Politica Internazionale

Politica Internazionale

Cerca nel blog

mercoledì 22 maggio 2013

L'Iran alla vigilia delle elezioni

In un Iran alla vigilia delle elezioni si è delineata la griglia dei concorrenti che concorreranno alla carica di Presidente del paese. La difficile situazione economica iraniana, dovuta alla pressione delle sanzioni internazionali per la questione nucleare e la posizione della nazione sulla scena internazionale saranno gli argomenti cardine sui quali verterà il dibattito elettorale che condurrà alle elezioni del 14 giugno. Per ora i temi elettorali sono però meno centrali rispetto alla rosa dei candidati a cui sarà consentito partecipare alla competizione elettorale. L'esclusione di Akbar Hashemi Rafsanjani e Esfandiar Rahim Mashaie è attualmente l'elemento predominante del dibattito nel paese, che segna un grosso punto a favore dell'ala conservatrice del paese, tesa a mantenere lo status quo vigente in Iran. Già la situazione della parte riformista appare molto debole ed i quattro anni passati dalle proteste dalla rielezione di Ahmadinejad sono serviti ai settori più conservatori del paese, i veri detentori del potere, a fiaccare ancora di più i tentativi di fare emergere una alternativa progressista al vigente clima incentrato sulla teocrazia più esasperata. La situazione dei gruppi di opposizione è quella di una semi clandestinità, che li ha posti al margine del sistema politico ed amministrativo iraniano, isolandoli dalla società civile con operazioni di polizia. La cittadinanza è generalmente fiaccata dalla grave situazione economica ed il sentimento più diffuso è quello di una cupa rassegnazione. Nonostante questa situazione, sono stati ben due i candidati riformisti che si sono presentati alle elezioni, Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, ma le loro denuncie relative alle frodi elettorali ne hanno determinato la condanna agli arresti domiciliari. L'esclusione di Rafsanjani, già presidente del paese nel periodo 1989-1997, è stata giustificata, anche se in modo velato, con l'età avanzata, in realtà i 78 anni del candidato escluso, sono soltanto una scusa che segnala quale è la reale volontà dei guardiani dell'ortodossia: l'Iran attuale, nell'insieme degli strati sociali, non è quel sistema monolitico che si vuole fare credere ed una possibile affermazione o, peggio, una sconfitta di misura di Rafsanjani, potrebbero riportare il paese verso proteste di piazza come quattro anni prima. Occorre ricordare che Rafsanjani non è un vero e proprio riformista, tuttavia il suo indirizzo potenziale è interpretato dal Consiglio dei Guardiani, verso un pragmatismo che potrebbe portare ad aperture significative nella vita dello stato, come era accaduto negli anni novanta del secolo scorso. Per Mashaei grande alleato del presidente uscente, invece si tratta di una bocciatura rivolta ad Ahmadinejad, che non può ripresentarsi per legge dopo il secondo mandato consecutivo, del quale è un uomo di fiducia. Le élites dominanti del paese non hanno gradito l'impostazione conservatrice ma populista del presidente uscente, che ha alterato la supposta purezza dello stato fondato su base religiosa. Entrambi gli esclusi rappresentavano un elemento di timore per gli ultraconservatori che hanno inteso preservare il paese da ogni più piccolo segno di rinnovamento, questa esclusione, avvenuta ai danni di due personalità tutt'altro che riformiste in senso assoluto, ma che potevano apportare qualche variazione in questa direzione in senso relativo, dimostra come gli ambienti ortodossi del regime temano qualunque cambiamento, anche il più piccolo, per la paura che questo possa provocare lo smottamento del castello di argilla su cui poggia l'impianto dello stato iraniano. La necessità di porre confini sempre più stretti al mantenimento dell'ordine costituito, ed anzi di aumentarlo, segnala la grande preoccupazione dei ceti dominanti della necessità di precludere ogni possibile possibilità di variazione dello status quo, perchè ciò potrebbe provocare immediatamente forme di degenerazione, per la visione dominante, del sistema verso la costruzione di istituzioni di segno completamente opposto. A dimostrazione di ciò è sufficiente osservare gli otto candidati alla carica presidenziale a cui è stato permesso di concorrere, tra di loro figurano Saeed Jalili, il capo negoziatore della questione nucleare, Mohammad Qalibaf, sindaco di Teheran, Gholam-Ali Haddad-Adel, ex speaker del parlamento iraniano, Ali Akbar Velayati, già ministro degli esteri, Mohsen Rezai, ex capo dei Pasdaran. Questi personaggi sono tutti conservatori dichiarati e di sicura fedeltà per la Guida suprema Ali Khamenei. Gli altri tre candidati sono personaggi oscuri senza alcuna possibilità di vittoria per mancanza manifesta del sostegno popolare necessario e sono stati inseriti per dare alla competizione elettorale una parvenza di pluralità essendo anziani membri dell'era riformista di Khatami: l'ex capo negoziatore nucleare Hasan Ruhani, l'ex vice presidente delle telecomunicazioni Mohammad Reza Aref e l'ex ministro Mohammad Gharazi. In realtà i voti riformisti potrebbero concentrarsi su Mohammad Reza Aref, che aveva annunciato il ritiro della candidatura se fosse stata consentita la partecipazione di Rafsanjani, ma si tratta di un candidato ritenuto troppo debole per puntare ad una affermazione e ciò conferma l'impressione che il suo inserimento sia stato dettato da una volontà di presentare una griglia di candidature dove non si potesse contestare la mancanza della rappresentanza di tutti gli indirizzi politici, almeno a grandi linee. Quindi quello che si delinea per l'Iran è ancora un futuro dove l'affermazione del conservatorismo teocratico è visto come la continuazione delle posizioni che hanno segnato la storia recente del paese, un paese chiuso verso l'esterno ed arrocato nella difesa di una visione troppo basata sull'aspetto religioso visto come elemento regolatore della vita comune della nazione e distintivo nella politica internazionale, capace di esaltare all'eccesso l'importanza di considerarsi, ed essere, la nazione capofila degli sciti nel mondo.

Iran on the eve of the election

In Iran on the eve of elections have outlined the grid of the competitors who will compete for the office of President of the country. The difficult economic situation in Iran, due to the pressure of international sanctions for the nuclear issue and the position of the nation in the international arena will be the key topics which will focus on the election debate that will lead to the elections of 14 June. For now, the election issues, however, are less central to the list of candidates that will be allowed to participate in the electoral competition. The exclusion of Akbar Hashemi Rafsanjani, and Esfandiar Rahim Mashaie is currently the predominant element of the debate in the country, which marks a major point in favor of the conservative wing of the country, aimed at maintaining the status quo existing in Iran. Already the situation of the reformist appears very weak and the past four years by protests from the re-election of Ahmadinejad are served at the most conservative sectors of the country, the real holders of power, to weaken even more attempts to move towards a progressive alternative to the existing focused on the more extreme climate theocracy. The situation of the opposition groups is that of a half-secret, which has placed them at the edge of the political and administrative Iran, isolating them from civil society with police operations. Citizenship is generally weakened by the severe economic situation and the most common feeling is that of a grim resignation. Despite this situation, were two reformist candidates who showed up to the elections, Mir Hossein Mousavi and Mehdi Karroubi, but their complaints about the electoral fraud have been convicted under house arrest. The exclusion of Rafsanjani, former president of the country in the period 1989-1997, was justified, although in a veiled way, with advanced age, in fact the 78 years of the excluded candidate, are only an excuse that indicates which is the real will of the guardians of orthodoxy: Iran present in all the social strata, is not monolithic system that you want to do and believe a possible claim, or worse, a narrow defeat Rafsanjani, could push the country towards protests as four years earlier. It should be noted that Rafsanjani is not a real reformer, but his address potential is interpreted by the Guardian Council, to a pragmatism that could lead to significant openings in the life of the state, as had happened in the nineties of the last century. For Mashaei great ally of the outgoing president, instead it is a rejection addressed to Ahmadinejad, who can not participate for the second consecutive term after the law, which is a man of faith. The ruling elites of the country did not like the setting of the populist conservative but outgoing president, which has altered the supposed purity of the state founded on a religious basis. Both the excluded were an element of fear to the ultra-conservative who sought to preserve the country from the smallest sign of renewal, this exclusion, which took place at the expense of two personalities anything but reformist in an absolute sense, but they could make some variation in this direction in a relative sense, it reflects how the Orthodox circles of the regime fear any change, even the smallest, for fear that this will cause the landslide of the castle of clay on which the system of the Iranian state. The need to put boundaries ever closer to the maintenance of the established order, and even to increase it, noted the great concern of the dominant groups of the need to foreclose every possible opportunity to change the status quo, or it may cause immediately forms of degeneration, for the dominant view, the system towards building institutions completely opposite sign. A demonstration of this is sufficient to observe the eight candidates for president who was not allowed to compete, among them include Saeed Jalili, the chief negotiator on the nuclear issue, Mohammad Qalibaf, mayor of Tehran, Gholam-Ali Haddad-Adel, a former speaker of the Iranian parliament, Ali Akbar Velayati, former foreign minister, Mohsen Rezai, former chief of the Pasdaran. These characters are all conservatives declared safe and loyalty to the Supreme Leader Ali Khamenei. The three other candidates are obscure characters with no chance of victory if it is manifestly popular support needed and have been included to give a semblance of electoral competition plurality being older members era reformist Khatami's former chief nuclear negotiator Hasan Ruhani , the former Vice President Mohammad Reza Aref telecommunications and former minister Mohammad Gharazi. In fact, the votes could focus on reformist Mohammad Reza Aref, who had announced the withdrawal of candidacy if it had been allowed to participate Rafsanjani, but it is a candidate deemed too weak to point to a statement, and this confirms the impression that the its inclusion has been dictated by a desire to present a grid of applications where it is not possible to criticize the lack of representation of all the political spectrum, at least in broad outline. So what is emerging for Iran is still a future where the affirmation of the theocratic conservatism is seen as a continuation of the positions that have marked the recent history of the country, a country closed to the outside and Perched in the defense of a vision based too much on the religious aspect seen as a factor regulating the common life of the nation and distinctive in international politics, able to enhance the excess of the importance of considering, and be the lead nation of the Scythians in the world.
En Irán, en vísperas de las elecciones han esbozado la red de los competidores que competirán para el cargo de Presidente del país. La difícil situación económica en Irán, debido a la presión de las sanciones internacionales para el problema nuclear y la posición de la nación en el ámbito internacional serán los temas clave que se centrará en el debate electoral que conducirá a las elecciones del 14 de junio. Por ahora, los problemas de la elección, sin embargo, son menos importantes que la lista de candidatos que se les permitirá participar en la competencia electoral. La exclusión de Akbar Hashemi Rafsanjani y Esfandiar Rahim Mashaie es actualmente el elemento predominante del debate en el país, lo que marca un punto importante a favor del ala conservadora del país, destinada a mantener el statu quo existente en Irán. Ya la situación del reformista parece muy débil y los últimos cuatro años por las protestas de la reelección de Ahmadinejad se sirven en los sectores más conservadores del país, los titulares reales de poder, para debilitar aún más los intentos de avanzar hacia una alternativa progresista a la existente centrado en la teocracia clima más extremo. La situación de los grupos de la oposición es la de un medio secreto, que los ha colocado al borde de la guerra Irán política y administrativa, aislándolos de la sociedad civil en las operaciones policiales. La ciudadanía en general se debilitó por la grave situación económica y el sentimiento más común es el de una sombría resignación. A pesar de esta situación, los dos candidatos reformistas que se presentaron a las elecciones, Mir Hossein Mousavi y Mehdi Karroubi, pero sus quejas sobre el fraude electoral ha sido condenado a arresto domiciliario. La exclusión de Rafsanjani, ex presidente del país en el período 1989-1997, se justificaba, aunque de forma velada, con la edad avanzada, de hecho, los 78 años del candidato excluido, son sólo una excusa que indica que es el voluntad real de los guardianes de la ortodoxia: Irán presente en todos los estratos sociales, no es un sistema monolítico que desea hacer y creer en una posible reclamación, o peor, una derrota por la mínima Rafsanjani, podría empujar al país hacia protestas como cuatro años antes. Cabe señalar que Rafsanjani no es un verdadero reformador, pero su potencial de dirección es interpretado por el Consejo de Guardianes, a un pragmatismo que podría dar lugar a oportunidades significativas en la vida del Estado, como había ocurrido en los años noventa del siglo pasado. Para Mashaei gran aliado del presidente saliente, sino que es un rechazo dirigida a Ahmadinejad, que no pueden participar por segunda vez consecutiva después de la ley, que es un hombre de fe. Las elites gobernantes del país no les gustaba el ajuste del presidente conservador saliente pero populista, que ha alterado la supuesta pureza del Estado fundado sobre una base religiosa. Tanto los excluidos eran un elemento de miedo a la ultra-conservador que trató de preservar al país de la más mínima señal de la renovación, esta exclusión, que tuvo lugar a expensas de dos personalidades de todo menos reformista en un sentido absoluto, pero se podría hacer alguna variación en esta dirección en un sentido relativo, que refleja cómo los círculos ortodoxos del régimen temen que cualquier cambio, incluso el más pequeño, por temor a que esto hará que el derrumbe del castillo de arcilla en la que el sistema del Estado iraní. La necesidad de poner límites cada vez más estrecha con el mantenimiento del orden establecido, e incluso aumentarla, tomó nota de la gran preocupación de los grupos dominantes de la necesidad de excluir todas las oportunidades posibles para cambiar el status quo, o se producirá inmediatamente formas de degeneración, por la visión dominante, el sistema para crear instituciones signo totalmente opuesto. Una demostración de esto es suficiente para observar los ocho candidatos a la presidencia que no se le permitió competir, entre ellos incluyen Saeed Jalili, el negociador jefe en la cuestión nuclear, Mohammad Qalibaf, alcalde de Teherán, Gholam-Ali Haddad-Adel, un ex presidente del Parlamento iraní, Ali Akbar Velayati, ex ministro de Relaciones Exteriores, Mohsen Rezai, ex jefe de los Pasdaran. Estos personajes son todos los conservadores declarados seguros y lealtad al líder supremo, Ali Jamenei. Los otros tres candidatos son personajes oscuros que no tienen posibilidad de victoria si es manifiestamente apoyo popular necesario y se han incluido para dar una apariencia de pluralidad competencia electoral de ser miembros de más edad era reformista de Jatami, ex jefe negociador nuclear Hasan Ruhani , el ex vicepresidente Mohammad Reza Aref telecomunicaciones y ex ministro Mohammad Gharazi. De hecho, los votos podrían centrarse en reformista Mohammad Reza Aref, que había anunciado la retirada de la candidatura si se hubiera permitido participar Rafsanjani, pero es un candidato considerado demasiado débil para que apunte a una declaración, y esto confirma la impresión de que el su inclusión se ha dictado por el deseo de presentar una red de aplicaciones en las que no es posible criticar la falta de representación de todo el espectro político, al menos en sus líneas generales. Así que lo que está emergiendo para que Irán sigue siendo un futuro en el que la afirmación del conservadurismo teocrático es vista como una continuación de las posiciones que han marcado la historia reciente del país, un país cerrado al exterior y se posó en la defensa de una visión basado demasiado en el aspecto religioso considerado como un factor de regulación de la vida común de la nación y distintivo en la política internacional, capaz de mejorar el exceso de la importancia de considerar, y ser el país líder de los escitas en el mundo.

Iran am Vorabend der Wahl

In Iran am Vorabend der Wahlen haben die Gitter von den Wettbewerbern, die für das Amt des Präsidenten des Landes konkurrieren skizziert. Die schwierige wirtschaftliche Lage im Iran durch den Druck der internationalen Sanktionen für die Atomfrage und die Lage der Nation in der internationalen Arena werden die wichtigsten Themen, über die Wahl Debatte, die zu den Wahlen vom 14. Juni führen wird, konzentrieren sollte. Denn jetzt, die Wahlthemen, sind jedoch weniger im Mittelpunkt der Liste der Kandidaten, die erlaubt, an den Wahlen Wettbewerb teilnehmen werden. Der Ausschluss von Akbar Hashemi Rafsanjani und Esfandiar Rahim Mashaie ist derzeit das vorherrschende Element der Debatte in dem Land, das ein wichtiger Punkt zu Gunsten des konservativen Flügel des Landes, an der Aufrechterhaltung des Status quo in den Iran gerichtet markiert. Bereits die Situation der reformistischen erscheint sehr schwach und die letzten vier Jahre von Protesten aus der Wiederwahl von Ahmadinejad sind an den meisten konservativen Sektoren des Landes, die wirklichen Machthaber gedient, noch mehr Versuche, zu einer progressiven Alternative zu bewegen, um das bestehende schwächen konzentrierte sich auf die extremen Klima Theokratie. Die Situation für Oppositionsgruppen ist, dass von einer halben Geheimnis, das sie gelegt hat am Rande des politischen und administrativen Iran, sie zu isolieren aus der Zivilgesellschaft mit polizeilichen Maßnahmen. Citizenship ist in der Regel von der schweren wirtschaftlichen Situation geschwächt und die häufigste Gefühl ist, dass von einem grimmigen Resignation. Trotz dieser Situation waren zwei reformistischen Kandidaten, die bis zu den Wahlen, Mir Hossein Mussawi und Mehdi Karroubi zeigte, aber ihre Beschwerden über den Wahlbetrug haben unter Hausarrest verurteilt worden. Der Ausschluss von Rafsandschani, ehemaliger Präsident des Landes im Zeitraum 1989-1997, gerechtfertigt war, wenn auch in verschleierter Weise mit fortgeschrittenem Alter, in der Tat die 78 Jahre des ausgeschlossenen Kandidaten, nur ein Vorwand, der angibt, welche ist die zeigt echten Willen der Erziehungsberechtigten der Orthodoxie: Iran in allen sozialen Schichten, ist nicht monolithisch, das Sie zu tun und zu glauben, dass ein eventueller Anspruch, oder noch schlimmer, eine knappe Niederlage Rafsanjani, wollen drücken könnte das Land in Richtung Proteste als vier Jahre zuvor. Es sollte angemerkt werden, dass Rafsanjani nicht ist eine echte Reformer, aber seine Adresse Potential wird durch den Wächterrat interpretiert, zu einem Pragmatismus, die zu erheblichen Öffnungen im Leben des Staates führen könnte, wie es in den neunziger Jahren des letzten Jahrhunderts geschehen war werden. Für Mashaei großer Verbündeter des scheidenden Präsidenten, sondern es ist eine Ablehnung adressiert an Ahmadinejad, die nicht für die zweite Amtszeit nach dem Gesetz, das ein Mann des Glaubens ist, kann teilnehmen. Die herrschenden Eliten des Landes nicht gefallen hat die Einstellung des populistischen konservativ, aber scheidenden Präsidenten, der die vermeintliche Reinheit des Staates auf religiöser Grundlage gegründet verändert hat. Sowohl die ausgeschlossen waren ein Element der Angst an den ultra-konservativen, die das Land von der kleinsten Zeichen der Erneuerung, diese Ausgrenzung, die auf Kosten von zwei Persönlichkeiten alles andere als reformistische in einem absoluten Sinn nahm zu bewahren suchte, aber sie konnten eine gewisse Variation in machen diese Richtung in einem relativen Sinn, es spiegelt, wie die orthodoxen Kreise des Regimes jede Änderung, auch die kleinste, fürchten aus Angst, dass dies den Erdrutsch von der Burg aus Lehm verursachen, auf denen das System des iranischen Staates. Die Notwendigkeit, die Grenzen immer enger setzen, um die Aufrechterhaltung der bestehenden Ordnung und sogar zu erhöhen, stellte die große Sorge der herrschenden Gruppen von der Notwendigkeit, jede Möglichkeit auszuschließen, um den Status quo zu ändern, oder es kann sofort Formen der Degeneration verursachen, für die vorherrschende Meinung, das System beim Aufbau von Institutionen völlig entgegengesetzten Vorzeichen. Eine Demonstration ist dies ausreichend, um die acht Kandidaten für das Präsidentenamt, die nicht erlaubt war, konkurrieren zu beobachten, unter ihnen gehören Saeed Jalili, der Chefunterhändler in der Atomfrage, Mohammad Qalibaf, Bürgermeister von Teheran, Gholam-Ali Haddad-Adel, ein ehemaliger Sprecher des iranischen Parlaments, Ali Akbar Velayati, ehemaliger Außenminister, Mohsen Rezai, ehemaliger Chef der Pasdaran. Diese Zeichen sind alle Konservativen sicher erklärt und Loyalität gegenüber dem Obersten Führer Ali Khamenei. Die drei anderen Kandidaten sind unverständliche Zeichen ohne Chance auf den Sieg, wenn es offensichtlich ist die Unterstützung der Bevölkerung benötigt und wurden aufgenommen, um einen Anschein von Wahlkampf Vielzahl wobei ältere Mitglieder Ära Khatami reformistischen ehemalige Atom-Chefunterhändler Hasan Ruhani geben , der ehemalige Vizepräsident Mohammad Reza Aref Telekommunikation und ehemaliger Minister Mohammad Gharazi. Tatsächlich sind die Stimmen Reformisten auf Mohammad Reza Aref, der den Rückzug der Kandidatur angekündigt hatte, wenn es erlaubt worden war, Rafsanjani teilnehmen zu konzentrieren, aber es könnte ein Kandidat gilt zu schwach, um einer Erklärung darauf, und dies bestätigt den Eindruck, dass die seine Aufnahme wurde von dem Wunsch, ein Raster von Anwendungen präsentieren, wo es nicht möglich ist, die mangelnde Vertretung aller politischen Spektrums kritisieren, zumindest in groben Zügen diktiert worden. Also, was ist für Iran Schwellenländern ist immer noch eine Zukunft, in der die Bestätigung des theokratischen Konservatismus als eine Fortsetzung der Positionen, die die jüngste Geschichte des Landes geprägt haben gesehen wird, geschlossen ein Land nach außen und thront in der Verteidigung von einer Vision zu sehr auf den religiösen Aspekt als Regulativ für das gemeinsame Leben der Nation und unverwechselbar in der internationalen Politik, in der Lage, den Überschuss der Bedeutung der Berücksichtigung zu verbessern, und als lead nation der Skythen in der Welt gesehen basiert.

Iran à la veille de l'élection

En Iran, à la veille des élections ont souligné la grille des concurrents qui s'affronteront pour le poste de président du pays. La situation économique difficile en Iran, en raison de la pression des sanctions internationales pour la question nucléaire et la position de la nation sur la scène internationale seront les thèmes principaux qui seront axés sur le débat électoral qui mènera aux élections du 14 Juin. Pour l'instant, les questions électorales, cependant, sont moins essentielles à la liste des candidats qui seront autorisés à participer à la compétition électorale. L'exclusion des Akbar Hashemi Rafsanjani, et Esfandiar Rahim Mashaie est actuellement l'élément prédominant du débat dans le pays, qui marque un point important en faveur de l'aile conservatrice du pays, visant à maintenir le statu quo existant en Iran. Déjà, la situation de l'réformiste semble très faible et les quatre dernières années par les protestations de la réélection d'Ahmadinejad sont servis dans les secteurs les plus conservateurs du pays, les vrais détenteurs du pouvoir, d'affaiblir encore plus les tentatives de s'orienter vers une alternative progressiste à l'actuel axée sur la théocratie climatiques plus extrêmes. La situation des groupes d'opposition, c'est que d'un demi-secret, qui les a placés au bord de l'Iran politique et administrative, de les isoler de la société civile dans les opérations policières. La citoyenneté est généralement affaibli par la grave situation économique et le sentiment le plus commun est celui d'une démission sombre. Malgré cette situation, avait deux candidats réformistes qui se sont présentés aux élections, Mir Hossein Mousavi et Mehdi Karroubi, mais leurs plaintes au sujet de la fraude électorale ont été condamnés en résidence surveillée. L'exclusion de Rafsandjani, ancien président du pays pour la période 1989-1997, était justifiée, bien que de façon voilée, à un âge avancé, ce sont les 78 ans de la candidate exclue, ne sont qu'une excuse qui indique qui est le volonté réelle des gardiens de l'orthodoxie: l'Iran présente dans toutes les couches sociales, n'est pas monolithique système que vous voulez faire et croire une réclamation possible, ou pire, une courte défaite Rafsandjani, pourrait pousser le pays vers protestations que quatre ans plus tôt. Il convient de noter que Rafsandjani n'est pas un vrai réformateur, mais son potentiel d'adresse est interprétée par le Conseil des gardiens, à un pragmatisme qui pourrait conduire à des ouvertures importantes dans la vie de l'Etat, comme cela s'était produit dans les années nonante du siècle dernier. Pour Mashaei grand allié du président sortant, il s'agit plutôt d'un rejet adressée à Ahmadinejad, qui ne peuvent participer pour la deuxième fois consécutive après la loi, qui est un homme de foi. Les élites dirigeantes du pays n'aimaient pas le réglage du président conservateur sortant, mais populiste, qui a altéré la pureté supposée de l'Etat fondé sur une base religieuse. Tant les exclus étaient un élément de peur à l'ultra-conservateur qui a cherché à préserver le pays du plus petit signe de renouveau, cette exclusion, qui a eu lieu au détriment des deux personnalités rien mais réformiste dans un sens absolu, mais ils pourraient faire une certaine variation dans cette direction dans un sens relatif, il reflète la façon dont les milieux orthodoxes du régime craignent tout changement, même la plus petite, de crainte que cela va provoquer l'éboulement du château d'argile sur lequel le système de l'Etat iranien. La nécessité de mettre des limites sans cesse plus étroite au maintien de l'ordre établi, et même de l'augmenter, a souligné la grande préoccupation des groupes dominants de la nécessité d'exclure toute occasion possible de changer le statu quo, ou il peut provoquer immédiatement formes de dégénérescence, pour l'opinion dominante, le système en place d'institutions signe complètement à l'opposé. Une démonstration de cela est suffisant pour observer les huit candidats à la présidence qui n'a pas été admis à concourir, parmi eux comprennent Saïd Jalili, le négociateur en chef sur la question nucléaire, Mohammad Qalibaf, maire de Téhéran, Gholam-Ali Haddad-Adel, un ancien président du parlement iranien, Ali Akbar Velayati, ancien ministre des Affaires étrangères, Mohsen Rezai, ancien chef des Pasdaran. Ces personnages sont tous des conservateurs déclarés sûrs et la loyauté envers le Guide suprême Ali Khamenei. Les trois autres candidats sont des personnages obscurs qui n'ont aucune chance de victoire si elle est manifestement le soutien populaire nécessaire et ont été inclus pour donner un semblant de pluralité de compétition électorale étant membres plus âgés ancien négociateur nucléaire en chef Hasan Ruhani de l'ère réformiste Khatami , l'ancien vice-président Mohammad Reza Aref télécommunications et ancien ministre Mohammad Gharazi. En fait, les votes pourraient se concentrer sur réformateur Mohammad Reza Aref, qui a annoncé le retrait de la demande si elle avait été autorisé à participer Rafsandjani, mais il est un candidat jugé trop faible pour pointer vers un communiqué, confirmant l'impression que l' son inclusion a été dicté par le désir de présenter une grille d'applications où il n'est pas possible de critiquer le manque de représentation de tout le spectre politique, au moins dans ses grandes lignes. Donc, ce qui se dessine pour l'Iran est encore un avenir où l'affirmation du conservatisme théocratique est considérée comme une continuation des positions qui ont marqué l'histoire récente du pays, un pays fermé à l'extérieur et Perché dans la défense d'une vision base trop sur l'aspect religieux considérée comme un facteur de régulation de la vie commune de la nation et distinctif dans la politique internationale, en mesure d'améliorer l'excédent de l'importance de considérer, et le pays chef de file des Scythes dans le monde.

Irã na véspera da eleição

No Irã, na véspera das eleições esbocei a grade dos concorrentes que irão competir para o cargo de presidente do país. A difícil situação econômica no Irã, devido à pressão das sanções internacionais para a questão nuclear ea posição do país na arena internacional serão os temas-chave que irá focar o debate eleitoral que conduzirá às eleições de 14 de Junho. Por enquanto, as questões eleitorais, no entanto, são menos centrais para a lista de candidatos que serão autorizados a participar na competição eleitoral. A exclusão Akbar Hashemi Rafsanjani, e Esfandiar Rahim Mashaie é atualmente o elemento predominante do debate no país, que marca um importante ponto a favor da ala conservadora do país, visando a manutenção do status quo existente no Iran. Já a situação do reformista parece muito fraco e os últimos quatro anos por protestos da reeleição de Ahmadinejad são servidos nos setores mais conservadores do país, os detentores reais do poder, para enfraquecer ainda mais as tentativas de avançar para uma alternativa progressista ao existente focado na teocracia clima mais extremo. A situação dos grupos de oposição é a de um meio secreto, que os colocou na ponta do Irã política e administrativa, isolando-os da sociedade civil, com operações policiais. Cidadania é geralmente enfraquecido pela grave situação econômica eo sentimento mais comum é a de uma resignação sombria. Apesar desta situação, foram dois candidatos reformistas que compareceram às eleições, Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, mas suas queixas sobre a fraude eleitoral ter sido condenado em prisão domiciliar. A exclusão de Rafsanjani, ex-presidente do país no período de 1989-1997, foi justificada, embora de forma velada, com a idade avançada, na verdade, os 78 anos do candidato excluído, são apenas uma desculpa que indica qual é o vontade real dos guardiões da ortodoxia: Iran presente em todos os estratos sociais, não é um sistema monolítico que você quer fazer e acreditar em uma possível reclamação, ou pior, uma estreita derrota Rafsanjani, poderia empurrar o país para a protestos como quatro anos antes. Deve-se notar que Rafsanjani não é um reformador real, mas o seu potencial endereço é interpretado pelo Conselho Tutelar, a um pragmatismo que poderia levar a aberturas significativas na vida do Estado, como aconteceu na década de noventa do século passado. Para Mashaei grande aliado do presidente cessante, em vez disso, é uma rejeição dirigida a Ahmadinejad, que não pode participar, pela segunda vez consecutiva, após a lei, que é um homem de fé. As elites dominantes do país não gostou da definição do conservador, mas cessante presidente populista, que alterou a suposta pureza do estado fundada em uma base religiosa. Ambos os excluídos eram um elemento de medo para o ultra-conservador que procurou preservar o país desde o menor sinal de renovação, esta exclusão, que ocorreu à custa de duas personalidades nada, mas reformista em um sentido absoluto, mas eles poderiam fazer alguma variação no Neste sentido, num sentido relativo, ele reflete como os círculos ortodoxos do regime temem qualquer mudança, mesmo o menor, por medo de que isso irá causar o desabamento do castelo de barro em que o sistema do Estado iraniano. A necessidade de colocar limites cada vez mais para a manutenção da ordem estabelecida, e até mesmo aumentá-lo, notou a grande preocupação dos grupos dominantes da necessidade de encerrar todas as oportunidades possíveis para alterar o status quo, ou pode causar imediatamente formas de degeneração, por a visão dominante, o sistema para a construção de instituições sinal completamente oposto. Uma demonstração disso é suficiente para observar os oito candidatos a presidente que não foi autorizado a competir, entre eles incluem Saeed Jalili, o principal negociador sobre a questão nuclear, Mohammad Qalibaf, prefeito de Teerã, Gholam-Ali Haddad-Adel, um ex- Presidente do Parlamento iraniano, Ali Akbar Velayati, ex-ministro das Relações Exteriores, Mohsen Rezai, ex-chefe do Pasdaran. Esses personagens são todos conservadores declarados seguros e lealdade para com o Líder Supremo Ali Khamenei. Os outros três candidatos são personagens obscuros com nenhuma chance de vitória, se for manifestamente apoio popular, necessário e foram incluídas para dar uma aparência de pluralidade competição eleitoral serem membros mais velhos era reformista de Khatami, ex-chefe negociador nuclear Hasan Ruhani , o ex-vice-presidente Mohammad Reza Aref telecomunicações e ex-ministro Mohammad Gharazi. Na verdade, os votos poderia incidir sobre reformista Mohammad Reza Aref, que havia anunciado a retirada da candidatura se tivesse sido autorizado a participar Rafsanjani, mas ele é um candidato considerado fraco demais para apontar para uma declaração, e isso confirma a impressão de que o sua inclusão foi ditada pelo desejo de apresentar uma grade de aplicações onde não é possível criticar a falta de representação de todo o espectro político, pelo menos em linhas gerais. Então, o que está surgindo para o Irã ainda é um futuro onde a afirmação do conservadorismo teocrático é visto como uma continuação das posições que marcaram a história recente do país, um país fechado ao exterior e Empoleirado na defesa de uma visão baseado muito no aspecto religioso visto como um fator regulador da vida comum da nação e distintivo na política internacional, capaz de aumentar o excedente da importância de se considerar, e ser a nação líder dos citas no mundo.

Иран накануне выборов

В Иране накануне выборов наметили сетку конкурентов, которые будут бороться за пост президента страны. Сложная экономическая ситуация в Иране, в связи с давлением международных санкций за ядерной проблемы и положение нации на международной арене будет ключевым темам, которые будут сосредоточены на выборах дискуссия, которая приведет к выборам от 14 июня. В настоящее время, вопросы выборов, однако, являются менее важными в список кандидатов, которые будут допущены к участию в избирательной кампании. Исключение Акбар Хашеми Рафсанджани, и Эсфандияр Рахим Машаи в настоящее время является преобладающим элементом дискуссий в стране, которое знаменует важную точку в пользу консервативного крыла страны, направленные на сохранение статус-кво существующих в Иране. Уже ситуации реформистского появляется очень слабо и за последние четыре года на протесты со стороны переизбрание Ахмадинежада подаются в самых консервативных секторов страны, реальная носители власти, ослабить даже больше попыток перейти к прогрессивной альтернативой существующим сосредоточены на более экстремальный климат теократии. Ситуация оппозиционных групп в том, что пол-тайна, которая поставила их на край политической и административной Иран, изолируя их от гражданского общества с полицейскими операциями. Гражданство, как правило, ослаблен тяжелой экономической ситуации и наиболее распространенных ощущение, что из мрачной отставке. Несмотря на сложившуюся ситуацию, было два реформистских кандидатов, кто пришел на выборы, Мир Хосейн Мусави и Мехди Карруби, но их жалобы на фальсификацию выборов были осуждены под домашним арестом. Исключение Рафсанджани, бывший президент страны в период 1989-1997, был оправдан, хотя и в завуалированной форме, с преклонным возрастом, на самом деле 78 лет исключенного кандидата, являются лишь предлогом, что указывает, какой является действительную волю хранители ортодоксии: Иран присутствует во всех социальных слоях, не является монолитной системы, которую вы хотите сделать, и верю возможных претензий, или еще хуже, узкая поражения Рафсанджани, может подтолкнуть страну к Протесты, как четырьмя годами ранее. Следует отметить, что Рафсанджани не настоящего реформатора, но его адрес потенциального интерпретируется Советом стражей, к прагматизму, что может привести к значительному отверстия в жизни государства, как это произошло в девяностые годы прошлого века. Для Mashaei большим союзником уходящего президента, а это отказ на имя Ахмадинежада, который не может участвовать на второй срок подряд после принятия закона, который является человеком верующим. Правящие элиты страны не понравилась установка популистские консервативная, но уходящий президент, который изменил предполагаемое чистоту государство, основанное на религиозной основе. Оба были исключены элемент страха к ультра-консерватор, который стремился сохранить страну от самых маленьких знаком обновления, это исключение, которое состоялось за счет двух личностей ничего, кроме реформистских в абсолютном смысле, но они могли бы сделать некоторые изменения в это направление в относительном смысле, оно отражает то, как православных кругах режима боятся любых изменений, даже самый маленький, опасаясь, что это вызовет оползень замка из глины, на котором система иранского государства. Необходимость положить границы все ближе к поддержанию установленного порядка, и даже увеличить его, отметил большую озабоченность доминирующих групп в необходимости исключать любую возможность, чтобы изменить статус-кво, или это может привести немедленно формы дегенерации, для доминирующей точки зрения, система на пути к созданию учреждений полностью противоположным знаком. Демонстрация этого достаточно заметить, восемь кандидатов в президенты, который не был допущен к соревнованиям, в том числе включать Саид Джалили, главный переговорщик по ядерной проблеме, Мохаммад Калибаф, мэром Тегерана, Голам Али Хаддад-Адель, бывший Спикер парламента Ирана Али Акбар Велаяти, бывший министр иностранных дел Мохсен Резаи, бывший начальник Пасдаран. Эти символы являются консерваторами объявлен безопасным и лояльность по отношению к верховным лидером Али Хаменеи. Три других кандидатов неясны символов без шансов на победу, если она является явно популярны поддержку, необходимую и были включены, чтобы дать подобие избирательного множество конкуренции будучи старше членов реформистских эпохи Хатами бывший главный переговорщик по ядерным вопросам Хасан Ruhani , бывший вице-президент Мохаммад Реза Ареф телекоммуникаций и бывший министр Мохаммад Gharazi. В самом деле, голоса могут сосредоточиться на реформистские Мохаммад Реза Ареф, который объявил о выводе кандидатуру если бы он был допущен к участию Рафсанджани, но он является кандидатом считается слишком слабым, чтобы указать на заявление, и это подтверждает впечатление, что его включение было продиктовано желание представить сетку приложениях, где это не возможно, чтобы критиковать отсутствие представления всех политическому спектру, по крайней мере в общих чертах. Так что становится для Ирана все еще будущее, в котором утверждения теократического консерватизма рассматривается как продолжение позиции, которые отметили недавнюю историю страны, страны, закрытой для внешнего и уселся в обороне видения чрезмерно ориентированы на религиозном аспекте рассматривается как фактор, регулирующий общие жизнь нации и отличительные в международной политике, иметь возможность повысить превышение важность рассмотрения и быть ведущей страной скифов в мире.