Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 8 agosto 2018

التوتر بين المملكة العربية السعودية وكندا

فتح العلاقات الدبلوماسية بين المملكة العربية السعودية وكندا يفتح جبهة جديدة داخل غرب مقسم بشكل متزايد وتوازن غير مستقر. وتتحدث الحقائق عن انتقاد كندي لفشلها في احترام ظروف احتجاز نشطاء حقوق المرأة في إحدى الدول التي لا تتسامح مع النوع الأنثوي. هناك احتمالية قوية بأن يكون النقد صحيحًا وبالتالي فإن الادعاءات المقدمة للسعوديين لها ما يبررها. من ناحية أخرى ، لا يمكن طمأنة درجة احترام الحقوق السياسية والمدنية من قبل النظام الملكي السعودي أو الثقة. المشكلة هي لماذا ولدت هذه الانتقادات رد فعل مثل قرار طرد السفير الكندي وعلقت جميع العلاقات التجارية والاستثمارات في كندا ، من قبل الدولة السعودية. واحد من أهداف عملية انتقال السلطة التي تمت تغطيتها في بلد عربي، هو تقديم صورة جديدة للبلاد إلى عيون الغرب، حتى من خلال منح حقوق تقتصر على النساء، وكذلك إلى الأقليات الشيعية. سيتم اعتماد طموح المملكة العربية السعودية كقوة إقليمية حديثة ، أقل تقيدًا بإملاءات التوجه السني الأكثر صرامة. سياسيا يخدم هذه الصورة جديدة لجذب استثمارات جديدة إلى البلاد، لخلق بدائل لصناعة النفط، بينما على الصعيد الدبلوماسي، ويعمل على مواجهة، حتى في الحرب من أجل التفوق الدينية، والسلطة الإيرانية. كان تقارب ترامب مع الولايات المتحدة قد فضل العلاقة التفضيلية بين واشنطن والرياض ، حيث يجب البحث عن أسباب جزاءات البيت الأبيض ضد طهران جزئياً. وفي هذا السياق الانتقادات القادمة من وزير الغربي، لصالح الإفراج عن النشطاء الذين يدعمون حقوق المرأة، وقد ينظر إليه على أنه نوع من نزع الشرعية عن عملية التجديد الجارية في المدينة السعودية، أمام الرأي العام العالمي. وتحدث رياض صراحة بالتدخل في شؤون الدولة، أن السعودية يمكن أن تمارس في الاتجاه المعاكس، في حالة لن توقف الانتقادات الكندي. تذكر أن على المملكة العربية السعودية هي فقط جاءت الانتقادات كما ثقيلا على نفس القضايا أو على المواد الدراسية ذات الصلة، في حين كان السلوك العرفي رياض في الانتقادات الحملة اليمنية بحق أكثر مرارة. ومع ذلك ، في أي حالة سابقة كان هناك رد فعل مماثل للتيار الحالي. يمكن أن تكون إحدى المخاوف السعودية خاضعة لسيطرة الدول الغربية على موضوع انتهاك حقوق الإنسان وقمع هؤلاء النشطاء ، الذين يسجنون بحجة محاولة الأمن القومي. يرتبط المرء ارتباطًا وثيقًا بهذه الحالة ، ويجب عليه أن ينظر في كيفية حدوث هذا الكسر الدبلوماسي داخل التحالف الغربي. حقيقة أن العلاقة بين كندا والولايات المتحدة ليست في هذا الوقت الأفضل ، هل يمكن أن تكون سبباً للإغارة السعودية؟ إن مستوى الاستثمار السعودي في كندا ، رغم أهميته ، لن يؤثر على اقتصاد أوتاوا ، على الرغم من أن المملكة العربية السعودية لديها رأس مال كبير كسيولة مالية. من المؤكد أن إجراءات ضد ترامب ضد كندا ، في هذه اللحظة لا تبدو غير مرحب بها على الإطلاق. السيناريو، ومع ذلك، بعدا أوسع: رياض الانتقام تعمل على أن تكون تحذيرا ضد أي شكاوى من الديمقراطيات الغربية الأخرى، دقيق جدا لاحترام حقوق الإنسان في بلدان أخرى. تبقى الحقيقة ، في الوقت الراهن ، أن السؤال يقتصر على الدولتين ، دون موقف واضح وواضح من واشنطن ، التي تعتبر من الناحية النظرية الحليف الأعظم لكلا البلدين. ترامب يفضل عدم عناء عندما يهاجم رياض ايران مع تطبيق عقوبات جديدة، وبذلك يأخذ أي موقف بشأن مسألة حقوق، ولكن يوسع نطاق عملنا، يؤسس انفصال متزايد من التحالف الغربي لتشكيل كيف كان معروفا حتى الآن، تم نقلها أرصدة الموحدة لأسباب اقتصادية، كما هو الحال في كندا، للاستفادة الرؤى الجيوسياسية التي تفضل أهمية رياض إسرائيل المتحالفة مع الإيرانيين. الانطباع هو أن الصمت الأمريكي يثير الاستجابة السعودية ، باسم مصلحة خاصة ، للتضحية بالمعركة على الحقوق ، حتى لو قام بها حليف تاريخي مثل كندا.

giovedì 2 agosto 2018

Trump apre all'Iran

L’offerta di Trump all’Iran, per una ripresa del dialogo, ha causato reazioni non unanimi a Teheran. Mentre per i moderati si tratterebbe di una opportunità, anche nell’ottica di potere scongiurare le sanzioni e quindi ridare slancio ad una economia in grave difficoltà, la parte più conservatrice ritiene che la proposta di Trump non deve essere neppure considerata senza che gli USA non ritornino a considerare valido l’accordo sul nucleare firmato da Obama, insieme a Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania. La tattica di Trump è applicata allo schema di negoziazione ormai tipico del presidente americano: affrontare in maniera aggressiva l’interlocutore, come primo fase, per poi passare ad una linea meno dura, che prevede aperture inaspettate. Una linea di condotta dove la conduzione delle trattative deve essere sempre in mano al capo della Casa Bianca. Questo schema sembra avere funzionato con la Corea del Nord, a meno di smentite che consistono in un comportamento ambiguo di Pyongyang, ma non sembra applicabile con tutto l’establishment iraniano. Nonostante che l’accordo sul nucleare sia stato di portata storica, i ceti più integralisti e conservatori non sono mai stati favorevoli a quanto firmato, perchè lo considerano una limitazione alla sovranità iraniana di fronte alla comunità internazionale. Il fatto che il nuovo presidente americano abbia ritirato la firma dall’accordo ha rappresentato la conferma dell’inattendibilità americana, che resta il nemico numero uno dell’Iran. Per i conservatori la proposta di Trump è considerata una umiliazione a cui si deve evitare di sottoporsi, anche per non essere paragonati alla Corea del Nord, costretta a sedersi al tavolo delle trattative da una situazione di assoluto bisogno. Tuttavia se gli USA dovessero diminuire le pressioni economiche, forse, almeno una parte dei conservatori potrebbe cambiare idea. Diverso è l’atteggiamento dei progressisti, che sono al governo e che considerano l’apertura americana una possibilità che può contribuire a risollevare l’economia del paese. La pressione americana ha provocato il ritiro di molti potenziali investitori e la quotazione della moneta iraniana ha subito un deprezzamento, causando notevoli aumenti dei pressi al consumo, che hanno già provocato diverse proteste di piazza. Riuscire ad invertire questa tendenza sarebbe un successo per i progressisti perchè darebbe un grande contributo alla stabilità del paese. Naturalmente sarà decisivo il comportamento dell’Europa e delle sue aziende, che sono molto indecise tra i benefici delle potenziali commesse iraniane e la paura delle possibili sanzioni americane, che Washington ha promesso per chi non si adeguerà alle disposizioni USA. Dal punto di vista politico, Bruxelles si è sempre detta convinta nel confermare l’accordo, garantendo l’appoggio a Teheran, tuttavia la pressione americana potrebbe provocare un disallineamento tra le posizioni dell’Unione ed il reale comportamento di industrie ed investitori europei a causa del timore di vedersi precluso il mercato americano. Una delle richieste ritenute più importanti dal governo iraniano è quella di non bloccare le esportazioni di greggio, che hanno raggiunto la cifra di 2,8 milioni di barili al giorno e che scatterebbero dal prossimo novembre. Questo argomento potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per un negoziato tra i due paesi, che, se avvenisse, avrebbe ricadute positive per entrambi i contendenti. Per Trump potere riscuotere il successo diplomatico con l’Iran, sarebbe la seconda affermazione in campo internazionale dopo quella conseguita con la Corea del Nord. Per il governo in carica a Teheran l’affermazione sarebbe addirittura doppia: interna perchè avrebbe la conseguenza di scongiurare una pericolosa deriva economia ed esterna perchè consentirebbe all’Iran di trattare alla pari con gli USA. Considerate queste valutazioni, se gli USA si dimostreranno ragionevoli ed allenteranno la pressione sull’Iran  esistono buone probabilità per arrivare all’apertura di un negoziato; con quali esiti non è dato di sapere.   

Trump opens up to Iran

Trump's offer to Iran, for a resumption of dialogue, has caused unanimous reactions to Tehran. While for the moderates it would be an opportunity, also with a view to being able to avoid sanctions and thus give a boost to an economy in serious difficulty, the conservative side believes that Trump's proposal should not even be considered without the US they come back to consider the Obama nuclear agreement signed, along with Russia, China, France, Great Britain and Germany. Trump's tactic is applied to the negotiation scheme now typical of the American president: to face aggressively the interlocutor, as the first phase, and then move on to a less harsh line, which foresees unexpected openings. A line of conduct where the conduct of negotiations must always be in the hands of the head of the White House. This pattern seems to have worked with North Korea, except for denials that consist of Pyongyang's ambiguous behavior, but does not seem to apply to the entire Iranian establishment. Despite the fact that the nuclear deal has been historic, the most fundamentalist and conservative groups have never been in favor of what was signed, because they consider it a limitation on Iranian sovereignty in the face of the international community. The fact that the new American president has withdrawn the signing of the agreement has been the confirmation of the American unreliability, which remains Iran's number one enemy. For the conservatives, Trump's proposal is considered a humiliation to which one must avoid submitting, not to be compared to North Korea, forced to sit at the negotiating table from a situation of absolute need. However, if the US were to reduce economic pressures, perhaps at least some conservatives could change their minds. The attitude of the progressives, who are in government and who consider the American openness as a possibility that can help to revive the economy of the country, is different. The American pressure has caused the withdrawal of many potential investors and the listing of the Iranian currency has suffered a depreciation, causing significant increases in consumer prices, which have already caused several street protests. To be able to reverse this trend would be a success for the progressives because it would make a great contribution to the stability of the country. Of course the behavior of Europe and its companies will be decisive, which are very undecided between the benefits of potential Iranian orders and the fear of possible American sanctions, which Washington has promised for those who do not comply with US regulations. From a political point of view, Brussels has always been convinced in confirming the agreement, guaranteeing its support to Tehran, but the American pressure could cause a misalignment between the positions of the Union and the real behavior of European industries and investors due to of the fear of seeing the American market precluded. One of the requests considered most important by the Iranian government is not to block the exports of crude oil, which have reached the figure of 2.8 million barrels a day and which would be fired by next November. This argument could represent an excellent starting point for a negotiation between the two countries, which, if it happened, would have positive repercussions for both the contenders. For Trump to be able to win the diplomatic success with Iran, it would be the second international affirmation after the one obtained with North Korea. For the ruling government in Tehran the statement would be even double: internal because it would have the consequence of averting a dangerous economy and external drift because it would allow Iran to deal on a par with the US. Consider these assessments, if the US proves reasonable and loosens the pressure on Iran, there are good chances to get to the opening of negotiations; with which outcomes it is not known.

Trump se abre a Irán

La oferta de Trump a Irán, por la reanudación del diálogo, ha causado reacciones unánimes a Teherán. Mientras que los moderados que sería una oportunidad, también en poder evitar sanciones y luego dar un impulso a una seria dificultad en la economía, el partido más conservador considera que la propuesta de Trump debería ni siquiera ser considerada sin los EE.UU. no lo hace vuelven a considerar el acuerdo nuclear de Obama firmado, junto con Rusia, China, Francia, Gran Bretaña y Alemania. El Trump táctica se aplica a la ya típica del esquema presidente comercial de América: abordar de manera agresiva el interlocutor, como primer paso, a continuación, pasar a una línea dura menos, lo que proporciona aberturas inesperadas. Una línea de conducta donde la conducción de las negociaciones siempre debe estar en manos del jefe de la Casa Blanca. Este esquema parece haber funcionado con Corea del Norte, a menos de negaciones que consisten en un comportamiento ambiguo de Pyongyang, pero no parece aplicarse con todo el establishment iraní. A pesar del acuerdo sobre la cuestión nuclear ha sido de proporciones históricas, paseos más fundamentalistas y conservadores nunca han sido favorables a la firma, porque consideran que es una limitación de la soberanía de Irán a la comunidad internacional. El hecho de que el nuevo presidente estadounidense haya retirado la firma del acuerdo ha sido la confirmación de la falta de fiabilidad de los estadounidenses, que sigue siendo el enemigo número uno de Irán. Para los conservadores el Trump propuesta se considera una humillación a la que se debe evitar que someterse, tampoco se puede comparar con Corea del Norte, obligado a sentarse en la mesa de negociación por una necesidad es imprescindible. Sin embargo, si EE. UU. Redujera las presiones económicas, quizás al menos algunos conservadores podrían cambiar de opinión. Distinta es la actitud de los progresistas, que están en el gobierno y que consideran que la apertura de los EE.UU. una posibilidad que puede ayudar a sacar a la economía del país. La presión de Estados Unidos ha dado lugar a la retirada de muchos inversores potenciales y la cotización de la moneda iraní se ha depreciado, causando aumentos significativos en las proximidades de los consumidores, que ya han causado varias protestas. Ser capaz de revertir esta tendencia sería un éxito para los progresistas porque sería una gran contribución a la estabilidad del país. Por supuesto, Europa será decisiva el comportamiento y sus empresas, que son muy indeciso entre los beneficios potenciales de las órdenes de Irán y el temor a posibles sanciones de Estados Unidos, Washington ha prometido para los que lo hacen se ajustará a las regulaciones estadounidenses. Desde el punto de vista político, Bruselas siempre ha estado convencido de que en la confirmación del acuerdo, la prestación de apoyo a Teherán, pero la presión de Estados Unidos podría causar un desajuste entre las posiciones de la Unión y el comportamiento real de las industrias y los inversores europeos debido del miedo de ver el mercado estadounidense excluido. Una de las demandas más importantes considerados por el gobierno iraní no es bloquear las exportaciones de petróleo, que alcanzaron la cifra de 2,8 millones de barriles por día y que se pondría en marcha en noviembre. Este tema podría ser un buen punto de partida para las negociaciones entre los dos países, que, si sucediera, tendrían efectos positivos para ambas partes. Para Trump poder ganar el éxito diplomático con Irán, sería la segunda afirmación internacional después de la obtenida con Corea del Norte. Para el gobierno de turno en la declaración de Teherán sería incluso doble: en la residencia por qué tendría el efecto de impedir una deriva peligrosa y economía externa, ya que daría a Irán tratados a la par con los EE.UU.. Considere estas evaluaciones, si los EE. UU. Demuestran ser razonables y aflojan la presión sobre Irán, hay buenas posibilidades de llegar a la apertura de las negociaciones; con qué resultados no se conoce.

Trump öffnet sich für den Iran

Trumps Angebot an den Iran für eine Wiederaufnahme des Dialogs hat zu einhelligen Reaktionen auf Teheran geführt. Während Gemäßigten wäre es eine Möglichkeit, auch an der Macht Sanktionen abwenden und dann Impulse in Wirtschaft zu einer ernsthaften Schwierigkeiten mit sich bringen, hält die konservative Partei, dass die vorgeschlagene Trump sollte nicht einmal in Betracht gezogen werden, ohne dass die USA nicht Sie kommen zurück, um das Atomabkommen von Obama zu prüfen, zusammen mit Russland, China, Frankreich, Großbritannien und Deutschland. Die Taktik Trump auf die jetzt typisch für den amerikanischen Präsidenten Handelssystem angewendet wird: anpacken aggressiv den Gesprächspartner, als ersten Schritt, dann auf eine weniger harte Linie bewegen, die unerwartete Öffnungen zur Verfügung stellt. Ein Verhaltenskodex, bei dem die Verhandlungsführung immer in den Händen des Chefs des Weißen Hauses liegen muss. Dieses Muster scheint mit Nordkorea zusammengearbeitet zu haben, mit Ausnahme von Ablehnungen, die sich aus Pjöngjangs mehrdeutigem Verhalten zusammensetzen, scheint aber nicht für das gesamte iranische Establishment zu gelten. Trotz der Einigung über die Atomfrage hat historischen Ausmaßes gewesen, Spaziergänge mehr Fundamentalisten und Konservative haben nie günstig für die unterzeichnet worden, weil sie es eine Beschränkung der Souveränität des Iran an die internationale Gemeinschaft betrachten. Die Tatsache, dass der neue amerikanische Präsident die Unterzeichnung des Abkommens zurückgezogen hat, war die Bestätigung der amerikanischen Unzuverlässigkeit, die Irans Feind Nummer eins bleibt. Für die Konservativen ist die vorgeschlagene Trump eine Demütigung zu haben glauben Sie vermeiden müssen zu unterziehen, wird auch nicht im Vergleich zu Nordkorea, gezwungen an dem Verhandlungstisch zu sitzen, durch eine Notwendigkeit es unbedingt notwendig ist. Wenn die USA jedoch den wirtschaftlichen Druck reduzieren würden, könnten zumindest einige Konservative ihre Meinung ändern. Die Haltung der Progressiven, die in der Regierung sind und die amerikanische Offenheit als eine Möglichkeit betrachten, die dazu beitragen kann, die Wirtschaft des Landes wiederzubeleben, ist anders. Der amerikanische Druck auf den Abzug der vielen potenziellen Investoren geführt und die Notierung der iranischen Währung abgewertet, was deutliche Steigerungen in der Nähe der Verbraucher, die bereits mehrere Proteste verursacht haben. Eine Umkehr dieser Entwicklung wäre für die Progressiven ein Erfolg, weil sie einen großen Beitrag zur Stabilität des Landes leisten würde. Natürlich wird Europa entscheidend Verhalten und seine Unternehmen sein, die zwischen den Vorteilen der möglichen iranischen Aufträge und Angst vor einer möglichen US-Sanktionen sehr unschlüssig sind, hat Washington für diejenigen versprochen, die US-Vorschriften wird konform zu tun. Aus politischer Sicht hat sich in Brüssel immer davon überzeugt, dass die Vereinbarung in der Bestätigung, die Unterstützung nach Teheran, aber dem Druck der USA eine Fehlausrichtung zwischen den Positionen der Union dazu führen könnten, und dem tatsächlichen Verhalten der Branchen und europäischen Investoren, weil von der Angst, den amerikanischen Markt zu sehen, ausgeschlossen. Einer der wichtigsten von der iranischen Regierung betrachteten Forderungen ist nicht die Ölexporte, die erreichte die Zahl von 2,8 Millionen Barrel pro Tag, und das würde ausgelöst werden, bis November zu blockieren. Dieses Argument könnte einen ausgezeichneten Ausgangspunkt für Verhandlungen zwischen den beiden Ländern darstellen, die sich im Falle eines Falles positiv auf beide Bewerber auswirken würden. Damit Trump den diplomatischen Erfolg mit dem Iran gewinnen kann, wäre dies die zweite internationale Bestätigung nach der mit Nordkorea erzielten Bestätigung. Für die Regierung an der Macht in der Teheraneren Erklärung würde sogar doppelt: intern, warum würde die Wirkung hat, eine gefährliche Drift und Außenwirtschaft zu verhindern, weil es geben würde Iran auf Augenhöhe mit den USA behandelt. Wenn man sich diese Einschätzungen anschaut, wenn die USA sich als vernünftig erweisen und den Druck auf den Iran lockern, gibt es gute Chancen, zur Eröffnung von Verhandlungen zu kommen; mit welchen Ergebnissen ist es nicht bekannt.

Trump s'ouvre à l'Iran

L'offre de Trump à l'Iran, pour une reprise du dialogue, a provoqué des réactions unanimes à Téhéran. Alors que pour les modérés ce serait une opportunité, aussi pour éviter les sanctions et donner ainsi un coup de fouet à une économie en sérieuse difficulté, les conservateurs estiment que la proposition de Trump ne devrait même pas être envisagée sans les Etats-Unis. ils reviennent pour considérer l'accord nucléaire d'Obama signé avec la Russie, la Chine, la France, la Grande-Bretagne et l'Allemagne. La tactique de Trump est appliquée au schéma de négociation maintenant typique du président américain: affronter agressivement l'interlocuteur, comme la première phase, puis passer à une ligne moins dure, qui prévoit des ouvertures inattendues. Une ligne de conduite où la conduite des négociations doit toujours être entre les mains du chef de la Maison Blanche. Ce schéma semble avoir fonctionné avec la Corée du Nord, sauf pour les dénégations qui consistent en le comportement ambigu de Pyongyang, mais ne semble pas s'appliquer à l'ensemble de l'establishment iranien. Malgré le fait que l'accord nucléaire ait été historique, les groupes les plus fondamentalistes et conservateurs n'ont jamais été favorables à ce qui a été signé, parce qu'ils considèrent qu'il s'agit d'une limitation de la souveraineté iranienne face à la communauté internationale. Le fait que le nouveau président américain ait retiré la signature de l'accord a confirmé le manque de fiabilité américain, qui reste l'ennemi numéro un de l'Iran. Pour les conservateurs, la proposition de Trump est considérée comme une humiliation à laquelle il faut éviter de se soumettre, pour ne pas être comparée à la Corée du Nord, contrainte de s'asseoir à la table des négociations à partir d'une situation de besoin absolu. Cependant, si les États-Unis devaient réduire les pressions économiques, peut-être qu'au moins certains conservateurs pourraient changer d'avis. L'attitude des progressistes, qui sont au gouvernement et qui considèrent l'ouverture américaine comme une possibilité pouvant aider à relancer l'économie du pays, est différente. La pression américaine a provoqué le retrait de nombreux investisseurs potentiels et l'inscription de la devise iranienne a subi une dépréciation, entraînant des hausses importantes des prix à la consommation, qui ont déjà provoqué plusieurs manifestations de rue. Pouvoir renverser cette tendance serait un succès pour les progressistes car cela contribuerait grandement à la stabilité du pays. Bien sûr, le comportement de l'Europe et de ses entreprises sera décisif, ce qui est très indécis entre les avantages des ordres iraniens potentiels et la crainte de possibles sanctions américaines, que Washington a promis pour ceux qui ne se conforment pas à la réglementation américaine. D'un point de vue politique, Bruxelles a toujours été convaincu de confirmer l'accord, garantissant son soutien à Téhéran, mais la pression américaine pourrait provoquer un décalage entre les positions de l'Union et le comportement réel des industries et investisseurs européens en raison de de la crainte de voir le marché américain exclu. L'une des demandes jugées les plus importantes par le gouvernement iranien n'est pas de bloquer les exportations de pétrole brut, qui ont atteint le chiffre de 2,8 millions de barils par jour et qui seraient tirées d'ici novembre prochain. Cet argument pourrait constituer un excellent point de départ pour une négociation entre les deux pays, ce qui, s'il se produisait, aurait des répercussions positives pour les deux prétendants. Pour que Trump puisse remporter le succès diplomatique avec l'Iran, ce serait la deuxième affirmation internationale après celle obtenue avec la Corée du Nord. Pour le gouvernement au pouvoir à Téhéran, la déclaration serait même double: interne parce que cela aurait pour conséquence d'éviter une économie dangereuse et une dérive externe, car cela permettrait à l'Iran de traiter à égalité avec les Etats-Unis. Considérez ces évaluations, si les Etats-Unis se montrent raisonnables et relâchent la pression sur l'Iran, il y a de bonnes chances d'arriver à l'ouverture des négociations; avec quels résultats il n'est pas connu.

Trump se abre para o Irã

A oferta de Trump ao Irã, por uma retomada do diálogo, causou reações unânimes a Teerã. Enquanto os moderados seria uma oportunidade, também em poder evitar sanções e, em seguida, dar um impulso a uma dificuldade grave da economia, o partido mais conservador considera que o Trump proposta não deve mesmo ser considerado sem os EUA não eles voltam a considerar o acordo nuclear de Obama assinado, junto com Rússia, China, França, Grã-Bretanha e Alemanha. O Trump tática é aplicada ao agora típico do regime de comércio presidente americano: atacar agressivamente o interlocutor, como um primeiro passo, em seguida, mover-se para uma linha dura menos, o que proporciona aberturas inesperadas. Uma linha de conduta em que a condução das negociações deve estar sempre nas mãos do chefe da Casa Branca. Esse padrão parece ter funcionado com a Coréia do Norte, exceto pelas negativas que consistem no comportamento ambíguo de Pyongyang, mas não parece se aplicar a todo o establishment iraniano. Apesar do acordo sobre a questão nuclear tem sido de proporções históricas, anda mais fundamentalistas e conservadores nunca foram favoráveis ​​à assinado, porque o consideram uma limitação sobre a soberania do Irão à comunidade internacional. O fato de o novo presidente americano ter retirado a assinatura do acordo foi a confirmação da falta de confiabilidade americana, que continua sendo o inimigo número um do Irã. Para os conservadores, a proposta de Trump é considerada uma humilhação à qual se deve evitar se submeter, para não ser comparada à Coréia do Norte, forçada a sentar-se à mesa de negociações a partir de uma situação de absoluta necessidade. No entanto, se os EUA reduzirem as pressões econômicas, talvez pelo menos alguns conservadores possam mudar de ideia. A atitude dos progressistas, que estão no governo e que consideram a abertura americana como uma possibilidade que pode ajudar a revitalizar a economia do país, é diferente. A pressão americana causou a retirada de muitos potenciais investidores e a cotação da moeda iraniana sofreu uma desvalorização, causando aumentos significativos nos preços ao consumidor, que já causaram vários protestos de rua. Ser capaz de reverter essa tendência seria um sucesso para os progressistas, pois daria uma grande contribuição à estabilidade do país. É claro que a Europa será o comportamento decisivo e de suas empresas, que são muito indeciso entre os benefícios de potenciais ordens iranianas e medo de possíveis sanções dos EUA, Washington prometeu para aqueles que estará de acordo com os regulamentos dos EUA. Do ponto de vista político, Bruxelas tem sido sempre convencido de que, confirmando o acordo, fornecendo suporte para Teerã, mas a pressão dos EUA poderia causar um desalinhamento entre as posições da União e o comportamento real de indústrias e investidores europeus, porque do medo de ver o mercado americano impedido. Um dos pedidos considerados mais importantes pelo governo iraniano é não bloquear as exportações de petróleo cru, que atingiram a cifra de 2,8 milhões de barris diários e que seriam demitidos em novembro próximo. Esse argumento poderia representar um excelente ponto de partida para uma negociação entre os dois países, o que, se acontecesse, teria repercussões positivas para ambos os contendores. Para Trump conseguir o sucesso diplomático com o Irã, seria a segunda afirmação internacional depois da obtida com a Coréia do Norte. Para o governo em Teerã, a declaração seria até dupla: interna porque teria a consequência de evitar uma economia perigosa e a deriva externa, porque permitiria ao Irã lidar com os EUA. Considere estas avaliações, se os EUA se mostrarem razoáveis ​​e afrouxarem a pressão sobre o Irã, há boas chances de chegar à abertura das negociações; com quais resultados não é conhecido.