الأعمال العدائية ، ولكن سيكون من الأنسب تسميتها بالحرب ، في ناغورنو كاراباخ بدأت قبل شهر ، والحساب المحزن للضحايا بعيد عن الدقة ، ولا يعرف المتنافسان العدد الحقيقي والدقيق للقتلى ، وتقدير بوتين موجود. الذي تحدث عن حوالي 5000 ضحية. وأضاف الأرمن قرابة 1000 قتيل من مقاتليهم و 40 مدنيا ، بينما اعترفت أذربيجان بعدم وقوع قتلى في صفوف قواتها المسلحة ، لكن 60 مدنيا قتلوا بصواريخ أرمينية من الناحية السياسية ، تظل كل من أرمينيا وأذربيجان على مواقفهما ، وهو عامل يدين كيف يمكن أن يصبح الصراع حرب مواقع مرهقة. حتى الآن ، كانت المواجهة في ناغورنو كاراباخ تُعرّف على أنها صراع منخفض الحدة ، يتسم بالعداء المستمر بين الأطراف ، دون تطورات دبلوماسية ولكن مع اشتباكات متفرقة في الرأي العام الدولي ، لم يُنظر إليه على أنه تفشي يحتمل أن يكون أكثر خطورة ، أي أن الانتقال إلى اشتباكات مستمرة وواسعة النطاق لم يكن متوقعًا. وجاء هذا الرأي بسبب الركود الدولي للمواجهة ولم يكن من المتوقع دخول أي جهة خارجية قادرة على رفع مستوى الاشتباك. تغير الوضع مع الرغبة التركية في إعادة الوضع قبل انهيار الإمبراطورية السوفيتية لصالح الأذريين. الشك في وجود نوع من التوازي في خطة أردوغان للوضع الكردي مع وضع الأرمن ، الذين لا يزالون تاريخياً أعداء أنقرة ؛ ولكن إذا كان الأمر بالنسبة للأكراد على الحدود السورية ، من وجهة النظر التركية ، يمثل تهديدًا لأنه يمكن أن يوقظ شعور الانتماء لدى المواطنين الأتراك من أصل كردي ، فبالنسبة لأرمينيا يبدو أنه أكثر من مجرد رمز لكسب تأييد الرأي العام. حساسة بشكل خاص للسياسة العثمانية للرئيس التركي ، وهي قضية تعمل أيضًا على تشتيت انتباه الأتراك عن المشاكل الاقتصادية الخطيرة لبلدهم. لا تريد أذربيجان التخلي عن نيتها في إعادة احتلال الأراضي التي تعتقد أنها تنتمي إليها ، لكن أرمينيا ليست على استعداد للتراجع لأنها ترى في هزيمتها عودة خطر الإبادة الجماعية التركية. ويشعر المحللون أنه على الرغم من جهود أنقرة التي جلبت ميزة لا جدال فيها للأذريين ، فإن هذا صراع لا يمكن لأحد أن ينتصر فيه. وهذا ، إن أمكن ، يفاقم الوضع في مناطق الحرب ، لأنه لا يبدو أن القوى الدولية لديها أي نية للانخراط في عمل دبلوماسي لا يقدم إمكانيات كبيرة للحل. وهو تطور لا يفيد حتى الطموحات التركية ، فقد التزمت أنقرة بالفعل على الجبهتين الليبية والسورية بالتزام طويل الأمد أيضًا في ناغورنو كاراباخ لا يبدو أنها مجهزة بشكل كافٍ ؛ إذا كان هذا التقييم يتعلق بالجانبين الاقتصادي والعسكري ، فإن النتيجة على المستوى السياسي بالنسبة لتركيا هي عزلة أكبر مع تزايد خصومها. على الرغم من هذا الوضع ، كانت هناك جهود لوقف إطلاق النار ، إلا أن المشكلة هي أن هذا الإجراء يتم انتهاكه باستمرار باتهامات متبادلة بالمسؤولية عن استئناف استخدام الأسلحة. ستكون هناك مجموعة مينسك ، وهيكل مؤتمر الأمن والتعاون في أوروبا ، والتي ينبغي ، كمهمة مؤسسية ، إيجاد طريقة سلمية لحل ناغورنو كاراباخ ، منذ تأسيسها في عام 1992. وتتألف قيادة المجموعة من رئاسة من ثلاثة أحزاب ، عبرت عنها فرنسا والولايات المتحدة وروسيا ؛ تلعب هذه المؤسسة دور الوسيط بين الطرفين وليس لديها صلاحيات لوقف النزاع ، علاوة على ذلك ، بالنسبة للأذريين ، يجب استبدال فرنسا بتركيا ، بينما بالنسبة للأرمن يجب أيضًا تضمين ممثل ناغورنو بين أعضاء المفاوضات. كاراباخ ، مع ذلك ، غير معترف بها دوليًا. لهذه الأسباب ، يبدو أن مجموعة مينسك مؤسسة عفا عليها الزمن ، ولو لمجرد عدم تجنب الصراع ، سيكون من الأفضل لضغط على مستوى واحد من الولايات المتحدة ، وكذلك من الاتحاد الأوروبي ، على تركيا أن توقف الوضع الحالي مع تدخل الخوذ الزرق لضمان الهدنة. بعد بدء مفاوضات قادرة على تحديد المشكلة بشكل نهائي. وبالتأكيد مع انتشار الوباء والانتخابات الأمريكية المقبلة ، يبدو هذا الأمل صعبًا ، لكن الخروج من الوضع الحالي ضروري لتفادي الانعكاسات السلبية المحتملة على المنطقة بأكملها.
Blog di discussione su problemi di relazioni e politica internazionale; un osservatorio per capire la direzione del mondo. Blog for discussion on problems of relations and international politics; an observatory to understand the direction of the world.
Politica Internazionale
Cerca nel blog
mercoledì 28 ottobre 2020
martedì 27 ottobre 2020
Dietro al confronto tra Francia e Turchia
La questione delle vignette su Maometto rischia di innescare una sorta di guerra di religione e di civiltà, che nasconde, però un confronto geopolitico che va aldilà del rapporto bipolare tre Francia e Turchia, ma che coinvolge ragioni geopolitiche, il confronto tra paesi della stessa area sunnita e, non ultimi problemi interni del paese turco. Nonostante queste analisi, che sono necessarie, è comunque doveroso fare notare che da alcun paese musulmano è stata espressa solidarietà verso il professore francese ucciso mediante decapitazione da un estremista ceceno. Questa considerazione non può non indurre a riflessioni circa la volontà di indirizzare verso un possibile scontro culturale che ha lo scopo di sollecitare l’appoggio delle classi popolari dei paesi islamici per carpirne l’appoggio; una strategia che vale soprattutto per la Turchia in difficoltà per la sua situazione economica interna, ma anche utile per altri paesi come il Pakistan o l’Iraq dove i governi in carica registrano varie difficoltà. La strategia è utile anche per cercare di destabilizzare il paese francese alimentando l’opposizione di estrema destra, ma ciò potrebbe avere pesanti ripercussioni anche per i fedeli islamici sul suolo francese. Parigi deve essere molto attente a non cadere in questa trappola che fornirebbe ulteriori argomenti al fronte islamico. Contro la Francia è in corso una inedita alleanza tra la Turchia sunnita e l’Iran sciita, che sembrano volere sfruttare l’occasione di mettere l’Arabia Saudita in difficoltà. Tra Teheran e Riyad le ragioni delle tensioni sono conosciute e si riferiscono alla ricerca della supremazia tra sciiti e sunniti, mentre il confronto tra Turchia ed Arabia verte sul confronto all’interno della parte sunnita. Anche qui la religione è un elemento ben presente, ma soltanto perché è un mezzo di dominio politico, che la politica ottomana di Ankara vuole sfruttare per insidiare l’influenza che gli arabi detengono quali custodi della Mecca. Se la Turchia è la principale interprete del boicottaggio dei prodotti francesi, i prodotti turchi sono boicottati proprio da Riyad, seppure in maniera non ufficiale, per l’alleanza tra Ankara ed il Qatar. Il provvedimento di boicottaggio dei prodotti turchi operato dall’Arabia si è diffuso in altri paesi vicini a Riyad provocando ulteriori difficoltà all’economia di Ankara già in fase calante. Al contrario l’Arabia Saudita non pratica il boicottaggio dei prodotti francesi proprio per la volontà di non apparire allineata alla Turchia e rimarcandone così la distanza. Erdogan si arroga il diritto di difendere i musulmani europei, ampliando la volontà di tutelare i turchi in Germania, ma se in questo secondo caso si tratta di una sorta di protezione diretta ai connazionali, con l’intento di diventare il paladino dei musulmani europei il progetto è più ambizioso e potrebbe anche essere inteso come una occasione per condizionare l’Unione, uno strumento da affiancare alla gestione dei profughi che percorrono la rotta balcanica. Ma ancora una volta questo ha provocato un risentimento verso Ankara che si è materializzato con messaggi di vicinanza a Macron da parte di Germania ed Italia. Nello specifico il confronto tra Ankara e Parigi si svolge per contenere l’avanzata nelle rispettive aree di influenza: la Turchia, infatti, ha operato per rafforzare la cooperazione politica, economica e militare con Algeria, Mali, Niger e Tunisia, paesi che la Francia ha sempre considerato come propria area di azione esclusiva in politica estera. Parigi ha reagito all’ingerenza turca schierandosi con Cipro e Grecia, oggetto delle manovre turche nel Mediterraneo orientale, inviando navi militari nella zona ed aumentando la fornitura di armi verso Atene. Contribuisce al confronto tra le due parti il rispettivo schieramento in Libia al fianco delle fazioni che si confrontano nella guerra civile del paese nordafricano. Il protagonismo di Erdogan resta, comunque, un pericolo, che, meriterebbe maggiore attenzione ed impegno al fianco della Francia da parte dell’Unione Europea, sia con soluzioni diplomatiche, che con appoggio militare, anche per tutelare la Grecia e Cipro, membri di Bruxelles. La strada delle sanzioni potrebbe essere la prima da attuare per contenere l’azione turca, nonostante il possibile ricatto dei migranti verso Bruxelles. Anche dalle elezioni degli Stati Uniti dovranno arrivare risposte circa l’atteggiamento turco all’interno dell’Alleanza Atlantica e l reali intenzioni della amministrazione che si insedierà alla Casa Bianca, se con Trump non dovrebbero esserci variazioni, con Biden è possibile una maggiore concentrazione sugli alleati europei ed una minore tolleranza verso spinte esterne, come l’acquisto di armi dalla Russia, che hanno contraddistinto l’atteggiamento turco da quando Erdogan è il presidente. In ogni caso il confronto tra Ankara e Parigi ha molto potenziale negativo che tutti gli attori dovrebbero contenere per evitare che la situazione possa degenerare.
Behind the confrontation between France and Turkey
The issue of the cartoons on Muhammad risks triggering a sort of war of religion and civilization, which hides, however, a geopolitical confrontation that goes beyond the bipolar relationship between France and Turkey, but which involves geopolitical reasons, the confrontation between countries in the same area Sunni and, not least internal problems of the Turkish country. Despite these analyzes, which are necessary, it is however necessary to point out that no Muslim country has expressed solidarity with the French professor who was beheaded by a Chechen extremist. This consideration cannot fail to lead to reflections on the desire to direct towards a possible cultural clash which aims to solicit the support of the popular classes of Islamic countries in order to gain support; a strategy that applies above all to Turkey in difficulty due to its internal economic situation, but also useful for other countries such as Pakistan or Iraq where the governments in office are experiencing various difficulties. The strategy is also useful in trying to destabilize the French country by fueling the extreme right-wing opposition, but this could also have serious repercussions for the Islamic faithful on French soil. Paris must be very careful not to fall into this trap which would provide further arguments to the Islamic front. An unprecedented alliance is underway against France between Sunni Turkey and Shiite Iran, which seem to want to take advantage of the opportunity to put Saudi Arabia in difficulty. Between Tehran and Riyadh, the reasons for the tensions are known and refer to the search for supremacy between Shiites and Sunnis, while the confrontation between Turkey and Arabia focuses on the confrontation within the Sunni side. Here too, religion is a very present element, but only because it is a means of political domination, which the Ottoman politics of Ankara wants to exploit to undermine the influence that the Arabs have as guardians of Mecca. If Turkey is the main interpreter of the boycott of French products, Turkish products are boycotted precisely from Riyadh, albeit in an unofficial manner, for the alliance between Ankara and Qatar. The boycott of Turkish products carried out by Arabia has spread to other countries close to Riyadh, causing further difficulties for the economy of Ankara, which is already in decline. On the contrary, Saudi Arabia does not practice a boycott of French products precisely because of the desire not to appear aligned with Turkey and thus emphasizing its distance. Erdogan arrogates to himself the right to defend European Muslims, expanding the will to protect the Turks in Germany, but if in this second case it is a sort of direct protection to his compatriots, with the intention of becoming the champion of European Muslims, the the project is more ambitious and could also be understood as an opportunity to influence the Union, an instrument to be combined with the management of refugees traveling the Balkan route. But once again this provoked resentment towards Ankara which materialized with messages of closeness to Macron from Germany and Italy. Specifically, the confrontation between Ankara and Paris is taking place to contain the advance in their respective areas of influence: Turkey, in fact, has worked to strengthen political, economic and military cooperation with Algeria, Mali, Niger and Tunisia, countries that France has always considered it as its exclusive area of action in foreign policy. Paris reacted to Turkish interference by siding with Cyprus and Greece, the object of Turkish maneuvers in the eastern Mediterranean, sending military ships to the area and increasing the supply of weapons to Athens. The respective deployment in Libya alongside the factions confronting each other in the civil war of the North African country contributes to the confrontation between the two sides. The protagonism of Erdogan remains, however, a danger, which deserves greater attention and commitment on the side of France by the European Union, both with diplomatic solutions and with military support, also to protect Greece and Cyprus, members of Brussels. . The sanctions path could be the first to be implemented to contain Turkish action, despite the possible blackmail of migrants to Brussels. Even from the US elections, answers will have to arrive about the Turkish attitude within the Atlantic Alliance and the real intentions of the administration that will take office in the White House, if with Trump there should be no changes, with Biden it is possible to focus more on allies Europeans and a lower tolerance towards external forces, such as the purchase of arms from Russia, which have characterized the Turkish attitude since Erdogan was president. In any case, the confrontation between Ankara and Paris has a lot of negative potential that all actors should contain to prevent the situation from escalating.
Detrás del enfrentamiento entre Francia y Turquía
El tema de las caricaturas sobre Mahoma corre el riesgo de desencadenar una especie de guerra de religión y civilización, que esconde, sin embargo, un enfrentamiento geopolítico que va más allá de la relación bipolar entre Francia y Turquía, pero que involucra razones geopolíticas, el enfrentamiento entre países de la misma zona. Los sunitas y, por último, pero no menos importante, los problemas internos del país turco. A pesar de estos análisis, que son necesarios, es necesario sin embargo señalar que ningún país musulmán se ha solidarizado con el profesor francés que fue decapitado por un extremista checheno. Esta consideración no puede dejar de conducir a reflexiones sobre el deseo de encaminarse hacia un posible choque cultural que pretenda solicitar el apoyo de las clases populares de los países islámicos para ganar apoyo; una estrategia que se aplica sobre todo a Turquía en dificultad debido a su situación económica interna, pero también útil para otros países como Pakistán o Irak donde los gobiernos en ejercicio están atravesando diversas dificultades. La estrategia también es útil para intentar desestabilizar al país francés alimentando a la oposición de extrema derecha, pero esto también podría tener graves repercusiones para los fieles islámicos en suelo francés. París debe tener mucho cuidado de no caer en esta trampa que proporcionaría más argumentos al frente islámico. Se está llevando a cabo una alianza sin precedentes contra Francia entre la Turquía sunita e Irán chiíta, que parecen querer aprovechar la oportunidad para poner a Arabia Saudita en dificultades. Entre Teherán y Riad, los motivos de las tensiones son conocidos y se refieren a la búsqueda de la supremacía entre chiítas y sunitas, mientras que el enfrentamiento entre Turquía y Arabia se centra en el enfrentamiento dentro del bando sunita. Aquí también la religión es un elemento muy presente, pero solo porque es un medio de dominación política, que la política otomana en Ankara quiere explotar para socavar la influencia que los árabes tienen como guardianes de La Meca. Si Turquía es el principal intérprete del boicot a los productos franceses, los productos turcos son boicoteados precisamente desde Riad, aunque de forma extraoficial, por la alianza entre Ankara y Qatar. El boicot a los productos turcos llevado a cabo por Arabia se ha extendido a otros países cercanos a Riad, provocando más dificultades para la economía de Ankara, que ya está en declive. Por el contrario, Arabia Saudita no practica un boicot a los productos franceses precisamente por el deseo de no aparecer alineado con Turquía y enfatizando así su distancia. Erdogan se arroga el derecho de defender a los musulmanes europeos, ampliando la voluntad de proteger a los turcos en Alemania, pero si en este segundo caso se trata de una especie de protección directa a sus compatriotas, con la intención de convertirse en el campeón de los musulmanes europeos, el el proyecto es más ambicioso y también podría entenderse como una oportunidad para influir en la Unión, un instrumento que se utilizará junto con la gestión de los refugiados que viajan por la ruta de los Balcanes. Pero una vez más esto provocó resentimiento hacia Ankara que se materializó con mensajes de cercanía a Macron desde Alemania e Italia. En concreto, el enfrentamiento entre Ankara y París se está produciendo para contener el avance en sus respectivas áreas de influencia: Turquía, de hecho, ha trabajado para fortalecer la cooperación política, económica y militar con Argelia, Mali, Níger y Túnez, países que Francia siempre la ha considerado como su ámbito exclusivo de actuación en política exterior. París reaccionó a la interferencia turca poniéndose del lado de Chipre y Grecia, objeto de las maniobras turcas en el Mediterráneo oriental, enviando barcos militares a la zona y aumentando el suministro de armas a Atenas. El respectivo despliegue en Libia junto a las facciones enfrentadas en la guerra civil del país norteafricano contribuye al enfrentamiento entre los dos bandos. El protagonismo de Erdogan sigue siendo, sin embargo, un peligro, que merece una mayor atención y compromiso por parte de Francia por parte de la Unión Europea, tanto con soluciones diplomáticas como con apoyo militar, también para proteger a Grecia y Chipre, miembros de Bruselas. . La vía de las sanciones podría ser la primera en implementarse para contener la acción turca, a pesar del posible chantaje de los migrantes a Bruselas. Incluso desde las elecciones estadounidenses tendrán que llegar respuestas sobre la actitud turca dentro de la Alianza Atlántica y las intenciones reales de la administración que tomará posesión en la Casa Blanca, si con Trump no debe haber cambios, con Biden es posible enfocarse más en aliados. Europeos y una menor tolerancia hacia fuerzas externas, como la compra de armas a Rusia, que han caracterizado la actitud turca desde que Erdogan fue presidente. En cualquier caso, el enfrentamiento entre Ankara y París tiene un gran potencial negativo que todos los actores deberían contener para evitar que la situación se agrave.
Hinter der Konfrontation zwischen Frankreich und der Türkei
Die Ausgabe der Karikaturen über Mohammed könnte eine Art Religions- und Zivilisationskrieg auslösen, der jedoch eine geopolitische Konfrontation verbirgt, die über die bipolaren Beziehungen zwischen Frankreich und der Türkei hinausgeht, aber geopolitische Gründe beinhaltet, die Konfrontation zwischen Ländern in demselben Gebiet Sunnitische und nicht zuletzt interne Probleme des türkischen Landes. Trotz dieser Analysen, die notwendig sind, muss jedoch darauf hingewiesen werden, dass kein muslimisches Land Solidarität mit dem französischen Professor zum Ausdruck gebracht hat, der von einem tschetschenischen Extremisten enthauptet wurde. Diese Überlegung führt unweigerlich zu Überlegungen über den Wunsch, auf einen möglichen kulturellen Konflikt hinzuweisen, der darauf abzielt, die Unterstützung der Volksklassen der islamischen Länder zu erbitten, um Unterstützung zu erhalten. Eine Strategie, die vor allem für die Türkei aufgrund ihrer internen Wirtschaftslage in Schwierigkeiten gilt, aber auch für andere Länder wie Pakistan oder den Irak nützlich ist, in denen die amtierenden Regierungen mit verschiedenen Schwierigkeiten konfrontiert sind. Die Strategie ist auch nützlich, um zu versuchen, das französische Land zu destabilisieren, indem die rechtsextreme Opposition angeheizt wird. Dies könnte jedoch auch schwerwiegende Auswirkungen auf die islamischen Gläubigen auf französischem Boden haben. Paris muss sehr vorsichtig sein, um nicht in diese Falle zu tappen, die der islamischen Front weitere Argumente liefern würde. Gegen Frankreich ist ein beispielloses Bündnis zwischen der sunnitischen Türkei und dem schiitischen Iran im Gange, das offenbar die Gelegenheit nutzen will, Saudi-Arabien in Schwierigkeiten zu bringen. Zwischen Teheran und Riad sind die Gründe für die Spannungen bekannt und beziehen sich auf die Suche nach der Vorherrschaft zwischen Schiiten und Sunniten, während sich die Konfrontation zwischen der Türkei und Arabien auf die Konfrontation innerhalb der sunnitischen Seite konzentriert. Auch hier ist Religion ein sehr gegenwärtiges Element, aber nur, weil sie ein Mittel der politischen Herrschaft ist, das die osmanische Politik von Ankara ausnutzen will, um den Einfluss zu untergraben, den die Araber als Hüter von Mekka haben. Wenn die Türkei der Hauptinterpreter des Boykotts französischer Produkte ist, werden türkische Produkte genau aus Riad boykottiert, wenn auch inoffiziell, für das Bündnis zwischen Ankara und Katar. Der von Arabien verübte Boykott türkischer Produkte hat sich auf andere Länder in der Nähe von Riad ausgeweitet, was der bereits rückläufigen Wirtschaft von Ankara weitere Schwierigkeiten bereitet. Im Gegenteil, Saudi-Arabien praktiziert keinen Boykott französischer Produkte, gerade weil der Wunsch besteht, nicht mit der Türkei in Einklang zu stehen und damit ihre Distanz zu betonen. Erdogan arrogiert sich das Recht, europäische Muslime zu verteidigen, und erweitert den Willen zum Schutz der Türken in Deutschland. In diesem zweiten Fall handelt es sich jedoch um eine Art direkten Schutz für seine Landsleute mit der Absicht, der Verfechter der europäischen Muslime zu werden Das Projekt ist ehrgeiziger und könnte auch als Gelegenheit zur Beeinflussung der Union verstanden werden, einem Instrument zur Begleitung des Managements der Flüchtlinge auf der Balkanroute. Dies löste jedoch erneut einen Groll gegen Ankara aus, der sich in Botschaften der Nähe zu Macron aus Deutschland und Italien äußerte. Insbesondere findet die Konfrontation zwischen Ankara und Paris statt, um den Fortschritt in ihren jeweiligen Einflussbereichen einzudämmen: Die Türkei hat tatsächlich daran gearbeitet, die politische, wirtschaftliche und militärische Zusammenarbeit mit Algerien, Mali, Niger und Tunesien, den Ländern Frankreichs, zu stärken hat es immer als sein ausschließliches außenpolitisches Handlungsfeld angesehen. Paris reagierte auf die türkische Einmischung, indem es sich für Zypern und Griechenland einsetzte, das Gegenstand türkischer Manöver im östlichen Mittelmeerraum war, Militärschiffe in die Region schickte und die Waffenversorgung nach Athen erhöhte. Der jeweilige Einsatz in Libyen neben den Fraktionen, die sich im Bürgerkrieg des nordafrikanischen Landes gegenüberstehen, trägt zur Konfrontation zwischen beiden Seiten bei. Der Protagonismus von Erdogan bleibt jedoch eine Gefahr, die auf Seiten Frankreichs von der Europäischen Union mehr Aufmerksamkeit und Engagement verdient, sowohl mit diplomatischen Lösungen als auch mit militärischer Unterstützung, auch um Griechenland und Zypern, Mitglieder von Brüssel, zu schützen. . Der Sanktionsweg könnte der erste sein, der umgesetzt wird, um die türkische Aktion einzudämmen, trotz der möglichen Erpressung von Migranten nach Brüssel. Selbst nach den US-Wahlen müssen Antworten auf die türkische Haltung innerhalb des Atlantischen Bündnisses und die wahren Absichten der Regierung, die ihr Amt im Weißen Haus antreten wird, eingeholt werden. Wenn sich bei Trump nichts ändern sollte, kann Biden sich stärker auf die Verbündeten konzentrieren Europäer und eine geringere Toleranz gegenüber externen Kräften wie der Kauf von Waffen aus Russland, die die türkische Haltung seit Erdogans Präsidentschaft geprägt haben. In jedem Fall hat die Konfrontation zwischen Ankara und Paris ein großes negatives Potenzial, das alle Akteure enthalten sollten, um eine Eskalation der Situation zu verhindern.
Derrière l'affrontement entre la France et la Turquie
La question des caricatures sur Mahomet risque de déclencher une sorte de guerre de religion et de civilisation, qui cache cependant une confrontation géopolitique qui dépasse la relation bipolaire entre la France et la Turquie, mais qui implique des raisons géopolitiques, la confrontation entre pays d'une même zone. Problèmes sunnites et, non des moindres, internes du pays turc. Malgré ces analyses, qui s'imposent, il faut cependant souligner qu'aucun pays musulman n'a exprimé sa solidarité avec le professeur français décapité par un extrémiste tchétchène. Cette réflexion ne peut manquer de conduire à des réflexions sur la volonté de s'orienter vers un éventuel choc culturel qui vise à solliciter le soutien des classes populaires des pays islamiques pour gagner du soutien; une stratégie qui s'applique avant tout à la Turquie en difficulté du fait de sa situation économique interne, mais également utile pour d'autres pays comme le Pakistan ou l'Irak où les gouvernements en place connaissent diverses difficultés. La stratégie est également utile pour tenter de déstabiliser le pays français en alimentant l'opposition d'extrême droite, mais cela pourrait aussi avoir de graves répercussions pour les fidèles islamiques sur le sol français. Paris doit faire très attention à ne pas tomber dans ce piège qui fournirait des arguments supplémentaires au front islamique. Une alliance sans précédent est en cours contre la France entre la Turquie sunnite et l'Iran chiite, qui semblent vouloir profiter de l'occasion pour mettre l'Arabie saoudite en difficulté. Entre Téhéran et Riyad, les raisons des tensions sont connues et renvoient à la recherche de la suprématie entre chiites et sunnites, tandis que la confrontation entre la Turquie et l'Arabie se concentre sur la confrontation du côté sunnite. Ici aussi, la religion est un élément très présent, mais uniquement parce qu'elle est un moyen de domination politique, que la politique ottomane à Ankara veut exploiter pour saper l'influence que les Arabes détiennent en tant que gardiens de la Mecque. Si la Turquie est le principal interprète du boycott des produits français, les produits turcs sont justement boycottés depuis Riyad, quoique de manière non officielle, pour l'alliance entre Ankara et le Qatar. Le boycott des produits turcs mené par l'Arabie s'est étendu à d'autres pays proches de Riyad, provoquant de nouvelles difficultés pour l'économie d'Ankara, déjà en déclin. Au contraire, l'Arabie saoudite ne pratique pas un boycott des produits français précisément en raison de la volonté de ne pas paraître alignée sur la Turquie et de souligner ainsi sa distance. Erdogan s'arroge le droit de défendre les musulmans européens, élargissant la volonté de protéger les Turcs en Allemagne, mais si dans ce second cas c'est une sorte de protection directe à ses compatriotes, avec l'intention de devenir le champion des musulmans européens le projet est plus ambitieux et pourrait également être compris comme une opportunité d'influencer l'Union, un instrument d'accompagnement de la gestion des réfugiés parcourant la route des Balkans. Mais une fois de plus, cela a provoqué un ressentiment envers Ankara qui s'est matérialisé par des messages de proximité à Macron en provenance d'Allemagne et d'Italie. Concrètement, l'affrontement entre Ankara et Paris se déroule pour contenir l'avancée dans leurs zones d'influence respectives: la Turquie, en effet, a œuvré au renforcement de la coopération politique, économique et militaire avec l'Algérie, le Mali, le Niger et la Tunisie, pays que la France l'a toujours considérée comme son domaine d'action exclusif en politique étrangère. Paris a réagi à l'ingérence turque en se rangeant du côté de Chypre et de la Grèce, objet des manœuvres turques dans l'est de la Méditerranée, envoyant des navires militaires dans la région et augmentant l'approvisionnement en armes à Athènes. Le déploiement respectif en Libye aux côtés des factions qui s'affrontent dans la guerre civile du pays d'Afrique du Nord contribue à l'affrontement entre les deux parties. Le protagonisme d'Erdogan reste cependant un danger, qui mérite davantage d'attention et d'engagement du côté de la France par l'Union européenne, à la fois avec des solutions diplomatiques et avec un soutien militaire, également pour protéger la Grèce et Chypre, membres de Bruxelles. . La voie des sanctions pourrait être la première à être mise en œuvre pour contenir l'action turque, malgré l'éventuel chantage des migrants à Bruxelles. Même à partir des élections américaines, des réponses devront arriver sur l'attitude turque au sein de l'Alliance atlantique et les véritables intentions de l'administration qui entrera en fonction à la Maison Blanche, si avec Trump il ne devrait y avoir aucun changement, avec Biden il est possible de se concentrer davantage sur les alliés Les Européens et une plus faible tolérance envers les forces extérieures, comme l'achat d'armes à la Russie, qui caractérisent l'attitude turque depuis qu'Erdogan est président. Dans tous les cas, la confrontation entre Ankara et Paris a beaucoup de potentiel négatif que tous les acteurs devraient contenir pour éviter que la situation ne dégénère.
Por trás do confronto entre França e Turquia
A questão das charges sobre Maomé corre o risco de desencadear uma espécie de guerra de religião e civilização, que esconde, no entanto, um confronto geopolítico que vai além da relação bipolar entre França e Turquia, mas que envolve razões geopolíticas, o confronto entre países da mesma área. Sunita e, não menos importante, problemas internos do país turco. Apesar destas análises, que são necessárias, é necessário assinalar que nenhum país muçulmano se solidarizou com o professor francês decapitado por um extremista checheno. Esta consideração não pode deixar de levar a reflexões sobre o desejo de direcionar para um possível embate cultural que visa solicitar o apoio das classes populares dos países islâmicos para obter apoio; uma estratégia que se aplica sobretudo à Turquia em dificuldades devido à sua situação económica interna, mas também útil para outros países como o Paquistão ou o Iraque, onde os governos em exercício estão a passar por várias dificuldades. A estratégia também é útil para tentar desestabilizar o país francês, alimentando a oposição de extrema direita, mas isso também pode ter graves repercussões para os fiéis islâmicos em solo francês. Paris deve ter muito cuidado para não cair nesta armadilha que forneceria mais argumentos à frente islâmica. Uma aliança sem precedentes está em andamento contra a França entre a Turquia sunita e o Irã xiita, que parecem querer aproveitar a oportunidade para colocar a Arábia Saudita em dificuldades. Entre Teerã e Riad os motivos das tensões são conhecidos e referem-se à busca pela supremacia entre xiitas e sunitas, enquanto o confronto entre Turquia e Arábia se concentra no confronto dentro do lado sunita. Também aqui a religião é um elemento muito presente, mas apenas porque é um meio de dominação política, que a política otomana de Ancara quer explorar para minar a influência que os árabes têm como guardiães de Meca. Se a Turquia é o principal intérprete do boicote aos produtos franceses, os produtos turcos são boicotados justamente de Riad, embora de forma não oficial, pela aliança entre Ancara e Qatar. O boicote aos produtos turcos pela Arábia se espalhou para outros países próximos a Riad, causando ainda mais dificuldades para a economia de Ancara, que já se encontra em fase de decadência. Ao contrário, a Arábia Saudita não pratica um boicote aos produtos franceses justamente pelo desejo de não aparecer alinhada com a Turquia e, assim, enfatizar seu distanciamento. Erdogan arroga para si o direito de defender os muçulmanos europeus, ampliando a vontade de proteger os turcos na Alemanha, mas se neste segundo caso é uma espécie de proteção direta aos seus compatriotas, com a intenção de se tornar o campeão dos muçulmanos europeus, os o projeto é mais ambicioso e também pode ser entendido como uma oportunidade de influenciar a União, um instrumento a ser utilizado a par da gestão dos refugiados que viajam pela rota dos Balcãs. Mas, mais uma vez, isso provocou ressentimento em relação a Ancara, que se materializou com mensagens de proximidade a Macron da Alemanha e da Itália. Especificamente, o confronto entre Ancara e Paris está ocorrendo para conter o avanço em suas respectivas áreas de influência: a Turquia, de fato, tem trabalhado para fortalecer a cooperação política, econômica e militar com Argélia, Mali, Níger e Tunísia, países que a França sempre o considerou como sua área de atuação exclusiva em política externa. Paris reagiu à interferência turca aliando-se a Chipre e à Grécia, objeto de manobras turcas no Mediterrâneo oriental, enviando navios militares para a área e aumentando o fornecimento de armas para Atenas. O respectivo desdobramento na Líbia ao lado das facções que se enfrentam na guerra civil do país do norte da África contribui para o confronto entre as duas partes. O protagonismo de Erdogan permanece, no entanto, um perigo, que merece maior atenção e empenho por parte da França por parte da União Europeia, tanto com soluções diplomáticas como com apoio militar, também para proteger a Grécia e Chipre, membros de Bruxelas. . A rota das sanções poderia ser a primeira a ser implementada para conter a ação turca, apesar da possível chantagem de migrantes para Bruxelas. Já a partir das eleições nos Estados Unidos, terão que chegar respostas sobre a atitude turca dentro da Aliança Atlântica e as reais intenções do governo que tomará posse na Casa Branca, se com Trump não houver mudanças, com Biden é possível focar mais nos aliados Europeus e uma menor tolerância com as forças externas, como a compra de armas da Rússia, que caracterizam a atitude turca desde que Erdogan era presidente. Em qualquer caso, o confronto entre Ancara e Paris tem um grande potencial negativo que todos os atores devem conter para evitar que a situação se agrave.