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mercoledì 3 febbraio 2021

مشكلة الحدود الأيرلندية كعامل مزعزع للاستقرار

 كانت قضية الحدود الأيرلندية المثيرة للجدل ، في سياق خروج المملكة المتحدة من الاتحاد ، على الفور محط اهتمام الجانبين ؛ مسألة استعادة الحدود بين الدولتين في جزيرة أيرلندا المعنية ولا تزال تتعلق بالمشكلة التاريخية للصراع بين الجمهوريين والملكيين وبين الكاثوليك والبروتستانت: كان عبور الحدود أحد الحقائق الحاسمة لفترة نزاع. كان التخلي عن لندن لبروكسل سيعني كنتيجة منطقية استعادة الحدود بين إير وأيرلندا الشمالية ، مع كل العواقب التي كان يخشى منها وتجنبها منذ توقيع معاهدة السلام ؛ لكن بروكسل لا يمكن أن تتسامح مع طريق تفضيلي للتجارة البريطانية ، على كلا الجانبين ، عبر دبلن. كان الحل هو إنشاء ضوابط جمركية في اثنين من مرافق الموانئ في أيرلندا الشمالية حتى لا تشمل بلفاست داخل إنجلترا ، وتجنب أيضًا صياغة بريطانيا العظمى لأن أيرلندا الشمالية تقع خارج معاهدة بريكست. حل تجنبه رئيس الوزراء اللندني السابق بشدة ، لكن بوريس جونسون لم يكن بإمكانه قبوله إلا في مواجهة طلبات بروكسل لتسريع المفاوضات. في الواقع ، البحر الأيرلندي هو الحدود مع الاتحاد الأوروبي ويجب تنفيذ الممارسات التجارية بين الطرفين ذوي السيادة على تلك الحدود. من وجهة نظر عملية ، فإن الخطأ الذي ارتكبته أوروبا لحماية نفسها من التنبؤ بكميات اللقاحات ، ثم عاد فورًا مع الاعتراف بالخطأ من قبل بروكسل ، أدى فقط إلى تفاقم وضع حرج للغاية بالفعل ، والذي سجل مشاكل لـ الإمدادات الغذائية ونحو المنتجات والحيوانات القابلة للتلف بسبب طول الإجراءات البيروقراطية. وقد أدت هذه الصعوبات إلى مشكلات حرجة لسلاسل المتاجر الكبرى التي تكافح مع ندرة الإمدادات وعدم كفايتها. كما كان هناك تصور بأن رئيس الوزراء البريطاني أراد استغلال الوضع الذي خلقته هذه الصعوبات لعبور حدود البحر الأيرلندي ، مقترحًا على وزيري البلدين الأيرلنديين الاتفاق على الإجراءات الجمركية لتسريعها ، مما أثار رد الفعل. الاتحاد الأوروبي ، الأمر الذي أدى إلى التهديد باتخاذ إجراءات قانونية ، والتي كانت ستشهد بالتأكيد هزيمة لندن. كل هذا الوضع أدى إلى حالة توتر خطيرة ، أججتها الحركات السياسية الموالية لبريطانيا ، ولكن أيضًا الحركات النقابية ، مما أدى إلى تهديدات لموظفي الجمارك ، لدرجة تحديد حل الانسحاب ، مؤقتًا الآن. ، من موظفي الجمارك من كلا الجانبين. يجب أن نتذكر ونؤكد أن قرار إنشاء الحدود على البحر الأيرلندي كان إجراءً كان على الأيرلنديين الشماليين قبوله فقط ، دون أي طريقة ديمقراطية ، حيث يخضع لإدارة تنظيمية ، مما كان له تداعيات اجتماعية والتي تغيرت للأسوأ. مستويات المعيشة. حتى في البرلمان ، في لندن ، يطالب جزء من نفس الأغلبية المحافظة ، التي تدعم رئيس الوزراء البريطاني ، بشكل عاجل بإعادة التفاوض بشأن الجزء المتعلق بالحدود على البحر الأيرلندي من الاتفاقية أو التخلي عنه من جانب واحد. بالنسبة للعاصمة الإنجليزية ، على الرغم من أن هذا لم يكن مفاجئًا ، إلا أن المستوى المرتفع من السخط لم يكن متوقعًا ، وقد تنبأ موقف اسكتلندا أو ويلز بمشاكل كبيرة ، والتي ، مع ذلك ، يبدو أنها مؤجلة فقط. ركز سؤال خروج بريطانيا من الاتحاد الأوروبي الانتباه على إنجلترا وأسبابها السائدة ، لكنه لم يأخذ في الاعتبار القضايا الحساسة على أطرافها ، والتي ، بالإضافة إلى الاحتياجات العملية ، تؤثر أيضًا على التوازنات السياسية ، التي تم الوصول إليها بصعوبة والتي يجب ألا تخضع للتغييرات. من أجل عدم العودة إلى المواقف التي ترتفع فيها نسبة المخاطر الاجتماعية. إذا كانت لندن تتحمل الجزء الأكبر من المسؤولية بسبب أفعالها التي لم تكن بعيدة النظر إطلاقاً وانطوت بسبب الرغبة في السيادة الخالدة ، فحتى أوروبا ، وإن بدرجة أقل ، ربما بدت تطفو على مواقفها ولم تسعها. تعديل للمفاوضات قادر على إيجاد تركيبة قادرة على حل وضع يحتمل أن يسبب اضطرابات في الجزيرة الأيرلندية. لا يزال هناك قلق بشأن الانهيار المحتمل للمملكة المتحدة ، بعد اسكتلندا وويلز ، تعزز فرضية أيرلندا الموحدة بسبب المشاكل الناجمة عن خروج بريطانيا من الاتحاد الأوروبي ومخاطر لندن بالبقاء محصورة في حدود إنجلترا: عامل مقلق للتوازن الغربي.

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lunedì 1 febbraio 2021

La Francia discute la legge contro l'islamismo radicale

 La discussione che si avvia nell’Assemblea nazionale francese sul separatismo culturale e religioso, cerca di rafforzare la laicità dello stato perseguendo, contemporaneamente, il risultato di creare una regolamentazione dei culti religiosi e, in special modo, l’impatto che la religione musulmana, specialmente quella più radicale, ha prodotto sulla società francese. La questione è molto sentita sul suolo francese ed investe questioni fondamentali, come la libertà religiosa, il contenimento dell’isolamento sociale delle periferie, che spesso ha prodotto fenomeni terroristici di naturale religiosa, il controllo dei predicatori radicali, capaci di aggregare il malcontento sociale ed indirizzarlo contro l’impalcatura della società francese, attraverso la critica delle istituzioni. Si tratta di un insieme di fenomeni che si scontrano principalmente contro i valori fondanti della repubblica francese, come la tolleranza e la laicità, inquadrate in un contesto di democrazia, spesso in contrasto con le idee radicali espresse da parte delle comunità musulmane. Certamente l’obiettivo islamico non è dichiarato espressamente dalla volontà del disegno di legge, tuttavia i rapporti tra lo stato e le comunità cattoliche, protestanti o ebraiche, non registrano problemi tali da giustificare una legge sui culti e le associazioni religiose, dove è centrale il rafforzamento dei principi della Repubblica; questa esigenza è rivolta nei confronti della religione islamica, tanto da diventare una esigenza da regolamentare con estrema urgenza. Forse, anzi, su queste tematiche si è già in ritardo, considerando che gli episodi di violenza urbana, che hanno segnato il primo trimestre del 2020 e gli attacchi integralisti dei mesi di settembre ed ottobre scorsi, sono stati soltanto i fatti più recenti di un fenomeno più antico. Intanto si vuole colpire il proselitismo da parte degli imam più radicale, per consentire di contenere, innanzitutto, il possibile separatismo dalla società francese e la costituzione di zone dove la fedeltà alla Francia ed alle sue leggi diventa come sospesa, se non proprio rifiutata. Alla base di questo ragionamento c’è la consapevolezza che per le guide delle moschee più radicali ci sia una convinzione che la legge prevalente è quella islamica su quella della Francia, rendendo oggettiva la trasgressione del principio di territorialità della legislazione vigente; si tratta di una sorta di extra territorialità autoreferenziale inammissibile per qualsiasi stato sovrano. La strada scelta è quella di un rigido controllo giudiziario, di polizia ed economico, i finanziamenti esteri sono essenziali per la sopravvivenza di queste organizzazioni al di fuori del quadro costituzionale e la loro persecuzione ne è la logica conseguenza; la chiusura dei luoghi di culto, che non si adeguano alle normative statali e l’arresto di individui che non rispettano le disposizioni saranno le misure di deterrenza previste. La tutela delle vittime di queste associazioni radicali è un altro punto fermo delle intenzioni del disegno di legge: episodi come l’odio sociale espressi attraverso la rete internet saranno punibili, per evitare conseguenze  tragiche come accaduto recentemente in Francia contro docenti contestati per i loro metodi di insegnamento contrari alle ideologie islamiche più estremiste. Gli imam più moderati si sono detti favorevoli alla proposta di legge, trovando nelle intenzioni del legislatore una volontà coincidente di eliminare i gruppi radicali e permettere di presentare l’islam come una forma religiosa rispettosa delle leggi francesi. Più sfumati i commenti dei componenti delle altre religioni, che, seppure intravvedono una potenziale ingerenza delle istituzioni nella sfera religiosa non possono che essere concordi con la volontà di eliminare un concreto politico per la vita democratica. D’altra parte il legislatore non proibisce alcun culto, ma mira a contenere soltanto alcuni effetti potenzialmente molto dannosi per la società. Inutile dire che la Francia, con una legge del genere, apre la strada per una regolamentazione sovranazionale, in ambito europeo, per combattere un fenomeno pericoloso di separatismo ed affermazione tramite la violenza, che sembra destinato a crescere senza le adeguate contromisure, anche se per ora l’emergenza francese è ben oltre la situazione che si registra nel resto dell’Unione Europea, tuttavia la crescita del radicalismo ha riservato più volte sorprese sgradite che è consigliabile anticipare, senza, comunque, ledere la libertà di culto esercitata all’interno delle leggi vigenti e nel rispetto della società nel suo complesso.    

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France discusses the law against radical Islamism

 The discussion that starts in the French National Assembly on cultural and religious separatism seeks to strengthen the secularism of the state while pursuing, at the same time, the result of creating a regulation of religious cults and, in particular, the impact that the Muslim religion, especially the more radical one, he produced on French society. The issue is deeply felt on French soil and involves fundamental issues, such as religious freedom, the containment of the social isolation of the suburbs, which has often produced natural religious terrorist phenomena, the control of radical preachers, capable of aggregating social discontent and direct it against the scaffolding of French society, through the criticism of institutions. It is a set of phenomena that clash mainly against the founding values ​​of the French republic, such as tolerance and secularism, framed in a context of democracy, often in contrast with the radical ideas expressed by the Muslim communities. Certainly the Islamic objective is not explicitly declared by the will of the bill, however the relations between the state and the Catholic, Protestant or Jewish communities do not register problems such as to justify a law on cults and religious associations, where the strengthening of the principles of the Republic; this need is directed towards the Islamic religion, so much so that it becomes a need to be regulated with extreme urgency. Perhaps, indeed, on these issues we are already late, considering that the episodes of urban violence, which marked the first quarter of 2020 and the fundamentalist attacks of last September and October, were only the most recent events of a oldest phenomenon. In the meantime, we want to hit proselytism by the more radical imams, to allow us to contain, first of all, the possible separatism from French society and the establishment of areas where loyalty to France and its laws becomes suspended, if not really rejected. The basis of this reasoning is the awareness that for the guides of the most radical mosques there is a belief that the prevailing law is Islamic over that of France, making the transgression of the principle of territoriality of current legislation objective; it is a sort of self-referential extra-territoriality that is inadmissible for any sovereign state. The path chosen is that of a strict judicial, police and economic control, foreign funding is essential for the survival of these organizations outside the constitutional framework and their persecution is the logical consequence; the closure of places of worship that do not comply with state regulations and the arrest of individuals who do not comply with the provisions will be the deterrent measures provided. The protection of the victims of these radical associations is another fixed point of the intentions of the bill: episodes such as social hatred expressed through the internet will be punishable, to avoid tragic consequences as happened recently in France against teachers challenged for their methods teaching contrary to the most extremist Islamic ideologies. The more moderate imams said they were in favor of the bill, finding the intention of the legislator to coincide with the will to eliminate radical groups and allow Islam to be presented as a religious form that respects French laws. The comments of the members of other religions are more nuanced, who, even if they see a potential interference of the institutions in the religious sphere, cannot but agree with the desire to eliminate a concrete policy for democratic life. On the other hand, the legislator does not prohibit any cult, but aims to contain only some potentially very harmful effects for society. It goes without saying that France, with such a law, opens the way for supranational regulation, within Europe, to combat a dangerous phenomenon of separatism and affirmation through violence, which seems destined to grow without adequate countermeasures, even if for now the French emergency is well beyond the situation that is registered in the rest of the European Union, however the growth of radicalism has repeatedly reserved unwelcome surprises that it is advisable to anticipate, without, however, damaging the freedom of worship exercised within the laws in force and in compliance with society as a whole.

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Francia discute la ley contra el islamismo radical

 La discusión que se inicia en la Asamblea Nacional de Francia sobre el separatismo cultural y religioso busca fortalecer el laicismo del Estado al tiempo que persigue, al mismo tiempo, el resultado de crear una regulación de los cultos religiosos y, en particular, el impacto que la religión musulmana , especialmente el más radical, produjo sobre la sociedad francesa. El tema se siente profundamente en suelo francés e involucra cuestiones fundamentales, como la libertad religiosa, la contención del aislamiento social de los suburbios, que a menudo ha producido fenómenos naturales de terrorismo religioso, el control de predicadores radicales, capaces de agregar descontento social y directo. contra el andamiaje de la sociedad francesa, a través de la crítica de las instituciones. Se trata de un conjunto de fenómenos que chocan principalmente con los valores fundacionales de la república francesa, como la tolerancia y el laicismo, enmarcados en un contexto de democracia, muchas veces en contraste con las ideas radicales expresadas por las comunidades musulmanas. Ciertamente el objetivo islámico no está explícitamente declarado por la voluntad del proyecto de ley, sin embargo las relaciones entre el estado y las comunidades católica, protestante o judía no registran problemas como para justificar una ley sobre cultos y asociaciones religiosas, donde el fortalecimiento del principios de la República; esta necesidad se dirige hacia la religión islámica, tanto que se convierte en una necesidad de ser regulada con extrema urgencia. Quizás, efectivamente, en estos temas ya estamos atrasados, considerando que los episodios de violencia urbana, que marcaron el primer trimestre de 2020 y los ataques fundamentalistas de septiembre y octubre pasados, fueron solo los hechos más recientes de un fenómeno más antiguo. Mientras tanto, queremos golpear el proselitismo de los imanes más radicales, para permitirnos contener, en primer lugar, el posible separatismo de la sociedad francesa y el establecimiento de áreas donde la lealtad a Francia y sus leyes se suspende, si no se rechaza realmente. . La base de este razonamiento es la conciencia de que para los guías de las mezquitas más radicales existe la creencia de que la ley imperante es islámica sobre la francesa, haciendo objetiva la transgresión del principio de territorialidad de la legislación vigente; es una especie de extraterritorialidad autorreferencial que es inadmisible para cualquier estado soberano. El camino elegido es el de un estricto control judicial, policial y económico, el financiamiento externo es fundamental para la supervivencia de estas organizaciones fuera del marco constitucional y su persecución es la consecuencia lógica; el cierre de lugares de culto que no cumplan con la normativa estatal y la detención de personas que no cumplan con las disposiciones serán las medidas disuasorias previstas. La protección de las víctimas de estas asociaciones radicales es otro punto fijo de las intenciones del proyecto de ley: episodios como el odio social expresado a través de Internet serán punibles, para evitar consecuencias trágicas como sucedió recientemente en Francia contra profesores desafiados por sus métodos de enseñanza contraria. a las ideologías islámicas más extremistas. Los imanes más moderados dijeron estar a favor del proyecto de ley, encontrando que la intención del legislador coincidía con la voluntad de eliminar a los grupos radicales y permitir que el Islam se presentara como una forma religiosa que respeta las leyes francesas. Los comentarios de los miembros de otras religiones son más matizados, quienes, aunque ven una potencial injerencia de las instituciones en el ámbito religioso, no pueden sino estar de acuerdo con el deseo de eliminar una política concreta para la vida democrática. Por otro lado, el legislador no prohíbe ningún culto, sino que pretende contener solo algunos efectos potencialmente muy dañinos para la sociedad. Ni que decir tiene que Francia, con tal ley, abre el camino a una regulación supranacional, dentro de Europa, para combatir un peligroso fenómeno de separatismo y afirmación a través de la violencia, que parece destinado a crecer sin las contramedidas adecuadas, aunque por ahora la emergencia francesa está mucho más allá de la situación que se registra en el resto de la Unión Europea, sin embargo el crecimiento del radicalismo ha reservado en repetidas ocasiones sorpresas desagradables que conviene anticipar, sin que ello perjudique la libertad de culto ejercida dentro de las leyes vigentes y en cumplimiento de la sociedad en su conjunto.

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Frankreich diskutiert das Gesetz gegen den radikalen Islamismus

 Die Diskussion, die in der französischen Nationalversammlung über kulturellen und religiösen Separatismus beginnt, zielt darauf ab, den Säkularismus des Staates zu stärken und gleichzeitig das Ergebnis einer Regulierung religiöser Kulte und insbesondere die Auswirkungen der muslimischen Religion zu verfolgen , besonders der radikalere, produzierte er über die französische Gesellschaft. Das Problem ist auf französischem Boden tief empfunden und beinhaltet grundlegende Probleme wie die Religionsfreiheit, die Eindämmung der sozialen Isolation der Vororte, die häufig zu natürlichen religiösen terroristischen Phänomenen geführt hat, die Kontrolle radikaler Prediger, die soziale Unzufriedenheit und direkte Aggregation aggregieren können es gegen das Gerüst der französischen Gesellschaft, durch die Kritik der Institutionen. Es handelt sich um eine Reihe von Phänomenen, die hauptsächlich gegen die Grundwerte der Französischen Republik wie Toleranz und Säkularismus stoßen, die im Kontext der Demokratie stehen, oft im Gegensatz zu den radikalen Ideen der muslimischen Gemeinschaften. Sicherlich wird das islamische Ziel nicht ausdrücklich durch den Willen des Gesetzes erklärt, aber die Beziehungen zwischen dem Staat und den katholischen, protestantischen oder jüdischen Gemeinden registrieren keine Probleme, wie ein Gesetz über Kulte und religiöse Vereinigungen zu rechtfertigen, wo die Stärkung der Grundsätze der Republik; Dieses Bedürfnis richtet sich so sehr gegen die islamische Religion, dass es mit äußerster Dringlichkeit geregelt werden muss. Vielleicht sind wir in diesen Fragen bereits zu spät, wenn man bedenkt, dass die Episoden städtischer Gewalt, die das erste Quartal 2020 und die fundamentalistischen Angriffe vom letzten September und Oktober kennzeichneten, nur die jüngsten Ereignisse eines ältesten Phänomens waren. In der Zwischenzeit wollen wir den Proselytismus durch die radikaleren Imame bekämpfen, um zunächst den möglichen Separatismus von der französischen Gesellschaft und die Schaffung von Gebieten einzudämmen, in denen die Loyalität gegenüber Frankreich und seinen Gesetzen aufgehoben, wenn nicht sogar wirklich abgelehnt wird . Die Grundlage dieser Argumentation ist das Bewusstsein, dass für die Führer der radikalsten Moscheen die Überzeugung besteht, dass das geltende Recht gegenüber dem französischen islamisch ist, was die Übertretung des Territorialitätsprinzips der geltenden Gesetzgebung zum Ziel macht. es ist eine Art selbstreferenzielle Exterritorialität, die für jeden souveränen Staat unzulässig ist. Der gewählte Weg ist der einer strengen gerichtlichen, polizeilichen und wirtschaftlichen Kontrolle. Ausländische Finanzmittel sind für das Überleben dieser Organisationen außerhalb des verfassungsmäßigen Rahmens von wesentlicher Bedeutung, und ihre Verfolgung ist die logische Konsequenz. Die Schließung von Kultstätten, die nicht den staatlichen Vorschriften entsprechen, und die Festnahme von Personen, die die Bestimmungen nicht einhalten, sind abschreckende Maßnahmen. Der Schutz der Opfer dieser radikalen Vereinigungen ist ein weiterer fester Punkt der Absichten des Gesetzes: Episoden wie sozialer Hass, die über das Internet zum Ausdruck gebracht werden, werden strafbar sein, um tragische Konsequenzen zu vermeiden, wie sie kürzlich in Frankreich gegen Lehrer aufgetreten sind, die wegen ihrer Methoden des Gegenunterrichts herausgefordert wurden zu den extremsten islamischen Ideologien. Die gemäßigteren Imame sprachen sich für das Gesetz aus und fanden die Absicht des Gesetzgebers, mit dem Willen übereinzustimmen, radikale Gruppen zu eliminieren und den Islam als religiöse Form darzustellen, die die französischen Gesetze respektiert. Die Kommentare der Mitglieder anderer Religionen sind nuancierter, die, selbst wenn sie eine mögliche Einmischung der Institutionen im religiösen Bereich sehen, dem Wunsch, eine konkrete Politik für das demokratische Leben zu beseitigen, nur zustimmen können. Andererseits verbietet der Gesetzgeber keinen Kult, sondern will nur einige potenziell sehr schädliche Auswirkungen auf die Gesellschaft haben. Es versteht sich von selbst, dass Frankreich mit einem solchen Gesetz den Weg für eine supranationale Regulierung innerhalb Europas ebnet, um ein gefährliches Phänomen des Separatismus und der Bestätigung durch Gewalt zu bekämpfen, das ohne angemessene Gegenmaßnahmen zu wachsen scheint, auch wenn es vorerst der französische Notfall ist Dies geht weit über die im Rest der Europäischen Union festgestellte Situation hinaus. Das Anwachsen des Radikalismus hat jedoch wiederholt unerwünschte Überraschungen vorbehalten, die zu antizipieren sind, ohne jedoch die im Rahmen der geltenden und geltenden Gesetze ausgeübte Religionsfreiheit zu beeinträchtigen Einhaltung der Gesellschaft als Ganzes.

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La France discute de la loi contre l'islamisme radical

 La discussion qui démarre à l'Assemblée nationale française sur le séparatisme culturel et religieux vise à renforcer la laïcité de l'Etat tout en poursuivant, en même temps, le résultat de la création d'une régulation des cultes religieux et, en particulier, l'impact que la religion musulmane , surtout le plus radical, il a produit sur la société française. L'enjeu est profondément ressenti sur le sol français et implique des enjeux fondamentaux, tels que la liberté religieuse, la maîtrise de l'isolement social des banlieues, qui a souvent produit des phénomènes terroristes religieux naturels, le contrôle des prédicateurs radicaux, capables d'agréger le mécontentement social et de diriger contre l'échafaudage de la société française, à travers la critique des institutions. C'est un ensemble de phénomènes qui se heurtent principalement aux valeurs fondatrices de la République française, telles que la tolérance et la laïcité, encadrées dans un contexte de démocratie, souvent en contraste avec les idées radicales exprimées par les communautés musulmanes. Certes l'objectif islamique n'est pas explicitement déclaré par la volonté du projet de loi, cependant les relations entre l'Etat et les communautés catholiques, protestantes ou juives n'enregistrent pas de problèmes de nature à justifier une loi sur les cultes et les associations religieuses, où le renforcement des principes de la République; ce besoin est orienté vers la religion islamique, à tel point qu'il devient un besoin à régler avec une extrême urgence. Peut-être, en effet, sur ces questions, nous sommes déjà en retard, considérant que les épisodes de violence urbaine, qui ont marqué le premier trimestre de 2020 et les attentats fondamentalistes de septembre et octobre derniers, n'étaient que les événements les plus récents d'un phénomène plus ancien. En attendant, nous voulons frapper le prosélytisme des imams les plus radicaux, pour nous permettre de contenir, tout d'abord, l'éventuel séparatisme de la société française et la mise en place de zones où la loyauté à la France et à ses lois est suspendue, voire rejetée. . La base de ce raisonnement est la conscience que pour les guides des mosquées les plus radicales, il y a une croyance que la loi dominante est islamique par rapport à celle de la France, rendant objective la transgression du principe de territorialité de la législation actuelle; c'est une sorte d'extra-territorialité autoréférentielle inadmissible pour tout État souverain. La voie choisie est celle d'un contrôle judiciaire, policier et économique strict, le financement étranger est essentiel pour la survie de ces organisations en dehors du cadre constitutionnel et leur persécution en est la conséquence logique; la fermeture des lieux de culte non conformes aux réglementations de l'État et l'arrestation de personnes ne respectant pas les dispositions seront les mesures de dissuasion prévues. La protection des victimes de ces associations radicales est un autre point fixe des intentions du projet de loi: des épisodes tels que la haine sociale exprimée à travers internet seront punissables, pour éviter les conséquences tragiques comme cela s'est produit récemment en France contre des enseignants contestés pour leurs méthodes d'enseignement contraire. aux idéologies islamiques les plus extrémistes. Les imams les plus modérés se sont déclarés favorables au projet de loi, trouvant que l'intention du législateur coïncidait avec la volonté d'éliminer les groupes radicaux et de permettre à l'islam d'être présenté comme une forme religieuse respectueuse des lois françaises. Les commentaires des membres des autres religions sont plus nuancés, qui, même s'ils voient une éventuelle ingérence des institutions dans la sphère religieuse, ne peuvent que souscrire à la volonté d'éliminer une politique concrète de vie démocratique. En revanche, le législateur n'interdit aucune secte, mais vise à ne contenir que certains effets potentiellement très néfastes pour la société. Il va sans dire que la France, avec une telle loi, ouvre la voie à une régulation supranationale, au sein de l'Europe, pour lutter contre un dangereux phénomène de séparatisme et d'affirmation par la violence, qui semble voué à se développer sans contre-mesures adéquates, même si pour l'instant l'urgence française est bien au-delà de la situation enregistrée dans le reste de l'Union européenne, mais la montée du radicalisme a réservé à plusieurs reprises des surprises malencontreuses qu'il convient d'anticiper, sans toutefois porter atteinte à la liberté de culte exercée dans le cadre des lois en vigueur et en respect de la société dans son ensemble.

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França discute lei contra o islamismo radical

 A discussão que se inicia na Assembleia Nacional Francesa sobre o separatismo cultural e religioso busca fortalecer o laicismo de Estado e, ao mesmo tempo, buscar o resultado da criação de uma regulamentação dos cultos religiosos e, em particular, o impacto que a religião muçulmana , especialmente o mais radical, ele produziu na sociedade francesa. A questão é profundamente sentida em solo francês e envolve questões fundamentais, como a liberdade religiosa, a contenção do isolamento social das periferias, que muitas vezes tem produzido fenômenos naturais religiosos terroristas, o controle de pregadores radicais, capazes de agregar descontentamento social e direto contra o andaime da sociedade francesa, através da crítica das instituições. É um conjunto de fenômenos que se chocam principalmente com os valores fundadores da república francesa, como a tolerância e o secularismo, enquadrados em um contexto de democracia, muitas vezes em contraste com as ideias radicais expressas pelas comunidades muçulmanas. Certamente o objetivo islâmico não está explicitamente declarado na vontade do projeto de lei, porém as relações entre o estado e as comunidades católica, protestante ou judaica não registram problemas como justificar uma lei sobre cultos e associações religiosas, onde o fortalecimento do princípios da República; essa necessidade está voltada para a religião islâmica, tanto que se torna uma necessidade a ser regulamentada com extrema urgência. Talvez, de facto, nestas questões já estejamos atrasados, considerando que os episódios de violência urbana, que marcaram o primeiro trimestre de 2020 e os atentados fundamentalistas de setembro e outubro passados, foram apenas os acontecimentos mais recentes de um fenômeno mais antigo. Enquanto isso, queremos bater o proselitismo dos imãs mais radicais, para nos permitir conter, em primeiro lugar, o possível separatismo da sociedade francesa e o estabelecimento de áreas onde a lealdade à França e suas leis seja suspensa, se não realmente rejeitada . A base deste raciocínio é a consciência de que para os guias das mesquitas mais radicais há a crença de que o direito vigente é islâmico sobre o da França, tornando objetiva a transgressão do princípio da territorialidade da legislação vigente; é uma espécie de extraterritorialidade autorreferencial inadmissível para qualquer Estado soberano. O caminho escolhido é o de um estrito controle judicial, policial e econômico, o financiamento externo é essencial para a sobrevivência dessas organizações fora do marco constitucional e sua perseguição é a consequência lógica; o fechamento de locais de culto que não cumpram com os regulamentos estaduais e a prisão de indivíduos que não cumpram com as disposições serão as medidas de dissuasão previstas. A proteção das vítimas dessas associações radicais é outro ponto fixo das intenções do projeto de lei: episódios como o ódio social expresso através da internet serão puníveis, para evitar consequências trágicas como aconteceu recentemente na França contra professores desafiados por seus métodos de ensino contrário às ideologias islâmicas mais extremistas. Os imãs mais moderados disseram ser a favor do projeto, achando que a intenção do legislador coincide com a vontade de eliminar grupos radicais e permitir que o Islã seja apresentado como uma forma religiosa que respeita as leis francesas. Os comentários dos membros de outras religiões são mais matizados, que, mesmo vendo uma potencial interferência das instituições no âmbito religioso, só podem concordar com o desejo de eliminar uma política concreta de vida democrática. Por outro lado, o legislador não proíbe nenhum culto, mas visa conter apenas alguns efeitos potencialmente muito nocivos para a sociedade. Nem é preciso dizer que a França, com tal lei, abre caminho para a regulação supranacional, no contexto europeu, para combater um perigoso fenômeno de separatismo e afirmação pela violência, que parece destinado a crescer sem as contra-medidas adequadas, ainda que por agora A emergência francesa vai muito além da situação que se regista no resto da União Europeia, mas o crescimento do radicalismo reservou repetidamente surpresas indesejáveis ​​que convém antecipar, sem, no entanto, prejudicar a liberdade de culto exercida dentro das leis em vigor e em conformidade com a sociedade como um todo.

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