Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 18 dicembre 2019

Le ragioni della fretta di Johnson per uscire dall'Europa

Boris Johnson dopo l’affermazione elettorale vuole raggiungere il suo obiettivo politico principale, dichiarato nella campagna elettorale. Un emendamento dell’esecutivo inglese impedisce qualsiasi rinvio del periodo transitorio per uscire dall’Unione Europea, fissato per il 31 dicembre 2020. In sostanza entro un anno il Regno Unito (sempre che rimanga tale per una possibile devoluzione della Scozia) si dovrà separare da Bruxelles con un accordo o senza un accordo. Questo intendimento, però, è a senso unico, date le note difficoltà di raggiungere questo termine per la vastità delle materie sulle quali raggiungere un accordo e la conseguente complessità della stesura delle modalità di rapportarsi tra Unione e Regno Unito.L’interrogativo principale è se il leader dei conservatori, tramite questo intendimento, vuole mantenere la sua popolarità conquistata nei seggi tradizionalmente avversi e conquistati proprio grazie al programma politico di uscire dall’Unione o se si tratta di una convizione reale, che non tiene conto delle difficoltà che ora dovrà affrontare in prima persona. Il modello di accordo internazionale, che Johnson vede come soluzione è quello del trattato di libero scambio tra Stati Uniti e Canada, visto che per Londra sarà impossibile trattare singolarmente con ognuno degli stati europei. L’obiezione più ovvia, al riguardo, al leader inglese non può che essere la durata delle trattative tra Washington ed Ottawa, che arrivarono alla firma del trattato dopo sette anni, proprio per la vastità delle materie trattate. Come si vede bene, su queste basi, la volontà di terminare il processo tra ldue parti in un anno è puramente velleitaria e nasconde, ancora una volta la verità al corpo elettorale del paese. Boris Johnson sembra prendere tempo, come chi lo ha preceduto, pronto ad attribuire il mancato raggiungimento dell’obiettivo alla farraginosa burocrazia europea. Si tratta di uno schema facilmente prevedibile, che gli consentirà di fare passare il Regno Unito, ancora una volta come la vittima dell’Europa, di fronte ad un elettorato disinformato e parziale: quello che lo ha sostenuto. Del resto, che alla data del 31 dicembre 2020 sia impossibile mettere la firma sul trattato da parte dell’Europa è stata la stessa presidente della Commissione europea ad affermarlo, sottolineando che su materie come aviazione, accordi finanziari e standard ambientali il periodo di un anno è largamente insufficiente. Tuttavia durante il regme transitorio previsto, cioè la data del 31 dicembre 2020, la Gran Bretagna continuerà a seguire le regole dell’Unione, senza però avere diritto di voto nelle istituzioni di Bruxelles: questa condizione potrebbe favorire un ulteriore risentimento dei sostenitori di Johnson, che avrà così gioco facile nell’orientare gli umori delle piazze inglesi, rendendoli ancora più contrari all’Europa, nonostante le prevedibili conseguenze che questa decisione avrà sull’economia del paese. Al riguardo una piccola avvisaglia è già arrivata in corrispondenza proprio dell’emendamento che esclude per la fine del 2020 il periodo transitorio con Bruxelles: la moneta britannica, la sterlina, ha perso subito oltre l’uno per cento del valore. I sentori della finanza, come si poteva prevedere, sono, quindi, tutt’altro che favorevoli ad una uscita mediante accordi ritenuti insufficienti o peggio all’assenza di un accordo. La sensazione è che Johnson ed il suo entourage siano consapevoli dlle difficoltà ed intendano preparare le condizioni per scaricare le responsabilità sull’Europa. Se questa ipotesi sarà vera i rapporti tra Londra e Bruxelles andranno ancora in peggioramento, mettendo finalmente in risalto l’opportunismo inglese. Entrambe le parti perderanno molto, ma Londra dovrà gestire una situazione molto complicata, la cui unica via di uscita potrà essere un rapporto di subalternità con gli Stati Uniti: a quel punto più di un elettore di Johnson si pentirà ma potrebbe essere troppo tardi.

The reasons for Johnson's haste to leave Europe

Boris Johnson after the election statement wants to achieve his main political goal, declared in the election campaign. An amendment by the British executive prevents any postponement of the transitional period to leave the European Union, set for 31 December 2020. Essentially, within a year the United Kingdom (if it remains so for a possible devolution of Scotland) will have to be separated from Brussels with an agreement or without an agreement. This understanding, however, is one-sided, given the known difficulties of reaching this term due to the vastness of the subjects on which to reach an agreement and the consequent complexity of drawing up the methods of relating between the Union and the United Kingdom. The main question is whether the leader of the conservatives, through this understanding, wants to maintain his popularity gained in the traditionally adverse and conquered seats thanks to the political program to leave the Union or if it is a real conviction, which does not take into account the difficulties that will now face in first person. The model of international agreement, which Johnson sees as a solution is that of the free trade agreement between the United States and Canada, given that for London it will be impossible to deal with each of the European states individually. The most obvious objection in this regard to the British leader can only be the length of the negotiations between Washington and Ottawa, which came to the signing of the treaty after seven years, precisely because of the vastness of the subjects dealt with. As one can clearly see, on this basis, the desire to end the process between two parties in a year is purely unrealistic and hides, once again, the truth from the electoral body of the country. Boris Johnson seems to be taking time, like those who preceded him, ready to attribute the failure to achieve the objective of the cumbersome European bureaucracy. It is an easily predictable scheme, which will allow him to make the United Kingdom, once again the victim of Europe, face an uninformed and partial electorate: the one that supported him. Moreover, that on 31 December 2020 it is impossible to put the signature on the treaty by Europe, it was the president of the European Commission who affirmed it, stressing that on matters such as aviation, financial agreements and environmental standards, the period of one year it is largely insufficient. However, during the transitional period foreseen, that is December 31st 2020, Great Britain will continue to follow the rules of the Union, without however having the right to vote in the institutions of Brussels: this condition could favor a further resentment of Johnson's supporters, which will thus have an easy game in orienting the moods of English squares, making them even more opposed to Europe, despite the foreseeable consequences that this decision will have on the economy of the country. In this regard, a small hint has already arrived in correspondence with the amendment that excludes the transitional period with Brussels by the end of 2020: the British currency, the pound, immediately lost more than one percent of the value. The scents of finance, as could have been foreseen, are, therefore, far from being favorable to an exit through agreements deemed insufficient or worse to the absence of an agreement. The feeling is that Johnson and his entourage are aware of the difficulties and intend to prepare the conditions to discharge the responsibilities on Europe. If this hypothesis is true, relations between London and Brussels will still worsen, finally highlighting English opportunism. Both sides will lose a lot, but London will have to deal with a very complicated situation, whose only way out could be a relationship of subordination with the United States: at that point more than one Johnson voter will regret but it may be too late.

Los motivos de la prisa de Johnson por abandonar Europa

Boris Johnson después de la declaración electoral quiere lograr su principal objetivo político, declarado en la campaña electoral. Una enmienda del ejecutivo británico evita cualquier aplazamiento del período de transición para abandonar la Unión Europea, fijado para el 31 de diciembre de 2020. Esencialmente, dentro de un año, el Reino Unido (si es así para una posible devolución de Escocia) tendrá que separarse de Bruselas con acuerdo o sin acuerdo. Esta comprensión, sin embargo, es unilateral, dadas las dificultades conocidas para alcanzar este término debido a la inmensidad de los temas sobre los cuales llegar a un acuerdo y la consiguiente complejidad de elaborar los métodos de relación entre la Unión y el Reino Unido. La pregunta principal es si El líder de los conservadores, a través de este entendimiento, quiere mantener su popularidad ganada en los escaños tradicionalmente adversos y conquistados gracias al programa político para abandonar la Unión o si es una verdadera convicción, que no tiene en cuenta las dificultades que ahora enfrentará. en primera persona El modelo de acuerdo internacional, que Johnson ve como una solución, es el del acuerdo de libre comercio entre Estados Unidos y Canadá, dado que para Londres será imposible tratar con cada uno de los estados europeos individualmente. La objeción más obvia a este respecto al líder británico solo puede ser la duración de las negociaciones entre Washington y Ottawa, que llegaron a la firma del tratado después de siete años, precisamente debido a la inmensidad de los temas tratados. Como se puede ver claramente, sobre esta base, el deseo de terminar el proceso entre dos partidos en un año es puramente poco realista y oculta, una vez más, la verdad del organismo electoral del país. Boris Johnson parece estar tomando tiempo, como aquellos que lo precedieron, listo para atribuir el fracaso para lograr el objetivo de la engorrosa burocracia europea. Es un esquema fácilmente predecible, que le permitirá hacer que el Reino Unido, una vez más víctima de Europa, se enfrente a un electorado desinformado y parcial: el que lo apoyó. Además, el 31 de diciembre de 2020 es imposible poner la firma del tratado por parte de Europa, fue el presidente de la Comisión Europea quien lo afirmó, subrayando que en asuntos como la aviación, los acuerdos financieros y las normas medioambientales, el período de un año Es en gran medida insuficiente. Sin embargo, durante el período de transición previsto, es decir, el 31 de diciembre de 2020, Gran Bretaña continuará siguiendo las reglas de la Unión, sin tener derecho a votar en las instituciones de Bruselas: esta condición podría favorecer un mayor resentimiento de los partidarios de Johnson, lo que tendrá un juego fácil para orientar el estado de ánimo de las plazas inglesas, haciéndolas aún más opuestas a Europa, a pesar de las previsibles consecuencias que tendrá esta decisión en la economía del país. A este respecto, ya llegó una pequeña pista en correspondencia con la enmienda que excluye el período de transición con Bruselas a fines de 2020: la moneda británica, la libra, perdió inmediatamente más del uno por ciento del valor. Los olores de las finanzas, como podría haberse previsto, están, por lo tanto, lejos de ser favorables a una salida a través de acuerdos considerados insuficientes o peores ante la ausencia de un acuerdo. La sensación es que Johnson y su séquito son conscientes de las dificultades y tienen la intención de preparar las condiciones para cumplir con las responsabilidades en Europa. Si esta hipótesis es cierta, las relaciones entre Londres y Bruselas seguirán empeorando, destacando finalmente el oportunismo inglés. Ambas partes perderán mucho, pero Londres tendrá que lidiar con una situación muy complicada, cuya única salida podría ser una relación de subordinación con los Estados Unidos: en ese momento, más de un votante de Johnson lamentará, pero puede ser demasiado tarde.

Die Gründe für Johnsons Eile, Europa zu verlassen

Boris Johnson will nach der Wahlerklärung sein im Wahlkampf erklärtes politisches Hauptziel erreichen. Eine Änderung der britischen Exekutive verhindert, dass die für den 31. Dezember 2020 festgelegte Übergangszeit für den Austritt aus der Europäischen Union verschoben wird. Innerhalb eines Jahres muss das Vereinigte Königreich (falls dies für eine mögliche Auflösung Schottlands so bleibt) von der EU getrennt werden Brüssel mit einer Vereinbarung oder ohne Vereinbarung. Dieses Verständnis ist jedoch einseitig, da bekannt ist, dass es schwierig ist, diesen Begriff zu erreichen, da es eine Vielzahl von Themen gibt, über die eine Einigung erzielt werden kann, und die damit verbundene Komplexität bei der Ausarbeitung der Methoden für die Beziehungen zwischen der Union und dem Vereinigten Königreich Der Führer der Konservativen möchte durch dieses Verständnis seine Popularität, die er auf den traditionell ungünstigen und eroberten Plätzen erlangt hat, dank des politischen Programms zum Austritt aus der Union aufrechterhalten, oder wenn es sich um eine echte Überzeugung handelt, die die Schwierigkeiten nicht berücksichtigt, denen er sich jetzt gegenübersieht in der ersten Person. Das Modell des internationalen Abkommens, das Johnson als Lösung ansieht, ist das des Freihandelsabkommens zwischen den Vereinigten Staaten und Kanada, da es für London unmöglich sein wird, mit jedem der europäischen Staaten einzeln umzugehen. Der offensichtlichste Einwand in dieser Hinsicht gegen den britischen Staatschef kann nur die Länge der Verhandlungen zwischen Washington und Ottawa sein, die nach sieben Jahren zur Unterzeichnung des Vertrags geführt haben, und zwar gerade wegen der Fülle der behandelten Themen. Wie man auf dieser Grundlage deutlich sehen kann, ist der Wunsch, den Prozess zwischen zwei Parteien in einem Jahr zu beenden, rein unrealistisch und verbirgt erneut die Wahrheit vor dem Wahlgremium des Landes. Boris Johnson scheint sich die Zeit zu nehmen, wie diejenigen, die ihm vorausgegangen sind, bereit zu sein, das Versäumnis zuzuschreiben, das Ziel der schwerfälligen europäischen Bürokratie zu erreichen. Es ist ein leicht vorhersehbarer Plan, der es ihm ermöglicht, das Vereinigte Königreich erneut zum Opfer Europas zu machen und sich einer uninformierten und teilweisen Wählerschaft zu stellen, die ihn unterstützt hat. Da es am 31. Dezember 2020 unmöglich ist, den Vertrag von Europa zu unterzeichnen, bestätigte dies der Präsident der Europäischen Kommission, wobei er betonte, dass es sich bei Fragen wie Luftfahrt, Finanzabkommen und Umweltstandards um einen Zeitraum von einem Jahr handele es ist weitgehend unzureichend. Während der vorgesehenen Übergangszeit, dem 31. Dezember 2020, wird Großbritannien jedoch weiterhin die Regeln der Union einhalten, ohne jedoch das Stimmrecht in den Brüsseler Institutionen zu haben: Diese Bedingung könnte eine weitere Ablehnung von Johnsons Anhängern begünstigen. Dies wird ein leichtes Spiel für die Orientierung der Stimmungen auf englischen Plätzen sein, was sie noch mehr gegen Europa macht, trotz der absehbaren Konsequenzen, die diese Entscheidung für die Wirtschaft des Landes haben wird. In dieser Hinsicht ist bereits ein kleiner Hinweis in Übereinstimmung mit dem Änderungsantrag eingegangen, der die Übergangszeit mit Brüssel bis Ende 2020 ausschließt: Die britische Währung, das Pfund, verlor sofort mehr als ein Prozent des Wertes. Die erwarteten Finanzgerüche sind daher keineswegs günstig für einen Ausstieg aus Vereinbarungen, die mangels einer Vereinbarung als unzureichend oder noch schlimmer erachtet werden. Das Gefühl ist, dass Johnson und sein Umfeld sich der Schwierigkeiten bewusst sind und beabsichtigen, die Bedingungen vorzubereiten, um die Verantwortung für Europa zu übernehmen. Wenn diese Hypothese zutrifft, werden sich die Beziehungen zwischen London und Brüssel weiter verschlechtern, was schließlich den englischen Opportunismus unterstreicht. Beide Seiten werden viel verlieren, aber London wird sich mit einer sehr komplizierten Situation auseinandersetzen müssen, deren einziger Ausweg ein Unterordnungsverhältnis mit den Vereinigten Staaten sein könnte: Zu diesem Zeitpunkt werden mehr als ein Johnson-Wähler es bereuen, aber es könnte zu spät sein.

Les raisons de la hâte de Johnson de quitter l'Europe

Boris Johnson après la déclaration électorale veut atteindre son principal objectif politique, déclaré lors de la campagne électorale. Un amendement de l'exécutif britannique interdit tout report de la période de transition pour quitter l'Union européenne, fixée au 31 décembre 2020. Essentiellement, dans un délai d'un an, le Royaume-Uni (s'il le reste pour une éventuelle dévolution de l'Écosse) devra être séparé de Bruxelles avec ou sans accord. Cette compréhension est toutefois unilatérale, étant donné les difficultés connues pour parvenir à ce terme en raison de l’immensité des sujets sur lesquels parvenir à un accord et de la complexité qui en résulte pour l’élaboration des modalités des relations entre l’Union et le Royaume-Uni. La question principale est de le chef des conservateurs, à travers cette entente, veut maintenir sa popularité acquise dans les sièges traditionnellement adverses et conquis grâce au programme politique de sortie de l'Union ou s'il s'agit d'une véritable conviction, qui ne prend pas en compte les difficultés qui vont à présent faire face à la première personne. Le modèle d'accord international, que Johnson considère comme une solution, est celui de l'accord de libre-échange entre les États-Unis et le Canada, étant donné que pour Londres, il sera impossible de traiter individuellement avec chacun des États européens. L'objection la plus évidente à cet égard au dirigeant britannique ne peut être que la longueur des négociations entre Washington et Ottawa, qui ont abouti à la signature du traité après sept ans, précisément en raison de l'immensité des sujets traités. Comme on peut le voir clairement, sur cette base, la volonté de mettre fin au processus entre deux partis en un an est purement irréaliste et cache, une fois de plus, la vérité au corps électoral du pays. Boris Johnson semble prendre du temps, comme ceux qui l'ont précédé, prêt à attribuer l'échec à atteindre l'objectif de la lourde bureaucratie européenne. C'est un schéma facilement prévisible, qui lui permettra de faire du Royaume-Uni, une fois de plus victime de l'Europe, face à un électorat non informé et partiel: celui qui l'a soutenu. Par ailleurs, qu'au 31 décembre 2020, il est impossible de mettre la signature du traité par l'Europe, c'est le président de la Commission européenne qui l'a affirmé, soulignant que sur des questions telles que l'aviation, les accords financiers et les normes environnementales, la période d'un an c'est largement insuffisant. Cependant, pendant la période transitoire prévue, soit le 31 décembre 2020, la Grande-Bretagne continuera à suivre les règles de l'Union, sans toutefois avoir le droit de vote dans les institutions de Bruxelles: cette condition pourrait favoriser un nouveau ressentiment des partisans de Johnson, qui aura ainsi un jeu facile à orienter les humeurs des places anglaises, les rendant encore plus opposées à l'Europe, malgré les conséquences prévisibles que cette décision aura sur l'économie du pays. À cet égard, un petit indice est déjà arrivé en correspondance avec l'amendement qui exclut la période de transition avec Bruxelles d'ici la fin de 2020: la monnaie britannique, la livre sterling, a immédiatement perdu plus d'un pour cent de la valeur. Les senteurs de la finance, comme on aurait pu le prévoir, sont donc loin d'être favorables à une sortie par des accords jugés insuffisants ou pire à l'absence d'accord. Le sentiment est que Johnson et son entourage sont conscients des difficultés et entendent préparer les conditions pour s'acquitter des responsabilités sur l'Europe. Si cette hypothèse est vraie, les relations entre Londres et Bruxelles vont encore empirer, mettant enfin en évidence l'opportunisme anglais. Les deux parties perdront beaucoup, mais Londres devra faire face à une situation très compliquée, dont la seule issue pourrait être une relation de subordination avec les États-Unis: à ce stade, plus d'un électeur Johnson regrettera, mais il est peut-être trop tard.

As razões da pressa de Johnson em deixar a Europa

Boris Johnson após a declaração eleitoral quer alcançar seu principal objetivo político, declarado na campanha eleitoral. Uma emenda do executivo britânico impede que qualquer adiamento do período de transição saia da União Européia, previsto para 31 de dezembro de 2020. Em essência, dentro de um ano, o Reino Unido (se assim for para uma possível devolução da Escócia) terá que se separar de Bruxelas com ou sem acordo. Esse entendimento, no entanto, é unilateral, dadas as dificuldades conhecidas de se chegar a esse termo, devido à vastidão dos assuntos para chegar a um acordo e à conseqüente complexidade de elaborar os métodos de relacionamento entre a União e o Reino Unido. A principal questão é se o líder dos conservadores, através deste entendimento, quer manter sua popularidade conquistada nos assentos tradicionalmente adversos e conquistados, graças ao programa político de saída da União ou se é uma convicção real, que não leva em conta as dificuldades que agora enfrentarão em primeira pessoa. O modelo de acordo internacional, que Johnson vê como solução é o do acordo de livre comércio entre os Estados Unidos e o Canadá, já que para Londres será impossível lidar com cada um dos estados europeus individualmente. A objeção mais óbvia a esse respeito ao líder britânico pode ser apenas a duração das negociações entre Washington e Ottawa, que chegaram à assinatura do tratado após sete anos, justamente por causa da vastidão dos assuntos tratados. Como você pode ver, com base nisso, o desejo de encerrar o processo entre os dois partidos em um ano é puramente irrealista e mais uma vez esconde a verdade do corpo eleitoral do país. Boris Johnson parece levar tempo, como aqueles que o precederam, pronto para atribuir o fracasso em alcançar o objetivo da pesada burocracia européia. Este é um esquema facilmente previsível, que lhe permitirá deixar o Reino Unido passar, mais uma vez como vítima da Europa, perante um eleitorado desinformado e parcial: aquele que o apoiou. Além disso, que em 31 de dezembro de 2020 era impossível atribuir a assinatura ao tratado pela Europa, foi o Presidente da Comissão Europeia quem o afirmou, sublinhando que o período de um ano em questões como aviação, acordos financeiros e normas ambientais é em grande parte insuficiente. No entanto, durante o regime de transição previsto, ou seja, a data de 31 de dezembro de 2020, a Grã-Bretanha continuará a seguir as regras da União, sem, no entanto, ter direito a voto nas instituições de Bruxelas: essa condição poderia favorecer ainda mais o ressentimento dos apoiadores de Johnson, que, portanto, terá um jogo fácil em orientar o humor das praças inglesas, tornando-as ainda mais opostas à Europa, apesar das consequências previsíveis que essa decisão terá sobre a economia do país. A esse respeito, um pequeno aviso já chegou em correspondência com a emenda que exclui o período de transição com Bruxelas para o final de 2020: a moeda britânica, a libra, perdeu imediatamente mais de um por cento de seu valor. Os aromas das finanças, como poderia ter sido previsto, estão, portanto, longe de favorecer uma saída através de acordos considerados insuficientes ou piores para a ausência de um acordo. O sentimento é que Johnson e sua comitiva estão cientes das dificuldades e pretendem preparar as condições para cumprir as responsabilidades na Europa. Se essa hipótese for verdadeira, as relações entre Londres e Bruxelas ainda piorarão, finalmente destacando o oportunismo inglês. Os dois lados perderão muito, mas Londres terá que lidar com uma situação muito complicada, cuja única saída poderia ser uma relação de subordinação com os Estados Unidos: nesse ponto, mais de um eleitor de Johnson se arrependerá, mas pode ser tarde demais.

Причины спешки Джонсона покинуть Европу

Борис Джонсон после предвыборного заявления хочет добиться своей главной политической цели, заявленной в избирательной кампании. Поправка британской исполнительной власти не позволяет откладывать переходный период для выхода из Европейского Союза, установленный на 31 декабря 2020 года. По существу, в течение года Соединенное Королевство (если оно останется таковым для возможной передачи Шотландии) должно быть отделено от Брюссель с соглашением или без соглашения. Это понимание, однако, является односторонним, учитывая известные трудности в достижении этого термина из-за обширности вопросов, по которым необходимо достичь соглашения, и вытекающей из этого сложности разработки методов взаимоотношений между Союзом и Соединенным Королевством. Лидер консерваторов, исходя из этого понимания, хочет сохранить свою популярность, завоеванную в традиционно неблагоприятных и завоеванных местах, благодаря политической программе выхода из Союза или, если это реальное убеждение, которое не учитывает трудности, с которыми теперь сталкиваются от первого лица Модель международного соглашения, которую Джонсон видит в качестве решения, - это соглашение о свободной торговле между Соединенными Штатами и Канадой, учитывая, что для Лондона будет невозможно иметь дело с каждым из европейских государств в отдельности. Наиболее очевидным возражением в этом отношении британскому лидеру может быть только длительность переговоров между Вашингтоном и Оттавой, которая пришла к подписанию договора через семь лет именно из-за обширности рассматриваемых вопросов. Как можно ясно видеть, на этом основании желание завершить процесс между двумя партиями в год является чисто нереальным и вновь скрывает правду от избирательного органа страны. Борис Джонсон, похоже, не торопится, как и те, кто предшествовал ему, готов объяснить неудачу в достижении цели громоздкой европейской бюрократии. Это легко предсказуемая схема, которая позволит ему заставить Великобританию, вновь ставшую жертвой Европы, предстать перед неосведомленным и частичным электоратом: тем, который поддерживал его. Более того, что 31 декабря 2020 года Европой невозможно поставить подпись на договоре, ее подтвердил президент Европейской комиссии, подчеркнув, что по таким вопросам, как авиация, финансовые соглашения и экологические стандарты, срок составляет один год. это в значительной степени недостаточно. Однако в течение предусмотренного переходного периода, то есть 31 декабря 2020 года, Великобритания продолжит следовать правилам Союза, не имея при этом права голоса в учреждениях Брюсселя: это условие может способствовать дальнейшему возмущению сторонников Джонсона, что позволит легко ориентироваться в настроениях английских квадратов, что сделает их еще более противостоящими Европе, несмотря на предсказуемые последствия этого решения для экономики страны. В связи с этим уже поступил небольшой намек в соответствии с поправкой, которая исключает переходный период с Брюсселем к концу 2020 года: британская валюта, фунт, сразу потеряла более одного процента от стоимости. Таким образом, запахи финансов, как можно было предвидеть, далеко не благоприятны для выхода по соглашениям, которые считаются недостаточными или еще хуже из-за отсутствия соглашения. Такое ощущение, что Джонсон и его окружение знают о трудностях и намерены подготовить условия для выполнения обязанностей по Европе. Если эта гипотеза верна, отношения между Лондоном и Брюсселем все еще будут ухудшаться, что в конечном итоге подчеркивает английский оппортунизм. Обе стороны многое потеряют, но Лондону придется столкнуться с очень сложной ситуацией, единственным выходом которой могут стать отношения подчинения с Соединенными Штатами: в этот момент более одного избирателя Джонсона пожалеют, но может быть уже слишком поздно.