata ad un sicuro fallimento, come poi si è puntualmente verificato. Probabilmente  la vera intenzione è stata quella di costruire un alibi nei confronti del paese italiano per continuare a lasciare a Roma la gestione dei flussi migratori. Occorre però specificare che spesso i punti di partenza delle rotte nautiche verso l’Italia sono appartenenti a stati nord africani che hanno rifiutato la proposta europea; spesso il controllo delle coste non è assicurato dagli organismi statali di questi paesi, che di fatto favoriscono i traffici umani e le rischise traversate verso le acque italiane. La risposta dei paesi della fascia costiera mediterranea meridionale è stata compatta nel rifiutare i centri di accoglienza, ma questa decisione pone degli interrogativi sugli effettivi controlli che esercitano alle loro frontiere. Per partire dalle coste mediterranee, infatti i migranti devono attraversare i confini ed il relativo territorio degli stati che rifiutano la collaborazione con l’Europa. Se, da un lato, la gestione delle frontiere è complessa, dall’altro sembra essere presente una sorta di volontarietà nel permettere il traffico e la partenza dei migranti, in questo caso il dubbio dell’uso di uno strumento di pressione verso l’Europa non sembra essere del tutto impossibile. I motivi del rifiuto, che resta, peraltro, molto comprensibile,  sono generalmente simili per tutti i paesi nord africani: la percezione  dei centri di accoglienza è quella di campi di internamento, ai quali sia le classi politiche che quelle sociali sono fermamente contrarie. Anche in paesi come la Tunisia, che dal punto di vista del processo democratico è una dei più avanzati e che, quindi, presenterebbe delle caratteristiche specifiche, il timore  che si ripeta la situazione patita durante il conflitto libico, per di più in un contesto economico depresso, è motivo ulteriore di rifiuto della soluzione proposta da Bruxelles. Per l’Egitto la questione del rifiuto sembra essere quella organizzativa, perchè il paese delle piramidi patisce una situazione già molto pesante in termini di accoglienza  di profughi provenienti da ben cinquantotto nazioni differenti. Algeria e Marocco si dicono in disaccordo con questa soluzione, ma con questi stati occorrerebbe stringere accordi sui migranti provenienti proprio da questi paesi, che contribuiscono ad aumentare il numero dei migranti. Infine con la Libia non sembra possibile neppure prefigurare un accordo, per il trattamento risetrvato ai migranti, spesso tenuti in condizioni inumane e venduti come schiavi. Tenere centrale la trattativa con la Libia appare controproducente, perchè i rappresentanti dei due governi libici sembrano attuare la strategia di Gheddafi, che regolava il flusso dei migranti in base alle propria esigenze, instaurando un regime di ricatti, il cui soggetto maggiormente interessato era l’Italia. Gli attuali esecutivi libici sembrano tenere una doppia condotta, che può essere conseguenza della divisione del paese, ma anche della limitata capacità di gestione dei flussi migratori, a cui deve essere aggiunta anche un certo calcolo nell’usare lo strumento di pressione delle partenze dei migranti. L’Europa, dopo avere tanto elaborato una soluzione così inutile,  deve trovare ancora nuove soluzioni al problema migratorio e deve trovarle necessariamente al proprio interno, senza contare su collaborazioni esterne o su modelli, come quello basato sulla collaborazione con la Turchia, inapplicabili nei paesi nord africani. Le uniche soluzioni possibili sono quelle della revisione del trattato di Dublino e l’obbligatorietà delle quote, con la previsione di forti sanzioni per chi non le accetta. 

North African countries refuse shelters on their territories

The decision approved last June 28th by the European Union about the construction of refugee camps for migrants outside its borders, immediately proved to be a reckless solution, because it did not take into account the will of the North African countries, where Brussels wanted to build shelter facilities, to prevent unauthorized emigration to the old continent. In the European intentions the countries of the southern Mediterranean coastal strip had to become an authorized waiting area for the migrants, waiting for the admission requests to be evaluated. The intentions declared were to avoid the massacres of the sea and the issues with non-geverantice organizations, engaged in the rescue of refugees and their landings, almost all in Italian ports. The decision taken by European countries was, however, wrong at the beginning because it had not provided for a prior consultation of the countries that were to host the reception facilities. This method has revealed an approximate choice and destined to a sure bankruptcy, as it has promptly verified. Probably the real intention was to build an alibi against the Italian country to continue leaving the management of migratory flows in Rome. It must however be specified that often the starting points of the nautical routes to Italy belong to North African states that have rejected the European proposal; often the control of the coasts is not ensured by the state bodies of these countries, which in fact favor human trafficking and risked crossings to Italian waters. The response of the countries of the southern Mediterranean coastal strip has been compact in rejecting shelters, but this decision raises questions about the effective controls they exercise at their borders. To leave from the Mediterranean coasts, in fact the migrants have to cross the borders and the relative territory of the states that refuse the collaboration with Europe. If, on the one hand, border management is complex, on the other hand there seems to be a sort of voluntariness in allowing the traffic and departure of migrants, in this case the doubt of the use of an instrument of pressure towards Europe it does not seem to be completely impossible. The reasons for the refusal, which remains, however, very understandable, are generally similar for all North African countries: the perception of the reception centers is that of internment camps, to which both the political and social classes are firmly opposed. Even in countries such as Tunisia, which from the point of view of the democratic process is one of the most advanced and, therefore, would have specific characteristics, the fear of repeating the situation suffered during the Libyan conflict, moreover in an economic context depressed, it is a further reason for rejecting the solution proposed by Brussels. For Egypt the question of rejection seems to be the organizational one, because the country of the pyramids suffers from a situation already very heavy in terms of welcoming refugees from fifty different nations. Algeria and Morocco say they disagree with this solution, but with these states it would be necessary to make agreements on migrants coming from these countries, which contribute to increasing the number of migrants. Finally, with Libya it does not seem possible to even foreshadow an agreement for the treatment of migrants, often kept in inhumane conditions and sold as slaves. Keeping negotiations with Libya central seems counterproductive, because the representatives of the two Libyan governments seem to implement the strategy of Gaddafi, who regulated the flow of migrants according to their needs, establishing a regime of blackmail, whose subject most interested was the Italy. The current Libyan executives seem to hold a double conduct, which may be a consequence of the division of the country, but also of the limited capacity to manage migratory flows, to which a certain calculation must also be added in using the migrants departure pressure tool . Europe, after having worked out such a useless solution, must still find new solutions to the migratory problem and must necessarily find them internally, without counting on external collaborations or on models, such as the one based on collaboration with Turkey, inapplicable in the countries North Africans. The only possible solutions are those of the revision of the Dublin treaty and the compulsory quota, with the provision of strong penalties for those who do not accept them.

Los países del norte de África rechazan refugios en sus territorios

La decisión aprobada el pasado 28 de junio, la Unión Europea sobre la construcción de campamentos para migrantes fuera de sus fronteras, de inmediato demostró ser una solución prudente, porque no tiene en cuenta la voluntad de los países del norte de África, que quería construir Bruselas instalaciones de refugio, para evitar la emigración no autorizada al viejo continente. En las intenciones europeas, los países de la franja costera del sur del Mediterráneo tenían que convertirse en una zona de espera autorizada para los migrantes, esperando a que se evaluaran las solicitudes de admisión. Las intenciones declaradas fueron para evitar las masacres del mar y los problemas con las organizaciones no gerentes, dedicadas al rescate de refugiados y sus desembarcos, casi todos en los puertos italianos. Sin embargo, la decisión tomada por los países europeos fue errónea al principio porque no había previsto una consulta previa de los países que albergarían las instalaciones de recepción. Este método ha revelado una elección aproximada y está destinado a una bancarrota segura, ya que se ha verificado rápidamente. Probablemente la verdadera intención fue construir una coartada contra el país italiano para continuar dejando la gestión de los flujos migratorios en Roma. Sin embargo, debe especificarse que a menudo los puntos de partida de las rutas náuticas a Italia pertenecen a los estados del norte de África que han rechazado la propuesta europea; a menudo el control de las costas no está garantizado por los organismos estatales de estos países, que de hecho favorecen el tráfico humano y arriesgan los cruces a aguas italianas. La respuesta de los países de la franja costera del sur del Mediterráneo ha sido compacta al rechazar refugios, pero esta decisión plantea dudas sobre los controles efectivos que ejercen en sus fronteras. Para salir de las costas mediterráneas, de hecho los migrantes tienen que cruzar las fronteras y el territorio relativo de los estados que rechazan la colaboración con Europa. Si, por un lado, la gestión de fronteras es compleja, por otro lado parece haber una especie de voluntariedad para permitir el tránsito y la salida de los migrantes, en este caso la duda sobre el uso de un instrumento de presión hacia Europa. no parece ser completamente imposible. Las razones del rechazo, que sigue siendo, sin embargo, muy comprensible, son generalmente similares para todos los países del norte de África: la percepción de los centros de recepción es la de los campos de internamiento, a los que tanto la clase política como las clases sociales se oponen firmemente. Incluso en países como Túnez, que desde el punto de vista del proceso democrático es uno de los más avanzados y, por lo tanto, tendría características específicas, el temor a repetir la situación sufrida durante el conflicto de Libia, además, en un contexto económico deprimido, es una razón más para rechazar la solución propuesta por Bruselas. Para Egipto, la cuestión del rechazo parece ser la organizativa, porque el país de las pirámides sufre una situación ya muy pesada en términos de acogida de refugiados de cincuenta naciones diferentes. Argelia y Marruecos dicen que están en desacuerdo con esta solución, pero con estos estados sería necesario llegar a acuerdos sobre los inmigrantes provenientes de estos países, lo que contribuye a aumentar el número de migrantes. Finalmente, con Libia no parece posible presagiar un acuerdo para el tratamiento de los migrantes, a menudo mantenido en condiciones inhumanas y vendido como esclavos. Mantenga el centro de la negociación con Libia parece contraproducente, ya que los representantes de los dos gobiernos de Libia parecen poner en práctica la estrategia de Gadafi, que regula el flujo de migrantes de acuerdo a sus necesidades, estableciendo un plan de chantaje, el tema de los cuales los más interesados ​​en la era ' Italia. La corriente de Libia ejecutivo parecen tener una doble conducta, que puede ser una consecuencia de la división del país, sino también a la limitada capacidad de gestión de los flujos migratorios, a los que hay que añadir un cierto cálculo en el uso del instrumento de presión de salidas migrantes . Europa, después de que ambos trabajaron a cabo una solución tan inútil, todavía tiene que encontrar nuevas soluciones al problema de la migración y necesariamente debe encontrarlos en casa, sin depender de colaboraciones o modelos externos, como el basado en la colaboración con Turquía, inaplicable en los países Norteafricanos. Las únicas soluciones posibles son las de la revisión del tratado de Dublín y la cuota obligatoria, con la provisión de fuertes sanciones para quienes no las acepten.

Nordafrikanische Länder verweigern Unterkünfte auf ihren Territorien

Die Entscheidung im letzten 28. Juni genehmigt, erwies sich die Europäische Union über den Bau von Lagern für Migranten außerhalb ihrer Grenzen, es sofort eine unkluge Lösung, weil es nicht wegen des Willen der nordafrikanischen Länder nehmen hat, die Brüssel wollte bauen Schutzeinrichtungen, um die unerlaubte Auswanderung auf den alten Kontinent zu verhindern. In den europäischen Absichten mussten die Länder des Küstenstreifens im südlichen Mittelmeerraum zu einem autorisierten Wartebereich für die Migranten werden und darauf warten, dass die Aufnahmeanträge bewertet wurden. Die erklärten Absichten bestanden darin, die Massaker an den Meeren und die Probleme mit Nichtverteidigungsorganisationen zu vermeiden, die sich mit der Rettung von Flüchtlingen und ihren Landungen beschäftigen, fast alle in italienischen Häfen. Die Entscheidung der europäischen Länder war jedoch zu Beginn falsch, weil sie keine vorherige Konsultation der Länder vorgesehen hatte, die die Aufnahmeeinrichtungen beherbergen sollten. Diese Methode hat eine ungefähre Wahl offenbart und zu einem sicheren Bankrott bestimmt, wie es prompt verifiziert hat. Wahrscheinlich bestand die wirkliche Absicht darin, ein Alibi gegen das italienische Land aufzubauen, um die Verwaltung der Migrationsströme in Rom weiter zu belassen. Es muss jedoch präzisiert werden, dass die Startpunkte der nautischen Routen nach Italien oft den nordafrikanischen Staaten gehören, die den europäischen Vorschlag abgelehnt haben; Oft wird die Kontrolle der Küsten nicht durch die staatlichen Organe dieser Länder gewährleistet, die tatsächlich den Menschenhandel begünstigen und Überfahrten in italienische Gewässer riskieren. Die Antwort der Länder des Küstenstreifens im südlichen Mittelmeerraum war die Ablehnung von Unterkünften, aber diese Entscheidung wirft Fragen über die wirksamen Kontrollen an ihren Grenzen auf. Um von den Mittelmeerküsten zu verschwinden, müssen die Migranten die Grenzen und das relative Territorium der Staaten überschreiten, die die Zusammenarbeit mit Europa ablehnen. Wenn einerseits die Grenzverwaltung komplex ist, andererseits scheint es eine Art von Freiwilligkeit zu geben, die den Verkehr und die Abwanderung von Migranten ermöglicht, in diesem Fall den Zweifel an der Verwendung eines Druckinstruments nach Europa es scheint nicht völlig unmöglich zu sein. Die Gründe für die Ablehnung, die aber bleibt, sehr verständlich, sind für alle nordafrikanischen Länder im Allgemeinen ähnlich: die Wahrnehmung von Schutzräumen zu Internierungslagern, zu denen sowohl die Sozialpolitik, die diese Klassen stark entgegengesetzt sind. Selbst in Ländern wie Tunesien, die seit der demokratische Prozess Sicht eines der fortschrittlichsten und die daher würde spezifische Merkmale aufweist, ist es eine Wiederholung der Situation während des libyschen Konflikts darüber hinaus in einem geschäftlichen Umfeld gelitten befürchtet deprimiert, ist dies ein weiterer Grund, die von Brüssel vorgeschlagene Lösung abzulehnen. Für Ägypten scheint die Frage der Ablehnung organisatorisch zu sein, denn das Land der Pyramiden leidet unter einer Situation, die bereits sehr schwer ist, Flüchtlinge aus fünfzig verschiedenen Nationen aufzunehmen. Algerien und Marokko sagen, dass sie dieser Lösung nicht zustimmen, aber mit diesen Staaten müssten Abkommen über Migranten aus diesen Ländern geschlossen werden, die zur Erhöhung der Zahl der Migranten beitragen. Schließlich scheint es mit Libyen nicht einmal möglich zu sein, eine Vereinbarung über die Behandlung von Migranten, die oft unter unmenschlichen Bedingungen gehalten und als Sklaven verkauft werden, vorwegzunehmen. Halten Sie das Verhandlungszentrum mit Libyen kontraproduktiv erscheint, weil die Vertreter der beiden libyschen Regierungen zu implementieren scheinen Gaddafis Strategie, die den Fluss von Migranten nach ihren Bedürfnissen geregelt, eine Erpressung Regelung zur Gründung, das Thema, von denen am meisten interessiert war der ' Italien. Die aktuelle Exekutive libysch scheint ein doppeltes Verhalten zu halten, was eine Folge der Teilung des Landes sein kann, sondern auch auf die begrenzte Kapazität der Steuerung der Migrationsströme, auf denen auch eine gewisse Berechnung hinzugefügt werden muss, das Instrument des Drucks von Wander Abfahrten in Verwendung . Europa, nachdem beide eine Lösung ausgearbeitet, so nutzlos, hat immer noch neue Lösungen für das Migrationsproblem zu finden und muß unbedingt, sie zu Hause finden, ohne auf externe Kooperationen oder Modellen zu verlassen, wie die basierend auf der Zusammenarbeit mit der Türkei, nicht anwendbar in den Ländern Nordafrikaner. Die einzigen möglichen Lösungen sind die der Revision des Dublin-Vertrags und der obligatorischen Quote, mit strengen Strafen für diejenigen, die sie nicht akzeptieren.

Les pays d'Afrique du Nord refusent les abris sur leurs territoires

La décision approuvée par l'Union européenne le 28 juin dernier sur la construction de camps de réfugiés pour les migrants hors de ses frontières s'est révélée être une solution imprudente car elle ne tenait pas compte de la volonté des pays d'Afrique du Nord, où Bruxelles voulait construire des abris, pour empêcher l'émigration non autorisée vers le vieux continent. Dans les intentions européennes, les pays de la bande côtière du sud de la Méditerranée devaient devenir une zone d'attente autorisée pour les migrants, en attendant que les demandes d'admission soient évaluées. Les intentions déclarées étaient d'éviter les massacres de la mer et les problèmes avec les organisations non-geverantice, engagées dans le sauvetage des réfugiés et de leurs débarquements, presque tous dans les ports italiens. La décision prise par les pays européens était cependant erronée au début car elle n'avait pas prévu une consultation préalable des pays qui devaient accueillir les structures d'accueil. Cette méthode a révélé un choix approximatif et destiné à une faillite certaine, comme elle l'a promptement vérifié. Probablement l'intention réelle était de construire un alibi contre le pays italien pour continuer à laisser la gestion des flux migratoires à Rome. Il faut cependant préciser que souvent les points de départ des routes nautiques vers l'Italie appartiennent aux Etats nord-africains qui ont rejeté la proposition européenne; souvent, le contrôle des côtes n'est pas assuré par les organes de l'Etat de ces pays, ce qui favorise en fait la traite des êtres humains et risque des passages dans les eaux italiennes. La réponse des pays de la bande côtière sud de la Méditerranée a été compacte dans le rejet des abris, mais cette décision soulève des questions sur les contrôles efficaces qu'ils exercent à leurs frontières. Pour partir des côtes méditerranéennes, les migrants doivent en effet franchir les frontières et le territoire relatif des Etats qui refusent la collaboration avec l'Europe. Si, d'une part, la gestion des frontières est complexe, d'autre part, il semble y avoir une sorte de volontarisme en permettant le trafic et le départ des migrants, en l'occurrence le doute sur l'utilisation d'un instrument de pression sur l'Europe cela ne semble pas complètement impossible. Les raisons de ce refus, pourtant très compréhensible, sont généralement similaires pour tous les pays d'Afrique du Nord: la perception des centres d'accueil est celle des camps d'internement, auxquels s'opposent fermement les classes politiques et sociales. Même dans des pays comme la Tunisie, qui, du point de vue du processus démocratique, est l'un des plus avancés et, par conséquent, aurait des caractéristiques spécifiques, la crainte de répéter la situation a souffert pendant le conflit libyen, d'ailleurs dans un contexte économique déprimé, c'est une raison supplémentaire de rejeter la solution proposée par Bruxelles. Pour l'Egypte, la question du rejet semble être d'ordre organisationnel, car le pays des pyramides souffre d'une situation déjà très lourde en termes d'accueil des réfugiés de cinquante nations différentes. L'Algérie et le Maroc se déclarent en désaccord avec cette solution, mais avec ces Etats, il serait nécessaire de conclure des accords sur les migrants venant de ces pays, qui contribuent à augmenter le nombre de migrants. Enfin, avec la Libye, il ne semble même pas possible de prévoir un accord sur le traitement des migrants, souvent maintenu dans des conditions inhumaines et vendu comme esclave. Gardez le centre de négociation avec la Libye semble contre-productif, parce que les représentants des deux gouvernements libyens semblent mettre en œuvre la stratégie de Kadhafi, qui réglait le flux des migrants en fonction de leurs besoins, l'établissement d'un système de chantage, dont le sujet le plus intéressé était le ' Italie. Les dirigeants libyens actuels semblent avoir une double conduite, qui peut être une conséquence de la division du pays, mais aussi de la capacité limitée à gérer les flux migratoires, à laquelle un certain calcul doit également être ajouté en utilisant l'outil de pression des départs des migrants . Europe, après deux travaillé une solution si inutile, doit encore trouver de nouvelles solutions au problème de la migration et doit nécessairement les trouver à la maison, sans compter sur des collaborations ou des modèles externes, tels que celui basé sur la collaboration avec la Turquie, inapplicable dans les pays Nord Africains. Les seules solutions possibles sont celles de la révision du traité de Dublin et du quota obligatoire, avec des sanctions sévères pour ceux qui ne les acceptent pas.